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A Giampaolo Muliari, Direttore Museo del Grande Torino
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Lettera Aperta

 

A Giampaolo Muliari

Direttore Museo del Grande Torino

 

 

Alla cortese attenzione di Domenico Laudadio

Custode e ideatore www.saladellamemoriaheysel.it

 

Carissimo Domenico,

ho appena ultimato un pensiero rivolto agli angeli dell’Heysel… E ora mi rivolgo a te.

Di quella immane tragedia umana ne ho sempre sentito parlare velatamente. Il giorno della tragedia ero sotto le armi per il servizio militare (allora obbligatorio). Ero in Fanteria a Fossano e quella sera ero pure di guardia. Non vidi nulla e sentii anche poco. Oggi, a distanza di molti anni, grazie  al tuo meraviglioso sito curato con grande passione e amore, ho potuto approfondire nel migliore dei modi tutti i risvolti umani di quella drammatica vicenda. Ti ringrazio per questa opportunità. Spero sia di utilità per tanti e soprattutto per i giovani. Spero lo sia anche per i tifosi più accesi (di tutte le bandiere), che spesso (ahimè) offendono le memorie tragiche altrui.

Da alcuni anni ho l’onore e il piacere di dirigere il Museo del Grande Torino. Mi sono avvicinato a questo impegno di memoria una quindicina d’anni fa, dopo aver conosciuto Domenico Beccaria, Presidente dell’Associazione Memoria Storica Granata e, soprattutto, fraterno amico. Con lui e altri amici ho intrapreso un cammino umano meraviglioso. Oggi il nostro museo ha dieci anni di vita ed è un museo atipico, perché gestito in forma totalmente volontaria (nemmeno rimborsi spese). Abbiamo fatto tutto da soli, sostenuti unicamente da una incrollabile fede e amore verso la nostra storia (spesso dura e difficile). Torino Città e il Torino Calcio sono stati praticamente indifferenti al nostro operato. Non per nulla il nostro Museo si trova a Grugliasco, visto che l’allora sindaco Chiamparino (granata doc dichiarato….) non ci trovò dopo le Olimpiadi del 2006 uno spazio alternativo allo sfratto di Superga (altra vergogna).

In questi dieci anni abbiamo avuto il piacere di avere in visita il nostro illustre presidente solo una volta, due anni fa. Incredibile ma è così. Te ne sarai accorto bene anche tu quanto è difficile far emergere e valorizzare il valore della memoria… Ma noi non abbiamo mai mollato e oggi il Museo è la nostra isola felice.

Detto questo, dopo aver dedicato alcune ore al tuo sito, sento la necessità di ricordare gli Angeli dell’Heysel anche nel nostro Museo. Attualmente il nostro spazio espositivo è davvero esiguo. Siamo su una superficie museale di circa 700 metri quadri e sono tutti ormai strapieni di documenti e reperti. Non mi rimane, quindi, molto margine operativo ma qualcosa mi riprometto di fare. Contaci. Inoltre abbiamo all’orizzonte delle prospettive museali davvero importanti. Avrai sentito parlare anche tu della benedetta area dismessa del Filadelfia (lo stadio del Grande Torino demolito nel 1997, altra ennesima vergogna della città). Finalmente sembra concretizzarsi un suo recupero urbanistico e sta prendendo corpo l’idea di realizzarci, tra le altre cose, un’area importante come sede museale. Se così sarà noi ci trasferiremo all’area Filadelfia su una superficie di alcune migliaia di metri quadri. Oggi è solo un sogno ma siamo fiduciosi. Se questo sogno si avvererà e se avrò ancora il piacere e l’onore di poterlo dirigere sotto l’aspetto espositivo allora ti prometto che il ricordo per gli angeli dell’Heysel sarà ancora più significativo.

Nella speranza che questo sogno diventi realtà inizio a concentrarmi su quello che è oggi il nostro Museo. Preparerò un ricordo e poi ti scriverò. Ne parlerò con Mecu (Domenico Beccaria) e sicuramente avrò il suo appoggio totale. A riguardo la pensiamo allo stesso modo. Vorrei poterlo esporre per il 4 maggio, anniversario di Superga, oppure per il 25 maggio (cade sempre di sabato).

Sarà un bel ricordo e, soprattutto, un messaggio di fratellanza.

Ne abbiamo tutti bisogno.

Un sportivo e fraterno abbraccio.

Lainate, 16 gennaio 2013

Giampaolo Muliari

Direttore Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata

 

   La mia risposta alla lettera di Giampaolo Muliari

 

Carissimo Giampaolo,

avverto intimamente nelle tue parole il brivido della sincerità. E’ una lettera dedicata a me, ma, in fondo, estensibile a tutta la comunità bianconera e certamente rappresenta una delle maggiori gratificazioni che abbia mai ricevuto da quando mi occupo della memoria dell’Heysel.

Quando ti accorgi che il rispetto per la tragedia altrui scavalca con disinvoltura le mura dell’indifferenza, le nebbie dell’oblio o gli steccati delle fedi calcistiche, allora, vuol dire che esiste davvero nello sport un Amore più grande di tutto e di tutti che non distingue più fra i colori delle bandiere, le inimicizie insanabili, le cicatrici degli scontri fra ultras, i titoli asserviti dei giornali, le squallide contraddizioni della giustizia sportiva, la politica e l’economia che inquinano i valori sani del football.

Un uomo innamorato che non rispetta l’amore degli altri, in realtà, non è degno di amare neanche se stesso. Su quella collina di Superga e nella famigerata curva sbriciolata del settore Z dello stadio Heysel è sgorgato lo stesso sangue. Famiglie straziate dal dolore hanno ricevuto le medesime privazioni e umiliazioni nell’incolmabile vuoto di interminabili silenzi. Hanno pulito ed accarezzato lapidi, celebrato anniversari con lacrime e fiori freschi, dignitosamente, lontane da riflettori e rotocalchi, tramandando la tragica memoria a figli e nipoti.

Veder insozzare tutto questo immenso dolore con ignobili e crudeli scritte sui muri, da luridi striscioni negli stadi, nelle, oramai note, canzoncine di infami che si professano tifosi, è una vergogna impunita che si estende da una curva all’altra, di comune in comune, in un rosario di odio che genera soltanto altro odio.

Hai definito il vostro glorioso museo "un’isola felice"… Sai, Giampaolo, io ho sempre pensato che ogni uomo è un’isola, ma poiché la terra, il mare, fortunatamente si muovono, alcune distanze si possono abbreviare miracolosamente. Quello che ti propongo è un altro tuo bellissimo disegno da incorniciare per la data del 29 maggio nel vostro museo di Grugliasco, sotto al quale si possano portare fiori. Il soggetto ? Le due tragedie di Superga e dell’Heysel mischiate in una grande nuvola, così che i nostri martiri possano apparire assieme, come lo sono ora, nel cielo. Un piccolo segno semplice di fratellanza in un quadro.

Io auguro, sportivamente, al Toro di ricalcare di nuovo il "sacro suolo" del Filadelfia, di rimuovere quei ruderi dentro e fuori il campo, di ritornare presto l’avversaria alla pari degli anni ‘70, quando lo scudetto era soltanto roba della Mole… Assolutamente, le nostre squadre non potranno e non dovranno mai essere amiche sul campo, ci mancherebbe... Anzi, non tollerando le ipocrisie, mi auguro tanto continuino a darsele di santa ragione, nei limiti della correttezza, ad ogni derby ed i nostri tifosi a sfottersi, nei limiti dell’educazione...

Invece, in cielo, i nostri caduti inseparabili e fratelli,  lo sono già per l'eternità.

Onoriamoli degnamente, insieme.  

Grazie.

17 gennaio 2013

Domenico Laudadio

Custode www.saladellamemoriaheysel.it

NDR: L'immagine è tratta da un'opera di Giampaolo Muliari dedicata ai campioni scomparsi di Torino e Juventus

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