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Genesi del Museo Virtuale Multimediale (Storia del Sito)
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Storia di un Sito e di un Sogno della Memoria

In tutti questi anni ho sempre pensato con molto dolore a quella Coppa dei Campioni vinta a Bruxelles dalla Juventus il 29 Maggio 1985 e persino con un pizzico di vergogna. Vederla così, anonima e muta in quella bacheca, priva di un segno di lutto a contraddistinguerla dagli altri trofei o almeno di una sciarpa bianconera annodatale sul manico, a memoria di quelle che ricoprirono mestamente, come sudari improvvisati, i poveri volti sfigurati delle vittime, mi irrita ancora di più oggi, di ieri. Da ventenne tifoso juventino, invece, fui affascinato molto più dal sordo piacere risarcitorio di quella vittoria, comunque raggiunta con merito sul campo, ed esultai, come tanti, riuscendo a trovargli persino un senso, ma quel pugno rivolto al cielo, in mezzo alla strada, non me lo sono perdonato mai. Ieri come oggi credevo, comunque, fosse doveroso recuperare in qualche modo il valore del sacrificio ed il ricordo di 39 fratelli innocenti strappati dalla barbarie all'amore dei loro cari e farne un insegnamento di civiltà e di non violenza ai posteri, magari attraverso un luogo visibile della memoria. Questo è il fondamento del mio impegno per il progetto di una sala museo dedicata ai 39 martiri dell'Heysel da allestire perennemente nella città di Torino che ha inizio nell'aprile del 2008 con la sottoscrizione di una una petizione popolare, ispirata da un gruppo di lavoro sorto spontaneamente nel forum Vecchiasignora.com, ma che raccoglie la miseria di 957 firme, appena. Con il prezioso e cortese aiuto di Francesco De Felice nel montaggio realizzo anche un un breve video intitolato "39 angeli all'Heysel" a sostegno della iniziativa.

Nei mesi successivi ho scritto due volte al Presidente Giovanni Cobolli Gigli, tramite l'ufficio stampa della Juventus, non ricevendo alcuna risposta. Ho scritto anche ai principali media sportivi, a giornalisti importanti, ad artisti e politici juventini, raccogliendo qualche pacca sulla spalla o il silenzio più assordante. Un fallimento dovuto certamente al troppo tempo che è passato, fra insabbiamenti vili della verità e dei fatti, dei reali responsabili, ai puerili sensi di colpa della Juventus e del Liverpool, alla totale indifferenza delle istituzioni sportive italiane, dell'Uefa, ed all'impossibilità, pertanto, di un radicamento profondo nella memoria collettiva delle ultime generazioni, come accade, purtroppo, anche per molti altri eventi tragici della storia del novecento, vedi "olocausto".  E' stato proprio lo scotto di questo insuccesso che mi ha spronato a creare a mie spese e da programmatore autodidatta un museo virtuale multimediale in forma di sito internet nel quale raccogliere ogni materiale riguardante quella infausta tragedia. L'iniziativa è stata foriera di gratificanti e numerosissimi consensi, di attestati di solidarietà e di altre testimonianze di reduci dell'Heysel, di stima e gratitudine da parte di alcune famiglie delle vittime.  Dal 22 febbraio 2009, giorno della sua prima apparizione sul web, ad oggi,  il museo virtuale multimediale "Sala della Memoria Heysel" ha registrato centinaia di migliaia di visite e pagine lette.

In occasione del 24° anniversario della strage il link del museo della memoria veniva sorprendentemente affiancato al comunicato ufficiale di commemorazione sul sito ufficiale della Juventus che non contempla, ad oggi, alcun contenuto esaustivo sull'Heysel,  a differenza di quello del Liverpool che, al contrario, ha dedicato una pagina intera alle 39 vittime ed esposto una targa in memoria all'interno del museo della squadra ed un'altra sul muro perimetrale di Anfield Road, inaugurata dagli ex calciatori di Juventus e Liverpool, Brio e Neal, in occasione del 25° anniversario, nel 2010. Sempre in occasione del 24° anniversario della strage, l'amico Nicola de Bonis, ha condotto con grande sensibilità uno speciale sull'Heysel nella sua celebre trasmissione radiofonica "Stile Juventus", sull’emittente locale "Nuova Spazio Radio" di Ezio Luzzi a Roma. Una esperienza indimenticabile, alla quale ho avuto l'onore di partecipare in studio, dialogando con gli ospiti telefonici: Giuseppe Gattino, Francesco Caremani, Giampiero Mughini, Stefano Tacconi, Mariella Scirea e Roberto Beccantini. Sul sito, nella sezione "Audiovisivi", è possibile ascoltarne la registrazione integrale.  In contemporanea, il sito web di Tuttosport pubblicava in cronaca un articolo sulla nascita del sito museo nel web.

Nell’autunno del 2009 ho scritto una nuova lettera aperta al neo Presidente della Juventus, Jean Claude Blanc, proponendo la sala della memoria in ricordo dei 39 martiri dello stadio Heysel in uno spazio all'interno del nuovo stadio della Juventus in costruzione a Torino, ma non ricevendo, come oramai di prassi, alcuna risposta. Ho, quindi, contattato il direttore di Tuttosport, Paolo De Paola, chiedendogli di pubblicarla. Domenica 22 Novembre 2009 sul giornale,  così come nel sito web della testata, compariva un articolo sul tema di una raccolta di firme per la "Sala della Memoria dell'Heysel" e sul progetto di una solenne commemorazione da organizzare per il venticinquesimo del 29 Maggio 2010, in cerca di sostenitori. Non arrendendomi al cupo e greve silenzio della società, ho individuato nel redivivo Roberto Bettega il cuore nobile della Juventus e nel febbraio 2010 ho deciso di scrivere anche a lui, ripromettendomi che fosse anche l'ultima volta alla Juventus, chiedendogli di onorare degnamente la memoria di questi nostri  tifosi scomparsi tragicamente, da noi affettuosamente ribattezzati "angeli dell'Heysel". Non nutrendo più molte speranze su una risposta, almeno cortese, della società, sentivo di doverlo comunque più che altro alla mia coscienza come l'estremo tentativo da compiere, in tale direzione. Intanto il mio sito dedicato ai 39 martiri dell'Heysel veniva profondamente ampliato con altre pagine in memoria di altri tifosi vittime prematuramente negli stadi di calcio. Tra gli obiettivi del sito,  infatti,  c'è anche quello di creare, nel tempo, un ponte di pacificazione e fraternità fra tutte le tifoserie del mondo, in particolare fra quelle della Juventus e del Liverpool, in modo da restituire "dignità al dolore", come scritto, a proposito dell'Heysel, dal giornalista aretino Francesco Caremani, il massimo conoscitore dei fatti, misfatti e dei documenti del dramma, da me intervistato in esclusiva per Saladellamemoriaheysel.

Il 29 maggio del 2010, nel giardino della sede della Juventus Football Club di Corso Galileo Ferraris a Torino, in occasione della solenne commemorazione del 25° anniversario della strage, davanti ad alcuni familiari delle vittime, il giovane Presidente del club, Andrea Agnelli, insediatosi da pochi giorni, prometteva durante un emozionato intervento di riservare  "un luogo per ricordare queste persone, da crearsi nella nostra nuova casa". Qualche mese più tardi, il 27 Ottobre 2010, l’amministratore delegato uscente, Jean Claude Blanc, rispondendo alla domanda di uno dei soci azionari durante un’assemblea del club al Lingotto, riferiva di un "monumento nel nuovo stadio" alla memoria dei caduti di Bruxelles. Nella primavera del 2011, in prossimità dell’inaugurazione del nuovo impianto calcistico della gloriosa società torinese, due storici e importanti tifosi militanti della Juventus, Beppe Franzo ed Annamaria Licata, affiliandosi alla mia istanza, invitavano il popolo bianconero nelle espressioni più variegate del suo tifo ad unirsi accoratamente al progetto di una "Sala della Memoria" nel nuovo stadio di Torino. I gruppi Ultras, alcuni Club Doc, i forum ed i siti juventini più frequentati e più noti del web, alcuni familiari delle vittime e il Comitato "Per non dimenticare Heysel" di Reggio Emilia, insieme al giornalista Francesco Caremani ed al conduttore radiofonico di "Stile Juventus", Nicola de Bonis, sottoscrivevano una lettera aperta indirizzata al Presidente Andrea Agnelli nella quale si chiedevano aggiornamenti sul "luogo della memoria" da lui promesso pubblicamente e l’inserimento di una pagina in ricordo dei caduti sul sito ufficiale della squadra.

A pochi giorni dal 26° anniversario della strage, il 20 maggio 2011 la Juventus rispondeva pubblicamente sul suo sito alla lettera dei tifosi e dei familiari delle vittime con un comunicato ufficiale nel quale annunciava che "nell’area della Stella dedicata al Capitano di quella notte drammatica, Gaetano Scirea", situata in prossimità della Tribuna Est, sarebbero state intitolate 39 stelle con i nomi dei caduti e che nelle giornate libere da eventi calcistici tale area sarebbe stata aperta in occasione di cerimonie o manifestazioni, previa autorizzazione del Club. Inoltre confermava che all’interno del Museo del Club in allestimento per la primavera del 2012, era stata già prevista "una zona dedicata ai fatti di quella notte" e che i familiari delle vittime avrebbero goduto d’un vitalizio per accedere sempre gratuitamente al museo.  La Juventus Football Club, intanto, durante la cerimonia d’inaugurazione del suo nuovo stadio a Torino, l’8 settembre 2011, offriva agli occhi della comunità sportiva mondiale un importante segnale di condivisione e di affetto per la memoria dei 39 angeli di Bruxelles, annettendo all’emozionante spettacolo celebrativo della storia del club un toccante e delicato inserto teatro-musicale dedicato alla strage dell’Heysel.

Nel nuovo "J Museum", inaugurato in forma privata il 16 maggio 2012, anche alla presenza di alcuni familiari delle vittime, invitati ufficialmente dalla società (N.D.R. nella foto a sinistra Andrea Lorentini, futuro presidente della "Associazione fra i Familiari delle Vittime dell'Heysel"), appare luminosamente una lunga stele sulla quale sono impressi i nomi e i cognomi dei caduti di Bruxelles. Il cerchio emotivo con la "mia" Sala della Memoria è chiuso. Tutto è compiuto. A quanti si aspettavano fosse riservato uno spazio museale più esteso, ovvero una sala nella sala, rispondo che va bene così perché la metratura è proporzionata al criterio d’impostazione ed alle dimensioni scelte per la mostra. La Juventus ha finalmente fatto pace con la memoria dell’Heysel e riportato, dopo 27 anni d’omissioni e lunghi silenzi, quelle povere vittime innocenti nel cuore della sua storia leggendaria. Grazie, Presidente Andrea Agnelli !

Il sito Museo si è associato il 29 maggio 2012 al Comitato "Per non dimenticare Heysel" di Reggio Emilia e ne condivide spiritualmente l'attività. Il giorno della Memoria dell'Olocausto, il 27 gennaio 2013, il portale d'ingresso del Museo cambiava immagine, inaugurando una nuova fase di ristrutturazione delle pagine del sito entro il 30° anniversario della strage. In data 14 Febbraio 2013 il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata e Sala della Memoria Heysel annunciano in un comunicato congiunto il gemellaggio dei propri loghi identificativi sulle rispettive home page dei propri siti istituzionali, definendo le due drammatiche sciagure "tragedie sorelle". Nel mese di giugno 2013, a pochi giorni dalla ricorrenza del 28° anniversario della strage, www.saladellamemoriaheysel.it promuove al fianco di Annamaria Licata, portavoce del Comitato "Per non dimenticare Heysel" di Reggio Emilia, una importante Petizione Popolare in difesa della meridiana-monumento e delle targhe alla memoria delle vittime collocate a Bruxelles fuori e dentro lo stadio "Re Baudouin", ex Heysel. L’impianto è seriamente a rischio abbattimento nell'ottica di una nuova imponente riedificazione in loco, manifestatasi ufficiosamente la volontà delle istituzioni politiche e sportive nazionali di candidare il Belgio alla organizzazione degli Europei di calcio del 2020. Alcuni familiari delle vittime, siti sportivi e professionisti dell'informazione, si aggregano tra i primi firmatari dell'accorata richiesta al Borgomastro di Bruxelles, Freddy Thielemans, di preservare o eventualmente ricollocare durante i lavori di cantiere gli unici simboli della memoria rimasti sul luogo dell'eccidio dal 1985. Il 23 luglio 2013 il premier belga Elio Di Rupo rispondendo al vicepresidente della Commissione Ue, Onorevole Antonio Tajani, annuncia ufficialmente che la memoria della tragedia dell'Heysel e delle sue 39 vittime sopravvivrà alla distruzione dello stadio Re Baldovino.  Il 9 settembre 2013 viene ufficializzato per iscritto. La Memoria è salva. Nel settembre 2013 il Sito Museo aderiva e sosteneva pubblicamente, ospitandone contenuti e aggiornamenti nelle sue pagine, la campagna di raccolta fondi in favore dei lavori di copertura del monumento "Per non dimenticare Heysel" stanziati anticipatamente da alcuni generosi privati dell'omonimo Comitato di Reggio Emilia. In data 20 febbraio 2014 insieme all' "Associazione Storica Memoria Granata" condivide la mostra "70 angeli in un unico cielo - Heysel Superga tragedie sorelle" allestita presso  il "Museo del Grande Torino e della leggenda granata" di Grugliasco nei saloni della villa "Claretta Alessandri". S’inaugura in questo contesto un determinato e coraggioso progetto di sensibilizzazione in tutte le tifoserie volto al rispetto della memoria di tutte le disgrazie e delle vittime del calcio.

Il 29 maggio 2014, in occasione del 29° anniversario della tragedia di Bruxelles, il Sito Museo coadiuva il Gruppo "Via Filadelfia 88" di Beppe ranzo nell'organizzazione della prima "Giornata della Memoria" patrocinata dal Comune di Torino e da questi ospitata nella "Sala delle Colonne" in Piazza Palazzo di Città. Alla solenne commemorazione partecipano numerosi tifosi e intervengono alcuni familiari delle vittime, esponenti politici, giornalisti e Salvatore Giglio, storico fotografo della Juventus, autore degli scatti che hanno immortalato nella storia le più dure immagini della tragedia. Il giorno dopo, a Reggio Emilia, il sito museo è rappresentato da Domenico Laudadio e da suo figlio con la lettura dell’elenco dei 39 caduti nella toccante commemorazione comunale organizzata dal Comitato "Per non dimenticare Heysel" davanti all’omonimo monumento presso il parco antistante lo stadio Mirabello in via Matteotti. Alla fine del mese di settembre del 2014, il giorno 27, a Melfi, nei locali del museo civico di Palazzo Donadoni, viene replicata la mostra condivisa "70 angeli in un unico cielo Heysel Superga tragedie sorelle". L'intento degli organizzatori è quello di coinvolgere didatticamente ed emotivamente le formazioni giovanili calcistiche e le scolaresche della cittadina lucana e delle località limitrofe.  Il museo virtuale multimediale saladellamemoriaheysel.it si affida alla creatività del grafico Gianni Valle per realizzare un nuovo logo che dal 4 ottobre 2014 lo rappresenta cromaticamente in rete con poche linee semplici, ma dallo stile più professionale e accattivante, rinunciando definitivamente al fotogramma di quella immagine simbolicamente drammatica utilizzata negli anni precedenti. Dal novembre 2014 Domenico Laudadio, creatore e custode del sito museo, offre sostegno morale e la sua fattiva collaborazione alla ricostituzione dell’ associazione dei familiari delle vittime dell’Heysel da parte di Andrea Lorentini, figlio di Roberto, caduto all’Heysel e nipote di Otello, già Presidente della medesima fino allo scioglimento al termine dell’ultimo grado di processo nel 1991. Un’autorevole e commovente comunità senza scopi di lucro che si prefiggerà come sue primarie finalità la salvaguardia e la tutela della memoria delle vittime e la professione dell’ideale del rispetto e della non violenza in ogni ambito sportivo e civile.

Il 15 gennaio 2015 ad Arezzo viene ufficialmente rifondata l' "Associazione fra i Familiari delle Vittime dell'Heysel" che riprende il nome dalla prima storica Associazione di Otello Lorentini, sciolta nel 1992 al termine del processo di cassazione a Bruxelles. Eccezionalmente, in qualità di "socio benemerito", in virtù del costante impegno nel lavoro svolto generosamente negli anni precedenti in favore del rispetto della memoria dei caduti e delle verità storico-processuali, sono affiliato alla medesima assieme a Francesco Caremani e Annamaria Licata. Onorato dal riconoscimento realizzo e mi prendo cura anche del nuovo sito dell'Associazione e allo stesso tempo devio sotto la sua egida ogni mia proposta e attività individuale ispirata alla memoria dell'Heysel e all'impegno civile contro la violenza nel calcio. Durante tutto l'anno il Museo Virtuale Multimediale prosegue la sua costante crescita nell'acquisizione di altro numeroso materiale di repertorio sulla strage. All'inizio del Trentennale viene chiuso per moltissimi mesi al fine di effettuare un meticoloso lavoro di strutturale rivisitazione nella grafica e dei contenuti. Nella sua nuova veste stilistica è definitivamente riaperto al pubblico il 29.05.2016 e da questo momento in poi sul web riaffermerà il suo ruolo prettamente didattico-culturale e senza alcuno scopo di lucro, assimilandosi quale integrativa naturale estensione di completamento al sito associazionefamiliarivittimeheysel.

Domenico Laudadio

Fonte: Saladellamemoriaheysel.it

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