39 Angeli all'Heysel     Anniversari

Juventus  Football  Club

Gaetano torna a casa

Sono i particolari a fare di un’opera un capolavoro. E lo Juventus Stadium, che capolavoro è, a tutti gli effetti, ora ha davvero tutte le carte in regola per definirsi tale. L’ultimo, preziosissimo tassello è arrivato questo pomeriggio dalla Conferenza dei Capigruppo del Consiglio comunale che ha stabilito all’unanimità che l’attuale Corso Grande Torino venga intitolato a Gaetano Scirea. «Un campione del mondo e un simbolo di sportività e lealtà», ha sottolineato con grande soddisfazione il presidente Agnelli, intervenuto all’incontro. Era presente anche Annamaria Licata, rappresentante del Comitato “Per non dimenticare Heysel” di Reggio Emilia e la Commissione ha stabilito che le vittime di Bruxelles verranno ricordate nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’area della Continassa. L’attuale Corso Grande Torino si sposterà nei pressi dello Stadio Olimpico, davanti alla Curva Maratona, mentre resta ancora da valutare a chi verrà intitolata l’attuale via Gaetano Scirea, a Mirafiori Sud. Ora si dovrà solo attendere martedì 8 novembre, quando si riunirà la Commissione Toponomastica che ratificherà la decisione. Da quel giorno, l’indirizzo dello Juventus Stadium sarà Gaetano Scirea e il capolavoro sarà completo.

28 ottobre 2011

Fonte: Juventus.com

Grazie a Salvatore Giglio  per la fotografia.

 

 

 

   In memory

Commemorazione 39 vittime dell'Heysel all'inaugurazione dello Juventus Stadium

 

 

 

Il ricordo degli Agnelli e degli angeli di Heysel

Il bianco e nero per Gianni e Umberto, l’Avvocato e il Dottore. Il fuoco per le vittime di Bruxelles.

TORINO, 8 settembre - Il ricordo di Gianni e Umberto Agnelli ammanta d’emozione lo stadio Juventus le immagini in bianco e nero per una memoria vivissima e per le lacrime d’emozione della famiglia Agnelli in tribuna per ricordare i due storici e mitici presidenti e patron della Juve. Poi è il momento del fuoco: la memoria diventa ferita, l’Heysel non si dimentica. E in campo scendono 39 bambini, 39 angeli: uccisi dalla furia e dalla follia uligana a Bruxelles nel fatiscente stadio scelto dall’Uefa per la finale di Coppa dei Campioni dell’85. 39 bambini per non dimenticare i 39 angeli deceduti in quella tremenda sera di maggio. IN MEMORY, scrivono sul fuoco e partono le note di Bob Dylan: Knockin’ on heaven’s door.

Fonte: www.tuttosport.com

 

   In memory

Commemorazione 39 vittime dell'Heysel all'inaugurazione dello Juventus Stadium

 

 

 

La Juve ricorda le vittime dell'Heysel

di Marina Salvetti

In occasione del 26° anniversario la lettera del presidente bianconero, Agnelli: «Stadio e museo, spazio per loro. Ai 39 angeli sarà dedicata una stella nel nuovo impianto»

TORINO, 29 maggio - In memoria dei 39 angeli che persero la vita all’Heysel. A 26 anni della tragica notte di Bruxelles i tifosi che morirono prima della finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool, in una delle pagine più tristi della storia del calcio, sono stati ricordati a Reggio Emilia. Il Comitato per non dimenticare Heysel, supportato dallo Juventus Club Città del tricolore, ha organizzato una cerimonia, nei pressi del vecchio stadio, di fronte al monumento “ Per non dimenticare l’Heysel”, che con le trentanove steli ricorda il tragico evento. Alla commemorazione è intervenuta anche la mamma di Claudio Zavaroni, una delle vittime, un ragazzo di 28 anni, fotografo di Reggio Emilia.

MAI SOLI - E’ toccato al responsabile degli Juve Club Doc Ezio Morina, in rappresentanza della Juventus insieme con Mariella Scirea, leggere la lettera del presidente bianconero Andrea Agnelli. « Come ogni anno la Juve ricorda con cordoglio e commozione le vittime della tragedia dell’Heysel. L’anno scorso, in occasione del 25 ° anniversario, ho avuto il piacere di stringere la mano e mostrare tutto il mio affetto ai parenti delle vittime riunite a Torino. Quest’anno abbiamo reso pubblica un’iniziativa della quale andiamo molto orgogliosi: i nostri 39 angeli saranno presenti nella nuova casa bianconera. Nello stadio che inaugureremo in estate, infatti, abbiamo deciso di dedicare a ogni vittima una stella vicina a quella di Gaetano Scirea, capitano della squadra in quella tragica notte. E anche nel museo della Juventus, che vedrà la luce nel 2012, è stato studiato uno spazio dedicata alla loro memoria » . Due spazi per tenere vivo il ricordo e non lasciare soli i familiari: nello stadio le 39 stelle troveranno posto in prossimità della Tribuna Est, nel museo sarà allestita una sezione che ripercorra i tragici fatti di quella notte.

EDUCARE I GIOVANI - Il presidente Agnelli ha poi voluto rivolgersi direttamente al presidente del Comitato Enzo Cerlini e al presidente dello Juve Club Città del tricolore Andrea Mattioli, organizzatori della celebrazione: « A voi va un grande applauso per la perseveranza con la quale portate avanti un progetto che, partendo dalla tragedia che ci ha colpiti, ha come obiettivo l’educazione civica e sociali di chi si avvicina al mondo del calcio » . Una lezione e un esempio per i posteri, come ricorda Mariella Scirea: « Questa deve essere una giornata del ricordo, ma anche uno stimolo per far sì che i giovani non dimentichino cosa è accaduto e imparino a costruire un futuro diverso, senza violenza ».

Fonte: Tuttosport del 30/5/2011
 

«Il nuovo stadio per non vivere più tragedie così»

di Guido Vaciago

Commovente cerimonia per i 25 anni dell’Heysel: la promessa di Andrea Agnelli

«Ero piccolo, ma già appassionatissimo di calcio. Capivo che qualcosa non andava, ma non mi rendevo conto della portata della tragedia, anche se gli occhi dei miei genitori mi comunicavano angoscia. Loro cercavano di non dirmi nulla, ma i loro sguardi li tradivano. Crescendo, maturando, leggendo, ho preso coscienza di quello che accadde quella sera e, a dispetto di quella partita che i giocatori mi assicurano fu verissima, non sono mai riuscito a sentire mia quella coppa. Si parla molto di calcio sotto il profilo tecnico, discutendo di giocatori e tecnici, oppure dal punto di vista finanziario, analizzando bilanci, costi e spese. Oggi vorrei parlarne dell’aspetto sociale. E provare a immaginare il nuovo stadio della Juventus come un luogo dove possano tornare le mogli e i figli, insieme con i mariti. Un posto dove far vivere la passione in modo autentico, nel nome della sana competizione sportiva per vivere momenti di gioia e non di dolore e tristezza. Il nuovo stadio dovrà essere un antidoto contro tragedie come l’Heysel che, però, verrà ricordato in una sala dedicata alla memoria». LEZIONE Un luogo dove è bello immaginare padri che spiegano ai figli la storia, perché crescano generazioni di veri appassionati di calcio. Perché a distanza di 25 anni, si ha la netta sensazione che la lezione dell’Heysel l’abbiamo imparata meglio gli inglesi che gli italiani. Il giro di vite dei governi britannici, l’applicazione autentica di leggi (le stesse che esistono da tempo pure in Italia) e un attento lavoro socioculturale di club e federazione hanno prodotto dei risultati accettabili, trasformando la Premier League in un Luna Park del calcio internazionale. E se dietro il luccichio si nasconderà pure qualche magagna, resta un paradiso in confronto a un campionato, il nostro, che fa disputare una partita a porte chiuse (Genoa - Milan) per un omicidio di quindici anni fa, quando ne erano già passati dieci dall’Heysel. SOLIDARIETA’ A venticinque anni dalla tragedia, il direttore generale del Liverpool, Purslow, può arrivare a Torino a testa alta. E dire cose molto intelligenti e, anche commoventi: «Ricordare, rispettare, risolvere. Questo deve rappresentare l’Heysel per noi e per voi. Ricordare per non ripetere più niente di simile, rispettare per portare sempre la nostra solidarietà e il nostro appoggio all’infinito dolore dei parenti delle vittime, risolvere perché la violenza va combattuta ed estirpata dal calcio insieme all’odio». Già, l’odio, quello che qualche tifoso della Juventus sente ancora per il Liverpool e che Purslow prova a cancellare con un riferimento toccante al celebre motto del Liverpool: «Noi cantiamo che con la speranza nel cuore non camminerete mai soli. Ecco, portando tutta la solidarietà del Liverpool a voi parenti delle vittime dico che, grazie al mio club e alla Juventus, voi non camminerete mai soli». PARTITA INFINITA Michel  Platini per un giorno si è rituffato nel suo passato bianconero, abbracciando Andrea Agnelli e John Elkann, così come i vecchi compagni Massimo Briaschi, Beniamino Vignola, Antonio Cabrini, Stefano Tacconi, Beppe Furino, Massimo Bonini, Sergio Brio e prendendosi pure una ramanzina dal suo presidente Boniperti che gli ha consigliato di andare dal dietologo. Poi ha parlato da presidente dell’Uefa. Un presidente dell’Uefa che, in parte, è nato proprio quella notte a Bruxelles, dove arrivò da «calciatore gioioso e spensierato», e forse ripartì già politico e «con una ferita indelebile dentro». Dice Michel: «Quella partita non è mai finita per me e per i miei compagni. E oggi che sono presidente dell’Uefa, la mia priorità è quella che tragedie di questo genere non accadano mai più». FOLLA Lo applaudono i suoi ex compagni, i parenti delle vittime, i tanti dirigenti e amici della Juventus di ieri e oggi, da Giampiero Boniperti a Pietro Giuliano, da Francesco Morini a Franzo Grande Stevens, a Cobolli Gigli, a Maurizio Paniz, ad Andrea Galasso. Una piccola folla che si trasferisce alla Gran Madre per la messa con la prima squadra (rappresentata nel cortile della sede, davanti al cippo commemorativo, da Alessandro Del Piero) e la Primavera. Conclusione degna di una mattinata che lascia nel cuore una bella sensazione. SOLO MEMORIA Così bella che non riesce a essere contaminata da un gruppo di tifosi juventini che nel pomeriggio provano a rovinare tutto con una manifestazione dai risvolti incomprensibili. Nel giorno del ricordo di 39 morti di Bruxelles doveva esserci spazio solo per la memoria, la riflessione e il ricordo. Altri erano gli spazi e i tempi per le sacrosante battaglie su calciopoli. Mentre mai ci dovrebbero essere spazio per il razzismo, la mancanza di buon gusto e le bombe carta. E non solo nel nuovo stadio.

Fonte: Tuttosport del 30 maggio 2010  

 

29/5/2010  - 25 anni fa la tragedia

Heysel, il ricordo di Andrea Agnelli: "Tragedia che porteremo nel cuore"

Il presidente: «Nel nuovo stadio un luogo dedicato alla memoria»

Platini: «Mai più una strage così»

TORINO «Mai più tragedie simili». È il motto che ha accomunato il presidente della Juventus, Andrea Agnelli e quello dell’Uefa, Michel Platini, riuniti nella commemorazione per i 25 anni dalla tragedia dell’Heysel, che li ha visti protagonisti in vesti diverse. Nel 1985, nella serata in cui i bianconeri vinsero la loro prima Coppa dei Campioni battendo il Liverpool, persero tragicamente la vita 39 persone allo stadio Heysel di Bruxelles. Un dolore incancellabile, un ricordo sempre vivo nel cuore degli juventini. «Ero bambino, avevo 9 anni - ricorda Agnelli - e davanti alla televisione vedevo le espressioni preoccupate dei mie parenti, ma non capivo e loro non potevano spiegarmi. Diventato più grande, ho maturato la consapevolezza. Ho sempre fatto fatica a sentire "nostra" quella coppa, anche se i giocatori mi hanno sempre assicurato che la partita fu vera. Oggi dobbiamo assicurare alle generazioni future stadi sicuri, per un calcio da vivere sereno e come momento di gioia, con una sana competizione sportiva. Nel nuovo stadio che stiamo costruendo in questa direzione, ci sarà uno specifico luogo per ricordare». Platini ricorda: «Ero spensierato come tutti i calciatori che stanno per vivere un momento importante. Ma noi calciatori abbiamo vissuto questa partita al buio. Quella partita dura ancora oggi e non si può cancellarla. Assicuro, come presidente dell’Uefa, che sarà una mia priorità assicurare che non avvenga mai più una tragedia simile». La cerimonia è iniziata nel cortile della sede della Juventus, alla presenza di molti familiari delle vittime e di un dirigente del Liverpool, che ha sintetizzato così l’eredità dell’Heysel: «Ricordare, rispettare, risolvere», illustrando anche il «monumento all’amicizia» inaugurato proprio due giorni fa a Liverpool. È poi proseguita alla chiesa della Gran madre, dove è stata celebrata una messa a suffragio. Tra gli ospiti illustri, anche John Elkann, Gian Piero Boniperti, l’attuale vertice dirigenziale bianconero, con Blanc e Marotta, grandi ex del passato come Morini, Brio, Bonini, Tacconi, Cabrini, Vignola, oltre naturalmente a Platini, Mariella Scirea.

Da Tuttosport del 30 maggio 2010

 


La Juve ricorda "Mai più un Heysel"

di Timothy Ormezzano

Commemorazione delle 39 vittime che persero la vita il 29 maggio 1985 durante la finale di Coppa Campioni col Liverpool. Platini: "Non si verificherà più". Il ricordo di Andrea Agnelli e Alessandro Del Piero. In serata tensione davanti alla sede della società.

TORINO - "A dispetto di quella che fu comunque una partita vera, abbiamo sempre fatto fatica a sentire quel trofeo come una coppa nostra". Sono parole forti e sincere quelle espresse dal presidente della Juventus Andrea Agnelli durante la toccante cerimonia organizzata nella sede bianconera per il venticinquesimo anniversario della strage dell'Heysel. "Avevo 9 anni, vivevo l'evento con grande passione, come può viverlo un bambino. Ho visto negli occhi dei miei genitori una preoccupazione che non capivo". In serata protesta dei tifosi davanti alla sede della società, slogan e lancio di petardi. PLATINI: "MAI PIU' UN ALTRO HEYSEL" - Lascia un segno profondo anche l'intervento del presidente dell'Uefa Michel Platini, uno dei grandi protagonisti di quella tragica finale di Coppa Campioni: "Quella partita maledetta si gioca ancora, non è mai finita. Nessuno potrà mai cancellare il nostro dolore. Da presidente dell'Uefa, la mia più alta priorità è che un dramma simile non si possa mai più ripetere". Prosegue "Le Roi": "In quella tremenda serata del 1985 ero un giocatore spensierato, non ancora trentenne, come tanti dei nostri tifosi arrivati a Bruxelles. Noi calciatori eravamo coscienti che non fosse una partita normale ma non avevamo la consapevolezza di tutto quello che era successo". STATI MAGGIORI JUVENTINI - Nel cortile della sede bianconera di corso Galileo Ferraris, di fronte alla lapide commemorativa, oltre ai parenti delle vittime, la bandiera bianconera Giampiero Boniperti, capitan Del Piero, gli stati maggiori del presente e del passato (Agnelli, John Elkann, Blanc, Marotta, Bettega, Cobolli Gigli, Fassone e Grande Stevens) e una rappresentanza della squadra di allora (Bonini, Brio, Cabrini, Briaschi, Tacconi e Vignola).  PER NON DIMENTICARE - "Nel nuovo stadio della Juventus - ancora il presidente Andrea Agnelli - ci sarà una zona dedicata al ricordo dell'Heysel: le 39 persone che in quella notte tremenda hanno perso la vita resteranno per sempre nei nostri cuori". Avanza, seppur al ritmo da bradipo della burocrazia italiana, anche la richiesta di una via torinese intitolata ai caduti dell'Heysel. La pratica è al vaglio della commissione toponomastica. Nel pomeriggio i tifosi juventini marceranno da piazzale Caio Mario, di fronte alla Fiat Mirafiori, fin sotto la sede bianconera per ribadire la richiesta di una via intitolata alle vittime dell'Heysel. IL RICORDO DI DEL PIERO - "Avevo undici anni, me lo ricordo bene - racconta Del Piero -. Vivevo tutto il bello del calcio e della passione per una squadra in quell'attesa, salvo poi vivere tutto il brutto, quanto più di drammatico si possa immaginare. Ricordo una partita che non comincia mai, con la voce per me lontana di Bruno Pizzul che rivela quello che sta accadendo. Solo più tardi mi spiegheranno e inizierò a capire dove può arrivare la follia, la bestialità, l'irresponsabilità degli uomini. All'Heysel sono morte 39 persone di cui 32 italiani: oggi ricorderemo le vittime di quella tragedia. Lo farò non solo da giocatore della Juventus ma anche da tifoso: non la dobbiamo mai dimenticare". "RICORDARE, RISPETTARE, RISOLVERE" - Molto sentito anche il ricordo del dirigente del Liverpool Christian Purslow, presente alla commemorazione di stamani a Torino: "Abbiamo tre fronti su cui concentrarci: ricordare, rispettare e risolvere. Ricordare con grande tristezza e profonda solidarietà i 39 tifosi che persero la vita in seguito agli eventi tragici di quella sera a Bruxelles. Rispettare per sempre la memoria di chi non c'è più e risolvere il problema stadi, per evitare che certi fatti tragici possano nuovamente accadere. Impossibile cambiare la storia, asciugare le nostre lacrime, ma possiamo costruire un monumento all'amicizia per le future generazioni, come abbiamo recentemente fatto allo stadio di Anfield Road. Il motto del Liverpool è "you'll never walk alone", non camminerete mai da soli".  LA MESSA DI COMMEMORAZIONE - Dal quartier generale juventino alla chiesa della Gran Madre di Torino, dove è stata officiata la messa in suffragio delle vittime dell'Heysel. Presenti i parenti delle vittime, la prima squadra (eccetto i nazionali, gli infortunati Legrottaglie e Sissoko, oltre a Diego che ieri ha sposato la sua Bruna Leticia in Brasile) e una folta rappresentanza del settore giovanile. E' stato l'ultimo impegno ufficiale per il gruppo bianconero prima del rompete le righe. Il vescovo di Acqui Terme, Don Livio Maritano, ha ribadito come "in tutti gli aspetti della vita sociale le regole siano indispensabili", prima di leggere i 39 nomi dei tifosi juventini "colpevoli" di trovarsi nel momento sbagliato nel punto sbagliato di uno stadio sbagliato, fatiscente, tanto da sbriciolarsi sotto le cariche degli hooligans inglesi. IL CORDOGLIO DI BRIO E CABRINI - "Juve e Liverpool  -  così Sergio Brio - hanno onorato al meglio la memoria dei caduti di quella tragica finale. Giovedì ero allo stadio di Anfield Road, con Dalglish, Lee e Neal. I Reds hanno celebrato con una targa le 39 vittime dell'Heysel". In chiusura il ricordo di Antonio Cabrini: "Quella finale è stata una partita surreale, che non dovremo mai dimenticare. Ma adesso guardiamo avanti: in Inghilterra è stato fatto molto in tema di sicurezza degli stadi, mentre noi, purtroppo, siamo ancora indietro". TENSIONE IN SERATA. Momenti di tensione alla fine della marcia dei tifosi per ricordare le vittime della tragedia. Il corteo è giunto davanti alla sede della società bianconera, in corso Galileo Ferraris, che però era chiusa: i manifestanti si aspettavano di trovare qualche dirigente e hanno sfogato la loro delusione con dei cori e con il lancio di petardi. Ad inscenare la protesta sono stati una ventina di tifosi, che si sono staccati dal gruppo dei manifestanti e hanno srotolato uno striscione con cui invitavano la dirigenza ad impegnarsi a ottenere la revoca dello scudetto 2006 assegnato all'Inter. Il tutto accompagnato da fumogeni e dal lancio di petardi. Durante il corteo non sono mancati gli slogan contro la tessera del tifoso.

29 maggio 2010

Fonte: www.repubblica.it

 

Torino, 29 maggio 2010, Corso Galileo Ferrari

Heysel, il ricordo durerà per sempre

Platini e la squadra dell’85 a Torino per commemorare i 25 anni della tragedia. Oggi la rievocazione, Agnelli annuncerà la sala della memoria nel nuovo stadio. Nell’impianto che la Juve sta costruendo la violenza dovrà essere confinata nel passato. Boniperti: «Quella coppa non è insanguinata»

TORINO, 29 maggio - Venticinque anni fa la finale di Coppa dei Campioni si trasformava in una delle più orrende tragedie dello sport. Juventus-Liverpool, a Bruxelles, venne preceduta da un attacco dei tifosi inglesi contro quelli italiani che provocò la morte di 39 persone innocenti, schiacciate, asfissiate, calpestate in modo atroce nella curva zeta dello stadio Heysel. LA SALA - Oggi, nel giorno della memoria bianconera, Andrea Agnelli annuncerà che quelle vittime non verranno mai dimenticate e che il ricordo di quella tragedia servirà da monito, perché mai si ripeta una simile follia. Nel nuovo stadio della Juventus ci sarà, infatti, uno spazio per ricordare i fatti di quel giorno maledetto. LA CERIMONIA - Inizierà alle 10 la commemorazione nel cortile della sede bianconera, dove è stato posto un cippo alla memoria delle 39 vittime. Oltre al presidente della Juventus, ci saranno parecchi giocatori della squadra che giocò quella partita, a partire da Michel Platini, così come molti parenti delle vittime e il presidente della Lega Maurizio Beretta. Sarà una cerimonia breve, alla quale seguirà una messa alla Gran Madre, dove sarà presente la prima squadra della Juventus. LA RIFLESSIONE - Venticinque anni dopo è il momento di commemorare, ma anche quello di riflettere. La tragedia dell’Heysel è stata una ferita dolorosa e profonda per il popolo bianconero, ora è una cicatrice che si porta dentro chi ha vissuto quella notte (in quello stadio o all’ascolto di quella drammatica telecronaca di Bruno Pizzul) e un racconto poco conosciuto per chi era troppo piccolo o non era neppure nato. IL SIMBOLO - E allora l’idea di una sala che nel nuovo stadio ricordi quella barbarie, come un fatto storico, oltre che tragico, è un’iniziativa eccellente. Perché a distanza di 25 anni, tutto quel dolore e quello sgomento devono servire a qualcosa. Devono servire a ricordare come quella finale fu organizzata in modo clamorosamente superficiale, lasciando che i tifosi inglesi e quelli italiani si trovassero accanto in quella maledetta curva, separati da una rete da pollaio. E che non c’erano abbastanza forze dell’ordine per gestire un evento di quella portata. Che i feriti non furono soccorsi in modo tempestivo e adeguato. Che odiare, oggi, 25 anni dopo, non serve a niente, che quello che conta è non ripetere. LA GIOIA - E il fatto che il luogo della memoria dell'Heysel sorga proprio nel nuovo stadio è significativo. In quello che sarà l’impianto più moderno del calcio italiano, la violenza dovrà essere solamente un ricordo, confinato in quella sala. Quello stadio dovrà accogliere tifosi veri, appassionati, innamorati della Juventus e del calcio: sarà un luogo di festa non di morte.

Fonte:  Tuttosport del 29 maggio 2010


Platini e la squadra dell’85 a Torino per commemorare i 25 anni della tragedia

Heysel, ricordo per sempre

di Guido Vaciago 

TORINO. Venticinque anni fa la finale di Coppa dei Campioni si trasformava in una delle più orrende tragedie dello sport. Juventus-Liverpool, a Bruxelles, venne preceduta da un attacco dei tifosi inglesi contro quelli italiani che provocò la morte di 39 persone innocenti, schiacciate, asfissiate, calpestate in modo atroce nella curva zeta dello stadio Heysel. LA SALA Oggi, nel giorno della memoria bianconera, Andrea Agnelli annuncerà che quelle vittime non verranno mai dimenticate e che il ricordo di quella tragedia servirà da monito, perché mai si ripeta una simile follia. Nel nuovo stadio della Juventus ci sarà, infatti, uno spazio per ricordare i fatti di quel giorno maledetto. LA CERIMONIA Inizierà alle 10 la commemorazione nel cortile della sede bianconera, dove è stato posto un cippo alla memoria delle 39 vittime. Oltre al presidente della Juventus, ci saranno parecchi giocatori della squadra che giocò quella partita, a partire da Michel Platini, così come molti parenti delle vittime e il presidente della Lega Maurizio Beretta. Sarà una cerimonia breve, alla quale seguirà una messa alla Gran Madre, dove sarà presente la prima squadra della Juventus. LA RIFLESSIONE Venticinque anni dopo è il momento di commemorare, ma anche quello di riflettere. La tragedia dell’Heysel è stata una ferita dolorosa e profonda per il popolo bianconero, ora è una cicatrice che si porta dentro chi ha vissuto quella notte ( in quello stadio o all’ascolto di quella drammatica telecronaca di Bruno Pizzul) e un racconto poco conosciuto per chi era troppo piccolo o non era neppure nato. IL SIMBOLO E allora l’idea di una sala che nel nuovo stadio ricordi quella barbarie, come un fatto storico, oltre che tragico, è un’iniziativa eccellente. Perché a distanza di 25 anni, tutto quel dolore e quello sgomento devono servire a qualcosa. Devono servire a ricordare come quella finale fu organizzata in modo clamorosamente superficiale, lasciando che i tifosi inglesi e quelli italiani si trovassero accanto in quella maledetta curva, separati da una rete da pollaio. E che non c’erano abbastanza forze dell’ordine per gestire un evento di quella portata. Che i feriti non furono soccorsi in modo tempestivo e adeguato. Che odiare, oggi, 25 anni dopo, non serve a niente, che quello che conta è non ripetere. LA GIOIA E il fatto che il luogo della memoria dell’Heysel sorga proprio nel nuovo stadio è significativo. In quello che sarà l’impianto più moderno del calcio italiano, la violenza dovrà essere solamente un ricordo, confinato in quella sala. Quello stadio dovrà accogliere tifosi veri, appassionati, innamorati della Juventus e del calcio: sarà un luogo di festa non di morte. IL PRESIDENTE Giampiero Boniperti, allora presidente della Juventus, si interrogava: « Cosa ricorderò tra trent’anni di questa coppa? Tornerò ogni tanto a osservarla nella vetrinetta, ma credo che mi apparirà soltanto l’immagine di uno dei tanti morti che ho visto all’obitorio. L’immagine di un ragazzo di dieci anni, con un fazzoletto bianconero al collo». LA COPPA Già, quella coppa è nella sala dei trofei della Juventus. Pochi metri in linea d’aria con il cippo intorno al quale ci si raccoglierà stamattina. Un trofeo scomodo e doloroso, sul quale si è a lungo dibattuto. Lo stesso Boniperti sostiene: «Non dite che quella coppa è insanguinata. Non è vero. La tragedia è una cosa, la partita è un’altra. E fu una partita vera, chiedete a Rush, a quelli del Liverpool. Andarono in campo per vincere e noi con loro. Proprio non riesco a vergognarmi per quella coppa e il dolore lo tengo per me».I GIUDICI Ma forse questo punto di vista è proprio quello da dimenticare. Quella coppa è lì, nella sala più luccicante della sede juventina, e ognuno di quelli che ci passa davanti può ricordare e pensare ciò che vuole. Anche perché gli unici che potrebbero decidere veramente se quella coppa è vera o meno sono le trentanove vittime della curva zeta. Nessun altro.

Fonte: Tuttosport  del 29 maggio 2010

 

 

Anche Platini sabato a Torino

TORINO - Sabato, per la commemorazione dei 39 angeli caduti all’Heysel, nel venticinquesimo anniversario di quella tragedia, è atteso anche Michel Platini. Il presidente dell’Uefa ha detto a Madrid alla vigilia della finale di Champions che non mancherà. E con lui ci saranno i compagni bianconeri di quella Juve che sollevò la Coppa Campioni al cielo con la morte nel cuore. La Juve per sabato ha predisposto una commemorazione, in mattinata (ore 10), nel cortile della sede dove c’è il cippo che ricorda i caduti: vi parteciperanno i parenti delle vittime, i dirigenti e i giocatori di allora. La messa successiva verrà celebrata invece alla Gran Madre. Parteciperanno anche i giocatori di oggi e le giovanili.

CON I FAN - I tifosi, inoltre, hanno allestito questo programma. Sabato: ore 11, a Torino, celebrazione della messa in suffragio delle vittime dell’Heysel, nella cappella della chiesa di Santa Rita, nell'omonima piazza; dalle ore 12,30 alle 14: ritrovo e raduno dei partecipanti in piazzale Caio Mario, davanti allo stabilimento del­la Fiat Mirafiori; ore 14: inizio della manifestazione con il ricordo dell’Heysel e alcuni interventi sulla Juventus e su calciopoli; ore 16: inizio della marcia pacifica verso la sede della Juventus in, corso Galileo Ferraris.

A LIVERPOOL - In ricordo delle vittime dell’Heysel, anche Liverpool ha in programma una celebrazione ufficiale alla quale parteciperanno Sergio Brio, Gianluca Pessotto e Phil Neal. Domani - il giorno prescelto - verrà posta una targa davanti all’Anfield’s Centenary Stand. Una delegazione verrà anche a Torino sabato:tra questi l’ad Christian Purslow e il responsabile delle finanze Philip Nash.

Fonte: Tuttosport.com del 25 maggio 2010

 

 

(Commemorazione ufficiale sul sito della F.C.Juventus del 29 maggio 2009)

29 maggio 2009

Le 39 vittime dell’Heysel nel cuore della Juventus

Passano gli anni e il 29 maggio continua a restare una data indelebile per tutti gli juventini. La sera del 29 maggio 1985, 39 persone (36 delle quali erano tifosi juventini) persero la vita allo stadio di Bruxelles, teatro della finale di Coppa dei Campioni. La Società ricorda la tragedia: «Dobbiamo avere memoria per costruire il futuro». Trentanove vittime che vengono ricordate da tutti gli juventini e da tutti gli sportivi. «Nessuno può e deve dimenticare – ha dichiarato il presidente Giovanni Cobolli Gigli, interpretando il pensiero della Società e di tutti i tifosi – e in queste ricorrenze ci sentiamo vicini alle famiglie che hanno perso i loro cari in quella tragica sera. Anche nel loro nome, cerchiamo di interpretare il calcio in modo sereno, educando i giovani al rispetto dei valori sportivi e del fair play. In questi anni si sono fatti molti passi avanti, ma dobbiamo fare ancora molta strada per sconfiggere definitivamente la violenza». Il rispetto dei valori sportivi è anche alla base dell'impegno del Comitato “Per non dimenticare Heysel” che sabato 23, a Reggio Emilia, ha ricordato le vittime in una commemorazione che si è tenuta di fronte al monumento dello scultore fiammingo Gido Vanlessen, l’unico in Italia contro la violenza negli stadi.

Per conoscere e ricordare: www.saladellamemoriaheysel.it

Fonte: www.juventus.com

 

 

Messaggi di commemorazione

Letti allo stadio di Torino il 26/05/2007  in occasione  di  Juventus-Mantova

"Morire per una partita di calcio non ha spiegazione, non c'è logica che tenga. Eppure è successo. L'Heysel è storia, una brutta storia purtroppo. Ecco perché tenere viva la memoria di quella tragedia serve non solo per non dimenticare, ma anche e sopratutto per non ripetere mai più. La commemorazione che state celebrando in memoria delle 39 vittime di Bruxelles rappresenta per me motivo di orgoglio e soddisfazione, perché solo chi ha vissuto in prima persona questi 22 anni sa quanto sia stato difficile sconfiggere le reticenze, le diffidenze, le lungaggini di una burocrazia troppo distratta e fare i conti con il disimpegno di un apparato sportivo che si è chiamato fuori dalla tragedia con disgustoso senso di irresponsabilità. Voglio fare un plauso sincero alla Juventus per la sensibilità dimostrata nel ricordarsi di quei 39 tifosi che tanto amavano i colori bianconeri. Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta il presidente Cobolli Gigli per la sua partecipazione sabato 19 maggio alla cerimonia d' intitolazione del piazzale antistante lo stadio di Arezzo a mio figlio Roberto Lorentini. Quella intitolazione ha chiuso un cerchio anche per la Juventus. Chi ha preceduto l'attuale dirigenza ha sempre cercato di stendere un velo sulla serata di Bruxelles, Cobolli Gigli non ha esitato ad accettare il nostro l'invito. Qualcosa è cambiato anche a Torino e è giusto così, perché l'Heysel fa parte della storia bianconera. Avrei voluto essere lì con tutti voi, ma le mie condizioni di salute mi impediscono di farlo. Non sono presente fisicamente, ma con la mente e con il cuore certamente si. In conclusione un pensiero a tutti quei tifosi della Juve che hanno fortemente voluto questa commemorazione". Otello Lorentini (Presidente Comitato contro la violenza nello sport "R. Lorentini - G. Conti")

"Egregio Signor Presidente, Gentile Pubblico, Carissimi Tifosi,Impegni familiari impediscono a me e mia figlia di essere oggi con Voi in questa importante e commovente giornata di commemorazione... Ma volevamo comunque essere presenti, oltre che con il Cuore e con sincera emozione, con queste poche ma sentite parole, per ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno conservato il ricordo di quella tragedia... considerandola un monito ed insegnamento perché certi gravissimi fatti non si ripetano più. Ed è proprio da momenti emozionanti come questo che tutti insieme si deve ricominciare a considerare il Calcio passione ed educazione civile... perché se ancora oggi una parte del Cuore piange i caduti... l'altra sorride pensando ad un futuro migliore di questo sport con l'impegno di tutti affinché il sacrificio di quei caduti non sia stato inutile. Ancora un sincero Grazie a Tutti Voi.  Anna ed Emanuela Casula

 

Fiori per i 39 caduti nell'85 a Bruxelles, poi fair play e grande lealtà in campo

In ricordo dell'Heysel

di Paolo Accossato e Enrico Zambruno

LA STORIA - Si sono incontrati ieri nel torneo Maggioni-Righi. Dalle giovani promesse di Juve e Liverpool uno spot antiviolenza

Juventus-Liverpool non è una partita normale. Non può esserlo, neanche a livello giovanile. La storia si può accantonare fra i ricordi, non cancellare. Il torneo internazionale Maggioni-Righi di Borgaro, per ragazzi nati nel 1990-1991, ha messo di fronte bianconeri e reds. Non erano ancora nati in quel 29 maggio 1985, data che segna una delle pagine più tristi nella storia del calcio. Bruxelles, stadio Heysel, finale di Coppa Campioni: morirono 39 tifosi, una strage. E 22 anni dopo, il ricordo è ancora vivo. Chi non c'era se l'e' fatto raccontare. «Ad Anfield Road, il nostro stadio, la targa commemorativa di quel dramma la noti subito - racconta Laurence Gaughan, difensore del Liverpool”. Tutti noi sappiamo bene che cosa avvenne all'Heysel. Se giochi in una squadra gloriosa come la nostra non puoi non conoscerne la storia, brutta o bella che sia. La Juve? Per noi è stato un onore affrontarla a Borgaro». Dagli inni nazionali al fischio finale e' stato un concentrato di fair play. Nessuna protesta, mai un diverbio, grande disciplina. E' finita 2-2, col Liverpool due volte in vantaggio (Ecclestone, Marvin) e sempre rimontato dal furetto Esposito, autore di una doppietta. «Che emozione - dice il n. 10 bianconero Ayub Daud - Dell'Heysel me ne hanno parlato e ho visto tanti filmati tv. Il primo a raccontarmi che cosa avvenne fu Beppe Landra, il mio vecchio allenatore a Cuneo. Lui era in quello stadio e si salvò per miracolo». Massimo Storgato, tecnico degli Allievi bianconeri, nel 1985 militava nella Lazio ma era nato calcisticamente nella Juve: «Giocare col Liverpool qui a Borgaro mi ha fatto effetto. E' stato bello vedere tanti giovani, che allora non erano nemmeno nati, darsi la mano e rispettarsi come volessero onorare i caduti dell'Heysel. I miei giocatori e quelli del Liverpool hanno dato un bell'esempio di agonismo e correttezza. E poi quei fiori all'inizio del match. In certe occasioni così toccanti è ancora più bello insegnare calcio ai giovani». Anche per Giuseppe Giovinco, fratello di Sebastian che ormai e' nella rosa della prima squadra bianconera, la partita non poteva essere di quelle normali: «Quel match l'ho visto in videocassetta, ricordo bene le immagini con Boniek e Platini. Per me e' stata un'emozione affrontare in maglia della Juve i miei coetanei del Liverpool».

Fonte: La Stampa del 7 aprile 2007 


 

Commemorazione del 12/4/2005 in corso Galileo Ferrari a Torino

In occasione di Juventus-Liverpool di Champions, il 12 aprile 2005 il capitano bianconero Del Piero e il difensore dei Reds Hyypia portano i fiori alla lapide commemorativa nel cortile della sede di corso Galileo Ferraris.

Un incontro atteso da 20 anni

di Emanuele Gamba

Per la prima volta in vent' anni, i parenti delle vittime dell' Heysel troveranno cittadinanza nel mondo della Juventus, incontreranno i responsabili della società bianconera, avranno un piccolo spazio ufficiale per manifestare il loro dolore. Torino e la Juventus non si stanno attrezzando con la stesso garbo e lo stesso pudore con cui Liverpool, in occasione della partita d' andata, si era mobilitata (dal sindaco alla popolazione intera, anche perché loro si sentivano i qualche modo "i colpevoli") per trasformare la memoria in un gesto di pace, ma si sta comunque organizzando un incontro a suo modo storico: domani pomeriggio, infatti, il presidente del comitato delle vittime di Bruxelles, il toscano Otello Lorentini, sarà ricevuto nella sede della Juventus dal presidente Franzo Grande Stevens, che nei giorni scorsi ha preso contatto con l' uomo che all' Heysel perse un figlio. Sarà il primo incontro ufficiale fra il club bianconero e i reduci di quel massacro, ed è significativo che il primo passo lo abbia mosso Grande Stevens, la figura più istituzionale della Juventus. Mercoledì, poi, Lorentini e altri membri dell' associazione incontreranno Rick Perry, amministratore delegato del Liverpool, e probabilmente anche una delegazione di tifosi dei reds. E anche in questo secondo appuntamento è prevista la presenza della dirigenza juventina. L' obiettivo di Lorentini, in ogni caso, resta l' organizzazione di un' amichevole fra Juve e Liverpool, che si dovrebbe giocare ad Arezzo il 29 maggio, ventesimo anniversario della strage dell' Heysel. Per anni s' è sognato di vedere in campo le due squadre "vere", adesso riunite dal sorteggio della Champions League. Ora, invece, l' ultima ipotesi è che la partita venga giocata da due formazioni giovanili: un evento ritenuto ancora più carico di significati simbolici.

Fonte : La Repubblica del 11 aprile 2005

 

 

Presiede il Comitato Vittime dell'Heysel

Lorentini: «Organizzeremo la partita della memoria»

TORINO. E' confermato per domani alle 16,30 nella sede della Juventus in corso Galileo Ferraris, l'incontro fra i dirigenti bianconeri e Otello Lorentini, presidente dell'Associazione vittime dell'Heysel. E' la prima volta dopo vent'anni dalla strage in cui morirono 39 tifosi bianconeri durante la finale di Coppa Campioni con il Liverpool, che i parenti delle vittime sono ricevuti dalla Juve. Sarà una cerimonia molto intima durante la quale Lorentini, che perse un figlio a Bruxelles, ribadirà al presidente Grande Stevens il desiderio di far svolgere un'amichevole fra le due squadre per onorare la memoria di quelle vittime. Spiega Lorentini: «Non voglio la pace, non mi interessa cosa faranno i tifosi della Juve, non ho accettato l'invito ad assistere alla partita perché il calcio non mi coinvolge. Voglio che si giochi questa amichevole sotto l'egida dell'Uefa perché la storia deve diventare memoria». Lorentini ha ricevuto nei giorni scorsi uno degli inglesi reduci dall'Heysel che e' andato ad Arezzo per chiedere scusa: «Gli ho detto che il suo pentimento va bene, ma io non sono ancora disposto a perdonare». Mercoledì Lorentini incontrerà anche i dirigenti del Liverpool. In particolare Rick Perry, amministratore delegato dei Reds. Intanto e' sempre alta l'attenzione per la partita di mercoledì sera. Il timore che gli ultras bianconeri cerchino lo scontro con gli inglesi tiene in allarme la Digos perché anche da Liverpool sono in arrivo gruppi che la polizia britannica conosce bene. In totale saranno 2500 i supporter inglesi, cui i dirigenti dei Reds hanno rivolto un invito ad avere rispetto verso i sentimenti degli juventini.

Fonte: La Stampa del 11/4/2005


Per quei 39 morti una lapide e la preghiera

Messa in Duomo in ricordo delle vittime di Bruxelles. Scoperto il cippo nel giardino della Juventus.

Con una semplice cerimonia, cui ha assistito anche il presidente del Liverpool giunto con una piccola delegazione dall'Inghilterra, la Juventus ha ricordato ieri i tifosi periti nella tragedia dello stadio Heysel. Una stele è stata scoperta nel giardino della nuova sede sociale della squadra bianconera, in via Crimea. Sulla lapide — opera dell'architetto Grassi — che ricorda, stilizzata, la gradinata dove trovarono la morte 39 persone travolte dalla carica del teppisti inglesi vi è un testo di Giovanni Arpino: “Qui ricordiamo le 39 vittime di Bruxelles, il 29 maggio 85, trucidate da bestiale violenza. Quando onore, lealtà e rispetto cedono alla follia, è tradita ogni disciplina sportiva. Alla nostra memoria il compito di tenerla viva”. Alla cerimonia erano presenti una cinquantina di persone: dirigenti della Juventus, qualche giocatore, autorità cittadine oltre ad una delegazione inglese del Liverpool. Quando la stele è stata scoperta ha preso la parola Giampiero Boniperti. Il presidente bianconero ha rievocato il dramma e la disperazione vissuta un anno fa: «le vittime non possono essere dimenticate e resteranno nel cuore della società bianconera». Anche il sindaco di Torino, Giorgio Cardetti, è intervenuto: “Dietro la tragedia dello stadio belga ci sono sicuramente responsabilità individuali e organizzative che dovrebbero esser perseguite, ma dobbiamo tutti assumerci una responsabilità collettiva: quella di non aver saputo evitare che intorno a fenomeni come quello dello sport di massa si creino stati di fanatismo aberrante. Il fanatismo induce soltanto alla violenza e può, come è accaduto sulle gradinate di Bruxelles, portare alla morte”. Ieri pomeriggio è poi stata celebrata anche una messa in Duomo officiata da monsignor Peradotto. All'omelia il sacerdote ha affermato: “Il tempo non deve far dimenticare e gli episodi del passato debbono farci diventar più saggi”.

Fonte: Stampa Sera del 30 maggio 1986

 

 

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