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Matteo Bagnaresi 30.03.2008 La Tragedia
   MATTEO   Pagine della Memoria    Morire di Calcio    Superga 1949    Tragedia Stadio Ballarin 1981 
 
 

Asti, muore un tifoso del Parma

I bianconeri: "Siamo stati aggrediti"

di Bruno Persano

Matteo Bagnaresi era stato allontanato per tre anni dagli stadi L'autista: "Non mi ero accorto di nulla". È indagato per omicidio colposo.

ASTI - Muore un tifoso del Parma investito da un pullman di juventini nell'area di servizio Crocetta vicino ad Asti, sulla Torino-Piacenza. Le due tifoserie erano dirette all'Olimpico per assistere a Juve-Parma. I bianconeri raccontano di essere stati aggrediti con spranghe e bottiglie mentre erano fermi a far carburante e a bere un caffè. L'autista del pullman ha preferito ripartire in fretta e furia per evitare che le cose degenerassero. Ma ha travolto Matteo Bagnaresi, 28 anni, figlio di un dirigente della Barilla, colpito con lo spigolo anteriore della carrozzeria. L'autista è indagato per omicidio colposo ma il magistrato non ha disposto l'arresto. Il pullman si ferma un chilometro dopo. L'incidente è avvenuto poco dopo le 12.30. È stato il personale della stazione di servizio a dare l'allarme. L'autista si è poi fermato in un'area di sosta un chilometro più avanti. Agli agenti della Stradale, e poi agli inquirenti, ha raccontato di non essersi neppure accorto di aver investito il tifoso e di essersi fermato perché alcuni passeggeri del pullman gli hanno detto che era accaduto qualcosa. Per il questore di Asti Antonio Nanni si è trattato di "un tragico incidente" in cui "il calcio non c'entra nulla".

"AGGREDITI CON SPRANGHE E BOTTIGLIE" - I tifosi della Juve raccontano che prima dell'investimento alla Crocetta, sono stati aggrediti da una cinquantina di gialloblu: "Cento contro dieci con spranghe e bottiglie", raccontano agli agenti. "Noi eravamo arrivati da non più di cinque minuti. Due pullman del Parma posteggiano lì vicino e subito scendono e ci aggrediscono. Da lontano ci tiravano bottiglie senza che noi gli avessimo detto nulla. Poi sono arrivati anche gli altri con le cinture. Siamo scappati sul pullman. L'autista era preoccupato; è partito con le portiere ancora aperte perché due ragazzi stavano salendo per non essere aggrediti. Due bottiglie di birra sono scoppiate dentro il pullman: un paio di ragazze sono rimaste graffiate dalle schegge di vetro. Nel partire, quel ragazzo ci ha tagliato la strada e l'autista l'ha colpito con lo spigolo sinistro del pullman". Ma perché non vi siete fermati subito ? ha chiesto un cronista ai tifosi juventini. Perché se no ci ammazzavano".

PARLANO I TESTIMONI - L'AMICO DELLA VITTIMA: "UN CASO". Un amico di Matteo ha fornito invece una versione diversa che deporrebbe a favore dell'incidente casuale: "Matteo era vicino alle ruote del bus e il mezzo lo ha travolto. L'autista non ha visto quello che era successo ed è ripartito". L'amico del giovane non parla dell'aggressione che i tifosi bianconeri avrebbero subito dalla tifoseria opposta. "Abbiamo urlato all'autista di fermarsi - continua la testimonianza del tifoso del Parma - ma lui, forse pensando che fossero minacce, ha proseguito". Sospesa Juve-Parma. In segno di lutto, Juve-Parma non è stata giocata. "Juventus e Parma, con il benestare della Federazione italiana e della Lega nazionale professionisti - ha spiegato un portavoce della società bianconera - hanno deciso di comune accordo di rinviare la partita, pur trattandosi di una tragica fatalità". L'incontro si disputerà probabilmente il 16 aprile prossimo. Regolari le altre partite, che sono iniziate con un minuto di raccoglimento. I tifosi dell'Empoli, gemellati con quelli del Parma, hanno tolto tutti gli striscioni dallo stadio. Esposto solo un grande lenzuolo bianco con la scritta "Ciao Matteo".

MATTEO, LA PRIMA PARTITA DOPO TRE ANNI - Juve-Parma sarebbe stata la prima partita a cui Matteo Bagnaresi, militante della sinistra antagonista, avrebbe assistito dopo tre anni di diffida. Il 6 gennaio del 2005, insieme a un centinaio di tifosi del Parma, Matteo invase il campo del Tardini e venne accusato dei disordini scoppiati con i supporter bianconeri al termine dell'incontro. Figlio unico di un ingegnere che lavora presso l'industria alimentare Barilla e di un'insegnante, Matteo Bagnaresi lavorava per conto di una cooperativa specializzata nei controlli sul rispetto della legge sulla sicurezza nelle fabbriche.

SANDRI: "BASTA MORTI" - La morte del tifoso del Parma è avvenuta nella stessa giornata di campionato in cui, nel girone di andata, fu ucciso nell'area di servizio Badia al Pino, il tifoso della Lazio Gabriele Sandri. "Pensare ad un'altra morte - ha detto Cristiano Sandri, il fratello del tifoso ucciso nel novembre scorso da un poliziotto - è impressionante, assurdo, ci fa rivivere momenti tristissimi". E il padre di Gabriele, Giorgio Sandri, ha aggiunto: "Speriamo che sia proprio l'ultima volta perché se no il calcio pagherà un prezzo altissimo. Non si può lasciare che ragazzi di 26, 28 anni muoiano per una partita di pallone".

30 marzo 2008

Fonte: Repubblica.it

Fotografia: Eurosport.com

Le due società: "si è trattato di una tragica fatalità"

Morto un tifoso del Parma

Rinviata la partita con la Juventus

Il giovane investito da un bus di ultrà in un'area di servizio dell'A21. L'autista indagato per omicidio colposo.

MILANO - Un tifoso del Parma, Matteo Bagnaresi di 27 anni, è stato travolto e ucciso nell'area di servizio Crocetta Nord, al chilometro 48 dell'A21 Piacenza-Torino, da un pullman di tifosi della Juventus. Il mezzo era vuoto e l'autista stava facendo manovra quando è avvenuto l'incidente. Prima dell'incidente, nell'area di servizio ci sarebbero state schermaglie tra le due tifoserie. Bagnaresi, che viveva a Parma, è morto sul colpo. L'autista è stato interrogato ed è indagato per omicidio colposo, ma il magistrato non ha disposto nei suoi confronti l'arresto. Ha ribadito agli investigatori di non essersi accorto di nulla e di essersi fermato in autostrada, a poca distanza dall'area di servizio dove è avvenuto l'incidente, perché alcuni dei tifosi sul bus gli hanno segnalato che era successo qualcosa. Bagnaresi è stato colpito vicino alle colonnine di rifornimento di carburanti.

LA VITTIMA - Laureato, lavorava per una cooperativa e viveva nella città emiliana con i genitori. Faceva parte del direttivo dei "Boys", il gruppo ultrà che domina la Curva Nord allo stadio Tardini, e aveva da poco riottenuto il diritto di andare allo stadio: per gli incidenti del 6 gennaio 2005 tra ultrà parmigiani e bianconeri durante Parma-Juventus era stato raggiunto da un Daspo, il divieto a partecipare a manifestazioni sportive, della durata di 3 anni. Militante della sinistra antagonista, era attivo nell'ambito dei centri sociali di Parma che fanno riferimento al Mariano Lupo.

SOLO SFOTTÒ MA NON SCONTRI - Nell'area di servizio Crocetta Nord ci sarebbero stati degli "sfottò", non veri e propri scontri, tra tifosi della Juve e del Parma. La ricostruzione della polizia stradale di Alessandria Ovest ha chiarito che nell’area di servizio si erano incontrati quattro pullman di tifosi del Parma e uno di tifosi juventini. I ragazzi sono scesi dai mezzi e si sono scambiati frasi ingiuriose e sfottò, ma nessuno è venuto alle mani - precisa la stradale - e non è stato tirato fuori o rinvenuto alcun tipo di arma. L’autista del pullman dei tifosi juventini, proprio per evitare che dalle parole si passasse a tafferugli e scontri fisici, avrebbe quindi deciso di ripartire e, nel fare manovra, non si sarebbe accorto del tifoso del Parma, finito sotto le ruote. Diversa la versione fornita da un tifoso juventino ai microfoni di Mediaset: "Stavamo scappando, ci volevano ammazzare, avevano spranghe e oggetti contundenti".

UN AMICO DELLA VITTIMA - Un tifoso del Parma ha confermato la versione riferita dall'autista del pullman alla polizia stradale. "Matteo era vicino alle ruote del bus - ha raccontato - e in retromarcia il mezzo lo ha travolto, poi è ripartito. L'autista non lo ha visto e non si è accorto di quello che era successo. Qualcuno di noi si è invece accorto subito dell'investimento e ha urlato all'autista di fermarsi, ma lui, forse impaurito e pensando che fossero minacce, ha proseguito". Secondo alcune testimonianze di tifosi parmigiani, appena il pullman juventino era giunto nell'area di servizio Crocetta Nord c'era stato qualche sfottò da parte dei tifosi "rivali", e per questo l'autista avrebbe deciso di riprendere la marcia, con l'intenzione forse di fermarsi poi in un successivo grill.

ANNULLATA LA PARTITA - La partita di serie A Juventus-Parma che si sarebbe dovuta giocare domenica alle 15 all’Olimpico è stata annullata in segno di lutto. Lo stadio di Torino si è svuotato, in silenzio, appena il pubblico ha avuto dallo speaker la notizia del rinvio. Sono rimasti soltanto, sul terreno di gioco, i ragazzini delle scuole calcio che avrebbero dovuto assistere a una premiazione di Alessandro Del Piero. La notizia del rinvio di Juventus-Parma è stata confermata dal club bianconero. "Juventus e Parma, con il benestare delle autorità competenti hanno deciso di comune accordo di rinviare la partita in segno di lutto" ha spiegato un portavoce. "Pur trattandosi di una tragica fatalità - affermano Juventus e Parma - le società hanno ritenuto che non ci fossero le condizioni per mandare in campo le squadre". Sui campi di calcio di Serie A è stato osservato prima delle partite un minuto di raccoglimento in memoria di Bagnaresi. La decisione è stata presa dalla Federcalcio d'intesa con la Lega professionisti.

POSSIBILE RECUPERO IL 16 APRILE - È attesa per lunedì la decisione della Lega Calcio in merito alla data del recupero di Juventus-Parma. La Lega Calcio al momento non può confermare le indiscrezioni che fisserebbero il recupero del match a mercoledì 16 aprile. La lega dovrebbe delineare una serie di opzioni da valutare appunto lunedì.

TRAGICA COINCIDENZA - La morte del tifoso del Parma è avvenuta nella stessa giornata di campionato in cui, nel girone di andata, fu ucciso nell'area di servizio Badia al Pino, il tifoso della Lazio Gabriele Sandri.

30 marzo 2008

Fonte: Corriere.it

Tifoso del Parma travolto da pullman

Gli juventini: "Volevano ammazzarci"

TRAGEDIA SULLA A21 - Roma, 30 marzo 2008 - Matteo Bagnaresi, 28 anni a settembre è morto nell'area di servizio Crocetta Nord al chilometro 48 della A21, investito da un pulmino di tifosi juventini. Matteo, dei Boys di Parma, stava andando a vedere la partita della sua squadra che a Torino incontrava la Juventus. Dodicesima giornata di ritorno di serie A, un numero sul calendario e un luogo "maledetti": nella dodicesima giornata di andata Gabriele Sandri, tifoso della Lazio fu ucciso da un colpo di pistola esploso da un poliziotto nei pressi dell'area di servizio di Badia al Pino (Arezzo), sulla A1, sullo stesso asfalto anonimo. Per Matteo, figlio unico, si è trattato di un "incidente stradale". Il questore di Asti Antonio Nanni ha dichiarato ai microfoni di Sky Tg24 "pare al momento un incidente stradale", tanto che "al momento il magistrato non ha ritenuto di dover arrestare l'autista del pulmino", il quale "non si era accorto di aver investito il giovane". Secondo la ricostruzione della polizia stradale del distaccamento di Alessandria Ovest, che è intervenuta sul posto, nell'area di servizio intorno alle 13 si sono incontrati 4 pullman di tifosi del Parma e uno di tifosi juventini. I ragazzi si sono scambiati frasi ingiuriose e sfottò, ma nessuno è venuto alle mani e - precisa la stradale - non è stato tirato fuori o rinvenuto alcun tipo di arma. Ci sono stati solo scontri verbali. Ma l'autista del pullman dei tifosi juventini, proprio per evitare che dalle parole si passasse a tafferugli e scontri fisici, ha quindi deciso di ripartire e, nel fare manovra, non si è accorto del tifoso del Parma che stava vicino all'automezzo, un pulmino da 20 posti sul quale al momento si trovavano 9 supporter bianconeri. Il ragazzo è finito sotto le ruote del pullman: l'autista non si è reso conto subito dell'accaduto e si è fermato dopo circa 300 metri nell'area di sosta ed ha immediatamente chiamato la polizia, ma il ragazzo è morto sul colpo. Anche il questore di Asti ha sottolineato che non c'erano stati tafferugli tra le due tifoserie: "C'erano due pullman di tifosi del Parma con le famiglie, tranquilli, non è successo niente". Ma un tifoso bianconero che era a bordo del pulmino ha invece dichiarato al Tg5: "Stavamo scappando, nel marasma generale qualcuno è salito, qualcuno è rimasto giù, ci volevano ammazzare, quelli lì erano delle bestie che ci volevano ammazzare". La partita Juventus-Parma comunque non c'è stata, forse si giocherà il 16 aprile, si deciderà domani. "Credo che sia il caso di aspettare la ricostruzione degli eventi. Mi auguro che il lutto sia causa di una fatalità e non di incontri aggressivi tra le tifoserie", ha detto il presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, in una conferenza stampa congiunta con il presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, commentando il rinvio della partita Juve-Parma. "La faccenda è di una gravità enorme", ha aggiunto Cobolli Gigli secondo il quale la decisione di non giocare è stata "naturale e logica. Viviamo questo lutto - ha concluso - con grande partecipazione". Tommaso Ghirardi ha definito l'incidente "una disgrazia" e ha ribadito: "Non abbiamo giocato perché abbiamo pensato di rispettare il lutto per questo giovane di 28 anni in questo giorno da non dimenticare e ringraziamo la Juventus - ha concluso - per la disponibilità data a non giocare oggi". Al momento non è ancora stata decisa la data del recupero della partita". Intanto non solo il calcio, ma un'altra famiglia, ha vissuto un giorno lutto.

LE INDAGINI - È indagato per omicidio colposo l'autista del pullman dei sostenitori juventini che ha travolto e ucciso Matteo Bagnaresi, il tifoso del Parma nemmeno 28enne, figlio di un dirigente della Barilla, morto questa mattina nell'area di sosta di Crocetta Nord sulla A21, in comune di Castello d'Annone (Asti), prima della partita Juventus-Parma. La decisione dopo il lungo interrogatorio cui è stato sottoposto l'autista, che avrebbe raccontato di non essersi nemmeno accorto di avere colpito il ragazzo: il magistrato non ha però disposto l'arresto. Secondo la ricostruzione fatta già alla Polizia Stradale (che lo ha raggiunto circa un chilometro più avanti), l'autista avrebbe detto di essere ripartito in fretta dalla piazzola accortosi di una situazione di difficolta visto "l'incontro" ravvicinato tra tifosi juventini e del Parma, senza rendersi conto che Matteo Bagnaresi era vicinissimo al pullman. Il ragazzo sarebbe stato colpito con uno spigolo della parte anteriore del mezzo.

UN PASSATO DA ULTRÀ - Matteo Bagnaresi da poco tempo aveva riottenuto il diritto di andare allo stadio. Per gli incidenti del 6 gennaio 2005 tra ultras parmigiani e proprio quelli bianconeri in Parma - Juventus al Tardini era stato, infatti, raggiunto da un Daspo, il divieto di partecipare a manifestazioni sportive, della durata di tre anni. Bagnaresi in passato ha avuto anche qualche segnalazione e denuncia per manifestazioni non autorizzate e occupazioni: militante della Sinistra antagonista, era, infatti, attivo, nell’ambito dei centri sociali di Parma, che si riuniscono all’ interno del circolo "Mariano Lupo".

30 marzo 2008

Fonte: Quotidiano.net

Tifoso travolto da un bus. Rinviata Juventus-Parma

Il supporter del Parma, Matteo Bagnaresi, 28 anni, è morto nell'area di servizio "Crocetta" vicino Torino. Colpito da un pullman in manovra che trasportava tifosi della Juve. L'autista: non l'ho visto. La Figc ha rinviato la partita a data da destinarsi in segno di lutto.

Torino - Un tifoso del Parma, Matteo Bagnaresi, 28 anni il prossimo settembre, residente a Parma e figlio unico, è stato travolto e ucciso nell'area di servizio "Crocetta Nord" vicino Torino da un pullman di tifosi della Juventus. Secondo le prime notizie prima dell'incidente in cui è morto il giovane tifoso del Parma, ci sarebbero stati sfottò tra le due tifoserie nell'area di servizio al chilometro 48 dell'A21 Piacenza-Torino. Ma la dinamica della vicenda è ancora tutta da chiarire. L'autista del pullman facendo manovra in retromarcia non si sarebbe accorto di niente. L'autobus che ha investito il tifoso del Parma era partito da Crema. La vittima è stata colpita vicino alle colonnine di rifornimento di carburanti. A dare l'allarme è stato il personale della stazione di servizio. Sul posto è arrivato il questore di Asti, Antonio Nanni, poiché l'area di servizio si trova in territorio astigiano, al confine con l'alessandrino. Soccorsi inutili Il giovane è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasferito con l'eliambulanza all'ospedale di Alessandria, dove però è giunto privo di vita. Secondo le prime informazioni l'autista dopo l'incidente avrebbe percorso un tratto di autostrada, chiamando poi la polizia dopo un paio di chilometri. L'autista sostiene di non essersi non si è accorto di avere investito una persona, come ha detto agli agenti della Polizia stradale che l'hanno fermato sulla A21 qualche chilometro ad ovest rispetto all'area di servizio. Subito dopo aver appreso la notizia dell'investimento, il sindaco di Parma Pietro Vignali aveva rivolto un appello per chiedere l'annullamento della partita con la Juventus, esprimendo "cordoglio e vicinanza alla famiglia del giovane e a tutta la tifoseria crociata", e "in attesa di conoscere l’esatta dinamica dell'incidente".

La testimonianza Un tifoso del Parma ha confermato telefonicamente a un giornalista, che lo ha contattato dalla città emiliana, la versione riferita dall'autista del pullman dei tifosi juventini alla Polizia stradale, secondo la quale non si sarebbe accorto di aver investito Matteo Bagnaresi, e per questo avrebbe proseguito la marcia. "Matteo era vicino alle ruote del bus - ha raccontato il tifoso - e in retromarcia il mezzo lo ha travolto, poi è ripartito. L'autista non lo ha visto e non si è accorto di quello che era successo. Qualcuno di noi si è invece accorto subito dell'investimento e ha urlato all'autista di fermarsi, ma lui, forse impaurito e pensando che fossero minacce, ha proseguito". Secondo alcune testimonianze di tifosi parmigiani, appena il pullman juventino era giunto nell'area di servizio Crocetta Nord c'era stato qualche sfottò da parte dei tifosi 'rivali', e per questo l'autista avrebbe deciso di riprendere la marcia, con l'intenzione forse di fermarsi poi in un successivo grill sull' autostrada. Matteo Bagnaresi, a quanto si è appreso, era un tifoso dei 'Boys' del Parma. Laureato, lavorava per una cooperativa e viveva nella città emiliana con i genitori. Lo stesso giorno della morte di Sandri La morte del tifoso del Parma è avvenuta nella stessa giornata di campionato in cui, nel girone di andata, fu ucciso nell'area di servizio Badia al Pino, il tifoso della Lazio Gabriele Sandri.

Partita rinviata in segno di lutto La Federazione italiana gioco calcio ha diramato un comunicato in cui spiega che, "pur trattandosi di una tragica fatalità, d'intesa con la Lega nazionale professionisti, le società Juventus e Parma, ha deciso di rinviare a data da destinarsi la partita Juventus-Parma, in segno di lutto, per la scomparsa del tifoso del Parma, rimasto vittima di un incidente avvenuto in un'area di servizio dell'autostrada poche prima della partita". Lo stadio si è svuotato in silenzio Lo stadio di Torino si è svuotato, in silenzio, appena il pubblico ha avuto, dallo speaker, la notizia del rinvio. Nell'Olimpico per un po’ sono rimasti soltanto, sul terreno di gioco, i ragazzini delle scuole calcio che avrebbero dovuto assistere ad una premiazione di Alessandro Del Piero. Al di fuori dello stadio il deflusso dei tifosi è stato regolare, i pullman di sostenitori del Parma non sono arrivati a Torino. Secondo quanto si è appreso ne erano in viaggio due verso Torino, entrambi fermi alla stazione di servizio Crocetta nord quando è avvenuto l'investimento, alle 12:45.

San Siro, un minuto di silenzio - I giocatori di Milan e Atalanta e la terna arbitrale si sono schierati al centro del campo per un minuto di silenzio in ricordo del tifoso del Parma. Il pubblico di San Siro ha sottolineato il gesto dei giocatori in campo con un caloroso applauso. Un minuto di silenzio anche allo stadio di Livorno dove gli amaranto giocano il derby con il Siena. Una "domenica triste per la morte di un tifoso". Queste le parole, apparse sul sito della Fiorentina, dell'amministratore delegato viola Sandro Mencucci, per la morte del tifoso del Parma. "Siamo naturalmente dispiaciuti" ha detto Mencucci aggiungendo che "qui a Udine abbiamo saputo poco di quel che è successo". I tifosi dell’Empoli, gemellati con quelli del Parma, hanno reso omaggio a Matteo Bagnaresi, togliendo tutti gli striscioni dallo stadio. I sostenitori azzurri hanno esposto solo un grande lenzuolo bianco con la scritta 'Ciao Matteo'. Gli ultras della squadra toscana hanno deciso di non tifare. Durante il minuto di raccoglimento nello stadio c'è stato il silenzio assoluto, solo al termine il pubblico ha applaudito.

30 marzo 2008

Fonte: Ilgiornale.it

Ultrà morto, stretta del Viminale

Bufera dopo la tragedia all'autogrill.

La tragica morte di Matteo Bagnaresi, il tifoso del Parma investito ieri da un pullman di juventini è al centro del vertice che si è tenuto al Ministero dell’Interno dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. La riunione era stata convocata per affrontare partita di Champion, Roma-Manchester, che verrà giocata domani sera e che è giudicata a rischio incidenti. Controlli rafforzati sulle autostrade, ulteriori limiti alle trasferte delle tifoserie più violente, accelerazione del progetto della "card" del tifoso, sono i tre punti chiave su cui il Viminale ha chiesto di intervenire. Sul tema si è pronunciato anche il leader del Pdl Silvio Berlusconi, scettico sulla possibilità di vietare le trasferte dopo la morte del tifoso del Parma. Intanto Siro Spolti, l’autista che conduceva il pullman di tifosi bianconeri è stato indagato per omicidio colposo.

31 Marzo 2008

Fonte: Lastampa.it

Ultrà ucciso da un pullman

di Giampiero Timossi

Un tifoso del Parma travolto dal bus degli juventini, che accusano: "Noi aggrediti".

DAL NOSTRO INVIATO.  ASTI - Fabio, il capo, dice di andare via, ma lui si ferma. "Come mi chiamo ? Metti G.A, anzi A.G., anzi il nome non conta, che poi passo altri guai. Non mettere niente e guarda qua". Andrea si alza la felpa blu con la scritta Italia, si toglie il cappellino con su scritto Tradizione, qui intesa come quella juventina. Sposta la catenina d' argento con la Croce Celtica e mostra i segni sul collo: "Questa è l’ultima cinghiata che mi hanno tirato. Allora sai che ti dico: meglio così, uno di meno". Non è finita, si toglie la scarpa destra. Ai piedi non porta gli anfibi, ma un paio di Crocs bianchi, gli zoccoli di gomma. Si alza i jeans: "Qui sanguina ancora, altre due cinghiate". Il poliziotto della Digos di Asti gli ripete da un’ora un consiglio: "Vai all' ospedale, fatti visitare e fatti fare il referto". Lui non va, ha ancora qualcosa da raccontare: "Se non scappavamo via, ci ammazzavano. Tiravano di tutto, almeno quattro-cinque bottigliette di birra si sono rotte dentro il pullman. Siamo scappati, abbiamo sentito un colpo, come quando sali con la macchina su un dosso".

LA RICOSTRUZIONE - Invece il pullman aveva appena ucciso un ragazzo di 27 anni. Si chiamava Matteo Bagnaresi, un ultrà del Parma in trasferta con i Boys. "È stata una terribile fatalità", ripete Antonio Nanni, il questore di Asti. Però questo non è il Festival della fatalità. Torniamo al racconto dei 23 tifosi bianconeri. Partono da Crema, alle 10.30, "prendiamo il pullman, così risparmiamo un po’". Alle 11.30 la prima sosta, per il pranzo. Un’ora dopo un’altra sosta, all' Autogrill di Crocetta Nord, una decina di chilometri da Asti, sull' A21, in direzione Torino. Il pullman dello Juventus Club di Crema lo guida Siro Spolti, quarantaduenne bergamasco. Ora è accusato di omicidio colposo. Il suo interrogatorio in questura si è concluso alle 23.55 e lui nel verbale ha ricostruito i fatti: "I tifosi del Parma ci hanno aggredito e noi siamo scappati. Sono ripartito a zig zag, avevo ancora dei passeggeri mezzi fuori mezzi dentro e non ho visto il ragazzo che attraversava". Poi Spolti è stato sottoposto a esami tossicologici, negativi: non aveva bevuto e sulla sua patente non c' erano annotazioni particolari. Lui comunque è sotto choc: "Sono distrutto. Da anni non trasporto tifosi, oggi ho accettato e guarda cosa è successo".

LA MORTE - Torna il racconto dei tifosi juventini: "Arrivano due bus dei Boys, ci fanno dei segni, i pullman si fermano davanti a noi". Sono le 12.33. "Scendono, in mano hanno cinghie, in testa i cappucci. In quattro vengono verso di noi, saliamo di corsa, anche se al bar abbiamo lasciato una signora e quattro ragazzi, uno del Parma riesce quasi a salire, l’autista guarda dietro, non vuole chiudere nessuno nella portiera, parte, loro ci tirano di tutto". Alla sinistra del pullman c' è Matteo Bagnaresi, con la sciarpa del Parma. "Si butta davanti al bus con le braccia alzate, l’autista forse è ancora voltato, non si accorge di nulla. Sentiamo due colpi. Il pullman va, gridano all' autista "guarda che hai schiacciato un ragazzo", Siro è in trance, va avanti per altri tre-quattrocento metri, si ferma sotto un cavalcavia, si mette a piangere". Chiama la polizia stradale. Dice: "Venite, c' è stata una rissa, qualcuno è rimasto per terra". Sono le 12.45. Dieci minuti prima qualcuno è rimasto per terra. È morto sul colpo. Si chiamava Matteo. Aveva quasi 28 anni.

31 marzo 2008

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Sfida all’autogrill, morto un ultras

di Luciano Gulli

Il pullman di tifosi juventini schiaccia il 28enne Matteo Bagnaresi. L’autista: un incidente non mi sono accorto di nulla. L'ultimo viaggio di Matteo, tifoso ingegnere cresciuto nei centri sociali.

Asti - La macchia di sangue è coperta da uno strato di pietrisco finissimo, bianco, che spicca sul nero dell’asfalto. Il bianco e il nero: i colori più odiati dalla vittima. Accanto, stretta intorno a un pilastro della tettoia che protegge due pompe fuori uso da tempo, c’è una sciarpa con i colori della Juventus. La scritta stampigliata sulla sciarpa dice: "Drughi". Chi è del ramo spiega che sono un gruppo di tifosi organizzati, un battaglione di fedelissimi della Signora. Una specie di Ottantunesimo pullman trasportato della demenza domenicale. Quella sciarpa annodata somiglia al gesto cavalleresco del "nemico" che rende omaggio all’avversario caduto. Sarebbe bello e nobile, ma non si può dire. È diventata così atroce, così maramalda, la guerra tra opposte tifoserie, che quello stendardo potrebbe essere inteso (così alcuni viandanti lo leggono) come un gesto sprezzante, l’estremo dileggio per il nemico finito nella polvere. Per terra, a metà pomeriggio, spunta anche una pianta di margherite gialle. Si usa, quando c’è un morto. Per il resto, l’area di servizio "Crocetta nord", al chilometro 48 della A21 che unisce Piacenza a Torino, è una come tante. Le scritte "benzina" e "diesel" stampigliate sull’asfalto; il bar, la toilette, le pompe dove il diesel costa 1,354 euro al litro e uno spiritoso ci ha appiccicato un cartello con la scritta "Risparmio. Fai da te". Un’area di servizio come tante. Buona anche questa, dunque, per una rissa, per un agguato, per una sfida all’ok corral, ora che negli stadi è diventato più difficile picchiarsi, scambiarsi qualche allegra coltellata nel costato, spaccarsi la testa a vicenda come in ogni battaglia che si rispetti, visto che il calcio, come sappiamo, è una sorta di sublimazione della guerra. È qui, poco dopo le 14.30, che arriva un pullman di tifosi juventini proveniente da Crema. Sul "sagrato" di questo tempio moderno del rito domenicale, che ogni tanto reclama la sua brava vittima, ci sono già quattro pullman di tifosi del Parma. Partono i primi sfottò, gli insulti, le dita levate al cielo, le minacce, i "vieni giù se hai coraggio". Qualcuno, tra i tifosi juventini, racconterà di avversari col volto coperto da passamontagna, di catene che roteano, di spranghe, di bottigliette di birra lanciate contro i finestrini del pullman "invasore". I Boys ora respingono le accuse: "Non abbiamo fatto nulla". Ma piccoli frammenti di vetro sono stati trovati sulla pedaliera del bus. E forse potrebbe esser stato proprio il timore di un assalto a spingere l’autista ad accelerare, urtando Bagnaresi. Ipotesi, per ora. L’autista incrocia al largo, dove ci sono le pompe esauste, esita, rallenta fin quasi a fermarsi, come indeciso. I tifosi del Parma partono all’attacco, il pullman è circondato. L’autista accenna a una marcia indietro, poi riparte piegando tutto a sinistra, cerca di guadagnarsi uno spazio per filtrare, ci riesce, è già fuori dall’area di servizio, ma nello specchietto retrovisore vede come un fagotto rimasto per terra. Si ferma 800 metri più avanti, al primo slargo sulla corsia d’emergenza, chiama la polizia. Per terra, morto sul colpo, travolto dalle ruote del pullman, c’è un giovane di 28 anni. Si chiamava Matteo Bagnaresi, viveva a Parma con i genitori, che qualche ora dopo, disfatti dal dolore, compaiono qui, sorretti da parenti, da amici, e vogliono sapere come, perché. Per Matteo doveva essere la prima partita dopo tre anni di "esilio", dopo la diffida comminatagli nel 2005, a Parma, per invasione di campo. Il destino lo aspettava qui, in questa anonima area di servizio, alla dodicesima giornata di ritorno, così come la dodicesima dell’andata era stata fatale a Gabriele Sandri. La partita di Torino è naturalmente sospesa, il minuto di silenzio è naturalmente di rigore. Poi la macchina infernale riparte a mille. L’autista del bus è indagato per omicidio colposo ma il magistrato non ne ha disposto l’arresto. Ha detto di non essersi accorto di aver investito il tifoso. Inutile chiedere informazioni al personale del bar. Il direttore ha avuto ordini tassativi: tacere. Altre domeniche verranno; altri pullman gonfi di scalmanati approderanno sull’arena di questo Colosseo on the road. Entreranno cantando, braveggiando, ordinando birra a cassette, caricandosi in attesa dell’evento. Meglio non sbilanciarsi. Solo Giorgio, uno degli addetti alle pompe, scambia due parole. "Prima o poi doveva succedere. Le aree di servizio sono diventate terreno di scontro. Ci sono autisti che quando vedono i pullman degli "altri" tirano dritto. Ma non tutti sono così sensati. E la polizia non fa nulla. Guarda. L’ordine è di stare al vento. Ma poi, chi glielo fa fare a intromettersi ? Ha visto com’è finita l’anno scorso, a Badia al Pino ? Inchiesta, processo... Io li capisco, neh ?".

31 marzo 2008

Fonte: ilgiornale.it

Scontri in autogrill, ultrà travolto

di Niccolò Zancan

ASTI - Non si passeggia in quel punto dell’autogrill per caso, oltre tutte le pompe di benzina, dove resta soltanto un piccolo pezzo di prato prima del traffico dell’autostrada Torina-Piacenza. Ma è proprio lì davanti che adesso restano sangue, segatura e due bottiglie di birra, una mezza piena. Matteo Bagnaresi, 28 anni, aveva la sciarpa dei Boys del Parma al collo quando è stato investito. Travolto dallo scatto improvviso di un pullman diretto allo stadio Olimpico di Torino, con a bordo diciassette tifosi dello Juventus Club di Crema. Erano le 12,45 di ieri. È stato colpito dallo spigolo sinistro e schiacciato dalle ruote anteriori. È morto dilaniato. Un incidente, non esattamente una fatalità. La Digos di Asti sta verificando un dettaglio importante. La prima persona che ha soccorso Matteo Bagnaresi è stata una ragazza uscita di corsa dal bar "My Chef". Per cercare di rianimarlo, gli avrebbe tolto un passamontagna nero dalla faccia. Di sicuro, quando i necrofori hanno portato via la salma del ragazzo, hanno raccolto da terra oltre alla sciarpa gialloblù anche la cintura sfilata dai pantaloni. Per i tifosi juventini quella era la sua arma, negli istanti concitati che hanno preceduto la tragedia: "Ci hanno circondati. Erano duecento contro venti. Avevano bottiglie e bastoni". Matteo Bagnaresi era un ultrà. I suoi genitori, un dirigente della Barilla e un insegnante, sono arrivati alle tre di pomeriggio su un’Audi A4. Il corpo del loro ragazzo era ancora sull' asfalto, coperto da un telo argentato. Cristina Bagnaresi, chiusa in auto, piangeva e picchiava i pugni sul cruscotto. Bruno Bagnaresi si disperava: "Doveva essere una festa - ripeteva - non doveva finire così". Matteo Bagnaresi si era appena laureato con una tesi su prevenzione e salubrità dell’aria. Era un ambientalista. Già segnalato dalla polizia in diverse manifestazioni No-Tav. Ma era anche, forse soprattutto, un tifoso del Parma. Nel 2005 era stata denunciato dopo un’invasione di campo proprio durante una partita contro la Juventus. Diffidato. Tre anni lontano dagli stadi. Quello di ieri era il suo ritorno in curva. Ancora morte in autostrada, davanti a un autogrill, in viaggio verso una partita. Ancora alla dodicesima giornata. L' ultrà laziale Gabriele Sandri era morto nello stesso turno dell’andata. Ed anche qui, davanti al benzinaio Q8 dell’autogrill Crocetta, sono molti i dubbi. Alle 15,30 la prima versione del questore di Asti poggiava su testimonianze ancora parziali: " È stato un incidente stradale - diceva Antonio Nanni - siamo di fronte a una disgrazia, il tifo non c' entra". Ma alle sette di sera, pur con tutte le cautele necessarie, correggeva il tiro: "Prima dell’incidente potrebbe esserci stata un'aggressione. Lo sostengono i tifosi della Juventus, lo negano quelli del Parma. Stiamo indagando". Ed ecco i primi riscontri: gli agenti della stradale hanno sequestrate bottiglie e cinghie. Sul pullman della ditta Spolti - ora sotto sequestro - ci sarebbero segni evidenti dell’aggressione. L’autista Siro Spolti è stato denunciato a piede libero per omicidio colposo. "Non l’ho visto", ripeteva sotto choc. Il pullman si è fermato solo ottocento metri più avanti. "Altrimenti ci ammazzavano", giurano i ragazzi con le sciarpe bianconere.

31 marzo 2008

Fonte: La Repubblica (Testo e Fotografia)

Ultrà del Parma ucciso dal bus

Un' altra vittima all' autogrill

di Mario Porqueddu

Gli juventini: volevano ammazzarci. Partita rinviata per lutto. La Questura di Asti frena: solo una tragica fatalità. I supporter parmigiani: ci sono stati solo sfottò.

DAL NOSTRO INVIATO. ASTI - "C' è stata una rissa. Non so cosa è successo. Uno è rimasto per terra". Poi Siro Spolti si mette a piangere. È l’autista del pullman che porta da Crema a Torino 23 tifosi bianconeri. Doveva andare al Comunale a vedere Juve-Parma, invece sta telefonando alla Polizia stradale da sotto un cavalcavia della Torino-Piacenza. La partita non si gioca più, rinviata per lutto. Spolti, negativo ai test per alcol e droga, è indagato a piede libero per omicidio colposo. Per terra è rimasto Matteo Bagnaresi, 27 anni, tifoso del Parma. Morto in un autogrill mentre andava allo stadio, come Gabriele Sandri l’11 novembre scorso. E come quella volta, all' inizio dalla Questura di Asti frenano: "E' stata una tragica fatalità: un incidente stradale. Il calcio non c' entra". È stata una tragedia, non c' è dubbio. Ma il calcio e il tifo c' entrano. I sostenitori della Juve entrano nell' area di servizio Crocetta Nord, a pochi chilometri da Asti, intorno alle 12.30. Hanno già mangiato, questa è una sosta per fumare una sigaretta. Una signora e quattro ragazzi vanno in bagno. Qualcuno chiacchiera con altri tifosi parmensi, famiglie con bambini, fermi all' autogrill per il pranzo. Tutto tranquillo. In quel momento arrivano due pullman di sostenitori del Parma. Sono i Boys, i ragazzi della curva: un centinaio. Di quello che succede a questo punto esistono due versioni. Secondo i tifosi bianconeri, gli ultrà del Parma scendono con le cinghie in mano e il volto coperto, pronti allo scontro. I gialloblù, invece, dicono di essersi limitati a cori di sfottò e qualche insulto: "Non abbiamo fatto nulla, non permettiamo che venga infangato il nostro nome". Forse gli juventini vengono aggrediti, o forse hanno paura che stia per accadere. Tornano di corsa verso il pullman e gridano all' autista: "Parti, vai, vai". Lasciano i cinque che sono in bagno al loro destino. Non c' è tempo. Sono inseguiti. L' ultimo a salire viene preso a cinghiate sul collo e sulle gambe. "Mi sembrava di essere circondato - dirà l’autista ore dopo - hanno colpito il pullman". Calci e qualche bottiglia. La polizia ha sequestrato pezzi di vetro per terra e sulla pedaliera del pullman. Di certo un gruppetto di parmensi si era avvicinato molto: quattro da destra, dove si aprono le porte, e uno da sinistra. È Matteo Bagnaresi. Secondo un testimone sbuca con le braccia alzate davanti al muso del pullman, come se volesse fare segno al guidatore di fermarsi. "Ma non l’ho visto", assicura Spolti. Che infatti parte e lo travolge, gli passa sopra sia con la ruota anteriore sia con quella posteriore. "Ho sentito come un dosso", racconta un passeggero. "Guarda che hai schiacciato uno", dice Rita, un’altra tifosa, all' autista. Spolti è quasi fuori dall' autogrill, prosegue per un chilometro, poi si ferma sotto un cavalcavia e chiama la polizia. Bruno Bagnaresi, ingegnere, dirigente alla Barilla, e sua moglie Cristina hanno perso il loro unico figlio. Il calcio italiano ha prodotto un altro dramma. Matteo Bagnaresi aveva subito un Daspo, la diffida per i tifosi coinvolti in episodi violenti. Era uno degli undici Boys gialloblù puniti per gli incidenti in un Parma-Juve del gennaio 2005, finito con gli ultrà che se le davano sul prato del Tardini. Divieto di mettere piede allo stadio per tre anni, scaduto a gennaio 2008. Quando è arrivata in autogrill sua madre non ha trovato il coraggio di scendere dalla macchina. Ad Asti, fuori dalla Questura, un tifoso della Juve che ha preso le cinghiate ha detto: "Volevano ammazzarci. Uno di meno". Le due versioni Secondo i tifosi bianconeri, gli ultrà del Parma sono scesi dai pullman con le cinghie in mano e il volto coperto, pronti allo scontro. I gialloblù dicono di essersi limitati a cori e insulti. Gli juventini, tornati di corsa verso il pullman, hanno gridato all' autista: "Parti, vai, vai".

31 marzo 2008

Fonte: Il Corriere della Sera

Spranghe, bottiglie e cinghiate volevano ammazzarci, siamo fuggiti

di Niccolò Zancan

ASTI - Una bottiglia contro i vetri, poi le urla: "Via, parti, vai !". C’era ancora la porta anteriore del pullman aperta, quando è successo. Cocci in frantumi vicino al posto di guida. L’autista Siro Spolti, 41 anni, titolare dell’omonima ditta di Autotrasporti con sede a Bergamo, è un tipo preciso, meticoloso. Mette a verbale una ricostruzione lucidissima: "Siamo arrivati all' autogrill Crocetta alle 12,35. Abbiamo posteggiato vicino al bar. Alcune ragazze sono andate in bagno, altri tifosi sono scesi a fumare. Il pullman è da 50 posti, ma quelli dello Juventus club di Crema erano in 23. Il viaggio era filato via liscio senza problemi, visibilità buona. Eravamo tranquilli. Ma io ho tenuto il motore acceso perché si trattava di una sosta di pochi minuti". Ed ecco come si sovrappone il racconto di Matteo, tifoso bianconero, che il cognome non lo vuole dire, ma un numero di telefono lo lascia, ed è il suo: "Eravamo in pace. C'erano due pullman di tifosi del Parma. Stavamo chiacchierando sulla visibilità dello stadio di Torino. Volevano notizie. Io, sinceramente, volevo scroccare un panino". Poi è successo qualcosa. Questa è la versione dei tifosi della Juventus: "Sono arrivati due pullman. Sono scesi 200 Boys del Parma. Non hanno detto neppure una parola, sono passati subito all' azione". C' entra, il calcio. C' entra eccome, in questa ennesima storia di morte e tifo malato. "Si sono alzati le sciarpe sulla bocca, avevano berretti e mazze, bottiglie e cinghie alla mano. Erano duecento contro venti. Bel coraggio". È qui che l’autista Siro Spolti sente le urla: "Sono salito subito al posto di guida. Avevo il terrore che mi spaccassero il parabrezza. Ho sentito nitidamente un rumore fragoroso, come qualcosa che si spacca. Ho visto alcuni tifosi bianconeri correre e salire a bordo. Ho sentito le urla: "Parti, vai !". Ho messo la prima e sono andato". In quell' attimo è morto Matteo Bagnaresi. Di tutti i tifosi coinvolti nell' aggressione, lui è quello che si è spinto più in là, l’unico ad aggirare il pullman con il motore acceso, fino ad avvicinarsi alla portiera dell’autista. Forse per cercare di bloccarlo. "Ma io non l’ho visto - ripete Siro Spolti - era in un angolo cieco. Lui era sulla sinistra, mentre tutto stava succedendo sulla destra, verso la porta aperta". I tifosi della Juve salivano di corsa sul pullman - secondo il loro racconto - inseguiti ed accerchiati. Lo scatto del motore ha travolto l’ultrà del Parma. "Lo abbiamo sentito nitidamente - racconta Matteo - è stato come passare su un dosso. Certo che ci siamo accorti che era finito lì sotto. Ma non ci siamo fermati perché altrimenti finiva malissimo. Ci avrebbero ammazzati". L’autista Siro Spolti blocca il suo pullman circa un chilometro oltre l’autogrill, sotto un piccolo cavalcavia. Qui c' è un particolare che sembrerebbe accreditare la versione juventina. Chi era andato in bagno, tre ragazze e due ragazzi, non ha fatto in tempo a salire sul pullman. Si sono rifugiati in cucina. "Li hanno scortati dalla porta secondaria - raccontano - altrimenti rischiavano il linciaggio". Di tutto questo, mazze, cinghie, urla, corse, di quella che sembra un’aggressione a freddo, i tifosi del Parma non confermano nulla. "È stato solo un incidente - dicono - solo una tragedia della strada". Di sicuro ci sono tre particolari che adesso suonano beffardi. Primo: le telecamere dell’autogrill non funzionavano. Secondo: il pullman degli ultrà del Parma viaggiava senza scorta. Terzo: l’incrocio di tifoserie opposte è avvenuto in autogrill dove non era previsto il cosiddetto raccordo, ovvero le forze dell’ordine ad aspettare e controllare. Di più. Mentre sull' asfalto c’era il cadavere di Matteo Bagnaresi e un suo amico ultrà si sporcava i jeans nel sangue urlando e piangendo, è arrivato un altro pullman di tifosi juventini. Da Rapallo. Ignari di tutto. "Abbiamo rallentato un attimo - raccontano - ma siamo ripartiti subito perché volevano linciarci".

31 marzo 2008

Fonte: La Repubblica

Fotografia: Eurosport.com

Ghirardi si ribella: "Nessuno scontro"

di Francesco Bramardo

Il presidente del Parma era appena passato dall' area di servizio "Non c'è un coccio di bottiglia, la nostra è una tifoseria corretta".

TORINO - La notizia ufficiale è delle 14.45, un comunicato di cinque righe distribuito in tribuna stampa. Lo stesso testo viene letto contemporaneamente dallo speaker dell’Olimpico alle poche migliaia di spettatori che erano arrivati sugli spalti prima che (14.15) fossero chiusi gli ingressi. "La Juventus e il Parma - con il benestare delle autorità competenti - hanno deciso di comune accordo di rinviare la partita in segno di lutto per l’incidente occorso a un tifoso del Parma che stava raggiungendo lo stadio di Torino. Pur trattandosi di una tragica fatalità le due società hanno ritenuto che non ci fossero le condizioni per mandare in campo le squadre".

Ore 14,45 - Per spiegare il senso della decisione, i presidenti di Juventus e Parma, Cobolli Gigli e Tommaso Ghirardi, si ritrovano nella sala conferenze dell’Olimpico alle 14,45. Prende la parola Cobolli Gigli. "Noi come Juve viviamo questo lutto con grande partecipazione, è stato un sentimento comune di Parma e Juventus decidere di non giocare la partita". Tocca a Ghirardi. "Abbiamo appreso la notizia intorno alle 13, è inutile in questo momento spendere parole su come sia avvenuto l’incidente, pare che sia stata una fatalità, quello che è certo è che non è frutto di scontri. Ero passato venti minuti prima in zona e non avevo visto nulla". È Ghirardi a svelare le generalità del giovane dei Boys, "un ragazzo giovane come me". Nel rientrare a Parma Ghirardi si ferma sul luogo della tragedia, porta ai famigliari di Matteo il cordoglio, respinge le testimonianze dei tifosi juventini che parlano di aggressione. "Sono basito, sul posto non c' è un coccio di bottiglia, nulla a terra, i ragazzi del Parma li conosco bene, è una tifoseria corretta la nostra". Telefoni roventi Il tam tam sull' accaduto parte dall' autobus numero 2 fermo sulla piazzola dell’autogrill alle 13, a bordo i tifosi del centro di coordinamento Parma club. Il presidente Ghirardi viene messo al corrente quando ormai è nei pressi dello stadio torinese; pochi minuti prima era transitato in auto nei pressi della piazzola di sosta Crocetta Nord. Le telefonate si incrociano, con la Figc e la Lega. I dirigenti del Parma informano la Juve di voler rinviare la partita, per motivi di opportunità. Il lutto certo, ma ci sono le telefonate minacciose degli ultrà ai dirigenti ducali: "Se giocate mettiamo a ferro e fuoco la città". Arriva anche l’invito del sindaco di Parma, Pietro Vignali, a sospendere l’incontro. C' è confusione, chi parla di aggressione, chi di tafferugli che avrebbero innescato l’incidente. All' Olimpico è tutto tranquillo, i torpedoni dei tifosi emiliani sono fermi in autostrada, a Torino non arriveranno mai. La data del recupero di Juventus - Parma verrà decisa oggi in Lega, molto probabilmente mercoledì 16 in orario pomeridiano, per motivi di ordine pubblico.

REAZIONI - GIORGIO SANDRI "Basta vedere morire ragazzi per un gioco" - Il padre di Gabriele: "Spero sia veramente l’ultima volta che capita una cosa del genere. Ragazzi di 26-28 anni non possono morire per un gioco. Proprio no". CRISTIANO SANDRI "Ancora una vittima. È impressionante" - Fratello di Gabriele: "Un altro ragazzo caduto, un’altra famiglia colpita. Impressionante. La vicenda di Gabriele però è diversa: è stato ucciso". GIOVANNA MELANDRI "Un tragico incidente. Giusto sospendere" - Il Ministro dello Sport: "Condivisibile la decisione assunta di sospendere la partita in segno di lutto e rispetto per il dolore della famiglia Bagnaresi. È stato un tragico incidente". GIANCARLO ABETE "Siamo vicini alla famiglia Bagnaresi" - Il presidente della Figc: "Esprimo un pensiero di vicinanza e di solidarietà alla famiglia di Matteo Bagnaresi, alla società Parma e al suo presidente Ghirardi". SAP "Rinvio ipocrita Ora basta trasferte" - Sindacato autonomo di polizia: "La sospensione della gara è giusta, ma ipocrita perché il problema va affrontato alla radice. Le trasferte dei tifosi vanno definitivamente abolite, almeno per un lungo periodo. Il problema è generale e le nostre grida di allarme sono inascoltate". CESARE PRANDELLI "Un dramma ma il tifo a Parma è civile" - Tecnico della Fiorentina ed ex Parma: "Il mio primo pensiero, commosso e sincero, va alla famiglia del ragazzo. Non conosco i particolari dell’episodio: è un evento drammatico. Gli ultrà del Parma al termine della partita ti aspettano all' Autogrill e mangi con loro. L' ambiente di Parma è straordinario, è una città civilissima".

31 marzo 2008

Fonte: Gazzetta.it

Giusta decisione

di Ruggiero Palombo

La 12a giornata di campionato, l’area di servizio dell’autostrada, gli ignari tifosi della Juventus in viaggio per andare a godersi la squadra del cuore. È piena di specialissime coincidenze, questa nuova tragedia della domenica. L' 11 novembre, 12a di andata, sull' A1 nei pressi di Arezzo moriva Gabriele Sandri, laziale ucciso da un proiettile esploso dalla pistola di un poliziotto come minimo troppo imprudente. I laziali diretti a Milano per il match con l’Inter, gli juventini (di Rieti) a Parma, dove avrebbe dovuto giocare la Juve. Si erano incrociati per caso, ma non si erano scambiati segni di pace. Questa volta a morire è Matteo Bagnaresi, ultrà del Parma in trasferta sull' A21 per raggiungere Torino e il match di ritorno contro i bianconeri. Lo travolge e uccide, nell' area di servizio Crocetta Nord, un pullman di tifosi (di Crema) della Juve. Si stavano sottraendo a un altrettanto casuale incontro ravvicinato fatto anche di cinghiate ai loro danni. Due autogrill, due morti. Andare a guardare dentro alle loro storie di figli di buona famiglia stordisce: dopo Gabbo, il dj con qualche amico un po' troppo ultrà, ecco Matteo, capace di mettere insieme una laurea in "Prevenzione e Salubrità degli ambienti" con un divieto a frequentare gli stadi (manco a dirlo per un Parma-Juventus del 2005) appena finito di scontare. Due morti, il denominatore comune resta quello delle piccole storie di ordinaria follia pallonara che precedono epiloghi eccezionali. Tifosi da trasferta che attraversano l’Italia, ogni occasione è buona, almeno per qualcuno di loro, per attaccar briga e far casino. Quasi sempre fila tutto liscio. Due volte no. Di buono c' è stata l’immediata risposta del mondo del calcio: Juventus-Parma, diventata a quel punto una potenziale bomba a orologeria, non si è disputata e su tutti gli altri campi un minuto di silenzio ha preceduto le partite. Niente voci stonate. Nessuna strumentalizzazione. Giusto così. Aspettando che le inchieste ci dicano qualcosa di più, l’ultima coincidenza fa male: Gabriele e Matteo avevano tutti e due 28 anni.

31 marzo 2008

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Fotografie: Corsport - Corriere.it

 
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