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Marisa Amato 25.01.2019
   Pagine della Memoria     Erika Pioletti     Morire di Calcio     Superga 1949     Stadio Ballarin 1981  

Marisa hai Amato

di Domenico Laudadio

Parole, quasi una lettera dedicata alla Signora Marisa Amato, scomparsa ieri per complicanze causate dalle gravissime lesioni riportate nella folle calca del 3 giugno 2017 durante la proiezione della finale di Champions League della Juventus sul maxi schermo in piazza San Carlo a Torino.

Arduo intessere le trame di parole in un elogio funebre senza ricomporre immagini di retorica in frasi abusate dalla prammatica. Rischiosa l’impresa, magari di un arazzo già noto da fare e disfare… La signora Marisa Amato proprio non le merita ora che è già oltre il lessico e il dolore, oggi che possiamo scriverle tutta la nostra gratitudine e ammirazione per averci insegnato a lottare innanzi al limite e a morire senza rinunciare fino all’ultimo atto ad un respiro affrancato dai tubi. Ora che potremo tranquillamente scriverle da tifosi, da cittadini, da figli, in barba ai fronzoli stucchevoli dei convenevoli, alternando il tu alla parola mamma, perché di una madre si è trattato in questa luminosa scia che ha illuminato per la via una famiglia da Beinasco a Torino. Cara Marisa, questa solenne lezione, impartita dalla forza con la quale hai affrontato nella sofferenza il sortilegio di una condanna fatale all’infermità, buggerandola con il tuo imperturbabile sorriso, è patrimonio dell’umanità. Certo, non illudiamoci, il tesoro più prezioso lo conserveranno per sempre e gelosamente Vincenzo con Danilo e Viviana nello scrigno delle memorie più care. Blindato a quanti morbosamente vorrebbero sperperarlo senza paravento sui social, in furbesche trasmissioni strappalacrime o sulle righe scarne del "chi-dove-come-quando" dei cronisti. Sacro, è giusto, inviolabile così… A noi resterà in eredità la tua speranza che il calcio unisca anche le sponde opposte nella piena del Po e l’onta per come tu abbia pagato salatissimo il conto alla ventura maledetta di una Coppa, di una squadra e di uno sport che neanche amavi, al gesto infame di 4 delinquentelli, alla dissennata organizzazione della festa nel salotto buono del popolo. Soltanto poco tempo fa, ostaggio di un’ambulanza, avevi voluto essere presente in aula anche tu al processo per costituirti dalla parte della civiltà contraria ai barbari ed a chi non li ha preventivamente disarmati, ma soprattutto difronte a chi ignorò che in argini saldi e canali sgombri poteva defluire anche l’oceano. La tua dignità abbia effetti miracolosi, un mantra etico che risuoni limpido nelle coscienze di chi si assume responsabilità civili e in chi le osteggia, dentro a quanti vacillano sull’orlo dell’autocommiserazione ed al bullo che li dileggia, nell’animo affranto di chi riesce a malapena a sopravvivere sbarcando il lunario esattamente come in quello di chi ne dovrà rendere conto all’altro mondo. Ma adesso mi taccio, Signora, non voglio più trattenerla in queste righe del tutto arbitrarie di confidenza… Mia Cara Marisa, per lei che ha combattuto la buona battaglia, anche se non ha vinto, ora è tempo di pace.

6 febbraio 2019 

Fonte: Giulemanidallajuve.com

DOPO DUE ANNI Vittoria per i familiari

Una targa per Erika Pioletti e Marisa Amato

Via libera alla targa per ricordare la tragedia di Piazza San Carlo e le sue due vittime innocenti.

Sono passati quasi due anni dal quel 3 giugno 2017 in piazza San Carlo. Torino ricorda ancora le urla, l'immensa folla che sbatte su sé stessa e la conta delle vittime di quella tragica notte, quando sul maxi schermo veniva proiettata la finale della Champions League tra Juve e Real. E affinché il monito di quei fatti rimanga indelebile nelle menti di chi passa di lì, ieri è stato ufficializzato il via libera per installare una targa commemorativa per Erika Pioletti e Marisa Amato, le due donne che persero la vita a causa dalla folla impazzita. Il consenso all'unanimità della Commissione toponomastica è arrivato dopo la richiesta dell'Associazione Quelli... di via Filadelfia. Erika Pioletti, 38 anni, era andata a vedere la partita assieme al fidanzato ed è morta una decina di giorni dopo a causa dello schiacciamento della cassa toracica. Stesso destino fatale, eppure con una storia diversa da raccontare, per Marisa Amato, 65 anni. Quella sera era in locale di una delle vie parallele a mangiare la farinata con il marito. È rimasta tetraplegica fino al 25 gennaio 2019, data della scomparsa. «Ovviamente siamo onorati di questo gesto simbolico della città. Il ringraziamento più grande va fatto però a Beppe Pranzo e alla sua associazione “Quelli... di Via Filadelfia” che per primi si sono mossi per l'apposizione della targa. E un gesto che non ci farà tornare indietro ma almeno ci assicura che mia mamma, Erika e tutti i feriti di quella notte non verranno dimenticati», spiega Danilo D’ingeo, uno dei figli di Marisa Amato. E prosegue: «Per quanto riguarda il punto di vista personale la targa manterrà vivo in noi famigliari il ricordo e il grande cuore che ha avuto in questi mesi di sofferenza mia mamma». Ma i famigliari della vittima non si sono fermati per via della tragedia che li ha colpiti. Infatti, «in questi mesi abbiamo anche dato vita ad una ONLUS, I sogni di nonna Marisa, cominciando ad impegnarci nel sociale per dare un aiuto concreto alle persone che ne hanno bisogno, anche se partendo dal piccolo. Abbiamo già portato a termine alcune raccolte fondi e recentemente abbiamo donato un apparecchio all'unità spinale del Cto. Lo stesso reparto dove era ricoverata mia mamma. Crediamo sia il modo migliore per onorare il suo ricordo e fare qualcosa per chi ha bisogno», conclude D'Ingeo. Presto la targa farà parte di quella grande memoria storica composta dai monumenti e dalle targhe affisse sui muri di Torino. Un primo passo, tra la certezza che a causare il panico fu la banda dello spray al peperoncino nell'intento razziare gli spettatori della partita. E le responsabilità dei funzionari pubblici su cui ancora molti si interrogano. Infatti, cosa è andato storto durante quella fatidica notte è ad oggi materia del processo in corso. (C. Nan - E. Cigolini)

15 maggio 2019

Fonte: Il Giornale del Piemonte e della Liguria


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