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Cerimonie della Juventus Football Club 17-19.06.1985
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Sedi del Comune e della Juventus Fc, Torino 17-19.06.1985
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"Viaggio di Pace e Riconciliazione" delle Autorità Civili e Religiose
Commemorazione a Cura delle Città di Liverpool e Torino
  Cerimonie a Torino      Partenza da Liverpool  
 

Alla Juventus scambi di doni e strette di mano

di Angelo Caroli

Disponibilità per una partita amichevole. Edoardo Agnelli: "sdrammatizzare lo sport". Boniperti: "Non c'è calcio europeo senza inglesi".

La seconda tappa torinese di questa "corsa" verso la pace ("Anche se fra le due città non c'è mai stata guerra" aveva dichiarato in mattinata il sindaco Cardetti) è portata a termine dalla delegazione di Liverpool in poco meno di mezz'ora. Verso le ore 16 di ieri, un centinaio di persone sostavano in Galleria San Federico formando un corridoio di silenzio, forsanche nel tentativo di interpretare meglio nelle espressioni degli ospiti inglesi un segno di una commozione ancora viva. Molti applausi per John Welsh, il salvatore di tante vite in quella notte d'inferno. Alle 16,25 la delegazione britannica viene presentata dall'assessore allo sport Elda Tessore al presidente della Juventus, Giampiero Boniperti. Il messaggio di pace continua dunque il proprio iter, affinché i sentimenti di una città e di una popolazione vengano espressi anche in una sede sportiva, appunto quella della Juventus. C'è subito lo scambio di doni: Boniperti offre al sindaco Hugh Dalton un piatto d'argento in cui sono incastonati 21 scudetti e incise le date della storia bianconera; il capo delegazione di Liverpool ricambia con tre splendide stampe a colori, riproducenti i più emblematici monumenti della città inglese e incorniciate in legno di noce orlato d'oro. Attorno a Boniperti si notano Edoardo Agnelli, figlio dell'avvocato Giovanni, i dirigenti Giordanetti, Chiusano, Ferrero, Ventimiglia, Cavalli d'Olivola, Voglino, Giancarlo Catella, Chesta e Zanon. Prende la parola Hatton, co-sindaco di Liverpool, il quale, nel sottolineare il proprio dolore per i fatti verificatisi a Bruxelles si dichiara "ottimista per il varo dell'amichevole da disputarsi fra la Juventus e il Liverpool, con incasso da devolversi a favore delle famiglie delle vittime". Dopodiché c'è l'intervento di Edoardo Agnelli, il quale precisa di rappresentare la sua famiglia. "E penso che questo faccia piacere a mio padre. Per quanto concerne l'amichevole non posso rispondere, poiché a decidere sarà la società. E' comunque importante che vi siano tanti segnali di amicizia provenienti da Liverpool. Il tragico incidente di Bruxelles non è certo considerato da mio padre e da me come un atto degli inglesi verso gli italiani. Va cercato più generalmente nella natura dell'individuo. Occorre perciò sdrammatizzare lo sport, e certi suoi concetti esasperatamente legati alla vittoria, e riportarlo nell'ambito dei suoi valori più autentici, nel tentativo di evitare il ripetersi di tragedie. Provo nei confronti della gente di Liverpool sentimenti di amicizia. E' chiaro che i problemi di disoccupazione esistenti in quella città generano rabbia, dunque violenza. Perciò vanno migliorate certe condizioni di vita". Il presidente della Juventus, Giampiero Boniperti, dal canto suo precisa di "essere in contatto continuo con gli esponenti del Liverpool per studiare e programmare un'amichevole, anche tra formazioni miste. Siamo perciò disponibili a collaborare con l'UEFA (c'è tuttora un suo veto), affinché l'esito sia positivo, anche perché non c'è calcio europeo senza calcio inglese. Finora i contatti fra le due società sono stati fatti oggetto di una esagerata pubblicità. Vorremo perciò che attorno alla vicenda si facesse meno clamore". Macchine fotografiche e telecamere sono rimaste in azione per la durata dell'incontro. Particolarmente preso di mira John Welsh e sua moglie Marie. L'angelo di Liverpool partirà questa mattina per Rimini, dove rimarrà in vacanza per una decina di giorni. Non assisterà, dunque, alla partita di Coppa Italia che la Juventus giocherà questa sera al Comunale con il Milan. Anche a nome dell'Everton (seconda squadra della città inglese a militare nel campionato di prima divisione) parla infine il vicepresidente del Liverpool Corkisk: "Porto a voi tutti il saluto del mio club e di una città. Condividiamo il vostro dolore e proviamo orrore al solo pensiero di ciò che è accaduto a Bruxelles. Perciò faremo il possibile, in rapporto a quelle che sono le nostre competenze, per migliorare il futuro". Alle 16,55 la delegazione inglese lascia la sede della Juventus. Si attarda John Welsh. Vuole dare un'ultima occhiata alle fotografie che raccontano la storia del club bianconero.

19 giugno 1985 

Fonte: Stampa Sera

Poi dalla Juve, accolti da Agnelli "baby"

La delegazione ha fatto visita alla società - Forse una partita di riconciliazione

DALLA NOSTRA REDAZIONE. TORINO - Juventus e Liverpool insieme, a venti giorni dagli orrori di Bruxelles. II fatidico "embrassons nous" avviene nella sede della "Vecchia Signora". In Galleria San Federico qualche curioso ciondola stancamente sin dalle prime ore del pomeriggio. Momenti di imbarazzo per il ritardo della "leadership" bianconera mentre i fotografi caricano i ferri del mestiere e danno vanamente la caccia al trofeo di Coppa Campioni. Finalmente, con passo atletico, entra in scena Boniperti, seguito a ruota da un giovanotto il cui principale titolo di merito è quello di essere l’erede della famiglia Agnelli: Edoardo, figlio di Gianni, il presidente onorario della Juventus". E siamo allo scambio di doni in segno di amicizia (stampe per i bianconeri, un piatto d'argento per gli inglesi) che ricordano quelli tra Giulio Cesare ed i britanni. Prende la parola Edoardo Agnelli. "E’ il discorso della corona", sussurrano i maliziosi, mentre l'"erede al trono" con un perfetto inglese dall’accento americanizzante (sottolineano i conoscitori di idiomi) attacca: "Sarà contento anche papà perché sono qui io a rappresentare la famiglia". Nell’ombra, Boniperti deglutisce a fatica il calice amaro dell’emarginazione. "Non faccio parte della squadra, tuttavia apprezziamo . prosegue Edoardo Agnelli - la dimostrazione di gentilezza e di amicizia delle personalità di Liverpool. L'incidente non viene inteso, ne’ da parte di mio padre, ne’ da parte mia, come un gesto violento degli inglesi contro gli italiani. La città di Liverpool soffre di una grave crisi economica e la disoccupazione ha portato alla violenza". Fa da contraltare al giovane Agnelli, mister Corkish, vice presidente del Liverpool, che esclama: "Ripeto nella sede della Juventus cose già dette stamane a Palazzo Civico. Porto il saluto della città, dei suoi tifosi, dei dirigenti e dei giocatori. Ci auguriamo che possa essere ripetuta la partita tra noi e la Juventus con incasso devoluto alle famiglie delle vittime. Noi condividiamo il dolore e l’orrore per quanto è accaduto, però confidiamo nel futuro, con la voglia di fare tutto ciò che è necessario per migliorare il calcio". Ultimo a parlare, quasi a mo’ di congedo, il presidente Giampiero Boniperti: "Siamo in contatto con il Liverpool per studiare una iniziativa, sempre con l’appoggio dell’Uefa, che non sia però troppo reclamizzata, ne’ organizzata con pomposità. La Juventus darà parere positivo all’Uefa per la riammissione del calcio inglese nelle coppe europee. Il calcio continentale - ammicca Boniperti -non è più tale senza le squadre d’oltre Manica". m. r.

19 giugno 1985

Fonte: L’Unità

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