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Eugenio Bortolon 23.05.2009 La Giustizia
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Parma, 16:20

Calcio, Parma; tifoso morto: balaustra Tardini non a norma

C'è qualcosa di irregolare nella balaustra di sicurezza del settore ospiti dello stadio Tardini di Parma. Lo sostiene nella sua relazione il consulente tecnico che la procura parmigiana ha incaricato di compiere accertamenti dopo la morte del tifoso vicentino Eugenio Bortolon.

Il giovane, 19 anni, morì il 23 maggio per arresto cardiaco dopo essere precipitato dagli spalti dell'impianto nel corso della partita Parma-Vicenza, penultima giornata del campionato di serie B. Sull'incidente la magistratura ha aperto un'inchiesta che non è pervenuta ancora a conclusioni certe, ma che ha sollevato dei dubbi sulla conformità delle protezioni dello stadio ai parametri regolamentari. Il perito, un ingegnere specializzato nella complessa normativa che regola la sicurezza negli impianti sportivi, ha rilevato che la balaustra da cui è precipitato Bortolon non rispetta la misura minima di legge. La questione adesso è stabilire se questa condizione abbia potuto influire sull'incidente. La procura, intanto, ha ricevuto un'istanza di dissequestro del settore ospiti dello stadio da parte dell'ufficio legale del Parma Fc, che non è stata accolta. La società crociata rischia di non poter mettere mano al settore incriminato fino al prossimo settembre, a campionato di Serie A iniziato. È stato fissato per giovedì prossimo un incontro tra la pm Paola Dal Monte, titolare dell'inchiesta sulla morte di Bortolon, e il responsabile legale della società calcistica Andrea Zaglia.

24 maggio 2009

Fonte: Repubblica.it

Fotografia: Ilgiornale.it

Parma, si indaga sulla sicurezza

Curva a norma. Dubbi Vicenza

di Giacomo Talignani

PARMA - Gian Luigi Polato, vicepresidente del Vicenza, intende chiedere al pm "se alla nostra tifoseria è stata assegnata l’area più consona. Non sappiamo se lo spicchio aveva le misure di sicurezza previste dal Decreto Pisanu, vogliamo andare sino in fondo. Inoltre noi volevamo smettere di giocare, non c' erano più le condizioni per andare avanti". Pronta la risposta del Parma: "Quello riservato alla tifoseria biancorossa è il settore ospiti da sempre utilizzato per accogliere le tifoserie avversarie. È a norma". Entrambe le società, nell' esprimere cordoglio alla famiglia, chiedono comunque di non strumentalizzare l’episodio. La comunità di Isola Vicentina è distrutta e nel giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino. Eugenio, giovane idraulico, terzo figlio maschio di una famiglia molto conosciuta in paese, era soltanto alla sua seconda trasferta. I genitori ieri mattina hanno fatto visita alla camera mortuaria e allo stadio (nel tardo pomeriggio hanno poi fatto rientro a casa ad Isola Vicentina): alcuni tifosi di Parma e Vicenza li hanno avvicinati consegnando loro le sciarpe delle rispettive squadre. Seppur rivali, entrambi gli ultras hanno messo da parte i dissapori per ribadire "come sia insensato ed inumano tirare calci ad un pallone mentre un giovane tifoso stava lottando contro la morte".

25 maggio 2009

Fonte: La Repubblica

Eugenio, c'è il sospetto di complicità

di Ivano Tolettini

Il dramma di Parma. Inchiesta avviata dalla procura sulla morte del diciannovenne Bortolon, il tifoso vicentino caduto dagli spalti durante la gara. Ipotesi di omicidio colposo. Oggi l'autopsia. Il prefetto Scarpis: sicurezza ok. Un dossier del Vicenza. Giovedì o venerdì i funerali.

La tragedia di Eugenio Bortolon, precipitato dal settore che ospitava i tifosi vicentini sabato al Tardini, potrebbe essere stata causata dal comportamento colposo di chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza e non l'ha fatto. È la strada investigativa seguita dalla procura di Parma che ieri ha avviato un'inchiesta per omicidio colposo. L'indagine, da quello che si è appreso, è per adesso contro ignoti. Il pm Paola Dal Monte stamane incaricherà il medico legale Francesca Del Sante di eseguire l'autopsia. Ha così informato i genitori Alfredo e Maria Bortolon che possono nominare un proprio medico di fiducia da affiancare a quello della procura. La famiglia, però, non ha alcuna intenzione di farlo perché si fida del lavoro del consulente d'ufficio e potrebbe entrare in azione in un secondo momento. Per adesso a Isola in via Tonello (Omissis), dove viveva il ragazzo di 19 anni che aveva seguito il Vicenza in trasferta con il gruppo della Caneva Berica, c'è spazio solo per il dolore. Per tutta la giornata di ieri è stato incessante il flusso di persone che hanno portato la loro solidarietà e il cordoglio ai genitori di Eugenio, e ai fratelli Luciano e Gianfranco, carabinieri in servizio a Verona e alla Ederle. "Ringraziamo tutti per il grande affetto in questo terribile momento - ha detto commosso papà Alfredo - purtroppo è stata una grande fatalità". I funerali dovrebbero essere celebrati con ogni probabilità giovedì o venerdì nella parrocchiale di Isola. Dipenderà dai tempi del rilascio del nulla osta della procura per riconsegnare la salma alla famiglia. PREFETTURA - Ieri pomeriggio la commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli del capoluogo emiliano ha eseguito un sopralluogo sulla curva della tragedia. È stata misurata l'altezza del parapetto dal quale è scivolato di sotto Eugenio e l'altezza minima è risultata di un metro e qualche centimetro. "Le misure - ha precisato ieri sera il prefetto di Parma Paolo Scarpis - sono rispettate. Avevamo già compiuto le misurazioni sul finire della scorsa estate e i parametri minimi c'erano".

DOSSIER VICENZA - Gian Luigi Polato, il vicepresidente del Vicenza (che sabato giocherà con il lutto al braccio) non accetta le circostanze in cui è morto Eugenio. L'ha ribadito anche ieri. "È una morte assurda e inaccettabile" - ha ripetuto l'avvocato che ha fatto preparare un dossier con tutte le norme in vigore all'interno degli stadi di calcio italiani. "Abbiamo incaricato il responsabile del servizio di sicurezza del Menti Andrea Poncato di verificare quali siano le norme che regolano determinate situazioni, a cominciare dall'altezza minima dei parapetti e la presenza degli steward" - spiega Gian Luigi Polato, vicepresidente del Vicenza. "Dall'esame dei principali parametri - spiega - emerge che in un settore di uno stadio la presenza di steward non è obbligatoria, ma qualora ci siano diverbi tra le tifoserie il responsabile che coordina gli steward ha l'obbligo di mandarne uno o più di loro per controllare".

BOTTENE - La consigliera comunale Cinzia Bottene di Vicenza Libera No Dal Molin ha sollecitato il conferimento della cittadinanza onoraria alla memoria a Eugenio. "Siamo sbigottiti e affranti, la nostra città deve rendergli omaggio e deve chiedere che le responsabilità siano accertate". VARIATI - Il sindaco di Vicenza ha voluto esprimere a nome della città le condoglianze alla famiglia di Eugenio "che seguiva con passione i colori della nostra squadra. Anche se è uno sport che suscita passione e in cui girano tanti quattrini - conclude Achille Variati - il calcio resta sempre un gioco. Per questo mi ha addolorato sapere che la partita non sia stata fermata, nonostante a pochi metri si stesse spegnendo la vita di un tifoso".

26 maggio 2009

Fonte: Ilgiornaledivicenza.it

Il settore ospiti del Tardini adesso è sotto sequestro

PARMA - Si muove l’inchiesta per la tragica scomparsa del giovane tifoso vicentino Bortolon, sabato scorso a Parma. La Procura della Repubblica di Parma ha ordinato il sequestro del settore ospiti dello stadio Tardini nell’ambito delle indagini per la morte di Eugenio Bortolon, il diciannovenne precipitato sabato dagli spalti durante la partita Parma-Vicenza, onde appurare eventuali responsabilità perla rovinosa caduta. A chiederne il sequestro è stata la pm Paola Dal Monte che coordina le indagini, un atto dovuto visto che è stato aperto un fascicolo verso ignoti con l’accusa di omicidio colposo. I sigilli sono stati apposti dal responsabile della Digos. Gli inquirenti avrebbero effettuato un sopralluogo nella struttura del Tardini per verificare il rispetto delle normative di sicurezza. In particolare i tecnici avrebbero misurato l’altezza della balaustra da cui sarebbe precipitato il giovane, che sarebbe risultata a norma.

28 maggio 2009

Fonte: Tuttosport

PERIZIA DELLA PROCURA

Morì al Tardini balaustra irregolare

C'è qualcosa di irregolare nella balaustra di sicurezza del settore ospiti dello stadio Tardini di Parma. Lo sostiene nella sua relazione il consulente tecnico incaricato dalla procura compiere accertamenti dopo la morte del tifoso vicentino Eugenio Bortolon. Il giovane, 19 anni, morì il 23 maggio per arresto cardiaco dopo essere precipitato nel corso di Parma-Vicenza.

19 luglio 2009

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Il caso

Giovane tifoso morto al Tardini

La perizia: balaustra irregolare

di Giulio Todescan

Il ragazzo vicentino cadde dagli spalti dello stadio di Parma. I genitori: "Ora emergano le responsabilità".

VICENZA - "Siamo soddisfatti in questo primo pezzetto di verità sulla morte di nostro figlio. Ora però vogliamo che emergano anche le responsabilità". Tre centimetri, è questa la misura della tragedia di Eugenio Bortolon, il giovanissimo ragazzo di Isola Vicentina morto allo stadio di Parma il 23 maggio. La balaustra del Tardini non era a norma di legge: lo afferma una perizia ordinata dalla procura di Parma per fare luce sulla tragica scomparsa del diciannovenne tifoso durante la partita Parma-Vicenza, per arresto cardiaco, in seguito alla caduta accidentale dagli spalti dello stadio, con un volo di diversi metri. La procura di Parma ha aperto un'inchiesta affidata al pm Paola Dal Monte, la quale ha ordinato una perizia ad un ingegnere specializzato nel settore della sicurezza negli stadi. Il risultato emerso ieri è chiaro: la balaustra è alta solo 97 centimetri, al di sotto della misura regolamentare di un metro. Per ora non risultano esserci ancora indagati per l'accaduto, ma le novità apportate dalla perizia porteranno di sicuro ad ulteriori accertamenti delle responsabilità per i fatti di quel pomeriggio. Intanto il Parma calcio, che nel frattempo è stato promosso in A, è in silenzio stampa, sul sito della squadra non appare nessun commento all'accaduto. Il settore ospiti dello stadio resta sotto sequestro: un'istanza di dissequestro presentata dall'ufficio legale della squadra è stata respinta dalla procura, tanto che il rischio, per il Parma, è di non poter utilizzare quel maledetto spalto fino a settembre, a campionato iniziato. Per discutere questo è stato fissato un incontro per giovedì prossimo fra la pm Dal Monte e il legale del Parma, Andrea Zaglia. "Sembrava anche a noi che fosse così, ci fa piacere saperlo. Pensavamo che il risultato della perizia sarebbe arrivato più tardi, non prima di fine settembre - spiega apprendendo la notizia Maria Goss, la madre di Eugenio. Noi vogliamo che sia chiarita questa cosa, e che se c'è una responsabilità venga a galla, anche per preservare la vita ad altri ragazzi". È grande l'emozione per un primo pezzo di verità che emerge su un incidente che ha scosso tutta la comunità di Vicenza e di Isola Vicentina. Proprio l'altro ieri sera la madre e i fratelli di Eugenio Bortolon avevano partecipato a una festa e a un torneo di calcetto organizzati dai tifosi del Vicenza, con tanti striscioni che salutavano ancora il ragazzo. È stata una bella festa molto toccante" sottolinea la signora Goss. "Si confermano le riserve che avevo espresso da subito, e per noi è una doppia mestizia: si fa tanto perché tutto sia in regola, buona parte del nostro bilancio viene speso per le misure di sicurezza richieste dalla legge. Tanto maggiore è il dispiacere di fronte a quello che si è palesato oggi" è il commento dell'avvocato Gian Luigi Polato, vice presidente del Vicenza Calcio. Continua il dirigente della società: "Sin dall'inizio, esprimendomi non a nome della società ma come legale, avevo fatto una ricerca nell'ambito delle norme di sicurezza. Le balaustre e i parapetti degli stadi devono essere a norma sotto tre punti di vista: l'altezza, l'inattraversabilità, per cui fra le maglie della ringhiera non può passare una sfera del diametro oltre 10 centimetri, e l'inarrampicabilità. Bene, al Tardini era chiaro anche ad occhio nudo che i requisiti non erano stati rispettati". Intanto si profila una battaglia a colpi di perizie: infatti la commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo di Parma aveva, pochi giorni dopo la morte del ragazzo, affermato la regolarità dell'altezza di quel parapetto.

20 luglio 2009

Fonte: Corriereveneto.it

TIFOSO MORTO A PARMA

Parma decine di avvisi

PARMA - La Procura di Parma avrebbe emesso decine di avvisi di garanzia per la morte di Eugenio Bortolon, il 19enne precipitato il 23 maggio scorso dagli spalti del Tardini durante Parma-Vicenza. Gli avvisati sarebbero i dirigenti che, dal 2000, si sono avvicendati nella Commissione provinciale di vigilanza che in questi anni ha firmato l’agibilità dello stadio nonostante la balaustra dalla quale precipitò il giovane fosse più bassa di tre centimetri rispetto al metro stabilito per legge.

6 novembre 2009

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Fotografia: Ilgiornale.it

PARMA - Morte tifoso Vicenza due nuovi indagati

PARMA - Due nuovi indagati per la morte di Eugenio Bortolon, il 19enne tifoso del Vicenza che morì il 23 maggio cadendo dal settore ospiti del Tardini. Si tratta del vicesindaco Paolo Buzzi, all' epoca assessore ai Lavori pubblici, e Giorgio Aiello, che ora guida quell' assessorato. L' ipotesi di reato è omicidio colposo.

18 novembre 2009

Fonte: La Gazzetta dello Sport

In Parma-Vicenza di due anni fa

Morte di Bortolon allo stadio

L'udienza è slittata a martedì

PARMA L'udienza dell’incidente probatorio relativo alle circostanze in cui ha perso la vita nel maggio di due anni fa Eugenio Bortolon, 19 enne tifoso del Vicenza, è slittata a martedì prossimo.

10 giugno 2010

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Tifoso morto al Tardini, la perizia:

"Balaustra a norma, nessun nesso con la morte"

Il giovane vicentino Eugenio Bortolon, precipitato dagli spalti, aveva un tasso alcolemico molto alto.

Non c'è nesso di causa tra l'altezza della balaustra dalla quale è precipitato Eugenio Bortolon e la morte del tifoso diciannovenne. La perizia tecnica affidata dal gip all'ingegner Antonio Montepara, preside della facoltà di Ingegneria di Parma, è stata discussa oggi nel corso dell'incidente probatorio. Secondo la relazione, il parapetto della curva sud è a norma se si considera una tolleranza del 5% prevista dal decreto ministeriale del '93 sulla sicurezza: è alto 97 centimetri, cioè tre in meno rispetto al metro previsto. La perizia ricorda come le "condizioni psicofisiche" di Bortolon possano averlo condotto a tenere atteggiamenti imprudenti. Il tasso alcolemico rilevato dagli esami tossicologici dopo la tragedia, infatti, è di 1.78 grammi per litro (il limite per mettersi alla guida è di 0,5).  Con la discussione di oggi il gip Pietro Rogato ha chiuso l'incidente probatorio. L'inchiesta aperta dopo la morte del tifoso vicentino, il 23 maggio 2008, vede indagate 13 persone tra cui il vicesindaco del Comune  di Parma Paolo Buzzi e l'assessore ai lavori pubblici Giorgio Aiello, membri della commissione di vigilanza, dirigenti del Parma calcio come il presidente Tommaso Ghirardi, il viceprefetto Francesco Zasa, il dirigente della questura Franco Vitale, due medici dell'Ausl, un funzionario del Comune, uno della Provincia, uno dei vigili del fuoco e un perito elettronico. Per tutti l'ipotesi è di omicidio colposo.

15 giugno 2010

Fonte: Parma.repubblica.it

Tifoso morto allo stadio Tardini

Guerra di perizie sul parapetto

di Tommaso Quaggio

La difesa: "E’ in regola". L’accusa: "Non lo è".

VICENZA - Due perizie con due risultati diversi. Ieri davanti al gip Pietro Rogato di Parma si è tenuta la discussione dei documenti redatti dai due specialisti diversi che hanno dato la loro posizione sugli standard di sicurezza dello spicchio di curva Sud dello stadio Tardini da dove il 23 maggio 2009 Eugenio Bortolon, tifoso di 19 anni del Vicenza calcio, era caduto a terra da un’altezza di dieci metri. Per due ore il pm Paola Dal Monte con l’avvocato Francesco Pasquino, che assiste la famiglia Bortolon, e i legali dei tredici indagati per l’accaduto hanno discusso durante l’incidente probatorio sui testi delle perizie che arrivano a conclusioni diverse e sulle quali ora si annuncia battaglia. Quella disposta dal gip e firmata dall’ingegner Antonio Montepara, dell’Università di Parma, ha messo nero su bianco che il parapetto che corre a margine della gradinata risulta alto 97 centimetri, ovvero tre in meno rispetto al metro previsto per legge. Ma a questa cosa va aggiunto un cosiddetto "margine di tolleranza" del 5 per cento che sarebbe contemplato da un decreto ministeriale del 1993. Questo significherebbe che quel parapetto rispetterebbe la legge visto che la sua altezza limite con il margine arriverebbe a 95,15 centimetri. Ma nella perizia si fa anche riferimento al tasso alcolemico di Bortolon che i medici avrebbero registrato a 1,78 grammi per litro. Alla luce di questi elementi, la perizia spiega che "le condizioni psicofisiche" del 19enne potrebbero averlo indotto ad assumere "comportamenti imprudenti". Di tutt’altro avviso invece il documento conclusivo presentato dal perito del magistrato che ha spiegato come quel parapetto fosse non a norma e che sarebbe addirittura più basso del limite del metro di 30 centimetri. Questo perché la misurazione della ringhiera non dovrebbe partire dalla base ma da dove questa si stacca dal gradino. Ma la vera battaglia si concentrerà, come ha spiegato il legale della famiglia vicentina, su quel "margine di tolleranza" che potrebbe non essere ammissibile e che quindi fisserebbe al disotto dei cento centimetri l’altezza del parapetto. Ma i legali di Bortolon chiederanno anche chiarimenti sul tasso alcolemico del ragazzo che al momento contestato. Ora tutto il fascicolo è tornato nelle mani del pm che entro qualche mese dovrà chiudere le indagini chiedendo il rinvio a giudizio per gli indagati accusati di omicidio colposo o archiviare tutto. Eugenio, che risiedeva con la famiglia ad Isola Vicentina, quel tragico pomeriggio del 23 maggio 2009 si trovava nel settore ospiti. Alcuni ultras avevano iniziato a sbracciarsi e a urlare per cercare di avvisare che doveva essere sospesa la partita, il loro grido già preannunciava la tragedia "Un ragazzo è precipitato". Da una prima ricostruzione dei fatti, sembra che i l 19enne si fosse sporto verso i tifosi della squadra opposta e per questo avrebbe perso l’equilibrio cadendo. Inutile l’arrivo dei soccorsi. Tra le polemiche generali, la partita era ricominciata a singhiozzi.

16 giugno 2010

Fonte: Corriere del Veneto (Vicenza e Bassano)

Parma, tifoso morto al Tardini: 13 avvisi di fine indagine

PARMA, 3 FEB - La procura di Parma ha chiuso l'inchiesta sulla morte di Eugenio Bortolon, il tifoso 19enne del Vicenza deceduto nel maggio del 2009 dopo essere precipitato dagli spalti destinati ai sostenitori della squadra ospite dello stadio Tardini. Sono 13 gli avvisi di garanzia in corso di notifica ad altrettanti indagati. Tra questi ci sono l'ex vicesindaco di Parma Paolo Buzzi, l'ex assessore ai Lavori pubblici Giorgio Aiello, il presidente del Parma Calcio Tommaso Ghirardi, il delegato alla sicurezza della società gialloblù Stefano Perrone, l'ex viceprefetto della città emiliana Francesco Zasa, l'ex dirigente della questura Franco Vitale, due medici Ausl, un funzionario del Comune, uno della Provincia, uno dei vigili del fuoco e un perito elettronico. Lo ha scritto oggi il Giornale di Vicenza. Se nei prossimi 20 giorni non ci saranno richieste di audizione da parte degli indagati, la Pm Paola Dal Monte, titolare del fascicolo d'inchiesta, potrà depositare la richiesta di rinvio a giudizio e di archiviazione. Nel corso delle indagini il perito nominato dal gip aveva sostenuto che non ci fosse alcun nesso fra l'altezza della balaustra dello stadio Tardini, da cui è precipitato il tifoso vicentino e la sua morte. L'ingegner Antonio Montepara, preside della facoltà di Ingegneria di Parma, incaricato di svolgere l'ultima analisi sullo stato delle strutture di sicurezza del settore ospiti del Tardini ha stabilito che il parapetto della curva sud era da considerarsi a norma per una tolleranza del 5% prevista dal decreto ministeriale del 1993 sulla sicurezza. La recinzione era alta in alcuni punti 97 centimetri, tre in meno rispetto al previsto. Inoltre Bortolon, come avevano rilevato gli esami tossicologici, aveva un tasso alcolemico di 1.78 grammi per litro (il limite per mettersi alla guida, ad esempio, è fissato a 0,5). Ma il consulente della procura e l'ing. Cascioli, consulente per la famiglia Bortolon, hanno concluso che la legge prescrive un'altezza minima di 110 centimetri. Quindi il parapetto era comunque troppo basso. La famiglia del giovane, assistita dall'avvocato Francesco Pasquino di Vicenza, ha preannunciato costituzione di parte civile: ''al Tardini ci sono state negligenze''.

3 febbraio 2012

Fonte: Blitzquotidiano.it

Tifoso morto a Parma, 13 avvisi

La difesa: "Ma non ci sono colpe"

di Piovani Sandro

Coinvolto anche Ghirardi. Il ruolo delle perizie sulla recinzione.

PARMA - Sono passati quasi tre anni dalla tragica scomparsa di Eugenio Bortolon, un giovane tifoso del Vicenza morto allo stadio Tardini di Parma dopo un volo dalla curva ospiti. Era il 23 maggio del 2009 quando questo ragazzo diciannovenne cadde dal punto più alto, proprio davanti ai distinti. E dopo un intervento chirurgico disperato e un’agonia di un giorno, Bortolon morì all' ospedale Maggiore di Parma. E nei giorni scorsi il pm Paola Dal Monte ha dichiarato chiuse le indagini, con la notifica di tredici avvisi di garanzia. Tra gli indagati ci sono il presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, e il delegato alla sicurezza del club emiliano Stefano Perrone. Poi l’ex vicesindaco di Parma, Paolo Buzzi, l’ex assessore ai Lavori pubblici Giorgio Aiello, l’ex viceprefetto Francesco Zasa, l’ex dirigente della questura Franco Vitale, due medici Ausl, un funzionario del Comune, uno della Provincia, uno dei vigili del fuoco e un perito elettronico. Centimetri - L' ipotesi di reato sarebbe di omicidio colposo. Molto si basa su due perizie che riguardano l’altezza del parapetto di sicurezza: 97 centimetri. Misura corretta o no, secondo le disposizioni ministeriali ? La difesa del Parma, affidata all’avvocato Mario Bonati, sembra superare questo dettaglio. Il ragazzo, con un tasso alcolemico superiore a 1,75 e alto quasi 180 centimetri, sarebbe caduto ugualmente, a prescindere dall' altezza del parapetto. "Ci è stata notificata la chiusura delle indagini preliminari - conferma l’avvocato Bonati - e ci sono due dirigenti del Parma coinvolti. Ritengo che non ci sia responsabilità del Parma e neppure di altri, pur nella consapevolezza del grave dramma accaduto. C' è una registrazione video emblematica che esclude la colpa di terzi, dalla perizia si può ritenere che non c' è colpa".

4 febbraio 2012

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Eugenio: 1,2 milioni per la morte

di Ivano Tolettini

PARMA Per capire se quei 13 o 3 centimetri, a seconda delle normative applicate, di parapetto mancanti allo stadio Tardini di Parma rappresentano la colpa della morte del tifoso vicentino Eugenio Bortolon, il giudice Alessandro Conti ha rinviato di oltre due mesi l'udienza preliminare. La battaglia, del resto, è tutta tecnica. Per questo l'avvocato Francesco Pasquino, che tutela la famiglia di Isola Vicentina, ha depositato una nuova consulenza della dott. Nausica Orlandi per sostenere che la ringhiera della scalinata dalla quale purtroppo volò in braccio alla morte il diciannovenne Eugenio era fuorilegge. Il legale con la costituzione di parte civile ha pure depositato la richiesta danni per conto dei genitori e dei fratelli della vittima, quantificandola in 1,2 milioni di euro. A quel punto gli avvocati delle 13 persone che devono difendersi dall'accusa di omicidio colposo, hanno ottenuto dal gup un rinvio per approfondire con i propri consulenti le ulteriori conclusioni tecniche dell'accusa privata e affilare le armi del diritto in vista dell'udienza del 12 dicembre, quando verrà deciso se rinviare a giudizio o meno gli imputati. Non è escluso, però, che qualcuno fra di loro scelga il rito abbreviato per il processo allo stato degli atti. Potrebbe succedere perché il perito del tribunale aveva concluso che mancava il cosiddetto "nesso di causa" tra la morte di Eugenio e la balaustra troppo bassa. Perché anche nell'ipotesi che lo fosse stata di 3 centimetri, e non di 13 come afferma il consulente della procura in base alla quale il pm Paola Dal Monte ha chiesto il processo, era assorbita dalla tolleranza del 5% prevista dalla legge. La consulenza della dott. Orlandi confuta questa impostazione e affianca quella del tecnico della pubblica accusa per affermare la responsabilità colposa degli imputati. Le 13 persone coinvolte sono i vertici del Parma Calcio, con il presidente Tommaso Ghirardi e il delegato alla sicurezza dello stadio Stefano Perrone, e i componenti della commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli. Vale a dire Franco Zasa, Franco Vitale, Franca Sciarrone, Flavio Pesci, Giuseppe Fioriti, Luigi Quarantelli e Paolo Cicione e Corrado Mansanti. Gli otto erano in rappresentanza di prefettura, Ulss e questura. Vanno aggiunti alla lista gli ex assessori comunali ai lavori pubblici Paolo Buzzi e Giorgio Aiello, infine, l'ex dirigente dello Sportello impresa edilizia Flora Raffa. "Chiediamo giustizia perché lo dobbiamo a nostro figlio", hanno fin qui ripetuto i genitori. Dopo la tragedia la balaustra incriminata del Tardini è stata innalzata. La riprova, per i famigliari, che doveva scapparci purtroppo il morto per prendere un provvedimento per garantire l'effettiva sicurezza nello stadio parmense.

27 settembre 2012

Fonte: Ilgiornaledivicenza.it

Morte di Eugenio Bortolon allo stadio Tardini: assolti tutti i 13 imputati

Il 23 maggio del 2009 Eugenio Bortolon, tifoso 19enne del Vicenza precipitò dalla curva sud dello stadio Tardini di Parma. Tra gli imputati anche l'ex assessore ai Lavori Pubblici Paolo Buozzi.

Il 23 maggio del 2009 Eugenio Bortolon, tifoso 19enne del Vicenza precipitò dalla curva sud dello stadio Tardini di Parma e morì, poche ore dopo, in ospedale. La tragedia sconvolse tutta la città. Per quel drammatico episodio erano imputate 13 persone, tra cui l'allora assessore ai Lavori Pubblici Paolo Buozzi e Tommaso Ghirardi, presidente del Parma, oltre a Giorgio Aiello.

TUTTI ASSOLTI - Oggi sono stati tutti assolti. Secondo l'accusa le persone coinvolte nella vicenda avrebbero dato l'approvazione per l'utilizzo dello stadio anche se questo non rispettava le condizioni di sicurezza. Ma secondo quanto stabilito dai giudici a loro carico non c'è nessuna responsabilità per quanto accaduto al giovane. Il Pubblico Ministero Paola Del Monte aveva concluso che la balaustra era troppo bassa e non garantiva la sicurezza dei tifosi nel settore ospiti. La famiglia è stata risarcita con 300 mila euro. LA TRAGEDIA - Eugenio era alla sua seconda trasferta della stagione e, alle 17.10, precipitò dal settore ospiti: le sue condizioni apparvero subito disperate al medico sociale del Vicenza, che per primo lo soccorse. Morì nella tarda serata all'ospedale Maggiore di Parma. Il giovane era stato ricoverato con "gravissimo politrauma da precipitazione con lesioni emorragiche multi-distrettuali". Dopo le prime manovre rianimatorie Bortolon era stato sottoposto a un intervento chirurgico all' addome. Ma durante l'operazione le condizioni del paziente si sono aggravate, "a causa di una gravissima emorragia e per il concomitante gravissimo trauma cranio-facciale". Nonostante le terapie adottate - concludeva la nota del nosocomio di Parma - "la funzione cardio-circolatoria si è deteriorata fino all'arresto cardiaco".

PARMA CALCIO - "La società esprime la propria soddisfazione per l'esito del processo dal quale emerge la non responsabilità per il tragico evento verificatosi nell'allora settore ospiti dello stadio Tardini e nel contempo rinnova la propria sentita solidarietà alla famiglia di Eugenio".

12 dicembre 2012

Fonte: Parmatoday.it

Morte tifoso al Tardini, tutti assolti famiglia risarcita con 300mila euro

di Maria Chiara Perri

Eugenio Bortolon, 19enne vicentino, precipitò dagli spalti il 23 maggio 2009. Tredici persone responsabili della sicurezza della struttura, tra cui il presidente del Parma Calcio Ghirardi e l'ex vicesindaco Buzzi, vennero indagate per omicidio colposo. Il giudice: il fatto non sussiste.

Sono state tutte assolte perché il fatto non sussiste le tredici persone finite sotto accusa per la morte del giovane tifoso vicentino Eugenio Bortolon, precipitato dagli spalti dello stadio Tardini il 23 maggio 2009, durante la partita Parma-Vicenza. La famiglia ha ricevuto un risarcimento di 300mila euro. Tra gli indagati per omicidio colposo c'erano l'ex vicesindaco Paolo Buzzi, l'ex assessore ai Lavori pubblici Giorgio Aiello, il presidente del Parma Calcio Tommaso Ghirardi, il delegato alla sicurezza della società calcistica Stefano Perrone, l'ex viceprefetto Francesco Zasa, l'allora dirigente della questura Franco Vitale, Flora Maria Stefania Raffa, già responsabile dello Sportello unico impresa-edilizia-cittadino del Comune, e i membri della Commissione provinciale di vigilanza per la stagione 2008-2009: Giuseppe Fioriti, Franca Sciarrone, Paolo Cicione, Corrado Mansanti, Luigi Quarantelli e Flavio Pesci. L'ipotesi dell'accusa era che la balaustra dalla quale si sporse il 19enne non fosse a norma di sicurezza perché troppo bassa: la questione è stata oggetto di tre perizie tecniche LEGGI - Quella super partes, disposta dal giudice, aveva concluso che l'altezza della ringhiera fosse di tre centimetri più bassa delle norme, ma rientrava in un limite di tollerabilità. Il giudice Alessandro Conti, al termine dell'udienza preliminare di oggi ha pronunciato un verdetto di non colpevolezza per tutti gli indagati, che hanno chiesto di avvalersi del rito abbreviato: assolti perché il fatto non sussiste, in quanto manca, è insufficiente o contraddittoria la prova. La famiglia Bortolon ha ritirato la costituzione di parte civile dopo aver ricevuto un risarcimento di 300mila euro dall'assicurazione della società Parma Calcio. Il pm Paola Dal Monte aveva chiesto una condanna a un anno di reclusione. "Abbiamo trovato soddisfazione nel risarcimento riconosciuto, anche se ovviamente sarà sempre insufficiente rispetto all'evento che ha colpito la famiglia - è il commento dell'avvocato difensore dei Bortolon, Francesco Pasquino - ora attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza perché, come abbiamo sempre sostenuto con diverse perizie, per noi quella balaustra non era a norma di sicurezza".

PARMA FC - Il Parma Fc comunica che in data odierna si è svolta a Parma l'udienza del procedimento penale relativo al tragico incidente occorso durante la gara Parma-Vicenza del 23 maggio 2009 allo stadio Tardini a seguito del quale è deceduto il giovane tifoso del Vicenza Eugenio Bortolon. Al termine della discussione odierna che si è protratta fino alla tarda mattinata, il giudice per l'udienza preliminare, avendo gli imputati chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, ha pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti di tutti, ivi compresi i rappresentanti del Parma Fc citati a giudizio e difesi dagli avvocati Mario Bonati e Michele Bontempi. La società esprime la propria soddisfazione per l'esito del processo dal quale emerge la non responsabilità per il tragico evento verificatosi nell'allora settore ospiti dello stadio Tardini e nel contempo rinnova la propria sentita solidarietà alla famiglia di Eugenio.

12 dicembre 2012

Fonte: Parma.repubblica.it

Parma

Processo per la morte di Eugenio Bortolon: tutti assolti

Sono stati tutti assolti i 13 indagati per la morte del tifoso vicentino Eugenio Bortolon, il 19enne precipitato dalla curva sud del Tardini il 23 maggio 2009 e morto poche ore dopo.

La famiglia del ragazzo, che ha revocato la costituzione di parte civile, ha avuto 300mila euro di risarcimento dall'assicurazione della società di calcio. Per la vicenda erano finiti a processo, fra gli altri, gli ex assessori ai Lavori pubblici del Comune Paolo Buzzi e Giorgio Aiello e il presidente del Parma Tommaso Ghirardi.  Tutti, nei rispettivi ruoli, avevano consentito che il Tardini fosse utilizzato quel sabato per la partita con il Vicenza, nonostante, secondo l'accusa, non ci fossero le condizioni di sicurezza previste dalla legge. Oggi la sentenza di assoluzione.

IL COMMENTO DEL PARMA CALCIO - (comunicato stampa) Il Parma Fc comunica che in data odierna si è svolta a Parma l'udienza del procedimento penale relativo al tragico incidente occorso durante la gara Parma-Vicenza del 23 maggio 2009 allo stadio Tardini a seguito del quale è deceduto il giovane tifoso del Vicenza Eugenio Bortolon. Al termine della discussione odierna che si è protratta fino alla tarda mattinata, il giudice per l'udienza preliminare, avendo gli imputati chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, ha pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti di tutti, ivi compresi i rappresentanti del Parma Fc citati a giudizio e difesi dagli avvocati Mario Bonati e Michele Bontempi. La società esprime la propria soddisfazione per l'esito del processo dal quale emerge la non responsabilità per il tragico evento verificatosi nell'allora settore ospiti dello stadio Tardini e nel contempo rinnova la propria sentita solidarietà alla famiglia di Eugenio.

12 Dicembre 2012

Fonte: Gazzettadiparma.it

Morì al Tardini Gialloblù assolti

Assolti i tredici imputati - tra i quali i rappresentanti del Parma - processati con il rito abbreviato per l'incidente durante Parma-Vicenza del 23 maggio 2009 allo stadio Tardini nel quale morì il giovane tifoso veneto Eugenio Bortolon, precipitato dagli spalti della Curva Sud.

13 dicembre 2012

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Fotografia: Gazzettadiparma.it
 
 
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