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ARTICOLI GENNAIO-APRILE 2022
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GENNAIO-APRILE 2022

ARTICOLI STAMPA e WEB GENNAIO 2022

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ARTICOLI STAMPA e WEB FEBBRAIO 2022

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ARTICOLI STAMPA e WEB MARZO 2022

Una strada di Nicosia sarà intitolata a Luigi Pidone, vittima allo stadio Heysel...

Youth League il gesto in memoria delle vittime dell'Heysel

LFC Academy pay respects in Turin ahead of UEFA Youth League tie

ARTICOLI STAMPA e WEB APRILE 2022

Il comitato di Reggio Emilia "Per non dimenticare l'Heysel" riprende le commemorazioni...

"IO TI RISPETTO" SPORT ed EDUCAZIONE a SCUOLA

La prima edizione del progetto di educazione civico sportiva "Io ti rispetto"

Prima edizione del progetto "Io ti rispetto" ad Arezzo e in Valdarno

I big dello sport con gli studenti per il rispetto

Quando l’Heysel ci tira la Manica

Grandi sportivi incontrano gli studenti del Valdarno in nome del fair-play

Francesco Graziani in Valdarno come testimonial del progetto "Io ti rispetto"

"Io ti rispetto". Francesco Graziani incontra gli studenti dell’Isis Valdarno

Progetto "Io Ti Rispetto" sul fair play nello sport. Lara Mori al Liceo Varchi

Lara Mori è la seconda testimonial per "Io ti rispetto"

La tragedia di Heysel diventa un docu-film su Netflix

Heysel, serie tv in sei puntate sulla strage allo stadio

La sfida per l’Heysel tra vigili del fuoco: insieme, 35 anni dopo

Una strada di Nicosia sarà intitolata a Luigi Pidone,

vittima allo stadio Heysel di Bruxelles nel 1985

di Sergio Leonardi

Con una delibera di giunta del 7 marzo 2022, l’amministrazione comunale di Nicosia ha deciso di intitolare un’area di via Pozzi Fiera al nicosiano Luigi Pidone, morto nel 1985, vittima della strage dello stadio Heysel di Bruxelles.

Il 4 febbraio 2020 Michele Leonardi chiese l’intitolazione di uno spazio pubblico al concittadino Luigi Pidone *deceduto durante gli scontri conseguenti alla finale di Coppa dei Campioni disputatasi fra le squadre del Liverpool e della Juventus allo stadio Heysel di Bruxelles il 29 maggio 1985, proponendo un’area in via Pozzi Fiera. Il 2 marzo 2022 la Commissione comunale per la Toponomastica ha espresso il proprio parere favorevole alla proposta. La delibera verrà inviata alla Prefettura di Enna per l’autorizzazione finale. L’area individuata è uno slargo lungo la via Pozzi Fiera che prenderà il nome di "Slargo Luigi Pidone (1954-1985)". Luigi Pidone fu la trentanovesima *vittima degli scontri avvenuti allo stadio Heysel il 29 maggio 1985, restò in coma irreversibile per 77 giorni e morì all’ospedale Erasme di Bruxelles all’età di 31 anni. Luigi Pidone, come tutti gli altri tifosi rimasti uccisi quella terribile notte, si trovava il 29 maggio nel settore Z dello stadio Heysel. Poco dopo le 19 gli incidenti e la fuga della gente impaurita. Gli infermieri lo raccolsero che era già privo di conoscenza: fu portato in ambulanza all’ospedale dove fu ricoverato. Nonostante le cure intensive, non si risvegliò dal suo stato di incoscienza.

* NDR: Come da verità storico-processuale l’attacco degli hooligans inglesi, premeditato e armato, non s’innescò a causa di alcun confronto schierato fra le parti, ma scaturì, prima dell’inizio della gara, da un assalto barbaramente cruento in più riprese, producendo la mattanza di innocenti indifesi (gli ultras juventini erano nella curva opposta). L'autore del pezzo non ha risposto alla richiesta di rettifica inviatagli per mail da Domenico Laudadio, webmaster di questo sito e di Associazionefamiliarivittimeheysel.it 

9 Marzo 2022

Fonte: Telenicosia.it

ARTICOLI STAMPA e WEB MARZO 2022  

Youth League, il gesto in memoria delle vittime dell'Heysel

Un bel gesto, di memoria e amicizia. Prima del calcio d'inizio della sfida tra Juventus U19 e Liverpool U19, valida per la Youth League, le due società hanno voluto mandare un messaggio. Eccolo: "Prima di #JuveLiverpool, corona di fiori e scambio di gagliardetti fra Gianluca Pessotto, Football Teams Staff Coordination Manager bianconero e Alex Inglethorpe, Academy Director del Liverpool. In memoria e amicizia".

15 marzo 22

Fonte: Ilbianconero.com

ARTICOLI STAMPA e WEB MARZO 2022  

LFC Academy pay respects in Turin ahead of UEFA Youth League tie

Liverpool FC Academy paid its respects to the victims of the Heysel disaster on Tuesday before the UEFA Youth League quarter-final against Juventus in Turin.

Academy manager Alex Inglethorpe handed over a wreath to Gianluca Pessotto, Juventus staff coordination manager, bearing the message ‘In Memoria e Amicizia’ – ‘In Memory and Friendship’. Thirty-nine people – mostly Juventus supporters – tragically lost their lives at the 1985 European Cup final between the two clubs at Heysel Stadium in Brussels.

15th march 2022

Source: Liverpoolfc.com

(La Liverpool Football Academy rende omaggio a Torino in vista della sfida di UEFA Youth League - La Liverpool FC Academy ha reso omaggio alle vittime del disastro dell'Heysel martedì prima dei quarti di finale di UEFA Youth League contro la Juventus a Torino. Il manager dell'Academy Alex Inglethorpe ha consegnato una corona di fiori a Gianluca Pessotto, responsabile del coordinamento dello staff della Juventus, recando il messaggio "In Memoria e Amicizia". Trentanove persone, per lo più tifosi della Juventus, hanno tragicamente perso la vita nella finale di Coppa dei Campioni del 1985 tra i due club allo stadio Heysel di Bruxelles)

ARTICOLI STAMPA e WEB MARZO 2022  

Il comitato di Reggio Emilia "Per non dimenticare l'Heysel"

riprende le commemorazioni: appuntamento il 29 maggio

di Giuseppe Giannone

Il comitato di Reggio Emilia "Per non dimenticare l'Heysel" conferma la ripresa della commemorazione in presenza, invitando tutti gli amici a partecipare numerosi ed a portare i vostri colori sociali.

DOMENICA 29 MAGGIO - Inizio cerimonia alle 10:30 davanti al monumento sito nel parco di via G. Matteotti, di fronte al vecchio stadio Mirabello. Al termine ci sarà il nostro consueto pranzo con grande richiesta di gnocco fritto, all'oratorio parrocchiale di Villa Sabbione (RE) e dove i bambini fino a 13 anni sono nostri ospiti. Seguirà il programma completo che pubblicheremo a tempo debito sulla nostra pagina "Facebook", siti amici, blog, "Twitter", Instagram". RICORDARE È DOVERE.

6 aprile 2022

Fonte: Tuttojuve.com

ARTICOLI STAMPA e WEB APRILE 2022  

"IO TI RISPETTO"

SPORT ed EDUCAZIONE a SCUOLA

Giovedì 21 aprile 2022 nell'Istituto Statale di Istruzione Superiore di San Giovanni Valdarno, l’avvio di un importante progetto scolastico della nostra Associazione patrocinato dal Comune di Arezzo e dal Comitato Regionale del Coni.

A poche settimane dal 37° Anniversario della Strage dello Stadio Heysel, nella Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo è stata presentata questa mattina la prima edizione di "IO TI RISPETTO", un progetto condiviso fra l’Associazione dei Familiari delle Vittime dell’Heysel e le Istituzioni Scolastiche e Sportive del luogo "per la diffusione e la comunicazione dei valori educativi dello sport".

Una rassegna fondamentale di tavole rotonde per i giovani studenti aretini con importanti testimonial dello sport nazionale al fine di trasmettere attraverso le proprie esperienze la giusta declinazione dei valori dello Sport. Gli incontri, incentrati sull’educazione civico-sportiva, si svolgeranno fra aprile e maggio in quattro scuole fra Arezzo e Provincia.

Promotori dell’Evento assieme alla nostra Associazione: il Panathlon Club Arezzo, l’Unione Sportiva Dilettanti Santa Firmina e la Delegazione Provinciale della FIGC Lega Nazionale Dilettanti.

L’ispirazione della pregevole manifestazione è nata con l’urgenza di "valorizzare la prevenzione ed il contrasto al bullismo, l'adozione di corretti stili di vita, il riconoscimento dei valori del fairplay, l'acquisizione di comportamenti basati sul rispetto delle persone e delle regole, il contrasto al tifo violento al doping ed al disagio giovanile, l'inclusione e l'integrazione attraverso lo sport ed infine la sicurezza nella pratica sportiva".

Non a caso proprio dalla crudele memoria della tragedia dell'Heysel che marchiò a sangue con 2 delle 39 vittime la comunità aretina (Roberto Lorentini e Giuseppina Conti) prende spunto la riflessione per le giovani generazioni su come l'annientamento del rispetto dell'altro conduce a conseguenze irreversibilmente drammatiche. Di contro il racconto a cuore aperto della carriera di un campione, di come nonostante l’agonismo fosse vissuta correttamente, a integrare il percorso didattico con un’autentica lezione di Educazione Civico/Sportiva che stimoli nei ragazzi una presa di coscienza sui valori più nobili dello Sport.

Annunciata a tale proposito la straordinaria partecipazione di FRANCESCO GRAZIANI, LARA MORI, DANIELE BENNATI ed EMANUELE GIACCHERINI, noti e importanti testimonial dello sport nazionale.

IL PROGRAMMA

San Giovanni Valdarno 21.04.2022 Isis "Valdarno": FRANCESCO GRAZIANI (Campione del Mondo Spagna '82) - Moderatore: Giustino Bonci (Giornalista)

Montevarchi 26.04.2022 Liceo "Varchi": LARA MORI (Ginnastica Olimpionica Tokio 2020) - Moderatore: Marco Corsi (Giornalista)

Arezzo 28.04.2022 Istituto "Buonarroti Fossombroni": DANIELE BENNATI (Commissario Tecnico Nazionale Ciclismo) - Moderatore: Fausto Sarrini (Giornalista)

Arezzo 4.05.2022 Liceo Scientifico "Redi": EMANUELE GIACCHERINI (Ex Calciatore Juventus e Nazionale) - Moderatore: Francesco Caremani (Giornalista, Socio Benemerito Associazione Familiari Vittime Heysel)

13 aprile 2022

Fonte: Associazionefamiliarivittimeheysel.it

ARTICOLI STAMPA e WEB APRILE 2022  

La prima edizione del progetto di educazione civico sportiva

"Io ti rispetto"

Graziani, Bennati, Mori e Giaccherini i testimonial.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel con il patrocinio della Provincia di Arezzo e del Coni. Coinvolti gli istituti superiori ad indirizzo sportivo del territorio.

Presentata presso "La Sala dei Grandi" della Provincia di Arezzo la prima edizione del progetto "Io ti rispetto". L’iniziativa, patrocinata dalla Provincia di Arezzo e dal Comitato regionale Toscano del Coni, è promossa dall’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel con il sostegno della delegazione provinciale FIGC di Arezzo, l’Unione Sportiva Santa Firmina e il Panathlon club di Arezzo e Valdarno Superiore. "Io ti rispetto" è un progetto di educazione civico/sportiva che si propone di comunicare i valori dello sport integrando e completando così il percorso didattico. Con il diretto coinvolgimento delle Istituzioni scolastiche vengono valorizzati la prevenzione ed il contrasto al bullismo, l’adozione di corretti stili di vita, il riconoscimento dei valori del fair play, l’acquisizione di comportamenti basati sul rispetto delle persone e delle regole, il contrasto al tifo violento al doping ed al disagio giovanile, l’inclusione e l’integrazione attraverso lo sport ed infine la sicurezza nella pratica sportiva. Sono previsti incontri in presenza con gli studenti nei quali saranno coinvolti testimonial dello sport locali e nazionali che possano, attraverso il racconto delle proprie esperienze, trasmettere ai ragazzi i valori positivi dello sport.

La prima edizione prevede quattro incontri tra fine aprile e l’inizio di maggio, nelle scuole secondarie superiori della provincia di Arezzo ad indirizzo sportivo. Si parte il 21 aprile, mentre le altre date sono il 26 e 28 aprile e 4 maggio. Gli istituti coinvolti sono l’Isis Valdarno di San Giovanni Valdarno, il liceo "Benedetto Varchi" di Montevarchi, l’istituto "Fossombroni Buonarroti" di Arezzo e il Liceo Scientifico "Francesco Redi" di Arezzo.  I testimonial che hanno aderito sono Francesco Graziani, campione del mondo di calcio nel 1982, Daniele Bennati, commissario tecnico della nazionale di ciclismo, Lara Mori, ginnasta olimpionica a Tokyo 2020 ed Emanuele Giaccherini, ex calciatore di Juventus e nazionale italiana. L’idea dei promotori è quella di partire dalla memoria della strage dell’Heysel riguardante da vicino la comunità aretina, che ha infatti avuto due vittime tra le trentanove, per far riflettere le giovani generazioni su come l’annientamento dei veri valori dello sport, a cominciare dal rispetto dell’altro, può portare a conseguenze drammatiche.

"Partendo dal racconto di una tragedia come quella che accade a Bruxelles il 29 maggio del 1985, si arriva a quello del percorso virtuoso di un campione, avviando  così una presa di coscienza ed una consapevolezza nei ragazzi su ciò che significa fare sport in maniera sana e corretta – spiega il presidente dell’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel Andrea Lorentini - L’impegno dell’associazione è da sempre quello di fare memoria senza tralasciare la parte educativa rivolta alle giovani generazioni".

"Sviluppare progetti di educazione civico sportiva rivolta ai giovani vuol dire seminare valori positivi nei ragazzi che saranno sicuramente uomini migliori un domani - afferma la Presidente della Provincia Silvia Chiassai Martini – L’obiettivo del progetto di porre in evidenza i valori che la pratica sportiva sottende, qualunque essa sia ed a qualunque livello praticata, appare sempre più un imperativo ineludibile soprattutto in un contesto storico in cui stanno venendo meno anche i fondamentali della convivenza".

Un concetto condiviso anche dal delegato provinciale del Coni Alberto Melis – "Il Coni patrocina il progetto condividendone pienamente finalità e modalità. L’iniziativa intende far sì che i giovani sportivi possano acquisire, oltre alle competenze tecniche derivanti dalla pratica, le conoscenze valoriali che contribuiscono a diventare anche persone migliori attraverso le quali si può impostare un percorso di crescita culturale per l’apprendimento dei valori dello sport. E per far questo non si può che dare inizio ad un percorso formativo che parte dalle giovani generazioni. La scuola è quindi l’altro soggetto fondante e fondamentale del progetto e dalla quale abbiamo ottenuto una risposta entusiastica perché già impegnata istituzionalmente in tale percorso educativo".

13 aprile 2022

Fonte: Arezzoweb.it

ARTICOLI STAMPA e WEB APRILE 2022  

Prima edizione del progetto "Io ti rispetto" ad Arezzo e in Valdarno

I valori dello sport insegnati ai ragazzi

di Chiara Rossi

Inizierà la prossima settimana, alla Sala Grandi della provincia di Arezzo, la prima edizione del progetto "Io ti rispetto". L’iniziativa è promossa dall’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel, con il patrocinio della Provincia di Arezzo e del Coni. Verranno coinvolte anche le istituzioni scolastiche Isis Valdarno di San Giovanni Valdarno, il liceo "Benedetto Varchi" di Montevarchi, l’istituto "Fossombroni Buonarroti" di Arezzo e il Liceo Scientifico "Francesco Redi" di Arezzo. L’obiettivo finale è quello di trasmettere ai ragazzi determinati valori sportivi come la prevenzione ed il contrasto al bullismo, l’adozione di corretti stili di vita, il riconoscimento dei valori del fair play e l’acquisizione di comportamenti basati sul rispetto delle persone e delle regole. Sono previsti incontri in presenza con gli studenti nei quali saranno coinvolti testimonial dello sport locali e nazionali che, attraverso il racconto delle proprie esperienze, trasmetteranno ai ragazzi i valori positivi dello sport. I testimonial che saranno presenti sono Francesco Graziani, campione del mondo di calcio nel 1982, Daniele Bennati, commissario tecnico della nazionale di ciclismo, Lara Mori, ginnasta olimpionica a Tokyo 2020 ed Emanuele Giaccherini, ex calciatore di Juventus e nazionale italiana. La prima edizione prevede quattro incontri, a partire dal 21 aprile. I successivi avverranno il 26 e 28 aprile e 4 maggio. Gli incontri con Graziani e Lara Mori saranno moderati dai nostri giornalisti Giustino Bonci e Marco Corsi.

13 Aprile 2022

Fonte: Valdarno24.it

ARTICOLI STAMPA e WEB APRILE 2022  

I big dello sport con gli studenti per il rispetto

L’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel promuove un progetto sociale nelle scuole di Arezzo e provincia.

AREZZO-VALDARNO - Un progetto di educazione civica/sportiva che comunica i valori dello sport e coinvolge le istituzioni, promosso dall’associazione delle vittime dell’Heysel. Si chiama "Io ti rispetto". Nella "Sala dei Grandi" è stata presentata l’iniziativa patrocinata dalla Provincia di Arezzo e dal Comitato regionale Toscano del Coni, è promossa dall’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel con il sostegno della delegazione provinciale FIGC di Arezzo, l’Unione Sportiva Santa Firmina e il Panathlon club di Arezzo e Valdarno Superiore.

"Io ti rispetto" è un progetto di educazione civico/sportiva che si propone di comunicare i valori dello sport integrando e completando così il percorso didattico. Un coinvolgimento totale delle istituzioni scolastiche, la prevenzione e il contrasto al bullismo, l’adozione di corretti stili di vita, il riconoscimento dei valori del fair play, l’acquisizione di comportamenti basati sul rispetto delle persone e delle regole, il contrasto al tifo violento al doping ed al disagio giovanile, l’inclusione e l’integrazione attraverso lo sport ed infine la sicurezza nella pratica sportiva.

"Io ti rispetto" prevede incontri in presenza con gli studenti dove saranno coinvolti testimonial dello sport locali e nazionali che possano, attraverso il racconto delle proprie esperienze, trasmettere ai ragazzi i valori positivi dello sport. La prima edizione prevede quattro incontri tra fine aprile e l’inizio di maggio, nelle scuole secondarie superiori della provincia di Arezzo ad indirizzo sportivo. Si parte il 21 aprile, mentre le altre date sono il 26 e 28 aprile e 4 maggio. Gli istituti coinvolti sono l’Isis Valdarno di San Giovanni Valdarno, il liceo "Benedetto Varchi" di Montevarchi, l’istituto "Fossombroni Buonarroti" di Arezzo e il Liceo Scientifico "Francesco Redi" di Arezzo.

I testimonial che hanno aderito sono Francesco Graziani, campione del mondo di calcio nel 1982, Daniele Bennati, commissario tecnico della nazionale di ciclismo, Lara Mori, ginnasta olimpionica a Tokyo 2020 ed Emanuele Giaccherini, ex calciatore di Juventus e nazionale italiana. L’idea dei promotori è quella di partire dalla memoria della strage dell’Heysel riguardante da vicino la comunità aretina, che ha infatti avuto due vittime tra le trentanove, per far riflettere le giovani generazioni su come l’annientamento dei veri valori dello sport, a cominciare dal rispetto dell’altro, può portare a conseguenze drammatiche.

14 aprile 2022

Fonte: Quinewsarezzo.it

ARTICOLI STAMPA e WEB APRILE 2022  

Quando l’Heysel ci tira la Manica

di Domenico Laudadio

Il monologo "39 Stories: lost lives at Heysel ("39 storie: vite perse all'Heysel") scritto e interpretato dall’attore bergamasco Omar Rottoli in scena al "THE PLAYGROUND THEATRE" di Londra il 14 maggio 2022, 37 anni dopo l’assurda strage di 39 innocenti a Bruxelles, causata dalla viltà e dalla ferocia di una parte della tifoseria britannica nel settore Z dello Stadio "Heysel" il 29 maggio 1985 durante la finale di Coppa dei Campioni fra Juventus e Liverpool.

"If Muhammed can't go to the mountain, it shall come to him (Se Maometto non va dalla montagna, la montagna va da Maometto)" è il rovescio consolidato nel modo di esprimersi popolare di un noto proverbio antico. E la vicenda dell’Heysel è proprio come quella montagna che in Inghilterra (decisamente più sponda Liverpool) rappresenta da sempre una vetta maledetta da non scalare mai a piedi, rischiando le vertigini del rimorso e del pentimento, ma aggrappandosi al soccorso di quei pochi mezzi di fortuna, quali giustificazioni, leggende metropolitane e false verità, fra goffe richieste di "amicizia" e postume offerte floreali e bandiere a mezz’asta in memoria delle vittime, benché lodevolmente puntuali in ogni anniversario.

"A ridosso del trentasettesimo anniversario della tragedia dell’Heysel, riteniamo doveroso raccontare, ancora una volta, la vita stroncata di 39 vittime innocenti. Lo faremo portando il Monologo di Omar Rottoli a Londra. Verrà rappresentato nella sua versione originale in italiano e tradotto simultaneamente in inglese. Un doveroso tributo alla veridicità storica che superi per sempre l’ipocrisia dell’opinione pubblica britannica, incline a considerare gli allora Hooligans inglesi "responsabili" ma non "colpevoli". Un Grazie ai ragazzi bianconeri di Londra che si sono prodigati, insieme alla nostra Associazione, perché tutto questo potesse realizzarsi. + 39 RISPETTO. QUELLI DI … VIA FILADELFIA". Questo è il messaggio inviatomi da Beppe Franzo, il Presidente dell’Associazione Culturale "Quelli di … Via Filadelfia", la quale con tanti sforzi e sacrifici economici ha organizzato questa autentica "mission" teatrale nella capitale inglese.

Non è la prima volta (né certamente sarà l’ultima) che il teatro allatti la Memoria della Tragedia di Bruxelles al suo seno prosperoso. In questa pagina del museo virtuale da me curato da più di un decennio ne trovate ogni sospiro. E non sarà nemmeno la prima volta che Omar Rottoli si cimenta nell’affabulazione scenica, brillante e credibile narratore del Teatro Civile di Marco Paolini ("Il racconto del Vajont", "I-TIGI Canto per Ustica") o interprete arruolato alla guerra ("Il battaglione bosniaco") o prestato al musical e al teatro religioso ed a tanti altri spettacoli. Sono certo che il sentimento che lo avvince da tanto tempo al delicato argomento (materia di studio e confronto a lui tanto cara) renderà molto più che dignitoso il risultato di scena non soltanto artisticamente, ma soprattutto dal lato umano.

Scottati da altre esperienze negative, anche comuni e non troppo lontane, i membri dell’Associazione fra i Familiari delle Vittime dell’Heysel potrebbero legittimamente domandarsi: "Ma siamo in mani proprie sicure ?". Non nascondo di aver loro manifestato in altri casi e altre proposte di messinscena più che motivate perplessità sul rischio di spettacolarizzare un dolore in fondo ormai lontano, ma ancora così riacutizzabile in questo nostro tempo avvezzo alla guerra e all’odio fra i popoli. L’esecrabile scippo di chi attenta predone il silenzio, violandone il pudore e quel diritto sacrosanto alla riservatezza dei familiari dei caduti, si è affacciato sempre da dietro l’angolo di quel pezzo di curva di tufo sbriciolato franata per colpa degli Inglesi e della Uefa. E fatalmente la lettera "Z" che ne denominava il settore è ritornata diabolicamente a rappresentare aggressione e morti dopo 37 anni, dipinta di bianco sui carri armati russi che calpestano i civili in Ucraina e benedetta dal Patriarca in vesti barocche che reclama finanche Dio dalla loro parte.

Allora come oggi è sempre più difficile accettare la nuda verità. È amara da masticare e digerirla. Si ruotano in tanti giri certe parole per non pronunciare le uniche giuste. Si narrano spesso facezie, argomentandole per fonti autorevoli. Lo diceva proprio bene Oscar Wilde, a proposito del teatro: "Un uomo non è del tutto sé stesso quando parla in prima persona. Dategli una maschera, e vi dirà la verità"... L’occasione propizia che certamente Omar non fallirà così che un’eco struggente risuoni fino a Liverpool affinché riesca finalmente a decifrare la prima delle parole corrette e appropriate da scrivere a caratteri cubitali in Kop ad Anfield Road riferite all’Heysel: "Per-do-no !". Magari anche la prossima volta. Lo sappiamo troppo bene in ogni latitudine del mondo che la violenza sugli innocenti è il crimine più infame fra tutti e non si estingueranno mai le colpe dei suoi responsabili. Si cristallizzano fendenti nel cuore della Storia dell’Umanità che è la Memoria, sconvenevole eredità di quanti siano apparentati sia ai carnefici che alle loro vittime. Poi, se l’Amore fra gli esseri umani prevale, nonostante tutto, si trasfigurano, polverizzandosi in sementi della speranza per il raccolto delle generazioni future.

(INFORMAZIONI: info@theplaygroundtheatre.london

14 aprile 2022

Fonte: Saladellamemoriaheysel.it

ARTICOLI STAMPA e WEB APRILE 2022  

Grandi sportivi incontrano gli studenti delle scuole

superiori del Valdarno in nome del fair-play

Francesco Graziani e Lara Mori testimonial per l'iniziativa "Io ti rispetto" dell'associazione familiari vittime dell'Heysel.

Grandi sportivi incontrano gli studenti delle scuole superiori in nome del fair-play. L'iniziativa si chiama "Io ti rispetto" e mira alla promozione di progetti per la diffusione e la comunicazione dei valori educativi dello sport. Con il diretto coinvolgimento delle Istituzioni scolastiche e di sportivi del territorio come testimonial, vengono valorizzati la prevenzione al contrasto del bullismo, l'adozione di corretti stili di vita, il riconoscimento del valore del fair-play, il rispetto delle regole sportive, il contrasto del tifo violento e del doping nello sport. L'idea, nata dall'associazione familiari vittime dell'Heysel, prevede due incontri che si svolgono nelle scuole superiori del Valdarno, in collaborazione con il Panathlon Club Valdarno Superiore e con il patrocinio di Provincia di Arezzo e Comitato regionale toscano Coni. Il primo giovedì 21 aprile alle ore 10 presso l'Isis Valdarno di San Giovanni Valdarno con il popolare Francesco Ciccio Graziani, campione del mondo in Spagna nell'82 ed oggi popolare commentatore televisivo. Modera il giornalista Giustino Bonci. Il secondo si svolge martedì 26 aprile presso l'Isis Benedetto Varchi di Montevarchi con la ginnasta Lara Mori, olimpionica di Tokio 2020. Modera il giornalista Marco Corsi. Prenderanno parte agli incontri per il Panathlon Club Valdarno Superiore, il presidente Siro Pasquini e la vicepresidente Manuela Bagnolesi. Negli altri incontri nelle scuole superiori di Arezzo, in collaborazione con il Panathlon Club Arezzo, appuntamenti con Daniele Bennati, ciclista e neo Commissario tecnico della Nazionale di ciclismo, e con Emanuele Giaccherini, ex calciatore di Juventus e Nazionale.

20 aprile 2022

Fonte: Arezzonotizie.it

ARTICOLI STAMPA e WEB APRILE 2022  

Francesco Graziani in Valdarno come testimonial del progetto

"Io ti rispetto": per la comunicazione dei valori educativi dello sport

di Martina Giardi

Francesco Graziani a San Giovanni Valdarno per il primo appuntamento del progetto "Io ti rispetto": l’iniziativa per la diffusione e la comunicazione dei valori educativi dello sport, nata dall’Associazione familiari vittime dell’Heysel, che prevede due incontri che si svolgono nelle scuole superiori del Valdarno, in collaborazione con il Panathlon Club Valdarno Superiore e con il patrocinio di Provincia di Arezzo e Comitato regionale toscano Coni.

Si è svolto questa mattina presso il Centro di GeoTecnologie, il primo appuntamento dell’iniziativa "Io ti rispetto" che ha l’obiettivo, attraverso il diretto coinvolgimento delle Istituzioni scolastiche di valorizzare la prevenzione ed il contrasto al bullismo, l’adozione di corretti stili di vita, il riconoscimento dei valori del fairplay, l’acquisizione di comportamenti basati sul rispetto delle persone e delle regole, il contrasto al tifo violento, al doping ed al disagio giovanile; l’inclusione attraverso lo sport ed infine la sicurezza nella pratica sportiva. Il primo testimonial è stato il popolare Francesco Graziani, campione del mondo in Spagna nell’82, allenatore del Montevarchi nel 2003/04 ed oggi popolare commentatore televisivo.

Francesco Graziani: "Parlare con i giovani è sempre molto bello e gratificante, anche perché loro sono il futuro; quindi aiutarli attraverso l’esperienza accumulata negli anni e una testimonianza reale, può essere importante per loro. Io mi fido tanto dei giovani, solo che spesso c’è tanta superficialità ed è per questo che alcune frange diventano un problema. Oggi parliamo anche di bullismo e dobbiamo essere bravi tutti per far capire quanto sia negativo questo tipo di comportamento e quanto sia negativo il fatto che non ci sia rispetto". L’invito di Graziani ai giovani è quello di: "Prendere coscienza di sé stessi dicendosi di voler essere un esempio di rispetto e legalità e se c’è l’occasione, di lottare insieme ad altri in questa direzione, come una squadra di calcio, per migliorare qualcosa; per migliorare il mondo".

Andrea Lorentini dell’Associazione familiari vittime dell’Heysel spiega come partendo dalla memoria della strage di Heysel che ha riguardato da vicino la comunità aretina, si possa far riflettere i giovani su come l’annientamento dei veri valori dello sport, a cominciare dal rispetto dell’altro, possa portare a conseguenze drammatiche: "Un progetto come questo va nella direzione di educare i ragazzi ai valori dello sport. Lo facciamo attraverso la memoria e facendoli riflettere sul modo in cui lo sport va vissuto, attraverso il racconto di alcuni testimonial dello sport che hanno vissuto delle parabole ad altissimi livelli. Il prossimo incontro sarà con Lara Mori a Montevarchi".

Alberto Melis, delegato provinciale Coni: "Questo progetto a cui il Coni tiene molto, è importante nel percorso educativo nel percorso formativo dei nostri ragazzi. Siamo in un ambiente dedicato allo sport in cui c’è un percorso pedagogico da parte della scuola; poi c’è un percorso che questi ragazzi fanno nelle proprie società sportive e dunque riteniamo che sia importante fermarsi a riflettere su quelli che sono i valori dello sport. Probabilmente i nostri ragazzi non si rendono conto fino in fondo dell’importanza che questi valori hanno nella loro crescita ed è giusto aiutarli a prendere consapevolezza".

21 aprile 2022

Fonte: Valdarnopost.it

ARTICOLI STAMPA e WEB APRILE 2022  

"Io ti rispetto" Francesco Graziani incontra

gli studenti dell’Isis Valdarno. Fair play e bullismo

di Giovanni Bizzarri

Al via stamani al Centro di Geotecnologie di San Giovanni la prima edizione del progetto "Io ti rispetto" che ha visto la presenza degli studenti dell’Isis Valdarno. Nelle prossime settimane saranno coinvolti anche il liceo "Benedetto Varchi" di Montevarchi, l’istituto "Fossombroni Buonarroti" di Arezzo e il Liceo Scientifico "Francesco Redi" di Arezzo. L’obiettivo finale è quello di trasmettere ai ragazzi determinati valori sportivi come la prevenzione ed il contrasto al bullismo, l’adozione di corretti stili di vita, il riconoscimento dei valori del fair play e l’acquisizione di comportamenti basati sul rispetto delle persone e delle regole. A parlare ai ragazzi, testimonial dello sport, che racconteranno le loro esperienze. Stamani, a San Giovanni, il campione del mondo di Spagna ’82 Francesco Graziani. A moderare il dibattito, che ha visto anche domande degli studenti, il nostro collega Giustino Bonci.

21 aprile 2022

Fonte: Valdarno24.it

ARTICOLI STAMPA e WEB APRILE 2022  

Progetto "Io Ti Rispetto" sul fair play nello sport

Lara Mori al Liceo Varchi

di Giovanni Bizzarri

Questa mattina al Liceo Varchi di Montevarchi secondo appuntamento del progetto "Io ti Rispetto", organizzato con il patrocinio della Provincia di Arezzo e del Coni. L’iniziativa vede il coinvolgimento diretto della società sportiva Santa Firmina, della Figc, dell’associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel e del Panathlon. Si è partiti dalla memoria della strage dell’Heysel dove persero la vita due aretini per far riflettere le giovani generazioni su come l’annientamento dei veri valori dello sport, a cominciare dal rispetto dell’altro, possa portare a conseguenze. Gli incontri vedono la presenza di testimonial dello sport aretino. Giovedì scorso, per l’incontro con gli studenti dell’Isis Valdarno, c’era Francesco Graziani, campione del mondo di Spagna ’82. Questa mattina Lara Mori, ginnasta Presente, per l’occasione, anche la presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai Martini. L’obiettivo finale è quello di trasmettere ai giovani determinati valori sportivi come la prevenzione ed il contrasto al bullismo, l’adozione di corretti stili di vita, il riconoscimento dei valori del fair play e l’acquisizione di comportamenti basati sul rispetto delle persone e delle regole.

26 aprile 2022

Fonte: Valdarno24.it

ARTICOLI STAMPA e WEB APRILE 2022  

Lara Mori è la seconda testimonial per "Io ti rispetto":

l’iniziativa per la comunicazione dei valori educativi dello sport

di Martina Giardi

Si è svolto questa mattina presso l’ISIS Varchi, il secondo appuntamento di "Io ti rispetto" con Lara Mori nel ruolo di testimonial. L’iniziativa, per quest’anno, si esaurisce in Valdarno, per continuare con altri due incontri negli Istituti di Arezzo. Il progetto per la diffusione e la comunicazione dei valori educativi dello sport, nasce dall’idea dall’Associazione familiari vittime dell’Heysel, in collaborazione con il Panathlon Club Valdarno Superiore e con il patrocinio di Provincia di Arezzo e Comitato regionale toscano Coni.

Nel corso della mattina, prima dell’intervento di Lara Mori, sono state ricordate le vittime della tragedia dell’Heysel con Patrizia Becattini, docente del Varchi e Andrea Lorentini, dell’Associazione familiari vittime dell’Heysel. La docente Becattini insegnava ad Arezzo quando la tragedia si consumò ed ha assistito al ritorno sui banchi della classe di Giuseppina Conti, una delle vittime. La docente ha ricordato il dolore collettivo di quei momenti e insieme ad Andrea Lorentini, figlio di una delle vittime, hanno concentrato i loro interventi su quanto, attraverso la memoria di questo tipo di tragedie, si possa migliorare e imparare qualcosa. In seconda battuta, sono intervenuti anche Alberto Melis, delegato provinciale Coni, e Manuela Bagnolesi, Panathlon.

Lara Mori:" Per me è un onore essere a questo evento; sono felice della mia presenza qua e spero di essere per loro un buon esempio di fairplay. Appassionarsi a uno sport, come nel mio caso, non è tanto una questione di rinunce, quanto di scelte. Avendo chiari i miei obiettivi, è stato meno pesante mancare a qualche uscita o vacanza coi miei amici. Molto formative nel mio percorso, sono state le sconfitte; dove per sconfitte non intendo per forza quelle delle gare. Essendo il mio, uno sport dove c’è bisogno di tanta testa, basta andare ad un allenamento con pensieri che riguardano il mondo al di fuori della palestra per ritrovarsi davanti a una sconfitta, un esercizio non portato a termine o mal riuscito; ma sono quelli i momenti in cui si aggiusta il tiro e si migliora".

"Io ti rispetto" ha l’obiettivo, attraverso il diretto coinvolgimento delle Istituzioni scolastiche di valorizzare la prevenzione ed il contrasto al bullismo, l’adozione di corretti stili di vita, il riconoscimento dei valori del fairplay, l’acquisizione di comportamenti basati sul rispetto delle persone e delle regole, il contrasto al tifo violento, al doping ed al disagio giovanile; l’inclusione attraverso lo sport ed infine la sicurezza nella pratica sportiva.

26 aprile 2022

Fonte: Valdarnopost.it

ARTICOLI STAMPA e WEB APRILE 2022  

LA VICENDA

La tragedia di Heysel diventa un docu-film

su Netflix: le famiglie venete raccontano le vittime

di Raffaella Forin

La troupe è stata a Bassano fino a qualche giorno fa: "Non si può dimenticare".

C’è anche Bassano del Grappa (Vicenza) tra i protagonisti del nuovo docu-film "The Heysel drama" che sarà trasmesso su Netflix a ridosso delle partire del prossimo mondiale di calcio in Qatar. Una delle sette puntate è infatti dedicata interamente alla città e ai due bassanesi che con altre 37 persone morirono nella tragedia avvenuta nello stadio belga Heysel il 29 maggio 1985, poco prima del fischio d’inizio della finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool. Una serie televisiva (Produzione Scope Pictures; Co-produzione italiana Palomar) con la quale il regista Jan Verheyen vuole lanciare un messaggio contro la violenza negli stadi.

Le interviste - Le riprese bassanesi si sono concluse nei giorni scorsi. Le telecamere della troupe franco-belga si sono accese a palazzo Sturm, nel chiostro del museo civico, nella libreria Palazzo Roberti, con interviste all’ex calciatore Massimo Briaschi - il vicentino era in campo quella sera militando nella squadra della Juventus - ad Alberta Bizzotto, moglie di Amedeo Spolaore deceduto nello stadio con Mario Ronchi, e mamma dell’allora giovanissimo Giuseppe, che rimase ferito, all’ortopedico Giovanni Costacurta e al giornalista Domenico Lazzarotto che si trovava sugli spalti ed è anche uno degli autori del libro "1985 Heysel - 2015 Per non dimenticare" scritto, nel trentennale del triste anniversario, a sei mani con l’arbitro bassanese Luigi Agnolin, mancato nel 2018, e il giornalista Luca Pozza. Proprio il volume ha ispirato la realizzazione del filmato.

Immagini surreali - È una storia che parla molto bassanese quella avvenuta 37 anni fa. "Quelle immagini quasi surreali rimarranno indelebili nella nostra mente - ricorda Lazzarotto, che ha seguito le riprese in città - È ancora vivo il ricordo delle 39 persone morte in quella mattanza, 32 delle quali italiane, e delle oltre 600 rimaste ferite. Nei tumulti provocati dagli hooligans inglesi in quella maledetta curva "Z" morirono anche l’imprenditore Ronchi e il dentista Spolaore, che facevano parte di una comitiva di appassionati partita dalla città del Grappa e dal Bassanese. Entrambi erano volati a Bruxelles con amici e conoscenti. Con Spolaore c’era anche il giovane figlio Giuseppe che, sebbene ferito, riuscì a salvarsi". Immagini e sensazioni che ancora oggi fanno rabbrividire i presenti e che Bassano non ha mai dimenticato. "Dopo 30 anni, decidemmo di scrivere un libro per raccontare quella mattanza, ma soprattutto per ribadire un concetto ai giovani che frequentano gli stadi: il calcio è sport e vita, non violenza e morte - sottolinea Lazzarotto - che ora viene ripreso in questo docu-film. Certo, non cancellerà altre immagini, quelle impietose di chi ha vissuto quel dramma che avrebbe dovuto essere una festa sportiva ed invece, in una manciata di minuti, si è trasformato in una delle più gravi tragedie del mondo sportivo. È bene che a raccontarla, anche dopo tanti anni, siano le voci delle famiglie degli stessi sfortunati protagonisti o chi c’era quella sera, nella speranza che il messaggio contro la violenza sia ancora più forte".

26 aprile 2022

Fonte: Corrieredelveneto.corriere.it

ARTICOLI STAMPA e WEB APRILE 2022  

Heysel, serie tv in sei puntate sulla strage allo stadio

Troupe ad Arezzo per due delle 39 vittime

di Luca Serafini

Una serie tv in sei puntate sulla strage dell’Heysel. Sì, il massacro di Bruxelles costato la vita a 39 persone, tra cui Roberto Lorentini e Giuseppina Conti, il 29 maggio 1985, è al centro di un progetto televisivo già in fase di realizzazione. Una produzione franco belga con sbocco successivo sulle piattaforme tv a pagamento (si parla di Amazon Prime e Sky) che dovrebbe essere ultimata tra 2022 e 2023. Nei giorni scorsi la troupe è stata ad Arezzo per raccogliere informazioni, documenti e testimonianze sulle due vittime aretine, il dottor Lorentini e la giovanissima Giusy che morirono nello stadio Heysel prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Furono schiacciati dalla calca provocata dagli attacchi degli hooligans, i facinorosi tifosi inglesi, in un contesto di violenza e di totale mancanza di sicurezza. Il progetto è al momento circondato da riserbo ma da quello che trapela la linea guida della serie tv sarebbe il libro scritto dal vice direttore de l’Equipe, Jean Philippe Leclaire: "Heysel. La tragedia che la Juventus ha cercato di dimenticare". La partita tra Juventus e Liverpool si concluse con il giro di campo trionfale dei bianconeri con la coppa ma quella sera c’erano stati 39 morti: aggrediti, calpestati, soffocati nel blocco Z. Una tragedia enorme scandagliata accuratamente anche nel libro dell’aretino Francesco Caremani "La Verità di una strage annunciata". L’"Associazione fra i familiari delle Vittime dell’Heysel" che tiene viva la memoria e afferma il tema del rispetto nello sport, contro la violenza fisica e verbale, ha come presidente il giornalista aretino Andrea Lorentini, figlio di Roberto, il medico di 31 anni che prima di morire fu visto tornare indietro per soccorrere un bambino. Un gesto eroico riconosciuto con la medaglia d’argento alla memoria. Rilanciata nel 2015, l’associazione fu fondata dal nonno di Andrea, Otello, per seguire la fase giudiziaria successiva alla strage. Il processo si concluse con una sentenza che ha fatto giurisprudenza. La condanna della Uefa, che prima non era responsabile, ha segnato un cambio di passo nell’applicazione e nel rispetto degli standard di sicurezza negli eventi sportivi. Erano numerosi gli aretini a Bruxelles per seguire la squadra di Platini e compagni. C’era anche la giovanissima Giusy Conti, di Rigutino. Era con il babbo Antonio che venne travolto dalla folla impazzita e perse la figlia, ritrovata poi tra i morti. Nella sua macchinetta fotografica c’era l’ultima foto, con la bandiera bianconera a mo’ di mantello fa il segno della vittoria. Innamorata del calcio e della Juventus, 17 anni, prima di partire disse alla mamma, l’indimenticata signora Marisa: "Torno con la Coppa". Nonostante lo strazio infinito, a casa Conti si continua a tifare Juve perché Giusy la amava. Ora storia e storie dell’Heysel, le vergogne, i silenzi, le colpe e gli insegnamenti della strage, diventano serie tv.

26 aprile 2022

Fonte: Corrierediarezzo.corr.it

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La sfida per l’Heysel tra vigili del fuoco: insieme, 35 anni dopo

di Massimiliano Nerozzi

Lunedì si rivedranno: nel 1987 la partita ad Anfield con i pompieri inglesi.

Abituati a salvare vite, quella volta i vigili del fuoco di Torino tentarono di lenire i dolori dei cuori, devastati dalla tragedia dell’Heysel, la notte del 29 maggio 1985: 39 morti, la stragrande maggioranza italiani, e 600 feriti, attorno a quella che avrebbe dovuto essere una festa e non una strage, Liverpool-Juventus, finale di Coppa dei Campioni. Nel maggio di due anni dopo, su invito della "Merseyside fire brigades", i pompieri di Liverpool, i colleghi del comando di corso Regina Margherita andarono in Inghilterra, per una sfida amichevole, ad Anfield, e uno scambio professionale: a 35 anni da quell’incontro, quei vigili del fuoco si ritroveranno lunedì prossimo, su iniziativa dell’ingegner Giuseppe Amaro, uno di loro e che ora, con la sua GAe Engineering, si occupa di strategie antiincendio e sicurezza. Poco più di una ventina di ragazzi (all’epoca), e signori oggi, due dei quali ancora in servizio, che nell’ottobre dello stesso anno, il 1987, ricambiarono, ospitando in città i pompieri inglesi. È stata l’occasione per rispolverare i ricordi, e i cimeli, di un’iniziativa che, insieme ad altre, tentò di riavvicinare le due città, separate da un dolore indicibile: "Attraverso incontri tra esponenti di una categoria tra le più impegnate a salvaguardare l’integrità e la vita dei cittadini - scrisse per l’occasione l’avvocato Maria Magnani Noya, prima sindaca di Torino - possono emergere valide indicazioni per assicurare interventi sempre più validi ed efficaci". Tant’è che, dopo la tragedia dell’Heysel, qualcosa cambiò, come riassume Amaro: una nuova normativa prima dei Mondiali del 1990, che poi cambierà ancora nel 1996, stadi diversi e il ritorno dei vigili del fuoco all’interno degli impianti. Di quelle sfide tra pompieri - sul prato vinsero entrambe le volte gli inglesi - i torinesi conservano alcuni doni: il casco giallo, la campanella della caserma e il gagliardetto del Liverpool. Al ritrovo, lunedì, ci sarà anche Agatino Carrolo, attuale comandante dei vigili del fuoco della città.

Confronto sulla sicurezza - Alla chiamata degli inglesi, i colleghi torinesi risposero con entusiasmo, volando a Liverpool e giocando poi ad Anfield: con spirito di "pace e amicizia", i pompieri si scambiarono esperienze professionali, confrontando le rispettive procedure d’intervento e le conoscenze. Nel menù della visita ci fu anche la cerimonia in municipio e un ricevimento nella sede dei Reds. Nel giugno seguente, arrivò sotto la Mole una delegazione della città inglese, tra cui il sindaco Hugh Dalton e il vescovo anglicano David Sheppard. Con moglie e figlioletti in braccio c’era anche John Welsh, l’uomo che a Bruxelles salvò otto italiani, aiutandoli a uscire dalla calca della folla. A metà ottobre, l’altra sfida tra pompieri, al vecchio Comunale, dopo una tappa alla Pininfarina e alla sede della Juve, per un saluto all’allora presidente, Giampiero Boniperti.

27 aprile 2022

Fonte: Torino.corriere.it

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