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A Franco Ossola, Storico Torino Football Club
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Lettera Aperta

 

A Franco Ossola, Storico Torino F.C.

Articolo Rubrica Toro.it

 

"Glielo dica negli occhi"

Lettera aperta a Franco Ossola, figlio del grande calciatore del Torino caduto a Superga, in risposta al suo articolo "Una scelta che non condivido" su www.toro.it (Mostra Heysel-Superga nel Museo del Grande Torino a Grugliasco)

 

 

   Articolo "Una scelta che non condivido"

 

Gentilissimo Sig. Franco Ossola,

ho scelto di risponderle qui da casa mia, prima di ricevere generosa e cortese ospitalità nelle stanze del museo dove è onorata anche la memoria del grande campione che è stato suo padre, in una squadra indimenticabile, cara a tutti e vanto di una nazione ferita in ripresa dall’apocalisse di una guerra mondiale.

Dalla sua premessa la morte metterebbe da subito a tacere qualunque obiezione di merito perché, così come scrive molto bene nel suo articolo, al suo cospetto "non ci sono parole che tengano e si è tutti affratellati ed uniti".  Di seguito, però, le è sfuggita un poco la mano insieme al garbo ed alla ragione e dalla sua penna son partiti gli schizzi di un tono altero anche nei confronti di chi, al di là delle "dinamiche" differenti e del tempo trascorso, ha pianto nella disgrazia i suoi cari per una partita di pallone, altrettanto come lei e la sua famiglia.

Al fine di sostenere il suo educato dissenso per una mostra che "oserebbe accomunare gli eroi invincibili di Superga" ai poveri cristi dell’Heysel, dimenticati purtroppo da tutti, espone a contrasto "le imprese memorabili" del Grande Torino alle "volgari brutalità" di Bruxelles, "un destino epico" alla "becera assurdità della violenza umana".  Dunque crea una scala di valori nella quale i morti non sono tutti uguali, ma educano soltanto quelli che scrissero "le imprese memorabili sul campo", tali da meritare un onorevole ricordo solenne. Profondamente, me ne dolgo... E non è certamente una questione di pietismo, né di "pietas", un sentimento ormai in estinzione, svuotato dei valori nobili, poco più d’ una parola tronfia da tirare fuori nei salotti importanti…

Qui stiamo parlando di morti ammazzati per una partita di pallone, tornati a casa in una bara, proprio come suo padre, e se per lei è giusto creare aristocrazie meritorie fra i morti per il calcio o del calcio, penso che contribuirà anche lei ad avallare il pregiudizio e il tornaconto infame di quei tifosi che in nome della propria bandiera già al prossimo derby mancheranno di rispetto alla memoria di suo padre ed a quella dei 39 caduti di Bruxelles.

Caro Sig. Franco, la Memoria non è fatta a scale, scenda giù fra noi comuni mortali e venga domenica 16 febbraio all’inaugurazione della nostra mostra provando a guardare in faccia chi a Bruxelles ha perso tutto… Glielo dica negli occhi che "non è giusto confondere le cose" e che "sono due esperienze da non affratellare"… Perché, vede, per loro ognuno dei propri cari rappresentava una leggenda…

Qualcuno disse, scrive, che siamo cugini. Si sbaglia, di grosso, perché l’umanità ha un solo grado di parentela, siamo tutti fratelli.

Si adegui.

Cordialmente.

9 febbraio 2014

Domenico Laudadio

Custode Museo Virtuale Multimediale www.saladellamemoriaheysel.it 

 

    La risposta di Franco Ossola

 

Cortese signor Laudadio,

ricevo, tramite la redazione di Toro.it, la sua lettera.

Come sempre, quando ci si esprime in merito a qualcosa, qualunque sia il tema, ci si espone - ma è giusto che sia così - alle opinioni altrui nel bene e nel male.

E ciò, ovviamente, tanto più accade quanto più il tema affrontato si presenta arduo.

Non sono mai salito da nessuna parte, né su alcun piedistallo come lei crede che abbia fatto e non credo né di essere protervo né tanto meno altero, come lei mi giudica.

Comprendo appieno la sofferenza e il dolore ingiusto di coloro che hanno patito il terribile lutto dell’Heysel. Chi ci passa lo sa e non può, su questo piano, che condividere.

Non mi sono detto favorevole all’iniziativa perché ho avvertito dentro di me, forse per negligenza o ottusità, una sorta di stridore, una difficoltà a vincere un’inerzia forte che non mi ha consentito di rappacificare dentro di me questa situazione, questo accostamento.

Ritengo che ognuno di noi abbia una propria sensibilità che, al di là di ragionamenti e parole, suggerisce, sussurra modi di essere e atteggiamenti. Credo che il tutto si riconduca alla fine a questo, senza pregiudizi o mala fede, così.

Né, d’altra parte, mi sento assolutamente solo in questa sensazione. Apprezzo quanto lei fa per la giusta causa dell’Heysel, per tener vivo un ricordo che non deve mai affievolirsi e per tutto il resto (cosa che io cerco di fare da anni in merito al Grande Torino).

La ringrazio inoltre per la mano tesa e l’invito.

Abbia il mio più vivo apprezzamento e un caloroso, sincero saluto.

Con stima.

11 febbraio 2014

Franco Ossola

(Figlio dell'omonimo calciatore del Grande Torino, caduto a Superga il 4.05.1949)

 

    Replica a Franco Ossola e saluto

 

Preg.mo Franco Ossola,

la ringrazio veramente di cuore per la risposta e soprattutto per la sincerità con la quale ha voluto trasferirmi le sue sensazioni, ammettendone sinceramente persino i limiti. Comprendo benissimo il suo pensiero su certe dinamiche profondamente differenti che distinsero durante e dopo le vicende di questi due lutti, ma allo stesso tempo manifestandone conseguenze irrimediabilmente e crudelmente lesive per tutti.

Mi auguro possa superare nel tempo la distanza di qualunque remora a riguardo, affinché il dolore davvero ci renda tutti uomini migliori. E non mi sento affatto immune neanche io, mi creda, da questa severa lezione della storia e della vita, essendo rimasto orfano di madre in giovane età.

In verità, sono molteplici i colori del calcio a sedurre le nostre emozioni, ma una sola è la Memoria davanti alla quale inchinare tutte le nostre bandiere e i nostri trofei.

Allora camminiamo insieme, in nome della verità e per amore dei nostri cari.

Una calorosa stretta di mano.

11 febbraio 2014

Domenico Laudadio

Custode Museo Virtuale Multimediale www.saladellamemoriaheysel.it

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