www.saladellamemoriaheysel.it   Sala della Memoria Heysel   Museo Virtuale Multimediale
Calci nel da Verona
    Calci nel Cuore     Onore e Memoria     39 Angeli     In Memoriam     Tragedie Sorelle    

Verona-Juventus, tifosi gialloblu cantano cori anti-Napoli e sull’Heysel

di Alberto De Logu

Spiacevoli episodi al Bentegodi durante Verona-Juventus, posticipo della diciannovesima giornata di Serie A 2017-18. Sul campo i bianconeri si impongono per 3-1 anche grazie ad un ritrovato Dybala, ma sugli spalti sono da registrare un paio di cori da condannare da parte dei tifosi di casa. Il primo, quasi un "classico", è il "noi non siamo napoletani"; il secondo è "il più grande spettacolo dopo l’Heysel" a proposito della tragedia della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool nel 1985 a Bruxelles. Probabili a questo punto delle sanzioni, in attesa del comunicato del giudice sportivo.

30 Dicembre 2017

Fonte: Sportface.it

Juventus-Verona: l'ennesimo richiamo alla tragedia dell'Heysel

di Nicola Iuzzolino

Quello di domenica è stato un pomeriggio molto positivo per i tifosi bianconeri, che hanno visto la propria squadra rimediare alla brutta prestazione di Copenaghen trionfando sul Verona grazie alle reti di Tevez e Llorente. Una giornata di campionato fin qui discretamente felice, se non fosse che nel settore ospiti è comparso, per l’ennesima volta, un richiamo alla strage del 29 maggio 85’. Non uno striscione eclatante, non un coro becero: una semplice sciarpa del Liverpool. Un oggetto di per sé innocuo, quasi invisibile a tutto lo stadio, ma che è stato sventolato da un tifoso del Verona come emblema di vittoria di quella maledetta serata. Ovviamente non perché nutrisse particolari simpatie per la squadra inglese, sia chiaro; ma perché ha preferito offendere il tifo bianconero aggrappandosi ad uno degli eventi più tragici della storia juventina e soprattutto italiana. Non è purtroppo il primo che si attacca a queste cose, che utilizza quella vicenda per insultare i tifosi juventini. Tante, troppe volte abbiamo visto supporters avversari inneggiare allo stadio Heysel cantando "Amo Liverpool, amo Liverpool" o esponendo striscioni con su scritto "-39". Episodi sicuramente peggiori della sciarpetta di domenica pomeriggio, ma che hanno in comune lo stesso obiettivo: pungolare l’anima di quelle povere vittime. Già, perché quello che probabilmente non entra in testa a questi pseudo-tifosi, è che quelle persone che hanno perso la vita lì, in quella tragica serata del 29 maggio, erano uomini prima che tifosi. Erano padri, fratelli, mariti, nipoti. Erano italiani, prima che tifosi. Ma perché bisogna ricorrere a queste vigliaccate, a queste offese irrispettose e squallide, per insultare una squadra avversaria ? Perché alla fin fine provare piacere per la morte di 39 persone, divertirsi nello scherzare sulla loro tragedia, non è da persone civili. E’ una cosa che sta totalmente al di fuori della ragione umana, una cosa che non può assolutamente essere concepita da persone dotate di intelletto. Si sta parlando di uomini, non di bestie. Ma allora perché si comportano così, perché compiono queste scelleratezze ? Quale soddisfazione ricevono nel rievocare quella terribile vicenda ? Ma cosa ancor più importante, perché nessuno prende provvedimenti seri nei loro confronti ? Perché si preferisce far finta di niente, tapparsi le orecchie, quando si sente parlare di questi episodi ? Perché è vero che non accadono nella quotidianità di tutti i giorni, ma è anche vero che non sono poi eventi così isolati. Non è infatti difficile sentire in taluni stadi i tifosi cantare "Mi ricordo lo stadio Heysel" e vederli portare con sé magliette e sciarpe del Liverpool. Il tutto, ovviamente, per rievocare alla memoria quel giorno. Ma questo di cui si parla non è calcio, è altro. Il calcio è fatto di lealtà, di sportività. A che serve mandare in televisione spot a favore dell’uguaglianza, del rispetto, quando negli stadi questo viene sempre messo da parte ? Questo non può essere calcio, non può essere tifo. Tifo è seguire la propria squadra avendo un limite di decenza nei confronti degli avversari. Perché gli sfottò e le frecciatine ci possono stare, fa parte del gioco; ma quando si supera questa soglia, allora si scende nel disumano.

24 settembre 2013

Fonte: Tuttojuve.com

Fonte Fotografia Privata: "J-Stadium" Torino 22.09.2013

Derby immacolato, con un neo

LO STADIO. In campo luci e ombre tra i biancorossi, sugli spalti 6 mila hanno fatto il tifo: ecco le pagelle dell'attesa sfida. Nessun incidente, perfetto il servizio d'ordine, ma dalla curva veronese un coro indegno. La sconfitta non può e non deve cancellare anche alcuni aspetti positivi della prova dei biancorossi. I MEDIANI. Rossi è stato il migliore per continuità e lucidità d'azione, tanto che spesso è stato fermato con le cattive dagli avversari. L'azzurrino under 21 cresce. E Rigoni, riportato in mediana dopo essere stato fin qui impiegato sempre sulla linea dei trequartisti s'è trovato subito a suo agio. L'IMPEGNO. Al Vicenza di ieri tutto si può imputare meno la mancanza di buona volontà e la forza di provare fino in fondo a risalire la china della partita via via più in salita. Non è bastato però ad evitare la cocente delusione né ad evitare i fischi del pubblico. TUTTO LISCIO. Alla vigilia s'era parlato di città blindata e c'era qualche timore di incidenti. Invece è andato tutto liscio, prima, durante e dopo, grazie al perfetto servizio d'ordine e ai tifosi che hanno raccolto l'appello unanime alla correttezza. Peccato per l'indegno coro intonato dalla curva del Verona, sulle note di una canzone di Jovanotti: "Il più grande spettacolo dopo l'Heysel (anziché il Big Ben) siamo noi, i butei". Davvero vergognoso. 

15 agosto 2011

Fonte: Ilgiornaledivicenza.it 

Tifosi Verona al "Romeo Menti" di Vicenza 14.08.2011

Tramandare l'infamia di padre in figlio

Verona, Stadio "Marcantonio Bentegodi" 1985-2015: dopo 30 anni, non è cambiato nulla. L'infamia si è tramandata di padre in figlio, a Verona come in quasi tutti gli stadi d'Italia dove alcune tifoserie, recidive e sistematicamente impunite, infangano la memoria delle vittime dello stadio Heysel, oggetto di un oltraggio vile, derisi e profanati da cori e canzoncine infami. Queste immagini dimostrano quanta bassezza morale si annidi negli spalti d'Italia, tiepidamente condannata dagli organi di stampa e televisione.

www.saladellamemoriaheysel.it  Domenico Laudadio  ©  Copyrights  22.02.2009  (All rights reserved)