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Calci nel da Liverpool
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Kenny Dalglish ricorda a modo suo la tragedia dell'Heysel:

"Il lancio di pietre cominciò dai tifosi della Juventus, reagire è umano"

Quella di oggi è la giornata del ricordo commosso per le vittime di una tragedia assurda. Sono infatti passati trent'anni da quella che verrà per sempre ricordata come la strage dell'Heysel. Il Liverpool ha ricordato oggi quella che è stata una delle pagine più tristi della storia del calcio attraverso una cerimonia privata che si è tenuta ad Anfield Road mentre a Torino si terrà una messa alle 19.30 alla quale parteciperà tutta la Juventus in blocco oltre a Ian Rush in rappresentanza dei Reds. Tra i protagonisti di quella giornata maledetta anche Bruce Grobbelaar che a Repubblica ha raccontato: "Furono estremisti di destra, del National Front, a provocare il caos. I veri tifosi del Liverpool trascorsero la mattinata della partita a bere birra con i tifosi della Juve". Ben diverse invece le parole utilizzate da Kenny Dalglish nella sua autobiografia e riportate dalla Gazzetta dello Sport: "I nostri tifosi furono aggrediti da quelli avversari. Nei bus che portavano i nostri fans allo stadio si scatenò l’inferno. Non si può certo giustificare il comportamento dei nostri tifosi, ma anche all’Heysel furono i fans italiani della Juventus a lanciare per primi i sassi contro i nostri. Reagire è umano e il ricordo di quanto era accaduto a Roma l’anno precedente era ancora fresco nella mente dei nostri tifosi. Se quelli della Roma avessero lasciato in pace i nostri, i fans del Liverpool non sarebbero stati così aggressivi con quelli della Juventus. E se quelli della Juventus non avessero cominciato a lanciare sassi contro i nostri, non sarebbe accaduto nulla". Quello che è certo è che il mondo del calcio è cambiato per sempre da quel giorno e che nulla potrà restituire alle proprie famiglie coloro che erano andati a seguire una partita e che non sono mai più tornati.

29 maggio 2015

Fonte: Goal.com

 

Importante Nota di Redazione

Queste istantanee tratte in tempo reale dal profilo twitter dell'ex assessore comunale di Udine, Luca Dordolo, sono state catturate da altri siti web e pubblicate prima che venissero rimosse. Le abbiamo conservate insieme ad altro materiale di repertorio che mettiamo eventualmente a disposizione degli organi giudiziari e dell'"Associazione fra i Familiari delle Vittime dell'Heysel", ma sono facilmente reperibili in rete. Il soggetto in questione sostiene di aver denunciato presso le autorità competenti di essere stato coinvolto in un’azione di screditamento politico attraverso il disturbo di "abilissimi hackers". Ne prendiamo atto, non volendolo e non potendolo escludere a priori, anche perché il fine ultimo del museo virtuale multimediale Saladellamemoriaheysel.it in questa pagina è soltanto quello di documentare la vergogna e l'oltraggio del contesto, non avendo alcun titolo e merito per occuparsi dell'accertamento delle responsabilità o di sostituirsi al giudizio della legge. In virtù di questa ragione non saranno accostati altri articoli a riguardo del caso "politico", essendo disinteressati al circo mediatico delle beghe di partito, ma allo stesso tempo in nome della memoria dei caduti dell'Heysel vengono mostrate e commentate ugualmente queste immagini profondamente squallide e di grave immoralità, chiunque ne sia effettivamente il colpevole.

9 ottobre 2012

Fonte: Saladellamemoriaheysel.it

 

Guarda come dordolo

di Domenico Laudadio

Ancora luci della ribalta sull’infame "sanscemo" dell’anti-juventinità becera che calpesta puntualmente e impunita dalle istituzioni la memoria dei defunti dell’Heysel abusando del silenzio onorevole delle loro famiglie.

Sono due settimane che vorrei scrivere di Juventus e del profumo dell’erba verde falciata dagli scarpini di Arturo Vidal, ma, invece, mi sento chiamare moralmente in causa a difendere dal fango quella accarezzata da 39 angeli in paradiso. Ancora un episodio grave, dai contenuti estremamente torbidi, che riguarda la profanazione inqualificabile della memoria dei caduti dello stadio Heysel. Qualunque ne sia il responsabile… La fotografia di un consigliere comunale di Udine, Luca Dordolo, immortalato all’Anfield Road di Liverpool sotto la lapide commemorativa della strage dell’Heysel, ha scatenato un’autentica bagarre mediatica con evidenti speculazioni politiche di parte, ma con una verità incontrovertibile di fondo: la bestialità di parte del genere umano. Dal materiale fotografico in allegato sembra certamente possibile essersi trattato di un fotomontaggio strumentale da parte di qualcuno interessato a screditare il Dordolo, per interessi che ignoriamo e che non ci interessano, ma per dovere di cronaca abbiamo comunque appurato che non si tratta della stessa fotografia. Le foto sono almeno due, perché mostrano visibilmente nella piega della bocca un’espressione facciale, pur lievemente, differente. Nella foto "casta", pubblicata a sua discolpa, l’assessore ha inequivocabilmente il dito indice rivolto verso la targa, ma in volto si coglie anche come una sorta di compiacimento, quasi un ghigno.

Egregio Signor Dordolo, al netto delle responsabilità legali di chi abbia eventualmente strumentalizzato indegnamente il suo dito con uno squallido fotomontaggio, vorrei che ci spiegasse, comunque, poiché saremmo davvero molto lieti di accogliere ogni suo contributo chiarificatore in merito, cosa la rendeva tanto ilare nell’istante dello scatto davanti a quel simbolo del massacro di 39 innocenti, fra cui, le ricordo, il suo concittadino Dionisio Fabbro di Buia, in provincia di Udine ? Signor assessore, ci chiarisca anche di questo "suo" (?) presunto post di twitter, datato 2 settembre 2012, che circola in rete da diversi giorni e che cito testualmente: "Il + grande spettacolo dopo l’Hejsell siamo noi, io e te, Udine, Udine." ? Fotomontaggio anche questo ? Un altro complotto politico ? Può anche darsi, la tecnologia fa miracoli, al giorno d’oggi, ma sa, cosa penso veramente di lei, Dordolo, che purtroppo in tanti le stiamo facendo la campagna elettorale a spese di quelle povere vittime. Sono sempre loro, da 27 anni ormai, a pagare ancora e a caro prezzo le colpe di esseri viventi senza onore. Uomini, donne a cui evidentemente non è bastato di portare sui loro corpi martoriati i segni della barbarie di chi li ha travolti per l’inettitudine di chi non ha pensato prima, durante e persino dopo la loro morte a difenderli. E’ morto un bambino di 11 anni in quello stadio di merda… Dordolo, lei ce l’ha un figlio ? Non lo so, ma se lo immagini ritornare a bordo di un C-130 dell’aeronautica militare in una piccola bara bianca e che qualcuno, la domenica successiva allo stadio o magari persino su internet, metta su una canzoncina goliardica, "tanto per ridere". Ridere, un cazzo, vergogna !!  E sono certo laicamente che per la legge della gravità gli sputi in cielo, prima o poi, ritornano…

E ora, basta, non intendo più rivolgermi a lei, a cui ho dato anche fin troppo lustro, dato il giudizio che nutro bipartisan per questa generazione politica, ma alla mia Signora… Li hanno coperti con le tue bandiere, qualcuno teneva per l’Inter, ma era venuto a Bruxelles per ammirarti davanti agli occhi del mondo, per amicizia, per turismo. Perché non li difendi ?  In 27 anni, mai una denuncia, un comunicato ufficiale. Non pensi mai ai loro cari, a quanto hanno già patito, per te. Quante pugnalate ancora dovranno ricevere da vili impuniti. Non è stata colpa tua, lo sappiamo, ma sono morti in troppi con la tua sciarpa al collo, allora, difendili ! Per una volta sola, in modo esemplare, che serva da monito, che tocchi qualche portafoglio di chi ha soltanto sterco nel cervello. Difendili, madre, sono i tuoi figli…

La versione ufficiale dell’assessore: "Nessun intento polemico o irriguardoso da parte mia. Io indicavo la targa con il dito indice, può darsi che qualcuno abbia inviato ai giornali un fotomontaggio. C’è gente, su Twitter e su Facebook, che mi insulta e mi attacca continuamente. Io ho risposto loro minacciandoli di querela, mi stanno facendo la guerra e risponderò in ogni sede. Ho solamente indicato quella targa che ho trovato dopo aver fatto tutto il giro dello stadio di Liverpool. Non avevo alcun intento offensivo sui morti dell’Heysel, ci mancherebbe. Sono uno che segue il calcio da oltre 30 anni, avrei potuto trovarmi in mezzo anch’io a drammi del genere". Luca Dordolo 7.10.2012 (Fonte: Messaggeroveneto.gelocal.it)

9 ottobre 2012

Fonte: Giulemanidallajuve.com


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