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Mosca 20.10.2019
www.saladellamemoriaheysel.it   Sala della Memoria Heysel   Museo Virtuale Multimediale
Cerimonia di "Quelli di...Via Filadelfia" Mosca 20.10.2019
  Mosca 1982    Ass. Quelli di...Via Filadelfia    Cerimonie Ultras   39 Angeli    In Memoriam   

Monumento ai Caduti dello Stadio "Lenin", Mosca 20.10.2019
Cerimonia in Memoria delle Vittime del Luzhniki e dell' Heysel
"Luzhniki e Heysel: Tragedie Gemelle"
Commemorazione a Cura della Tifoseria dello Spartak Mosca
e dell'Associazione Culturale "Quelli di... Via Filadelfia" di Torino
 
Il 20 ottobre 2019 una delegazione dell’Associazione Culturale "Quelli di… Via Filadelfia" ha reso omaggio alle vittime russe del Luzhniki ponendo un mazzo di fiori davanti al monumento eretto in loro memoria nel piazzale davanti allo stadio. "La Banda Del Leone", gruppo storico della tifoseria dello Spartak Mosca, ha onorato nella ricorrenza, anche le 39 vittime della tragedia di Bruxelles, rispettando come da alcuni anni il gemellaggio sull’asse Torino-Mosca in nome delle due tragedie calcistiche. In contemporanea a Cherasco, ai piedi del monumento dedicato alle vittime dello stadio Heysel, altri componenti dell’associazione torinese hanno risposto organizzando una fiaccolata in memoria delle vittime della tragedia dell’ex Unione Sovietica del 1982.


Mosca e i suoi Fratelli

Donato è con Mirko e Francesco uno dei tre dell’associazione "Quelli di… Via Filadelfia" che hanno avuto l'onore di partecipare alla cerimonia del 20 ottobre a Mosca. Ha "buttato alcune impressioni a caldo, di quelle che tornano e che dalla mente fanno fatica ad andare via".

L'accoglienza. Non faccio retorica. Sono eccezionali. LEV, il capo della Banda del Leone, è stato un padre putativo nei nostri 6 giorni a Mosca. Lui ed i suoi magnifici ragazzi non ci hanno fatto mancare nulla, non ci ha mai permesso di mettere mano al portafoglio per nessuna evenienza. Ci hanno offerto tutte le cene, gli spostamenti in taxi, le bevute e sono stati a nostra completa disposizione dalla mattina alla sera. Impressionanti. Si parla spesso dell'ospitalità Italica: bene, i russi non hanno nulla da imparare in materia. Sembrano freddi, seriosi, distaccati. Nulla è più falso. Hanno un senso del rispetto, della famiglia e dell'ospitalità incredibili. Ci hanno letteralmente "scortato" per Mosca: dalla visita allo stadio dello Spartak, alla partita contro il Rubin vista in curva con loro. Musei, monumenti, passeggiate, prospettive, bunker sovietici. Non c'è stata richiesta che non sia stata esaudita nel modo più completo.

20 ottobre. Una giornata interamente dedicata alla memoria. Dal mattino, con il torneo di calcetto fino a sera. Il torneo vede la partecipazione di ogni componente del tifo spartano. Hooligans, ultras, squadre femminili, squadre improbabili e squadre con giocatori professionisti, stranieri ospiti dalla Serbia e dalla Lettonia (più noi Italiani). Tutti uniti, tutti dalla stessa parte. Si beve tanto e bene fin dalle luci dell'alba e in breve tra i numerosi spettatori il torneo diventa una scusa per fraternizzare e scambiarsi regali (sciarpe, maglie, toppe, adesivi, spille. Io ho ricevuto in regalo anche un coltello !). Il pomeriggio ci si avvia verso il vecchio e monumentale stadio Luzniki o Lenin, come si chiamava ai tempi della tragedia. L'atmosfera diventa bellissima e malinconica. Tifosi spartani che compaiono da ogni angolo della spianata antistante lo stadio. Piano piano con la lentezza solenne dettata dalla circostanza, si aggregano fuori dalla metro, bevendo, salutandosi, raccontando aneddoti, con i più giovani ad ascoltare le vecchie storie di chi c'era, di chi è sopravvissuto, magari grazie ad un cartone animato trasmesso sugli schermi. Un cartone animato che fece perdere tempo al nostro Lev, lo trattenne sugli spalti e gli salvò la vita... Noi eravamo ragazzi ed un cartone animato non lo avevamo mai ancora visto...". Alle prime luci artificiali, in silenzio, tutti ordinati, si marcia verso il monumento, in un clima di commozione generale. Poche parole, una preghiera, tanto silenzio, una marea di rose rosse e la fiaccolata a salutare tutti i caduti. Tutte le vittime degli stadi, tutti gli spettatori finiti, loro malgrado, vittime di tragedie più gradi di loro. Il resto è pura riconoscenza, abbracci forti, ringraziamenti con gli occhi lucidi. E tu, che vorresti ringraziare loro per tutto, per le emozioni, per l'accoglienza, ti senti ringraziare per non aver fatto nulla di speciale se non aver presenziato.

Andiamo avanti da almeno 4 anni con questo scambio di ospitalità con i Russi e ogni volta mi domando cosa abbiamo fatto per meritare tutto questo bene, tutto questo rispetto, da parte di uomini e donne che vivono così lontano dall'Italia, quando ancora in troppi stadi Italiani l'Heysel è motivo di offesa e derisione ancora per tante tifoserie che ci affrontano. Non so, forse l'aver vissuto una simile tragedia ci rende fratelli nel dolore, forse solo chi ha pianto i propri morti può capire cosa voglia dire perdere dei fratelli di gradinata. In ogni caso non dimenticherò mai cosa hanno fatto e cosa fanno ogni volta gli Spartani per noi, e questo è uno stimolo a fare sempre di più. Meritano tutto, e questa amicizia nata dal rispetto per il dolore merita di durare per sempre. Questo è quanto. Sorvolo sulle bevute, la festa di addio con grigliata in nostro onore, gli scambi di striscioni e tutto il resto. Una menzione speciale per i Bianconeri della Torpedo, che ci hanno fatto vivere un paio di avventure indimenticabili intorno al loro bellissimo stadio vintage. Sono amici degli Spartani, sono una nobile decaduta, sono bianconeri e sono dei grandi, non si può non volergli bene.

Ps. Mosca è bellissima !

Donato VS.

11 Novembre 2019

Fonte: Associazione "Quelli di…Via Filadelfia"
 
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