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Accra 9.05.2001 Strage dell'Accra Sports Stadium
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9 maggio 2001, la tragedia ghanese: 127 morirono nello stadio di Accra

Il 9 maggio 2001 accadde la tragedia calcistica più grave nella storia dell'Africa: all'Accra Stadium, Ghana, morirono 127 tifosi in seguito a lancio di lacrimogeni.

Purtroppo ogni nazione ha la sua tragedia. Di qualunque tipo, ogni mondo è paese. A proposito del calcio, proprio dopo il caos di Roma, il ricordo di Superga, Heysel e Hillsborough, si prova a non dimenticare un duro colpo poco conosciuto in Italia, tristemente noto in Africa. 9 maggio 2001, Accra. Nella capitale del Ghana di scena la sfida tra l’Hearts of Oak e l’Ashanti Kotoko, le squadre più importanti della Nazione. Quel mercoledì di tredici anni fa l'Hearts vinse per 2-1, creando il disappunto della tifoseria avversaria che iniziò così a creare disordini all’interno dello stadio con lancio di pietre e bottiglie. L'inizio della fine. La polizia dello Stadium reagì, cercano di disperdere la folla: vennero sparati una grossa quantità di lacrimogeni. Urla, pianti, singhiozzi, un caos che i presenti non dimenticheranno mai, un incubo eterno, inferno in terra. I lacrimogeni soffocarono 127 tifosi, che morirono nello stadio o nell’ospedale di Accra. Molte porte rimasero chiuse, impedendo l'uscita da parte dei tifosi, intrappolati. Dopo quella immane tragedia vennero apportate migliorie allo stadio, soprattutto, e ovviamente, in termini di sicurezza. Nel 2011, dal vecchio Ohene Djan Stadium si è passato all'attuale nome, Accra Sports Stadium, forse quasi ad esorcizzare il triste passato. Un impianto storico per il Ghana che ha ospitato la Coppa d'Africa nel 2000 e nel 2008, le imprese dell'Herts of Oak, nonché leggende nazionali di Abedì Pelè, Essien, Asamoah, Boateng e il resto dei giocatori a rendere grande il nome della Nazionale ghanese in giro per il mondo. "Da allora abbiamo sempre lavorato per evitare che tali incidenti si ripetano" evidenzia il presidente della Federazione ghanese Kwesi Nyantakyi. "Polizia efficace e sanzioni più severe per atti di violenza, la Federazione ha preso misure forti per migliorare la sicurezza durante le nostre partite". "Ma il nostro lavoro è tutt'altro che finito" continua il numero uno ghanese. "Noi continueremo ad impegnarci, a far educare sulle leggi del gioco e di essere rispettosi della legge. La GFA ricorda questi amici caduti dei e si impegna a onorare la loro memoria continuando i nostri sforzi per migliorare gli standard di sicurezza in Ghana. Lavorando insieme possiamo evitare che la tragedia si ripeta". Nel 2003 davanti allo stadio è stato eretto un monumento per i 127 morti di quel triste 9 maggio 2001, un ragazzo che traporta sulle proprie altre un altro ragazzo incosciente. Tredici anni dopo Kwadwo Asamoah e diversi connazionali hanno postato sui social network il proprio personale ricordo, per non dimenticare.

9 maggio 2014

Fonte: Goal.com

Fotografia: Ghanacrusader.com

Calpestati allo stadio, strage in Ghana

di Massimo Alberizzi

La polizia interviene con i gas, panico tra i tifosi. “Ho contato almeno cento cadaveri”.

Un'altra tragedia ha scosso il calcio africano. Ieri pomeriggio nello stadio di Accra, la capitale del Ghana, più di cento tifosi hanno trovato la morte calpestati da altri spettatori che tentavano di sfuggire agli scontri scoppiati tra due gruppi rivali. La partita tra le principali squadre del Paese, l'Heart of Oak (Cuore di quercia) di Accra e l'Assante Kotoko di Kumasi, una città nel centro del Paese, cominciata alle 17.30, era a cinque minuti dalla fine. L'Heart of Oak stava vincendo per 2 a 1. I sostenitori dell'Assante, per nulla contenti del risultato che avrebbe allontanato la loro squadra dai vertici della classifica della prima serie, hanno cominciato a gettare in campo bottiglie e sedie. È stato uno spettacolo terribile - ha raccontato al Corriere, Jane Krokik, una cronista di Joy Radio, l'emittente più seguita del Paese. Un piccolo gruppo di persone inferocite, forse per aggredire l’arbitro, ha scavalcato la rete armata di bottiglie e bastoni. A questo punto la polizia per tentare di fermare gli hooligans ha sparato alcuni lacrimogeni. Le nuvole tossiche hanno spaventato gli altri spettatori che, colti dal panico, per scappare e mettersi in salvo sono corsi verso i cancelli dello stadio. A nulla sono valsi i tentativi della polizia di riportare la calma. Anche il capo del Consiglio Nazionale dello Sport, il brigadiere Brock, ha parlato dai microfoni, ma nessuno lo è stato ad ascoltare. Il fuggi fuggi generale ha provocato un disastro di proporzioni immani. I feriti si calcola che siano un altro centinaio, alcuni dei quali in condizioni disperate. I fatti più gravi si sono verificati davanti a due cancelli dove si sono formati degli imbuti di gente in fuga che si faceva strada a spintoni, calci, gomitate. Nella calca qualcuno è caduto per terra ed è stato calpestato senza pietà. Altri sono stati schiacciati contro i muri o le cancellate. “Le ambulanze chiamate dagli ospedali sono arrivate immediatamente. Sono stati portati i primi soccorsi, ma per molti non c’era più niente da fare, ha spiegato Jane. "C' è una gran confusione sul numero delle vittime. I nostri reporter sono corsi negli ospedali per capire quante siano in realtà. Hanno contato almeno cento morti, ma non sono stati fatti entrare, ha concluso raccontando come i parenti degli spettatori freneticamente hanno fatto la spola tra gli ospedali e lo stadio alla ricerca dei propri cari. Fino a tarda notte, infatti, mancava ancora una lista dei morti e dei ricoverati. Ieri per tutto il giorno le strade di Accra erano state trasformate in un gigantesco carnevale, con processioni di tifosi delle due squadre, che avvolti in bandiere e agitando gagliardetti, cantavano e ballavano lanciano slogan. Tutto sommato sembrava che la partita dovesse essere un’occasione per festeggiare e nessuno si aspettava il dramma anche perché‚ gli Heart of Oak era dati per sicuri vincitori. Poco dopo la tragedia alla radio è intervenuto il ministro alla presidenza Obetsebi-Amptey che ha chiesto alle famiglie degli spettatori di rientrare a casa per non intralciare il lavoro dei soccorritori allo stadio e negli ospedali. Il ministro ha lanciato un appello: "Rimanete calmi evitiamo di complicare ancora di più il dramma”. Questo è il quarto disastro legato al calcio in Africa nell' ultimo mese. L' 11 aprile 43 tifosi sono morti nello stadio di Johannesburg. Il 29 aprile altri 8 spettatori hanno perso la vita a Lumumbashi, nella Repubblica Democratica del Congo e infine il 6 maggio un fan è stato travolto dalla folla durante una partita in Costa d' Avorio.

10 maggio 2001

Fonte: Corriere della Sera

Fotografia: Ghanacrusader.com

Strage nello stadio di Accra

ACCRA - Gli Hearts of Oak stanno vincendo 2 a 1 il derby di Accra contro i Kumasi Ashanti Kotoko; siamo all' 85esimo minuto, lo stadio nazionale della capitale del Ghana è gremito, 70mila persone: i supporter della squadra che sta perdendo cominciano a lanciare oggetti in campo. La polizia si schiera davanti alla curva dei supporter. Il match finisce: i tifosi dell’Ashanti cominciano a divellere i sedili dello stadio e a gettarli sul terreno. Gli agenti rispondono lanciando lacrimogeni. È il caos: la fuga precipitosa e disordinata dei supporter innesca la sciagura. A decine di migliaia gli spettatori tentano la fuga scontrandosi gli uni con gli altri, calpestandosi, rimanendo schiacciati. Secondo la radio che stava facendo la telecronaca della partita le porte dello stadio erano chiuse: la polizia non avrebbe riaperto gli ingressi, forse per dimenticanza. L' onda di panico non risparmia nessuno: in pochi minuti i morti sono oltre una decina; dopo un’ora le notizie che giungono dagli ospedali, gremiti di feriti, danno le dimensioni del dramma: "Attorno a me giacciono almeno 50-60 cadaveri", afferma Asamoah Boateng, membro dello staff presidenziale dall' ospedale militare di Accra. Secondo le informazioni giunte a tarda sera i morti sarebbero ben oltre cento, i feriti un numero rimasto ieri incalcolato. I dati si riferivano solo a fonti ospedaliere, visto che un sopralluogo allo stadio non era ancora stato fatto. Jake Obetsebi-Lamptey, ministro degli Affari presidenziali lancia un appello via radio: "Chiediamo alla gente di rimanere calma e di non intralciare il lavoro dei soccorsi e di non affollarsi negli ospedali". La frequenza degli incidenti negli stati africani è in continuo aumento: l’11 aprile in Sudafrica, allo stadio di Johannesburg, l’intervento della polizia, che voleva impedire a migliaia di tifosi di entrare senza biglietto, ha provocato un’ondata di panico che ha travolto e ucciso 47 persone. Il 29 a Lumumbashi, nella Repubblica democratica del Congo, sempre al termine d' un match, i morti erano stati almeno una decina.

10 maggio 2001

Fonte: La Repubblica

Fotografia: News.bbc.co.uk

Ghana, rissa allo stadio almeno 130 i morti

Gli incidenti sono scoppiati dopo una partita di campionato un centinaio i feriti. In Africa è il quarto caso in un mese.

ACCRA - Almeno centotrenta persone sono morte e un centinaio sono rimaste ferite ieri sera a causa delle violenze verificatesi ad Accra al termine di una partita di calcio del campionato ghanese. La partita opponeva le due squadre ghanesi più importanti, Accra Hearts of Oak e Kumasi Ashanti Kotoko. Dopo la vittoria dell'Accra Hearts of Oak per 2 a 1, i sostenitori del Kumasi hanno cominciato a distruggere i seggiolini degli spalti e a lanciarli contro i tifosi della squadra avversaria. Per tentare di disperdere la folla, la polizia ha sparato gas lacrimogeni, ma inspiegabilmente ha chiuso le porte dello stadio, hanno riferito i radiocronisti che trasmettevano il match in diretta. Nella fuga generale molte persone sono rimaste schiacciate o soffocate. Questa è stata la causa della stragrande maggioranza delle morti. Quello di ieri è il quarto episodio di morte negli stadi africani nel giro di un mese. In Costa d'Avorio, lo scorso weekend, scontri tra tifosi e polizia avevano provocato un morto e 39 feriti nello stadio Houphouet-Boigny di Abidjan. Altre dieci persone erano morte e 51 ferite il 29 aprile scorso durante una partita a Lubumbashi, nel sudest della Repubblica democratica del Congo. Un mese fa, allo stadio di Ellis Park di Johannesburg in Sudafrica, in una gigantesca ondata di panico hanno trovato la morte 43 persone e 160 sono rimaste ferite.

10 maggio 2001

Fonte: Repubblica.it

Fotografia: Eubulusblog.wordpress.com

Un altro dramma ha insanguinato il calcio africano

Ghana, tragedia allo stadio

Muoiono nella calca 100 tifosi

Sono almeno cento le vittime dell'ultima tragedia africana che si è consumata in uno stadio di calcio. A provocarla ieri in tarda serata ad Accra, la capitale ghanese, è stato ancora una volta un mix di teppismo, colpevole approssimazione, eccesso di violenza da parte della polizia. La tragedia è cominciata al termine della partita di calcio tra l’Accra Hearts of Oak vincitori nel 2000 della Coppa dei campioni d'Africa e il Kumani Ashanti Kotoko, due squadre da sempre rivali. Quando l'arbitro ha fischiato la fine dell'incontro sancendo la vittoria dell'Accra per 2-1, i sostenitori del Kumani hanno iniziato a distruggere i seggiolini degli spalti e a lanciarli contro i tifosi avversari. Per disperdere la folla secondo quanto riferito da un'emittente che trasmetteva in diretta il match la polizia ha sparato gas lacrimogeni ma non si è preoccupata di verificare se le porte dello stadio fossero aperte. Il fuggi fuggi generale si è subito trasformato in una vana ricerca di salvezza. Decine, forse centinaia di persone sono rimaste soffocate nella calca o sono state schiacciate. Fonti ospedaliere hanno riferito che le vittime sono almeno cento. Numerosi anche i feriti. Altre radio riferiscono ancora di una ventina di morti mentre la polizia non ha ancora fornito né un bilancio delle vittime né una sua versione dei fatti. Solo in tarda serata il governo ha annunciato la creazione di una commissione di inchiesta. È stato lanciato anche un appello alla popolazione a mantenere la calma in modo da consentire ai medici di compiere il loro lavoro. Incidenti di questo genere sono frequenti in Africa. L'11 aprile a Johannesburg, l'intervento della polizia, che voleva impedire a migliaia di tifosi di entrare senza biglietto, ha provocato un'ondata di panico che ha travolto e ucciso 47 persone. Il 29 aprile a Lumumbashi, nel Congo, sempre al termine di una partita di calcio, i morti erano stati almeno una decina. (Afp-Reuters)

10 maggio 2001

Fonte: La Stampa

In Ghana è lutto nazionale, i morti sono 123

Blatter: "Indicibile dolore per tutto il calcio". Ma la Fifa pensa sempre al Mondiale d' Africa.

ACCRA, LA STRAGE ALLO STADIO - È gravissimo il bilancio della tragedia avvenuta mercoledì sera nello stadio di Accra, in Ghana: i morti sono 123, mentre il numero dei feriti è ancora incerto, le persone ricoverate nell' ospedale militare della capitale ghanese sono 93. I familiari delle vittime sono costretti a fare la coda all' obitorio per riconoscere i loro cari. Il governo del Ghana ha decretato oggi tre giorni di lutto nazionale. A cinque minuti dalla fine della partita fra l’Accra Heart e l’Assante Kotoko, i tifosi della squadra ospite hanno cominciato a lanciare bottiglie e sedili sul terreno di gioco. La polizia ha risposto con i gas lacrimogeni, creando il panico fra gli spettatori, che hanno tentato quindi di fuggire dallo stadio accalcandosi verso le uscite, dove molti sono stati calpestati dalla folla. E ieri oltre un centinaio di giovani, attribuendo alla polizia la responsabilità della strage, hanno assaltato una stazione di polizia nella capitale ghanese. Intanto, il responsabile delle forze dell’ordine che aveva dato l’ordine di lanciare i gas lacrimogeni è stato sospeso dal servizio. La tragedia non muterà comunque la politica della Fifa, intenzionata ad assegnare a un paese africano l’organizzazione dei mondiali del 2010. Lo ha dichiarato il portavoce del massimo ente calcistico internazionale, Andreas Herren: "Mancano ancora otto anni, c' è tempo per sistemare le cose. Certo, il fatto che vi sia stato un aumento di questi episodi deve farci preoccupare, ma questo non significa che l’Africa non verrà considerata". Herren ha aggiunto che nella prossima riunione del comitato esecutivo della Fifa, a Buenos Aires, verranno proposte sanzioni per quelle Federazioni che non rispettano le norme di sicurezza negli stadi. "Ma garantire l’incolumità dei tifosi è anche compito delle forze di polizia locali". Mohammed Gargo, difensore dell’Udinese, ad Accra è nato e lì ha ancora amici e parenti. "Era un derby - spiega - una partita importante e molto sentita. È ovvio che è una cosa che mi dispiace. Non credo però che questo possa costituire un brutto biglietto da visita per un’eventuale edizione dei Mondiali in Africa, perché i Mondiali sono un’altra cosa. Sono molto dispiaciuto, ma allo stesso modo in cui lo sarei se questa tragedia fosse accaduta in qualunque altra parte del mondo". Joseph Blatter, presidente della Fifa, ha inviato una lettera di condoglianze alla federcalcio ghanese a proposito della tragedia avvenuta ieri sera ad Accra: "È stato uno shock profondo - si legge nella lettera - i miei pensieri e le mie preghiere vanno agli uomini, donne e bambini che sono morti in questo disastroso incidente, ma anche alla moltitudine di familiari e amici che sono costretti a soffrire un indicibile dolore. Per il calcio è un momento molto triste". Da Lima all' Heysel ai drammi d' Africa. Ecco alcuni precedenti della tragedia di Accra. 24 maggio 1964, Lima, Perù: 318 morti e 500 feriti in scontri allo stadio. 23 giugno 1968, Buenos Aires, Argentina: 74 morti e 150 feriti per il tentativo di uscire da un cancello sbarrato. 2 gennaio 1971, Glasgow, Scozia: 66 morti e 140 feriti per il crollo delle transenne. 20 ottobre 1982, Mosca: 340 morti nel tentativo di rientrare allo stadio. 11 maggio 1985, Bradford, Inghilterra: 56 morti per un incendio alle strutture in legno dovuto a un mozzicone di sigaretta. 29 maggio 1985, Bruxelles, finale coppa Campioni Juventus-Liverpool: 39 morti e un centinaio di feriti, in seguito al cedimento di una balaustra dopo una carica di hooligan. 12 marzo 1988, Katmandu, Nepal: 100 morti e 93 feriti per ammassamento su cancelli chiusi. 15 aprile 1989, Sheffield, Inghilterra: 95 morti schiacciati dopo l’apertura degli ingressi allo stadio da parte della polizia. 16 ottobre 1996, Guatemala City: 84 morti e 150 feriti in una gara di qualificazione mondiale. Stragi in Africa. 16 giugno 1996, 9 morti e 78 feriti in scontri a Lusaka, (Zambia). 6 aprile 1997, Lagos, Nigeria: 5 morti e una dozzina di feriti per cancelli chiusi. 23 aprile 2000 Monrovia, Liberia: 3 morti nel tentativo di entrare. 9 giugno 2000: 13 morti negli scontri con la polizia. 11 aprile 2001, Johannesburg, Sud Africa: 43 morti e 155 feriti nel tentativo di entrare allo stadio. 29 aprile, Lubumbashi, Congo: 7 morti in scontri con la polizia.

11 maggio 2001

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Fotografia: News.cgtn.com

Un altro dramma ad Accra, dopo Johannesburg: sotto accusa la polizia che ha sparato lacrimogeni sugli spalti.

Strage allo stadio in Ghana

di Abedi Latonga

Morti 123 tifosi. Cargo: "Sono sconvolto".

ACCRA - Si è aggravato il bilancio delle vittime per la strage dell'altra notte allo stadio di Accra, capitale del Ghana: il loro numero sarebbe salito ad almeno 123. Ammontano a 93 i feriti, ma stando a testimoni oculari sarebbero come minimo il triplo e molti tra loro verserebbero in gravi condizioni, così rischiando di andare ad accrescere il totale dei morti. La tragedia si è consumata verso la fine della partita fra l'Hearts of Oak e l'Asante Kotoko, i cui tifosi sono acerrimi rivali. Sotto accusa è il comportamento della polizia che, per sedare i disordini scoppiati sugli spalti al gol della vittoria segnato dall'Hearts, ha sparato lacrimogeni contro il pubblico senza accertarsi che le uscite dell'impianto fossero aperte. Nella calca creatasi a ridosso dei cancelli chiusi sono morte soffocate o schiacciate decine di persone. "Sembra che la reazione degli agenti sia stata sproporzionata all'entità dei tafferugli ha ammesso Elizabeth Ohene, portavoce del governo ghanese. Una commissione d'inchiesta verrà costituita per fare chiarezza". "È un dramma incalcolabile. È la prima volta che questo succede nel mio Paese. Sono sconvolto": questo il commento di Mohammed Cargo, giocatore ghanese dell'Udinese. "Dalle notizie che ho avuto ha aggiunto commosso l'ex granata tra i morti non dovrebbero esserci miei parenti o miei amici. Stava giocando l'ex squadra di Appiah (giocatore ghanese appena passato al Parma, ndr), ma non riesco a capire. Il pubblico nel mio Paese è abbastanza tranquillo. Non trovo le parole per esprimere tutta la mia commozione. Spero che questo fatto non intralci il percorso che porterà i Mondiali del 2010 in Sud Africa". Ma di recente il calcio ha mietuto troppe vittime. In Sud Africa il 1 aprile scorso morirono 47 tifosi allo stadio Ellis Park di Johannesburg. E il 9 luglio in 13 furono schiacciati dalla folla che scappava durante l'eliminatoria mondiale tra Zimbabwe e Sud Africa. Domenica a Sari, in Iran, due persone hanno perso la vita ed altre duecento sono rimaste ferite per il crollo di una gradinata allo stadio. La strage di Accra non rimette in discussione l'eventuale assegnazione all'Africa dei mondiali di calcio 2010. Lo ha assicurato Markus Siegler, portavoce del presidente della Fifa, Joseph Blatter. "La prossima coppa del mondo dopo Germania 2006 deve essere organizzata in Africa lo stesso, anche se ci sono stati avvenimenti tragici" ha spiegato Siegler. Intanto il presidente della Fifa, Blatter, ha inviato una lettera di cordoglio alla federazione ghanese, chiedendo un rapporto dettagliato su come si sono svolti i fatti.

11 maggio 2001

Fonte: La Stampa

Strage dei lacrimogeni allo stadio di Accra

Gas lacrimogeni assassini. La tragedia dello stadio di Accra è parte di un copione che, in Africa, si sta ripetendo con allarmante frequenza. Nel dicembre del 2000, nello stesso stadio nazionale della capitale ghanese dove mercoledì ci sono stati oltre 120 morti, si era ripetuta la scena di gas lacrimogeni lanciati sulla folla. Anche in quel caso fuga in massa, compreso il presidente della confederazione di calcio africana, ma solo un grande spavento per tutti. Molto peggio è andata, il 29 aprile, nel Congo, a Lumumbashi, quando la polizia ha lanciato gas sulla folla durante la partita tra il Mazembe e il Lupopo (14 morti). Tredici morti, in simili circostanze, nel luglio dell’anno scorso a Harare, durante la partita tra Zimbabwe e Sudafrica. Anche la tragedia dell’11 aprile a Johannesburg è stata in gran parte provocata dall' uso eccessivo di gas lacrimogeni. Per impedire a un gran numero di tifosi senza biglietto di entrare allo stadio, la polizia è intervenuta con durezza. Nella calca 47 persone sono morte schiacciate o soffocate.

ACCRA - Cuori di Quercia contro Kumasi Asante Kotoko: non era una partita qualsiasi, "riservata a chi sta sugli spalti" come scriveva mercoledì la pagina sportiva del quotidiano Accra Mail. "Tutto il paese ne parla, è una "classica" che trascende la capitale, così come i tifosi delle due squadre sono distribuiti in tutto il Ghana". Le due anime calcistiche si scontravano, ma il risultato è stato un massacro. Sul 2 a 1, con i Cuori in vantaggio e appena cinque minuti alla fine della partita, i fan del Kotoko hanno sfogato la delusione strappando i sedili di plastica dagli spalti e lanciandoli sul campo di gioco e verso i tifosi avversari. E dal loro gesto è nata la peggior tragedia sportiva nella storia dell’Africa. I disordini sulle tribune stavano degenerando: qualcuno aveva cominciato a rispondere al lancio di sedili impugnando bottiglie o lanciandole contro i rivali. A quel punto la polizia ghanese è intervenuta con zelo eccessivo, innaffiando di gas lacrimogeni la curva dei sostenitori del Kotoko. Ma nessuno aveva pensato di verificare che i tifosi avessero una via di fuga. Lo stadio era strapieno, con 70 mila intervenuti a riempire 40 mila posti. E le cancellate dello stadio erano chiuse a chiave: quando i candelotti di gas hanno distribuito il panico fra migliaia di persone, queste si sono accalcate in cerca di scampo, calpestando i più lenti e schiacciando i più sfortunati. Alla fine, quando l’azione della polizia si è fermata, per terra c' erano diverse centinaia di persone. I morti sono almeno 124, oltre 150 i feriti. Il paese è sotto choc, anzi, come ha detto il sottosegretario allo Sport Joe Aggrey, "devastato, sconvolto fino al midollo. Ho visto uomini e ragazzi morti, sdraiati per terra, non sono nemmeno riuscito a contarli". In serata la rabbia per l’accaduto ha spinto un gruppo di giovani ad assalire un commissariato di periferia con sassi e bottiglie, al grido di "Poliziotti assassini, vi ripagheremo con la stessa moneta". "Quando la polizia ha iniziato a sparare i candelotti lacrimogeni verso gli spalti, ho avuto un momento di terrore", ha raccontato un tifoso alla Bbc, "poi ho avuto un’intuizione che mi ha salvato la vita. Anziché scappare mi sono sfilato la camicia e l’ho usata per coprire bocca e naso, senza accapigliarmi con la gente che si faceva largo verso le uscite. Così sono ancora vivo". Il presidente John Kufuor ha riunito il governo per decretare il lutto nazionale, mentre la polizia, vincendo evidentemente lo sgomento per le conseguenze della sua azione, ha sigillato lo stadio per avviare un’indagine dettagliata sugli avvenimenti. Si discute sulla quantità, probabilmente eccessiva, del gas lacrimogeno usato dagli agenti: forse addirittura una ventina di candelotti. Dai primi rilevamenti, dice Daniel Twum, brigadiere dell’Ospedale militare dove i feriti sono ricoverati, "alcuni sono stati soffocati, ma la maggioranza è stata calpestata". La strage è solo l’ultima in ordine di tempo nel continente africano, dove gli impianti sportivi sono obsoleti e pericolosi, privi di vie d' uscita e senza regolamenti adeguati. E gli appuntamenti sportivi si trasformano spesso in lutto: solo il mese scorso ci sono stati tre massacri in Sudafrica, nella Repubblica democratica del Congo e in Costa d' Avorio.

11 maggio 2001

Fonte: La Repubblica

Fotografie: Ghanaweb.com

La testimonianza del radiocronista: li ho visti morire a decine calpestati dalla folla.

Inchiesta del governo

Strage allo stadio, polizia sotto accusa

di Massimo Alberizzi

In Ghana 126 vittime. "I lacrimogeni sui tifosi, una fuga disperata, la carneficina".

"I primi a essere sopraffatti dal panico sono stati i poliziotti che hanno tirato quei maledetti cinque candelotti lacrimogeni sotto le tribune. La gente terrorizzata ha cercato di mettersi in salvo. Nel fuggi fuggi generale molti sono stati calpestati, altri sono rimasti bloccati contro i muri e sono morti soffocati, qualcuno è addirittura rimasto schiacciato contro le inferriate". La voce di Stan Dogbe al telefono giunge piena di rabbia e di commozione. Lui era lì mercoledì sera allo stadio di Accra, capitale del Ghana, dove, nella ressa sono morti 126 tifosi e almeno altrettanti sono rimasti feriti. Stan stava seguendo la partita per conto della Joy Radio, la radio (privata) più importante del Ghana. "Ho visto la gente morire accanto a me perché i fatti più gravi si sono verificati nel settore Ade Cocker Stand accanto alla tribuna d' onore dove c' erano i giornalisti. Lì c' è un cancello verso il quale si sono lanciati gli spettatori terrorizzati. La gente si faceva strada a spintoni, calci, gomitate. Sono stati travolti senza pietà donne e bambini. Ne ho visto uno, avrà avuto otto anni, sparire nella calca". "Ho vagato tutta la notte per gli ospedali a contare i morti - racconta Charles Benoni Okine, cronista del quotidiano Daily Graphic. C’era una confusione inenarrabile con centinaia di persone che premevano per vedere se tra i morti c' erano loro familiari. Il governo ha dato ordine di non seppellire i cadaveri finché non saranno tutti identificati. Finora solo cinquanta hanno un nome". All' Accra Sport Stadium stavano giocando l’Heart of Oak (Cuore di Quercia) di Accra e l’Assante Kotoko di Kumasi, squadre divise da antiche rivalità e violenze: vent' anni fa a Kumasi, morirono 9 tifosi. I padroni di casa stavano vincendo 2 a 1 e i tifosi dell’Assante erano convinti che l’arbitro non fosse imparziale. I disordini sono cominciati a cinque minuti dalla fine. I fans dell’Assante hanno divelto e lanciato in campo le poltroncine di plastica. Dal settore opposto hanno risposto i supporter dell’Heart of Oak lanciando razzi. I poliziotti temendo che le tifoserie entrassero in contatto hanno reagito con troppa precipitazione, lanciando cinque candelotti lacrimogeni e sparando proiettili di gomma. Insomma, hanno trasformato quelli che potevano restare incidenti circoscritti in una tragedia. È per questo che ieri il governo ha sospeso i capi della polizia e ha aperto un’inchiesta sul loro comportamento. Ciò nonostante nel pomeriggio gruppi di giovani hanno manifestato al grido "poliziotti assassini", hanno attaccato un commissariato e preso d' assedio l’obitorio.

11 maggio 2001

Fonte: Il Corriere della Sera

Fotografie: Ghanaweb.com

I lacrimogeni hanno causato la strage allo stadio di Accra

Il governo ha fornito il primo bilancio ufficiale: sono 123 i morti nella calca.

ACCRA - Una folla di giovani ha attaccato ieri il commissariato di polizia di un quartiere della periferia di Accra, all'indomani della strage nello stadio della capitale del Ghana, al grido di "poliziotti assassini". Il responsabile delle forze di polizia presenti nello stadio è stato sospeso. Tutto era stranamente tranquillo ieri allo stadio di Accra, dove mercoledì sera si è consumata la tragedia; alta tensione, invece, intorno agli ospedali della capitale ghanese, letteralmente assediati dai parenti delle vittime. Il governo ha finalmente fornito una cifra ufficiale: i morti sono 123 e i feriti 93. Parenti in lacrime si accalcano nell'obitorio dei vari ospedali e procedono, in una atmosfera di grande emozione mista a rabbia, alla triste pratica del riconoscimento. Spesso scoppiano incidenti con la polizia che tenta di mantenere l'ordine. Proprio la polizia infatti è sul banco degli imputati per avere avuto una reazione eccessiva di fronte agli incidenti scoppiati allo stadio. Tale reazione, secondo testimonianze concordanti, ha provocato la strage. "I miei tre fratelli sono venuti da Kumasi a Accra per vedere la partita e ora non so più dove sono... A casa certo non sono tornati", dice una donna che ha passato tutta la notte davanti all'obitorio. Sono una minoranza i "fortunati" che sono riusciti a entrare all'obitorio. "Qualcuno mi ha detto ieri sera che mio figlio era morto - dice un'altra - ma non potevo crederci. Ora l'ho visto, ma ugualmente non riesco a crederci". Il gran numero di vittime è stato provocato da un fuggi fuggi generale seguito ai lanci di lacrimogeni da parte della polizia mentre i cancelli dello stadio erano chiusi. Nel dicembre del 2000, nello stesso stadio nazionale della capitale ghanese si era ripetuta la scena di gas lacrimogeni lanciati sulla folla. Anche in quel caso fuga in massa, compreso il presidente della confederazione di calcio africana, ma solo spavento. Molto peggio è andata, il 29 aprile, nel Congo, a Lumumbashi, quando la polizia ha lanciato gas sulla folla durante la partita tra il Mazembe e il Lupopo (14 morti). Tredici morti, in simili circostanze, nel luglio dell'anno scorso a Harare, durante la partita tra Zimbabwe e Sudafrica. Anche la tragedia dell'11 aprile a Johannesburg è stata in gran parte provocata dall'uso di gas lacrimogeni. Per impedire a un gran numero di tifosi senza biglietto di entrare allo stadio, la polizia è intervenuta con durezza. Nella calca 47 persone sono morte schiacciate o soffocate.

11 maggio 2001

Fonte: La Nuova Sardegna

Fotografia: Africanexecutive.com

ESTERO

Tragedia in Ghana: il dolore del Papa

ROMA - Il Papa ha espresso al presidente ghanese Kufuor il suo profondo dolore per la tragedia dello stadio di Accra, i cui morti sono arrivati a 128. "Addolorato dalle notizie della grande perdita di vite - dice tra l'altro il messaggio intestato all' arcivescovo ghanese Dominic Kodwo Andoch - prego per il riposo eterno dei morti".

12 maggio 2001

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Fotografie: Ghanaweb.com
 
 
     
 
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