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ARTICOLI GIUGNO-DICEMBRE 2022
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ARTICOLI STAMPA e WEB GIUGNO-DICEMBRE 2022
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GIUGNO-DICEMBRE 2022

ARTICOLI STAMPA e WEB GIUGNO 2022

Pensieri da una commemorazione

Oggi la tv a pagamento non mostrerebbe l’Heysel o Hillsborough...

Torneo di calcio a 5, la storia di Tranfolanti e un incontro su Calciopoli...

Premio Fair Play "Otello Lorentini" al Cesena

"La porti un bacione a Firenze"

Calcio giovanile contro la violenza Oggi la finale del torneo Lorentini

Una festa per beneficenza

I baby del Cavallino vincono il Lorentini

Giornata di calcio giovanile a Meda: 200 ragazzi in campo con lo Juve Club

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2022

Festa di chiusura della Scuola Tennis ... e consegna della borsa di studio "Alberto Guarini"

Tardelli: "Non considero la Coppa vinta all’Heysel. Quella non fu una partita..."

"Campo sportivo "Lorentini": abbandonato e bando per la gestione con costi proibitivi"

Donati e Caneschi: "Campo sportivo Lorentini abbandonato e bando per la gestione..."

Arezzo, a Pescaiola lo stadio dedicato all'eroe dell'Heysel in completo abbandono

Lorentini su Pescaiola: "Trovate una soluzione dignitosa per lo stadio intitolato a mio padre"

"Quel campo abbandonato è un pugno allo stomaco"

ARTICOLI STAMPA e WEB AGOSTO 2022

Giuseppina Conti e la strage dell’Heysel

VENARIA - Scelti i luoghi da dedicare al Grande Torino e alle Vittime dell'Heysel

Dal 15 al 16 settembre "Nicosia una piazza per Luigi"

Pensieri da una commemorazione

di Iuliana Bodnari

Sono passati diversi giorni dalla commemorazione e passeranno altri prima di ritrovarmi perché mi ero smarrita nel dolce labirinto delle emozioni pure che le ho lasciate sgorgare come le lacrime senza opporre resistenza. Come ben recitava Fausto Marani, la notte dei campioni, la notte degli angeli, ho intuito la loro presenza, ognuno vicino ad una stele. Due amici, un amico per ogni nome con il "Presente !" nostro detto con decisione perché loro sono i 39 giusti e Riccardo che lui quel giorno si salvò dalla Z con la voce tremante pronunciava un nome e Francesco l'altro... L'atmosfera era greve di emozioni forti, il profumo dei fiori che aleggiava nell'aria con l'odore della pioggia ha reso le nostre anime vulnerabili. La voce celestiale di Elisa Gibertoni con l'Ave Maria faceva vibrare i nostri cuori e occhi cercavano l'azzurro di un cielo nuvolo. Le poesie con il suono cristallino delle parole, la voce di Barbara Siliani che si piegava rotta dalla inflessione carica di sentimenti perché "Lui era il mio mezzodì e nulla aveva più senso"… E poi il silenzio di una tromba che irrompe, che grida, con i suoni argentei delle stelle.

Lui è mio amico da molti anni, quell’amicizia rara che non ha bisogno di sentirsi tutti i giorni, diversa da quello che aveva condiviso per tanti anni con il suo migliore amico, fatta di sorrisi e sguardi di sottintesa, quella amicizia da bambini per sempre. Non ha mai mancato una commemorazione. sempre appoggiato a quel albero con lo sguardo perso in lontananza e quanto gli somigli Paolo. Un giorno mi sono fatta coraggio e ti chiesi se eri d'accordo fare una intervista con la troupe di Frank Raes e tu mi hai colta di sorpresa dicendomi - "SI ! Per Claudio questo e d'altro" - e fu l'inizio ed il mio timore reverenziale sparì di fronte a te. Il tuo racconto di te e Claudio ci ha reso gli occhi lucidi, tu che ti tiravi su le maniche, poi le tiravi giù, poi mettevi le mani nelle tasche per poi tirarle subito fuori e tutto questo arrivava a noi come un fiume in piena che ci investiva emotivamente e tu coraggioso continuavi fino all'ultimo saluto per poi cedere tramortito da quel dolore che c’è sempre stato, latente, nascosto nell’ angolo del tuo cuore. Alla fine mi hai guardata, io cercavo te tra le lacrime per un abbraccio liberatorio ed è stato come se avessi abbracciato tramite te anche Claudio, il mio amico che non ho mai conosciuto e allo stesso tempo conoscevo.

Questa commemorazione ci ha segnato l'anima e molti di voi avete confermato. È stato come scuotere un albero con i rami carico di perle di pioggia. La notte dei campioni e degli angeli. La via porta la vostra memoria ed è un luogo sacro. Franco Leonetti mi dice: "Iuliana tu devi raccontare del Comitato, del tuo lavoro per i preparativi, tutto e così dissi facendo appello a chi abitava vicino Reggio Emilia di passare almeno una volta per sentire sussurrare le steli. E così avvenne un incontro prima dell'inizio. Un ragazzo arriva e mi chiede: "Lei è Iuliana ?". Sì sono io. "Mi chiamo Damiano, sono di Civitavecchia ma abito e lavoro a Parma. Ho fatto come ha chiesto lei, ho scritto anche una poesia "39 Angeli" ma la leggerò in un altro momento. Un incontro straordinario, il tempismo di Damiano che decide e partecipa alla commemorazione. Una amicizia è nata. Poi vai con i Zebronilive in trasmissione, con Massimo Colamarino.  Ed è così che dopo la pioggia spunta il sole, il parco si riempie di amici vecchi e nuovi. Una delle più sentite commemorazioni a detta dei presenti. Allora appuntamento con la prossima.

3 giugno 2022

Fonte: Facebook (Pagina Comitato Heysel Reggio Emilia)

ARTICOLI STAMPA e WEB GIUGNO 2022  

Oggi la tv a pagamento non mostrerebbe l’Heysel

o Hillsborough, è il calcio per lobotomizzati

di Mario Piccirillo

In Inghilterra hanno "censurato" la quasi-tragedia dello Stade de France, come in Italia Dazn per Spezia-Napoli. Lo spettatore pagante trattato come un idiota. Non guardarli, non sentirli. Inquadra il pallone, il campo, i giocatori coi tatuaggi che crollano agonizzanti ad ogni contatto, seppur minimo. Con la definizione più alta che puoi, non perdiamoci il dettaglio della goccia di sudore che come rugiada al mattino imperla la fronte del povero centravanti esausto. E sfoca il contorno, cancellalo se devi. Esiste il calcio, e solo quello. Non avrai altra storia all’infuori di quella. Tifosi che si picchiano in tribuna ? No, fa brutto. Gente che rischia di morire soffocata fuori ai cancelli di uno stadio ? Il dolore è così inelegante, la paura è volgare. Rovina le paillettes che con tanto dispendio di mezzi abbiamo "prodotto". Il calcio è un "contenuto". Tutto ormai è un "contenuto". E va - per l’appunto - trattenuto entro certi limiti, compresso per quel che si può, filtrato per grana grossa dalle sue impurità. È spettacolo della lobotomia. A chi paga per guardare il calcio va garantita una fuga dalla realtà. Chi ha visto "Scissione" (una strepitosa serie di Apple+) ha capito di cosa parliamo.

E l’ha capito anche Alan Cochrane, un "vecchio babbione" di editorialista del Telegraph, che ha sbottato sul suo giornale contro BT Sport: "Non sapete fare i giornalisti, rivoglio i miei soldi indietro". Quelli, per raccontare in Inghilterra la Finale di Champions, hanno deciso di non raccontare la quasi-tragedia che si stava scatenando all’esterno dello Stade de France. "Non dovrei insegnare i fatti della vita ai giornalisti che dirigono BT Sport - ammesso che sia così che si considerino - ma quando una partita di calcio importante viene ritardata da una quasi rivolta che diventa un importante evento di notizie, il fatto che non l’abbiano capito e che non dicano agli spettatori come me cosa stava realmente accadendo dentro e intorno a quello stadio è sicuramente una violazione del contratto non scritto che ho con loro. Li pago per la loro copertura e loro mi dicono cosa sta succedendo, tutto quello che sta succedendo. Invece, quello che ho ottenuto è stato un presentatore e tre ex giocatori milionari che brontolavano per una partita di calcio che era stata in qualche modo ritardata quando a pochi metri di distanza i tifosi britannici venivano colpiti coi lacrimogeni. Ora sappiamo che la partita era stata seriamente ritardata per ragioni che sono diventate, ora, una controversia diplomatica internazionale oltre che calcistica.

Ma quello che abbiamo ottenuto da BT Sport è stato… beh, niente, davvero". Che è, moltiplicato cento, lo stesso principio di "irrealtà" che ha usato Dazn durante Spezia-Napoli: sugli spalti succedeva un po’ di tutto, l’arbitro sospendeva la partita, i giocatori andavano a parlamentare sotto le curve, e lo spettatore a casa poteva ammirare la semina del campo, l’erba. Con lo sguardo basso, a terra. Meglio non essere testimoni di quelle brutture. Fosse stata la vecchia tv d’un tempo avrebbero mandato la pubblicità. Solo che un tempo i giornalisti ambivano a fare giornalismo: la voglia di raccontare cosa succede - persino di spiegarlo - alla gente che ti legge o ti ascolta. Ora no: ora lo spettacolo va "protetto". Come se il cliente, l’abbonato, fosse uno spettatore incapace di intendere ma soprattutto di volere. I gol sì. Le mortifere interviste post-partita, ovvio. Le "splendide coreografie" degli ultras, magari, ma solo quelle inoffensive. Se poi uno nudo invade il campo, dalla regìa scatta il dribbling: le cento telecamere che vivisezionano l’evento vengono puntate verso il cielo. Manca solo il fischiettio di sottofondo. Non ho visto niente, non ho niente da mostrarti. Fatti i fatti tuoi, sorridi. Che lo sport resti sport, hai pagato per quello. Il calcio in tv è diventata una pasticchetta per tenere a bada l’umore. Non ci saranno altri Heysel, o altri Hillsborough. Dovesse accadere, non sarà il giornalismo premium a raccontarceli. Ma la gente coinvolta nel disastro, col cellulare e i video su Twitter. Gratis.

3 giugno 2022

Fonte: Ilnapolista.it

ARTICOLI STAMPA e WEB GIUGNO 2022  

Torneo di calcio a 5, la storia di Tranfolanti e un incontro

su Calciopoli: un tris di eventi a tinte bianconere

di Daniele Angi

A organizzarlo è l'associazione Quelli di via Filadelfia. Da domenica 12 giugno a venerdì 1° luglio.

Tris di eventi a tinte bianconere: a organizzarli è l'associazione Quelli di via Filadelfia. Il primo appuntamento sarà domenica 12 giugno allo Sport Village di via Allegri 15 a Collegno, dove si svolgerà un torneo di calcio a 5 in memoria delle vittime dell'Heysel e di Antonio Gueli. Dalle 10 sarà anche allestita un'area di intrattenimento con il torneo per bambini (ore 12, ma iscrizioni entro le 11), il torneo di freccette (dalle 12) e quello di calciobalilla (dalle 12). L'incasso sarà devoluto alla Onlus La Perla. (Info Paolo… Omissis). Il secondo evento è la presentazione del libro di Valerio Remino, storico massaggiatore fisioterapista della Juventus dal 1980 al 1994. Il titolo ? "Tranfolanti si nasce (in basso a destra)", che riprende il nomignolo che gli era stato attribuito in uno sketch della Gialappa's band e che lo aveva fatto diventare improvvisamente "famoso". L'appuntamento è per mercoledì 15 giugno alle 21 in via Valprato 68 a Torino. Parteciperanno Mariella Scirea, Domenico Marocchino, Angelo Alessio, Roberto Tavola, prof. Claudio Gaudino, prof. Antonio Maria Lapenta, Piero Bianco, Giancarla Tenivella. Ingresso gratuito per tutti gli associati con famigliari e amici al seguito. (Info: qviafiladelfia@libero.it) Terzo e ultimo appuntamento, venerdì 1° luglio alle 21, sempre in via Valprato 68 a Torino, è con "Calciopoli, farsa o truffa ?", incontro-chiacchierata sulle verità di quegli anni. A cura di Nino Ori, coordinatore di Ju29ro e autore di "Calciopolario". Anche in questo caso, ingresso gratuito per tutti gli associati con famigliari e amici al seguito. (Info: qviafiladelfia@libero.it)

5 giugno 2022

Fonte: Torinoggi.it

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ARRETIUM CUP 2022

Premio Fair Play "Otello Lorentini" al Cesena

di Domenico Laudadio

La nostra Associazione è stata invitata a premiare la squadra di calcio più disciplinata al Torneo Giovanile Esordienti "Arretium Cup" organizzato dal G.S. OlmoPonte e al quale hanno partecipato questo fine settimana (11-12 giugno 2022) con un enorme successo di pubblico 16 società, 10 delle quali professionistiche. Un premio "alla squadra più corretta e disciplinata" è stato riservato dagli organizzatori del G.S. OLMOPONTE AREZZO A.S.D. che, non a caso, l’hanno voluto intitolare alla memoria di Otello Lorentini. Nel 1985 fondò l’Associazione fra i Familiari delle Vittime dell’Heysel che si sciolse nel 1992 al termine del processo di cassazione di Bruxelles e poi venne rifondata nel 2015 da suo nipote, Andrea. E proprio lui, ad Arezzo, in rappresentanza della famiglia Lorentini e in qualità di Presidente della nuova Associazione ha consegnato il "Premio Fair Play" intitolato in memoria di suo nonno ai giovanissimi esordienti del Cesena. Questo riconoscimento di lealtà e correttezza sul campo, non è soltanto importante dal punto di vista affettivo, ma in perfetta simbiosi con i fini statutari medesimi dell’Associazione protesa con ogni sforzo nella missione educativa rivolta alle nuove generazioni ai valori di civiltà nello sport. Questo torneo (il più importante a livello giovanile della provincia) è riservato alla categoria Esordienti (2° Anno) e vi partecipano molti dei migliori settori giovanili delle società professionistiche italiane di calcio. Dopo due anni di blocco forzato, causati dalla pandemia del Covid 19, finalmente l’attività agonistica è stata riavviata. Richieste di partecipazione numerose non soltanto da svariate società dilettantistiche di tutta Italia, ma anche dall'estero, persino dal Giappone.

14 giugno 2022

Fonte: Associazionefamiliarivittimeheysel.it 

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"La porti un bacione a Firenze"

Riceviamo e pubblichiamo una toccante testimonianza di affetto per la Memoria dei nostri cari, inviataci ieri dalla sensibilissima signora Giovanna da Firenze.

Mi chiamo Giovanna, ormai ho 58 anni e anche quest’anno ho celebrato il mio, molto intimo, giorno della memoria. Avete ragione: la memoria è importante. Vi scrivo soltanto per farvi sapere che molte, moltissime persone, anche quelle improbabili come me, ricordano quella notte e ciò che è accaduto. Magari, così come ho fatto io, lo ricordano in silenzio, senza dirvelo perché pensano che sia insignificante. Ma ricordiamo. E vi ringraziamo perché continuate a ricordare. Andate avanti ! Il vostro lavoro, il vostro dolore, la vostra dedizione è importante per tutti. Vi lascio la mia testimonianza. Forse inutile, ma per me è solo un pensiero posato su quelle 39 tombe.

L’anniversario. Mia sorella Daniela è morta a 26 anni il 29 Maggio del 1984. Una morte improvvisa, assurdamente causata da una cisti che ha rotto l’arteria femorale. Una manciata di minuti e tutto era finito per sempre. Esattamente un anno dopo, sulla mia bella Firenze cade lentamente un tramonto dolce che ha i colori dell’estate. Ceniamo prestissimo, in silenzio. Io ho vent’anni ma da quando è morta Daniela vivo la vita come attraverso un velo. La mia allegria, la mia energia, esistono a momenti, per il resto è una commedia tragica dove fingo emozioni che non riconosco. Ho iniziato l’Università, ai nuovi amici non dico nulla perché sono imbarazzata dall’imbarazzo che provoca il dolore dell’Altro. Lo risparmio a tutti. È difficile sopravvivere a chi amiamo. È duro chiedersi perché non io. È duro consolare e non chiedere consolazione. Capisci che ogni respiro di tuo padre, di tua madre, è solo perché tu sei ancora viva. Non puoi più sbagliare, non più. Dopo cena, mia madre va a dormire. In realtà si chiude in camera per poter piangere da sola. La sento singhiozzare. Non posso lasciare mio padre da solo… C’è Juve-Liverpool, per fortuna. La Coppa. Io e lui siamo da sempre tifosi Viola, abbonati da quando ho memoria. Dacché son grande però, lui va in tribuna, io in curva Fiesole: tutte le volte che il tempo è brutto gli auguro per scherzo che piova "a vento", così un pochino si bagnano anche loro. Quell’anno sopporto anche la neve, perché il gioco del pallone è il più bello del mondo. Ci credo davvero, è una passione bellissima, quasi forte come l’Amore. Quella sera mio padre è terreo. Come me, come la mamma, si fa forza schiantato da un dolore che sopportiamo a stento e che, "quella" sera, sembra più acuto. Ma c’è Juve-Liverpool, la speranza è che forse riusciamo a non pensare per un paio d’ore. Sono grata di questa opportunità; riesco persino a immaginare che sarà bello vedergliela perdere anche questa volta. Mio padre no, lui è davvero uno sportivo: se gioca una squadra italiana spera sempre che vinca. Se invece non vince va bene lo stesso, per lui avrà sempre vinto la Migliore. Accendiamo la tv, lui sulla sua poltrona, io su quella "del popolo", cioè l’altra. La voce di Pizzul, rassicurante. Per fortuna ci sono cose che non cambiano mai. Le prime immagini. "Maremma quanta gente…". "Sì, ma, boh, che stadio… Ci si lamenta del Franchi…". All’inizio non capiamo. Ascoltiamo poco il commento, più che altro cerchiamo di parlare tra noi per non stare in silenzio. Nel vedere quel caos, ce la prendiamo subito con gli italiani, le telecamere inquadrano solo loro, chissà che avranno combinato… Poi, ce la prendiamo con la polizia, soprattutto io, che ogni domenica, in curva, ho la sensazione di essere assediata e invece lì, a una finale di Coppa, vedo tre gatti in divisa. Poi, ce la prendiamo con tutti. "Insomma, guarda che casino… "Ovvìa, su", per una partita ! Guarda come hanno ridotto lo stadio ! La gente che aspetta… Chissà che sete… Ci saranno bambini… E questi continuano a voler fare a botte… Mah, sempre la stessa storia. Eh, la mamma ha ragione a prenderci per grulli perché la domenica si va allo stadio !". Lentamente tra noi cala il silenzio. Ma lo stesso non vogliamo capire. Un morto è una tragedia, una catastrofe, un morto è Daniela. Alcuni morti, 24 morti, 36 morti dentro uno stadio sono incomprensibili. Iniziamo a chiederci sottovoce se sia il caso di giocare… "È successo qualcosa di grosso, questa volta hanno esagerato, bisogna dare un segnale !". No, non si dovrebbe giocare. Concordiamo. Ma l’Ordine pubblico, la Sicurezza… Mio padre è sempre stato un uomo di buon senso. Le immagini continuano a scorrerci davanti agli occhi. Il babbo ora è immobile, impietrito, ed io non oso nemmeno guardarlo. Siamo sprofondati dentro le nostre poltrone. Muti e attoniti. Inizia la partita. Dobbiamo guardarla, siamo entrambi senza alcuna forza di reagire, non abbiamo il coraggio di dire all’altro che ne abbiamo abbastanza, perché è "quella" sera… Va bene, va bene tutto, pur di non parlare ancora di Daniela. Guardiamo, guardiamo. Dopo un po’, invece, cediamo: le lacrime inondano prima il viso di mio padre, poi il mio. Mi alzo, mi rannicchio nella sua poltrona, tra le sue braccia, e piangiamo insieme. Piangiamo per ognuno di quei morti perché abbiamo finalmente capito… Ed ognuno di loro si chiama Daniela, ha il suo viso, i suoi bellissimi capelli ricci e il suo profumo. Ognuno di quei morti diventa nostro, come lei. E tra i singhiozzi la chiamiamo e chiamiamo quelle povere madri, i padri, i fratelli, i figli di quelle persone che non conosciamo. In quei momenti ci sentiamo noi due, la loro famiglia. Sappiamo quanto soffriranno e mentre ci stringiamo l’uno all’altra, come naufraghi, stringiamo tutti loro. Quando ci sembra di non aver più lacrime, spegniamo la tv e, in silenzio, andiamo a letto anche se non dormiremo. Non abbiamo visto il goal, né sentito Pizzul chiedere il permesso di gioire. Non abbiamo visto la Juve alzare la coppa. Non abbiamo visto il giro della vittoria. Ci vorranno giorni per capire davvero, per appena intuire cosa è sommariamente successo. Ci vorranno mesi, anni, per sentire il sapore autentico del disgusto. Mio padre ed io non abbiamo mai più parlato di quella sera. Troppo dolore e persino la vergogna di non aver aiutato l’uno il dolore dell’altra, di essere crollati, di non essere stati forti mentre l’altro cedeva. Ma da allora ho sempre ricordato, insieme a mia sorella, i morti dell’Heysel. Ogni anno, giorno più, giorno meno.

Giovanna Bacci

18 giugno 2022

Fonte: Associazionefamiliarivittimeheysel.it

NOTA BENE: Autorizzazione alla pubblicazione della lettera in esclusiva su questo dominio web. Resta sottinteso il divieto assoluto alla riproduzione integrale o parziale del testo, così come alla sua diffusione in altri siti e canali social privati del riferimento diretto alla fonte originaria. 

ARTICOLI STAMPA e WEB GIUGNO 2022  

Calcio giovanile contro la violenza

Oggi la finale del torneo Lorentini

A giocarsi il trofeo le squadre di Arezzo e Sangiovannese. Fischio d’inizio alle 16.45

Si disputeranno questo pomeriggio le finali del memorial Roberto Lorentini, il torneo di calcio giovanile riservato alla categoria Giovanissimi B in ricordo del medico aretino di 31 anni, scomparso nella strage dell’Heysel il 29 maggio 1985 prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Nell’impianto di Santa Firmina, società organizzatrice da oltre 20 anni del torneo, si sfideranno Arezzo Football Academy e Terranuova Traina per la finale valida per il 3° e 4° posto. A giocarsi, invece, il trofeo saranno Sangiovannese e Arezzo. Il fischio d’inizio della finale per il 1° e 2° posto, tra i biancazzurri e gli amaranto, è in programma per le 16.45. A seguire le premiazioni. Da quest’anno il memorial Lorentini si inserisce nel progetto "Io ti rispetto" promosso dall’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel con il patrocinio del Coni e della provincia di Arezzo e la collaborazione della delegazione provinciale della Figc, del Panathlon e dello stesso Santa Firmina. "Per noi è stato motivo di orgoglio aver raccontato nei mesi scorsi nelle scuole del territorio le finalità del memorial - sottolinea il presidente del Santa Firmina Dante Rosati - abbiamo incontrato insieme agli altri soggetti coinvolti gli studenti per cercare di far capire loro quelli che sono i veri valori dello sport e il modo nel quale viverlo partendo dall’esempio di Roberto Lorentini, medaglia d’argento al valor civile".

18 giugno 2022

Fonte: Lanazione.it

ARTICOLI STAMPA e WEB GIUGNO 2022  

Una festa per beneficenza

di Dario Ghiringhelli

C’è una parte integrante del calcio, senza la quale non sarebbe lo stesso sport, che ne determina il pulsare di passione, calore, colore, affetto: sono i tifosi. Talmente fondamentali nell’identificazione di questo sport che in tempi di pandemia, con gli stadi chiusi al pubblico e le partite a porte chiuse, si parlava addirittura, e giustamente, di "altro sport". Quegli stessi tifosi, spesso presi di mira per comportamenti non propriamente sportivi, sono anche capaci di organizzare eventi meravigliosi, benefici e non. Ho avuto il piacere e l’onore di essere stato invitato domenica scorsa, il 12 giugno, alla giornata organizzata da "Quelli di via Filadelfia". Una festa meravigliosa, con un gigantesco torneo di calcio a 5 in memoria delle vittime dell’Heysel e di Antonio Gueli, che si è tenuta presso lo Sport Village di Collegno, alle porte di Torino. C’era una quantità di gente incredibile, in rappresentanza di quasi 20 diversi club provenienti da tutta Italia e non solo (presenti delegazioni anche dall’Ungheria e dall’Inghilterra). Il tutto con un unico grande scopo: giocare a pallone, divertirsi nel nome della Juventus, e raccogliere fondi per la Onlus "La Perla", un’associazione di volontariato nata nel 1988 che si occupa di formazione e socializzazione di giovani insufficienti mentali. C’era tanta voglia di calcio giocato e tanta voglia di Juve, anche di poter finalmente tornare allo stadio e tifare per i nostri colori (diversi i cori partiti a più riprese dai vari gruppi, e mi sono ritrovato più volte a cantare "sono un ultra bianconeroooo e amo soltanto due coloooor"). Complimenti a Paolo Lasagno e il Presidente Onorario Beppe Franzo, che abbiamo anche sentito su RBN, per aver organizzato una giornata così ricca e densa: dal mattino alla sera, fino a dopo cena, si sono susseguite le partite del torneo, i tornei di freccette e calcio balilla, e un grande clima di famigliarità e convivialità che ha reso tutto ancora più magico. Nel ringraziarli ancora per l’invito, vi lascio qualche immagine di questa giornata memorabile.

18 Giugno 2022

Fonte: Bianconeranews.it

ARTICOLI STAMPA e WEB GIUGNO 2022  

I baby del Cavallino vincono il Lorentini

Battuta in finale la Sangiovannese. Terzo il Terranuova.

È terminata con la vittoria dell’Arezzo l’edizione 2022 del Memorial Roberto Lorentini categoria Giovanissimi di tante società di Arezzo e provincia e disputato al centro sportivo di Santa Firmina da inizio maggio a sabato 18 giugno, giorno delle finali per il primo e il terzo posto. I ragazzi amaranto del tecnico Alessio Bianchi hanno battuto in finale la Sangiovannese al termine di un’autentica cavalcata che ha messo in luce Lorenzo Lanini come miglior centrocampista, Piero Bernardini come capocannoniere ed Ettore Minocci come miglior giocatore del torneo, premiati al termine della manifestazione alla presenza del campione del mondo Francesco Graziani e dell’assessore allo sport Federico Scapecchi. Nella finalina, infine, il Terranuova Traiana ha avuto la meglio sull’Arezzo Football Academy.

21 giugno 2022

Fonte: Lanazione.it

ARTICOLI STAMPA e WEB GIUGNO 2022  

MEDA SPORT

Giornata di calcio giovanile a Meda:

200 ragazzi in campo con lo Juve Club

di Paolo Volonterio

Bianconeri vincitori in due tornei su tre.

Le squadre giovanili della Juventus hanno fatto man bassa di primi posti alla sesta edizione del "Torneo 29.5.85", in ricordo della tragedia dell’Heysel, "Edizione giovani - Un goal per Filippo", che si è disputato a Meda, allo stadio "città di Meda" per l’intera giornata di sabato 25 giugno, organizzato dallo Juventus club Meda, che ha inteso aggiungere alle due precedenti memorie, in questa occasione, anche il ricordo per il medese Nicola Pirovano, recentemente scomparso che era socio dello Juventus club.

Giornata di calcio giovanile a Meda: i partecipanti al torneo dello Juventus Club

In gara duecento ragazzi, suddivisi in 18 squadre, di tre diverse categorie: 2014 a cinque giocatori; 2012 a sette giocatori e 2010, a nove giocatori, accompagnati dai rispettivi genitori, che hanno creato un’allegra e festosa giornata di sport. I sodalizi in gara sono stati: Sisport Juventus, Meda 1913, Real Meda femminile, Atletico Meda sud dell’oratorio Madonna di Fatima, Meda ragazzi, dell’oratorio santo Crocifisso di Meda, Cabiate calcio, Montesolaro di Como.

Giornata di calcio giovanile a Meda: le classifiche

Tra i 2010, primo posto per Sisport scuola calcio Juventus Torino; 2) Cabiate calcio; 3) Meda 1913: categoria 2012: 1) Montesolaro di Como; 2) Sisport Juventus; 3) Cabiate; categoria 2014: 1) Sisport Juventus; 2) Atletico Meda sud; 3) Montesolaro di Como.

Giornata di calcio giovanile a Meda: la soddisfazione del presidente

Più che soddisfatto il presidente dello Juventus club Meda, Stefano Borgonovo che ha dichiarato: "La presenza di oltre duecento ragazzi con i loro genitori a questo torneo, dopo due anni di silenzio causa pandemia, ci hanno ripagato di tanta fatica per organizzarlo e per la perfetta riuscita debbo ringraziare i miei collaboratori che hanno dedicato tante ore del loro tempo libero affinché tutto funzionasse al meglio e l’accoglienza fosse la migliore possibile. L’ospitalità è un biglietto da visita molto importante".

Giornata di calcio giovanile a Meda : "Un goal per Filippo"

Chi era Filippo Finocchio ? "Filippo era nato a Monza il 29 dicembre 2002 e sin da piccolo ha mostrato una grande passione per il calcio e nel settembre 2007 effettuata il suo primo allenamento nell’Ac Meda 1913, crescendo ha mostrato grandi qualità di bomber, tifoso della Juventus, una passione che condivideva con papà Antonio. A scuola otteneva ottimi risultati. L’estate la trascorreva a casa dei nonni paterni in Sicilia. Nel gennaio 2017 gli veniva diagnosticato un osteosarcoma al femore sinistro e non avrebbe più potuto giocare a calcio. Un destino crudele, nonostante la forza di volontà, aveva deciso che per lui non bastava ancora, da altri controlli gli venivano riscontrati delle recidive al torace. Filippo non si abbatteva e continuava a sottoporsi a continue cure, il tumore resisteva alle chemioterapie e lo strappava alla vita a soli 15 anni il 16 febbraio 2018".

26 giugno 2022

Fonte: Ilcittadinomb.it

ARTICOLI STAMPA e WEB GIUGNO 2022  

Festa di chiusura della Scuola Tennis 2021-22

e consegna della borsa di studio "Alberto Guarini"

di Giuseppe Messe

Si è conclusa, con la cerimonia di chiusura, la Scuola Tennis del "Dino De Guido" di Mesagne per la stagione 2021/22.

Un’annata che ha visto il coinvolgimento di circa 80 ragazzi. Quello appena trascorso è stato un anno che ha segnato il ritorno alla quasi normalità. Infatti, come sottolineato dal Maestro Nazionale Armando Caforio, si è ritornati a svolgere attività di Fit Junior e a programmare le trasferte ai Tornei Junior Next Gen per i ragazzi agonisti. Anche l’attività dei campionati a squadre è stata considerevole con una squadra qualificata alle finali di Macroarea, quella Under 12 femminile. Durante la cerimonia di chiusura, sono intervenuti numerosi ragazzi e genitori, il consiglio di amministrazione del circolo, lo staff tecnico, composto da Armando Caforio, Luigi Pisoni e Giuseppe Canuto per la parte tecnica e da Alessandra Parato per la preparazione fisica. Il presidente del sodalizio gialloblù, Nicola De Guido, nel suo intervento, ha sottolineato la volontà del consiglio direttivo di potenziare ulteriormente la Scuola Tennis nei prossimi anni provando a dare un servizio ancora più efficiente, puntuale e di qualità. Inoltre, ha evidenziato che la squadra di punta del sodalizio di Via Beato Bartolo Longo, quella della serie B2 maschile, è riuscita nell’impresa di migliorare il risultato raggiunto lo scorso anno, riuscendo a piazzarsi al terzo posto nel proprio girone, evitando, così, i pericolosi play out. Contestualmente, ha ringraziato tutti gli sponsor che hanno contribuito generosamente al sostegno della squadra a livello economico (omissis). Infine, durante la cerimonia, oltre alla premiazione degli allievi, è stata assegnata l’annuale borsa di studio "Alberto Guarini"; borsa di studio che prevede la partecipazione ad una settimana presso il centro estivo FIT di Castel di Sangro per un allievo della Scuola Tennis del circolo. L’assegnazione della stessa da parte di una commissione, scaturisce dall’esame dell’aspetto tecnico, dell’impegno, del comportamento, dell’educazione e del profitto scolastico. La borsa di studio è dedicata alla memoria del giovane tennista mesagnese, socio del sodalizio, Alberto Guarini, scomparso prematuramente il 29 maggio 1985 in occasione della finale di Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool nello stadio Heysel di Bruxelles nel quale si perpetrò una vera e propria strage. Alla presenza della madre e della sorella di Alberto, la borsa di studio è stata consegnata al vincitore di quest’anno Pierpaolo Pagliara.

4 luglio 2022

Fonte: Mesagnesera.it

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2022  

Tardelli: "Non considero la Coppa vinta all’Heysel

Quella non fu una partita, ma la sconfitta del calcio"

A Libero: "Non avremmo dovuto giocare, per rispetto dei morti. Per questo motivo non aveva senso incoronarci vincitori".

Nell’intervista rilasciata a Libero per i 40 anni dalla vittoria della Nazionale italiana al Mondiale di Spagna del 1982, Marco Tardelli tocca diversi temi. Uno tra questi è la tragedia dell’Heysel. Lo spunto viene da una domanda ben precisa: Tardelli ha rimpianti nella sua carriera da calciatore ? Risponde: "Uno solo: non aver vinto la Coppa Campioni". Gli fanno notare che in realtà l’ha vinta, con la Juventus contro il Liverpool, nel maledetto stadio dell’Heysel. Lo ricorda bene, ma per lui quella vittoria non conta, è come se la coppa non l’avesse mai alzata. Quella dell’Heysel non fu una partita, dice, fu la sconfitta del calcio. La Juventus non avrebbe mai dovuto giocarla. "All’Heysel non è stata una partita. Non dovevamo giocare, per rispetto dei morti. Quel giorno è stata la sconfitta del calcio, perciò non aveva senso incoronare vincitori".

8 luglio 2022

Fonte: Ilnapolista.it

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2022  

"Campo sportivo "Lorentini": abbandonato

e bando per la gestione con costi proibitivi"

La dichiarazione dei consiglieri comunali Pd Giovanni Donati e Alessandro Caneschi.

Arezzo, 15 luglio 2022 - "Il campo sportivo "Roberto Lorentini", in zona Pescaiola, è una struttura tornata nella disponibilità del Comune dal settembre 2021, dopo la riconsegna anticipata effettuata dalla società sportiva aretina che lo aveva in gestione. Da quel momento, è rimasto senza manutenzione" sono le parole dei consiglieri comunali Pd Giovanni Donati e Alessandro Caneschi. "Il manto erboso è praticamente compromesso, con la vegetazione cresciuta a dismisura, quasi a raggiungere la traversa in prossimità delle due porte. Il resto è fatiscente e versa in condizioni pietose e per rimediare a questo "spettacolo" occorre intervenire pesantemente. L’assessore allo sport Federico Scapecchi ha annunciato pubblicamente ed enfaticamente di avere la soluzione, ha parlato anzi di "rivoluzione copernicana": in pratica le società sportive che parteciperanno al bando per la gestione dell’impianto dovranno accollarsi le spese per la sua messa in sicurezza e sobbarcarsi, in termini economici, un investimento straordinario di 150mila euro nei primi 5 anni. Da precisare che questa cifra servirà a rendere la struttura a norma e poterla utilizzare. Dopo di che andranno aggiunti ulteriori 25mila euro all’anno per la gestione ordinaria. L’assessore Scapecchi probabilmente non ha ben chiaro il panorama delle società sportive locali, costituito da realtà che vivono da sempre grazie al volontariato. Quale soggetto può spendere oggi una cifra simile, per riparare peraltro i danni generati dall’incuria e dal malgoverno della giunta Ghinelli ? Prima di pensare a un bando, il Comune deve impegnarsi a provvedere a tutte le spese necessarie. Illudersi di cavarsela facendo ricadere sulle realtà associative e di volontariato questo enorme impegno è semplicemente paradossale. Ecco dunque svelato il gran colpo di genio. Più che di "rivoluzione copernicana", qua siamo tornati indietro a Tolomeo. Solo che la terra non è piatta ma incolta e indecorosa".

15 luglio 2022

Fonte: Lanazione.it

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2022  

Donati e Caneschi: "Campo sportivo Lorentini

abbandonato e bando per la gestione con costi proibitivi"

"Ecco la rivoluzione copernicana dell’assessore Scapecchi" commentano i due consiglieri comunali del Partito Democratico.

Erba alta, campo da calcio indistinguibile, struttura abbandonata e senza manutenzione. Il centro sportivo comunale di Pescaiola, intitolato alla memoria di Roberto Lorentini si presenta in condizioni pessime. A denunciarne lo stato in cui si trova adesso sono i consiglieri comunali del Partito Democratico Giovanni Donati e Alessandro Caneschi che documentano il tutto anche con alcune fotografie.

"Il campo sportivo "Roberto Lorentini", in zona Pescaiola, è una struttura tornata nella disponibilità del Comune dal settembre 2021, dopo la riconsegna anticipata effettuata dalla società sportiva aretina che lo aveva in gestione. Da quel momento, è rimasto senza manutenzione. Il manto erboso è praticamente compromesso, con la vegetazione cresciuta a dismisura, quasi a raggiungere la traversa in prossimità delle due porte. Il resto è fatiscente e versa in condizioni pietose e per rimediare a questo ‘spettacolo’ occorre intervenire pesantemente. L’assessore allo sport Federico Scapecchi ha annunciato pubblicamente ed enfaticamente di avere la soluzione, ha parlato anzi di ‘rivoluzione copernicana’: in pratica le società sportive che parteciperanno al bando per la gestione dell’impianto dovranno accollarsi le spese per la sua messa in sicurezza e sobbarcarsi, in termini economici, un investimento straordinario di 150mila euro nei primi 5 anni. Da precisare che questa cifra servirà a rendere la struttura a norma e poterla utilizzare. Dopo di che andranno aggiunti ulteriori 25mila euro all’anno per la gestione ordinaria. L’assessore Scapecchi probabilmente non ha ben chiaro il panorama delle società sportive locali, costituito da realtà che vivono da sempre grazie al volontariato. Quale soggetto può spendere oggi una cifra simile, per riparare peraltro i danni generati dall’incuria e dal malgoverno della giunta Ghinelli ? Prima di pensare a un bando, il Comune deve impegnarsi a provvedere a tutte le spese necessarie. Illudersi di cavarsela facendo ricadere sulle realtà associative e di volontariato questo enorme impegno è semplicemente paradossale. Ecco dunque svelato il gran colpo di genio. Più che di "rivoluzione copernicana", qua siamo tornati indietro a Tolomeo. Solo che la terra non è piatta ma incolta e indecorosa".

15 luglio 2022

Fonte: Arezzonotizie.it

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2022  

Arezzo, a Pescaiola lo stadio dedicato

all'eroe dell'Heysel in completo abbandono

Al campo di Pescaiola, dedicato alla memoria Roberto Lorentini, morto da eroe per tentare di salvare un bambino all’Heysel, c’è una targa che lo ricorda, ma che sta per essere sommersa dall’erba alta. È posta in alto in una delle palazzine del campo da calcio, intorno però c’è solo degrado e spazzatura. Fa effetto e rabbia. L’impianto è stato letteralmente abbandonato a sé stesso da quando l’ultima società, l’Orange Don Bosco, nel settembre di un anno fa, aveva riconsegnato le chiavi al Comune, perché scaduta la gestione. Ma da allora, il Comune, proprietario dell’impianto, lo ha lasciato completamente nel degrado. Senza un minimo di manutenzione ordinaria. Appena si arriva all’impianto di Pescaiola, in quella che era la biglietteria, c’è una coppa. Sembra che aspetti qualcuno che magicamente possa ridare un calcio d’inizio. C’è un cancello completamente aperto e chiunque può entrare. Era il cancello d’ingresso alla tribuna. Saliamo proprio fin sopra la tribuna dove in cima è stata lasciata un’altra coppa e lo spettacolo che si apre davanti ai nostri occhi è davvero desolante. Il campo da calcio è completamente sommerso dall’erba talmente alta che tra poco arriva alla traversa della porta. Ovviamente non si vedono più le linee del campo e chissà come sarà ridotto anche il terreno da gioco. Scendendo dalla tribuna si può passeggiare liberamente dentro gli altri locali. Non ci sono lucchetti alle porte che invece sono completamente aperte con il rischio che qualcuno ci possa andare a dormire o peggio. Dentro tutto è in stato di abbandono. Dove una volta c’era il ristorante, adesso è tutto buttato per terra. E in uno scaffale ci sono altre coppe. Ci spostiamo facendoci largo tra l’erba alta con il rischio di incontrare qualche animale o peggio qualche siringa. Arriviamo dall’altra parte dove un tempo c’erano gli ingressi per gli altri campi da calcio e il panorama non cambia: degrado e abbandono. Fino a quando non alziamo gli occhi a quella targa di marmo bianco dove inciso c’è scritto il nome di Roberto Lorentini, il medico aretino che trovò la morte nella strage dell’Heysel. C’è scritto la sua data di nascita e quella della sua morte. E non è giusto e rispettoso che intorno ci siano soltanto macerie di un passato dove c’erano tanti ragazzi e tanti bambini che ogni giorno animavano quei posti. Dentro quello stadio proprio alcuni giorni fa, ci sono stati anche i consiglieri del Pd Alessandro Caneschi e Giovanni Donati: "Per rimediare a questo ‘spettacolo’ - dicono - occorre intervenire pesantemente. L’assessore allo sport Federico Scapecchi ha annunciato pubblicamente ed enfaticamente di avere la soluzione, ha parlato anzi di ‘rivoluzione copernicana’: in pratica le società sportive che parteciperanno al bando per la gestione dell’impianto dovranno accollarsi le spese per la sua messa in sicurezza e sobbarcarsi, in termini economici, un investimento straordinario di 150 mila euro nei primi 5 anni. Da precisare che questa cifra servirà a rendere la struttura a norma e poterla utilizzare. Dopo di che andranno aggiunti ulteriori 25 mila euro all’anno per la gestione ordinaria. L’assessore Scapecchi probabilmente non ha ben chiaro il panorama delle società sportive locali, costituito da realtà che vivono da sempre grazie al volontariato. Quale soggetto può spendere oggi una cifra simile, per riparare peraltro i danni generati dall’incuria e dal malgoverno della giunta Ghinelli ? Prima di pensare a un bando, il Comune deve impegnarsi a provvedere a tutte le spese necessarie. Illudersi di cavarsela facendo ricadere sulle realtà associative e di volontariato questo enorme impegno è semplicemente paradossale. Ecco dunque svelato il gran colpo di genio. Più che di ‘rivoluzione copernicana’, qua siamo tornati indietro a Tolomeo. Solo che la terra non è piatta ma incolta e indecorosa". Serve dunque prima di tutto un minimo di manutenzione e soprattutto mettere in sicurezza l’impianto chiudendo i cancelli per evitare che qualcuno possa entrare e magari completare un lavoro di distruzione e degrado che sono già in atto.

16 luglio 2022

Fonte: Corrierediarezzo.corr.it

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2022  

Arezzo, Andrea Lorentini su Pescaiola: "Trovate una

soluzione dignitosa per lo stadio intitolato a mio padre"

di Francesca Muzzi

"Trovate una soluzione dignitosa per il campo intitolato a mio padre. Per i ragazzi, per il luogo e per chi è dedicato". Andrea Lorentini, figlio di Roberto l’eroe morto all’Heysel per tentare di salvare un bambino, entra in punta di piedi nella vicenda di totale abbandono dello stadio a Pescaiola che venne dedicato a suo padre. "Non mi interessano i giochi politici - dice - io parlo anche a nome della mia famiglia. Vedere lo stadio in quelle condizioni fa male. Per questo auspico che venga trovata una soluzione dignitosa e che presto torni a disposizione della comunità. Anche per il significato che ha quella struttura intitolata ad una persona che non c’è più, ma che un’intera città ricorda sempre".

La vicenda dell’abbandono di Pescaiola è uscita fuori grazie ad un viaggio che il Corriere di Arezzo ha fatto venerdì mattina. Siamo entrati dentro quello stadio, una volta gestito e tenuto come un fiore all’occhiello dalla società Orange Don Bosco e abbiamo visto prima di tutto quanto sia facile entrare dentro quella struttura dove tutto è aperto e poi abbiamo visto quanto l’erba sia diventata alta e a momenti arrivi quasi alle traverse delle porte che non si vedono più. Le panchine del campo principale, per esempio, sono quasi sommerse dall’erba e per rimettere a posto quel terreno di gioco non basterà rasarla. È così da quando l’Orange Don Bosco, a settembre 2021 ha dovuto riconsegnare le chiavi al Comune, perché era scaduta la convenzione. Da allora l’impianto si è addormentato e la natura ha ripreso il sopravvento. Emblematiche le foto che Marta Massai, un tempo a gestire la società insieme al babbo, Gino, ha pubblicato ieri sul proprio profilo facebook. Da una parte il campo curato e dall’altra quello che ne resta oggi.

Sulla vicenda erano intervenuti anche i consiglieri del Pd, Alessandro Caneschi e Giovanni Donati. Anche loro avevano fatto un giro allo stadio dove fa effetto vedere alcune coppe sparse tra la tribuna e l’interno dello stabile. La struttura è tornata a bando, ma sono proprio i due consiglieri del Pd a sostenere in quale modo: "In pratica le società sportive che parteciperanno al bando per la gestione dell’impianto - dicono - dovranno accollarsi le spese per la sua messa in sicurezza e sobbarcarsi, in termini economici, un investimento straordinario di 150 mila euro nei primi 5 anni. Da precisare che questa cifra servirà a rendere la struttura a norma per poterla utilizzare. Dopo di che andranno aggiunti ulteriori 25 mila euro all’anno per la gestione ordinaria. L’assessore Scapecchi probabilmente non ha ben chiaro il panorama delle società sportive locali, costituito da realtà che vivono da sempre grazie al volontariato. Quale soggetto può spendere oggi una cifra simile", si chiedono i due consiglieri. Nel frattempo abbiamo cercato anche l’assessore allo sport del Comune di Arezzo, Federico Scapecchi, per rispondere sullo stato del Lorentini, ma lo stesso si è chiuso dietro il silenzio stampa, sottolineando che "risponderò a tempo debito". E intanto l’erba continua a crescere allo stadio di Pescaiola nel centro del quartiere. Uno scempio di una struttura sportiva a due passi dalla città.

16 luglio 2022

Fonte: Corrierediarezzo.corr.it

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2022  

"Quel campo abbandonato è un pugno allo stomaco"

L’impianto dedicato a Roberto Lorentini nell’incuria totale "Fate qualcosa per riaprirlo".

Ospitiamo la riflessione del nostro giornalista Andrea Lorentini sullo stato di degrado del campo da calcio di Pescaiola dedicato al padre Roberto, morto allo stadio Heysel.

"Un pugno allo stomaco. È stata questa la sensazione che ho provato quando ho visto le foto che testimoniavamo lo stato di degrado e abbandono nelle quali versa, ormai da un anno, l’impianto sportivo di Pescaiola intitolato a mio padre Roberto Lorentini. A me e alla mia famiglia non interessa entrare nella polemica politica che si è alimentata in questi giorni, né tanto meno esprimere giudizi, o accertare responsabilità, ma certamente non possiamo assistere in maniera passiva e senza indignarci per quanto accaduto. Mio padre Roberto è medaglia d’argento al valor civile, quel campo di calcio gli è stato intitolato nel ricordo di quel suo gesto di estremo altruismo quando, lui medico, dopo essersi messo in salvo dalle prime cariche degli hooligans inglesi, tornò nella calca e fu travolto mentre prestava soccorso ai feriti sugli spalti. Ecco, ogni volta che un bambino, un ragazzo, un atleta è entrato nell’impianto di Pescaiola aveva la consapevolezza, ricordata dalla targa all’ingresso, di chi fosse Roberto Lorentini. Un impianto che è stato negli anni luogo di attività di tante importanti realtà sportive del territorio che hanno dato la possibilità a numerosi ragazzi di fare sport. La storia di mio padre, come quella dell’altra vittima aretina dell’Heysel Giuseppina Conti, sono parte integrante della storia di questa città e lasciare che quell’impianto muoia è come far morire il ricordo e l’esempio di Roberto. Mi auguro vivamente che si possa trovare in tempi rapidi una soluzione, magari venendo incontro alle società sportive per favorirne la gestione, affinché l’impianto sia riqualificato e gli venga restituita una dignità, ma soprattutto possa tornare a ospitare partite di pallone e che le nuove generazioni possano viverlo nel ricordo di Roberto, un simbolo della lotta contro la violenza nello sport". Andrea Lorentini

17 luglio 2022

Fonte: Lanazione.it

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2022  

Giuseppina Conti e la strage dell’Heysel

Appassionata di calcio e della Juventus, Giuseppina Conti ha perso la vita durante la finale di Coppa dei Campioni del 1985 nella strage dell’Heysel.

"Il calcio è musica, danza e armonia. E non c’è niente di più allegro della sfera che rimbalza": le parole di Pelé, uno dei più grandi talenti brasiliani, descrivono al meglio l’essenza di questo sport che vale tanto per i calciatori quanto per i tifosi. Il calcio è uno sport di squadra e gli undici giocatori, non sono gli unici a scendere in campo, accanto a loro ci sono i tifosi che vivono intensamente ogni parata, ogni azione proprio come se fossero anche loro nel rettangolo d’erba. Non c’è cosa più bella che gioire o disperarsi insieme alla propria squadra direttamente allo stadio, ma la convinzione che "comunque vada" la partita è una festa, a volte può trasformarsi in un dramma. Questo è quello che è avvenuto allo stadio Heysel di Bruxelles nel 1985 quando 36 (NDR: 39) persone hanno perso la vita: tra di loro c’era Giuseppina Conti, una ragazza di soli 17 anni, partita con la gioia e la speranza nel cuore, ma tradita dalla furia di alcune persone che, nascoste dietro la facciata di tifosi, hanno semplicemente dato sfogo a una violenza immotivata.

Giuseppina e la sua passione per la Juventus

Il sogno di ogni tifoso è vedere la propria squadra vincere la Champions League, e anche Giuseppina Conti, detta Giusy, non vede l’ora che la sua squadra del cuore, la Juventus possa vincere il titolo che nel 1985 ancora si chiamava Coppa dei Campioni. L’occasione di veder trionfare la propria squadra contro il Liverpool direttamente nello stadio dell’Heysel è troppo ghiotta e la diciassettenne non vuole assolutamente farsela sfuggire. Infatti, fa di tutto per poter partire per Bruxelles: la figlia e studentessa modello, si impegna ancora di più a scuola e il 29 maggio, giorno della finale, termina tutte le interrogazioni con voti impeccabili, pronta per viaggiare serena alla volta della grande finale, con una promessa speciale per la mamma, cioè quella di tornare con la coppa.

La furia degli hooligans

Giusy e il padre Antonio non sono gli unici arrivati dall’Italia per assistere all’incontro, con loro ci sono ragazzi, famiglie e "semplici" tifosi pronti a condividere insieme un sogno. Mentre i gruppi organizzati dei bianconeri vengono sistemati nelle curve M-N-O, Giusy e gli altri tifosi bianconeri vengono indirizzati nei settori Y-X-Z, accanto alla frangia più violenta dei sostenitori del Liverpool, i famigerati hooligans. Quella che doveva essere una festa, improvvisamente si trasforma in un massacro, i tifosi inglesi più esagitati iniziano a spingere la rete che divide il settore Z, la furia è talmente tanta che oltre alla rete stessa crollano anche i gradoni (NDR: crollò la parte inferiore del muro delimitante il settore Z spinto dalla calca dei tifosi impauriti). Antonio fa di tutto per mettere in salvo la figlia, ma travolto dalla fuga degli altri tifosi perde conoscenza. Quando si risveglierà dovrà fare i conti con un’amara scoperta, la figlia tanto amata è rimasta uccisa insieme ad altre 35 (NDR: 37, una era in coma, morirà in ospedale il 14 agosto 1985) persone. Il sorriso che le illuminava il volto nelle ore precedenti alla partita, immortalato nella foto scattata davanti alla Grand Place mentre indossa fiera il cappellino e la bandiera della Juventus, si è spento per sempre. In fondo l’essenza del tifo, quello sano, è e doveva essere proprio questa: il sorriso di una bambina spensierata che condivide la propria passione con suo padre, girando il mondo pur di stare vicino alla squadra del cuore. Un tifo genuino rimasto impresso in maniera indelebile in una tenera foto di 37 anni fa.

15 agosto 2022

Fonte: Dilei.it

ARTICOLI STAMPA e WEB AGOSTO 2022  

VENARIA - Scelti i luoghi da dedicare a Gino

Vanzi, al Grande Torino e alle Vittime dell'Heysel

La Commissione Comunale per la Toponomastica, nella seduta del 18 luglio 2022, ha dato il via libera all'intitolazione di luoghi o aree pubbliche a Gino Vanzi, al Grande Torino e alla tragedia dell'Heysel.

Nello specifico, al compianto Gino Vanzi verrà intitolata la sala espositiva comunale della Pro Loco di via Mensa 34, oltre a ripristinare la targa in sua memoria precedentemente già installata sotto la Torre dell’orologio della Reggia, in piazza della Repubblica. Il piazzale di fronte agli impianti sportivi "Don Mosso", in via San Marchese ad Altessano, sarà intitolato al Grande Torino, la squadra che morì nella tragedia di Superga il 4 maggio 1949, e che assumerà così la dicitura di "piazzale Grande Torino". Infine, l’area prospiciente alla stazione Rigola sarà intitolata alle Vittime dell’Heysel, ovvero ai tifosi della Juventus morti il 29 maggio 1985 poco prima dell'inizio della finale di Coppa dei Campioni di calcio tra Juventus e Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles, in cui morirono 39 persone, di cui 32 italiane, e ne rimasero ferite oltre 600. Al momento, la Commissione non ha potuto decidere se sarà piazzale o piazza Vittime dell'Heysel: questo avverrà in un secondo momento, una volta sistemata effettivamente l’area tra via Amati e viale delle Industrie.

24 Agosto 2022

Fonte: Quotidianovenaria.it

ARTICOLI STAMPA e WEB AGOSTO 2022  

Dal 15 al 16 settembre "Nicosia una piazza per Luigi"

in ricordo di una delle vittime dello stadio Heysel

Il 4 febbraio 2020 Salvatore Leonardi chiese l’intitolazione di uno spazio pubblico al concittadino Luigi Pidone deceduto durante gli scontri* conseguenti alla finale di Coppa dei Campioni disputatasi fra le squadre del Liverpool e della Juventus allo stadio Heysel di Bruxelles il 29 maggio 1985, proponendo un’area in via Pozzi Fiera. Il 2 marzo 2022 la Commissione comunale per la Toponomastica espresse il proprio parere favorevole alla proposta e l’amministrazione comunale di Nicosia con una delibera di giunta del 7 marzo 2022 decise di intitolare un’area di via Pozzi Fiera alla sua memoria. Il 15 e 16 settembre Salvatore Leonardi, che partecipò a quella tragica serata a Bruxelles e riuscì a uscirne miracolosamente illeso, ha organizzato una serie di eventi per ricordare l’amico Luigi Pidone e soprattutto per far riflettere e ricordare quei tragici momenti. Ospiti d’eccezione in questi due giorni Idris, giornalista, personaggio televisivo e opinionista e Antonio Cabrini, indimenticabile calciatore della Juventus, campione del mondo in Spagna 82 e tra i protagonisti in campo in quella tragica finale di coppa campioni. Il 15 settembre alle 18 presso l’aula consiliare del Comune di Nicosia, Idris e Cabrini verranno accolti dalle autorità cittadine locali. Il 16 settembre alle 11, presso il cine-teatro Cannata, Antonio Cabrini incontrerà i giovani e sempre al Cannata alle 17 si terrà il convegno sul razzismo e violenza negli stadi, oltre a Idris e Cabrini, interverranno il sindaco Luigi Bonelli e Giuseppe Schillaci, vescovo della Diocesi di Nicosia. Alle 18.30 sarà inaugurata la piazzetta Luigi Pidone. Luigi Pidone fu la trentanovesima vittima degli scontri* avvenuti allo stadio Heysel il 29 maggio 1985, restò in coma irreversibile per 77 giorni e morì all’ospedale Erasme di Bruxelles all’età di 31 anni. Luigi Pidone, come tutti gli altri tifosi rimasti uccisi quella terribile notte, si trovava il 29 maggio nel settore Z dello stadio Heysel. Poco dopo le 19 gli incidenti e la fuga della gente impaurita. Gli infermieri lo raccolsero che era già privo di conoscenza: fu portato in ambulanza all’ospedale dove fu ricoverato. Nonostante le cure intensive, non si risvegliò dal suo stato di incoscienza.

* NDR: Come da verità storico-processuale non vi furono scontri fra le tifoserie all’Heysel ma un assalto barbaramente cruento degli hooligans inglesi (premeditato, armato e in più riprese) prima dell’inizio della gara, ai danni di indifesi tifosi juventini (e non) nel settore Z. Gli Ultras bianconeri erano nella curva opposta.

25 Agosto 2022

Fonte: Telenicosia.it

ARTICOLI STAMPA e WEB AGOSTO 2022  

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