Tragedia Heysel,
non si può perdere la vita per un gioco
MESAGNE (BR) - Piazza Sedile stracolma
sino alle ore 23 per applaudire Walter Veltroni che ha letto,
in un toccante silenzio, il monologo “Quando cade l’acrobata,
entrano i clown. Heysel, l’ultima partita”. L’iniziativa
organizzata dal presidente del consiglio comunale per conto
dell’Amministrazione, è stata molto seguita ed apprezzata
dal pubblico che al termine del monologo tenuta sul sagrato
della Chiesa Matrice, ha lungamente applaudito l’autore.
Walter Veltroni non è la prima volta che viene a Mesagne.
L’ultima, in ordine di tempo, fu 15 anni addietro, quando
era vice Presidente del Consiglio nel governo di Romano
Prodi e Ministro dei Beni Culturali, invitato dall’allora
onorevole Cosimo Faggiano. All’incontro erano presenti i
genitori Bruno e Lucia, e la sorella Paola dello sfortunato
giovane universitario Alberto Guarini che il 29 maggio 1985
perse la vita per andare a vedere una partita di pallone
a Bruxelles, in uno stadio fatiscente e inadatto per ospitare
una finale di Cappa dei Campioni e dove, “una manifestazione
di follia collettiva”, come ha detto il sindaco Franco Scoditti,
uccise 39 vittime innocenti e provocò oltre 600 feriti.
“Non si dovrebbe morire per un gioco – ha detto l’autore
del libro -. Non si può morire per il calcio”. Poi, prima
della presentazione del libro, Veltroni ha voluto rivedere
la Chiesa Matrice, accompagnato dall’arciprete don Angelo
Argentiero. “In Inghilterra – ha detto dinanzi ai taccuini
ed ai microfoni – hanno affrontato e risolto prontamente
il problema della sicurezza negli stadi perché sono duri
nelle sanzioni che infliggono ad eventuali sconsiderati,
perché hanno tolto fossati e piste di atletica attorno al
rettangolo di gioco, ed hanno investito nella responsabilità
dei tifosi. Tutto ciò, purtroppo, in Italia non è ancora
avvenuto”. Dopo venticinque anni, Bruno Guarini è tornato
a vedere in televisione una partita di calcio. Il tempo,
per fortuna, mitiga il dolore ma non lo cancella. “Ogni
volta che vedo giocare in televisione la Juventus mi sembra
di avere al mio fianco Alberto”.
19 giugno 2010
Fonte: www.senzacolonne.it
Lo stadio della Tagliata dedicato ad Alberto Guarini
In Piazza
IV Novembre erano in molti a sentire il monologo di Veltroni
“Quando cade l’acrobata, escono i clown” e penso di poter
dire in molti si son ritrovati ad essere pervasi da sensazioni
forti, a stento contenibili. Non c’era stata molta pubblicità
o tam-tam che avessero tentato di organizzare la serata
ed in fondo non era assolutamente uno spettacolo teatrale
eppure oltre cinquecento sedie che il Comune di Mesagne
aveva fatto mettere in Piazza erano tutte occupate ed in
molti hanno seguito il tutto in piedi. La novità più importante,
ma da qualche giorno già si respirava, è stata la comunicazione
da parte del Presidente Fernando Orsini che l’Amministrazione
comunale alla unanimità di tutte le forze politiche, nessuna
esclusa, ha deciso di dedicare lo stadio della Tagliata
ad Alberto Guarini. Dopo 25 anni si risolve nel migliore
dei modi un qualcosa che alla cittadinanza pare ormai che
sia un atto dovuto. E qualcosa è opportuno in tutta questa
vicenda ricordarla nuovamente come abbiamo già fatto in
altro analogo intervento. Alberto, ormai, è un patrimonio
della città, un faro, un punto di riferimento che per il
futuro sarà guida e monito per i giovani, un nome scolpito
non all’ingresso di uno stadio come quello della “Tagliata”
ma nel cuore di tutti gli sportivi che condividono i valori
dello sport e soprattutto della fratellanza. Il monologo
di Veltroni ha fatto rivivere nel silenzioso ascoltatore
la quotidianità che accompagna la vita umana, fatta di cose
di ogni giorno, superficialità e responsabilità, gioia e
dolore, condivisione e serrata dialettica, amore e violenza,
in definitiva un turbinio di sentimenti che ci accompagnano
di ora in ora. E per molti la serata di Piazza IV novembre
con le parole di Walter Veltroni è stato lo spartiacque
tra cronaca e storia. Heysel, ormai superato anche nel nome
non ha più nulla da dirci perché di quella maledetta serata
sappiamo tutto l’inefficienza della polizia, la superficialità
dei responsabili politici belgi, la notifica de i costi
delle ambulanze, i pasticci per la riconsegna dei corpi
straziati alle famiglie, le circostanze, i racconti dei
sopravvissuti. Ora dopo Veltroni parla la storia con le
sue analisi, i suoi modelli, i suoi insegnamenti, parla
la storia che insegna ancora una volta che è possibile vivere
rifacendosi a canoni di condivisione che abbiano soprattutto
rispetto della vita umana, della comunità di appartenenza
E per fortuna ... non per tutti perché c’è anche il politico
che nella sua povertà di spirito, nella sua vacuità sociale
aveva tentato di innescare la polemica allo scopo di chiamare
un altro leader politico per una serata “del ricordo” e
c’è anche lo spettatore politicizzato che sommessamente
criticava Veltroni (ovviamente il comunista Veltroni) perché
al suo livello non si deve leggere un monologo ma bisogna
impararlo a memoria. Va bene lo stesso perché non potremmo
apprezzare la luce se non ci fosse il buio!
kalumet
Fonte:
www.mesagne.net
La lettera di Andrea Agnelli
Lo stadio di
contrada Tagliata intitolato alla memoria di Alberto Guarini
di Giuseppe
Messe
Piazza Sedile stracolma sino alle
ore 23.00 per applaudire Walter Veltroni che ha letto, in
un toccante silenzio, il monologo “Quando cade l’acrobata,
entrano i clown. Heysel, l’ultima partita”. L’iniziativa
organizzata dal presidente del consiglio comunale per conto
dell’Amministrazione, è stata molto seguita ed apprezzata
dal pubblico che al termine del monologo tenuta sul sagrato
della Chiesa Matrice, ha lungamente applaudito l’autore.
Walter Veltroni non è la prima volta che viene a Mesagne.
L’ultima, in ordine di tempo, fu 15 anni addietro, quando
era vice Presidente del Consiglio nel governo di Romano
Prodi e Ministro dei Beni Culturali, invitato dall’allora
onorevole Cosimo Faggiano.All’incontro erano presenti i
genitori Bruno e Lucia, e la sorella Paola dello sfortunato
giovane universitario Alberto Guarini che il 29 maggio 1985
perse la vita per andare a vedere una partita di pallone
a Bruxelles, in uno stadio fatiscente e inadatto per ospitare
una finale di Cappa dei Campioni e dove, “una manifestazione
di follia collettiva”, come ha detto il sindaco Franco Scoditti,
uccise 39 vittime innocenti e provocò oltre 600 feriti.
“Non si dovrebbe morire per un gioco – ha detto l’autore
del libro -. Non si può morire per il calcio”. Poi, prima
della presentazione del libro, Veltroni ha voluto rivedere
la Chiesa Matrice, accompagnato dall’arciprete don Angelo
Argentiero. “In Inghilterra – ha detto dinanzi ai taccuini
ed ai microfoni – hanno affrontato e risolto prontamente
il problema della sicurezza negli stadi perché sono duri
nelle sanzioni che infliggono ad eventuali sconsiderati,
perché hanno tolto fossati e piste di atletica attorno al
rettangolo di gioco, ed hanno investito nella responsabilità
dei tifosi. Tutto ciò, purtroppo, in Italia non è ancora
avvenuto”.Dopo venticinque anni, Bruno Guarini è tornato
a vedere in televisione una partita di calcio. Il tempo,
per fortuna, mitiga il dolore ma non lo cancella. “Ogni
volta che vedo giocare in televisione la Juventus mi sembra
di avere al mio fianco Alberto”.Più in là, nascosti tra
la folla, tanti amici appassionati di calcio e tifosi della
Juventus che quella tragica sera erano sugli spalti dell’Heysel.
Tra di loro anche Daniele Librato che si trovava proprio
al fianco di Alberto. Rievoca: “Io, Bruno ed Alberto eravamo
in cima alla gradinata del settore Z assieme ad altri amici
mesagnesi con in quali eravamo partiti per quella che sarebbe
dovuta essere una festa. Poi Bruno disse che avremmo avuto
una visione più completa del terreno di gioco scendendo
ai primi gradini. Il destino. Quando la massa di tifosi
ubriachi del Liverpool iniziò a spingere, avemmo un attimo
di terrore. Io, per mia fortuna, rimasi lucido e subito
passai sotto la transenna. Alberto, più alto di me, ebbe
qualche difficoltà. Fu questione di qualche istante e rimase
schiacciato dall’onda umana che si riversò contro di noi.
Mentre Alberto non ebbe scampo contro le transenne metalliche,
io rimasi sommerso sotto una montagna di corpi calpestati.
Cominciò a mancarmi l’aria poi, per fortuna, il cumulo di
persone che erano caduti addosso cominciò a sfoltirsi, ripresi
a respirare, mi salvai”. A conclusione della serata il Presidente
del consiglio comunale, Fernando Orsini, ha annunciato che
tutti i gruppi consiliari all’unanimità hanno deciso di
intitolare lo stadio di contrada Tagliata alla memoria di
Alberto Guarini, “perché – ha detto – Mesagne non vuole
dimenticare e perché sia di monito per i giovani”.
19 giugno
2010
Fonte
www.mesagnesera.it
Lo stadio da intitolare alla memoria di Guarini
Una
decisione già presa che ora assume i connotati della vergogna
per i tanti tentennamenti
MESAGNE - Lo scorso 29 maggio, ricordando
la tragedia di 25 anni fa il Sindaco di Bruxelles, Freddy
Thieleman ha rotto un silenzio vergognoso che durava da
bel cinque lustri con un discorso commemorativo ed ha lasciato
i cancelli dello stadio ex Heysel ora Baldovino per coloro
che hanno voluto raccogliersi davanti allo spazio 1985,
un luogo della memoria realizzato nel 2005. Ma non dura
da meno anni il silenzio dell’Amministrazione comunale di
Mesagne, nonostante vari tentativi fatti da più parti perchè
la città di Mesagne annovera fra le 39 vittime, un suo figlio,
l’allora 21enne Alberto Guarini. Circa quattro anni fa la
Giunta guidata da Mario Sconosciuto approvò una delibera
con il chiaro proposito di intitolare il nuovo stadio della
contrada Tagliata ad Alberto Guarini ed anche l’Amministrazione
Incalza conta nei suoi atti amministrativi una determina
con identici propositi. Ma al momento ancora nulla di concreto.
Nel 25 anniversario dei fatti di Bruxelles il Presidente
del Consiglio Fernando Orsini ha voluto conoscere lo stato
dei fatti della questione ed ha chiesto la
documentazione di rito. A seguire ha convocato la conferenza
dei capigruppo per valutare la possibilità di affrontare
e risolvere la situazione. Ma stranamente la richiesta è
stata quella di mandare tutto in Commissione per avere “un
quadro più chiaro” di tutta la situazione. Fin qui quel
che si sa. Parallelamente, sembra oramai certo che il 17
giugno a Mesagne ci sarà Walter Veltroni a presentare la
sua recente opera teatrale: “Quando cade l’acrobata entrano
i clown” ed i più sostengono che questa presa di posizione
di mandare il tutto in commissione sia oltre che impropria
amministrativamente anche una reazione che non ha motivo
di esistere per questa concomitanza. A ricucire la situazione,
in queste ultime ore, si è impegnato anche un leader della
sinistra vendoliana per ricucire questa diversità di vedute
e cercare di accelerare i tempi per la definizione dell’in
- testazione dello stadio ad Alberto Guarini. Fin qui i
fatti ma qualcosa la gente nei bar lo dice a chiare lettere.
Intanto da sottolineare che la famiglia Guarini ha vissuto
in questi 25 anni un dolore composto e dignitoso senza mai
chiedere nulla all’Amministrazione comunale in particolare
per ricordare Alberto. E’ stata realizzata subito dopo la
tragedia una Fondazione “Alberto Guarini” che viene egregiamente
amministrata da Gino Sconosciuto senza clamori ma operando
concretamente nell’ambito dell’assegnazione di alcune borse
di studio e organizzando iniziative culturali. E c’è da
dire che neanche la fondazione “Guarini” con i suoi dirigenti
o per interposta percorsa ha mai chiesto di realizzare qualche
iniziativa che potesse ricordare Alberto con l’intestazione
di qualsiasi cosa in Mesagne. Rimane la condivisione
di una intera città per avere qualcosa di più tangibile
come ricordo e punto di riferimento: lo stadio della “Ta
gliata” è l’occasione più appropriata per ricordare questo
giovane che nella società mesagnese è rimasto come purissimo
testimone vittima della violenza. Il web è pieno di ricordi
di Alberto. E questa volta deve essere la volta buona per
superare uno stallo che comincia anche per Mesagne a delineare
i segni di una vergogna. Lo stadio della “Tagliata” a gran
voce deve essere intestato ad Alberto Guarini. Questo dice
la gente dappertutto, nei bar, nei circoli, nei sodalizi
sportivi ed il Presidente Fernando Orsini ha tutto l’appo
ggio della cittadinanza per portare a termine una operazione
che lui stesso ha sollevato e che viene ad essere condivisa
in massima parte dalla cittadinanza.
4 Giugno
2010
Fonte: La Gazzetta del mezzogiorno
29 maggio
1985–29 maggio 2005
Mesagne
non dimentica Alberto Guarini
di Gino
Sconosciuto
Sono cinque lustri da quando sulle
verdi praterie delle speranze e dei sogni di Alberto una cieca
furia abbattendosi portò desolazione, deserto e morte. La Fondazione
“Alberto Guarini” si unisce oggi alla famiglia di Alberto (Bruno,
Lucia e Paola) nella Parrocchia di Mater Domini, per una liturgia
commemorativa di quel triste evento. Alberto aveva solo 21 anni
quel 29 luglio 1985. Da quel giorno gli amici, costituitisi
nella Fondazione, hanno cercato di operare nel sociale in ricordo
di Alberto. A metà giugno si organizzerà una manifestazione
pubblica a Mesagne per presentare il monologo sulla tragedia
dell’Heysel “Quando cade l’acrobata entrano i clown – Heysel,
l’ultima partita”, scritto da Walter Veltroni, il quale ci onorerà
della sua presenza. Rievocheremo insieme quegli eventi, attenendoci
comunque al motto fatto proprio dalla Fondazione: ”Da un atto
di violenza può nascere un atto d’amore”, coniato dal compianto
Prof. Romano Cammarata, Direttore generale del Ministero della
Pubblica istruzione durante la sua visita del 1990. Ancora una
volta cercheremo di contribuire con pazienza e determinazione
a far ricrescere nelle nuove generazioni quel verde dei campi,
quelle speranze e quei sogni che furono recisi il 29 luglio
del 1985 insieme alla vita di Alberto.
30 maggio
2010
Fonte:
Giuseppe Messe di www.mesagnesera.it
Iniziato il memorial “Alberto
Guarini”
Ha avuto inizio
ieri e si protrarrà sino a lunedì 15 marzo il memorial “Alberto
Guarini” per ricordare il giovane tennista mesagnese scomparso
tragicamente allo stadio Heysel di Bruxelles il 29 maggio
1985 durante i tragici incidenti scoppiati prima della finale
di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool. Il memorial si
gioca al circolo tennis “Dino De Guido” ed è inserito nel
campionato nazionale di tennis maschile e femminile. E’
il primo torneo di tennis del calendario regionale 2010,
ricco di appuntamenti importanti, che vede la Puglia in
pool-position nel tennis Nazionale ed Internazionale. “Il
nostro circolo – spiega il presidente Alessandro Dell’Aquila
– in questo revival del tennis cerca di incrementare il
sodalizio e sfruttare al meglio la sue strutture tecniche
e logistiche, grazie anche al nuovo campo di calcetto realizzato
pochi mesi fa”.
Giuseppe Messe 9/3/2010
Da www.mesagnesera.it
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