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 "J-Stadium" Torino, Juventus-Napoli 10.11.2013

Napoli - Odio accecante, cori contro i morti dell’Heysel

di Nicola Cesare Condoluci

Napoli che proprio non accetta quanto successo con Higuain. Napoli più astioso del solito nei confronti della Juventus di Higuain, ieri giornata particolarmente curiosa sotto questo profilo. Inutile ribadire ancora i perché di tanta rivalità, secondo posto agguantato nonostante una stagione difficilmente ripetibile, ed il miglior giocatore che quasi scappa per trasferirsi agli odiati bianconeri di Allegri. Questo il quadro, noto, in cui getta le basi la squadra di Sarri in vista della nuova stagione, obiettivo principale battere i bianconeri per ridare a loro modo orgoglio alla città. Tutti si sentono feriti, dirigenza, napoletani e perfino i giocatori supportano tanto livore. Ieri a Dimaro, sede del ritiro azzurro, cori e striscioni tutti dedicati alla Juventus, simili scene dei paesi arabi contro gli americani. In particolare. La Gazzetta dello Sport – Alcuni azzurri a sorpresa hanno partecipato a una festa musicale in piazza. Hamsik ha sventolato lo striscione "grazie a dio sono napoletano", e i giocatori Ghoulam, Allan, Mertens oltre allo slovacco, si sono lanciati nel coro "chi non salta juventino è". Forse con ragione a loro modo di vedere, ma incredibilmente non si placa la delusione e la rabbia dell’ambiente per quel che è successo recentemente. Ma fatto ben più grave, qualche coro è stato lanciato contro gli angeli dell’Heysel, i 39 morti della tragedia.

30 luglio 2016

Fonte: Juve-news.it

 
"J-Stadium" Torino, Juventus-Napoli 10.11.2013
 

Tifosi Napoletani cantano contro l’Heysel

prima dell’arrivo del bus della Juve

di Angelo Damiano

Sconcertante. Non ci sono altre parole dinanzi a ciò che sta succedendo in queste ore nel capoluogo Campano, che si prepara ad accogliere la sfida tra due squadre che non hanno più nulla da chiedere alle rispettive stagioni. La Juventus è a quota 81 punti e si appresta a vincere il terzo Scudetto consecutivo (facendo tutti gli scongiuri del caso), il Napoli è invece a 61 ed ha visto sparire i suoi sogni tricolore già da diverso tempo, eppure la situazione sembra essere tutt’altro che tranquilla alle pendici del Vesuvio. Certo, dopo l’ospitalità poco "garbata" registrata a Genova e Catania (due tifoserie che, guarda caso, sono gemellate con quella azzurra) nessun calciatore della Juventus si aspettava di essere accolto col tappeto rosso, ma probabilmente stasera si è toccato il fondo. E pensare che poche settimane fa erano stati proprio i tifosi del Napoli a far tornare il sorriso all’Italia pallonara, esponendo all’Olimpico di Torino due striscioni commemorativi, dedicati al grande Toro e alla strage di Superga che quei Campioni (rigorosamente con la "C" maiuscola) se li portò via. Quegli stessi tifosi (o per lo meno alcuni di loro) oggi hanno deciso di gettare fango sui 39 Angeli che persero la vita nella tragedia dell’Heysel. "Ti ricordi lo stadio Heysel, Le bandiere del Liverpool, Diecimila son partiti, 39 non tornan più, era il giorno del gran massacro per noi ultras un giorno sacro", queste le vergognose parole che si sentono nel video sottostante, registrato solo pochi minuti prima dell’arrivo della truppa di Antonio Conte all’Hotel Parker di Napoli. Sconcertante, inaudito, scioccante. La squadra della città più bella ed importante del Sud Italia meriterebbe di essere rappresentata da altri tifosi.

29 marzo 2014

Fonte : Calciomercato-juve.it (Video e Articolo) 

Stadio "San Paolo" Napoli, Napoli-Juventus 1.03.2013 

Vergognosi insulti contro l'Heysel sulla nostra pagina facebook

Fino ad ora abbiamo provato a usare i metodi più gentili, vale a dire i richiami scritti e avvisi, gli inviti educati e l'eliminazione manuale. Purtroppo dopo gli ennesimi e innumerevoli messaggi di tifosi o meglio di persone che si dicono tifosi del Napoli, con insulti alla redazione e soprattutto ai caduti del 1985 ci tocca denunciare l'accaduto. Chiediamo a tutti di smetterla di usare la pagina di TUTTOJUVE come valvola di sfogo, ma solo come punto di discussione, anche accesa ma rispettosa, non tollereremo più termini violenti e soprattutto insulti verso fatti tragici come L'Heysel.

8 settembre 2012

Fonte: Tuttojuve.com

Finale Coppa Italia, Stadio "Olimpico", Roma 20.05.2012

"Ero all'Olimpico e ho visto questa scena disgustosa. Alla fine della partita, poco dopo la premiazione, un folto gruppo di napoletani ha scavalcato le recinzioni ed è entrato in campo. Il signore in questione ha preso la rincorsa e si è fiondato sotto la nostra curva mostrando lo striscione in questione con grande soddisfazione. Gesto piccolo piccolo di un uomo che non può definirsi tale". Pietro Mangini (Tifoso juventino) 

"Le foto purtroppo sono autentiche ed è orrendo vedere agitare una cosa simile. Sono testimone della tragedia dell'Heysel, ero lì. Sono stato fotografo ufficiale della Juventus per tanti anni e per quella partita comprai io stesso alcuni biglietti per amici che poi purtroppo sono morti sotto i miei occhi. Mi ha ferito molto vedere quella scena, è come aver rivissuto quegli attimi drammatici. Al tempo stesso condanno quegli imbecilli che hanno cantato cori contro Napoli e i napoletani. Bisogna far fronte unico contro l'odio e la violenza che con il calcio non c'entrano nulla. Io sono di origini siciliane, amo questo sport. Ogni forma di violenza è inaccettabile". Salvatore Giglio (Fotografo della Partita, autore degli scatti)

Stadio "Olimpico Roma, Finale Coppa Italia Tim: Napoli-Juventus 20.05.2012

Vergognoso striscione sulla strage dell'Heysel

all'Olimpico: tifoso espone in campo -39

Il sito giulemanidallajuve.com ha denunciato il fatto, ripreso da altri siti e sui social network

Quanto di più sconcertante è che per loro, per le vittime dell'Heysel, non vi è alcun rispetto. Alcun sentimento di compassione. E quanto si legge, su uno striscione comparso durante l'invasione di campo a conclusione della Coppa Italia, riassume lo stato di deprecabile inciviltà che tuttora, nell'era della tessera del tifoso e della linea dura, si è costretti a vedere negli stadi. Da quanto pubblicato, e denunciato, dal sito dei piccoli azionisti della Juventus giulemanidellajuve.com e ripreso sul blog del giornalista di Repubblica Fabrizio Bocca, un tifoso a conclusione della finale Juventus-Napoli ha esposto una bandiera bianconera con in evidenza quel -39 che allude, senza alcuna remore e senza alcuna vergogna, ai morti dell'Heysel. E qui, ancora una volta si denuncia l'insensibilità, il silenzio su quanto esposto o sentito (di cori se ne potrebbero citare fin troppi), come accaduto ai tempi dell'altrettanto sgradevole allusione all'acciaio. La sollevazione della questione a livello giuridico ancor prima che morale evidenzia come, da quel 29 maggio 1985, più che una indignazione comune provocata da simili accadimenti derivanti a incongruenze, scelte errate e tentativi di scaricare responsabilità da parte di istituzioni abbiano prodotto un reiterato motivo di offesa nei riguardi di quanti attendevano di assistere alla finale di Champions League e, invece, sono stati ordinati sotto un lenzuolo davanti a uno stadio o in ospedale. Tifosi non solo juventini, ricordiamo. Più che valutare quale male oscuro alberghi oggi in quelli che si rendano protagonisti di questi atti o fino a che punto le norme vigenti e annesse pene siano deterrenti, c'è chi si è interrogato sulla autenticità della foto. Su Twitter, uno dei social network prediletti in tema di condivisione, sono recuperabili foto sequenze che dimostrano la veridicità di quanto riportato e dell'immagine in questione. In particolare, sul profilo di Barza Inter sono state caricate le quattro foto che mostrano il tifoso napoletano in campo correre con quell'orribile striscione.

24 maggio 2012

Fonte: Virgilio.it

La Gogna: identifichiamoli e denunciamoli

di F. Del Re

Le "Istituzioni" fanno finta che il problema non esista. Insultare la memoria di 39 persone che persero la vita a causa di una partita di pallone per loro non è reato, né in ambito penale, né tanto meno in ambito sportivo. Quei 39 rappresentano nella mente malata e miserabile di chi porta in giro certi drappelli l'intero popolo bianconero, l'intera sua storia. Come dire: -39 sempre e ovunque, così alla fine sparirete.  Ciò è inaccettabile. Lo è sempre stato, fin da quando per la prima volta il primo di questi individui si azzardò a scarabocchiare quell'orrendo numero preceduto dal segno "meno".  E allora, visto che il celeberrimo "chi di dovere" se ne disinteressa bellamente da ben 27 anni, iniziamo noi ad indagare su certi comportamenti molto meno che bestiali: abbiamo la tecnologia per riprenderli in luoghi pubblici; abbiamo i mezzi per divulgarne le pubbliche "imprese".  Bene: "identifichiamoli e denunciamoli". Poi, se "chi di dovere" vorrà agire e sanzionarli, bene. Altrimenti rimarrà a futura memoria la gogna mediatica verso questi rifiuti della società.  Intanto ecco il "Capitolo I" della rubrica: Domenica 20 Maggio 2012, Stadio Olimpico di Roma; finale di Coppa Italia Juventus-Napoli. Chiunque riconosca questo essere umano lo denunci.

23 maggio 2012

Fonte: Giulemanidallajuve.com

   

Cari napoletani, purtroppo, esiste pure gente cattiva e imbecille

di Antonio Corsa

Juventus-Napoli, finale di Coppa Italia. Durante i festeggiamenti post-partita, di per sé sacrosanti e mai un problema, un ultrà napoletano, rivolgendosi verso la Curva Sud - per la verità ormai di fatto vuota - ha esposto una bandiera bianca e nera con su scritto -39. C’è una foto che ne ritrae il gesto e che ha fatto il giro del web. L’ho fatta circolare pure io, e non per accusare un’intera tifoseria, un popolo per bene o uno Stato (quello Borbonico, no ?) , bensì per ricordare proprio quanto affermato nel titolo, ovvero dimostrare, a chi ancora si rifiuta di crederlo, che la gente cattiva esista. Perché parliamo di cattiveria pura, in questo caso. E non è neanche tanto banale, come affermazione, se è vero che le reazioni sono state piuttosto scoraggianti. La prima: "sarà un montaggio, non è possibile, noi napoletani siamo gente di cuore...". Non lo mette in dubbio nessuno, ma è possibile ed è successo. Altra reazione: "noi non auguriamo la morte di nessuno, quello lo fate voi". Non è vero neanche questo. Alcuni napoletani non solo hanno augurato la morte di tifosi bianconeri, ma l’hanno pure promessa, su facebook, nei siti, nei blogs (ed è a prova di "non ci credo"). "Per voi sarà un'altra Heysel" è stata per settimane la minaccia di tanti giovani partenopei, e negarlo, significa giustificarli. Ultima reazione, la più brutta: quella di Calcionapoli24 e altri siti annessi, ovvero "è photoshoppata". E invece, anche in questo caso, non è vero: la foto è assolutamente autentica, e chi lo scrive (evidentemente un giornalista/tifoso da poltrona), invece di fare brutta figura, faccia una telefonata a qualcuno presente allo stadio per chiedere conferma. Non parliamo mica di extraterrestri avvistati nel deserto dell’Arizona, ma di una persona che era in campo, e che è stata vista da diverse persone. La verità, amici napoletani, è che nessun "popolo" è meglio di un altro per partito preso o perché se lo ripete da solo. Gli imbecilli, "piaccia o non piaccia", ci sono e ci sono da una parte e dall’altra. Sono imbecilli quelli che invocano il Vesuvio, sono imbecilli quelli che vi insultano citando la "tubercolosi" o i "terremoti", che vi accolgono con sacchi di immondizia, che durante la partita vi guardano negli occhi a distanza barriera di protezione e si portano il pollice e l’indice al naso, tappandoselo. Ma sono imbecilli anche quei napoletani che hanno inventato dal nulla casi mai esistiti dopo il ritorno di campionato, raccontando di un invalido in carrozzelle picchiato (era in piedi e "deambulava", per citarlo, e non era immediatamente riconoscibile come invalido, se è vero che - racconta - fu costretto a gridarlo), o addirittura di bambini picchiati. Sono imbecilli perché hanno posto le basi per giustificare nella mente malata di qualcuno l’aggressione del dopo-partita di Coppa che ha visto ad esempio uno juventino accoltellato e altri aggrediti e presi a bastonate. Perché la conseguenza è quella. Sono imbecilli, sia chiaro, anche coloro i quali (fermati e denunciati) si sono permessi di alzare le mani (e anche fosse stato contro un energumeno in perfetta salute non sarebbe cambiato nulla: farlo è sbagliato a prescindere, è un reato e come tale andrebbe trattato). Non si dovrebbe scusare o giustificare nessuno, ma condannarli (voi) e dissociarsi (noi), senza giri di parole. Insomma sono imbecilli anche e soprattutto tutti quelli che, invece di ammettere tutto questo con la calma e tranquillità d’animo del sottoscritto, preferiscono negare e trovare sempre una scusa, una giustificazione, un complotto, una virgola storta, un qualcosa da ridire. Non lo fate più. Cambiamo, tutti. Grazie.

23 maggio 2012

Fonte: Fcjuventustorino.blogspot.it

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