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Giordano Guarisco 30.11.1958
    Pagine della Memoria     Morire di Calcio     Superga 4.05.1949     Tragedia Stadio "Ballarin"    

 
 
 

Gravemente ferito uno spettatore a S. Siro

MILANO, lunedì mattina. Due feriti si sono avuti allo Stadio di San Siro, dove nel pomeriggio una grande folla è convenuta per la partita di calcio Milan-Fiorentina. Molte persone, giunte in ritardo, hanno tumultuato dinanzi agli ingressi, costringendo la polizia ad intervenire per calmare gli esaltati, la cui intenzione era di sfondare le porte. Nella confusione, due ragazzi sono rimasti travolti: il diciassettenne Giordano Guarisco che è stato calpestato, ha riportato la sospetta frattura della base cranica, per cui è ricoverato con prognosi riservata all'Ospedale Maggiore. Un suo compagno, Bruno Marsilio, di 14 anni, pure stretto tra la folla, ha subìto una contusione ad una coscia, con lesione ossea per cui è stato giudicato guaribile in 40 giorni. Nel complesso il concorso della folla, allo stadio, è stato però inferiore al previsto. I 78 milioni realizzati nel "derby" della Madonnina non sono stati nemmeno avvicinati; difatti le cifre comunicate dalla segreteria del Milan sono le seguenti: 43 mila spettatori paganti, con un incasso di 60 milioni, più 7 mila abbonati e circa 2500 entrati con tessere di servizio. Evidentemente l'aumento dei prezzi d'ingresso ha indotto molti a disertare: mentre i settori dei "popolari", i cui biglietti erano stati esauriti fin da mercoledì, risultavano stipati, larghi vuoti si aprivano nei distinti.

1 dicembre 1958

Fonte: Stampa Sera

Gli incidenti di ieri allo Stadio di San Siro

È morto il ragazzo calpestato dalla folla

Le trasfusioni di sangue praticategli all'ospedale non sono servite a salvargli la vita - Migliora, invece, l'altro fanciullo - Mischie, tafferugli, cariche della "Celere" - L'invasione degli spalti durante la partita Milan-Fiorentina è stata provocata da teppisti senza biglietto.

(Dal nostro corrispondente) Milano, lunedì sera. Mischie, tafferugli, cariche della Celere, scambi di pugni, tentativi di sfondamento: tutto questo è accaduto ieri pomeriggio allo stadio di San Siro prima e durante la partita tra Milan e Fiorentina. Non era mai accaduto però che i teppisti che si scatenano con furia bestiale agli ingressi e sugli spalti cercando di non pagare il biglietto uccidessero una persona, un ragazzo diciassettenne, gettandolo al suolo e calpestandolo. Le gesta di teppismo a San Siro purtroppo non sono nuove. Più volte i giornali milanesi le hanno denunciate. Vi sono state anche retate della polizia, arresti e multe, ma tutto è stato inutile. Il ragazzo che è rimasto ucciso dalla furia bestiale dei "portoghesi" si chiamava Giordano Guarisco. Un ragazzo buono e semplice. Aveva una gran passione per il calcio: risparmiava tutta la settimana per poter correre la domenica a San Siro. Aveva un grande amico, Bruno Marsilio, pure diciassettenne che condivideva con lui la passione per il calcio. Anche ieri pomeriggio erano insieme e insieme sono stati travolti dalla folla. Più fortunato dell'amico, il Marsilio se l'è cavata soltanto con una gamba rotta. Giordano lavorava tutta la settimana per aiutare la famiglia. Viveva con il padre Carlo, odontotecnico, la madre Anita e la sorella Bianca in un piccolo appartamento di tre stanze al n. 58 di viale Certosa. Le condizioni economiche della famigliola non sono molto floride e il piccolo Giordano aveva dovuto affrontare presto le sue responsabilità di "uomo di famiglia" e dopo la quinta elementare ha cominciato a lavorare in una fabbrica di materie plastiche. Sull'incidente che ha causato la morte del giovane Guarisco importante è la testimonianza fornita dall'amico Bruno Marsilio che come si è detto ha riportato la frattura di una gamba. Il ragazzo, le cui condizioni stamane apparivano sensibilmente migliorate, ha detto che si trovava già seduto con il compagno sugli spalti. Improvvisamente una marea di persone, che intendevano assistere alla partita senza pagare il biglietto, ha travolto lo sbarramento e si è riversata sulle gradinate. "Sono finito a terra - ha continuato il Marsilio - e decine di persone mi sono venute addosso. Sono caduto, per mia fortuna, nel cavo del gradino alto circa mezzo metro e questa circostanza mi ha salvato la vita; ma la gamba sinistra è finita penzoloni sul limite del gradino e numerosi piedi me l'hanno calpestata spezzandola. Qualche scalino più in basso ho notato il povero Giordano: era caduto di traverso, gli hanno schiacciato il viso con le scarpe". Immediatamente soccorso è apparso subito in condizioni disperate. Ricoverato all'ospedale i sanitari lo hanno sottoposto a trasfusioni di sangue: aveva perso la conoscenza per la commozione cerebrale subentrata alla frattura della base cranica. Lo hanno assistito nell'agonia la sorella e la madre. II padre che si trovava a Verona, avvisato telefonicamente, è giunto a Milano soltanto questa mattina. c. b.

1 dicembre 1958

Fonte: Stampa Sera

E' morto il ragazzo di diciassette anni

schiacciato a San Siro dall'assalto dei tifosi

Drammatico episodio durante Milan-Fiorentina - Giordano Guarisco, travolto e calpestato nella tragica irruzione di spettatori che non volevano pagare il biglietto, è deceduto all'ospedale - Figlio di un ex-calciatore - Condizioni dell'altro giovane ferito - Non è la prima volta che si verificano fatti del genere.

(Nostro servizio particolare) Milano, 1 dicembre. Ci voleva la morte per convincere le autorità milanesi di quanto sia serio il pericolo rappresentato dalle bande di teppisti che quasi ogni domenica assediano lo stadio di San Siro in attesa del momento favorevole per irrompere nell'interno senza pagare il biglietto. Domenica prossima lo stadio milanese sarà senza dubbio saldamente presidiato dalla polizia, ma intanto ieri pomeriggio un ragazzo di 17 anni è morto miseramente schiacciato da una massa di gente urlante. La minaccia che settimanalmente pende sul capo dei milanesi che vogliono godersi in tranquillità la partita di calcio era già stata segnalata numerose volte in passato dai giornali cittadini. Un quotidiano del pomeriggio, in occasione di una partita in notturna giocata un paio di mesi fa, aveva addirittura documentato con fotografie le varie fasi dell'assalto che i teppisti usano portare ai recinti dello stadio. Nonostante ciò i servizi di sicurezza non sono mai stati rinforzati a sufficienza e ieri purtroppo è avvenuto il peggio. Il ragazzo che ci ha rimesso la vita si chiama Giordano Guarisco. Era tranquillamente seduto sulla gradinata nel settore dei popolari quando l'orda urlante ha fatto irruzione nello stadio; sorpreso, non ha nemmeno fatto in tempo ad abbozzare un tentativo di difesa ed è stato travolto. La scena selvaggia e incivile è stata rievocata stamane all'ospedale di Niguarda da un ragazzetto di 14 anni, Bruno Marsilio, che si trovava allo stadio, insieme col Guarisco. Il giovane Bruno ha la gamba sinistra fratturata. "Ero lontano da Giordano un paio di metri e nemmeno io mi sono accorto di quanto stava succedendo. Allarmato da un pauroso boato, ad un certo momento - saranno state le 15 perché già stava per finire il primo tempo della partita - mi sono voltato ed ho visto alcune centinaia di persone irrompere nello stadio dall'entrata situata alle mie spalle, a metà circa delle gradinate. Altra gente entrava contemporaneamente di corsa dalle porte che conducono al parterre. Le persone che irrompevano a gran carriera dall’entrata alle mie spalle hanno provocato una baraonda spaventosa. Io ho perso subito l'equilibrio e sono caduto a terra. Per fortuna sono finito col corpo contro il cavo d'un gradino alto mezzo metro e questa circostanza mi ha sicuramente salvato da un'orribile morte. Non sono però riuscito in tempo a ritirare nell'angolo coperto la gamba sinistra e numerose persone me l'hanno calpestata e spezzata. Prima di svenire - ha proseguito Bruno Marsilio con un lampo di terrore negli occhi - ho visto la fine fatta dal mio amico Giordano. E' stata una scena che non dimenticherò mai. Era caduto su una gradinata, di traverso, e colle scarpe gli hanno schiacciato il viso e il corpo. E' terribile. Giordano cercava di rialzarsi e gridava "Aiutatemi, muoio". Nessuno lo ha soccorso. Gli scalmanati l'hanno nuovamente gettato a terra e pestato sulle gradinate". Quando Giordano Guarisco, finalmente soccorso, è stato trasportato all'ospedale, era già in coma. Aveva una frattura al cranio e numerose orribili ferite in tutto il corpo. Assistito dalla madre e dalla sorella, che disperate erano accorse all'ospedale verso le 20, il ragazzo è spirato mezz'ora prima dell'una, dopo una penosa agonia. Sul gravissimo episodio, che a quanto pare non ha precedenti nella storia sportiva, è in corso una severissima inchiesta. Dalle testimonianze raccolte finora, sembra che intorno allo stadio, in attesa del momento favorevole, vi fossero circa cinquemila persone. Questa banda organizzata di "portoghesi" aspetta generalmente, prima di entrare in azione, che la partita sia iniziata. Lo sbarramento di polizia, già esiguo, è allora ancora più indebolito perché numerosi agenti vengano trasferiti all'interno dello stadio per il servizio d'ordine. Da quel poco che si è potuto apprendere, sembra che ieri, dopo che i "portoghesi" già avevano praticato una breccia nell'esile schieramento della polizia ci sia stata una carica degli agenti, eseguita allo scopo di disperdere la seconda massa dei teppisti che stava per entrare in azione. Ne è nato un fuggi fuggi generale e centinaia di persone, trovato un varco libero, si sono incanalate verso l'interno dello stadio e hanno fatto violenta irruzione, correndo all'impazzata sulle gradinate, travolgendo e calpestando tutto ciò che si parava loro dinanzi. Giordano Guarisco, il ragazzo morto così tragicamente, era figlio di un ex-calciatore dell’Inter che giocò assieme a Meazza sul vecchio campo milanese di via Goldoni. Giordano abitava in viale Certosa 58 e lavorava come meccanico, fin da quando aveva finito le elementari, in una fabbrica di materie plastiche a Lambrate. Aveva acquistato il biglietto d'ingresso impiegando quasi tutto il denaro che i genitori gli lasciavano per i suoi svaghi della settimana. C. D.

1 dicembre 1958

Fonte: La Stampa

Una banda organizzata avrebbe agito a San Siro

di Leo Cattini

Si tratterebbe di un gruppo numeroso di teppisti pronto a radunarsi in occasione di grandi avvenimenti sportivi per forzare deliberatamente gli ingressi - Misure per l’incontro Inter-Juventus di Domenica.

(Nostro servizio particolare) Milano, mercoledì sera. La tragica fine dello spettatore diciassettenne Giordano Guarisco, calpestato ed ucciso da una turba scatenata che aveva fatto irruzione dall'alto sulle gradinate dello stadio di San Siro poco prima che s'iniziasse la partita Milan-Fiorentina, ha lasciato una penosa impressione negli ambienti sportivi milanesi. La presidenza della Società rossonera si era preoccupata di chiedere adeguati rinforzi alla polizia ed alla vigilanza urbana e di difatti quattro plotoni della "Celere", nuclei di carabinieri e reparti di vigili urbani erano adibiti al servizio d'ordine pubblico, in previsione di una affluenza che poi, nella realtà, fu di molto inferiore al previsto (nel corso di una conferenza stampa tenuta alla vigilia, un dirigente milanista aveva preventivato un incasso di almeno 90 milioni, che poi si ridusse a sessanta). La Società rossonera risulta coperta da assicurazione per quanto concerne gli infortuni e gli incidenti che possano capitare all'interno dello stadio di San Siro: ma non è stato ancora possibile accertare se il luttuoso episodio di domenica scorsa rientri nelle clausole assicurative. Pure il Comune di Milano, proprietario dello Stadio, si è trovato di fronte a un fatto nuovo, per il quale è in corso una severissima inchiesta; però i precedenti inducono a credere che si tratti di una banda di teppisti pronta a radunarsi ed a organizzarsi in occasione dei grandi avvenimenti sportivi, per forzare deliberatamente le porte d'ingresso. Già in occasione delle partite Milan-Manchester (Coppa dei campioni) e Internazionale-Brasile si lamentarono irruzioni analoghe rimaste fortunosamente senza gravi conseguenze. Questa volta invece gli energumeni, decisi e compatti, non soltanto hanno travolto il cordone protettivo assicurato dalla "Celere" e dai carabinieri, ma dopo avere schiantato il portone chiuso, trascinando nella loro scia altri "portoghesi" in attesa, sono penetrati di slancio nel settore dei "popolari" situato di fronte alla tribuna d'onore. Una volta infilate le scale, la marea degli invasori avrebbe potuto benissimo rallentare la sua corsa; invece irruppe sulla scalinata, travolgendo e calpestando gli spettatori che, muniti di regolare biglietto, non si aspettavano certamente alle loro spalle una simile massa d'urto che rovinava dall'alto. Episodi del genere furono lamentati anche in occasioni di importanti riunioni pugilistiche; ma l'ampiezza dello Stadio di S. Siro, frazionando le forze dell'ordine addette alla vigilanza, meglio si presta alle azioni organizzate di sfondamento. Lo sgomento e l'orrore destati per la misera morte del ragazzo diciassettenne che aveva speso l'intero assegno concessogli dai familiari per assistere alla partita (e l'amico che aveva assieme, il 17enne Bruno Marsilio, è all'ospedale con una gamba fratturata) accelereranno senz'altro le conclusioni dell'inchiesta, anche perché domenica prossima saranno di scena allo Stadio di San Siro la Inter e la Juventus, che certamente faranno accorrere assai più folla di quanto ne abbia avuta l'incontro Milan-Fiorentina. Il ripristino degli sbarramenti nelle vie di accesso allo Stadio, già attuati con pieno successo negli anni scorsi, potrà certamente essere utile; ma una delle cause che vietano alle "jepps" della "Celere" di caricare e di disperdere i quadrati di "portoghesi" che si formano nei pressi delle porte di accesso è costituita dagli assembramenti obbligati agli sportelli del "Soccorso invernale", a cui pure gli abbonati devono forzatamente sostare, accodati e nervosi. A tale proposito la Lega Nazionale ha da tempo iniziato un'azione per alleviare questo carico, tanto più grave se si pensa che ha un carattere continuativo, disputandosi sempre la domenica gli incontri calcistici.

3 dicembre 1958

Fonte: Stampa Sera


FONTE: Corriere dello Sport 1.12.1958



FONTE: Corriere dello Sport 2.12.1958



FONTE: Corriere dello Sport 2.12.1958



FONTE: Corriere dello Sport 3.12.1958



FONTE: Corriere dello Sport 3.12.1958
 

NDR: Uno speciale ringraziamento a Colombo Labate curatore del sito web Magliarossonera.it per la preziosa fornitura del corredo di fotografie e articoli che ha permesso la composizione di questa pagina in memoria di Giordano Guarisco.
 

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