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CHAPECOENSE 2016
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Chapecoense 28.11.2016 Il Commiato
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Chapecò (Brasile), la città sconvolta per la morte dei suoi giocatori

CHAPECÒ (Brasile), 30 novembre - Migliaia di persone a Chapecò in Brasile hanno partecipato a una veglia per le vittime dell'incidente aereo di Medellin, che ha incluso la maggior parte della squadra di calcio della città. I fan della squadra Chapecoense hanno camminato dal centro della città allo stadio dove hanno pregato e cantato. Un servizio è svolto anche nella cattedrale della città. La squadra stava andando in Colombia per la partita più importante nella loro storia, quando il loro aereo è precipitato poco prima di atterrare a Medellin. Solo sei delle 77 persone a bordo sono sopravvissuti. Non sono ancora chiare le cause del disastro del charter, ma alcune voci non confermate hanno suggerito vi sia stato un guasto elettrico, mentre altri dicono che l'aereo era a corto di carburante. Entrambi i registratori di volo sono stati recuperati. Circa 10.000 persone - tra cui i familiari dei giocatori - riuniti nello stadio Arena Conda di Chapecò ieri sera, erano ancora storditi dalla portata della loro perdita. I fan che indossano i colori verde e bianco del club hanno cantato i nomi dei giocatori e gridano "campioni". Le famiglie dei giocatori si sono abbracciati sul campo. Il team doveva giocare oggi la finale della Copa Sudamericana contro la squadra colombiana Atletico Nacional che ha chiesto ai fan di venire allo stadio vestiti di bianco per una veglia a lume di candela. L'Atletico ha anche offerto di concedere la partita per garantire alla Chapecoense di essere considerata campione. In altri tributi, le prime squadre della prima divisione di calcio si sono offerte di dare giocatori alla Chapecoense gratuitamente per la stagione 2017, e hanno chiesto alla Lega di proteggere la squadra dalla retrocessione per i prossimi tre anni.

30 novembre 2016

Fonte: A quariusreportages.blogspot.com

Fotografia: Repubblica.it

CAMPIONATI ESTERI / NELLA NOTTE

Cori, striscioni e colombe: la veglia all'Estadio e poi il grido: "Vamos Chape"

Migliaia di persone nella notte si sono riversate a Medellín. Intanto migliorano le condizioni del portiere che sarà sottoposto a una nuova operazione. Identificate 59 vittime.

Un minuto di silenzio in memoria "dell'eterna Chapecoense". E poi il grido "Vamos, vamos Chape". Nella notte migliaia di persone si sono riversate nello stadio Atanasio Girardot di Medellín, in Colombia, per rendere omaggio alla squadra brasiliana colpita dal devastante incidente aereo di lunedì scorso. Al centro del campo sono state liberate 71 colombe tante quante le vittime del disastro della Chapecoense, da cui si sono salvate solo sei persone. Tra le lacrime dei presenti, sugli spalti campeggiavano gli striscioni con le scritte "Siamo con te Chape" o "Siamo tutti Chapecoense". "Non possiamo più considerarli rivali. Da ora in poi li sentiremo come fratelli", scrive su Twitter l'Atletico Nacional, che tramite il suo capitano ha chiesto ufficialmente che la Copa Sudamericana venga assegnata d'ufficio alla Chapecoense.

PORTIERE, NUOVA OPERAZIONE - Intanto il portiere del club brasiliano, Jackson Follman, uno dei sei sopravvissuti, sarà sottoposto a un nuovo intervento chirurgico agli arti inferiori. Lo riferisce il direttore dell'Hospital San Vicente Fundación, Ferney Rodríguez, spiegando che il giocatore, a cui è già stata amputata la gamba destra, sarà operato giovedì. Follman è ancora ricoverato in terapia intensiva ma, nonostante la situazione critica, il centro medico parla di "evoluzione positiva". Intanto, secondo quanto riferisce il direttore dell'Istituto nazionale di medicina legale e scienze forensi, Carlos Eduardo Valdés, fino a ora sono state identificate 59 vittime dell'incidente, tra cui 52 brasiliani. IL CARBURANTE - "Possiamo affermare chiaramente che l'aereo non aveva carburante al momento dell'impatto, per questo iniziamo un processo di indagine per poter stabilire il motivo". Lo ha detto in conferenza stampa il segretario della sicurezza dell'Aeronautica civile della Colombia, Fredy Bonilla. La mancanza di combustibile è una delle ipotesi al vaglio per cercare di spiegare le cause dell'incidente avvenuto nel Cerro Gordo, nei pressi di La Unión. 13MILA PER LA CHAPE - Intanto il club della Chapecoense è stato inondato di richieste di iscrizioni. Lo conferma il presidente facente funzione del club, Ivan Tozzi, secondo cui sono arrivate 13mila richieste, per lo più da persone che vivono fuori dalla città di Chapeco. Prima dell'incidente, la società contava su circa 9mila iscritti. QUELLA PARTITA SI DEVE GIOCARE - Ivan Tozzi ha riferito di aver parlato con il presidente della Federazione di calcio brasiliana Marco Polo Del Nero per discutere della possibilità che il Chapecoense giochi l'ultimo match della stagione contro l'Atletico Mineiro. Questa la conversazione riportata dal presidente del club brasiliano: "Del Nero ha detto: "Questa partita si deve giocare. Deve essere una grande celebrazione". Io gli ho risposto: "Non abbiamo 11 giocatori", e lui ha replicato: "Si li avete. Avete i giovani, i calciatori che non erano in viaggio. Non importa, quella partita si deve giocare. Chapecò e il Chapecoense se lo meritano". Sono tante le squadre che hanno offerto di dare in prestito gratuitamente alla Chapecoense i propri giocatori. "Se altri club vogliono offrire il proprio aiuto, sarebbe fantastico. A partire dalla prossima settimana inizieremo a pensarci", ha commentato Tozzi..

1 dicembre 2016

Fonte: Gazzetta.it

Fotografia: Ansa.it

"Chapecoense immortale", il ricordo dei tifosi allo stadio

di Alessio Morra

Allo stadio Girandot di Medellin i tifosi colombiani hanno omaggiato con tutti gli onori la squadra del Chapecoense. Tantissimi i cori per i calciatori scomparsi nel disastro aereo e sugli spalti si sono visti anche tantissimi striscioni.

A Medellin la scorsa notte c’è stato un bellissimo omaggio per il Chapecoense allo stadio Atanasio Girardot dove si sarebbe dovuta giocare in questa settimana la finale d’andata della Copa Sudamericana. Migliaia di persone si sono presentate nell’impianto di Medellin e dopo un minuto di silenzio in memoria "dell’eterna Chapecoense" e dopo tanti "Vamos, vamos Chape" al centro del campo sono state liberate 71 colombe, il numero non è causale perché così tante sono state le vittime del disastro aereo, in cui si sono salvate solo sei persone. Sui volti di tanti spettatori si sono viste, tantissime, le lacrime, mentre sugli spalti sono stati esposti tantissimi striscioni: "Siamo con te Chape", "Siamo tutti Chapecoense". L’Atletico Nacional su Twitter ha scritto: "Non possiamo più considerarvi rivali. D’ora in poi vi sentiremo come fratelli". Il club colombiano ha mostrato grande cuore già nei giorni scorsi chiedendo alla Conmebol di assegnare d’ufficio la Copa Sudamericana alla Chapecoense. Il Chapecoense è diventata una squadra molto nota, che adesso potrebbe avere molti più soci. Il presidente facente funzione del club, Ivan Tozzi, ha riferito che sono arrivate 13mila richieste soprattutto da persone che vivono fuori dalla città di Chapecò. E la cifra è destinata ancora a crescere. Prima dell’incidente, la società contava su 9mila iscritti. Sempre Tozzi ha dichiarato di aver parlato con il presidente della Federazione brasiliana Marco Polo Del Nero, che vorrebbe far disputare al Chapecoense l’ultima partita del campionato, in programma contro l’Atletico Mineiro. Del Nero, racconta Tozzi, è stato molto diretto: "Questa partita si deve giocare. In squadra avete i giovani e i calciatori che non erano in viaggio. Chapecò e il Chapecoense lo meritano". Ma Tozzi ha detto che potrebbero scendere in campo in quella partita con la maglia del Chapecoense giocatori di altre squadre. Perché tanti club avrebbero proposto di cedere in prestito dei calciatori per quella partita. Intanto migliorano le condizioni del portiere Jackson Follman, a cui è stata amputata una gamba pochi giorni fa e che dovrà essere nuovamente operato. I medici parlano di "evoluzione positiva" per lui.

1 dicembre 2016

Fonte: Calcio.fanpage.it

Fotografia: Repubblica.it

Colombia e Brasile commemorano la Chapecoense: cori, striscioni e colombe

Oltre 50mila persone all'Atanasio Girardot, lo stadio che avrebbe dovuto ospitare la finale d'andata di Copa Sudamericana tra l'Atletico Nacional e il club brasiliano. Ricordate le 71 vittime della tragedia di Medellin. Veglia anche all'Arena Condá, casa della "Chape". Migliorano le condizioni del portiere Follman scampato alla morte.

MEDELLIN - Nella notte italiana si sarebbe dovuta giocare la finale d'andata della Copa Sudamericana tra l'Atletico Nacional e la Chapecoense. Si sarebbe dovuto. Sappiamo tutti com'è finita, lo schianto dell'aereo, le 71 vittime del disastro e un'intera squadra cancellata dagli almanacchi del calcio brasiliano. Così, mentre in Italia era notte fonda, l'Arena Condá, lo stadio della Chapecoense, e l'Atanasio Girardot, l'impianto delle gare casalinghe dell'Atletico Nacional, a Medellin, si sono riempiti per rendere omaggio alle vittime del disastro aereo che ha distrutto la squadra dello stato di Santa Catarina, alla vigilia della prima finale della sua storia.

LA COMMEMORAZIONE A MEDELLIN - Una finale che non si è mai giocata, ma che ha comunque riempito due stadi, oltre ad attirare l'attenzione di tutto il mondo, calcistico e non. La partita era in programma alle 21.45 di Medellin, ma già un'ora prima sono iniziate le celebrazioni per ricordare le vittime che hanno avuto il culmine proprio nell'orario del fischio d'inizio. Un minuto di silenzio in entrambi gli stadi e, mentre nell'impianto della Chapecoense, i giocatori venivano ricordati con foto e nomi, in quello del Nacional, dove era presente la squadra al completo, sono state liberate 71 colombe, tante quante le vittime del disastro aereo. I tifosi colombiani hanno intonato cori per la squadra brasiliana ("me escutem em todo continente, sempre recordaremos a campeã Chapecoense" uno dei tanti), mentre nella parte finale delle celebrazioni molti bambini vestiti con la divisa della Chapecoense, hanno fatto volare in aria palloncini bianchi, mentre venivano pronunciati i nomi dei 19 giocatori deceduti.

COLOMBIA E BRASILE PIÙ VICINI - Per primo ha parlato il ministro degli Esteri brasiliano José Serra, che in lacrime ha dichiarato: "La Colombia è un paese fratello per noi brasiliani. In questo momento di grande tristezza, la solidarietà che ci state dimostrando ci regala un po' di consolazione, una luce nel buio nel momento in cui tutti noi stiamo cercando di capire l'incomprensibile".

NUOVA OPERAZIONE PER FOLLMAN, 59 VITTIME IDENTIFICATE - Intanto all'Hospital San Vicente Fundación il portiere Jackson Follman, uno dei sei sopravvissuti al quale è stata amputata una gamba, verrà sottoposto a un nuovo intervento chirurgico e le sue condizioni sono in miglioramento, nonostante la situazione resti comunque critica. Il direttore dell'Istituto nazionale di medicina legale e scienze forensi, Carlos Eduardo Valdés, ha confermato che fino ad ora sono state identificate 59 vittime, tra cui 52 brasiliani.

1 dicembre 2016

Fonte: Repubblica.it (Testo e Fotografia)

Il tatuaggio della moglie di Santana, il ricordo indelebile del dolore

di Alessio Morra

La moglie del capitano del Chapecoense Cleber Santana ha svelato che nel mese di dicembre un nutrito gruppo di calciatori con le rispettive famiglie avrebbe dovuto fare un viaggio in Repubblica Dominicana e per celebrare l’evento tutti volevano farsi lo stesso tatuaggio.

Dopo il disastro aereo di Medellin, che ha portato alla morte di settantuno persone, tra questi diciannove calciatori del club brasiliano del Chapecoense, sono arrivate tante manifestazioni d’affetto per i calciatori e per la squadra che stava andando a giocarsi la finale della Copa Sudamericana. Sui social in tanti hanno fatto sentire il proprio sostegno per questo sfortunato club, che è stato onorato con tutti i crismi da quasi cinquantamila spettatori a Medellin, in uno stadio stracolmo dove sono piovute lacrime, volati colombi e dove sono stati esposti degli striscioni molto belli. Naturalmente sono arrivate in queste ore tanti particolarissimi retroscena, come la frase da brividi del tecnico Caio che dopo aver raggiunto la finale di Coppa disse: "Dovessi morire oggi sarei felice". Ha rilasciato un’intervista anche la moglie del capitano Cleber Santana, la signora Rosangela Loureiro, che ha rivelato che suo marito e un gruppo di calciatori avevano programmato un viaggio tutti assieme, con le rispettive famiglie, per il mese di dicembre. Capitan Cleber Santana e almeno sei compagni di squadra sarebbero andati a Punta Cana in Repubblica Dominicana e tutti loro per celebrare quel viaggio si sarebbero fatti un tatuaggio con un cuore e un aereo: Dovevamo partire il 9 dicembre per Punta Cana assieme alla famiglia di Thiego, di Thiago Luis, di Silvinho, di Dener, di Filipe Machado e di Kempes. Avremmo portato anche i nostri figli e avremmo fatto tutti lo stesso tatuaggio con un cuore e un aereo. Intanto, mentre migliorano le condizioni del portiere Jackson Follman, il presidente della Federazione brasiliana Marco Polo Del Nero al presidente facente funzione del club, Ivan Tozzi, ha detto di voler far disputare al Chapecoense l’ultima partita del campionato brasiliano, in programma contro l’Atletico Mineiro. E la maglia del club di Chapecò per quell’occasione potrebbero vestirla anche calciatori di altre squadre brasiliane.

1 dicembre 20161 dicembre 2016

Fonte: Calcio.fanpage.it

Fotografia: Ilposticipo.it

Schianto aereo Colombia, bare della Chapecoense riunite per l’ultimo saluto

SAN PAOLO - Uniti per l’ultima volta: le bare con i resti dei calciatori della squadra brasiliana Chapecoense morti lunedì notte nell‘incidente aereo in Colombia sono state riunite davanti alla struttura in cui si celebreranno i funerali. I corpi dei giocatori della Chapecoense uccisi nello schianto dell’aereo della LaMia airlines su una montagna della Colombia, non lontano da Medellin, sono stati identificati e ricomposti, per quanto possibile, per essere trasportati in patria, nella cittadina di Chapecò, in Brasile, venerdì 2 dicembre. Qui, verranno portate nello stadio della città per un saluto collettivo a cui parteciperà anche il presidente brasiliano, Michel Temer. Le toccanti foto delle bare sono state diffuse giovedì primo dicembre, nelle stesse ore in cui l’Autorità boliviana dell’aviazione civile sospendeva a LaMia la licenza di volo.  La compagnia non aveva i "requisiti legali" relativi alla concessione, o autorizzazione al volo, ha precisato l’Ente dell’aviazione civile boliviana (Dgac), nel rendere nota la sospensione della licenza. LaMia non ha inoltre adempiuto a quanto richiesto quale "fornitore dei servizi aerei", sottolinea inoltre l’ente. Intanto migliaia di persone hanno reso omaggio mercoledì sera nello stadio Atanasio Girardot di Medellin alle 71 persone che hanno perso la vita nella sciagura aerea. "Forza Chape" è stato l’urlo che ha fatto vibrare lo stadio, dove all’inizio della cerimonia sono stati liberati 71 colombi proprio quale omaggio alle persone a bordo del volo della compagnia aerea LaMia. Proprio nello stadio Girardot, dove erano presenti tra gli altri i familiari delle vittime, era in programma la partita di andata della Coppa Sudamericana tra il Chapecoense e l‘Atletico Nacional. Alla cerimonia hanno preso parte i ministri brasiliani degli affari esteri, José Serra, e della cultura, Roberto Freire. Senza nascondere la propria commozione, Serra ha ringraziato "i tifosi e cittadini presenti, è una luce nel buio". "La cosa peggiore che può capitare ad una società è l’indifferenza", ha sua volta sottolineato il sindaco di Medellin, Federico Gutierrez.

1 dicembre 2016

Fonte: Archivio.blitzquotidiano.it

Fotografia: Repubblica.it

Chapecoense, lo struggente ricordo della

moglie di Cleber e il tatuaggio con l’aereo

Scene struggenti come il ricordo di chi non c’è più. Anche questo porta con sé la tragedia del Chapecoense, la squadra brasiliana sterminata nell’incidente aereo in Colombia mentre andava a giocarsi la finale di Coppa Sudamericana con il Nacional di Medellìn. Struggente come il ricordo di Rosangela Loureiro, moglie del calciatore Cleber, morto nell’incidente. In un’intervista pubblicata dal giornale spagnolo As, la donna rivela che il club sta aiutando le vedove die calciatori, anche con l’ausilio di psicologi. "Voglio vedere mio marito, soltanto questo. Ho detto ai miei amici che vorrei cantare la canzone che mi chiedeva quando voleva che cantassi per lui e per i suoi compagni. Voglio cantarla un’ultima volta. Ogni volta che ci vedevamo per una grigliata, me la chiedeva e la canterò per lui, un’ultima volta". Parlando poi delle famiglie dei calciatori, la Loureiro ha detto: "Siamo tutti uniti, una famiglia aiuterà l’altra. C’era un gruppo di 13 coppie che dovevamo andare insieme a Punta Cana il 9 dicembre e lo abbiamo tatuato qui (su una spalla). Tutte le mogli lo abbiamo fatto: un cuore con un aereo dentro. Non sapevamo che niente di questo sarebbe successo e abbiamo disegnato l’aereo che rappresenta il viaggio".

2 dicembre 2016

Fonte: Todaysport.it

Chapeco, in migliaia alla veglia funebre per i giocatori morti nell’incidente aereo

Brasile: le salme dei giocatori del "Chape" tornano in patria

Chapecò - Veglia funebre e lutto nella città di Chapeco, nello Stato di Santa Catarina nel sud del Brasile, per l’arrivo delle salme delle vittime dell’incidente aereo in Colombia, che il 28 novembre scorso è costato la vita a quasi tutti i calciatori della squadra del Chapecoense in viaggio verso Medellin. Le vittime del disastro sono state 71, oltre al team brasiliano, i 5 componenti dell’equipaggio boliviani, un venezuelano e un paraguaiano; 6 persone sono miracolosamente sopravvissute all’incidente occorso al charter della compagnia LaMia. Dopo un ultimo saluto in Colombia, le salme sono state trasferite su tre velivoli dell’aeronautica militare brasiliana, per far ritorno a Chapeco. Un corteo funebre partirà dall’aeroporto per raggiungere lo stadio Arena Conda. Sono attese almeno 100 mila presenze. L’impianto conta soltanto di 19 mila posti, per cui la gran parte delle persone assisterà alla cerimonia attraverso i maxi-schermi predisposti nella zona. Attesi anche il presidente del Brasile, Michel Temer, e il presidente della Fifa, Gianni Infantino.

3 dicembre 2016

Fonte: Ilsecoloxix.it

I campioni sono tornati", in 100 mila per l'ultimo saluto alla Chapecoense

Cerimonia funebre allo stadio per i calciatori e i componenti dello staff morti nell'incidente aereo in Colombia. Ovazione quando lo speaker dice che la squadra verrà "ricostruita".

CHAPECÒ (Brasile) - "I campioni sono tornati a casa". Questo il coro urlato a squarciagola, tra le lacrime, da 20 mila tifosi che sotto una pioggia battente hanno gremito gli spalti dell'Arena Condà per salutare i giocatori e i componenti dello staff della Chapecoense periti nell'incidente aereo di lunedì in Colombia. E altre 80 mila persone si sono assiepate lungo le strade percorse dal corteo funebre tra l'aeroporto e lo stadio. Una partecipazione impressionante per una città come Chapecó che conta 210 mila abitanti, un rito collettivo che celebra un sogno calcistico finito in tragedia, quello di una piccola squadra che dal rischio fallimento era passata a lottare per il trofeo continentale. Allo stadio, su un tendone bianco campeggiava una scritta con un verso dell'inno del club: "Nella gioia e nei momenti difficili sei sempre vincitore". Le 50 bare sono state portate a spalla da militari attraverso il campo tra due ali di lancieri con le insegne del club bianco-verde che al momento della tragedia era diretto a Medellin per la finale di andata della Coppa sudamericana. Il figlio di uno dei calciatori morti nello schianto ha commosso la folla sedendosi a terra davanti alla bara con una bandiera della squadra sulle spalle e con la foto del padre stretta al petto. Altri momenti molto toccanti sono stati quelli della lettura della formazione e del ricordo della "famiglia della Chape" fatto dal vice presidente Ivan Tozzo, ritrovatosi a capo della società dopo la morte del presidente Sandro Pallaoro. E un'ovazione ha accolto le parole dello speaker quando ha promesso che la Chapecoense verrà "ricostruita" con la "passione verde e bianca" e con "l'allegria, la fede e la speranza che rappresentavano questi giocatori". "Usciremo da qui tutti vittoriosi, perché siamo il Brasile, siamo la Colombia, siamo tutte le nazioni e tutti i credo", ha affermato il vescovo di Chapecó, Odelir Jose Magri, che ha letto un messaggio inviato da papa Francesco. Il sindaco di Chapecó, Luciano Buligon, è entrato in campo con una maglietta dell'Atlético Nacional (la squadra che avrebbe dovuto affrontare la Chapecoense nella finale della Copa Sudamericana) e ha garantito che i brasiliani "non dimenticheranno mai ciò che la Colombia ha fatto per il Chape". "Grazie per la solidarietà, la carità e la fraternità del popolo", ha aggiunto. Alla cerimonia erano presenti il presidente brasiliano Michel Temer, che questa mattina ha accolto i feretri arrivati dalla Colombia, il presidente della Fifa Gianni Infantino, gli ex calciatori Luis Figo, Clarence Seedorf e Carles Pujol, il giocatore del Real Madrid Lucas Silva, il ct della Selecao, Tite, il presidente della Cbf, Marco Polo del Nero. Alla fine sono risuonate la Marcia funebre di Verdi e i colpi sparati a salve. Il pubblico ha quindi intonato "Vamos, vamos, Chape". Omaggi sono giunti anche dai campi di calcio di mezzo mondo, attraverso video messaggi come quello di Neymar e di decine di altri calciatori o attraverso dediche speciali come quelle inviate dal Chelsea di Antonio Conte, dal Manchester City, del Barcellona e dal Real Madrid. Solidarietà anche dal Torino, che proprio oggi festeggia i 110 anni dalla fondazione: in ricordo della sciagura di Superga, il club granata si è detto "fraternamente" vicino al team brasiliano.

3 dicembre 2016

Fonte: Repubblica.it (Testo e Fotografia)
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