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Una coppa di fiele

 

  Articolo "Heysel 1985" sul blog.ju29ro.com

 

Fratello bianconero,

la mia risposta d'acchito al tuo pezzo è stata, pur non condividendolo in buona parte, pubblicarlo per prima cosa sulle testimonianze del mio sito museo. Credo avesse comunque i degni crismi della memoria, pertanto meritava rispetto per se stesso. E' la medesima posizione di tanti tifosi della Juventus, compreso mio fratello, di 10 anni più grande di me ed autentico mio mentore bianconero. Nulla da eccepire sul valore sportivo della partita, sulla obbligata e doverosa scelta politica di disputarla, ma che importanza può avere "una coppa regolare, vinta con merito", davanti ad una strage del genere seguita dallo scimmiottamento di festeggiamenti indegni ? C'era tanto bisogno di alzare quel trofeo a Caselle, mentre dall'altra parte della pista, attesi dai parenti sgomenti, scendevano bare e feriti, alcuni di essi permanentemente segnati dall'invalidità a vita ?

Il valore affettivo che attribuisci a quella coppa colma di fiele stride con la sostanza della coppa stessa che sorge all'albeggiare di un trionfo. Andrebbe coperta da un drappo nero, o listata a lutto, basterebbe anche una sciarpa della curva Z annodata ad una delle sue grandi orecchie per legarla alla memoria di sangue, visto che Boniperti ne ha fatto una questione di "sangue" per tenersela stretta. Il valore che gli attribuisci è affettivamente rispettabile, ma dal punto di vista storico in un albo che è sempre frutto di pura aritmetica resta una cifra isolata che non tiene impietosamente alcun conto degli altri 39... La polvere di una bacheca gloriosa non alimenta mai la clessidra del dolore, ma soltanto quella dell'orgoglio. E' per questo sentimento che la Juventus ha seppellito la memoria per decine di anni, nascondendo la testa sotto la sabbia dell'arena sporca di sangue, dove caddero 39 innocenti del pubblico per mano di bestie e non crollarono per una volta i gladiatori.

La presenza stessa di quella coppa fra i trofei mirabili della nostra amata Signora, priva di un segno qualunque di lutto, fa proprio della sua presenza un insulto beffardo alla memoria dei suoi caduti ed ai loro familiari. I "fatti specifici" a cui fai riferimento nel tuo pezzo non disegnano su quel metallo alcun tratto di giustizia umana e di risarcimento morale per nessuna delle vittime e delle loro famiglie. Prova a dirglielo di persona, guardandogli in fondo agli occhi, il tuo pensiero secondo il quale: "Non è la coppa ad essere sbagliata, ma sono gli occhi di chi la guarda che dovrebbero essere diversi". Tu li conosci bene i forum. Sai quante persone su 40-50-60.000 interagivano nei miei topic riguardanti l'Heysel, negli ultimi anni, mentre lottavo davanti ad un muro di gomma con pochi altri ? Ebbene, si contavano sulle dita delle mani... Pensi davvero che per gli altri tifosi quella coppa sia qualcosa di veramente unico e speciale ? Gli occhi davanti a quella coppa saranno sempre abbagliati dalla coppa e basta. Meglio coprirla, credimi. E' una lama di luce che può solo ferire quelli che ancora dopo ventisei primavere non si sono rassegnati alle tenebre dei loro cari. E secondo me è più la vittoria di Satana che "lo sguardo severo di Dio", che, poi, fra l'altro, quella sera a Bruxelles non c'era... E sai, perché ? Lui è già sceso una volta in campo... Lui non seppe vincere... Passò oltre... Quella sera era altrove, magari in cielo, ad accoglierli...

29 maggio 2011

Domenico Laudadio

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