- Ciao. - Ave raga, tutto a posto ? -
Di ragazzi ne sono rimasti ben pochi a giudicare dai capelli …
- È lo spirito che conta, non il coloro delle chiome, anche perché per
molti di noi parlare di capelli è utopia allo stato puro. - Passano
gli anni ma in fatto di cazzate siete sempre all’avanguardia. - Toh,
è arrivato ‘l’ultimo dei Mohicani’. - Che si dice da queste parti? -
Stavamo discutendo del fatto che tra pochi giorni è il ventiseiesimo
anniversario. - Anniversario? - Che ti dicevo, passano gli anni e anche
chi allora c’era ha scordato, figurati quelli che non hanno vissuto
quella macabra esperienza ... - Heysel, ti dice qualcosa? - Cazzo, che
pirla! Scusatemi. - Può succedere, non ti preoccupare. - Abbiamo talmente
la mente piena di cose, che alla fine la frenesia del vivere ci scippa
i ricordi. - Più che altro paghiamo 26 anni di ignobile silenzio e sapete
benissimo a chi e a cosa mi riferisco. - Come darti torto? Un paio di
messe, per quanto doverose, non possono bastare. - In tutti questi anni
il loro ricordo è vivo solo grazie alla perseveranza dei famigliari,
ad un Museo virtuale su internet nato e vissuto grazie alla buona volontà
di un indomabile, ad alcuni saggi bibliografici e all’ostinata resistenza
dei gruppi ultrà che, con cori e striscioni, omaggiano periodicamente
la loro memoria. - Finalmente però sembra che la Juventus, nella nuova
casa, ovvero lo stadio nuovo, si ricordi di loro. - Già, ho letto in
un recente comunicato societario che dedicheranno 39 stelle ed uno spazio
nel museo della Juventus. - Purtroppo l’unico neo è che il museo sarà
gratuito per i famigliari delle vittime e a pagamento per tutti gli
altri. - Un evidente compromesso. - Occorre però che teniate conto degli
interessi economici che si celano dietro il tutto. L’angolo ‘della memoria’
è un tassello della storia juventina. Non è un museo della memoria,
ma della storia della Juve, per cui è lecito a mio avviso far pagare
l’ingresso. - È lecito se è Una delle iniziative, non l’Iniziativa.
- Spiegati che non ti seguo … - Se accanto al museo sorgesse un luogo
pubblico dove poter rendere omaggio ai nostri martiri, ben si sposerebbe
il museo, con tanto di ingresso a pagamento e libero per i famigliari
… - Ma le stelle a loro dedicate ? - Ottima iniziativa, però sono poste
in un luogo ‘inaccessibile’ per coloro che la domenica o in altre serate
non vanno a vedere la partita in quell’apposito settore dello stadio.
In più per apposite celebrazioni occorre il benestare societario. -
L’alternativa? - Che pongano una lapide in curva, nella nostra curva,
in modo che si possa rendere ad essa periodicamente omaggio, deporre
fiori, lumini votivi o quant’altro. - E che ogni 29 maggio il museo
venga aperto a tutti gratuitamente, familiari o non familiari, juventini
e non, per chi voglia quel giorno ricordare il tragico evento. - Mi
sembra ragionevole, non vedo perché non proporlo … - E quello che si
farà, oltre a richiedere che venga finalmente intitolata una via a loro
dedicata nei pressi del nuovo complesso. - Mi pare il minimo! - Se c’è
via Grande Torino, in nome della memoria condivisa, dev’esserci anche
‘Via Vittime dell’Heysel’. - Ci vuole poi così tanto a capirlo? - Sembrerebbe
di sì, visti gli anni trascorsi. - Sarà la volta buona? - Io credo di
sì. - Allora tra un anno su Facebook? - Sì. - Un appuntamento? - Una
promessa.
25 maggio 2011
Fonte: "Via Filadelfia 88" (Gruppo
Facebook)
Intervento dell'organizzatrice del 25°
Anniversario di Torino
Annamaria del gruppo "Orgogliogobbo", infaticabile
organizzatrice della manifestazione di Torino, interviene telefonicamente
alla trasmissione QSVS di Fabio Ravezzani per precisare su quello che
è stato scritto dalla maggior parte dei giornali e detto
dalle TV riguardo la manifestazione di commemorazione del
29/05/2010 a Torino.
25° Anniversario della strage dell'Heysel
29 maggio 2010: valeva la pena esserci
di Nino Ori
Alle 10 del mattino, in zona Fiat Mirafiori,
quando, dopo aver dato un'occhiata all'allestimento del palco che di
lì a poche ore ospiterà la parte centrale della manifestazione, stai
facendo un intervento telefonico ad una radio locale torinese, mentre
compri le sigarette. E gli amici intorno ti guardano straniti, notando
che hai adottato un tono di voce molto più serio, che fai attenzione
ai vocaboli che usi... per raccontare agli ascoltatori quello che accadrà
nel corso della giornata. Valeva la pena esserci. Davanti alla splendida
chiesa di Santa Rita, accanto alla quale campeggiano gli striscioni
"Mai più un'altra Heysel" e "39 angeli: il popolo bianconero non vi
dimentica". E, già mezz'ora prima della messa (c'è un matrimonio in
corso), il sagrato e l'intera piazza sono stracolmi di persone che aspettano
di poter ricordare i 39 amici che mancano. E rivedi persone perse di
vista da mesi o da anni, ma anche persone conosciute alle presentazioni
del libro di Ju29ro, o in altre occasioni juventine. E, accanto agli
amici che già conosci (del Team, dei forum, delle varie associazioni
e club, dello stadio), riesci a dare un volto a tante persone, che fino
a poco prima erano dei semplici nicknames sui forum del tifo bianconero.
E l'emozione di abbracciare, finalmente di persona e non più per scritto,
persone come Domenico Laudadio (Mimmo): uno che da decenni si batte,
quasi da solo, perché la memoria delle vittime dell'Heysel sia onorata
degnamente anche dalla stessa Juventus. Valeva la pena esserci. E poi
inizia la messa, nella chiesa grande e non nell'annessa cappella. Perché
il numero di persone è troppo elevato, in realtà anche per la chiesa
stessa: in tanti rimangono fuori sul sagrato... e continuano le chiacchierate,
spesso tra persone che prima manco si conoscevano, con toni discreti
e rispettosi, consci dell'importanza e della sacralità del momento.
L'officiante è perfetto nel ricordare quanto accadde quella notte e
nel dare alla messa di commemorazione il taglio giusto, consapevole
del fatto che fra i presenti ci siano anche persone non del tutto avvezze
alla frequentazione della chiesa. Poi, un unico, grande, interminabile
e commosso applauso collettivo, dentro e fuori la chiesa, al termine
della funzione. Valeva la pena esserci. Nel déhors del bar all'angolo
tra corso Unione Sovietica e corso Traiano, centinaia di amici gobbi
si alternano nel consumare un frugale pasto, costituito, per i più,
da panini e birre. E ci si scambiano nomi, impressioni, numeri di telefono,
ricordi. In tanti sono in viaggio fin dalla notte, dalla Campania, dalla
Puglia, dalla Sicilia, dal Lazio, dalla Toscana, dall'Abruzzo... da
tutte le regioni d'Italia, e anche dall'estero. E ti scopri a ringraziare
la sorte, per il fatto di abitare nella cintura torinese. E i sacrifici
fatti nei giorni e nelle settimane precedenti per dare una mano all'organizzazione
della giornata ti sembrano poca cosa, rispetto alla montagna di km che
in molti hanno volontariamente scalato. Qualche goccia di pioggia, che
si trasformerà immediatamente in umidità nell'aria, lasciando il posto
ad un sole cocente. E sei sul palco, accanto ad Antonello di OrgoglioGobbo
e ad Annamaria e Patrizia, le vere anime dell'organizzazione di questa
giornata. Mentre risuonano le note degli inni contenuti nei cd preparati
il giorno precedente: "Juve, Juve, o cara squadra senza età... Juve,
Juve, cara gloriosa società... mille bandiere bianconere intorno a noi...".
Quant'è bello ancora oggi quell'inno! E poi, quelli più recenti, ugualmente
belli. Così come è bello vedere lì davanti i ragazzi delle due curve,
di tutti i gruppi, senza i propri vessilli (salvo uno o due), ma tutti
insieme, con le sciarpe e le bandiere bianconere. Valeva la pena esserci.
Inizia Antonello OG e parla delle sue emozioni legate all'Heysel, seguito
da Luigi della Combriccola Romana, da Marco Venditti e Gianluca Savoini:
ognuno di loro, presente quella maledetta sera, rende pubblico il proprio
ricordo. OG racconta anche di Edmondo Bellan e Renzo Trabuio, entrambi
vittime (in momenti diversi) della follia antijuventina, e rende omaggio
alla memoria di Beppe Rossi, fondatore del primo gruppo ultrà del tifo
bianconero. Poi tocca a Patrizia dello Ju29ro Team leggere una toccante
poesia, scritta da Alessandro (AleGobbo) e dedicata ad Andrea Casula,
la più giovane fra le vittime della follia di quella notte. Impossibile
riuscire a leggerla fino in fondo: la sua voce trema per l'emozione,
e ad un certo punto inevitabilmente si interrompe, venendo poi abbracciata
ed incoraggiata dallo stesso OG... la commozione è forte per tutti:
ti volti e ti accorgi che le tue stesse lacrime sono anche sui volti
di Annamaria, di Marco che ha appena parlato, di Mimmo e degli altri.
Poi, Patrizia riprende, e completa la lettura con l'abbraccio ideale
di tutti i partecipanti. Un momento indimenticabile. Valeva la pena
esserci. Tocca ad Annamaria leggere i nomi delle 39 vittime, con in
sottofondo le note di "Memorial", il pezzo che Nyman compose in onore
delle vittime di quella serata. Qualche piccola esitazione sui nomi
stranieri, ma una grande partecipazione e una forte e vera emozione.
Intanto comincia a fare davvero caldo: il sole è a picco, e quelle 1.500
persone circa che si erano radunate in piazza Santa Rita sono diventate,
ad occhio, almeno 4-5.000, e sembrano smaniose di far partire il corteo.
Nonostante le raccomandazioni di OG, scoppia qualche petardo, assai
rumoroso, nella parte esterna dell'immenso parcheggio di piazza Caio
Mario. Ora sai che toccherà a te, e che, dopo due interventi così toccanti
e coinvolgenti, dovrai parlare di Calciopoli. Ci sono tre pagine di
concetti, preparate con passione e attenzione la sera prima, che aspettano
solo di essere lette. Ma fa caldo per tutti, e allora quei fogli rimangono
piegati: meglio andare a braccio. Tanto, quei concetti li conosci (purtroppo)
a memoria: hanno scandito gli ultimi quattro anni di tutti noi... il
pubblico capirà, e apprezzerà anche la fiducia (seppur condizionata)
concessa al nuovo presidente Andrea Agnelli, figlio del Dottor Umberto.
Poi tocca ancora a Savoini, con un intervento di rara efficacia, quindi
a Mario per GMDJ e ad Enzo per la Combriccola Romana. Scendi dal palco
e trovi nuovi amici, come Giovanni (LeggendaJuve), arrivato dalla Sicilia
con il suo cartello fatto in casa e la sua maglietta con la scritta
"Ju29ro" dorata. E vecchi amici, come Matteo, colui che da solo ad ottobre
2006 sfidò l'allora nuova Juventus, tappezzando la sua macchina di striscioni
di protesta, giusto davanti alla sede di corso Galileo Ferraris. Valeva
la pena esserci. Il lungo corteo comincia a muoversi, atteso da 5 km
di camminata, e partono i cori da stadio, peraltro già provati in piazza,
certamente non all'insegna del fair play e (come tutti i cori da stadio
di tutte le tifoserie) non sempre condivisibili. Non è una sfilata di
moda, ma la marcia pacifica di un popolo incazzato... anche se prevale
la goliardia. Del corteo in realtà fanno parte anche bambini, famiglie,
anziani, disabili. Altri anziani salutano dai balconi, alcuni bambini
sventolano bandierine e fanno "ciao" da dietro le transenne di un parchetto.
Gli sventolatori di qualche bandiera granata o nerazzurra vengono presa
di mira dai più suscettibili, ma si alzano solo i toni verbali, qualche
insulto e non succede nulla. Tra una goliardata e l'altra, nel gruppo,
ormai molto allungato, si chiacchiera e ci si confronta. Nel momento
di massima partecipazione, il corteo sembra essere composto da oltre
5-6.000 persone. Valeva la pena esserci. Lentamente (la strada è lunga,
troppo lunga), il corteo si avvicina a corso Galileo Ferraris. Quando
si arriva di fronte alla sede, probabilmente sono rimaste 2.000 persone
o poco più. La speranza di tutti è che ci sia qualcuno, reduce dalle
cerimonie ufficiali organizzate dalla società in mattinata, che venga
a dare un segnale di saluto ai partecipanti: in realtà, ci sarebbe una
delegazione pronta a consegnare una petizione per l'intitolazione (peraltro
già deliberata) alle vittime dell'Heysel di una via o piazza davanti
al nuovo stadio. L'intendimento è quello di chiedere che la Juve stessa
dia seguito nei fatti a quanto sembra finalmente essere stato deciso:
ci sarà uno spazio, all'interno dello stadio, dedicato alla memoria
dei nostri 39 fratelli scomparsi in Belgio. Purtroppo, la sede è chiusa
e non c'è nessuno ad accogliere i manifestanti. Qualche testa calda
lancia nel giardino davanti alla sede alcune bombe carta e petardi (assai
rumorosi). Peccato. Peccato che il gesto di qualche sconsiderato dia
ai media l'opportunità di far passare in secondo piano i veri valori
della giornata. Ma, per fortuna, non succede nulla di cruento, non c'è
vera violenza (se non verbale), non c'è alcun fuggi fuggi, e il clima
non somiglia affatto alla guerriglia descritta da alcuni organi di stampa...
peraltro gli stessi che raccontano a modo loro Calciopoli e le cronache
del processo di Napoli, ricordando e mettendo in luce solo alcuni aspetti,
e dimenticandone altri, ben più importanti. Valeva la pena esserci.
Sì. Perché nove ore, nelle quali tutti hanno mostrato, ognuno a modo
proprio, la passione e l'amore per la Juve e il rispetto per la memoria
delle vittime dell'Heysel, valgono ben più di quei dieci minuti nei
quali alcuni se ne sono colpevolmente dimenticati. Perché 15 o 20 esagitati
coi loro comportamenti deprecabili non possono contare più di quei 6.000
che hanno vissuto la giornata come andava vissuta. Poi, ci sarà sempre
qualcuno che, di fronte al dito che indica la luna, preferirà fermarsi
a guardare il dito. Peccato. Valeva la pena esserci.
1 giugno 2010
Fonte : www.ju29ro.com
(Un fraterno ringraziamento
a Ju29ro.com anche per il materiale fotografico della giornata)
Messa in suffragio nella chiesa di Santa
Rita a Torino
Per Andrea
Casula, il bambino morto con il padre all'Heysel
Lettura di Patrizia Gai del testo di
Alessandro Polimanti
Anna di "Orgoglio Gobbo"
legge i nomi dei 39 angeli dell'Heysel
Il corteo della
manifestazione in sfilata per le strade di Torino
29
Maggio 1985 - 29 Maggio 2011 25AnniversarioStrage
Stadio Heysel, Bruxelles
Una giornata a Torino, 25 anni dopo Bruxelles
di Pino Bici
Sarà impazzito di gioia quando
il papà gli disse che sarebbero andati a vedere la finale di Coppa Campioni
della Juventus contro il Liverpool. Ha sicuramente contato i giorni
che mancavano all'evento: assistere alla partita più importante degli
ultimi anni della Juventus, la sua Juventus. Magari sognava di diventare
un giorno come Platini, “Sarò nello stesso stadio di Platini, di Scirea
di Cabrini” avrà pensato. I bambini sognano ad occhi aperti, e lui sicuramente
sognava la sua squadra che portava in trionfo la Coppa Campioni. Andrea
Casula aveva 11 anni quando morì in uno stadio di calcio, e con lui
morirono altre 38 persone. Era il 29 maggio del 1985, lo stadio era
quello dell'Heysel di Bruxelles. Trentanove morti da ricordare, e da
onorare. Questo era l'intento degli organizzatori della manifestazione
di sabato 29 maggio 2010, 25° anniversario dalla strage. Il programma
prevedeva una messa in suffragio delle vittime per le 11.00 nella chiesa
di S. Rita. Poi nel primo pomeriggio ritrovo in piazzale Caio Mario,
dov'erano previsti dei brevi interventi, e poi una marcia con destinazione
finale corso Galileo Ferraris, sede della Juventus. Alle 11.00 come
previsto la chiesa di S. Rita era stracolma di tifosi, cosi come il
piazzale antistante. Una cerimonia sobria e toccante, fuori due striscioni
recitavano: “Mai più un altro Heysel” e “39 angeli: il popolo gobbo
non vi dimentica”. Finita la messa, appuntamento a piazzale Caio Mario.
I gruppi di tifosi sono arrivati alla spicciolata, per le 14.00 erano
presenti oltre 3.000 tifosi. Molti i gruppi organizzati, ma tanti anche
i singoli venuti da ogni parte d'Italia. Un tifoso esponeva un cartello:
“Da Partanna (TP) per 39 angeli”. Oltre 1.500 km di viaggio, per ricordare
i morti dell'Heysel, e per amore della Juve. Questo doveva essere lo
spirito della manifestazione, e per molti è stato così. Per alcuni (pochi
per fortuna) è stata l'ennesima occasione per marcare il territorio,
per ribadire la propria presenza, e le proprie priorità. Non si spiegherebbero
altrimenti i cori contro la tessera del tifoso, o contro i “nemici”
storici del Torino. Eppure gli organizzatori hanno chiarito, con i loro
interventi sul palco, quale fosse il senso della manifestazione: ricordare
i morti ed essere uniti nel sostegno alla Juventus. I primi interventi
sono stati dedicati alla memoria, al ricordo delle vittime. Patrizia,
una delle organizzatrici, ha letto una poesia, molto toccante, di un
utente del forum J1897, dedicata ad Andrea Casula, la più giovane vittima
dell'Heysel. Poi c'è stato l'intervento di due giornalisti juventini
che quella tragedia l'hanno vissuta in prima persona, perché c'erano,
a quella maledetta partita: Luigi Piccolo e Marco Venditti. Infine Annamaria,
altra organizzatrice, ha letto, con voce tremante per l'emozione, i
nomi delle vittime. Gli altri interventi sono stati dedicati all'affare
Farsopoli, “la ferita” aperta per tutti gli juventini. E qui la calma
e la compostezza di molti tifosi ha cominciato a vacillare. Le diverse
anime del tifo hanno preso sopravvento, con i diversi gruppi desiderosi
di ribadire più le loro particolarità rispetto agli altri, che l'unità
in quanto tifosi della stessa squadra. E qualche petardo è esploso quasi
a segnare il confine tra il ricordo delle vittime che unisce tutti e
i diversi modi di intendere il tifo. E tutta la marcia successiva è
stata un continuo susseguirsi di slogan “contro”, intervallati da qualche
petardo a mo' di metronomo. Molti gli slogan urlati e scritti, certamente
non ideati da studenti delle Orsoline. Ma pretendere equilibrio dagli
ultras è come pretendere che De Ceglie azzecchi dieci cross di fila.
E cosi stancamente si è arrivati davanti alla sede della Juventus. Chi
si aspettava una delegazione a ricevere il corteo è rimasto deluso:
la sede era sbarrata. Alcuni tifosi hanno attaccato al cortile della
sede degli striscioni commemorativi dei morti. Era nell'intento degli
organizzatori sollecitare alla società un modo per ricordare le vittime
dell'Heysel nel nuovo stadio (in seguito s'è saputo che Andrea. Agnelli
s'era espresso in tal senso nella commemorazione ufficiale organizzata
dalla Juventus). Qualche emulo di Rambo ha invece avuto la felice idea
di lanciare qualche bomba carta e qualche fumogeno nel cortile . E così
una giornata iniziata con una messa religiosa si è chiusa con la messa
laica degli ultras: bombe carta e fumogeni. Citando Shakespeare: “Molto
rumore per nulla”. Solo un modo molto idiota per dire: io esisto.
31 maggio 2010
Fonte : www.ju29ro.com
Cerimonie a Torino e a Bruxelles
Agnelli: «Fatico a sentire mia quella Coppa»
Commozione a Torino per la messa in ricordo delle 39 vittime
dell'Heysel il 29 maggio 1985. Presenti molti giocatori della
squadra di allora, la Juve di oggi con la dirigenza e una
rappresentanza del Liverpool. Il presidente del club bianconero,
Andrea Agnelli, ha ricordato quel tragico giorno: «Ho sempre fatto
fatica a sentire mia quella Coppa». Toccante il racconto che Del
Piero ha affidato al proprio sito: «Ricordo una partita che non
comincia mai, mentre i grandi sono a tavola, con gli occhi fissi
alla tv e ora ricordo le vittime non solo da giocatore della Juve,
ma da tifoso, da bambino di 11 anni che sognava di giocarla, quella
finale». Dopo la messa, il corteo dei tifosi bianconeri: partito in
memoria delle vittime e' vergognosamente finito con insulti e lancio
di bombe carta contro la sede della Juventus.
Fonte : La Stampa del 30 maggio 2010
Dall'Heysel a Calciopoli
Oggi il corteo bianconero
di Jacopo D'Orsi
Sono passati venticinque anni, un quarto di secolo. La Juve ricorda
la notte più buia della sua storia: 29 maggio 1985, stadio Heysel di
Bruxelles, trentanove tifosi morti prima della finale di Coppa dei
Campioni contro il Liverpool. Alle 10, per la commemorazione nella
sede del club in corso Ferraris, e' atteso il presidente dell'Uefa
Michel Platini. Saranno presenti anche diversi compagni dell'epoca,
i famigliari delle vittime e una rappresentanza del Liverpool. Alle
11 messa alla Gran Madre. Parallelamente andranno in scena le
iniziative dei tifosi: dopo la messa a Santa Rita , ritrovo in
piazzale Caio Mario e marcia pacifica verso la sede. Il popolo
bianconero chiederà al Comune, attraverso una petizione, di
intitolare alla memoria delle vittime un giardino o una piazza nei
pressi del nuovo stadio, in costruzione sulle ceneri del Delle Alpi.
Infine, alla Juve sarà chiesto di muoversi per ottenere la revisione
del processo sportivo di Calciopoli.
Fonte : La Stampa del 29 maggio 2010
A Torino Messa e corteo per ricordare le vittime
di Jacopo D'Orsi
Venticinque anni e 39 morti da non dimenticare: la Juve ricorda la
tragedia dell'Heysel, il dramma vissuto dai suoi tifosi e dalle loro
famiglie il 29 maggio 1985 a Bruxelles, prima della finale di Coppa
dei Campioni contro il Liverpool. Dalle 10 sono in programma una
commemorazione nella sede del club e una messa nella chiesa della
Gran Madre: tra i presenti Michel Platini, diversi suoi compagni
dell'epoca, il presidente della Lega Maurizio Beretta, la dirigenza
(con il neo presidente Andrea Agnelli, foto) e la squadra di oggi, i
familiari delle vittime e una rappresentanza del Liverpool.
Mobilitati anche i tifosi (messa e una marcia in memoria dalle 15):
petizione al Comune per intitolare alle vittime un giardino o una
piazza nei pressi del nuovo stadio bianconero. Alla società
chiederanno la revisione del processo di Calciopoli.
Fonte : La Stampa del 29 maggio 2010
Il 29 Maggio tutti
a Torino !
La manifestazione bianconera per le vittime
dell'Heysel e per calciopoli
Sabato 29 maggio a Torino si svolgerà la grande
manifestazione del Popolo Bianconero, unito nel riaffermare la propria
juventinità. Le varie anime del tifo bianconero si riuniranno, a 25
anni dalla tragedia dell'Heysel, per ricordare degnamente le vittime
di quella notte. Altro importante obiettivo del raduno è, a pochi giorni
di distanza dall'annuncio dell'arrivo di Andrea Agnelli alla presidenza,
quello di spingere perché la società Juventus F.C. si attivi verso la
richiesta di revocazione delle sentenze sportive di calciopoli.
La tragedia dell'Heysel non deve essere dimenticata: nell'occasione,
verrà inviata al Sindaco di Torino a al futuro presidente della Juventus
una comunicazione, supportata da una petizione, riferita alla prossima
intitolazione (già deliberata nel 2009) alle 39 vittime dell'Heysel
di un giardino/piazza, nei pressi del nuovo stadio. Ugualmente, non
va dimenticata calciopoli, con i suoi effetti: la Juventus è stata condannata
per un illecito non esistente nel codice di giustizia sportiva, sulla
base di atti di indagine che sembrano ritagliati su misura, trascurando
gravissimi comportamenti altrui rimasti celati fino ad oggi. Tutti i
bianconeri sono invitati ad unirsi e a partecipare a questo grande raduno:
gli ultras Juve, i tifosi comuni, i bianconeri del mondo dei media,
dello sport e dello spettacolo, le famiglie, i club, i forum, i siti,
i blog, le associazioni, i giornali, le emittenti radio e tv, tutti
devono far sentire la propria voce. Sarà l'intero popolo bianconero
a marciare pacificamente, ma con determinazione, unito sotto un'unica
grande bandiera: quella bianconera, che sventola con 29 scudetti senza
asterischi. Il Popolo Bianconero è orgoglioso della propria identità
e della propria storia e chiede, a chi guida e rappresenta la Juventus
in campo e fuori, di mostrare lo stesso orgoglio, lo stesso rispetto
e lo stesso amore per i colori bianconeri.
Il programma
della giornata:
- ore 11: celebrazione della messa in suffragio delle vittime
dell'Heysel, nella cappella della chiesa di Santa Rita, nell'omonima
piazza;
- dalle ore 12,30
alle 14,00: ritrovo e raduno dei partecipanti in piazzale Caio Mario,
davanti allo stabilimento della Fiat Mirafiori;
- ore 14: inizio
della manifestazione con il ricordo dell'Heysel e alcuni interventi
sulla Juventus e su calciopoli;
- ore 16: inizio
della marcia pacifica, il cui percorso verrà poi dettagliato, verso
la sede di corso Galileo Ferraris della Juventus F.C.
Orgogliogobbo, Combriccola
Romana, Ju29ro Team, Ultras Juve, j1897network.com, Orgoglio Bianconero,
VecchiaSignora.com, www.saladellamemoriaheysel.it, www.ultrasblog.biz,
JuventusBlog.it, Padania Bianconera, Juventus Club DOC Cermenate "Alessandro
Del Piero", Juventus club Lecco, lajuvesiamonoi.it, blog Roma Bianconera,
Gruppo Juventus Madunina Milano, Juventus Club Doc Monteiasi "A.Del
Piero", J.C. TREVIGLIO, J C Oltre frontiera Bianconera, (Svizzera, JC
Anzio e Nettuno, JC Doc Roma, Juventus Club San Salvo, www.juventusfans.forumcommunity.net,
Juventus club Casciana Terme, JUVENTUS CLUB ANDRIA, Juventus
Club Doc OFFIDA, Juventus Club MASSA, JUVENTUS CLUB CURVA
NORD, Ass. Giulemanidallajuve
Chi volesse aderire ufficialmente (club, associazioni,
siti, blog, forum, etc.), può rivolgersi al Comitato Organizzatore,
ai seguenti riferimenti:
In occasione della manifestazione,
verrà inoltre inviata al Comune di Torino ed alla Juventus una comunicazione
riferita alla prossima intitolazione alle “Vittime dell’Heysel”, già
deliberata dalla Commissione Toponomastica il 21 luglio 2009, di un
giardino/piazza, situato davanti allo stadio. Oltre ad apprezzare e
sostenere l'iniziativa, meritevole di una maggiore pubblicizzazione,
si ritiene che anche la stessa Juventus F.C. potrebbe attivarsi con
il posizionamento, all'interno del nuovo stadio, di una targa commemorativa
con i nomi delle 39 vittime.
Grazie ad Alessandro Viduat per la gentile
concessione del filmato
Sfilata juventina Si ricordano i 25 anni dell'Heysel
A Venticinque anni dalla tragedia dell'Heysel, dove morirono
schiacciati dalla folla 39 tifosi juventini, i supporters bianconeri
organizzano sabato una giornata della memoria: il programma ancora
in via di definizione prevede la celebrazione eucaristica nella
chiesa di Santa Rita (ore 11), poi dalle 14 ritrovo davanti piazzale
Caio Mario e alle 16 sfilata verso la sede della Juve in corso
Galileo Ferraris. Si raccoglieranno firme per chiedere al Comune di
mantenere fede ad una delibera già approvata nel 2009 per intitolare
una via ai morti dell'Heysel.
Fonte: La Stampa del 26 maggio 2010
Davanti allo stadio una piazza dedicata alle vittime dell'Heysel
La commissione toponomastica ha licenziato la proposta bipartisan,
presentata dal Pd Massimo Mauro e dal Pdl Andrea Tronzano, di
dedicare la piazza che si creerà davanti al nascente stadio della
Juve alla Continassa alle 32 vittime dell'Heysel. E' stata invece
sospesa la richiesta promossa dalla Circoscrizione 8 di dedicare
undici interni del quartiere ai giocatori del Grande Torino periti a
Superga: «Le vittime, tra riserve, allenatore e giornalisti sono
state di più: come possiamo escluderle?» ha protestato qualche
consigliere. La proposta è stata quindi aggiornata. La rotonda di
corso Maroncelli angolo corso Unità d'Italia sarà invece dedicata
all'Onu e un'altra via, su richiesta di An-Pdl, verrà dedicata a Jan
Palach lo studente cecoslovacco simbolo della resistenza
anti-sovietica. La discussione e' però girata tutta attorno alla
proposta riguardante il Grande Torino e le vittime dell'Heysel.
«Speriamo che la nostra richiesta - spiega Andrea Tronzano - possa
essere accolta in occasione del 25° anniversario della tragedia,
avvenuta nel maggio del 1985».
Fonte: La
Stampa del 22 luglio 2009
25 anni di silenzio
Gli Ultras della Juventus non hanno mai dimenticato i nostri caduti
barbaramente uccisi all'Heysel dalla violenza criminale organizzata
e dalla disorganizzazione di chi avrebbe dovuto prevederla, arginarla
e perseguirla. Onore alla mia tifoseria.