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Ad Armando Colotta, Tifoso Viola, Firenze
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Lettera Aperta

 

Ad Armando Colotta

Tifoso Viola, Firenze

 

 

  Articolo: "Juve, ognuno si lavi i panni sporchi in casa propria"

 

Gentile Armando Colotta,

l'esordio del suo articolo scomoda quell'immagine cruenta di un celeberrimo omicidio dell'antica storia romana assimilandolo al sangue innocente versato all'Heysel, inforcando un'infelice metafora, sia perché il dolore dei familiari di quelle vittime, da lei di seguito appellati con lo sgradevole termine "disgraziati", non può essere strumentalizzato in nessun altro paragone e sia perché nella incongruente similitudine ha subliminalmente infilato il pugnale assassino perfino nelle mie mani, nude.

Allora, citazione per citazione, le rammenterò quella di un grande fiorentino, orgoglio della sua città e della nostra madre lingua: "... Non vogliate negar l'esperienza di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" (Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120).

Vorrei, pertanto, chiarire, non solo a lei, ma a tutta la tifoseria Viola il mio sincero punto di vista. Anche al Sindaco Matteo Renzi che dopo aver soffiato benzina sul fuoco con le sue farneticazioni irresponsabili prima della partita ha creduto più opportuno rintanarsi ad Arcore invece di rispondere alla mia lettera. La memoria è una comune speranza, non la spettanza di un comune ed è pure madre amorevole che accoglie figli multietnici. Proprio come spesso si sente dire "non c'è futuro senza memoria...

Lei ha intitolato il pezzo "Juve. ognuno si lavi i panni in casa propria"... Credo, invece, sia ben più spinoso il problema. E' proprio nell'acqua putrida che scorga, nelle fonti avvelenate. Lei mi insignisce dei galloni del comando della tifoseria juventina, ignorando che il mio sito è opera esclusiva del sottoscritto ed in virtù di questa ragione spontaneamente ecumenico nel suo fine ispiratore. Avrei potuto realizzarlo, infatti, anche non da appassionato di calcio o della Juventus. Il problema nasce da qui. Nella presupponenza del campanile. Voi, noi... I viola così, i gobbi colà... Proprio perché penso che il calcio e tutti i suoi derivati contino zero davanti a qualunque tragedia civile e che le bandiere appaiano poco più di un dettaglio di fronte alla morte di chiunque, non potrò mai minimizzare sulla sacralità violata di quelle vittime, tra l'altro non tutte italiane e juventine. Non lo permetterò a chiunque e non mi fermerò davanti a nessuna minaccia. Venticinque anni d'insulti da una parte e di indifferenza dall'altra. Due poli della medesima vergogna. Non chiedo onori, ma iniziamo dal rispetto e dal silenzio. L'Heysel non è terra di campanili, ma terra consacrata su cui levarsi i sandali, tutti e se non s'insegna o non si pretende il rispetto dei morti, ci saranno altri morti...

Lei mi ha anche invitato a pensare ai "barbari della mia tifoseria" che hanno lanciato i petardi, che insultarono le povere vittime di Superga e dell'Arno, dei mostri di Firenze. Non soltanto condivido la sua indignazione, ma la sposo da cittadino italiano che tifoso di calcio o meno, dovrebbe sempre denunciarne penalmente fatti e risvolti. Però, vede, Colotta, io credo sinceramente di aver fatto ancora di meglio, potendo rispondere di quei cori moralmente solo per me stesso. Nel mio sito museo ci sono delle pagine in memoria di altre vittime premature dello sport. Una di queste è dedicata da tempo alla sciagura aerea di Pier Cesare Baretti ed al suo compagno di volo, Oreste Puglisi.

Come potrà constatare, approfondendo la lettura del mio sito, non sono avvezzo a strategie di fazione, a complotti partigiani, proprio perché non giudico amica o nemica nessuna tifoseria che è avversaria sul campo. Io saggio gli uomini, nella sostanza. Quella benedetta o maledetta targa al "Franchi", ovviamente, non si farà mai, stia tranquillo. La mia provocazione al Sindaco servirà invece, magari, ad isolare sempre di più il presunto "sparuto gruppetto" nel suo immarcescibile liquame mentale, ma il setaccio è nelle vostre mani e se realmente ne avrete forza, ma soprattutto voglia, lo dovrete smuovere voi...

D'accordo, signor Colotta, accetterò di buon grado il suo consiglio, ringraziando prima di tutto lei ed i gestori del vostro sito per la cortesia degli spazi a me concessi. Da questo momento in poi tornerò ad occuparmi del potere sbiancante della mia candeggina e con un occhio severo al balcone del Palazzo, perché prima o poi di questo passo non crolli. Proprio in ragione delle regole etiche del vivere sociale e nel nome di quelle più nobili e affascinanti del vero credo Ultrà, mi permetta solo un piccolo suggerimento per il vostro bucato: rottamatela quella lavatrice, com'è che stinge tutte quelle sciarpe di rosso ?

11 Dicembre 2010

Domenico Laudadio

Custode www.saladellamemoriaheysel.it

 

    Risposta del webmaster del sito dodicesimouomo.net

 

Sig.re Domenico Laudadio,

sono Alessandro Landi, webmaster del sito dodicesimouomo.net. Entrando nel suo sito, ho trovato la lettera indirizzata ad Armando Colotta. Non sappiamo se la stessa ci è stata inviata, non avendola trovata nella posta ma se ci da il permesso, la pubblicheremo senza alcun problema. Innanzitutto, lasci che le spieghi cosa è questo sito. Nasce il 12 Luglio 2010, dalla passione di soli tifosi, contro un calcio che non ci appartiene. E per essere chiari, non siamo nostalgici di un calcio violento ma vorremmo un calcio più umano, più sincero, meno schiavo di televisioni e restrizioni incostituzionali. Fatta questa piccola premessa, ben prima che ci giungesse voce della sua lettera al sindaco, e ben prima dell'articolo di Crosetti, noi abbiamo chiesto alla curva di smettere con quel coro. Si badi bene, non rispunta fuori all'improvviso il Martedì di Coppa ma il Sabato della partita Juventus - Fiorentina, dopo il lancio delle bombe carta. Chi le scrive è un ex Ultras che non per compiacerla ma ha sempre odiato quel coro. Crediamo di essere stata l'unica voce a Firenze a chiedere di farla finita con questo odioso coro. Gli altri siti, tv, radio, si limitano a riportare le notizie ma la faccia non ce la mettono quasi mai. Però siamo tifosi e se troviamo legittima la sua lettera al sindaco (a tal proposito siamo in buona compagnia a noi non si è mai degnato di rispondere, forse perché 4.000 utenti giornalieri sono un palcoscenico di poco conto per chi oramai è arrivato ad...Arcore), proprio da tifosi non accettiamo che vengano evocate pene esemplari, squalifiche del campo. Nemmeno accettiamo di leggere che la questura di Firenze dorme. Pensiamo che nessuna piazza abbia subito la repressione degli ultimi 5 anni come a Firenze, giusta, sbagliata, poco importa, mi creda la questura vigila e parecchio, facendo del resto il suo lavoro. Mi permetta di rabbrividire a sentire invocare pene esemplari. Evocano dittature, se permette. Sappiamo benissimo che lei è del tutto estraneo a queste richieste. Solo che generano come potrà ben capire, recriminazioni, tipo squalificate a loro il campo per le bombe carta. E i nostri morti ? Capisce che ragionando così non ne usciamo ? Avrei piacere di parlare telefonicamente con lei, fosse solo per farle gli auguri.

Se non è possibile voglia gradire i nostri migliori auguri di buone feste e buon lavoro.

22 Dicembre 2010

Alessandro Landi

 

    Conclusioni Finali e Auguri al Sito dodicesimouomo.net

 

Gent.mo Alessandro Landi,

ho inviato tramite il modulo all'interno del vostro sito la lettera in risposta ad Armando Colotta, ma evidentemente non l'avete ricevuta per qualche problema tecnico. Mi spiace, sinceramente, potete pubblicarla subito, se lo ritenete utile.

Condivido la vostra indignazione per ciò che è ora il "nostro" calcio. Penso che lo teniamo in vita, soltanto noi, con la nostra passione e le nostre piccole "faide". Mi domando spesso se ne valga veramente ancora la pena...

Quel coro è infame, ed altrettanto da infami profanare il riposo di Gaetano Scirea o dei grandi di Superga, di Fortunato e delle povere vittime dell'Arno, di Alessio e di Riccardo e così di quei ragazzi massacrati da Pacciani e compagni o di Pier Cesare Baretti. Come avrete notato, visitando il mio sito museo, c'è un piccolo omaggio anche per lui nelle pagine in memoria.

Io non odio Firenze, città meravigliosa e madre della nostra cultura, non odio i fiorentini, magari nutro di riflesso una radicata avversione per i tifosi della Fiorentina. Accetto allo stesso tempo serenamente che la Juve possa essere detestata per la ragione contraria alla quale è amata alla follia, ma non tollero e denuncerò sempre cosa e chi travalichi il limite del rispetto per gli esseri umani. Il coro in favore del Liverpool della Fiesole, quelle tante sciarpe rosse, feriscono quanto la famigerata canzoncina di "Montagne verdi", perché ambiguo e maligne come quel gemellaggio con i reds dell'anno passato, finito in burletta ad Anfield Road, e non di meno subdolo.

Non mi aspetto nulla dai mezzi d'informazione, asserviti ai giochi della politica ed ai calcoli dell'economia che decidono sempre le sorti del paese e spesso anche del calcio. Quelli che vi hanno umiliati indegnamente fino al fallimento ed alla C2, per colpire Cecchi Gori, graziando viceversa Parma, Lazio e Roma. Quelli che hanno spedito persino la Juve in serie B, sull'onda del sentimento popolare e di un processo farsa, come sta emergendo dagli atti del processo penale di Napoli.

Se ne esce soltanto osservando rigorosamente un codice etico, quello degli esseri umani. Il rispetto, il silenzio e la memoria condivisa. Tutti, insieme. Nel credo ultrà ci sono già gli anticorpi per debellare la bestialità di certi pseudo ultrà, basta disconoscerne l'identità ed allontanarli dalle curve.

La nostra rivalità sia eterna, Alessandro, gli sfottò sempre più pittoreschi, al netto del lancio criminoso dei petardi e delle magliette -39, ma nel rispetto dei morti, di tutti i nostri morti. Il colore del lutto ci riunisce sotto lo stesso vessillo, quello del dolore. Rispettiamoci nel suo nome, lealmente, da tifosi, da ultras e da uomini.

A lei, ad Armando ed ai suoi affezionati lettori, ed ai vostri cari un sereno Natale.

Sportivamente.

22 Dicembre 2010

Domenico Laudadio

Custode www.saladellamemoriaheysel.it

P.S. Autorizzo la pubblicazione anche di questa mail privata e chiedo liberatoria per quella da lei ricevuta in data odierna.

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