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Salvatore Oliva 5.07.1994
    Pagine della Memoria     Morire di Calcio     Superga 4.05.1949     Tragedia Stadio "Ballarin"    

Napoli, ucciso bimbo di 7 anni

Un parente spara per festeggiare la partita

di Fulvio Milone

NAPOLI - Morire a sette anni, durante una festa fra tifosi, con un colpo di pistola al petto. E' questa la fine assurda toccata a Salvatore Oliva: il 21 giugno è stato il suo ultimo compleanno. La polizia, che nella notte ha tentato di ricostruire le fasi della tragedia, non ha dubbi: l'omicidio non ha un movente, se non la smania di celebrare in modo violento la vittoria dell'Italia sulla Nigeria. E fra le ipotesi più accreditate, ve n'è una particolarmente inquietante: a sparare, sia pure involontariamente, sarebbe stato uno dei parenti della vittima. E' accaduto ieri a Ercolano, un paese sulla costa a Sud di Napoli. Salvatore aveva assistito alla partita, con il padre Alberto, nella sua casa in via Cuparella. Un incontro tormentato, con un'Italia che faticava a imbroccare l'occasione giusta per pareggiare con gli avversari i quali vincevano per un gol a zero. Poi, il sospirato pareggio e i tempi supplementari che hanno consentito la vittoria degli azzurri. In casa Oliva è scoppiata la gioia, come nelle abitazioni di tutti gli italiani. E per festeggiare l'ingresso ai quarti di finale, Alberto ha voluto stare in compagnia. Ha deciso di trasferirsi con il bambino in casa del cognato, Domenico Giampaglia, che abita nella stessa strada. Cosa sia accaduto dopo è ancora avvolto nel mistero. Gli investigatori avanzano solo ipotesi. Durante i festeggiamenti, qualcuno, fra i parenti, ha tirato fuori una pistola e probabilmente l'ha caricata per sparare in aria, fuori dalla finestra. Una mossa sbagliata ed è partito un colpo, un solo proiettile che ha centrato in pieno petto il piccolo Salvatore. La corsa disperata in ospedale non è servita a nulla. Il bambino era già morto quando l'auto del padre è arrivata davanti al pronto soccorso del "Loreto Mare", alla periferia orientale di Napoli. La pallottola gli aveva spaccato il cuore. "Un bimbo splendido, vittima di una morte assurda". Perfino i poliziotti sono rimasti sconvolti dalla fine di Salvatore. Quando hanno saputo che per il piccolo non c'era più nulla da fare, i famigliari si sono abbandonati a scene di disperazione. A tarda ora si è saputo che la polizia ha recuperato l'arma, una pistola cal. 7.65, regolarmente denunciata dallo zio del bambino, Domenico Giampaglia. La madre, Maddalena De Falco, ha detto, fra le lacrime, che il colpo era partito dopo che il figlio aveva fatto cadere la pistola custodita in una scatola. Ma gli investigatori non le credono.

6 luglio 1994

Fonte: La Stampa

La festa dei selvaggi bimbo ucciso a Ercolano

Cortei, slogan, petardi, trombette ad aria compressa. Ma anche la morte di un bambino per colpi di arma da fuoco, e le coltellate al primo africano che capita a tiro. E' stata una notte tragica e folle quella dell’Italia che si è riversata in piazza per festeggiare la vittoria della nazionale di Sacchi. Ad Ercolano, un Comune a quindici chilometri da Napoli, Salvatore Oliva di sette anni è stato colpito al cuore dal proiettile di una pistola. Si trovava a casa dello zio, Domenico Giampaglia, in una zona popolare vicina al mercato degli stracci di Pugliano. Il padre Alberto ha immediatamente trasportato all’ospedale di Loreto Mare il bambino, che però è giunto cadavere. La polizia ha trovato la pistola nella casa: appartiene allo zio, che ora è ricercato insieme con il figlio Raimondo, sedici anni, cugino del bambino ammazzato. Non si esclude che sia stato proprio lui a sparare. A Bologna, pochi minuti dopo la fine della partita, un ragazzo tunisino è stato accoltellato mentre dormiva su una panchina di fronte alla stazione: "Era un bianco" ha spiegato alla polizia ferroviaria, mostrando la ferita su una coscia. Contemporaneamente, in piazza Maggiore, la polizia si è schierata a difesa della fontana del Nettuno, restaurata di recente: dopo qualche minuto però ha dovuto cedere sotto la spinta di centinaia di persone, che l’hanno conquistata e scalata fino alla cima. Di rigore il bagno nel "Gigante", come viene chiamata la fontana. La festa nigeriana nel centro sociale Ca' de mandorli, nel frattempo, era stata annullata. "Baggio, Baggio". Torino è stata la prima città a svegliarsi. A scendere in piazza con i tricolori, a pigiare sul clacson, a sgommare sull’asfalto. Emozionata dai due gol dello juventino, si è gettata subito in una folle notte di festeggiamenti. Scene di gioia collettiva, come se l’Italia avesse vinto il mondiale. Esplosione di petardi, anche cartelli un metro per un metro con il faccione di Ron Moss di "Beautiful". Da piazza Castello alla stazione centrale di Porta Nuova, da via Roma al salotto buono di Porta San Carlo, i torinesi hanno esultato per una vittoria rivendicata grazie alle due prodezze di Baggio. Chi invece ha dovuto festeggiare in una specie di camicia di forza è stata Napoli. I tifosi non hanno potuto "assediare" pacificamente il centro, presidiato da cinquemila agenti per le misure di sicurezza e i divieti legati al vertice dei G7. Fuochi d’artificio e suoni di tromba, soprattutto nei quartieri popolari. Nella zona di Mergellina una banda improvvisata ha attraversato a piedi alcune strade suonando trombe e tamburi, con i cappelli azzurri in testa. L’esplosione di una grossa bomba carta, gettata da un tifoso per strada, ha mandato in frantumi i vetri di due abitazioni nella zona di Secondigliano. A Roma migliaia di tifosi in festa si sono mossi in direzione piazza del Popolo, piazza Venezia, Trastevere, Pantheon. I vigili urbani hanno cercato a fatica di proteggere le zone a rischio del centro, comunque invaso da pedoni e motorini. Proprio sui motorini alcuni ragazzi si sono gettati contromano sulla discesa del Muro Torto, un’impresa da kamikaze. Sul Lungotevere si sono scatenati rischiosi slalom e sorpassi tra automobili. Numerosi i tamponamenti. E molto hanno rischiato anche i due che sono quasi precipitati dal tetto del bar al centro di piazzale Flaminio, raggiunto per issare due bandiere italiane. Aperto l’idrante dei giardini di piazza Venezia, invasa dalla gente la fontana di piazza di Spagna. Sparato in aria qualche colpo di pistola. Nei quartieri di periferia gettati dalle finestre piatti, bicchieri e oggetti vari, come a Capodanno. Festa in piazza Duomo a Milano attorno al megaschermo piazzato lì da Antenna Tre. Esulta all’Arena anche Margherita, maga ufficiosa della Lega, che aveva predetto la sconfitta per 2-1 davanti a quattrocento fedelissimi di Bossi. Delirio a Palermo, che ha raccolto migliaia di persone tra la centrale piazza Politeama, il Borgo vecchio e la Kalsa. A Genova pochi si sono negati un tuffo nella fontana di piazza De Ferrari. Anche via XX settembre è stata utilizzata come palcoscenico nella folle notte per la nazionale di Sacchi. Il David di Michelangelo con la bandiera italiana in mano ? Può succedere, a Firenze. Dove, ben inteso, è esposta una copia della celebre scultura, in piazzale Michelangelo. Il cuore della festa fiorentina è stato proprio quel piazzale, con la vista sulla città. A Firenze le solite immagini di gioia collettiva, con i rodei tra automobili e la gente sui tettucci. Immancabili i tricolori con lo slogan (scritto all’ultimo momento con il pennarello): "Rivogliamo Baggio". Si sono lamentati i proprietari di decine di macchine ammaccate dai calci dei tifosi. Ma non sapevano delle tragedie che si stavano consumando in altre città.

6 luglio 1994

Fonte: La Repubblica

Uccide a 15 anni "c’era la festa"

di Ottavio Ragone

NAPOLI - Mentre l’Italia impazziva per le prodezze di Baggio, Salvatore Oliva si accasciava al suolo senza un grido, il volto terreo, le mani sul petto rosso di sangue. Mentre Ercolano esultava per il miracolo azzurro, un bambino di sette anni moriva nel fragore dei petardi e dei clacson, con il cuore devastato da un colpo di pistola. Salvatore è stato ucciso accidentalmente da suo cugino Raimondo, un ragazzo di quindici anni che ora è barricato in casa, assalito dai rimorsi, e ripete sempre la stessa frase: "Salvatore, io ti volevo bene come un fratello". Raimondo maneggiava la pistola del padre, una Beretta calibro 7,65 regolarmente denunciata, quando è partito il proiettile mortale. Italia-Nigeria era appena finita, una vera liberazione il fischio dell’arbitro dopo lo stillicidio dei supplementari. E' esplosa la festa nei vicoli di Pugliano, il mercato degli stracci di Ercolano, una gioia incontenibile nel quartiere povero e malfamato. Salvatore era accanto al cugino, giocavano con la pistola ma nessuno in casa si è accorto del pericolo. Forse il clima di euforia li ha contagiati, forse il rumore assordante dei botti in strada li ha spinti ad emulare i grandi. Di certo Raimondo ha sparato, l’ha confessato lui stesso in lacrime alla polizia, che l’ha denunciato per omicidio colposo. Salvatore è morto all’istante, sua zia l’ha raccolto dal pavimento, sconvolta. Inutile la corsa all’ospedale Loreto Mare di Napoli, uno slalom tra le auto e le bandiere dei tifosi. Alle 22 il corpo del bimbo era nella saletta dell’obitorio. Vegliavano su Salvatore la madre Anna Bifulco, incinta di cinque mesi, casalinga, sorretta dal marito Alberto Oliva, muratore. Brave persone, nessuna noia con la giustizia. Sono rimasti al Loreto Mare per tutta la notte, disperati mentre Napoli festeggiava il successo degli azzurri. "Che posso dire, ormai il mio bambino è morto", mormorava Anna Bifulco. Il carro funebre ha trasportato la salma al Policlinico per l’autopsia, indaga la procura dei minori. La città è scossa, l’euforia si è trasformata in allarme per i gravi incidenti. Un ragazzo di 17 anni, Francesco Carnevale, è morto durante i caroselli d’auto a Pozzuoli. Era in moto con un suo amico, senza casco, correvano sulla statale Domiziana quando si sono scontrati con una 126 che usciva da un distributore di benzina. Fatale l’impatto per Francesco. Due le vittime del dopo partita, dunque. Si attendono gli esiti dell’inchiesta sulla morte di Salvatore. Ieri in ospedale c'erano anche i genitori di Raimondo, Maddalena Bifulco e Domenico Giampaglia, zii della vittima. Sono stati denunciati per omessa custodia e trasporto illegale della pistola. Tempo fa si erano trasferiti nella casa di via Pace in cui è avvenuta la tragedia, durante il trasloco Giampaglia aveva nascosto la Beretta sull’armadio, in uno scatolo, ma suo figlio è arrivato anche lì. L’arma era carica, il colpo in canna. Potevano esserci altre vittime, perché con Raimondo e Salvatore giocavano pure le sorelle più piccole. Il proiettile ha trafitto il bambino e si è schiacciato contro la parete. Salvatore era solo nell’abitazione degli zii, i suoi genitori stavano accorrendo per festeggiare. Mentre varcavano la soglia hanno udito il colpo, un rumore secco. Straziante la scena. Anna Bifulco è svenuta, suo marito ha sollevato Salvatore e l’ha caricato in auto. Raimondo ha gettato via la pistola ed è scappato in preda al panico. Poi si è presentato in questura.

7 luglio 1994

Fonte: La Repubblica

PUNIZIONE

Niente match a Ragusa

"Tifosi animali" e sul maxischermo in onda il concerto

RAGUSA - Per sottolineare la loro condanna delle manifestazioni estreme dei tifosi, come quella che a Ercolano ha provocato la morte del piccolo Salvatore Oliva, l'associazione "Viviani" e il Centro polivalente "La Travatura", entrambi con sede nel centro storico di Ragusa, hanno deciso di non proiettare la partita Italia-Spagna sul maxischermo installato all'aperto. Durante tutta la durata dell'incontro di calcio, sono stati trasmessi concerti sinfonici: "Per denunciare il gretto e animalesco comportamento dei tifosi italiani, che a Ercolano hanno compiuto il loro sacrificio di massa in nome del dio calcio", spiega un volantino intitolato "E' un tifo ignorante e animale".

10 luglio 1994

Fonte: La Stampa

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