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Lettera Aperta

 

A "Il Ciuccio"

Redazione ilnapolista.com

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Spegniamo il Vesuvio

 

    Articolo del 29.03.2014

 

Preg.mo "Il Ciuccio",

non vorrei scomodare Esopo nell’esordio, ma trovo molta similitudine fra l’insegnamento del suo scritto e la morale di una favola dove per una volta, ma non sarà la prima, né l’ultima, persino un asino insegna l’etica agli esseri umani. Quanto letto nel suo pezzo dovrebbe bastare per ripristinare quei naturali confini del bene e del male, dello sfottò e dell’odio, ma purtroppo non basta più e forse mai sarà veramente sufficiente a colmare le notorie abiette distanze fra alcune tifoserie.

Leggevo con sincera ammirazione e compiacimento il suo articolo, proprio mentre il pullman della Juventus, scortato dalla polizia, si era imbucato al centro di una gigantesca omelette, profumato dagli incensi canonici dei fumogeni da stadio. Peccato davvero nel rituale stagionale e tradizionale di accoglienza per quel ragliare in coro sui morti di Bruxelles che vanificava l’encomiabile eloquio del suo verbo amabile e saggio. Certamente li aveva previsti anche lei, erano già nell’aria annunciati, dati quei somari della peggior specie che all’anagrafe rispondono addirittura a un nome e un cognome, ma purtroppo mai per la legge che dovrebbe punirli.

Non proprio asinelli, quindi, intelligenti e del mestiere come lei, nascosto bene dietro il segreto della redazione e di un alias dimesso. E non pensi di essere così originale in questo, perché in via San Gregorio Armeno ne troverà moltissimi altri di ottima fattura e buona volontà come lei a riscaldare il corpicino infreddolito di un cristo bambino. Umilmente e dolcemente a dimostrazione, quando il creato si capovolge, che le bestie sono meglio degli uomini nella storia in cui tramano una nuova strage degli innocenti.

Eh, già… Erode è sempre fra noi, caro mio Ciuccio… E davanti alla morte di un povero bambino non vi troverò mai giustizia, né rassegnazione. E visto che lo ha rievocato proprio lei, anche se a me costa sempre molto abusarne della memoria, Andrea non è poi così lontano, mi creda… Probabilmente stasera sarà al San Paolo dopo aver affrontato un viaggio da incubo, impaurito da uno sguardo di traverso al casello o alla stazione, orfano della sua sciarpa bianconera strappatagli con violenza ed uno sputo e se gli va bene un calcio in culo a suo padre, bersagliato da piscio e merda in una pentecoste di livore, nel suo settore di ospite pagante e indesiderato.

Perché, vede, nobile Ciuccio, Andrea siamo noi… E’ proprio mio figlio che a scuola ogni lunedì mattina si sente dare del ladro per un rigore negato, una rimessa laterale invertita o una di quelle "scemenze" che scriveva lei, magari proprio dal primogenito di chi possiede un SUV e la barca, ma non ha mai pagato le tasse. Andrea che non indosserebbe mai quella maglia destinata a chi non salta perché è bianconero e che confonde il tifo con il razzismo trasmettendo per celia un dogma d’intolleranza subdola e strisciante.

Io, invece, mi sforzerò sempre di non confondere tra loro le cose e, nonostante tutto, confesso che amo Napoli, ho grande simpatia per i Napoletani, ma quelli con la lettera maiuscola, da cui nascono gli Eduardo e i Troisi... Per me il Vesuvio è bellissimo nelle cartoline o sugli striscioni spento e chi ne invoca un prossimo risveglio, se non per burla, è un emerito coglione. Il calcio è fatto sin dalle origini di sane pedate: si danno e si prendono e diamocele, tranquillamente, pure di santa ragione… Ma intorno al pallone ci sono tanti loschi figuri che vi lucrano il pizzo tutti i santi giorni, riempiendoci di menate e spargendo sale sulle ferite e aspidi sui sedili della giostra…

Saltate, dunque, dove, quando e quanto volete per l’orgoglio di non aver scelto i nostri colori, ma trovando sempre un modo e l’occasione quando è l’ora di smetterla. Per esempio, davanti ai morti… Il silenzio è già onore.

Io penso che Andrea Casùla avesse in serbo un altro grande sogno oltre quello di emulare Gigi Riva: crescere in un mondo diverso. Lo abbiamo tradito sugli spalti e sul campo, nelle redazioni dei giornali, davanti ad un microfono o al taccuino di un cronista. Magari una sera, un pomeriggio, capiterà che il povero Andrea morirà ancora una volta corpo e anima in uno stadio e la carne insanguinata della zebra farà persino compassione alle fiere immonde che l’hanno sbranata dando la colpa ad muro crollato ed agli ipocriti avventori del safari. Occhio…

Accanto al suo magistrale pezzo nella colonna affianco ho letto che la Juve è uguale alla merda. Dal vostro punto di vista ci potrebbe anche stare, per carità, non amo il fariseismo e questo gergo è talmente in voga... Potrei anche contraccambiare sostituendo il soggetto, volendo, ma resterebbe ecumenicamente la stessa puzza. Andrea, molto probabilmente, vi suggerirebbe di scrivere soltanto Forza Napoli. Nessuno in quel caso si sentirebbe offeso. A volte basta veramente molto poco per ricominciare a camminare insieme oppure a due passi da noi è il baratro e poi non si potrà tornare mai più indietro. Pensiamoci.

Con profonda stima.

30 marzo 2014

Domenico Laudadio

Custode Museo Virtuale Multimediale www.saladellamemoriaheysel.it 

NDR: Il disegno del Vesuvio è di Roberto Vignola, tratto dal sito www.cittabambini.it

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