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Eugenio Bortolon 23.05.2009 I Funerali
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Vicenza

Ultrà da tutta Italia al funerale di Eugenio

Per l'ultimo saluto al diciannovenne tifoso del Vicenza morto a Parma saranno una a fianco dell'altra anche supporter storicamente rivali.

VICENZA - Ci saranno anche gli ultrà di tifoserie storicamente rivali ai funerali di Eugenio Bortolon, il giovane tifoso del Vicenza, morto sabato scorso dopo essere precipitato dagli spalti dello stadio Tardini di Parma. Le esequie al giovane supporter dovrebbero tenersi giovedì nella chiesa parrocchiale di Isola Vicentina, paese nel quale viveva. "Abbiamo ricevuto telefonate - ha dichiarato Paolo Cantele, detto "Pancho", uno dei responsabili della curva sud - anche dai capi ultrà di Verona, Napoli, Brescia e Atalanta, ossia le tifoserie con le quali esiste da sempre un’accesa rivalità". "Nel mondo degli ultrà - aggiunge Cantele - si può essere ostili e probabilmente questo avverrà anche in futuro, ma di fronte a una vicenda umana e tragica come questa saremo assieme e uniti per dare l’ultimo saluto ad Eugenio. Lui era un tifoso del Vicenza, ma tutti gli ultrà di tutta Italia sono addolorati e ci sono vicini". Nella serata di ieri uno dei responsabili della "Caneva Berica", il gruppo di cui faceva parte Eugenio, ha incontrato nella casa di Isola Vicentina, la famiglia Bortolon che non avrebbe posto ostacoli alla presenza degli ultrà da tutta Italia ai funerali del figlio.

26 maggio 2009

Fonte: Corrieredelveneto.corriere.it

Fotografie: Gazzettadiparma.it

I funerali di Eugenio, il ragazzo morto al Tardini

La protesta degli ultras del Vicenza

I FUNERALI - Bara in legno chiaro con la maglia del Vicenza, di cui era tifoso, ad abbracciarlo assieme alle 2.500 persone accorse per salutarlo, tra cui l’intera squadra biancorossa.

È l’addio che amici e ultrà provenienti da ogni parte d’Italia hanno dato a Eugenio Bortolon, il giovane di 19 anni tifoso del Vicenza morto sabato scorso, dopo essere precipitato dagli spalti dello stadio Tardini di Parma, durante il secondo tempo della partita di campionato contro il Vicenza. I funerali si sono tenuti nella chiesa parrocchiale di Isola Vicentina (Vicenza), paese nel quale Bortolon viveva con la famiglia, che ha potuto ospitare solo una parte (circa 600 persone) di coloro che sono arrivati per dare l’ultimo saluto allo sfortunato tifoso. La messa, celebrata da un cappellano militare (il papà di Eugenio è un maresciallo dei carabinieri in pensione, mentre fanno parte dell’Arma anche i due fratelli), è stata ascoltata anche nel piazzale esterno della chiesa, grazie all’ausilio di alcuni altoparlanti. L'arrivo della bara, ricoperta solo da una corona di fiori della famiglia, è stato accolto in silenzio. Il bomber Massimo Margiotta (il giocatore più amato da Eugenio Bortolon) prima dell’ingresso in chiesa ha posto la sua maglia sopra la bara. LA PROTESTA - Buona parte degli ultras del Vicenza che occupavano la curva sud hanno abbandonato la gradinata tra il primo e il secondo tempo nella sfida contro il Piacenza. L’iniziativa, preannunciata nei giorni scorsi, è stata attuata per protestare contro la mancata sospensione della partita di sabato scorso a Parma dopo il grave incidente occorso ad Eugenio Bortolon. Ad inizio ripresa la gradinata sud presenta un vuoto nella parte centrale. Durante il primo tempo l’intera gradinata è rimasta in silenzio, e si sono alzati solo alcuni cori in ricordo di Eugenio. Nello spazio lasciato vuoto in gradinata sud è stato poi esposto uno striscione, sempre in riferimento alla gara di Parma, dal titolo "Lo spettacolo avete continuato, la vita di un tifoso non avete rispettato: vergogna". IN CAMPO - Eugenio Bortolon, il tifoso biancorosso morto sabato scorso cadendo dagli spalti dello stadio "Tardini" di Parma, è stato ricordato prima dell’inizio della partita Vicenza-Piacenza allo stadio "Menti". I giocatori biancorossi sono entrati sul campo di gioco indossando una maglietta bianca con la scritta "Ciao Eugenio", con il volto dello sfortunato supporter. La maglietta è stata appoggiata sopra i cartelloni pubblicitari sotto la gradinata sud, dove il capitano Zanchi ha deposto un mazzo di fiori. Dalla curva un supporter ha lanciato una sciarpa che è stata raccolta dall’attaccante Bjelanovic e appoggiata sopra i cartelloni. I biancorossi hanno poi iniziato la partita con il lutto al braccio. In curva sud un solo enorme striscione con la scritta: "Sarai sempre nei nostri cuori... Ciao Eugenio".

30 maggio 2009

Fonte: Gazzettadiparma.it

Ciao Eugenio, cuore biancorosso

di Giancarlo Tamiozzo

I funerali. Tantissima gente per l'ultimo saluto al diciannovenne Bortolon morto sabato scorso a Parma. La cerimonia ha avuto dei momenti toccanti. Folla commossa a Isola, c'era il Vicenza al gran completo. Margiotta ha deposto sulla bara la maglia numero 29.

ISOLA VICENTINA - Il giorno del dolore, grande quanto dignitoso e composto. Il giorno della Fede. E della fede. Arrivano in tanti, tantissimi (forse duemila, forse anche di più) a dare l'ultimo saluto a Eugenio Bortolon, il giovane tifoso (aveva 19 anni) del Vicenza morto sabato scorso a Parma. La chiesa di S. Pietro Apostolo è gremita per i funerali del ragazzo. E fuori ci sono tante altre persone. Amici, conoscenti, compaesani. E non solo. C'è il Vicenza al gran completo: giocatori, tecnici e dirigenti. Ci sono tifosi provenienti da tutta Italia. Ci sono le autorità. C'è una delegazione del Parma. Ci sono tanti rappresentanti dei carabinieri. Papà Alfredo è infatti un maresciallo dell'Arma in pensione e carabinieri sono anche i fratelli Luciano e Gianfranco, che partecipano al rito funebre in divisa. La loro dignità è esemplare, al pari di quella della mamma Maria e della fidanzata Serena. Fede e fede, si diceva. Già, perché nel giorno della speranza della vita eterna, alimentata dalla Fede (con la F maiuscola), il pensiero non può non tornare alla fede calcistica. Quella biancorossa, quella passione che aveva spinto Eugenio a Parma. E si parte da qui. La bara arriva alla porta della chiesa: i giocatori del Vicenza sono a destra, gli ultras a sinistra. Dal gruppo si stacca Massimo Margiotta, che depone sulla bara, su cui già ci sono dei fiori, la sua maglia, quella con il numero 29. Il rito funebre comincia. Ci sono i sacerdoti, ci sono i frati del convento di Santa Maria. Il Vangelo ricorda che "tutto ciò che il Padre vi dà verrà a me". Poi arriva l'omelia, contrassegnata da due interventi. Il primo è del cappellano militare don Francesco Argenterio, che dipinge Eugenio come "un ragazzo solare, affamato di vita". Il sacerdote regala poi parole di grande speranza: "Posso dire che oggi Eugenio è in Paradiso con Dio: ha spiccato il volo da quella balaustra. In Cielo - aggiunge poi rivolto ai presenti - avete un Angelo che Dio ha chiamato a sé per proteggervi e accompagnarvi". La parola passa poi al parroco di Isola, don Flavio Lista. Il sacerdote prima di tutto ringrazia la famiglia per la "dignità con cui vive questo momento di dolore", poi si rivolge in modo particolare ai giovani. Lo fa perché è reduce da un pellegrinaggio con i suoi parrocchiani a Lourdes, dove ha visto "tenere alte le bandiere della Fede". Inevitabile, quindi, l'accostamento con le bandiere della passione calcistica. Il tutto condito da un appello: "Giovani, c'è bisogno di voi". Si prosegue. Al momento dello scambio del segno di pace, oltre ai sacerdoti, si avvicinano ai famigliari di Eugenio il presidente del Vicenza, Sergio Cassingena, il presidente del Centro di coordinamento, Luigi Arena e il generale Raffaele Vacca, comandante regionale dei Carabinieri. Dopo la Comunione salgono sull'altare cinque persone per ricordare Eugenio. Prima tocca a tre amici. Le loro parole sono toccanti: "Non ci dimenticheremo mai di te, sempre disponibile, semplice e buono. E non aver paura per Serena: ce ne occuperemo noi". E poi i momenti felici dell'adolescenza: "Ricordi, Eugenio, quando a Tonezza facevi spaventare le ragazze facendo finta che ci fossero i fantasmi... Ora dal Paradiso veglia su di noi". Sì, perché, come raccontato nell'ultima delle prime tre testimonianze, "Eugenio aveva una marcia in più". Tocca poi a Beppe Grendele, leader del gruppo "Caneva Berica", con il quale Eugenio aveva viaggiato sabato scorso: "Sarai sempre - dice - nei nostri cuori, per te ci sarà sempre un posto con noi in Curva". La chiusura spetta a Paolo Bedin, direttore di gestione del Vicenza: "Eugenio vive nella memoria di un'intera città. In chiesa siamo in tanti a ricordarlo, allo stadio saremo ancora di più. Il Vicenza giocherà al Menti, la nostra casa e la casa di Eugenio. Eugenio, continua a tifarci da lassù: la tua squadra giocherà per te". La celebrazione finisce. In tantissimi vanno a fare le condoglianze ai famigliari (anche Gregucci e Cristallini). La bara viene portata all'esterno e comincia la processione verso il cimitero. Anche lì c'è tantissima gente. Da Eugenio, davvero, è difficile staccarsi.

30 maggio 2009

Fonte: Ilgiornaledivicenza.it

Vicenza

In 2.500 per l'ultimo saluto a Bortolon

I funerali del 19enne caduto dagli spalti dello stadio a Parma. Il bomber Margiotta depone la sua maglia sopra la bara.

VICENZA - Bara in legno chiaro con la maglia del Vicenza, di cui era tifoso, ad abbracciarlo assieme alle 2.500 persone accorse per salutarlo, tra cui l’intera squadra biancorossa. È l’addio che amici e ultrà provenienti da ogni parte d’Italia hanno dato a Eugenio Bortolon, il giovane di 19 anni tifoso del Vicenza morto sabato scorso, dopo essere precipitato dagli spalti dello stadio Tardini di Parma, durante il secondo tempo della partita di campionato contro il Vicenza. I funerali si sono tenuti nella chiesa parrocchiale di Isola Vicentina (Vicenza), paese nel quale Bortolon viveva con la famiglia, che ha potuto ospitare solo una parte (circa 600 persone) di coloro che sono arrivati per dare l’ultimo saluto allo sfortunato tifoso. La messa, celebrata da un cappellano militare (il papà di Eugenio è un maresciallo dei carabinieri in pensione, mentre fanno parte dell’Arma anche i due fratelli), è stata ascoltata anche nel piazzale esterno della chiesa, grazie all’ausilio di alcuni altoparlanti. L’arrivo della bara, ricoperta solo da una corona di fiori della famiglia, è stato accolto in silenzio. Il bomber Massimo Margiotta (il giocatore più amato da Eugenio Bortolon) prima dell’ingresso in chiesa ha posto la sua maglia sopra la bara. Per dare l’ultimo saluto a Bortolon sono arrivati anche sette rappresentanti della squadra siciliana del Messina, partiti in treno alle 14 ieri dall’isola e arrivati alle cinque di questa mattina nella stazione del capoluogo berico. Ovunque sciarpe e magliette personalizzate dei gruppi ultras giunti anche da Bari, Cava dei Tirreni, Viterbo, Tivoli, Latina, Casale Monferrato, i sampdoriani da Genova, Pescara, Reggio Emilia, Piacenza, Udinese e Milan. Presente anche una delegazione ufficiale del Parma, con alcuni giocatori, dirigenti e sostenitori. Ai funerali di Bortolon erano rappresentate anche tifoserie di squadre storicamente rivali del Vicenza, come Verona, Triestina, Modena, Brescia e Napoli; questi ultimi sono arrivati in Veneto con una corona di fiori che è stata poi depositata nel piccolo cimitero di Isola Vicentina, letteralmente invaso da mazzi di fiori e corone di ogni tipo e colore. La protesta Durante la partita Vicenza- Piacenza, giocata al "Romeo Menti", buona parte degli ultras Vicentini, che occupavano la curva sud, hanno abbandonato la gradinata tra il primo e il secondo tempo. L’iniziativa, preannunciata nei giorni scorsi, è stata attuata per protestare contro la mancata sospensione della partita di sabato scorso a Parma dopo il grave incidente occorso al giovane Bortolon. Nel primo tempo la gradinata sud presenta un vuoto nella parte centrale. Ad inizio ripresa, la tifoseria è rimasta in silenzio, e si sono alzati solo alcuni cori in ricordo di Eugenio. Poi, l'abbandono definitivo dei tifosi. Nello spazio lasciato vuoto in gradinata sud è stato poi esposto uno striscione, sempre in riferimento alla gara di Parma, dal titolo "Lo spettacolo avete continuato, la vita di un tifoso non avete rispettato: vergogna".

30 maggio 2009

Fonte: Corrieredelveneto.it

Fotografia: Gazzettadiparma.it

C'è tutto il Vicenza all'addio di Eugenio

di Alberta Mantovani

VICENZA - Più che l’ultima partita è stata la giornata dell’ultimo saluto del Vicenza a Eugenio Bortolon, il tifoso di 19 anni morto sabato scorso a Parma a causa delle gravissime lesioni riportate nella caduta dagli spalti del Tardini. Tutta la squadra, accompagnata dal presidente e da Gregucci ha partecipato in mattinata ai funerali del ragazzo di Isola in una chiesa insufficiente ad accogliere la gente che ha partecipato al rito funebre. Sopra la bara la maglia di Margiotta, il beniamino di Eugenio, e al termine della funzione tante sciarpe delle tifoserie gemellate ma anche rivali, portate da tifosi giunti da tutta Italia. Allo stadio i giocatori del Vicenza sono scesi in campo con t-shirt dedicate al ragazzo e striscioni in suo ricordo campeggiavano nella curva Sud, che nel secondo tempo è stata abbandonata dagli ultrà biancorossi in segno di protesta per la mancata sospensione della partita di Parma. La partita In questo clima di commozione s' è giocata una gara inutile per la classifica, che il Piacenza ha vinto con i primi due gol stagionali di Passoni: due punizioni, una per tempo, sulle quali ha avuto le sue responsabilità il portiere Frison. Unica nota lieta della giornata per il Vicenza, il gol del momentaneo pareggio del diciottenne Nicola Rigoni, al suo primo centro in B. Ora l’attenzione si sposta sul tecnico Gregucci: resterà a Vicenza, o siamo ai saluti ? (Omissis Tabellino Partita)

31 maggio 2009

Fonte: Gazzetta.it

Fotografia: Gazzettadiparma.it

 
 
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