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30.09.2017: "Questa foto mi è stata mandata ieri sera da un amico. È stata scattata subito dopo la fine della partita Union Saint-Gilloise contro Cercle Brugge. Si noti, quando non vi sono cerimonie ufficiali, il grado di rispetto per la lapide a ricordo dei 39 Angeli dell’Heysel". Beppe Franzo  (Fonte: Pagina Facebook Ass. "Quelli di…via Filadelfia")

Juventus, oltraggiati gli angeli dell'Heysel

Vergogna a Bruxelles

di Elvira Erbì

La targa dei morti juventini "accerchiata" dai bidoni dell'immondezza.

TORINO - Senza parole. I bidoni dell’immondezza che "assediano" la targa a ricordo dei 39 angeli che hanno perso la vita il 29 maggio 1985 a Bruxelles sotto la furia degli hooligans. Senza parole, davvero. La foto è postata da www.saladellamemoriaheysel.it che tiene vivo il ricordo di quella tragica serata (Juventus-Liverpool, la Champions più triste e dolorosa per i tifosi bianconeri). "Stade "Roi Baudouin" (HEYSEL) 29.09.2017: "Il lupo perde il pelo, ma non il vizio"... VERGOGNA BRUXELLES !!!", si legge. Un’immagine che colpisce per l’assenza di sensibilità da parte delle autorità del luogo, fors’anche dei gestori dell’impianto. Senza parole…

3 ottobre 2017

Fonte: Tuttosport.com

 Heysel, altra ferita per il tifo bianconero:

bidoni dell'immondizia sotto la lapide

L'infelice sistemazione ritratta in una immagine che sta facendo il giro del web.

Brutto episodio dal Belgio, o in ogni caso una infelice scelta logistica nell'organizzazione dello Stadio Baldovino II, o come più tristemente famoso stadio Heysel. Probabilmente una iniziativa involontaria, ma sta facendo il giro della rete l'oltraggiosa sistemazione dei bidoni dell'immondizia proprio sotto la targa commemorativa delle 39 vittime della violenza degli hooligans del Liverpool nella finale di coppa dei Campioni del 1985. Una immagine prontamente rilanciata dal sito della Sala della Memoria Heysel, e ripresa da Tuttosport.

3 ottobre 2017

Fonte: Fantagazzetta.com

Spazzatura sotto la targa per i 39 dell’Heysel

A Bruxelles sono stati posizionati cassonetti sotto la targa che ricorda la tragedia del 1985.

Tutti ricordano quanto avvenuto a Bruxelles il 29 maggio del 1985. Una delle pagine più brutte della storia dello sport, con 39 tifosi della Juventus che persero la vita. Dalla pagina Facebook di www.saladellamemoriaheysel.it arriva la segnalazione: la targa che ricorda la tragedia dell’Heysel è stata "incorniciata" dall’immondizia. Un vero oltraggio alla memoria delle vittime, che secondo la stessa pagina non sarebbe nemmeno il primo.

2 ottobre 2017 

Fonte: Juvenews.it

Vergogna a Bruxelles, bidoni e cassonetti

sotto la targa che ricorda i 39 angeli dell'Heysel

Laudadio: "Ennesimo oltraggio, pensano di nascondere sangue innocente con cemento e immondizia".

Una distesa di bidoni  e cassonetti dell'immondizia posizionati sotto la targa che ricorda i 39 morti del 29 maggio ’85, a Bruxelles. La denuncia arriva dal Museo Virtuale Multimediale www.saladellamemoriaheysel.it, gestito da anni con passione da Domenico Laudadio. "Stade "Roi Baudouin" (HEYSEL) 29.09.2017: "Il lupo perde il pelo, ma non il vizio"... VERGOGNA BRUXELLES !!! Recidivi, si legge nella pagina facebook della stessa Sala della Memoria che sottolinea purtroppo come atti vergognosi di questo tipo, che offendono, appunto, la memoria dei 39 angeli dell'Heysel, si siano verificati anche in passato. Contattato da Tuttojuve.com, Domenico Laudadio ha espresso tutto il suo disappunto per l'ennesimo oltraggio: "A Bruxelles pensano davvero che il cemento possa aver nascosto il sangue innocente del 29.05.1985 ristrutturando quel vecchio catino fatiscente dell’Heysel nel quale 39 cittadini della comunità europea (32 italiani, 4 belgi, 2 francesi, 1 irlandese) persero la vita per mano degli hooligans inglesi ed a causa d’imperdonabile miopia organizzativa dell’Uefa e delle omissioni nella gestione dell’ordine pubblico dei belgi - attacca il "custode" del Museo Virtuale Multimediale saladellamemoriaheysel.it. Lo pensano a tal punto che sono passati addirittura dal cemento all’immondizia in un luogo dove, transennato, andrebbero posati soltanto fiori. Cronologicamente distanti dalle fanfare e dai visi contriti delle cerimonie ufficiali degli anniversari di maggio al Comune di Bruxelles non sembra tanto uno sfregio allineare una lunghissima serie di bidoni verdi sullo stesso posto dove i martiri dell’Heysel giacevano privi di vita nel giorno della grande vergogna del calcio Europeo. Non si pensa al dolore che questa immagine può arrecare a chi è orfano di un affetto senza ritorno. Di questo ennesimo oltraggio ho informato personalmente Andrea Lorentini, il Presidente dell’Associazione dei Familiari delle vittime. La memoria è per prima cosa rispetto e va tutelata in ogni dove, è una questione di sensibilità, ma nel caso specifico di Bruxelles, sarebbe come pretendere di insegnare il valzer a un somaro. VERGOGNA, +39 RISPETTO !", ha concluso Domenico Laudadio.

2 ottobre 2017

Fonte: Tuttojuve.com - Fotografia: Mimmo Lombardi

La lumière est la mémoire

di Domenico Laudadio

Nonostante le puntuali segnalazioni all'amministrazione comunale della capitale europea ancora problemi d’incuria all’illuminazione della meridiana monumento dedicata alle vittime dello stadio Heysel di Bruxelles nell’area adiacente all’ex stadio.

Un attore, quando ancora mi dilettavo amatorialmente nella scrittura e nella regia del mio adorato teatro di prosa, mi disse che su ogni palcoscenico restava impressa fantasmagoricamente una parte di noi… Aveva sensibilmente ragione. Mi emozionava molto pensare che sulla sedia del mio camerino erano passati anche Eduardo, la Melato o Giorgio Albertazzi… Cosa rimane, invece, della tragedia dell’Heysel davanti al piazzale dello stadio dove furono allineati i poveri corpi delle vittime è invece al momento ben visibile in un simbolo scultoreo luminescente: la meridiana inaugurata nel 2005 in occasione del ventennale della strage. Brillano 39 piccole luci sul braccio svettante al cielo ed altre 39 sono incastonate nel pavimento. Inevitabilmente le lampade si fulminano, esattamente come il fato crudele spense le vite dei 39 angeli in quel pomeriggio maledetto del 29 maggio 1985. Capita che tifosi mi scrivano per segnalarmelo, delusi. Indifferenza e menefreghismo alla base della mancanza di cura da parte dell’amministrazione locale per quelle lucine, uno sfregio al loro palese significato. La lumière est la mémoire. La luce è memoria, spegnetela e il mondo calerà nelle tenebre, le stesse che offuscano le menti decerebrate di chi offende tutti i morti del pallone negli stadi ad ogni latitudine dello stivale. Il buio è il vero padrone del mondo, ma si può sconfiggerlo accendendosi nello sfregarsi di un atto di amore nel concepimento di un figlio o di una opera d’arte in quell’all’attimo irripetibile del talento che è caro ad ogni artista, nell’abbraccio insperato di due litiganti. La luce è vita, speranza di andare oltre ciò che non si può vedere… Ho scritto altre volte al Borgomastro di Bruxelles, sono cambiate le facce dei politici, ma le luci tramontano sempre inesorabilmente come le buone intenzioni di chi a volte ha saputo anche rispondermi con sorprendente celerità. Ognuno di quei faretti è per noi un volto caro, una carezza che non è ritornata. Oggi è la festa del papà, mi è difficile non pensare a Giovanni e Andrea Casula, padre e figlio caduti all’Heysel uno al fianco dell’altro nella calca omicida causata dalle cariche di quelle bestie rosse di satana. Un abbraccio ora divenuto eterno, altissimo e irraggiungibile per noi che possiamo condividerlo soltanto con un segno semplice fatto d’incandescenza fra terra e cielo. Molto più di dieci lampade fulminate, molto più d’una voce di spesa nel bilancio consuntivo e preventivo di una capitale europea, perché senza luce non v’è memoria, perché il buio s’insinua nelle menti dalla creazione a profanare la ragione e la dignità degli uomini prossimi al baratro della stoltezza. Vigilare su di esse e riaccenderle sempre o per sempre: la nostra piccola preghiera al Sindaco di Bruxelles. Anzi, riaccendiamoci anche noi, tutti, perché, come sentivo cantare dolcemente alcuni anni fa in un noto salmo: "La ténèbre n'est point ténèbre devant toi: la nuit comme le jour est lumière". E così sia…

19 marzo 2014

Fonte: Saladellamemoriaheysel.it

"Quei bidoni offendono la memoria dell'Heysel"

Lui, quel giorno, c'era. "Era la mia prima partita all'estero, il mio primo viaggio in aereo, ho vissuto da vicino quella tragedia. Ho conservato, per anni, il biglietto di quella partita, sporco di sangue. Quel biglietto, ora, è al museo del calcio a Coverciano". Gianni Gullo, sanremese, è un uomo di calcio. Ex presidente della Sanremese, osservatore internazionale per conto di grandi club (Juventus, Milan, ora il Monaco) gira l'Europa a caccia di talenti emergenti. E, in una puntata in Belgio, al famigerato stadio Heysel (che ora si chiama stadio Re Baldovino) ha scoperto una cosa che ha dell'incredibile: sotto la targa che ricorda i 39 tifosi juventini morti nella tragedia del 29 maggio 1985 in occasione di Liverpool-Juventus finale di Coppa dei Campioni ci sono due cassonetti della spazzatura. "Ero all'Heysel per seguire Belgio-Germania - racconta Gullo - Ho visto la targa e i cassonetti. Era buio. Sono tornato il giorno dopo e ho avuto conferma. Ho protestato con un custode e lui mi ha risposto malamente, apostrofandomi "Italien" in modo dispregiativo. Ma è incredibile. Non si può offendere quella tragedia in questo modo. Tanto più che ci sono decine e decine di metri di muro per sistemare quei cassonetti". Gullo non si è limitato a protestare con il custode. Ha protestato via internet, ha segnalato la cosa ad alcuni amici e la sua indignazione è diventata l'indignazione di tanti altri, una protesta amplificata per mille, a livello internazionale, sul web. "Lo specchio di una società sempre più misera e meschina", ha scritto Eurosport.it. Stessi toni su tanti altri siti (saladellememorieheysel, tuttomercatoweb, vecchiasignora, tuttojuve, etc). Ma non c'è da stupirsi più di tanto. Il Belgio ha sempre tentato di rimuovere quella tragedia. Già nel 2000, agli Europei, fu impedito ad una delegazione italiana di portare fiori sotto quella targa. Per i responsabili dell'ex Heysel meglio la spazzatura !

27 ottobre 2010

Fonte: La Stampa

La memoria dei nostri cari nella spazzatura

UNA VERGOGNA, CHIEDI SCUSA, BRUXELLES !!

"Ora si cestina anche il ricordo"

di Ivan Zazzaroni

Questa foto spiega più di tante parole quanto in basso si possa spingere l'animo umano. L'immagine, scattata da Gianni Gullo, è lo specchio di una società sempre più misera e meschina che non ha rispetto neppure per le vittime di una tragedia come quella dell'Heysel.

Due bidoni della spazzatura abbandonati a pochi centimetri dalla targa che ricorda i 39 morti del 29 maggio ’85, l’Undici settembre del calcio. Un’immagine di una violenza cruda, e non solo simbolica. La foto l’ha scattata un osservatore del Monaco ed ex del Milan, Gianni Gullo, che era a Bruxelles per seguire Belgio-Germania, qualificazioni a Euro 2012: me l’ha inviata due sere fa accompagnandola con queste parole: "Sono indignato, io quel giorno c’ero: quei bidoni davanti alla targa sono uno schifo. Fallo sapere a tutti, ti prego". Il dolore, l’emozione, la coppa insanguinata, la civiltà, la Juve e il Liverpool, la memoria, il passato e il presente di trentanove disgraziatissime famiglie: tutto è finito nella spazzatura della superficialità, della volgarità e dell’insensibilità, malattie che non risparmiano nessuno. C’ero anch’io venticinque anni fa all’Heysel per la finale della coppa dei campioni, fu la mia prima uscita da inviato del "Guerin Sportivo": non ho mai dimenticato la luce di quella sera e l’odore della morte. Ora mi auguro che la nuova Juve si muova facendo presente alle autorità del calcio europeo e del Belgio - muovano a se stesse l’umiliante addebito - che l’incuria e la mancanza di rispetto sono inaccettabili quando violano il ricordo.

16 Settembre 2010

Fonte: Eurosport.it

L'Italia torna nello stadio della morte, il famigerato Heysel,

ma i belgi ricordano i 39 morti con una targa, sopra i rifiuti

di Lorenzo Sani

BRUXELLES, 12 GIUGNO - Un'iscrizione simile a quella che in certi palazzi appone l'ingegnere che ha progettato i lavori per firmare la sua opera. Altro che fiori: rifiuti da stadio per ricordare le 39 vittime dell'Heysel, idealmente seppellite nella maniera più umiliante sotto la curva, a pochi passi da quel settore Z che improvvisamente si trasformò nella più sanguinaria tonnara del tifo calcistico. Forse le autorità belghe hanno pensato che fosse sufficiente una ristrutturazione radicale e profonda di quell'impianto fatiscente, o che bastasse cambiare il nome dedicando a re Baldovino quello che quindici anni fa fu il teatro di uno dei momenti più bui e dolorosi del nostro sport, per cancellare anche il ricordo di quel tragico giorno di fine maggio. Anche il contenuto della lapide, al limite dell'anonimato, rischia di ingenerare l'equivoco: 29-5-1985, in memoria. Una data, due parole, sopra i bidoni della spazzatura. Tutto qui, un omaggio offensivo nel segno della raccolta differenziata del dolore. Bruxelles capitale d'Europa dimentica, stende un velo irriverente e per nulla pietoso sul sangue versato da tanta gente comune che pensava di vivere solo un lungo attimo di partecipazione collettiva alla festa del pallone e che oggi, invece, non c'è più. Il tranquillo Belgio che troppo spesso, ultimamente, ha scoperto il fuoco della vergogna sotto la cenere dell'indifferenza e dell'attaccamento maniacale alle questioni di forma, preferisce evidentemente annacquare la sostanza, cancellando le ferite di un passato che ancora affligge 39 famiglie, padri, madri, figli, fratelli e sorelle che in quella finale di coppa dei campioni tra Juventus e Liverpool, stemperatasi nell'agghiacciante telecronaca della morte in diretta, hanno perso gli affetti più cari. Un bene che nessuna ristrutturazione potrà mai restituire loro e che era legittimo attendersi fosse ricordato con onestà, coscienza e rispetto non solo a Reggio Emilia dove, di fronte al vecchio stadio Mirabello, un monumento rammenta a tutti il pesante tributo di quel sangue innocente, perché tra i morti, quel 29 maggio 1985, c'era anche un fotografo reggiano, Claudio Zavaroni. Questo rimane dell'Heysel quindici anni più tardi, sul luogo del delitto, in una terra che, assolutamente impreparata, torna ad ospitare un grande kermesse come l'Europeo di calcio preoccupandosi soprattutto di svuotare le carceri e di creare nuove sale negli obitori aspettando la calata degli hooligans. Questa è la loro prevenzione. Complimenti ! Questo è il risultato della lezione ricavata dalla tragica esperienza di quella sera di fine maggio: più celle libere e sale nella morgue. Che bell'esempio.

12 giugno 2000

Fonte: Quotidiano.net

 

Diecimila tifosi italiani tornano nello stadio dell'Heysel

Ricordare le vittime della strage ? Il sindaco dice no al Milan

di Dario Ceccarelli

Dal nostro inviato. BRUXELLES - Ritorno all'Heysel. Cinque anni dopo. Una squadra italiana - il Milan - gioca nello stadio che tutti avrebbero voluto dimenticare. Trentanove spettatori, quasi tutti italiani, morirono schiacciati e soffocati poco prima dell'inizio della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Stasera ci saranno più di 1300 agenti, ma le cose non sono molto cambiate. Ieri sono stati fermati, vicino allo stadio, cinque belgi che nascondevano mazze e bastoni. Anche due italiani, che tentavano di scavalcare i cancelli, sono stati bloccati e poi rilasciati. In serata un altro tifoso italiano, Sergio Dalme, di 26 anni, è stato malmenato da un gendarme che lo ha più volte scaraventato contro un muro procurandogli una ferita alla testa. Di italiani, stasera, ce ne dovrebbero essere quasi diecimila. L'Heysel, più o meno, è ancora uguale: qualche corridoio allargato, una riverniciatina, neppure una lapide per ricordare quella assurda mattanza. Anche il sindaco, Hervé Brouhon, uno dei più cocciuti nel defilarsi dalle responsabilità, è sempre lo stesso. I tifosi milanisti verranno dislocati nella curva opposta a quella del famigerato "Bloc Z", ma le autorità belghe hanno impedito, nonostante le richieste del Milan, che fosse ricordata anche con dei fiori quella maledetta sera del 29 maggio.

7  marzo 1990

Fonte: L’Unità

Malines - Milan

Protestano i familiari delle vittime dell'Heysel

di Enrico Conti

L'associazione delle famiglie delle vittime allo stadio di Bruxelles è "indignata" per la concessione da parte dell'Uefa dello stadio Heysel per la partita di Coppa dei Campioni tra Malines e Milan. L'associazione, in una nota, denuncia all'opinione pubblica "l'assoluta mancanza di sensibilità e di buon gusto dell'Uefa verso la memoria dei morti e di rispetto verso le loro famiglie proprio in concomitanza del quinto anniversario della tragedia". Secondo il presidente dell'associazione, Otello Lorentini, appare sintomatico il fatto che la concessione dello stadio avvenga nel momento in cui comincia il processo di appello davanti al tribunale di Bruxelles che avrà luogo il 12 marzo prossimo e che vede imputati I'Uefa e la Federazione calcio belga".

14 febbraio 1990

Fonte: L’Unità

Le autorità: erano diventate uno spettacolo macabro

Proibite visite turistiche allo stadio di Bruxelles

BRUXELLES - Le autorità comunali di Bruxelles hanno vietato le visite allo stadio di Heysel, dove il 29 maggio scorso persero la vita 39 persone, in maggior parte italiani, prima della finale di Coppa dei Campioni. Le visite avevano un carattere "assolutamente macabro", ha detto ieri un portavoce del sindaco della capitale belga, Freddy Thielemans. La decisione è stata presa dopo che operatori turistici avevano incluso nella lista del luoghi da visitare anche lo stadio teatro della tragedia: alcuni turisti si facevano fotografare sul luogo del disastro come di fronte ad un qualsiasi luogo di richiamo turistico e portavano a casa come souvenir una pietra del muretto che crollò provocando la morte della maggior parte delle vittime. Questa estate - ha detto Roland Van Reusel, portavoce della polizia - lo stadio è stato visitato da almeno due pullman di turisti ogni giorno. Nessuno veniva a rendere omaggio ai morti, ma a posare e scattare fotografie, ha aggiunto Van Reusel. Unica eccezione, un pullman di suore italiane. Nelle settimane immediatamente successive alla tragedia le autorità della capitale belga avevano tenuto aperto lo stadio per permettere alle famiglie delle vittime di recarvisi.

12 settembre 1985

Fonte: La Stampa

Una tappa fissata dalle agenzie di viaggio

I turisti allo stadio Heysel in un macabro pellegrinaggio

BRUXELLES - Il settore "Z" dello stadio Heysel di Bruxelles dove il 29 maggio scorso gli incidenti in occasione della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool provocarono la morte di 39 spettatori, 32 dei quali italiani, è diventato la macabra meta di pellegrinaggi organizzati dalle agenzie di viaggio. I "tours operator" di Bruxelles hanno così trovato un'altra tappa nelle visite guidate alla loro città, e ogni settimana i pullman scaricano decine e decine di turisti davanti all'ingresso dello stadio del dramma, dove i ciceroni ripetono formule di circostanza per ricordare la tragedia. Sulle gradinate i visitatori praticano la caccia al "souvenir", ormai difficile dopo i lavori di sommario ripristino dello stadio, per riportare a casa un frammento di cemento, un residuo delle reti divisorie che avrebbero dovuto contenere la furia dei tifosi-teppisti del Liverpool. Lo spregiudicato sfruttamento turistico del dramma è in discussione in questi giorni al Consiglio comunale di Bruxelles. La maggioranza sembra orientata a mettervi fine. "Inizialmente avevamo pensato che si trattasse di familiari delle vittime, desiderosi di visitare i luoghi del dramma - ha detto il borgomastro Hervè Brouhon - ma pare che si tratti di semplice sfruttamento commerciale: è meglio che le porte dello stadio restino chiuse".

11 settembre 1985

Fonte: Stampa Sera

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