
Per non dimenticare

"...Nel nuovo stadio che stiamo costruendo ci sarà
un luogo dedicato a ricordare le vittime di quella serata,
che sono sempre nei nostri cuori. Vogliamo che il
loro ricordo ci accompagni anche nella nostra nuova casa».
Andrea Agnelli 29 maggio 2010
39 volte grazie, Presidente Agnelli...

29 Maggio 1985 - 2010
25° Anniversario della strage dell'Heysel
Il cielo sopra Torino
25
anni. Quanto inchiostro versato su quella
coppa, prima “insanguinata”, poi “maledetta”, per qualcuno “della vergogna”,
per altri “alla memoria”... Sarebbe stato più giusto lasciarla lì, nel
cantuccio di quello spogliatoio affollato e sudato, nella medesima scatola
di legno nella quale era ci era stata consegnata, informalmente, al
termine della gara, da un messo degli avidi mercanti di un circo di
fortuna senza le gabbie per le bestie feroci e senza la rete per gli
acrobati. Si doveva occultare quel feticcio in quella processione sconsacrata
e placare quella gioia effimera dal piacere sordo che offese le vedove,
le madri e i padri, gli orfani, due volte nell'arco di un giorno, all'aeroporto
di Caselle ancor più che sul campo.
25
anni e il timbro
della colpa è ancora lì in quei filmati, allucinanti, beffardi e orgiastici
che fanno più male oggi al rimorso di chi vinse ieri, se pur legittimamente.
25 anni che
la Juventus ha smarrito la memoria di quei 39
nomi e cognomi per i quali non si è fregiata
nemmeno di un piccolo segno in bacheca e dei quali al momento non v'è
traccia alcuna nel suo sito ufficiale.
25
anni fa apparve una piccola stele nel
giardino privato della sede sociale di Piazza Crimea, poi non un grammo
di più, ma un silenzio, greve, ingeneroso, per alcuni aspetti indegno.
L'imbarazzo di pronunciarle quelle maledette sei lettere della parola
“Heysel” è stato l'unico vero punto in comune di tutte le dirigenze
della società. Un balbettio irriconoscente verso chi è caduto con la
Juventus nel cuore, verso i loro familiari e verso chi, ferito, ne porta
ancora le stigmate nel corpo e nello spirito.
25
anni fa quella prima ingombrante Coppa
dei Campioni e c'era anche una sciarpa bianconera appesa ad una delle
sue grandi orecchie, poi è scomparsa con l'illusione che sparisse la
morte assieme al sudario. Penso a quante altre bandiere e sciarpe bianconere
ricoprirono quei volti sfigurati, privati del tempo e dello spazio e
di un sogno, per sempre negati ai loro cari. Eppure, quella coppa e
le sue vittime resteranno vincolate per l'eternità, non avrebbe più
alcun senso disgiungerle, ora, ma molto più significato sposarle definitivamente
nell'abbraccio di un alloggio comune. Un monumento per celebrarlo ad
ogni sguardo, in un luogo fisico della memoria.
25
anni, ma non è mai tardi per chiedere
perdono. Signora, smetti di pensare per un momento al tuo guardaroba,
inginocchiati e riabbraccia i tuoi figli dispersi nel Belgio. Poi guarda
fisso in alto ed ascoltali mentre t'invocano, angeli, nel loro canto:
Juve... Juve... Juve... Juve... Li senti ? Sono ancora tutti lì,
insieme, non hanno mai smesso di amarti un istante. Eleva in quel cantiere
di Torino una preghiera di cemento al cielo ed amali esattamente come
non li hai mai pianti. Trova loro una dignitosa dimora per farci accarezzare
quei nomi scritti dall'oro e dal sangue e converti la vergogna del lungo
inverno dei tuoi silenzi in una primavera del cuore.
Silenzio... Memoria...Onore...
14 Aprile 2010
Domenico
Laudadio
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