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Coro Heysel in Curva Maratona: Stadio "Olimpico" Torino-Juventus 20.03.2016

Vergogna Torino, fuori dallo stadio: "Disonore ai morti dell'Heysel"

Il calcio italiano fa i conti con una nuova vergogna, di uno stampo già visto più e più volte. Dopo le scritte di Firenze - "Scirea brucia", "Heysel -39" - che un paio di settimane fa avevano caratterizzato le ore precedenti alla partita, ecco un altro episodio molto grave. Fuori dallo Stadio Olimpico di Torino, infatti, è stata rinvenuta la scritta: "Disonore ai morti dell'Heysel". In realtà si tratta della modifica di un'iniziale "opera" dei tifosi bianconeri, che in colore nero omaggiava i morti del 29 maggio 1985, corretta in seguito dai sostenitori del Torino con spray color granata.

15 dicembre 2018

Fonte: Ilbianconero.com

L’anniversario

Buffon attacca chi ha offeso il Grande Torino: "Siete più morti dei morti"

Il portiere della Juve stigmatizza le offese ai caduti di Superga nel giorno in cui ricorrono 68 anni dalla tragedia.

Il più accorato appello a rispettare i caduti di Superga arriva dal calciatore che non t’aspetti. E non per mancanza di sensibilità, qualità invece sempre mostrata nel corso degli anni, quanto piuttosto perché milita da anni nelle fila dei più acerrimi rivali dei granata, vale a dire i cugini con la maglia bianconera. Si tratta del portiere della Juventus e della Nazionale Gigi Buffon che, su Facebook, attacca duramente le vergognose ingiurie scritte su muri del capoluogo piemontese in coincidenza con il 68esimo anniversario dell’incidente aereo in cui persero la vita tutti i protagonisti dell’epopea del Grande Torino.

 

Il post - Nel suo post Buffon scrive: "In una bella giornata post vittoria, il mio pensiero va ai cugini del Toro, ai loro tifosi e a quei gloriosi giocatori che hanno reso orgogliosa la nazione intera e il popolo granata. Onore a voi campioni del Grande Torino, in eterno, e siano perdonati coloro che si macchiano di atti inqualificabili, come deridervi o mancarvi di rispetto ancor oggi che sono passati quasi 70 anni. I morti sono morti e non rompono i coglioni a nessuno. Vanno lasciati in pace e vanno rispettati, fossero anche i nemici ed i rivali più acerrimi che uno possa avere. Perché i morti hanno mogli, figli e nipoti e dar loro una seconda atroce sofferenza, oltre quella che hanno già patito, è disumano. W la rivalità... W lo sfottò... W il campanilismo... W la sportività... W la vita nella pienezza dei suoi sentimenti, alcuni nobili, altri magari un po’ meno. Ma quando si scrivono frasi indecorose o inopportuni striscioni, probabilmente senza piena consapevolezza, si è più morti dei morti. Mi provoca ribrezzo e rabbia sentire torturare ancor oggi i nostri 39 angeli dell’Heysel: non macchiamoci delle stesse colpe. Siamo uomini. Dobbiamo distinguerci se vogliamo seminare qualcosa di duraturo e costruttivo per l’umanità che arranca. Non accontentiamoci d’essere mediocri e vili solo per rifarci di uno sgarbo subito. In certe situazioni è meglio essere vittime che carnefici perché i carnefici saranno condannati dalla vita a strisciare nell’inferno della loro vacua esistenza. Le vittime patiranno il male subito, ma poi capiranno che essere diversi dai propri aguzzini darà forza e sicurezza per affondare la vita su valori autentici e per farsi portatori di bellezza, coscienza, rispetto, lealtà, senza precludere nulla alla competizione o rivalità. Tifosi della Juve, mi rivolgo a voi perché so di potermelo permettere dopo tutto quello che abbiamo condiviso insieme. Tifosi della Juve, fatemi essere veramente orgoglioso di voi perché se pensiamo e crediamo davvero che lo stile Juve rappresenti e indichi dei valori meritevoli ed assoluti che ci caratterizzano, non è concepibile profanare e violare la sensibilità di chi ha sofferto e soffre ancora: non insudiciamo affetti, sentimenti e ricordi. Un abbraccio a chi crede che, anche e soprattutto nello sport, sia necessario essere uomini di buona volontà. Ora, domani, sempre e per sempre #FinoAllaFine!!!".

4 maggio 2017

Fonte: Corriere.it

Fonte Fotografia: Topnews.in

Torino, atti vandalici a Superga: scritte offensive contro il Grande Torino

Nella notte ignoti hanno imbrattato i muri della strada che porta alla Basilica sul colle, dove domani si commemora la tragedia che 68 anni fa distrusse il mito della squadra di Valentino Mazzola.

3 maggio 2017 - Milano. Un puro atto di vandalismo macchia il ricordo della tragedia di Superga: nella notte, infatti, ignoti hanno imbrattato i muri della strada che porta alla Basilica - dove domani è prevista la commemorazione del 68esimo anniversario dell'incidente aereo che distrusse il Grande Torino - con frasi gravemente offensive nei confronti delle vittime di quella strage. Una ricorrenza che tocca i cuori e i sentimenti di tutti i tifosi, granata e non. E che quest'anno arriva proprio a ridosso del derby della Mole, in programma sabato sera. Subito rimosse - In mattinata, appena appresa la notizia, diversi supporters del Torino si sono mobilitati e hanno provveduto a rimuovere le scritte con della vernice granata, nell'attesa che il comune si attivi per eliminare definitivamente ogni traccia dell'atto vandalico.

3 maggio 2017

Fonte: Gazzetta.it

"J-Stadium" Torino, Juventus-Torino 23.02.2014
Torino, maggio 2014 : Un tifoso della Juventus, scende in strada e si prodiga volontariamente nel ripulire a sue spese un muro della città di Torino imbrattato dall'infame vilipendio dei martiri dello Stadio Heysel di Bruxelles.
   
Stadio "Olimpico" Torino-Juventus 29.09.2013

Vergogna a Torino: Oltraggiata con un "Forza Juve" la lapide di Gigi Meroni

Ancora una volta, si documenta un gesto di oltraggio verso i colori granata da parte di tifosi, o presunti tali, della Juventus, proprio a ridosso del derby della Mole. All’andata, la Curva Scirea espose quel vergognoso striscione di vilipendio nei confronti del Grande Torino perito nella tragedia di Superga; oggi, alla vigilia del derby di ritorno, un altro triste sfregio compiuto nel nome del tifo (?) bianconero, con stavolta vittima Gigi Meroni, la farfalla granata, fantastico numero sette del Toro morto in un tragico incidente stradale nel 1967. Sul punto dove Meroni perse la vita, investito da Attilio Romero, che sarebbe diventato poi l’ultimo presidente prima del crac e della rinascita firmata Urbano Cairo, è stata innalzata una lapide commemorativa. Sulla quale, ieri, ignoti tifosi bianconeri hanno pensato bene di scrivere un quanto mai inopportuno "Forza Juve". A documentare il tutto, il sito Toro.it, dal quale è tratta anche la foto che vedete impressa. Gesto decisamente indecoroso, tanto quanto i cori sull’Heysel e su Facchetti.

28 aprile 2013

Fonte: Ilrumoredeinemici.it

"Juventus Center" di Vinovo, Torino 5.12.2012

Stadio "Filadelfia", Torino maggio 2012: scritta apparsa nei giorni fra l'anniversario di Superga e la vittoria dello scudetto della Juventus, cancellata da alcuni volontari del "Museo del Grande Torino e della leggenda granata".
Piazzale Curva Sud "J-Stadium", Torino 22.09.2011: scritte apparse davanti al nuovo stadio della Juventus Football Club qualche giorno dopo la sua solenne inaugurazione.
Manifestazione Tifosi Granata, Torino giugno 2010     
   

Heysel, Superga la vergogna ultrà

di Emanuele Gamba

PIACENZA - Alla fine piangono, i duemila tifosi del Torino emigrati a Piacenza per un pomeriggio di speranze (prima) e di violenza (poi): non è colpa della retrocessione virtuale della squadra, ma dei lacrimogeni sparati dalla polizia per calmare quella gente scatenata dalla rabbia e dalla delusione. Lo stadio è circondato dal fumo: è l'ultima immagine di un'altra esplosione di follia e trucida maleducazione (non l'unica della giornata, perché a Reggio Calabria si è scatenata una vera e propria caccia all'arbitro dopo Reggina-Salernitana). Il Torino stava finendo in B, duemila granata si erano mossi per l'evento e con loro un gruppetto di Juventini (di Torino e di Milano), che hanno trovato ospitalità nella curva del Piacenza. Per dimostrarsi l'odio reciproco - nello stadio che ha insultato il Milan, Baresi e Cagni, che ha esposto slogan razzisti contro Weah e Desailly - hanno scelto di inventarsi il peggiore degli striscioni possibili. Hanno cominciato quelli del Toro, a metà ripresa: "A Roma come a Bruxelles, speriamo in nuovo Heysel", cercando un contatto fra l'ultima e la prossima (probabile) finale di Coppa Campioni della Juventus. Dall'altra curva, la risposta: "Noi 39 morti combattendo, voi uno schianto da leggenda", con il rituale riferimento alla tragedia di Superga. L'unica cosa buona: la polizia ha fatto togliere le scritte nel giro di pochi minuti. "Che disgusto", ha commentato Diego Novelli, parlamentare progressista, ex sindaco di Torino, tifoso granata, in tribuna a Piacenza. Poi, è arrivato il peggio. Verso la fine della partita, una cinquantina di torinisti ha deciso di prendersela con i giocatori, tentando - invano - di sfondare una cancellata per invadere il campo. Gli agenti hanno respinto la carica. Ma mentre si giocavano i minuti di recupero, gli ultrà del Toro hanno ripetuto l'assalto, tentando di penetrare nel settore occupato dai tifosi piacentini. A quel punto è cominciata la guerriglia, che ha vissuto le sue fasi più violente nella zona alle spalle della curva dei granata. Manganelli, sassi, lacrimogeni, botte, fughe e rincorse, alcune biglietterie devastate. Il bilancio è pesantissimo: sei feriti (tre poliziotti, un carabiniere, due tifosi granata), il più grave dei quali è Marco Cassinari, agente di 19 anni che, colpito da un grossa pietra, si è fratturato la tibia. Tre tifosi torinesi sono stati arrestati e 11 denunciati a piede libero. Due autobus di tifosi sono ripartiti con la scorta della polizia (e così anche il pullman della squadra, che ha lasciato lo stadio un'ora dopo la fine degli incidenti), un terzo è stato bloccato fino a tarda sera: tutti i passeggeri sono stati perquisiti e identificati. E ora si teme un nuovo assalto ultrà al centro sportivo di Orbassano, dove domani Vieri e i giocatori riprenderanno gli allenamenti.

15 aprile 1996

Fonte: La Repubblica

  

La follia ultrà invoca a Torino un altro Heysel

TORINO - Oggi è l’anniversario: dieci anni fa, la tragedia dell’Heysel, i trentanove morti della curva Z, i trentadue tifosi della Juventus uccisi dalla furia degli hooligans del Liverpool. I parenti delle vittime protestano: "Il calcio s’è dimenticato di noi". Mica vero: ieri a Torino la memoria era lucidissima, tremenda. L’avversario è stato celebrato: "Cento giorni come questo: grazie Heysel". Lo striscione ha resistito in curva Maratona - il covo dei tifosi del Toro - per una decina di minuti, prima che cominciasse Torino-Reggiana. E per ricordare che loro non dimenticano, gli ultrà granata hanno insistito anche dopo, durante la gara. Cori macabri cantati da pochi, però nitidi, nettamente udibili: alé Bruxelles, forza Liverpool, squallida vendetta nei confronti degli juventini che a ogni derby evocano la tragedia di Superga. Dal resto dello stadio, né fischi né applausi, soltanto indifferenza. Eppure era difficile non sentire. Poi, la gente del Torino ha smesso di cantare: era il momento dell’invasione di campo, replica del gesto compiuto sette giorni prima dai "nemici". Stavolta, però, pali e traverse hanno resistito, ma forse solo perché sono stati piantonati fino all’ultimo dai Carabinieri. e.g.

29 maggio 1995

Fonte: La Repubblica

Stadio "Delle Alpi" Torino 4.12.1995
Stadio "Delle Alpi" Torino 23.11.1992: "Con Ajax lavate il sangue dei vostri morti, con la Dinamo illuminatene le tombe"
Curva Maratona, Stadio "Comunale" Torino 13.10.1985: Al primo derby disputato fra Juventus e Torino dopo la tragedia dello stadio Heysel compare in curva Maratona questo perfido striscione dei tifosi granata rivolto ai bianconeri

Scritte ignobili di morte

"36 morti sono pochi, dovevate ucciderli tutti" La scritta in spray rosso apparsa stamane sui muri del Comunale ha provocato violente reazioni da parte non solo dei tifosi bianconeri. Per loro non ci sono dubbi: sono stati i "nemici" granata. E questo atteggiamento di feroce sarcasmo pare ancora più grave perché offende la memoria di persone morte in tragiche circostanze. Dal Comune è arrivato immediatamente l'ordine di cancellare le scritte oltraggiose. Il tifo, la passione sportiva, sconfinano spesso in atteggiamenti teppistici. Non ci sono i buoni e i cattivi: in questo, veramente, tutto il mondo è paese. La Juventus, ad Atene, perde la finalissima della Coppa ? E la città si riempie di scritte: "Grazie Amburgo". La Roma viene sconfitta dal Liverpool ? Sui muri appaiono slogan che recitano la gioia dei supporters di altre squadre contenti che i rivali abbiano perso. In piazza Castello e in via Roma, appena scoloriti, ci sono ancora i segni delle gazzarre della "gioventù bianconera" che si firma con un cerchio diviso da una croce. La rivalità sportiva diventa pericolo quotidiano: a Bruxelles come in altre città. Per questo la scritta "36 sono pochi" è ancor più irresponsabile.

30 maggio 1985

Fonte: Stampa Sera


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