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Ermanno Licursi 27.01.2007 La Giustizia
   ERMANNO   Pagine della Memoria    Morire di Calcio    Superga 1949    Tragedia Ballarin 1981  

CRONACA - Secondo gli inquirenti, il quadro è "chiaro e definito": identificati gli aggressori. Si attendono gli esiti dell'autopsia. Melandri: "E' una cosa inaudita".

Rissa nello stadio di Luzzi

Cinque iscritti nel registro degli indagati

Tra loro ci sarebbero anche dei calciatori squalificati della squadra avversaria. La Cancellese si ritira dal campionato. Aperta un'inchiesta anche alla Federcalcio.

COSENZA - Sono almeno cinque le persone iscritte nel registro degli indagati per aver partecipato attivamente alla rissa che ieri pomeriggio ha portato alla morte nello stadio comunale San Francesco di Luzzi (Cosenza) Ermanno Licursi, 40 anni, dirigente della Sammartinese. Tra loro ci sarebbero anche dei calciatori squalificati della Cancellese: erano all'esterno dello stadio ma quando è scoppiata la rissa hanno varcato il cancello e sono entrati in campo. La Cancellese ha condannato ciò che è successo ieri sul campo di Luzzi e ha deciso di ritirarsi dal campionato di terza categoria, girone D. La sorella: "Assurdo". "Hanno voluto uccidere una persona per una partita di pallone. È assurdo che accadano di questi episodi, dice Maria Grazia Licursi, sorella del dirigente della Sammartinese morto. "Una persona che muore a 40 anni senza un motivo. Ed ora i figli dovranno crescere da soli. Si tratta di una vera assurdità". Melandri: "Gravissimo". Il ministro delle Attività sportive Giovanna Melandri definisce quello che è successo ieri a Luzzi "di una gravità inaudita. Il dramma della morte del dirigente sportivo esige l'immediata reazione di tutti coloro che vivono lo sport in modo differente, come sana competizione e rispetto assoluto dell'avversario. Mi auguro che la giustizia ordinaria ma anche quella sportiva facciano chiarezza rapidamente". Identificati tutti gli aggressori. I carabinieri hanno lavorato per tutta la notte per capire cosa realmente è successo ieri pomeriggio dopo la partita Sammartinese-Cancellese: hanno interrogato una ventina di persone tra calciatori, tifosi e dirigenti oltre alle persone che sarebbero responsabili della vera e propria aggressione fisica. Ormai "il quadro è chiaro e definito"; tutti i responsabili dell'aggressione sono stati identificati. Secondo i militari dell'Arma, si aspetta solo l'esito dell'autopsia - che sarà eseguita domani o martedì - per chiarire le cause della morte, se cioè siano legate direttamente e immediatamente all'aggressione, o siano state provocate da un infarto. Morto per un'emorragia cerebrale. Il medico legale, che ha effettuato l'ispezione sul corpo di Licursi, ha riscontrato i segni di un colpo sul naso. Dai primi accertamenti, che dovranno essere confermati dall'autopsia, è emerso che il dirigente sportivo sarebbe morto a causa di una emorragia cerebrale conseguente al trauma. La Lega Nazionale Dilettanti ieri sera ha sospeso tutti i campionati di calcio in Calabria, dall'eccellenza alla terza categoria: "La decisione è stata presa per dare un segnale contro la violenza. Non si poteva tornare in campo e fare finta di niente". La Federcalcio apre un'inchiesta. Ma non sarà solo la magistratura ad indagare sulla tragedia di Luzzi: anche l'Ufficio Indagini della Federcalcio si occuperà della tragica rissa. In primo piano ci sono le responsabilità penali sulle quali stanno indagando le autorità giudiziarie; ma gli investigatori federali guidati da Francesco Borrelli dovranno accertare, soprattutto a seguito dell'inchiesta giudiziaria, eventuali coinvolgimenti e responsabilità di tesserati federali.

28 gennaio 2007

Fonte: Repubblica.it

Calcio, campionato di terza categoria

Rissa a fine partita, muore un dirigente

Ermanno Licursi, intervenuto per sedare una rissa, è stato colpito al naso. "Forse un infarto". Una ventina di indagati.

LUZZI (COSENZA) - Una ventina di indagati per la rissa e un gruppetto di cinque-sei persone per l'aggressione finale: all'indomani della tragedia è chiaro e definito il quadro della rissa che ha portato alla morte di Ermanno Licursi, 40 anni, il dirigente della società di calcio di terza categoria girone morto nel corso di una rissa avvenuta nello stadio di Luzzi, in provincia di Cosenza, alla fine della partita vinta per 2 a 1 dalla sua formazione. I carabinieri hanno lavorato per tutta la notte, hanno interrogato decine di persone ed hanno il quadro chiaro di quello che è avvenuto e, in sintonia con il pm Adriano Del Bene, hanno indagato una ventina tra calciatori, tifosi e dirigenti e poi i più facinorosi, quelli che hanno picchiato di più. Sono cinque, massimo sei. DINAMICA - Secondo gli investigatori la dinamica di quanto è avvenuto alla fine della partita, valida per il campionato di terza categoria, tra Cancellese e Sammartinese (1-2), è definita in ogni suo aspetto. La gara si è svolta a Luzzi perché la Cancellese non dispone di una struttura idonea dove poter disputare le partite di calcio. A fine partita un gruppo di persone armate di pietre e bastoni è entrata in campo e si è diretta verso i giocatori. Licursi è intervenuto per calmarli ed evitare che la situazione degenerasse. Ma nella confusione della situazione anche Licursi è stato colpito ed è morto, dopo aver scambiato alcune parole con dei calciatori, nei pressi degli spogliatoi. Il medico legale dall'ispezione del corpo di Licursi ha riscontrato i segni di un colpo sul naso. Dai primi accertamenti che dovranno essere confermati dall'autopsia, è emerso che il dirigente sportivo sarebbe morto a causa di una emorragia cerebrale conseguente al trauma. La Lega Nazionale Dilettanti ieri sera ha sospeso tutti i campionati di calcio in Calabria, dall'eccellenza alla terza categoria. "La decisione - spiega la LND - è stata presa per dare un segnale contro la violenza. Non si poteva tornare in campo e fare finta di niente continuando a giocare".

29 gennaio 2007

Fonte: Corriere.it

Preso a calci in faccia 5 indagati: omicidio

di Gaetano Imparato

Per la morte del dirigente calabrese una ricostruzione inchioderebbe un calciatore di 19 anni e altre 4 persone. La Cancellese ha preannunciato ieri il ritiro dal campionato di Terza categoria. Pare che anche la Sammartinese sia decisa a ritirarsi.

Dal nostro inviato. SAN MARTINO DI FINITA (Cs) - Sono cinque e sono state identificate le persone che hanno aggredito Ermanno Licursi, il dirigente della Sammartinese morto, sabato, poco dopo le percosse subite sul campo di Luzzi. Tutti denunciati. La posizione più grave è d' un calciatore diciannovenne (I.B.). I cinque, nella migliore delle ipotesi, saranno rinviati a giudizio con l’imputazione di omicidio preterintenzionale e concorso. Secondo l’articolo 584 del codice Penale rischiano tra i 10 e i 18 anni di reclusione, inchiodati dalle testimonianze di chi giura di aver visto Ermanno Licursi preso a pugni e calci, soprattutto al volto, quando era a terra. OMICIDIO - Il capitano della Stazione dei Carabinieri di Rende, Vittorio Carrara, ha ormai ricostruito i fatti, senza ombre, anche se sabato sera, quando era arrivato nello stadio di Luzzi, era solo davanti al cadavere del povero dirigente, steso sul pavimento dello spogliatoio. "Tutti scappati. Tutti, anche gli amici del morto. Siamo dovuti andarli a prendere a casa o comunque convocarli uno per uno", è l’unica cosa che ammette, irritato. DENUNCIA - Ha fatto scattare una denuncia per omicidio preterintenzionale e quattro (giocatori, dirigenti e tifosi della Cancellese) per concorso. La società ha preannunciato il ritiro dal campionato. E pare che presto sarà imitata dalla Sammartinese. Lo sport italiano si muoverà attraverso l’Ufficio Indagini coordinato da Borrelli. IL FATTACCIO - La dinamica è chiara. La Sammartinese vince 2-1, cosa che rende effervescente il finale d' una gara tranquilla. Il rientro negli spogliatoi fa maturare la tragedia: l’arbitro va subito sotto la doccia (anomalia da radiazione), si aprono i cancelli (molti Sammartinesi giurano siano spalancati già durante la gara) mentre i giocatori ancora si beccano a fine partita. Dalle parole, si passa ai fatti con Licursi, in veste di paciere, preso a calci e pugni violentissimi. Tutti a segno. "Lo hanno preso a calci in mezzo agli occhi" fa verbalizzare ai carabinieri di Rende un giocatore della Sammartinese, fregandosene della paura che, palpabile, si respirava ieri a San Martino, tra tutti i reduci del misfatto, intimoriti dall' accaduto. Ma anche un teste della Cancellese avrebbe ammesso che Licursi sarebbe caduto, privo di sensi, già sul campo di gioco dopo quella mitragliata di botte. La tesi dello svenimento successivo, nello spogliatoio dove lo ha colto la morte sarà tutta da provare, specie per i difensori degli aggressori. AUTOPSIA - Sarà fondamentale l’autopsia, in calendario domani, che stabilirà la causa della morte, rafforzando o meno il reato ipotizzato. Ma importante sarà capire se i calci in pieno viso ci sono stati davvero, in che quantità, e se hanno procurato un’emorragia interna, quindi svenimento e decesso, o se Licursi è morto per un collasso successivo. Distinguo importante ai fini della gravità del fatto ma anche per il tipo di imputazione. EPICENTRO DELLA TRAGEDIA - Il centro di San Martino di Finita ha 500 anime e un pugno di case che sembrano franare a valle tra un attimo per il dissesto idrogeologico, tanto che il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio li ha inseriti negli interventi previsti dal suo Decreto per i casi disperati. L' epicentro del dolore è una villetta con un giardino a terrazze. Marcella Sarro, mora e minuta, vaga come un automa per casa chiedendo a un amico di famiglia. "Compare, dimmi almeno tu la verità: quanti erano ? In quanti l’hanno picchiato ? L' hanno preso a calci ? Anche in faccia l’hanno colpito ?". Ancora non si spiega come e cosa sia accaduto. Ha visto uscire di casa Ermanno, sabato, felice. Non l’ha più rivisto. DUE FIGLI - "Scommetteteci, se ne parlerà ancora per molto di questa tragedia, non si può lasciare morire una persona così, da sola, senza la Polizia o chi lo difende - dicono Marcella e il fratello Raffaele che, con garbo, allontana le telecamere - Vogliamo giustizia. Andremo fino in fondo. Ci costituiremo parte civile e un nostro medico legale seguirà l’autopsia". Marcella è la mamma di Ilary e Goffredo, 15 e 13 anni. Preannuncia battaglia. Ma nessuno potrà restituirgli il suo Ermanno.

29 gennaio 2007

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Fotografia: Nuovacosenza.com

CRONACA - Il magistrato ipotizza il reato di omicidio preterintenzionale. Una ventina denunciati per rissa. Inchiesta parallela della Figc.

Cosenza, due giovani indagati per morte dirigente squadra calcio

COSENZA - Sono due le persone indagate per la morte del dirigente della Sammartinese, Ermanno Licursi. Si tratta di due giovani di 19 anni nei confronti dei quali si ipotizzano i reati di omicidio preterintenzionale e rissa aggravata. È quanto emerso stamani al termine dell'affidamento dell'incarico per l'autopsia che si svolgerà domani a Cosenza. Sono una ventina, invece, le persone indagate per il reato di rissa. "Le indagini - ha detto il legale della famiglia Licursi, Gianluca Bilotta - sono tutte aperte. Bisogna attendere l'esito dell'autopsia per avere un quadro chiaro di ciò che è accaduto". Sul corpo di Licursi, secondo quanto si è appreso, oltre ai segni di un colpo al naso c'è anche una vistosa tumefazione al collo e alla nuca. "E' una situazione complicata - ha aggiunto l'avvocato Bilotta - perché si dovrà accertare cosa ha realmente provocato la morte di Licursi. Per avere elementi di maggiore chiarezza abbiamo nominato un nostro consulente di parte che domani parteciperà all'autopsia". Intanto continua parallela l'indagine sportiva. Domani dovrebbero essere rese note le decisioni del giudice sportivo circa la partita di sabato Cancellese-Sammartinese, al termine della quale si è scatenata la rissa che ha portato alla morte di Licursi. Lo si è appreso dal presidente del comitato regionale della Calabria della Figc - Lega Nazionale Dilettanti, Antonio Cosentino: "Ho chiesto di anticipare a domani la decisione del giudice sportivo. Per ciò che è avvenuto credo che ci sarà una decisione dura e incisiva". Domani, presso il comitato provinciale di Cosenza della Figc, avranno inizio anche le attività dell'ufficio indagine. "Il capo dell'ufficio indagini - ha aggiunto Cosentino - ha dato incarico ad un suo collaboratore di avviare le attività su quanto accaduto. Le attività inizieranno domani mattina a Cosenza perché i campionati di seconda e terza categoria vengono seguiti direttamente dai comitati provinciali. Contestualmente alla giudiziaria sportiva noi collaboreremo anche con la giustizia penale affinché venga accertata la verità sull'accaduto".

29 gennaio 2007

Fonte: Repubblica.it

Cosenza, ricostruita la rissa e identificate 20 persone. Ieri sospesa Cavese-Taranto per tafferugli sugli spalti.

Dirigente ucciso, indagati calciatori e tifosi

LUZZI (Cosenza) - La rissa assurda e la morte di Ermanno Licursi, 40 anni, secondo i carabinieri di Rende non ha più nulla di misterioso: identificati sia gli autori dell’aggressione, cinque o sei, sia tutti i partecipanti alla rissa, una ventina tra calciatori, tifosi e dirigenti della Cancellese. Tutti indagati, tutti sotto interrogatorio nella notte. Ora c’è l’attesa per l’autopsia, fissata per oggi, per capire la causa della morte del dirigente della Sammartinese calcio. Si saprà se è stata un’emorragia interna causata dalle botte o un infarto. I più facinorosi, quelli che hanno picchiato duro durante la rissa allo stadio di Luzzi, sono 5-6. Forse anche qualche calciatore squalificato della Cancellese, in tribuna durante l’incontro Sammartinese-Cancellese, campionato di Terza categoria. Alla fine della partita, si sarebbero scagliati contro Licursi solo perché il dirigente avrebbe cercato di riportare la calma durante gli incidenti scoppiati in campo. Racconta Gabriel Sala, giocatore della Sammartinese: "Ermanno era a terra, vicino allo spogliatoio, ho visto due persone entrare dal cancello e picchiarlo. Ho cercato di soccorrerlo. Lo abbiamo trascinato negli spogliatoi, sanguinava e non parlava. Si è accasciato, senza più riprendere conoscenza. I soccorsi sono arrivati in ritardo". Il capitano della Sammartinese, Gianluca Albanito ha corso per sei chilometri per sfuggire agli aggressori: "Avevo le scarpette in mano, quando sono stato avvicinato da cinque persone armati di bastoni. Sono scappato, per paura non mi sono mai voltato, fino allo stadio di Taverna Montalto dove c’era un’altra partita". Il tecnico della Cancellese, Francesco Scardamaglia, attacca chi se la prende con i suoi calciatori: "Bisogna riflettere prima di sparare cattiverie sulla gente". Rincara la dose, invece, il presidente della Sammartinese, Umberto Iantorno: "Nelle ultime gare la Cancellese ha concluso gli incontri con espulsioni e istigando gli avversari e il pubblico. Due settimane fa è stato picchiato l’arbitro". E il dirigente se la prende con la Lega dilettanti colpevole di "non aver richiesto la presenza delle forze dell’ordine". Iantorno minaccia di ritirare la squadra dal campionato, il suo collega della Cancellese l’ha già fatto. Il ministro dello Sport Giovanna Melandri ha detto ieri che "gli episodi di violenza sono sempre intollerabili, ma quello che è successo a Luzzi è di una gravità inaudita". E sempre ieri a Cava de Tirreni è scoppiata una battaglia tra tifosi e forze dell’ordine durante la partita Cavese-Taranto, sospesa durante il primo tempo.

29 gennaio 2007

Fonte: Il Corriere della Sera

Fotografia: Quicosenza.it

Morto in campo, cinque sotto accusa

di Giuseppe Baldessarro

COSENZA - Hanno un nome i presunti protagonisti della rissa costata la vita a Ermanno Licursi. I carabinieri sono riusciti a ricostruire la dinamica dello scontro e a identificare tutti i partecipanti. Una mega lite, a pugni e calci, a fine di una gara di terza categoria tra la Sammartinese e la Cancellese. Ora si attende solo l’esito dell’autopsia che dovrà stabilire se il dirigente sportivo è deceduto per le percosse subite o per un infarto, conseguente allo stato di agitazione. Secondo gli inquirenti cinque persone avrebbero partecipato al pestaggio del quarantenne, mentre una ventina sarebbero complessivamente i tifosi, dirigenti e calciatori che sono stati indagati dalla procura di Cosenza. I carabinieri sono giunti ai nomi attraverso le testimonianze, raccolte nel corso della notte tra i presenti all' interno dello stadio. Secondo gli accertamenti dell’inchiesta condotta dal Pm Adriano Del Bene, a partita finita, con la vittoria della Sammartinese, il finimondo sarebbe scoppiato a seguito di uno scambio di insulti tra calciatori. Alcuni spettatori, tra cui anche dirigenti e atleti squalificati della Cancellese, avrebbero fatto ingresso nell' area adiacente agli spogliatoi per affrontare gli ospiti. Quando Ermanno Licursi ha visto che era nata una rissa è intervenuto per evitare che la situazione degenerasse. E per tirar fuori dalla mischia un suo giocatore. Nella confusione anche il dirigente sarebbe stato colpito più volte e da più persone. L' uomo è morto, dopo aver scambiato alcune parole con alcuni atleti all' interno dello spogliatoio. Ieri la Cancellese ha annunciato che la squadra sarà ritirata dal torneo. In un comunicato i dirigenti hanno anche fornito la loro versione dei fatti. Spiegando che "al termine della partita, mentre gran parte dei giocatori rientrava negli spogliatoi, a centrocampo c’è stato uno scontro verbale tra due di essi. Dalle parole si è passati ad uno scontro fisico che ha coinvolto successivamente anche altri calciatori delle due squadre". C'era chi cercava di sedare gli animi e tra questi "i dirigenti di entrambe le società". Aggiunge la società: "Alla fine della breve colluttazione Licursi si è diretto da solo negli spogliatoi così come tutti gli altri. Dopo circa 15-20 minuti qualcuno della Sammartinese chiedeva soccorso perché una persona si sentiva male. Un medico presente è intervenuto immediatamente e noi ci siamo adoperati per richiedere l’intervento di una autoambulanza. Purtroppo tutto risultava inutile". Secondo i padroni di casa "nessuno aveva corpi contundenti in mano, quali manganelli, pietre o altro, non c’è stato nessun lancio di oggetti e non vi è stata alcuna premeditazione". Della vicenda si occuperà. Oltre che la magistratura per gli aspetti penali, anche l’Ufficio Indagini della Federcalcio. Gli investigatori di Francesco Borrelli dovranno accertare, soprattutto a seguito dell’inchiesta giudiziaria, eventuali coinvolgimenti e responsabilità dei tesserati federali. Il Ministro allo Sport Giovanna Melandri ha definito l’episodio di Luzzi "vergognoso e intollerabile" ed ha inviato le proprie condoglianze alla famiglia Licursi.

29 gennaio 2007

Fonte: La Repubblica

Autopsia: la morte del dirigente causata dai calci. Arresti imminenti

Almeno un giocatore finirà in manette con l’accusa di omicidio

di Gaetano Imparato

Omicidio preterintenzionale: l’autopsia ha cancellato gli ultimi dubbi. Ermanno Licursi è morto perché i calci al volto e alla testa subiti nella rissa di Cancellese-Sammartinese gli hanno lesionato la carotide procurando una emorragia interna che gli ha inondato il torace. L' ha stabilito, abbastanza chiaramente, l’autopsia di ieri mattina che ha visto in azione tre medici legali: il dottor Quintieri, nominato dal pm Del Bene, il collega Addirizzito (parente della vittima e nominato dalla vedova), ma anche il medico legale che i calciatori della Cancellese hanno voluto presenziasse all' accertamento. CARTELLA CLINICA - Che il comandante Carrara, col pm Del Bene, non voglia lasciare nulla al caso lo dimostra il fatto che agli atti dell’istruttoria sia stata messa anche la cartella clinica di Ermanno Licursi, ottenuta dall' ambulatorio del dottor Guzzo, medico di famiglia e della squadra. ARRESTI IMMINENTI - Il pm Del Bene non ha voluto accelerare i tempi con arresti che poi, al vaglio del Tribunale del riesame potevano risultare affrettati, ma ha preferito rendere ancor più chiaro il teorema accusatorio. Importante sarà capire chi, dei partecipanti alla rissa (tra i quali un giocatore squalificato perché il 21 gennaio aveva cercato di aggredire l’arbitro) ha sferrato i colpi più duri e chi quello mortale. Oltre al diciannovenne (I.B.) il cui coinvolgimento è quasi certo, c’è da capire chi tra altri due aggressori (O.J. e D.B.) dovrà essere raggiunto da una ordinanza di arresto. NON LO RIAMMAZZATE - Sabato, il dottor Guzzo, era seduto al fianco del Licursi, prima della rissa: "Non vorremmo - dice il medico - che dopo averlo fatto divenire un morto di terza categoria gli si offendesse anche la memoria: qualcuno, forse per difendersi, ha detto che Ermanno avrebbe scavalcato per entrare in campo. Invece era in panchina, visto che appare nella distinta che si dà all' arbitro nella veste di dirigente accompagnatore. E poi, cosa avrebbe dovuto scavalcare visto che tutti i cancelli erano spalancati ?". Da casa Licursi parte una preghiera: sussurrata dalla moglie Marcella: "Non lo riammazzate, non sarebbe giusto ora infangarne anche la memoria". Ieri calciatori e dirigenti della Sammartinese hanno pregato davanti al feretro di Licursi. I funerali si terranno oggi, a San Martino di Finita, alle 14.30, chiesa della Misericordia. INVIATI DI BORRELLI - Ieri, intanto, presso la sede della Figc dilettanti di Cosenza i due inviati dell’ufficio Indagini diretto da Borrelli hanno riascoltato tutti i dirigenti della Sammartinese. Oggi toccherà a quelli della Cancellese che ieri comunque è stata cancellata dal campionato, dal quale il club aveva annunciato l’intenzione di ritirarsi. (Ha collaborato Valter Leone)

31 gennaio 2007

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Fotografia: Ilgiornale.it

Calciatori e studenti indagati per omicidio

di Gaetano Imparato

Abbiamo parlato con i due giocatori raggiunti da avviso di garanzia per la morte di Licursi. Hanno 19 anni, uno studia da orafo, l’altro alla scuola alberghiera.

Dal nostro inviato. RENDE (Cosenza) - Siamo andati in quella che è ritenuta la tana dei lupi. Il campo d' allenamento della Cancellese, che non è a Luzzi, dove è morto sabato Ermanno Licursi, e dove giocavano le gare casalinghe perché il terreno è regolamentare (o per lo meno il Comitato dilettanti l’ha ritenuto tale). Cancello Magdalone, periferia che lambisce la zona industriale di Rende. Terreno spelacchiato, l’erba verde è solo un sogno visto che ci si allenano anche tutti i ragazzini delle giovanili. DUE AVVISI DI GARANZIA - L' inizio delle indagini sono state ufficializzate a I.B. e O.J., i due calciatori diciannovenni raggiunti da un avviso di garanzia proprio ieri. "Ricordo la lunga preparazione precampionato. Il torneo iniziava il primo novembre e noi, per la voglia di giocare, siamo partiti il primo settembre, due mesi prima. Non vi dico la "disperazione" quando, all' uscita dei calendari, c'è capitato subito il turno di riposo. Altra attesa". I.B. è un cane bastonato. Stando alle risultanze degli inquirenti si troverebbero nella posizione più delicata. È il capocannoniere del girone con 10 gol, frequenta un istituto alberghiero, si divide tra il calcio e carambola al bar. Prima dell’interrogatorio dell’Ufficio Indagini gioiva per come il suo Milan si fosse rinforzato con Ronaldo. Incensurato, figlio di operai, sabato era squalificato: aveva mandato a quel paese un arbitro. "Sì, tifo Milan e sono contento per l’arrivo di Ronaldo. La mia Cancellese ? È un gruppo di amici: un orgoglio essere con loro. Ho rifiutato qualche squadra di categoria superiore. La disgrazia di sabato ? Sono tranquillissimo con la mia coscienza" dice attento a non infrangere il segreto istruttorio, ma sconvolto da quanto accaduto a Licursi e a lui. IL FATTACCIO - Del racconto di quello che è accaduto, se ne incarica il resto della rosa, a cominciare dal capitano Rino Strafaci: "E' una disgrazia, nessuno voleva commettere omicidi - giura - le risse si fanno in due, non siamo criminali. La nostra è una squadra di incensurati. Abbiamo deciso di fare il primo torneo di Terza categoria al rigore di Grosso nella finale del Mondiale, cullavamo l’idea da tempo. Abbiamo passato le vacanze pensando alle magliette da scegliere, a fare le collette per l’iscrizione: 2.150 euro. Ci autogestiamo, la scuola calcio Cancellese ci ha solo prestato la denominazione. Le multe dovevamo pagarle di tasca nostra. Con la morte di Licursi muoiono anche i nostri sogni. È ben diverso da chi ha perso una persona cara, ma è una tragedia anche per noi, e non certo voluta". L'ORAFO - L' altro indagato, O.J., studia per diventare orafo. Racconta: "Non so proprio descrivere questo momento tragico, difficile per noi tutti. Sono confuso, mi aiutano i compagni di squadra e il presidente. E pensare che, in totale, essendo arrivato da sole poche gare ho giocato, in tutto, sì e no 45 minuti. Sono scelte dell’allenatore, ma non è un problema, il calcio per me è un hobby: studio all'istituto d' arte e aiuto i miei nel lavoro (in un autolavaggio, ndr). La mia vita non è quella di chi sogna fare il calciatore. Tifo Milan, lo seguo in televisione, mai allo stadio". LEGA PARTE CIVILE - Gli avvocati si danno da fare mentre il pm Del Bene attende, per fine settimana, il referto dell’autopsia. Ieri e oggi non ha operato interrogatori. La vedova Licursi e il suo legale Biliotta attendono novità: "Pur avendo massima fiducia nella magistratura ci aspettiamo risposte celeri". Carlo Tavecchio, presidente della Lega Dilettanti, conferma il blocco dei tornei dilettanti il 25 febbraio, e ufficializza la presa di posizione: "Ci costituiremo parte civile nel processo Licursi. Una scelta che serve a dare una valenza giuridica ad un atto che abbiamo già condannato eticamente e moralmente". La Sammartinese, la società di Licursi, ha chiesto di non giocare la prossima partita di campionato, in programma domenica in casa della Real Soccer San Nicola: "Tutti noi - ha detto il presidente Umberto Iantorno - siamo troppo scossi. Il dolore è ancora grande e i ragazzi sono sotto choc". Intanto non è da escludere un’altra inchiesta, parallela, sull' agibilità concessa allo stadio di Luzzi. Queste, e altre anomalie su referti arbitrali, potrebbero passare presto al vaglio degli inquirenti di Rende che tengono da tempo sotto occhio certe anomalie organizzative.

2 febbraio 2007

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Morte Licursi: in manette il presidente e 5 giocatori della Cancellese

Aggredito e picchiato a morte dal presidente e da alcuni giocatori della squadra avversaria solo perché aveva tentato di sedare una rissa scoppiata in campo. È morto così Ermanno Licursi, di 44 anni, il dirigente della Sammartinese deceduto il 27 gennaio scorso negli spogliatoi dello stadio di Luzzi (Cosenza) al termine dell'incontro con la Cancellese, valido per il campionato di terza categoria. I carabinieri della Compagnia di Rende hanno arrestato la scorsa notte cinque persone accusate di omicidio preterintenzionale e rissa in relazione alla morte di Licursi. Si tratta del presidente della Cancellese, Francesco Straface, di 52 anni, e di quattro giocatori della stessa squadra, Ivan Beltrano, di 19 anni; Francesco Tenuta (22); Domenico De Pandis (25), e Gianmichele Leone (43). Per Beltrano il gip, Lucia Angela Marletta, che ha emesso le ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri, ha disposto la detenzione in carcere, mentre gli altri tre sono stati posti agli arresti domiciliari. La stessa misura è stata decisa per il presidente Straface. Nei confronti di un quinto giocatore della Cancellese, Yuri Orefice (19), indagato soltanto per rissa aggravata, è stata emessa la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Secondo quanto è emerso dall'inchiesta condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza, Adriano Del Bene, Licursi sarebbe stato aggredito e picchiato a pugni e calci dopo che era intervenuto per mettere pace tra i giocatori delle due squadre per calmare le intemperanze del pubblico. "Non ci posso credere - aveva detto Licursi subito dopo avere subito l'aggressione - ho preso tutte queste botte per avere cercato di mettere pace". Lo stesso Straface, due giorni dopo la morte di Licursi, aveva espresso l'augurio che il colpevole della morte di Licursi venisse identificato e pagasse per le sue responsabilità. "Sono addolorato per quanto è accaduto - aveva aggiunto Straface - Sono episodi inqualificabili. Non voglio giustificare nessuno e speriamo che presto la magistratura faccia chiarezza". Secondo l'accusa, in realtà, sarebbe stato proprio Straface uno dei promotori dell'aggressione che avrebbe provocato la morte di Licursi. Soddisfazione per il lavoro di magistrati ed investigatori è stata espressa dalla vedova di Licursi, Marcella Sarro.

La vedova: È giusto che i responsabili paghino - "Sono soddisfatta per il lavoro investigativo svolto dagli organi inquirenti che ha portato a questo risultato". Lo ha detto all'ANSA Marcella Sarro, vedova di Ermanno Licursi, commentando l'operazione dei carabinieri che ha portato la scorsa notte all'arresto dei presunti responsabili della morte del marito. "Mi auguro sin d' ora - ha aggiunto la vedova di Licursi nella dichiarazione, diffusa attraverso il suo legale, l'avvocato Gianluca Bilotta - che coloro tra gli indagati che saranno giudicati responsabili della morte di Ermanno paghino effettivamente e proporzionalmente per il grave ed abietto reato commesso". Marcella Sarro, vedova di Ermanno Licursi, il 20 febbraio scorso aveva ricevuto, in segno di solidarietà, un premio in denaro da parte della Lega calcio. La somma, messa a disposizione dai presidenti delle squadre di calcio professionistiche e dilettanti, era stata consegnata a Marcella Sarro a Roma nel corso della stessa cerimonia organizzata per consegnare una cifra in denaro alla vedova di Filippo Raciti, l'ispettore di polizia ucciso il 2 febbraio scorso durante gli scontri accaduti dopo il derby Catania-Palermo. A Marcella Sarro era stata consegnata la stessa somma raccolta per la vedova di Licursi, 420 mila euro.

Accerchiato e colpito a calci e pugni - Ermanno Licursi, il dirigente della Sammartinese morto il 27 gennaio nello stadio di Luzzi, fu aggredito da alcuni giocatori e dal presidente della Cancellese, Francesco Straface, solo perché tentò di sedare una rissa che era scoppiata tra i giocatori sul terreno di gioco. Ad affermarlo è il gip del Tribunale di Cosenza, Lucia Angela Marletta, nell'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti del presidente della Cancellese, Francesco Straface, e di quattro calciatori della stessa squadra, accusati di omicidio preterintenzionale e rissa aggravata. Il gip, nell'ordinanza, riporta la frase, riferita da alcuni testimoni, che fu pronunciata ripetutamente da Licursi, mentre veniva portato negli spogliatoi dello stadio di Luzzi, dopo avere subito l'aggressione: "Non ci posso credere, ho preso tutte queste botte per avere cercato di mettere pace". Il giudice delle indagini preliminari, nel provvedimento, ricostruisce la dinamica degli incidenti che condussero alla morte di Licursi. "Il presidente della Cancellese, Francesco Straface - scrive il gip Marletta - una volta giunto in contatto con Licursi, lo aveva percosso con uno schiaffo e, dopo che il dirigente della Sammartinese era caduto a terra, lo aveva accerchiato insieme ai giocatori della Cancellese coinvolti nella rissa e lo aveva colpito con pugni e calci che procuravano al dirigente della Sammartinese lesioni contusive esterne ed interne". A causa dell'aggressione subita, subentrò in Licursi uno stato di agitazione seguito da un malore "per il subentrare - scrive il gip - di una crisi di aritmia cardiaca". Crisi che agì come concausa, insieme alle percosse subite, della morte di Licursi.

Licursi ucciso da un colpo al collo - Era intervenuto per cercare di sedare una rissa al termine della gara tra Cancellese e Sammartinese, la società di cui era dirigente, ma un violento calcio al collo lo aveva ucciso. Ermanno Licursi era morto così, il 27 gennaio scorso, sul campo di Luzzi, al termine di una gara del campionato di terza categoria calabrese. Alla rissa avevano partecipato giocatori e tifosi entrati in campo dalle tribune. Licursi aveva cercato di riportare la calma, ma per tutta risposta, come ha accertato poi l’autopsia, aveva ricevuto un violento calcio al collo che aveva provocato una lesione alla carotide con conseguente emorragia interna. L' uomo era riuscito a rientrare negli spogliatoi ed a scambiare poche parole con un altro dirigente della sua squadra, ma poco dopo si era accasciato a terra ormai privo di vita. I carabinieri della Compagnia di Rende, una volta identificate le persone che avevano partecipato alla rissa, una ventina in tutto, sono poi risaliti alle singole responsabilità, individuando sei persone come quelle maggiormente coinvolte nella morte del dirigente della Sammartinese. Tra loro anche due giocatori della Cancellese, entrambi diciannovenni, uno dei quali era squalificato, ma aveva seguito ugualmente la sua squadra, assistendo all' incontro dalle tribune. Nei giorni scorsi i carabinieri, ultimato il loro lavoro, avevano presentato un rapporto al sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza, Adriano Del Bene. Stamani gli arresti. Dopo la morte di Licursi, il comitato regionale della Calabria della Figc ha anche escluso la società Polisportiva Cancellese dal campionato di terza categoria e da ogni altra attività.

Dopo la rissa il Presidente aveva detto "Il colpevole paghi" - "È giusto che il colpevole paghi". Lo aveva detto il presidente della Cancellese, Francesco Straface, due giorni dopo l'omicidio di Ermanno Licursi, il dirigente della Sammartinese morto il 27 gennaio nel corso di una rissa negli spogliatoi dello stadio di Luzzi. Straface è stato arrestato la scorsa notte, insieme a quattro giocatori della Cancellese, nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Licursi, con l'accusa di omicidio preterintenzionale e rissa aggravata. Dalle indagini è emerso che ad aggredire Licursi, provocandone la morte per un pugno sferratogli alla carotide, dopo le contestazioni accadute nel corso della partita, conclusasi con la vittoria della Sammartinese per 2-1, sarebbero stati lo stesso presidente Straface ed alcuni giocatori della Cancellese. "Sono addolorato per quanto è accaduto - aveva detto Straface - Sono episodi inqualificabili. Non voglio giustificare nessuno e speriamo che presto la magistratura faccia chiarezza".

10 marzo 2007

Fonte: Nuovacosenza.com

Fotografie: Sammartinese.altervista.org

Omicidio Licursi, sei arresti

Destinatari dei provvedimenti cinque calciatori e un dirigente della Cancellese.

COSENZA - Sono cinque, per il momento, gli indagati nell’ambito delle indagini per i fatti che portarono alla morte del dirigente della Sammartinese Ermanno Licursi, mentre una sesta persona è accusata solo di rissa. Nei loro confronti il gip del Tribunale di Cosenza, Lucia Marletta, su istanza del pm Adriano Del Bene, ha emesso un’ordinanza d’applicazione di misure cautelari che vanno dalla detenzione in carcere (per Ivan Beltrano, 19 anni di Rende), agli arresti domiciliari (disposti per Francesco Straface, 52 anni di Rende, presidente della squadra di terza categoria, Cancellese, Francesco Tenuta, 22 di Montalto Uffugo, Domenico De Pandis, 25 originario di Lecce ma residente a Rende, Gianmichele Leone, 43 anni di Rende) all’obbligo di dimora (perché accusato solo di rissa aggravata e non di omicidio preterintenzionale aggravato e in concorso come gli altri cinque) per Yuri Orefice, 19 anni, di Montalto Uffugo. Le circostanze sono state rese note nel corso d’una conferenza stampa, che s’è tenuta stamattina al comando provinciale dei carabinieri di Cosenza, e alla quale hanno partecipato il procuratore generale del Tribunale di Cosenza, Franco Giacomantonio, il pm Adriano Del Bene, il colonnello Demetrio Buscia, comandante provinciale del nucleo operativo, e il capitano Vittorio Carrara, comandante della compagnia dei carabinieri di Rende. Nel corso dell’incontro con i giornalisti gli inquirenti hanno sottolineato la difficoltà del loro lavoro, fondato in massima parte su testimonianze. "Testimonianze che sono state vagliate - ha rimarcato il pm Adriano Del Bene - con estrema cura dopo essere state verificate e incrociate tra loro. Sta di fatto - ha puntualizzato il magistrato - che il gip ha aderito completamente al quadro indiziario che è stato prefigurato. Quadro, nel quale è stata data particolare attenzione alle responsabilità soggettive dei cinque che hanno concorso nell’omicidio preterintenzionale colpendo Ermanno Licursi e di una persona nei cui confronti non è stato contestato l’omicidio preterintenzionale ma che ha partecipato alla rissa aggravata". Il pm ha inoltre affermato che "l’inchiesta, per il momento s’è soffermata sui principali artefici dell’aggressione a Licursi ma non v’è dubbio che ci sono degli altri responsabili della rissa aggravata. Persone le cui responsabilità saranno da qui a poco acclarate". Le sei persone nei confronti delle quali sono state emesse le misure cautelari fanno parte a vario titolo della Cancellese, squadra con la quale, la Sammartinese, di cui era dirigente Ermanno Licursi, lo scorso 27 gennaio ha disputato una gara di terza categoria sul campo neutro di Luzzi. Una circostanza, quella del campo neutro, dovuta al fatto che il rettangolo di gioco della Cancellese era squalificato da quasi due mesi. Più nel dettaglio - è stato rimarcato nel corso della conferenza stampa - Ivan Beltrano, il diciannovenne finito in carcere, è uno studente ed è tesserato con la Cancellese: sabato 27 gennaio, il giovane ha assistito alla gara dagli spalti per via d’una squalifica. Calciatori sono pure Francesco Tenuta, Domenico De Pandis, Gianmichele Leone e Yuri Orefice, i quali quel sabato sono scesi in campo, rispettivamente con la maglia 14, 4, 1 e 17. Il cinquantaduenne Francesco Straface è invece presidente del sodalizio sportivo di Cancello Magdalone di Rende (Cosenza). Ermanno Licursi, aveva 43 anni ed era un commerciante di San Martino di Finita in provincia di Cosenza, appassionato di calcio che aveva vissuto prima da protagonista in campo e negli ultimi anni da dirigente della squadra del suo paese. Squadra che il sabato della tragedia aveva vinto col risultato di 2-1. Alla famiglia Licursi, che nelle ultime settimane aveva più volte chiesto giustizia sulla morte del congiunto, in segno di solidarietà la Lega calcio nei giorni scorsi ha consegnato la somma di 420 mila euro, frutto di una raccolta fondi fra le società calcistiche.

10 marzo 2007

Fonte: Lastampa.it

Cosenza, arrestate 5 persone per l'omicidio di Licursi

L'accusa a carico di quattro calciatori e un dirigente della Cancellese è di omicidio preterintenzionale e rissa aggravata. Un giocatore avrebbe sferrato il pugno fatale a Licursi, il dirigente della Sammartinese intervenuto per sedare una rissa scoppiata negli spogliatoi il 27 gennaio scorso.

Cosenza - Cinque ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Cosenza, Lucia Angela Marletta, nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Ermanno Licursi, il dirigente morto in seguito a una rissa a conclusione dell'incontro tra la Cancellese e la Sammartinese il 27 gennaio scorso sul campo del Rende. I provvedimenti sono stati emessi su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza, Adriano Del Bene, e sono stati notificati dai carabinieri della compagnia di Rende che ha condotto le indagini. Destinatari dei provvedimenti cinque calciatori e un dirigente della Cancellese. Uno dei cinque portato in carcere, tre sono stati posti agli arresti domiciliari e ad una è stato imposto l'obbligo della presentazione alle forze di polizia. L'accusa a loro carico è di omicidio preterintenzionale e rissa aggravata. Tra i destinatari dei provvedimenti anche un dirigente della Cancellese al quale vengono contestati gli stessi reati di cui devono rispondere i calciatori che sono stati arrestati per, omicidio preterintenzionale e rissa aggravata. La custodia cautelare in carcere è stata disposta a carico di un giocatore nei confronti del quale sono emerse le maggiori responsabilità in relazione alla morte di Licursi. Sarebbe stato lui, infatti, a sferrare contro il dirigente della Sammartinese, intervenuto per sedare la rissa scoppiata negli spogliatoi dello stadio, il pugno alla carotide che gli è stato fatale. La sesta misura cautelare è stata emessa a carico di un altro giocatore della Cancellese nei confronti del quale il gip ha disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ermanno Licursi morì nel corso di una rissa scoppiata negli spogliatoi dello stadio di Rende a conclusione dell'incontro tra la Cancellese e la Sammartinese, vinto da quest'ultima per 2-1, valido per il campionato di terza categoria. Licursi intervenne per sedare la rissa, ma fu aggredito a sua volta e morì a causa delle percosse ricevute. La Cancellese, dopo i fatti accaduti a Luzzi, è stata estromessa dal campionato.

10 marzo 2007

Fonte: Ilgiornale.it

Fotografia: Blogosfera.varesenews.it

CRONACA - Tra i calciatori della Cancellese ci sarebbe anche il responsabile del pugno alla carotide che uccise il dirigente della Sammartinese durante la rissa del 27 gennaio.

Omicidio Licursi, scattano gli arresti per quattro giocatori e il presidente

COSENZA - Cinque arresti per l'assassinio di Ermanno Licursi, il dirigente quarantaquattrenne della Sammartinese ucciso negli spogliatoi dello stadio di Luzzi (Cosenza) il 27 gennaio scorso. I provvedimenti di custodia cautelare riguardano quattro giocatori e il presidente della Cancellese accusati di omicidio preterintenzionale e rissa. La partita tra le due squadre di terza categoria era appena finita quando è scoppiata una rissa e Licursi, che cercava di calmare gli animi, è stato colpito da un pugno alla carotide che gli è stato fatale. Agli arresti sono finiti il presidente della Cancellese Francesco Straface, 52 anni, e i giocatori Ivan Beltrano, 19 anni, Francesco Tenuta, 22, Domenico De Pandis, 25, Gianmichele Leone, 43. Per Beltrano il gip Lucia Angela Marletta ha disposto la detenzione in carcere, per gli altri tre calciatori e il presidente gli arresti domiciliari. Per un quinto giocatore della Cancellese, Yuri Orefice, 19 anni, è indagato soltanto per rissa aggravata, è stata emessa la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I provvedimenti sono stati emessi su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza Adriano Del Bene. La custodia cautelare in carcere è stata disposta a carico del giocatore nei confronti del quale sono emerse le maggiori responsabilità in relazione alla morte di Licursi: sarebbe stato lui, infatti, a sferrare contro il dirigente il pugno fatale. Alla rissa scoppiata al termine della partita avevano partecipato giocatori e tifosi entrati in campo dalle tribune. Licursi aveva cercato di riportare la calma, ma per tutta risposta, come ha accertato poi l'autopsia, aveva ricevuto un violento colpo al collo che aveva provocato una lesione alla carotide con conseguente emorragia interna. L'uomo era riuscito a rientrare negli spogliatoi e a scambiare poche parole con un altro dirigente della sua squadra, ma poco dopo si era accasciato a terra ormai privo di vita. I carabinieri della compagnia di Rende, una volta identificate le persone che avevano partecipato alla rissa, una ventina in tutto, erano poi risaliti alle singole responsabilità, individuando sei persone come quelle maggiormente coinvolte nella morte del dirigente della Sammartinese. Una tragedia che aveva indotto il comitato regionale della Calabria della Figc a escludere la società Polisportiva Cancellese dal campionato di terza categoria e da ogni altra attività.

10 marzo 2007

Fonte: Repubblica.it

Fotografia: Telecosenza

Delitto Licursi Cinque arresti

di Valter Leone

Quattro giocatori e il presidente della Cancellese accusati di omicidio preterintenzionale e rissa.

COSENZA - "Il gip ha aderito completamente al quadro accusatorio emerso dopo la difficile fase investigativa". Sono le parole pronunciate, con orgoglio, dal pm Adriano Del Bene per annunciare l’arresto delle cinque persone accusate di omicidio preterintenzionale e rissa aggravata. Così, dopo poco più di un mese, si arriva a una prima svolta sulla tragedia di Ermanno Licursi (avrebbe compiuto 44 anni il prossimo 22 giugno), il dirigente della Sammartinese morto lo scorso 27 gennaio dopo una rissa scoppiata alla fine della partita del campionato di Terza categoria con la Cancellese. Si è ancora alle indagini preliminari, nessuno può ancora essere considerato colpevole. BLITZ - Dunque, gravissimi indizi di colpevolezza che ieri mattina all' alba, come ha sottolineato Vittorio Carrara, capitano della compagnia di Rende che ha lavorato in collaborazione con i colleghi del comando provinciale di Cosenza, hanno portato alla custodia cautelare in carcere per il calciatore della Cancellese, Ivan Beltrano di 19 anni, che era in tribuna perché squalificato. Arresti domiciliari, invece, a tre suoi compagni (Francesco Tenuta, 22 anni, in campo con la maglia numero 14; Domenico De Pandis, 25 anni, numero 4; Gianmichele Leone, 43 anni, portiere) e al presidente Francesco Straface, 52 anni, rintracciato a Gallipoli dove era andato a trovare la figlia. Una sesta persona, il calciatore Yuri Orefice, 19 anni, avrà l’obbligo di firma e dimora perché accusato di rissa aggravata. "Ci sono ancora tanti altri responsabili - ha sottolineato lo stesso Del Bene - della rissa aggravata. Occorre fare una attenta valutazione pure su alcuni calciatori de La Sammartinese". Nell' ordinanza firmata dal gip Lucia Marletta emergono palesi contraddizioni nelle testimonianze dei tesserati della Cancellese, al punto che secondo gli inquirenti il comportamento degli indagati "dimostra l’assenza di freni inibitori nel ricorrere alla violenza per banali contrasti avvenuti nel corso di una partita, senza mostrare remore nell' intraprendere una contesa fisica, dimostrando particolare aggressività anche nei confronti di chi era intervenuto per pacificare". LA FOLLIA - La ricostruzione degli attimi che hanno portato alla tragedia, parte, per come scritto nell' ordinanza, dal fatto che Beltrano segue la partita dagli spalti, dove è presente anche Licursi. In campo, invece, i calciatori Leone (portiere della Cancellese, uno degli arrestati), e Saullo (difensore de La Sammartinese) si beccano. Finita la partita, comincia la mezz' ora di follia con Leone che avrebbe strattonato Saullo. Altri calciatori si sarebbero avvicinati ai due, mentre dagli spalti sarebbero entrati in campo Beltrano e Licursi, il quale avrebbe cercato di mettere fine alla lite. Beltrano avrebbe colpito Licursi, il presidente della Cancellese, Straface, lo avrebbe schiaffeggiato e Leone lo avrebbe spinto facendolo cadere a terra. Nessuno poi sarebbe più riuscito a controllarsi: Beltrano, De Pandis, Leone e Tenuta avrebbero continuato a colpire Licursi nonostante fosse a terra; lo stesso sarebbe riuscito a rialzarsi e avviarsi verso gli spogliatoi dove muore alle 16,47. TRAGEDIA - L' aggressione dopo la partita. Ermanno Licursi è morto il 27 gennaio scorso, in seguito ad un’aggressione allo stadio di Luzzi (Cosenza), al termine dell’incontro di terza categoria tra Cancellese e Sammartinese, di cui Licursi era dirigente.

11 marzo 2007

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Calcio, 5 arresti per il dirigente ucciso

COSENZA - Il pugno che lo ha ucciso sfondandogli la carotide glielo ha dato il più giovane del gruppo. Ma all' aggressione hanno partecipato almeno in cinque. E tra questi anche Francesco Strafalace, presidente della squadra avversaria. È questa la verità cui è giunta l’indagine sulla morte di Ermanno Licursi. Il dirigente accompagnatore della Sammarinese, deceduto il 27 gennaio scorso dopo una rissa scoppiata alla fine di una partita di terza categoria, è morto per un solo colpo, ma le botte gliele hanno date in tanti. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Rende, sul campo di calcio di Luzzi si era appena conclusa la partita contro la Cancellese. La squadra di Licursi aveva vinto per 2 a 1. Qualche parola di troppo al fischio finale, prima gli spintoni e poi la rissa all' ingresso degli spogliatoi. Il dirigente ospite era intervenuto per calmare gli animi. Voleva solo salvare uno dei suoi ragazzi preso in mezzo. Invece ha ottenuto l’effetto di attirare le ire degli aggressori. Momenti concitati, calci e pugni. A fine rissa Licursi entra negli spogliatoi, si rammarica dicendo: "Non posso credere di aver preso tutte queste botte per aver cercato di mettere pace". Saranno le sue ultime parole. Poi avverte un malore, si accascia su una panca e muore nel giro di pochi minuti. Un mese di indagini, di interrogatori e di perizie hanno portato ieri all' arresto di cinque persone, quattro calciatori e un dirigente, tutti della Cancellese. L' accusa formulata è "omicidio preterintenzionale e rissa". Gli arresti sono scattati per il presidente della squadra di casa Francesco Strafalace e per quattro giocatori. Ivan Beltrano di 19 anni è stato portato in carcere in quanto responsabile del colpo mortale. Per il presidente e per Francesco Tenuta, Domenico De Pandis e Gianmichele Leone sono stati disposti gli arresti domiciliari. Un quinto calciatore della Cancellese, Yuri Orefice, è accusato soltanto di rissa aggravata e nei suoi confronti è stata emessa la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L' inchiesta condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza, Adriano Del Bene, non si è però conclusa. Ed è certo che altre persone saranno chiamate a rispondere quanto meno dell’accusa di rissa aggravata. Tra questi anche alcuni calciatori della stessa Sammartinese. Strafalace, il giorno dopo l’accaduto, aveva annunciato il ritiro della propria squadra dal campionato. Nello stesso contesto aveva espresso l’augurio che il colpevole della morte di Licursi fosse identificato e pagasse per le sue responsabilità. Secondo l’accusa, in realtà, sarebbe stato proprio lui uno dei promotori dell’aggressione al dirigente avversario. Marcella Sarro, vedova del commerciante ucciso, si augura che "coloro che saranno giudicati colpevoli paghino effettivamente".

11 marzo 2007

Fonte: La Repubblica

Fotografia: Telecosenza

Morte Licursi: cinque anni di squalifica

per presidente e due giocatori Cancellese

Pubblicato nell'edizione del ROMA - La commissione disciplinare territoriale presso il Comitato Calabria della Lega dilettanti ha squalificato per 5 anni 3 tesserati, con proposta di radiazione, per la morte di Ermanno Licursi, il dirigente de La Sammartinese deceduto il 27 gennaio 2007 sul campo di Luzzi (Cosenza). Licursi era stato picchiato da varie persone in una rissa in campo al termine dell' incontro tra Cancellese e La Sammartinese di Terza categoria e si era poi trascinato negli spogliatoi, dove era morto per un' aritmia cardiaca: quest' ultima, hanno accertato i periti della Procura di Cosenza (il procedimento penale è ancora in corso), aveva avuto tra le concause l' aggressione subita, anche se le lesioni "non hanno avuto un ruolo di causa diretta per il decesso". Gli squalificati per 5 anni sono Francesco Straface, presidente della Cancellese, e i calciatori della sua squadra Ivan Beltrano e Gianmichele Leone: alla società è stata inflitta la "non ammissione a tutte le manifestazioni federali per anni due". La Cancellese, peraltro, si era ritirata dal campionato subito dopo i fatti. Inoltre la Disciplinare ha squalificato per 3 anni Domenico De Pandis, Francesco Tenuta, Yuri Orefice e Diego Bosco, calciatori della Cancellese, e Francesco Scardamaglia, allenatore di fatto della Cancellese ma calciatore della Cosentia; 2 anni e 6 mesi a Gianluca Albanito e Luca Saullo, calciatori de La Sammartinese; un anno e 6 mesi a Gaetano Iantorno e 6 mesi ad Antonio Capone. A La Sammartinese sono state inflitte, per responsabilità oggettiva, la squalifica del campo per 5 giornate e una penalizzazione di tre punti.

8 gennaio 2008

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Benevento

Morte Licursi. La sentenza: 4 assoluzioni e 3 condanne (per rissa)

Letta la sentenza sul caso Licursi, il dirigente morto a seguito di una rissa scoppiata in campo dopo l'incontro Sammartinese-Cancellese. Assolti i 4 imputati di omicidio. 3 condanne per rissa.

È stata resa nota oggi pomeriggio la sentenza riguardante il processo per la morte di Ermanno Licursi, il dirigente quarantatreenne della squadra di calcio dilettantistica della Sammartinese, deceduto dopo una lite scoppiata in campo alla fine dell’incontro di calcio contro la Cancellese, nel campo sportivo di Luzzi (CS). Era il 27 gennaio del 2007. La presidente della Corte d’Assise Antonia Gallo ha letto la sentenza che assolve i quattro imputati dall’accusa di omicidio preterintenzionale, condannandone solo tre per rissa, a tre anni di reclusione più le pene processuali e accessorie. Prosciolto da ogni accusa Francesco Tenuta, 22 anni. I tre condannati per rissa sono Francesco Straface, 52 anni, dichiarato recidivo, che all’epoca dei fatti era il presidente della Cancellese, Domenico De Pandis, 25 anni, e Gianmichele Leone, 43 anni. Le richieste del PM, Adriano Del Bene, erano state di otto anni per Leone, De Pandis e Tenuta e di 10 anni e sei mesi per Straface. Giuseppe De Marco, avvocato di Straface, ha detto dopo la lettura della sentenza, che è stata accolta in aula da un’ovazione, "mi pare una sentenza equilibrata, ma aspettiamo di leggere le motivazioni per stabilire se ci siano i margini per un appello anche per questo residuo capo di imputazione". Per Nicola Rendace, avvocato di Tenuta, "finalmente è finito un incubo per un ragazzo di 22 anni che sta per laurearsi. Questa sentenza gli ha restituito la vita". Gli avvocati della famiglia Licursi invece non sono sembrati soddisfatti e non escludono di ricorrere in appello. Dal processo era già uscito un altro giocatore della Cancellese, Ivan Beltrano, 20 anni, giudicato con patteggiamento in sede di udienza preliminare. Il giovane sta scontando la sentenza di condanna a tre anni e tre mesi.

31 marzo 2010

Fonte: Quotidianodelsud.it

Fotografia: Iacnews24.it

Calcio, morte Licursi: Assolti quattro imputati per omicidio

Sono stati assolti i quattro imputati nel processo per la morte di Ermanno Licursi, il dirigente della squadra di calcio della Sammartinese morto il 27 gennaio 2007 dopo una rissa con alcuni giocatori e dirigenti della Cancellese. La sentenza è stata emessa dai giudici della corte d'assise di Cosenza. I quattro imputati assolti, che erano accusati di omicidio preterintenzionale, sono Gianmichele Leone, 43 anni, Domenico De Pandis (25) e Francesco Tenuta (22), tutti giocatori della Cancellese, e il dirigente della squadra, Francesco Straface, di 52 anni. Per i tre giocatori il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 8 anni di reclusione e per Straface 10 anni. Straface, De Pandis e Leone sono stati condannati a 3 anni per la rissa avvenuta al termine della partita. Un altro giocatore della Cancellese, Ivan Beltrano, ha invece patteggiato la pena a tre anni e tre mesi di reclusione per la morte di Ermanno Licursi. La condanna di Beltrano è diventata definitiva.

31 marzo 2010

Fonte: Sport.repubblica.it

Botte in campo, dirigente morì dopo una rissa

assolti i quattro imputati: Non fu ucciso da loro

COSENZA - Sono stati assolti i quattro imputati nel processo per la morte di Ermanno Licursi, il dirigente della squadra di calcio della Sammartinese morto il 27 gennaio 2007 dopo una rissa con giocatori e dirigenti della Cancellese. Tre dei quattro imputati (tre giocatori e un dirigente della Cancellese) sono stati condannati invece a tre anni per la rissa avvenuta al termine della partita.

1 aprile 2010

Fonte: La Repubblica

Omicidio Licursi: la sentenza

Dirigente squadra calcio morto dopo rissa, 3 assoluzioni

Era il 27 gennaio 2007 quando al termine della partita di Terza categoria contro la Cancellese, sul campo neutro di Luzzi, si scatena una rissa violenta, durante la quale perde la vita Ermanno Licursi, il dirigente della società di calcio Sammartinese. Ieri la condanna: tre anni al presidente della Cancellese, Francesco Straface (55 anni), e ai due calciatori Gianmichele Leone (43 anni) e Domenico De Pandis (27), per l'accusa di rissa. Assolti invece per non aver commesso il fatto per quanto riguarda il capo d'imputazione di omicidio preterintenzionale, perché, secondo i giudici Licursi non è morto per le percosse, e quell'unico ematoma repertato sul dorso del dirigente sportivo della Sammartinese sarebbe stato provocato da un calcio sferrato da una persona che non aveva preso parte alla gara. Non un atleta, perché la traccia sul corpo della vittima sarebbe stata prodotta da una calzatura comune e non da uno scarpino (provvisto di tacchetti, di gomma o di metallo) da calcio. Assolto da tutte le accuse il calciatore Francesco Tenuta (24 anni).

1 aprile 2010

Fonte: Cn24tv.it

Benevento

Per la morte Licursi dopo la rissa al campo di calcio tre assoluzioni

Le tre persone sottoposte a processo per la morte del dirigente della Sammartinese morto il 27 gennaio 2007 dopo una rissa avvenuta allo stadio di Luzzi (Cs) sono state assolte.

La Corte d’assise d’appello di Catanzaro ha confermato la sentenza di primo grado con cui erano state assolte tre persone, processate per omicidio preterintenzionale a seguito del decesso di Ermanno Licursi, il dirigente della squadra di calcio della Sammartinese morto il 27 gennaio 2007 dopo una rissa avvenuta allo stadio di Luzzi (Cs) con alcuni giocatori e dirigenti della Cancellese. Nessuna pesante condanna dunque, di quelle chieste dal sostituto procuratore generale Massimo Lia, comprese tra i sette ed i dieci anni di reclusione, per gli imputati Gianmichele Leone, 43 anni, e Domenico De Pandis, 25, entrambi giocatori della Cancellese, e per il dirigente della squadra, Francesco Straface, per i quali hanno prevalso le tesi difensive degli avvocati De Marco, Manno, Ingrosso, Nucci, Bedini. Il giudizio di primo grado si concluse il 31 marzo 2010 davanti alla Corte d’assise di Cosenza, quando i tre odierni imputati erano stati assolti dall’omicidio preterintenzionale e condannati solo per rissa a tre anni di reclusione, mentre era stato scagionato da ogni accusa Francesco Tenuta, 22 anni, per il quale non c'è stato quindi appello. Una quinta persona, il giocatore della Cancellese Ivan Beltrano, aveva già concluso il procedimento davanti al giudice dell’udienza preliminare, patteggiando tre anni e tre mesi di reclusione.

6 luglio 2011

Fonte: Quotidianodelsud.it

Fotografia: Sanremonews.it

OMICIDIO LICURSI

Assolto Straface in nuovo appello

L'ex presidente della Cancellese è stato assolto anche nel nuovo processo d'appello disposto dalla cassazione per l’omicidio di Ermanno Licursi il dirigente della Sammartinese morto al culmine di una rissa nel gennaio del 2007.

Assolto in appello Francesco Straface, l’ex presidente della Cancellese, squadra di calcio rendese in Terza categoria, accusato dell'omicidio di Ermanno Licursi, il dirigente 44enne della Sammarinese morto al culmine di una rissa il 27 gennaio del 2007 tra giocatori, tifosi e dirigenti delle due squadre di calcio. Il processo in appello era stato disposto dalla Cassazione. Straface era stato assolto dall’accusa di omicidio in secondo grado nonostante il procuratore generale avesse chiesto una condanna a 10 anni. Sentenza impugnata in Cassazione dalla Procura Generale che l’aveva annullata rinviando gli atti ad una nuova sezione della Corte d'appello per accertare eventuali responsabilità di Straface. Oggi la nuova assoluzione e la conferma della sanzione di 300 euro.

19 dicembre 2013

Fonte: Gazzettadelsud.it

Omicidio Licursi, risarcito per ingiusta

detenzione l’ex presidente della squadra rendese

Francesco Straface sarà liquidato con ventimila euro per 174 giorni trascorsi ai domiciliari.

COSENZA - La corte d’Appello di Catanzaro ha accolto la richiesta dei legali di Francesco Straface sessantunenne ex presidente della squadra rendese Cancellese. L’uomo era stato arrestato nel 2007 con l’accusa di omicidio preterintenzionale per la morte del dirigente del team di San Martino Finita Ermanno Licursi. Al temine di una partita tra le due compagini che militavano all’epoca nel campionato di terza categoria era scoppiata una rissa sul campo di Luzzi. La lite nel corso della quale Straface pare avesse tirato uno schiaffo al dirigente della squadra avversaria portò alla morte di quest’ultimo. Licursi infatti quel giorno pochi minuti dopo l’episodio fu stroncato da un arresto cardiocircolatorio. Straface fu posto agli arresti domiciliari dove trascorse 174 giorni, mentre un calciatore della Cancellese Ivan Beltrano venne condannato a quattro anni di reclusione. Straface al termine del processo di primo grado fu condannato (insieme a Gianmichele Leone, Domenico De Pandis e Francesco Tenuta) a tre anni di detenzione per rissa aggravata, poi la pena in appello fu rideterminata e trasformata in una multa pari a 300 euro. I legali dell’ex presidente della Cancellese dopo aver presentato ricorso in Cassazione chiesero che il processo a carico del loro assistito venisse rifatto e che Straface venisse risarcito per l’ingiusta detenzione. Ieri al termine dell’iter processuale i giudici della corte d’Appello hanno deciso che Straface dovrà essere liquidato con ventimila euro per i danni psicologici e all’immagine determinati dal suo arresto.

23 aprile 2016

Fonte: Quicosenza.it

 

"Non ci posso credere...

Ho preso tutte queste botte

per avere cercato di mettere pace"...

Ermanno Licursi, Luzzi 27.01.2007

 

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