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Strage dell'Hillsborough Stadium 15.04.1989 La Giustizia
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Strage Hillsborough, assolto il capo della polizia

L'ex sovrintendente capo della polizia David Duckenfield è stato assolto dall'accusa di omicidio colposo nel processo sulla strage di Hillsborough del 15 aprile del 1989 nella quale persero la vita 96 tifosi del Liverpool. Il verdetto è stato emesso oggi, a trent'anni da quella tragedia, dalla corte della Preston Crown Court dopo oltre 13 ore di camera di consiglio. Duckenfield, oggi 75enne, era il responsabile della sicurezza dello stadio di Sheffield durante la semifinale di FA Cup fra i Reds e il Nottingham Forest quando è avvenuta la tragedia. I 96 tifosi morirono schiacciati nella calca che si era venuta a creare a causa di una cattiva gestione dell'ordine pubblico e degli ingressi all'impianto. La sentenza è stata un duro colpo per i familiari delle vittime, increduli e sconvolti al momento della lettura del verdetto.

28 novembre 2019

Fonte: Adnkronos.com

Strage di Hillsborough, il capo della polizia dichiarato non colpevole

A 30 anni dai tragici fatti che avvennero nello stadio di Sheffield prima del match di F.A. Cup fra Liverpool e Nottingham Forest e che portarono alla morte di 96 tifosi del Livepool, arriva un verdetto destinato a far discutere. L'ex sovrintendente capo della Polizia David Duckenfield, che trenta anni fa era il responsabile della sicurezza dello stadio di Sheffield, è stato dichiarato non colpevole di omicidio colposo per i fatti che il 15 aprile del 1989 portarono alla morte di 96 tifosi del Liverpool che erano sugli spalti dello stadio Hillsborough per assistere alla semifinale di FA Cup fra Liverpool e Nottingham Forest.

Come si svolsero i fatti - Sono le 14.30 e mancano soltanto 30 minuti all’inizio della semifinale. Migliaia di supporter del Liverpool aspettano di poter passare i tornelli per andare ai settori 3 e 4, quelli a loro riservati. Settori che, si scoprirà successivamente, hanno una capienza inferiore a 2mila posti, molti meno rispetto ai tifosi presenti. Alle 14.45, infatti, i posti sono già tutti occupati ma la maggior parte delle persone si trova ancora fuori lo stadio. Così, qualche minuto dopo, per facilitare e velocizzare l’ingresso di tutte le persone ancora all’esterno dell’impianto, la polizia decide di aprire un altro cancello, quello che in realtà serve per l’uscita dei supporter: il Gate C. Sono in migliaia a riversarsi nei settori 3 e 4 attraverso il Gate C, molti - diranno poi diversi testimoni - sprovvisti di biglietto. Questi tifosi, però, trovando quella parte dello stadio già piena, schiacciano quelli già presenti spingendoli inevitabilmente verso le recinzioni che separano gli spalti dal campo. Recinzioni che, tra l'altro, sono particolarmente resistenti visto che gli stadi erano stati dotati di barriere "anti-hooligan".

La tragedia avvenne pochi minuti dopo il fischio d'inizio - Intanto, il match è iniziato da pochi minuti, gli stessi in cui circa 3mila persone occupano i settori 3 e 4. I calciatori lì per lì non si accorgono di quanto sta succedendo: in molti, pressati dalla calca, provano a scavalcare le recinzioni laterali, quelle che confinano con i settori 1 e 5, altri tentano di entrare direttamente sul terreno di gioco superando le barriere, finché una transenna che separa la parte superiore dalla parte inferiore di un settore non crolla facendo precipitare centinaia di persone addosso ai tifosi della parte sottostante. Alle 15:06 la situazione è del tutto fuori controllo: un poliziotto decide così di entrare in campo e ordina all’arbitro la sospensione della partita. Nel frattempo, poiché molti degli agenti in un primo momento pensavano che quello fosse un tentativo da parte degli hooligans di entrare in campo, diverse delle vie di fuga rimangono chiuse. Soltanto dopo ci si accorge che in molti sono gravemente feriti, altri già morti. Inoltre, nonostante la presenza di numerose ambulanze sul posto, i soccorsi arrivano in ritardo. Quel pomeriggio, 94 persone muoiono schiacciate e soffocate, mentre un altro ragazzo muore qualche giorno dopo in ospedale e l’ultima vittima perde la vita nel 1993, dopo quattro anni di coma.

Accuse rivolte a tifosi del Liverpool e alle forze di polizia - Il 4 agosto 1989, viene pubblicata l’inchiesta voluta dal governo: la colpa dell’incidente è attribuita alla decisione della polizia di aprire il Gate C, ma anche alla lentezza con cui venne gestita la situazione. Nel mirino anche i tifosi Reds colpevoli di aver ostacolato i soccorsi, di avere attaccato la polizia e i soccorritori e di avere fatto azioni di sciacallaggio nei confronti dei tifosi morti e feriti. Nonostante il rapporto, un anno dopo si decide di non procedere con alcuna denuncia per insufficienza di prove.

La commissione indipendente del 2009 - Nel 2009, vent’anni dopo l’incidente e dopo numerosi tentativi di fare chiarezza da parte dei tifosi del Liverpool e dei parenti delle vittime, il governo inglese di David Cameron decide di formare una commissione indipendente, The Hillsborough Independent Panel, per analizzare i documenti fino a quel momento secretati in possesso del governo.

La relazione della commissione e le scuse di Cameron - Dopo quasi tre anni e circa 450mila documenti analizzati, la commissione conclude che le responsabilità dell’incidente sono in gran parte dovute alla cattiva gestione della polizia e all’inefficienza dei soccorsi, come sostenuto nell’inchiesta del 1989: secondo quanto contenuto nella relazione della commissione pubblicata nel 2012, 41 tifosi sui 96 morti nell’incidente potevano essere salvati da un intervento più efficace dei soccorsi. Inoltre, emerge che la South Yorkshire police e i servizi di emergenza tentarono di insabbiare la verità passando ai media informazioni false concepite appositamente per coprire le proprie responsabilità. Gli agenti, si apprende, svolsero persino delle ricerche su coloro i quali rimasero uccisi con l'intento di "compromettere la loro reputazione".

Il verdetto del 2016 inchioda la Polizia - Nel 2016 l'inchiesta si conclude accertando le responsabilità della polizia, inadeguata nella gestione della sicurezza. Presenti alla lettura della sentenza, giunta a conclusione della più lunga inchiesta nella storia giuridica inglese, i familiari delle vittime si abbracciano, intonando il tradizionale inno dei Reds, "You'll Never Walk Alone". Un modo per festeggiare un verdetto che ribalta il primo che aveva stabilito "l'accidentalità" della tragedia, assolvendo l'operato delle forze dell'ordine.

28 novembre 2019

Fonte: Tg24.sky.it

Strage di Hillsborough, il responsabile della sicurezza di nuovo a processo

di Simone Cola

L'ex poliziotto David Duckenfield, capo della sicurezza in occasione della gara che nel 1989 costò la vita a 96 tifosi del Liverpool, sarà nuovamente processato: è accusato di omicidio colposo dovuto a grave negligenza.

L'ex commissario di polizia David Duckenfield, responsabile della sicurezza nel giorno in cui andò in scena a Sheffield la strage di Hillsborough che costò la vita a 96 persone, sarà nuovamente processato dopo che nel precedente procedimento conclusosi ad aprile la giuria non è stata capace di emettere un verdetto. Una decisione che era nell'aria e che è stata ufficializzata oggi dal giudice della contea di Preston. Riconosciuta come la più grande tragedia nella storia dello sport inglese, la strage di Hillsborough si verificò il 15 aprile del 1989 in occasione della semifinale di FA Cup tra Nottingham Forest e Liverpool: errori nella ripartizione dei settori dello stadio di Sheffield - terreno neutro scelto per la sfida - si unirono ai limiti strutturali degli stessi e a una cattiva gestione della situazione da parte delle forze dell'ordine e portarono alla morte di 96 tifosi, schiacciati nella calca venutasi a creare nello spicchio centrale della Leppings Lane. Ad aprile, dopo un processo durato 10 settimane e ben 29 ore di camera di consiglio, la giuria non era riuscita a esprimere un verdetto nei confronti di David Duckenfield, principale imputato oggi 74enne e all'epoca dei fatti responsabile della sicurezza in occasione di una partita che fu sospesa dopo appena 6 minuti di gioco e che è tristemente entrata nella storia del calcio inglese.

Strage di Hillsborough, nuovo processo il 7 ottobre - L'accusa aveva immediatamente annunciato la volontà di chiedere un nuovo processo, sostenuta dai parenti delle vittime che ancora, dopo trent'anni, non smettono di chiedere giustizia. Nel corso dello stesso processo era stato condannato Graham Mackrell, ex dirigente e responsabile della sicurezza di Hillsborough oggi 69enne: per lui appena 7mila euro di multa e altri 5mila di spese processuali. Mackrell è stato ritenuto colpevole di non aver garantito l'accesso a un numero sufficiente di tornelli, che avrebbero garantito l'accesso allo stadio dell'enorme massa di tifosi accorsa per l'occasione e che finì per accalcarsi fuori dai cancelli: a pochi minuti dall'inizio della sfida la polizia avrebbe così aperto il gate C, dove la folla si riversò nel tentativo di entrare all'interno dell'impianto accalcandosi, anche a causa delle pesanti inferriate che dividevano i diversi settori dello stadio, e causando la tragedia. Una tragedia che dopo trent'anni è ancora viva nella memoria collettiva anche a causa del processo che seguì e che non riuscì completamente a fare chiarezza sui fatti e sulle responsabilità, che a lungo vennero addossate agli stessi tifosi del Liverpool. Soltanto nel 2012, in seguito a un'inchiesta indipendente, il governo inglese ha riconosciuto le responsabilità della polizia del South Yorkshire, accusata anche di aver indirizzato i media verso una versione differente da quanto realmente accaduto. Secondo la stessa inchiesta, condotta dall'Hillsborough Independent Panel, 41 delle 96 vittime erano ancora in vita e avrebbero potuto essere salvate con soccorsi tempestivi.

25 giugno 2019

Fonte: Foxsports.it

Fotografia: Ilpost.it

Strage di Hillsborough: la giuria non raggiunge il verdetto

Nel processo contro l'ex Capo della Polizia incaricato delle operazioni di pubblica sicurezza nello stadio in occasione della strage di Hillsborough a Sheffield, la giuria non ha raggiunto un verdetto.

Presso la Preston Crown Court, i giurati non sono riusciti a prendere una decisione sulle accuse di omicidio colposo a carico di David Duckenfield dopo un processo durato dieci settimane. Pur deliberando per più di 29 ore, non c'è stata concordanza sul fatto che l'uomo fosse colpevole. La tragedia dell'Hillsborough, in cui persero la vita 96 tifosi, fu causata da inefficienze delle forze dell'ordine e non per cause accidentali, stando ad un precedente verdetto dell'inchiesta che ha fatto luce su quanto accaduto nell'aprile del 1989 durante la partita tra il Liverpool e il Nottingham Forrest. Le vittime furono schiacciate e soffocate com'era accaduto all'Heysel quattro anni prima.

3 aprile 2019

Fonte: it.euronews.com

INGHILTERRA

Strage di Hillsborough: cadono le accuse contro un ex capo della polizia

di Maria Strada

Norman Bettison era stato accusato di aver mentito dopo il 15 aprile 1989, quando 96 tifosi del Liverpool morirono schiacciati allo stadio. Solo nel 2019 5 persone a processo.

Le accuse contro un ex capo della polizia britannica in merito alla tragedia dello stadio di Hillsborough, quando nell’aprile 1989 morirono 96 persone, sono cadute. Norman Bettison era stato accusato di aver mentito nelle settimane successive a quel 15 aprile, quando 95 tifosi del Liverpool persero la vita schiacciati contro le transenne e le pareti di un tunnel dello stadio dove si giocava la semifinale di FA Cup tra i Reds e Nottingham Forest. Una 96esima persona, Tony Bland, morì quattro anni più tardi, il 5 marzo 1993, dopo essere rimasta sempre in coma e tenuta in vita dalle macchine. Solo nel 2016 una giuria di Warrington era giunta alla verità: la strage non fu accidentale, non fu colpa dei tifosi, i tanto famigerati (e presunti) hooligan, ma fu causata dalla polizia. Tra le decisioni sbagliate adottate quel giorno dalla sicurezza, l’apertura di un cancello posteriore che avrebbe dovuto essere un’uscita, e dal quale invece furono fatti entrare dei tifosi in ritardo, molti anche senza biglietto. Le accuse contro Bettison vengono a cadere, e l’ex ispettore capo regionale non andrà a processo a differenza di cinque suoi colleghi: il Prosecution service della Corona britannica, la pubblica accusa, ritiene infatti che le evidenti prove "implicano che non ci sia una prospettiva realistica di condanna. Il processo agli altri cinque imputati, l’ex comandante della polizia David Duckenfield (grave negligenza), Graham Henry Mackrell, segretario e addetto alla sicurezza dello Sheffield Wednesday Football Club (mancata adozione delle misure necessarie), Peter Metcalf, avvocato della South Yorkshire Police (ostruzione al corso della giustizia) e gli agenti Donald Denton e Alan Foster, inizierà nel 2019, trent’anni dopo la strage. Solo nel 2012, con le prime scuse dell’allora premier David Cameron, si era iniziato ad ammettere che quanto accaduto a Sheffield non era stata colpa dei tifosi del Liverpool. Inizialmente tutta la stampa, il Sun in testa, aveva scaricato addosso ai presunti hooligan le responsabilità: "Gli ultrà del Liverpool, decisi a entrare a tutti i costi allo stadio, anche se non c’era spazio, hanno perfino rubato i portafogli ai compagni morti sugli spalti, hanno addirittura urinato sui cadaveri". Eppure, già a caldo la decisione di far entrare le 3.000 persone rimaste fuori dallo stadio era parsa insensata. Il Corriere della Sera di lunedì 17 titolò in apertura: "Morte allo stadio, polizia sotto accusa".

21 agosto 2018

Fonte: Corriere.it

Strage Hillsborough, rinviato a giudizio responsabile polizia

Il comandante della polizia inglese in occasione del disastro allo stadio di Hillsborough nel 1989, dove morirono 95 tifosi del Liverpool per il crollo di una tribuna, è stato rinviato a giudizio dopo che è stato revocato il blocco al procedimento nei suoi confronti. Il 73enne David Duckenfield era il comandante in occasione della semifinale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forest sul neutro di Hillsborough a Sheffield, nel nord dell'Inghilterra. L'accusa nei suoi confronti è omicidio colposo e grave negligenza dopo il crollo de settore Leppings Lane occupato dai tifosi del Liverpool. Il procuratore di stato inglese, il Crown Prosecution Service, aveva chiesto di revocare la sospensione che dal 2000 impediva a Duckenfield di essere processato. A Preston Crown Court nel nord-ovest dell'Inghilterra, il giudice Peter Openshaw ha deciso di rimuovere tale sospensione e rinviare a giudizio Duckenfield.

29 giugno 2018

Fonte: Sportmediaset.mediaset.it

La tragedia Hillsborough, sei incriminati dopo 28 anni

Nell'aprile 1989 morirono 96 tifosi del Liverpool a Sheffield: 28 anni dopo, dopo che l'inchiesta (riaperta) aveva stabilito che i tifosi erano stati uccisi, e non morti accidentalmente, l'ex comandante della polizia e altri cinque dovranno rispondere dell'accusa di omicidio involontario.

29 giugno 2017

Fonte: la Repubblica

Tragedia di Hillsborough, ex capo della polizia

incriminato per plurimo omicidio colposo

di Enrico Franceschini

La magistratura britannica ha annunciato la decisione in relazione al disastro dello stadio di Sheffield in cui 96 tifosi persero la vita durante la semifinale di Coppa d'Inghilterra tra Liverpool e Nottingham nell'aprile del 1989. L'inchiesta ha stabilito che i tifosi sono stati uccisi "illegalmente", come conseguenza di azioni illecite, legate alla cattiva gestione della sicurezza. Sotto accusa anche altre 5 persone.

LONDRA - Un ex-capo della polizia incriminato per plurimo omicidio colposo e altre cinque persone sotto accusa per falsa testimonianza, ostruzione di giustizia e violazione delle norme. È la decisione annunciata oggi dalla magistratura britannica in relazione alla tragedia di Hillsborough, lo stadio di Sheffield in cui 96 tifosi persero la vita, schiacciati nella calca, durante la semifinale di Coppa d’Inghilterra tra Liverpool e Nottingham Forest nell’aprile del 1989. Ci sono voluti dunque quasi trent’anni per arrivare a indicare i responsabili, dopo una lunga e difficile campagna per la verità condotta dai familiari delle vittime. La prima versione dei fatti, sostenuta da autorità e media, era che la colpa del disastro fosse da imputare ai fans, scagionando completamente le forze dell’ordine. Soltanto l’anno scorso una nuova inchiesta ha finalmente stabilito che i tifosi sono stati uccisi "illegalmente", ovvero come conseguenza di azioni illecite, imputabili in primo luogo alla cattiva gestione della sicurezza da parte della polizia. L’incriminazione principale chiama in causa David Duckenfield, ex-capo della polizia del South Yorkshire, che era all’epoca il comandante responsabile del mantenimento dell’ordine alla partita di Sheffield. L’imputazione nei suoi confronti è di omicidio colposo, ovvero non volontario, commesso per "grave negligenza". Altri tre ex-ufficiali di polizia saranno processati per avere dichiarato il falso e ostacolato il corso della giustizia, accusa estesa anche a un avvocato difensore al servizio della polizia della contea. Gli imputati avranno la possibilità di presentare ricorso in un’udienza prevista per il 9 agosto, dopodiché verrà fissata la data del procedimento giudiziario. L’associazione che rappresenta i familiari dei 96 tifosi che hanno perso la vita esprimono "sollievo" per la pur tardiva decisione. Al dolore per la perdita dei loro cari si era aggiunta la denigrazione per averli ritenuti colpevoli di avere provocato loro stessi la sciagura. La sistematica menzogna da parte della polizia e di altri responsabili ha offuscato per anni quello che è veramente accaduto allo stadio. La tragedia di Hillsborough, il più grave incidente nella storia del football inglese, ha cambiato radicalmente il calcio in questo paese, spingendo club e autorità a nuovi regolamenti negli stadi, che hanno eliminato i posti in piedi e rafforzato controlli e sicurezza.

28 giugno 2017

Fonte: Repubblica.it

 Hillsborough, sei persone incriminate 28 anni dopo la strage:

"Fu omicidio per negligenza e ostacolarono la giustizia"

A processo 4 poliziotti, un avvocato e un addetto alla sicurezza. L'indagine sui fatti durante la partita tra Nottingham Forrest e Liverpool è partita nel 2012. Processo al via il 9 agosto.

Quella strage, rimasta sempre senza colpevoli, aveva cambiato il modo di concepire la sicurezza negli stadi inglesi. Era il 15 aprile 1989 quando all’Hillsborough Stadium di Sheffield, durante la semifinale di FA Cup tra Nottingham Forrest e Liverpool potevano essere salvate. Invece morirono 96 persone, tutti tifosi dei Reds, schiacciate e calpestate dalla calca. Non ha mai pagato nessuno. Di più, si è scoperto che molti rapporti - 164 - vennero falsificati. E una nuova inchiesta, cominciata nel 2012 dopo che una petizione popolare ha imposto al Governo di desecretare i documenti della polizia sulla strage di Hillsborough, ristabilisce una verità agghiacciante. Le colpe di quella tragedia sono della polizia e del governo, sostiene l’accusa. Le cariche della polizia che comprimono donne, vecchi e bambini verso la loro morte, i medici che fanno l’esame del sangue ai cadaveri dei bambini per dimostrare che sono ubriachi; per non parlare del medico legale incaricato che alle 15.15 - 9 minuti dopo la sospensione della partita - decreta la morte per asfissia irreversibile delle 94 persone rimaste a terra. Adesso, la svolta: la procura britannica ha annunciato che 6 persone sono state incriminate. Tra gli accusati c’è David Duckenfield, ex ufficiale della polizia che era responsabile delle operazioni delle forze dell’ordine allo stadio nel giorno del disastro. È stato incriminato per omicidio di 95 persone causato da "negligenza grave". Gli altri cinque incriminati sono ufficiali di polizia, un avvocato che aveva lavorato per la polizia, un addetto alla sicurezza allo stadio. Sono accusati di ostacolo al corso della giustizia, violazione delle regole della sicurezza e negligenza di pubblico ufficiale. Ventotto anni dopo, i parenti delle vittime non hanno dimenticato. E si sono abbracciati fuori dall’edificio in cui si erano radunati a Warrington: "Ero spaventato, assolutamente spaventato di rimanere di nuovo deluso. È così difficile combattere per la giustizia per un periodo così lungo", ha detto Barry Devonside, sopravvissuto alla strage, nella quale morì invece il figlio 18enne. "Siamo stati schiaffeggiati in varie occasioni - ha aggiunto - Fortunatamente le famiglie hanno agito con la massima dignità". Adesso a qualcuno è chiesto di rispondere di quanto accadde quel pomeriggio. Assieme a Duckenfield, dovranno spiegare cosa successe anche Norman Bettison, ex commissario capo della polizia, a cui sono rivolte accuse di negligenza di pubblico ufficiale per il sospetto che abbia mentito sul suo coinvolgimento dopo il disastro e sulle responsabilità dei tifosi. Altri due ex capi della polizia, Donald Denton e Alan Foster, sono stati incriminati per ostacolo al corso della giustizia su presunte modifiche apportate a dichiarazioni delle vittime nelle indagini originali e nell’inchiesta sui decessi. L’avvocato Peter Metcalf, invece, dovrà rispondere di ostacolo alla giustizia per accuse simili. Graham Mackrell, ufficiale della sicurezza al tempo del disastro, avrebbe violato le regole della sicurezza e non aver agito in modo responsabile per tutelare le altre persone. A parte Duckenfield - perseguito già nel 1999 prima che il suo caso venisse bloccato e quindi ora è in attesa della revoca del blocco - gli altri imputati compariranno davanti al tribunale di Warrington il 9 agosto per la prima udienza. F.Q.

28 giugno 2017

Fonte: Ilfattoquotidiano.it

Strage di Hillsborough, 28 anni dopo incriminate sei persone

di Gianni Carotenuto

Il 15 aprile 1989, 96 tifosi del Liverpool morirono allo stadio di Sheffield. 28 anni dopo saranno processate sei persone, tra cui un ufficiale di polizia.

Si riapre il caso giudiziario legato alla più grave tragedia della storia del calcio inglese. Sei persone sono state incriminate con l'accusa di omicidio non volontario per grave negligenza riguardo l'inchiesta sulla strage dello stadio di Hillsborough, a Sheffield, dove il 15 aprile 1989, durante la semifinale di Fa Cup tra il Liverpool e il Nottingham Forest, 96 tifosi dei "Reds" morirono per schiacciamento e soffocamento. Tra le persone che saranno processate anche l'ex capo della polizia David Duckenfield e l'ispettore Norman Bettison. Duckenfield, della South Yorkshire Police, era il responsabile delle forze dell'ordine presenti allo stadio di Sheffield in occasione della semifinale di Fa Cup il 15 aprile 1989: dovrà ora rispondere degli ordini impartiti prima dell'inizio del match e dopo le prime invasioni provocate dalla calca. Un altro agente di polizia, l'ispettore Norman Bettison, è stato incriminato per aver mentito nelle settimane successive. Tra le altre persone incriminate due ufficiali di polizia, un avvocato e un addetto alla sicurezza. Dovranno rispondere di omicidio non volontario, negligenza di pubblico ufficiale, ostacolo alla giustizia e violazione delle regole di sicurezza. Il 15 aprile di 28 anni fa doveva essere una festa di sport e invece, per l'inefficienza della polizia e delle misure di sicurezza adottate dentro e fuori lo stadio, si trasformò nella giornata più nera della storia del calcio inglese. Alcune centinaia di tifosi del Liverpool stavano aspettando di entrare nell'impianto di Hillsborough, nella città di Sheffield. Quindici minuti prima dell'inizio della partita la polizia aprì il cancello C, che consentiva l'accesso alla Lepping Lane mediante un tunnel. La gente si riversò nel gate senza riuscire ad accedere nella curva, rimanendo bloccata in mezzo. Decine e decine di persone furono schiacciate verso le pareti laterali e le recinzioni che dividevano gli spalti dal campo, particolarmente robuste perché concepite per resistere a eventuali cariche degli hooligans. Una misura che si sarebbe rivelata determinante per schiacciare contro le inferriate - e uccidere - 96 tifosi del Liverpool. La strage fu decisiva per indurre il primo ministro Margaret Thatcher ad adottare il pugno di ferro contro gli hooligans, dando il via al Taylor Report e alla rivoluzione che avrebbe portato nel giro di pochi anni alla creazione del cosiddetto modello inglese.

28 giugno 2017

Fonte: Ilgiornale.it

LA TRAGEDIA

Strage di Hillsborough, la svolta: imputato il capo della polizia

di Stefano Boldrini

A 28 anni dalla tragedia che costò la vita a 96 tifosi del Liverpool dovrà rispondere di omicidio per negligenza grave. Altri cinque sotto accusa, a processo dal 9 agosto.

LONDRA - Dopo 28 anni la tragedia di Hillsborough, in cui persero la vita 96 tifosi del Liverpool allo stadio dello Sheffield Wednesday per la semifinale di FA Cup dei Reds contro il Nottingham Forest, è arrivata a una svolta. Il comandante della polizia in servizio quel 15 aprile 1989, David Duckenfield, 72 anni, in pensione, dovrà rispondere in tribunale dell’operato di quel giorno e di tutte le inefficienze che provocarono la peggiore tragedia della storia dello sport inglese. È accusato di omicidio per negligenza grave di 95 persone. Per ragioni legali, non dovrà rispondere della morte di Tony Bland, scomparso quattro anni dopo il disastro. Denunciati anche l’ex ispettore di polizia Norman Bettison e altre quattro persone. Bettison è accusato di aver raccontato una serie di menzogne per attribuire la colpa della tragedia ai tifosi del Liverpool. L’avvocato Peter Metcalf, Donald Denton e Alan Foster sono accusati di aver depistato le indagini. Graham Mackrell, ex segretario dello Sheffield Wednesday, è accusato di aver violato la sicurezza e la salute in base alla legislazione del settore sportivo. Il governo - In una dichiarazione rilasciata alla Camera dei Comuni, il premier britannico Theresa May ha spiegato: "Ho lavorato a stretto contatto con le famiglie delle vittime quando ero ministro degli Interni. So che questo sarà per loro un giorno di grandi emozioni". I parenti delle 96 vittime erano presenti di fronte al tribunale di Liverpool, dove è stata pronunciata la sentenza che costringerà David Duckenfield e gli altri cinque imputati a presentarsi in tribunale il 9 agosto.

28 giugno 2017

Fonte: Gazzetta.it

Il disastro

Strage di Hillsborough, 28 anni dopo imputate sei

persone per i 96 morti: "Fu omicidio per negligenza"

Tra le sei persone imputate c’è anche l’ex comandante della polizia, David Duckenfield.

La storia della tragedia che ha cambiato il calcio inglese per sempre ha imboccato, oggi, una strada nuova. Sei persone sono state poste in stato d’accusa per la strage dello Hillsborough Stadium di Sheffield, in Inghilterra: quella in cui, il 15 aprile 1989, 95 tifosi del Liverpool persero la vita, molte di loro schiacciate contro le transenne e le pareti di un tunnel dello stadio dove si giocava la semifinale di FA Cup tra i Reds e Nottingham Forest (la novantaseiesima vittima morì quattro anni più tardi). Solo lo scorso anno, il 26 aprile, una giuria di Warrington era giunta alla verità: la strage non fu accidentale, non fu colpa dei tifosi, ma fu causata dalla polizia.

LE FALSE ACCUSE AI TIFOSI

Per anni - fino al 2012 - la tragedia era stata derubricata a un terribile incidente e attribuita agli hooligan del Liverpool, già protagonisti del terrificante episodio della notte dell’Heysel. Il Sun, la stampa britannica tutta, titolarono subito a quattro colonne l’indomani: "Gli ultrà del Liverpool, decisi a entrare a tutti i costi allo stadio, anche se non c’era spazio, hanno perfino rubato i portafogli ai compagni morti sugli spalti, hanno addirittura urinato sui cadaveri", senza che nessuna delle persone responsabili della sicurezza venissero incriminate. La svolta avvenne quando, nel 2012, l’allora premier David Cameron ordinò la riapertura dell’inchiesta, a seguito della pubblicazione di un report indipendente di 395 pagine. "Chiedo scusa due volte", disse allora Cameron: "Per l’incapacità di proteggere le vite dei loro cari, l’imperdonabile attesa per arrivare alla verità". Lo scorso anno, la decisione.

NEGLIGENZE, MENZOGNE E DEPISTAGGI

Per le evidenti lacune operative, e l’ostruzione alla giustizia, sono state oggi incriminate cinque persone, tra cui l’ex comandante della polizia David Duckenfield. L’accusa cui dovranno rispondere è di omicidio involontario per grave negligenza. Un altro agente di polizia, l’ispettore Norman Bettison, è stato incriminato per aver mentito nelle settimane successive. Graham Henry Mackrell, secretary e Safety officer dello Sheffield Wednesday Football Club, è accusato di non aver saputo mettere in pratica le misure di sicurezza necessarie. Peter Metcalf, avvocato della South Yorkshire Police, è accusato di aver agito con l’intento di ostruire il corso della giustizia; con lui anche Donald Denton e Alan Foster, della polizia.

DOLORE E GIUSTIZIA

Il disastro di Hillsborough ha cambiato per sempre il volto degli Stadi britannici. Barry Devonside, che nella tragedia perse il figlio Christopher, ha accolto la notizia con un sentimento misto di rinnovato dolore, e di giustizia. "Temevo che saremmo rimasti delusi, ancora una volta. Siamo stati schiaffeggiati troppe volte, in passato. E tutti noi, familiari delle vittime, ci siamo sempre mossi con enorme dignità".

28 giugno 2017

Fonte: Corriere.it

Il peso di Hillsborough

di Giorgio Coluccia

A distanza di quasi trent'anni, il ricordo della tragedia più sanguinosa dello sport inglese è ancora vivo. Soprattutto dopo la sentenza di un anno fa.

Il pellegrinaggio è ormai iniziato da giorni. All’esterno dello stadio di Hillsborough accade puntualmente tutti gli anni. Fiori, candele, foto, disegni, sciarpe e maglie, deposte alla base del pilastro che commemora la peggior tragedia del calcio inglese. Sono cittadini di Sheffield, ma arrivano da tutto lo Yorkshire, oltre che da Liverpool e Nottingham. Siamo alle spalle della South Stand. Pure chi il 15 aprile 1989 non c’era, prima di ogni partita, si ferma qui per un po’. È un rito, una preghiera, prima di oltrepassare il ponte sul fiume Don ed entrare allo stadio. Quella semifinale di FA Cup fu interrotta dopo 6 minuti, la targa venne eretta in occasione del decimo anniversario. "In memoria dei 96" c’è scritto. "Uomini, donne e bambini che tragicamente morirono, ma anche per le innumerevoli persone le cui vite furono cambiate per sempre". Tutte le foto di chi non c’è più sono appese sulla grata poco dietro, a sinistra è comparso anche un appello. Arriva dalla famiglia di Paul Carlile, all’epoca diciannovenne, e chiede risposte a delle domande che probabilmente resteranno tali. "Chi era vicino a Paul in quei momenti ? Qualcuno gli ha tenuto la mano ? La sua morte è un dolore che sparirà solo quando potremo essere di nuovo assieme a lui". I due amici con cui era andato in trasferta sono sopravvissuti, la sorella Michelle non ha mai smesso di chiedere giustizia: "Lo hanno riportato a casa in una bara due giorni dopo la morte, fatalmente era il giorno del mio ventunesimo compleanno. Da quel giorno non festeggio più, ricordo ancora tutti i suoi amici seduti in ilenzio sul pavimento della nostra casa fino al momento del funerale". Sono passati ormai 28 anni, ma tutta quest’area a nord di Sheffield rimanda ancora a quella sciagura. La città è un misto di sali e scendi, risente del paesaggio collinare caratteristico della parte sud dello Yorkshire. È nota anche come città dell’acciaio, vista l’enorme produzione che ne ha rappresentato la vera ricchezza durante la rivoluzione industriale. Furono in tanti a essere impiegati nel settore metallurgico e negli altiforni, facendo aumentare di molto la capacità abitativa, con la creazione di nuovi sobborghi. Tra cui quello di Hillsborough, situato su una delle sette colline della città. Prima di arrivare a Leppings Lane, strada che ha dato il nome alla tribuna dove si verificò la tragedia, c’è l’altro memoriale, quello di Middlewood Road. Scenario identico, l’aiuola è ricoperta di fiori e biglietti ricordo, con al centro la targa e la scritta You’ll never walk alone. All’interno di Hillsborough, proprio dietro la porta dove morirono schiacciati e soffocati tanti tifosi, ci sono 96 sediolini bianchi in quella che ora si chiama West Stand. Quel giorno John Highfield era un giovane reporter per lo Sheffield Star, riuscì a entrare in campo subito dopo la sospensione: "Ho visto scene orribili, che ricorderò per sempre. Gente schiacciata contro le recinzioni, tifosi che morivano sul campo e venivano caricati sui cartelloni pubblicitari, usati come barelle di fortuna. Internet non era quello al quale siamo abituati adesso, non c’erano gli smartphone e tanti tifosi del Nottingham seppero cosa era successo solo quando tornarono nella loro città". Hillsborough ancora oggi resta un impianto tipicamente inglese, circondato dalle casette a schiera su due livelli. Le stesse abitazioni che quel giorno aprirono le loro porte per accogliere tantissimi tifosi. Anzitutto chiesero di poter usare il telefono, per avere notizie e comunicare con le famiglie. "Ho visto gente piangere e battere i pugni sul muro dello stadio, dopo aver smarrito per sempre amici o familiari in quella terribile massa umana", conclude John. Justice for 96, hanno da sempre chiesto familiari e superstiti. Quello di quest’anno è il primo anniversario dopo la verità giudiziaria, ma allo stesso tempo anche storica, emersa con la sentenza del 26 aprile 2016. La motivazione di tragedia accidentale, che per tanti anni si era fatta strada, è stata cancellata dalla giuria di Warrington, cittadina nel nord ovest dell’Inghilterra, che ha scagionato i tifosi e ha puntato il dito contro la gestione degli organizzatori e soprattutto l’operato inefficiente della polizia. Con circa 6 mila persone ammassate davanti ai tornelli, fu fatale l’autorizzazione arrivata a pochi minuti dall’inizio del match da parte del sovrintendente David Duckenfield, che fece aprire il Gate C della Leppings Lane, creando un ingorgo mortale nella parte centrale di quel settore. Quella arrivata in tribunale è una vittoria dedicata a chi non c’è più soprattutto per i tifosi del Liverpool, da subito additati come responsabili e finiti al centro di un discusso articolo del Sun, noto come The Truth, pubblicato 4 giorni dopo l’accaduto.

Già protagonisti in negativo in occasione dell’Heysel, si parlava di tifosi arrivati dalla Mersey che urinarono sulla polizia impegnata nei soccorsi o che rubarono i portafogli dei cadaveri. Sono dettagli che il tabloid ottenne da un’agenzia di stampa "indirizzata" da un parlamentare conservatore rimasto anonimo, che agì dietro spinta del governo e della stessa polizia. L’obiettivo era quello di nascondere eventuali responsabilità e far passare molti tifosi del Liverpool come ubriachi, violenti, senza biglietto e disinteressati alla partita. Sono stati anni bui. La svolta è arrivata nel 2009, quando una nuova inchiesta è iniziata e con il passare del tempo ha smascherato tutti i vizi di quelle che erano ritenute da molti false motivazioni ufficiali. Il Liverpool sul proprio sito da sempre riserva una sezione con un profilo in memoria di ogni tifoso scomparso, dietro al motto never forgotten. La Hillsborough Justice Campaign, a pochi passi da Anfield in Walton Breck Road, non ha mai smesso di chiedere la verità, tenendo attivo anche il comitato di supporto ai familiari delle vittime. Ne fa parte Barry Devonside, che quel giorno non vide più tornare a casa suo figlio Chris, di 18 anni: "Era una domenica stranamente calda e soleggiata, io e mio figlio con altri amici andammo a Sheffield in macchina. Chris, Gary e Simon non sono sopravvissuti per le colpe di qualcuno che finalmente sono state accertate, anche se non ci restituiranno mai i nostri ragazzi. Chris amava il calcio e il Liverpool, da bambino aveva giocato con Rob Jones, che poi è diventato un giocatore dei Reds e della Nazionale inglese". Come accade ogni 15 aprile, Liverpool si stringerà in silenzio alle 15.06 in punto. Il memoriale fuori dallo stadio è già pieno di fiori e sciarpe, le campane del municipio risuoneranno 96 volte, dentro la cattedrale anglicana ci sarà una celebrazione e il trasporto pubblico si fermerà. Gli autobus, sotto le informazioni di linea, avranno la scritta remembering the 96. Come tutto l’impianto, rispetto all’epoca anche l’area della Leppings Lane è completamente cambiata. Di simile restano solo i mattoncini rossi che contraddistinguono lo stadio, dotato ora di appropriate vie di fuga, scalinate e tornelli. Il tunnel numero 2 è rimasto tristemente famoso, fu quello preso d’assalto al momento dell’apertura del cancello C, creando un imbuto verso la tribuna che si rivelò letale. È stato adeguato, non è più stretto e buio. Quel giorno la semifinale tra Liverpool e Nottingham Forest iniziò come se nulla fosse, mentre tantissimi tifosi si ritrovarono in trappola, provando a scappare scavalcando le barriere o chiedendo aiuto ai supporter stipati nella parte superiore. Al sesto minuto, l’ufficiale di polizia Roger Greenwood entrò in campo chiedendo all’arbitro la sospensione del match perché la situazione era ormai divenuta drammatica. Persero la vita 96 tifosi, l’ultimo a morire fu Tony Bland, scomparso nel 1993 dopo quattro anni in stato vegetativo. La più giovane delle vittime fu Jon-Paul Gilhooley, aveva 10 anni ed era il cugino di Steven Gerrard, all’epoca bambino di 8 anni, poi divenuto bandiera indiscussa della storia del Liverpool: "Per me è stato difficile diventare calciatore sapendo che Jon-Paul era morto proprio in occasione d’una partita di pallone. Ho avuto un pensiero per lui prima di ogni singolo match", ha dichiarato nella sua autobiografia Gerrard. Il Liverpool vinse poi quella FA Cup a Wembley contro l’Everton, appena cinque settimane dopo il dramma di Sheffield.

14 aprile 2017

Fonte: Rivistaundici.com

Sentenza sulla strage di Hillsborough, e le accuse a Times e Sun

Due importanti giornali inglesi hanno quasi ignorato la notizia sui 96 morti allo stadio del 1989, attirandosi una montagna di critiche.

Il 15 aprile del 1989 si verificò una delle più grandi tragedie nella storia del calcio: 96 tifosi del Liverpool morirono schiacciati dalla calca a causa di una cattiva gestione delle entrate nello stadio Hillsborough di Sheffield, dove era in corso la semifinale di FA Cup - la coppa nazionale inglese - tra Liverpool e Nottingham Forest. La partita venne sospesa ma non fu immediatamente chiaro cosa aveva causato l’incidente, e se ne discusse per anni. L’incidente è rimasto nella memoria di moltissimi tifosi inglesi e generò anche il boicottaggio del tabloid Sun da parte dei tifosi del Liverpool, che dura ancora oggi, a causa di alcuni articoli pubblicati nei giorni successivi all’incidente in cui veniva data la colpa della strage ai tifosi. Nei mesi successivi alla strage una prima commissione incaricata dal governo di indagare sui fatti di Hillsborough evidenziò le responsabilità degli organizzatori dell’evento e del comportamento delle forze dell’ordine, ma il primo processo si concluse senza condanne. Nel 2012 l’Hillsborough Independent Panel, una nuova commissione governativa indipendente, chiarì le cause degli incidenti e raccontò dettagliatamente le molte responsabilità della polizia e dei soccorsi. Il rapporto fu consegnato a David Cameron, il primo ministro britannico, e alle famiglie delle vittime. La commissione sostenne che le responsabilità degli incidenti furono in gran parte dovute all’imperizia della polizia, basando la propria analisi su una cospicua serie di documenti rimasti fino a quel momento secretati. Il secondo processo sulla strage di Hillsborough si è aperto nell’aprile del 2014 ed è durato due anni. Martedì 26 aprile la giuria del processo ha stabilito che la morte dei 96 tifosi fu causata dalle misure di sicurezza dello stadio e dalle azioni delle forze dell’ordine, e che non fu in alcun modo causata dal comportamento dei tifosi. Secondo la giuria ci furono inoltre numerose carenze nell’organizzazione e nei soccorsi ai feriti. Parallelamente alla sentenza, ieri in Inghilterra si è discusso molto del comportamento di due giornali, il Times e il Sun, entrambi di proprietà della News Corporation del magnate australiano Rupert Murdoch. Nessuno dei due giornali aveva in prima pagina la sentenza sulla strage: nel Sun la prima notizia riguardante il processo Hillsborough era a pagina 8, mentre il Times ha ammesso l’errore (sembra dopo una ribellione dei giornalisti), si è scusato e nella seconda edizione del giornale ha inserito la notizia in prima pagina. In molti, fra giornalisti, tifosi e personalità legate al mondo dello sport, hanno criticato le scelte dei due giornali. Ieri i dirigenti e alcuni giornalisti del Times e del Sun hanno pubblicato le loro scuse; altri hanno risposto alle critiche dicendo di aver seguito tutti gli sviluppi della giornata nel proprio sito, dando grande importanza alla sentenza. Il rancore dei tifosi del Liverpool contro il Sun ha avuto inizio il 19 aprile del 1989, quando, a pochi giorni dagli incidenti, il Sun pubblicò una prima pagina provocatoria e offensiva nei confronti dei tifosi del Liverpool, che metteva in luce alcune loro presunte prepotenze e azioni illegali e violente che avrebbero commesso durante e dopo la strage di Hillsborough. Nel 2012 il Sun pubblicò una prima pagina in cui si scusò per il modo in cui aveva scritto della strage. Nonostante ciò il boicottaggio del Sun da parte dei tifosi del Liverpool dura ancora oggi e viene rinnovato il 15 aprile di ogni anno, quando sugli spalti i tifosi del Liverpool espongono una finta prima pagina del Sun con una testata che gronda sangue sotto la quale campeggia una scritta in bianco su campo rosso che dice: "La verità: 96 morti. Non comprate il Sun".

28 aprile 2016

Fonte: Ilpost.it

Tragedia di Hillsborough, storica sentenza

"Fu la polizia a provocare quei 96 morti"

LONDRA - "Giustizia è fatta !", titolano i siti e i tabloid inglesi. Ribaltata la sentenza di 27 anni fa: furono gli errori della polizia, e non cause accidentali, a provocare i 96 morti, tutti tifosi dei Reds, allo stadio Hillsborough di Sheffield prima della semifinale di Fa Cup, il 15 aprile 1989, fra Liverpool e Nottingham Forest. L'indagine governativa conclusa ieri cancella dunque il verdetto del ‘91 con il quale la polizia era stata sollevata da ogni responsabilità. Nel 2012 si decise di riaprire il caso e di tornare in aula a Warrington, puntando su elementi ritenuti ininfluenti dalla precedente corte. "Dobbiamo parlare di persone "uccise" da comportamenti al di sopra della legge da parte della polizia, la quale ha causato direttamente o contribuito alla morte di 96 persone". Alla lettura della sentenza i familiari delle vittime hanno intonato l'inno del Liverpool "You'll never walk alone". Il Premier Cameron: "Premiato lo straordinario coraggio degli attivisti di Hillsborough nella ricerca della verità".

27 aprile 2016

Fonte: La Repubblica

"Hillsborough, la strage fu colpa della polizia"

di Stefano Boldrini

Il tribunale di Warrington chiude la vicenda che provocò la morte di 96 persone

CORRISPONDENTE DA LONDRA - Le novantasei vittime della strage di Hillsborough, la peggiore della storia dello sport inglese, avvenuta il 15 aprile 1989 in occasione della semifinale di FA Cup Liverpool-Nottingham Forest, fu provocata dalle "inefficienze e dall’incapacità della polizia". Il verdetto è stato emesso ieri dopo quasi tre decenni di bugie e depistaggi che avevano portato a frettolose conclusioni nel 1991, quando la prima inchiesta parlò di morti "accidentali". Erano i tempi in cui l’Inghilterra stava cercando di liberarsi dalla piaga degli hooligans e in un articolo del Sun entrato nella storia - titolo, la verità - la responsabilità della strage fu addossata ai tifosi del Liverpool. I famigliari delle vittime non si sono mai rassegnati di fronte a una sentenza figlia di indagini frettolose e lacunose e hanno dato vita a una commissione indipendente di inchiesta che ha lavorato per diversi anni. Nel 2012 furono rese pubbliche le conclusioni. Il premier David Cameron si scusò.

RIFORME - Ieri l’ultimo atto: il verdetto mette una pietra tombale su una vicenda che ha segnato la vita del calcio inglese. Hillsborough ispirò infatti una profonda riforma del sistema, con leggi draconiane per stroncare l’hooliganismo e nuove norme negli stadi, all’epoca obsoleti e insicuri. Furono aboliti posti a sedere e le barriere. Gli impianti furono dotati di un sistema sofisticato di telecamere e di celle di sicurezza per rinchiudere chi trasgredisce le leggi.

REAZIONI - Il tribunale di Warrington, città a metà strada tra Liverpool e Manchester, ha cominciato a riempirsi dall’alba di ieri. All’annuncio della sentenza alcuni parenti delle vittime si sono abbracciati e sono scoppiati in lacrime intonando "You’ll Never Walk Alone". "Finalmente giustizia", ha twittato l’ex capitano dei Reds, Jamie Carragher. Il premier britannico Cameron ha aggiunto: "Le famiglie e i sopravvissuti hanno ora la conferma che il comportamento dei tifosi era stato irreprensibile". La lista degli errori commessi in occasione di quella partita è agghiacciante: falle nei sistemi di sicurezza; calcoli sbagliati come quelli relativi alla capacità dello stadio dello Sheffield Wednesday dove si sarebbe dovuta svolgere la gara; errata certificazione dell’agibilità dell’impianto. Una vergogna.

27 aprile 2016

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Regno Unito

Strage di Hillsborough, fu colpa della polizia: 27 anni dopo, ecco la verità

di Maria Strada

Nello stadio di Sheffield nell'aprile 1989 morirono 96 tifosi del Liverpool. 9.873 giorni più tardi, dopo anni di bugie e depistaggi, la sentenza: fu l'inefficienza della polizia.

La strage di Hillsborough, lo stadio di Sheffield in cui morirono 96 tifosi del Liverpool accorsi per la semifinale di Fa Cup nel 1989 con il Nottingham Forest non è stata accidentale, non è nemmeno stata colpa dei tifosi, ma della polizia. Ci sono voluti quasi 10.000 giorni per dirlo, finalmente, ad alta voce, ma adesso è ufficiale dopo 27 anni di bugie e depistaggi. Determinante l'inazione della polizia - Sono infatti queste le conclusioni dell’inchiesta condotta da una giuria di Warrington, cittadina a metà tra Liverpool e Manchester, che ha stabilito inoltre che la polizia sul posto ha determinato con la sua inefficienza la situazione di pericolo che ha portato alla tragedia del 15 aprile. Tra le altre decisioni sbagliate, il cancello posteriore da cui entrarono i tifosi, che immetteva in un tunnel che fungeva da uscita, avrebbe dovuto essere chiuso.

27 anni dopo, i tifosi assolti - Ci sono voluti 27 anni perché venissero cancellate definitivamente le colpe scaricate, inizialmente, sui tifosi stessi, ma la revisione dei fatti era in corso da anni, e lo stesso premier David Cameron già nel 2012 fa si era scusato a nome del Paese. Oggi il primo ministro ha lodato il verdetto, rendendo omaggio al "coraggio instancabile" dei superstiti e dei familiari delle vittime e riconoscendo come "l'assoluzione" in sede giudiziaria fosse "dovuta da lungo tempo".

"FINALMENTE GIUSTIZIA". All’annuncio della Corte alcuni familiari delle vittime si sono abbracciati e sono scoppiati in lacrime. "You'll Never Walk Alone", la canzone che accompagna tutte le partite del Liverpool e che ne è la bandiera in Inghilterra e Europa (qui la sua storia), si è levato alto. Il processo era iniziato il 31 marzo 2014. "Finalmente giustizia", ha scritto su Twitter l’ex capitano dei Reds Jamie Carragher commentando la sentenza.

Le inferriate nello stadio, i tifosi in ritardo. Il 15 aprile 1989, al calcio d'inizio della partita, un movimento della folla provoca lo schiacciamento di centinaia di persone che erano affollate nello stadio di Sheffield. In molti finirono contro le inferriate che circondarono il campo, 94 morirono soffocati nei minuti successivi. ". Al termine della prima inchiesta, conclusasi nel 1991, la giuria aveva stabilito che i tifosi erano morti accidentalmente. L'ultima delle vittime muore nel 1993, dopo quasi quattro anni di coma vegetativo. Quasi immediatamente The Sun (nell'articolo "La verità") e altri quotidiani scaricarono le colpe sui tifosi del Liverpool, presunti hooligan. In agosto, però, un rapporto preliminare evidenzia le responsabilità della polizia, lenta a reagire all'arrivo di tifosi "ubriachi e in ritardo", tardiva nel chiudere un tunnel di accesso. L'anno dopo si raccomanda la rimozione delle inferriate dagli stadi.

Accusa di omicidio involontario. Nel 1997 il ministro degli Interni Jack Straw ordina che le prove siano esaminate di nuovo, e nell'agosto '98 il comitato per le vittime presenta denuncia formale contro il capo della polizia dello South Yorke, David Duckenfield e il suo vice Bernard Murrey: l'accusa è di omicidio involontario. Il vice sarà prosciolto nel 2000, su Duckenfield non fu presa nessuna decisione.

2009: l'inchiesta riparte. Le indagini ripartono nel 2009 per volontà di un gruppo di esperti indipendenti e oltre due anni dopo il Parlamento ordina che tutti i documenti relativi alla strage vengano messi a disposizione dei nuovi inquirenti. Nel settembre 2012 viene stabilito per la prima volta che la polizia ha insabbiato il caso e manipolato i documenti, accusando tifosi innocenti. Da cui le scuse anche di Cameron. Tra il 2014 e il gennaio di quest'anno oltre 800 persone vengono sentite riguardo alla tragedia: si tratta del più vasto e lungo procedimento giudiziario mai avvenuto in Inghilterra. Il 26 aprile 2016, 9.873 giorni dopo la tragedia, la Giuria determina che la responsabilità della morte di 96 persone è stata interamente della polizia e non dei tifosi, o del caso.

26 aprile 2016

Fonte: Corriere.it

Inghilterra: la strage di Hillsborough non fu incidente, polizia sotto accusa

A 27 anni dalla tragedia nello stadio di Sheffield, in cui persero la vita 96 tifosi del Liverpool, la nuova sentenza scagiona i sostenitori dei Reds e attribuisce le responsabilità agli errori nella pianificazione e gestione del servizio di sicurezza da parte delle forze dell'ordine. Un giurato: "Si può parlare di omicidio colposo".

LONDRA - La morte di 96 tifosi del Liverpool per la ressa nello stadio Hillsborough di Sheffield, nell'aprile 1989, non fu accidentale ma può essere considerata alla stregua di un omicidio colposo: è la conclusione di un'inchiesta voluta dal governo e condotta da una giuria di Warrington, nel nord-ovest dell'Inghilterra, da cui emerge che responsabilità per quella strage, in occasione della semifinale di Fa Cup tra Liverpool e Nottingham Forrest, le ebbe l'inefficiente organizzazione della sicurezza da parte della polizia.

SCAGIONATI DA OGNI COLPA I TIFOSI DEL LIVERPOOL - Nell'inchiesta non vi erano imputati, ma la giuria ha scagionato da ogni colpa i tifosi dei Reds, il cui comportamento era stato inizialmente messo sotto accusa dalla polizia. Alla domanda se si possa parlare di omicidi colposi, un giurato ha risposto "sì". Dopo aver ascoltato per oltre due anni gli elementi raccolti in quella che è stata l'inchiesta più lunga nella storia giudiziaria inglese, la giuria ha stabilito che vi furono errori della polizia nella pianificazione per la partita e nel giorno della gara che causarono o contribuirono alla situazione di pericolo. Alla lettura della sentenza molti parenti delle vittime si sono abbracciati e hanno pianto nell'aula del paese vicino Liverpool, in cui il processo era iniziato nel marzo 2014, intonando il tradizionale coro cantato dai supporter dei Reds prima di ogni partita, "You'll Never Walk Alone". Il loro obiettivo era ripristinare il buon nome dei loro congiunti dalle calunnie della polizia e di parte dei media. Al termine della prima inchiesta, conclusasi nel 1991, la giuria aveva stabilito che i tifosi erano morti accidentalmente: una versione sempre contestata da parte dei familiari delle vittime che nel 2012 avevano ottenuto una prima vittoria, con la pubblicazione di un rapporto compilato da un panel indipendente che smentiva la prima ricostruzione. Oggi la sentenza che ristabilisce la verità dopo quasi tre decenni di bugie, depistaggi, false accuse.

ERRORI NEL SERVIZIO DI SICUREZZA A CAUSA DELLA STRAGE DEL 1989 - La strage di Hillsborough per la semifinale di Fa Cup Liverpool-Nottingham Forest, con i suoi 96 morti e 800 feriti, segnò una pagina nerissima per il calcio inglese e portò a drastiche misure contro gli hooligans. L'inchiesta, però, ha appurato che alla base della ressa che stritolò quasi un centinaio di uomini, donne e bambini vi fu la decisione di lasciar entrare altri 2.000 tifosi del Liverpool all'improvviso da un tunnel laterale, causando un terribile ingorgo. Gli alti dirigenti della South Yorkshire Police inizialmente avevano fornito ai media informazioni false in modo da coprire le proprie responsabilità sul fatto che era stata lasciata entrare troppa gente, che le transenne non rispondevano ai necessari requisiti e che il coordinamento dei servizi d'emergenza fu molto confuso. Secondo un rapporto, ben 41 vite avrebbero potuto essere salvate. Dopo un'indagine della commissione d'inchiesta guidata dal vescovo di Liverpool, James Jones, il premier David Cameron si era scusato con le famiglie delle vittime davanti al parlamento: "Sono profondamente dispiaciuto che questa doppia ingiustizia sia stata avallata così a lungo. Chiedo scusa da parte del governo e da parte dell'intera nazione".

26 aprile 2016

Fonte: Repubblica.it

Justice for the 96 of Hillsborough

di Gabriele Fumi

Quella del 15 Aprile del 1989 è una data funesta e dolorosa nella storia del football inglese ed internazionale. Anzi, è un qualcosa che va anche oltre, coinvolgendo la sfera della compassione umana e del dolore. Quel giorno deve essere ricordato per la tragedia di Sheffield, dove persero la vita 96 tifosi dei Reds durante la semifinale contro il Nottingham Forest allo stadio Hillsborough. Ai tifosi Reds, nonostante il numero di presenze nettamente superiore rispetto a quello dei dirimpettai, fu assegnata la curva meno capiente (la Lepping Lane, mentre a quelli del Nottingham fu assegnata la "grande" Spion Kop End). Inutile stare a sottolineare il calore delle due tifoserie e l’atmosfera, calda e bollente come ogni semifinale di FA Cup che si rispetti; l’arrivo dei tifosi del Liverpool procedeva molto lentamente per via dei pochissimi ingressi, e la polizia pensò quindi di aprire un grosso cancello situato all’entrata di un tunnel che portava dritto all’accesso centrale ed a quelli laterali della Lepping Lane. Tutto questo però si rivelerà in seguito una scelta catastrofica. A circa venti minuti dall’inizio del match, i tifosi iniziarono a spingere per riuscire ad entrare in tempo, ma molti di loro rimasero incastrati in una sorta di imbuto creatosi all’interno del tunnel. Tutti i reds che già erano sulle terraces e coloro che cercavano di entrare vennero schiacciati verso le pareti e verso le recinzioni che dividevano il campo dagli spalti (che nel frattempo erano state rinforzate per via dei provvedimenti post-Heysel). La gara iniziò ugualmente, ma dopo 6 minuti fu sospesa per via di un’invasione di campo da parte di parecchi scousers che, presi dal panico ed assembrati in condizioni disumane, stavano cercando di evitare una sicura morte per schiacciamento. La Polizia fece una valutazione del tutto erronea e, pensando ad un’invasione di campo per motivi belligeranti, iniziò a respingere tutti i liverpudlians che letteralmente stavano piovendo sul terreno di gioco. Quando ci si rese conto dell’effettiva situazione, 96 persone (tra cui il cuginetto di Gerrard) avevano già perso la vita. La Camera dei Lord affidò a Peter Taylor l’incarico di indagare su cosa fosse realmente accaduto, e di ricercare le reali colpe di questa autentica carneficina. Il processo non contribuì molto a chiarire i fatti e, anche se gli stessi evidenziano responsabilità nell’organizzazione dell’evento e l’errore della polizia, le colpe furono fatte ricadere sui tifosi (morti e sopravvissuti) dei Reds. La svolta arrivò però tanti, troppi anni più tardi, precisamente nel settembre del 2012. Grazie ad un’inchiesta dell’Hillsborough Indipendent Panel (presieduta dal vescovo di Liverpool), il governo sotto comando di David scagionò la tifoseria del Liverpool e chiese ufficialmente scusa ai parenti delle vittime, già vessate anche da decenni di bombardamento mediatico volto ad attribuire ogni colpa ai tifosi. Dopo incessanti campagne ed iniziative dei familiari delle vittime, protesi alla ricerca continua della verità, un qualcosa sta quindi finalmente venendo a galla, anche se molto lentamente. Addirittura da qualche mese si mormora che lo stesso stadio di Sheffield avrebbe avuto (il condizionale è d’obbligo, trovandoci in un periodo ipotetico fatto solo da vox populi) il certificato di idoneità scaduto già da diversi anni prima del 1989. Quel mattino, con il traffico dell’autostrada M62 congestionato da una lunghissima fila di macchine, l’arrivo a Sheffield fu assai difficoltoso e l’ingresso della stragrande maggioranza dei tifosi avvenne più tardi rispetto a quanto previsto dagli organizzatori; la calca agli ingressi risultò quindi troppo possente e non fu possibile smaltire con criterio tutta la gente che cercava di entrare in tempo per il calcio d’inizio. Gli uomini del servizio d’ordine si ritrovarono sorpresi ed impreparati, anche perché nel settore riservato agli scousers risultavano operativi solo sette tornelli. La suddivisione delle terraces in sette spicchi recintati aveva ridotto la capienza della Lepping Lane, trasformandola di fatto in un insieme macabro e tetro di gabbie con la gente all’interno: quando furono venduti i biglietti giorni prima, però, questo fattore venne sottovalutato oppure non preso in considerazione con la giusta attenzione. Di conseguenza la gradinata iniziò a straripare di gente, e molti si ritrovarono schiacciati contro la rete di protezione. In tantissimi non ce la fecero. Era solo l’inizio di uno degli eventi più sconvolgenti mai successi nella storia del gioco del calcio. E non bisogna sottovalutare un’analisi, seppure sommaria, di quello che era il tessuto socio-economico-politico in Inghilterra nei tardi anni ottanta. Le tensioni sociali erano tante, così come tanti erano i tumulti e gli scioperi: le privatizzazioni massificate volute dall’allora Primo Ministro Margaret Thatcher avevano portato come logica conseguenza una serie di tagli, in primis nel welfare. Questa inquadratura storica risulta assolutamente essenziale per comprendere il clima teso e l’atmosfera bollente che si respirava oltremanica.

14 aprile 2016

Fonte: Passionepremier.com

Hillsborough, il governo ordina una nuova inchiesta

A quasi 24 anni dal pomeriggio che costò la vita a 96 tifosi del Liverpool, il governo britannico ha annunciato l'apertura di una nuova inchiesta sulla tragedia di Hillsborough. Un'ora dopo, l'Alta Corte ha annullato il verdetto dell'indagine che aveva definito le morti "accidentali". Un doppio successo per i familiari delle vittime. Il 15 aprile del 1989, centinaia di tifosi "Reds" - giunti a Sheffield per la semifinale di FA Cup - si trovavano all'esterno dello stadio a pochi minuti dall'inizio. La polizia allora aprì un cancello per far affluire i tifosi in una tribuna già stracolma. Nella confusione che seguì persero la vita 96 persone. Lo scorso settembre, una commissione indipendente ha avuto accesso a documenti desecretati, da cui sono emersi i tentativi della polizia di depistare le indagini e le carenze dei soccorsi: secondo le nuove informazioni, almeno 41 persone avrebbero potuto essere salvate.

20 dicembre 2012

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Strage di Hillsborough Adesso trema tutta la polizia

di Stefano Boldrini

Politici e opinione pubblica vogliono l’inchiesta penale. Rischiano il capo e ben 190 agenti.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE LONDRA - Il rapporto che ha fatto emergere la verità 23 anni dopo sulla strage di Hillsborough del 15 aprile 1989, in cui morirono 96 tifosi del Liverpool, non ha solo scosso l’Inghilterra dopo la lunga luna di miele dell’estate olimpica, ma potrebbe provocare un vero terremoto nella polizia britannica. Politici (il lib-dem Nick Clegg e i laburisti soprattutto) e opinione pubblica reclamano l’apertura di un’inchiesta penale che potrebbe non solo portare alla caduta dell’attuale capo della polizia, Sir Norman Bettison, quel giorno presente a Sheffield nel ruolo di alto ufficiale, ma potrebbe riguardare anche altri 190 agenti, tuttora in servizio. La storia - La notizia del rapporto della commissione indipendente che in 18 mesi di lavoro ha esaminato 450 mila pagine di documenti, dimostrando le responsabilità della polizia nella strage di Sheffield e svelando che 41 delle 96 vittime avrebbero potuto essere salvate, ha dominato la scena sui giornali di ieri. Dal Times all’Independent, dal Sun - che si è scusato per i servizi del passato - al Daily Mail - che ha pubblicato in prima pagina le foto dei 96 morti - e al Mirror, tutti hanno dato grande spazio al rapporto. La vicenda di Sheffield costringe il Paese a fare i conti con la storia. Il partito laburista ha rievocato Margaret Thatcher, la lady di ferro che guidò la Gran Bretagna dal 1979 al 1991: "I suoi governi crearono la cultura dell’impunità". Inchiesta rapida - Un portavoce del ministero degli Interni ha sollecitato l’inchiesta immediata "perché è importante che tutte le accuse di condotta criminale vengano indagate rapidamente. Chi ha infranto la legge deve pagare il conto con la giustizia". Il sindaco di Londra, il conservatore Boris Johnson, si è scusato per un articolo scritto nel 2004 in cui accusò i tifosi del Liverpool "di essere in parte responsabili dell’accaduto". Il presidente della Federcalcio inglese, Sir David Bernstein, ha detto: "C'è rammarico e profonda tristezza nel constatare che ci sia voluto tutto questo tempo per accertare la verità".

14 settembre 2012

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Cameron e la strage di Hillsborough

"41 tifosi potevano essere salvati"

di Stefano Boldrini

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE LONDRA - Quasi la metà dei 96 tifosi morti il 15 aprile 1989 a Sheffield nella semifinale di Coppa d' Inghilterra Liverpool-Nottingham Forest poteva essere salvata: 41 per l’esattezza. Questa la verità choc della strage di Hillsborough, emersa ieri nel rapporto di un gruppo di esperti indipendenti che ha esaminato 450 mila pagine di documenti negli ultimi 18 mesi. Il report è stato reso pubblico nella cattedrale anglicana di Liverpool, alla presenza dei familiari delle vittime. Ha scosso tutta l’Inghilterra. Il premier britannico, David Cameron, si è scusato, dichiarandosi "dispiaciuto per la doppia ingiustizia subita dalle famiglie. La polizia non è riuscita a fare abbastanza per salvare le vite umane e ha cercato anche di incolpare i tifosi dei Reds". L’orrore - La tragedia si consumò in meno di mezzora. Alla tifoseria del Liverpool era stata assegnata la Leppings Lane, settore di 14.600 posti con appena 6 ingressi. L’afflusso andò molto a rilento. Un quarto d'ora prima dell’inizio, la polizia aprì il Gate C, cancello d'acciaio di un tunnel che conduceva all’interno della curva. Un’idea catastrofica: una marea umana si riversò all’interno del tunnel e schiacciò centinaia di persone. La gara iniziò senza che nessuno si accorgesse di nulla. Solo dopo 6 minuti fu interrotta perché molti spettatori stavano invadendo il campo per salvarsi. La polizia commise il secondo errore: caricò. Quest' orrore fece 96 vittime e 200 feriti. Giustizia - L’ammissione più grave, da parte di Cameron: "È emerso che 164 rapporti della polizia sono stati manipolati". Una dichiarazione che dà ragione a quanto sostenuto dai parenti delle vittime: ci fu un piano per coprire le responsabilità della strage. L’inchiesta ufficiale aveva concluso che i 96 tifosi erano morti per soffocamento o danni cerebrali nei primi quindici minuti della gara. Il report indipendente ha invece dimostrato che 41 persone potevano essere salvate se i soccorsi fossero stati più tempestivi. "Il dato di fatto è che a quarantuno persone è stata negata questa possibilità", ha dichiarato il dottor Bill Kirkup. L’attivista Trevor Hicks, che nella tragedia perse due figlie, ha aggiunto: "Uno storico passo è stato compiuto nell’accertamento della verità. Ora comincia un’altra battaglia: quella della giustizia". Basteranno le scuse di Cameron e l’indignazione dell’Inghilterra a fare davvero giustizia ?

13 settembre 2012

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Hillsborough, la verità insabbiata. Cameron: Mi scuso

LONDRA - Per anni è rimasta una tragedia sepolta nell’inconscio della società britannica. Novantasei morti, un sabato pomeriggio dell’89 nello stadio di Hillsborough, a Sheffield. Colpa dei tifosi del Liverpool, la versione ufficiale che sopravvisse a tanti dubbi. Troppi. Ed ora, ventitré anni dopo, il governo ammette finalmente la verità: a causare il disastro fu soprattutto "l’incapacità" della polizia nel gestire la folla. Nella quale premeva la teppaglia dei Reds, i tifosi violenti e ubriachi venuti da Liverpool per assistere alla semifinale della FA Cup col Nottingham Forest. Ma quattro anni dopo l’Heysel, il 15 aprile del 1989, fu fin troppo facile addossare loro la colpa. I risultati dell’inchiesta sono stati così scioccanti da spingere il primo ministro David Cameron a esprimere davanti al Parlamento le sue scuse ai famigliari delle vittime: "Sono profondamente dispiaciuto che questa doppia ingiustizia sia stata avallata così a lungo. Chiedo scusa da parte del governo e dell’intera nazione". Un gesto che unisce tutte le forze politiche, visto che a volere l’indagine fu il governo laburista tre anni fa. Secondo il rapporto stilato dalla commissione guidata dal vescovo di Liverpool James Jones, i tifosi dei Reds vennero fatti entrare all’improvviso attraverso un tunnel laterale (il gate C). La corsa verso i posti a sedere provocò un ingorgo nel quale vennero stritolati uomini, donne e bambini. La South Yorkshire Police si diede immediatamente da fare per scaricare la responsabilità sugli spettatori. Ai media vennero fornite ricostruzioni false dell’accaduto, sull’identità delle vittime vennero diffuse informazioni per "compromettere la loro reputazione". Quarantuno persone potevano essere salvate, l’agghiacciante conclusione del dossier. Spetterà ora al procuratore generale decidere se riaprire l’indagine.

13 settembre 2012

Fonte: La Repubblica

Choc 23 anni dopo: la verità sulla tragedia durante Liverpool-Nottingham Forest

Hooligans senza colpe, fu l'incapacità degli agenti a causare i 96 morti allo stadio durante la partita Liverpool-Nottingham Forest del 15 aprile 1989.

È stata la più grande tragedia sportiva della storia britannica che da ieri racconta un'altra verità. Il 15 aprile del 1989, 96 persone rimasero uccise schiacciate nella calca creatasi all'interno dello stadio di Hillsborough durante la semifinale della FA Cup tra il Liverpool e il Nottingham Forest. Un'inchiesta dell'epoca affibbiò la colpa ai tifosi del Liverpool, gente violenta e ubriaca, in una parola hooligans. Una tesi sposata dai giornali e in particolare nella ricostruzione di uno dei tabloid più popolari, il "Sun" di Londra. Ma la verità è emersa dopo 23 anni grazie al rapporto di 395 pagine stilato dalla commissione d'inchiesta guidata dal vescovo di Liverpool James Jones (l'indagine venne ordinata tre anni fa dal governo laburista). Rivelazioni sconvolgenti che mostrano una verità ben diversa: a causare il disastro fu più che altro "l'incapacità" della polizia di gestire la folla. I tifosi del Liverpool, infatti, vennero fatti entrare all'improvviso attraverso un tunnel laterale - il gate C - per velocizzare il riempimento dello stadio. Si verificò così un ingorgo e nella disorganizzazione generale uomini, donne e bambini rimasero stritolati. Particolare raccapricciante: la polizia sottopose perfino i cadaveri dei bambini a test per verificare il livello di alcol in corpo per dimostrare che l'ubriachezza aveva provocato il massacro e fece ricerche sui precedenti delle vittime nella speranza di trovare fatti che ne danneggiassero la reputazione. Le conclusioni del rapporto, basato sull'analisi di 450.000 documenti raccolti da 80 diverse organizzazioni, sono state tali da spingere il premier britannico David Cameron a "chiedere scusa" ai parenti delle vittime per la "doppia ingiustizia: l'incapacità di proteggere le vite dei loro cari e l'imperdonabile attesa per arrivare alla verità". Oltre alle mancanze "fattuali" certificate - erano state fatte entrare troppe persone, le transenne non rispondevano ai necessari requisiti di sicurezza e la coordinazione dei servizi di emergenza risultò confusa - diversi alti dirigenti della polizia, la South Yorkshire Police Federation e il deputato Tory Irvine Patnick sono stati infatti ritenuti colpevoli di aver "passato" informazioni fuorvianti alla Whites News Agency dello Yorkshire. I fatti furono dunque alterati per coprire specifiche mancanze. Stando alle analisi condotte dalla commissione, ben 41 persone avrebbero avuto la possibilità di essere salvate. Ora l'Inghilterra cercherà di fare giustizia, prima con un dibattito in parlamento, poi forse ordinando una nuova indagine giudiziaria sull'accaduto grazie al report. Verranno probabilmente chiamati in causa gli ufficiali di polizia di allora e forse anche responsabili di governo - il primo ministro era Margaret Thatcher - che non fecero abbastanza per fare emergere la verità.

13 settembre 2012

Fonte: Ilgiornale.it

Hillsborough, la polizia mentì. Cameron: ''Doppia ingiustizia''

di Enrico Franceschini

Un rapporto fa chiarezza sulla tragedia del 15 aprile del 1989 in cui morirono 96 persone che erano allo stadio di Sheffield per la sfida di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forest. Gravi le responsabilità delle forze dell'ordine che fecero di tutto per scaricare le colpe sui fans. Il premier britannico chiede scusa ai parenti delle vittime.

LONDRA - È stata la più grande tragedia sportiva della storia britannica e una pagina nera per tutto il calcio: la morte di 96 tifosi, durante la semifinale di Coppa d'Inghilterra tra Liverpool e Nottingham Forest, schiacciati nella calca che si era creata dentro lo stadio di Hillsborough, sul campo neutro di Sheffield, il 15 aprile del 1989. Un'inchiesta dell'epoca assegnò solo una vaga responsabilità alle forze dell'ordine, facendo di tutto per scaricare le colpe sui fans, descritti come violenti e ubriachi, tesi che venne ripresa dai giornali, in particolare nella ricostruzione pubblicata da uno dei tabloid più popolari, il Sun di Londra. Ora, ventitré anni dopo, quel resoconto viene clamorosamente smentito. Una commissione d'inchiesta presieduta dal vescovo di Liverpool ha reso note migliaia di documenti riservati da cui risulta che la polizia e le forze di soccorso hanno gravi responsabilità nell'accaduto e che, fatto ancora più serio, la polizia e gli inquirenti cercarono deliberatamente di screditare i tifosi per attribuire ad essi e al loro comportamento ogni colpa della tragedia. Rivelazioni scioccanti per i familiari delle vittime e per tutto il Regno Unito, al punto da indurre il primo ministro David Cameron a presentare pubblicamente in parlamento le sue "scuse" per quanto è accaduto. "A nome del governo e del paese, voglio esprimere il mio profondo rammarico per questa doppia ingiustizia che non è stata corretta per così tanto tempo", ha detto Cameron illustrando alla camera dei Comuni le conclusioni del rapporto. Alcuni dei particolari emersi nell'inchiesta sono raccapriccianti: la polizia sottopose perfino i cadaveri dei bambini a test per verificare il livello di alcol in corpo per dimostrare che l'ubriachezza aveva provocato il massacro e fece ricerche sui precedenti delle vittime nella speranza di trovare fatti che ne danneggiassero la reputazione. L'intento era chiaramente quello di coprire le deficienze dell'organizzazione della sicurezza da parte delle autorità. Un "cover-up" perfettamente riuscito, che ha amareggiato ulteriormente i familiari delle vittime per tutti questi anni. Ma ora l'Inghilterra cercherà di fare giustizia, prima con un dibattito in parlamento, poi forse ordinando una nuova indagine giudiziaria sull'accaduto. Verranno chiamati in causa gli ufficiali di polizia di allora e forse anche responsabili di governo - il primo ministro era Margaret Thatcher - che non fecero abbastanza per fare emergere la verità. Quel giorno alla tifoseria del Liverpool era stata assegnata la "Leppings Lane", settore a sinistra della tribuna centrale, che conteneva 14.600 posti, lasciando alla tifoseria del Nottingham Forest, che normalmente aveva meno seguito, la più capiente curva opposta, la "Spion Kop End", che disponeva di 21.000 posti. Migliaia di tifosi dei Reds avevano preso d'assalto Sheffield, in un'atmosfera gioiosa tipica di una semifinale di coppa nel calcio inglese, per sostenere i propri beniamini: oltre al prestigio che la FA Cup ha sempre avuto nel calcio di qui e alla rivalità esistente tra le due tifoserie, si aggiungeva il fatto che all'epoca i club d'oltremanica, esclusi dalle Coppe europee in seguito alla strage dell'Heysel (la strage di quattro anni prima allo stadio di Bruxelles, prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, in cui morirono 39 persone, per la maggior parte tifosi italiani), per arricchire la bacheca non potevano che puntare, oltre che sul campionato, sulle due Coppe nazionali. La Leppings Lane possedeva appena 6 ingressi (contro gli oltre 60 del settore riservato ai tifosi del Nottingham Forest) e l'afflusso verso gli spalti procedeva molto a rilento (ad appena mezz'ora dal calcio d'inizio il settore era ancora mezzo vuoto). A quindici minuti dall'inizio la massa di persone che premevano fuori dallo stadio era ancora enorme, cosicché la polizia pensò di aprire il "Gate C", un grosso cancello d'acciaio posto all'ingresso di un tunnel che conduceva all'interno della Leppings Lane e agli ingressi laterali. L'idea si rivelò catastrofica: mancando ormai pochissimi minuti al fischio di inizio, i tifosi ancora fuori dallo stadio iniziarono ad accalcarsi al Gate C della Leppings Lane che permetteva accesso solo alla parte centrale della curva, la cui capienza era limitata a 2.000 posti; così, mentre questo settore della curva iniziò a riempirsi all'inverosimile, la marea di gente che continuava ad affluire dal Gate C si ritrovò chiusa dentro una sorta di imbuto. In breve gli spettatori che già si trovavano all'interno della Leppings Lane furono schiacciati verso le pareti laterali e le recinzioni che dividevano gli spalti dal campo (particolarmente resistenti perché concepite per resistere ad eventuali cariche degli hooligans, in ossequio alle normative introdotte dal governo inglese dopo la tragedia dell'Heysel) e la stessa sorte toccò agli sventurati che si trovavano ancora nel tunnel del Gate C. Mentre nella curva si scatenava il panico, la gara iniziò regolarmente, senza che nessuno in campo e negli altri settori dello stadio si fosse minimamente accorto di cosa stesse avvenendo nella curva del Liverpool. Solo dopo 6 minuti di gioco la partita fu sospesa su segnalazione di un ufficiale di polizia, che fece presente all'arbitro che molti spettatori stavano invadendo il campo: si trattava in realtà di coloro che per evitare lo schiacciamento avevano scavalcato l'inferriata che separava la Leppings Lane dal terreno di gioco. Peraltro non avendo compreso ciò che stava realmente accadendo, la polizia prese l'iniziativa di intervenire con delle piccole cariche volte ad impedire ai tifosi di invadere il campo. La situazione, se possibile, si fece così ancor più drammatica per i tifosi che, da un lato si trovavano schiacciati dalla calca che si era venuta a creare alle loro spalle, dall'altro venivano contrastati dalla polizia che inconsapevolmente impediva loro la possibilità di aprire delle vie di fuga. Solo dopo alcuni tragici minuti la polizia si rese conto del vero motivo dell'invasione e aprì le inferriate, lasciando finalmente ai tifosi del Liverpool la possibilità di raggiungere il terreno di gioco. Ma a quel punto, con la Leppings Lane meno piena, tutti cominciarono a capire quanto terribile fosse la portata del dramma. In mezzo alla calca avevano perso la vita ben 96 persone (79 di loro avevano meno di 30 anni), schiacciate e soffocate com'era accaduto all'Heysel; altre 200 riportarono ferite più o meno gravi. Ora forse la storia di questa tragedia verrà raccontata fino in fondo.

12 settembre 2012

Fonte: Repubblica.it

Strage di Hillsborough 23 anni dopo: i 96 morti causati dalle forze dell’ordine

di Luca Pisapia

Dopo la tragedia della finale di Fa Cup a Sheffield tra Liverpool e Nottingham Forrest, il governo di Margaret Thatcher cercò di attribuire le responsabilità della carneficina ai tifosi del Liverpool con un'opera di disinformazione e alla complicità del Sun. Oggi, però, sono state rese note le carte ufficiali dell'inchiesta. Che raccontano tutta un'altra storia.

La verità sulla strage di Hillsborough arriva dopo 23 anni. Tanto ci ha messo la giustizia inglese - e solo dopo una petizione popolare firmata da oltre 100 mila persone - per rendere pubblici i documenti sulla tragedia del 15 aprile 1989, il giorno in cui 96 tifosi del Liverpool morirono schiacciati contro le transenne o calpestati dalla folla a Hillsborough, lo stadio di Sheffield che ospitava la semifinale di FA Cup contro il Nottingham Forest. Le oltre 400mila pagine - rese note oggi dall’apposito comitato presieduto dal vescovo di Liverpool - assolvono finalmente la tifoseria dei Reds dalla consapevole opera di disinformazione messa in atto dal governo conservatore della Thatcher (che ha operato anche con l’aiuto di quotidiani amici come il Sun) e accertano invece la responsabilità delle forze dell’ordine, sia al momento strage che nel tentativo a posteriori di coprirla falsificando referti e documenti. Con incredibile e colpevole ritardo, arriva finalmente un riconoscimento anche per i famigliari delle vittime, dopo che per due decenni la verità ufficiale aveva ripetuto loro che la colpa della carneficina era esclusivamente dei loro cari. Tanto che il primo ministro Cameron oggi ha dichiarato: "E’ chiaro che queste famiglie hanno subito una doppia ingiustizia. L’ingiustizia della tremenda tragedia, il fallimento dello stato nel proteggere i loro cari e l’imperdonabile attesa prima di poter scoprire la verità che ha generato l’ingiustizia della denigrazione di chi è morto, di chi sinora è stato ritenuto colpevole della propria morte. Quindi, a nome del governo e del nostro paese, chiedo scusa per quanto è accaduto e non è stato fatto a lungo". Quel giorno di aprile, a causa di un’errata gestione del contenimento da parte delle forze dell’ordine che lasciarono entrare nello stadio molte più persone del dovuto, si scatenò un’ondata di panico. Nel fuggi fuggi generale grandi e piccini - il più piccolo aveva 10 anni, il più anziano 67 - rimasero schiacciati contro i muri e le transenne, o morirono calpestati nel tentativo di trovare la salvezza entrando in campo o dirigendosi verso l’uscita. Siccome il putiferio scoppiò in concomitanza con l’inizio della partita (ore 15), la polizia, pensando fosse un’invasione di campo, con una serie di violente cariche compresse ancora di più i tifosi all’interno della Lepping Lane contribuendo a peggiorare la carneficina. Quello che emerge oggi è non solo la mancanza di coordinamento tra le forze dell’ordine, la loro responsabilità nel non aver individuato le cause del problema e nell’aver risposto nel peggior modo possibile. Fino a sottoporre i cadaveri dei bambini al test dell’alcol per dimostrare che fossero ubriachi. Ma anche e soprattutto l’aver falsificato almeno 164 documenti ufficiali che avrebbero provato la loro responsabilità. Sotto accusa anche i servizi di soccorso, inadeguati e inefficienti. Peggio di tutti fece il medico legale incaricato, che alle 15.15 del pomeriggio - esattamente 9 minuti dopo la sospensione della partita e la contemporanea apertura dei cancelli che consentirono l’inizio del deflusso degli spettatori - decretò la morte per asfissia irreversibile di 94 persone rimaste a terra sugli spalti. Salvo che poi gli esami post-mortem lo smentirono, stabilendo che 28 delle vittime non presentavano alcuna ostruzione cardiovascolare e 31 avevano il cuore e i polmoni in funzione anche dopo l’ondata di panico, ed erano quindi vittima di asfissia reversibile e si sarebbero potuti salvare. Per non parlare di testimoni che dichiararono, inascoltati, di aver visto alcune delle vittime che ancora respiravano dopo le 15.15: l’ora in cui tutti dovevano per forza essere morti. Così quei 94 morirono effettivamente a Sheffield - un ragazzo morì in ospedale 4 giorni dopo e un altro 4 anni dopo in stato vegetativo quando gli staccarono il respiratore artificiale - ma solo per altrui negligenza e approssimazione. Non certo per colpa loro. Da lì la campagna di disinformazione della polizia, che obbligò giovani reclute a falsificare documenti e testimonianze, e quella governativa, che raggiunse il suo culmine nella pagina pubblicata il 19 aprile dal tabloid conservatore The Sun. Sotto il titolo in prima pagina The Truth (La Verità), il Sun pubblicò un’inchiesta fasulla e passata alla storia su indicazione "di un parlamentare conservatore", come ammisero poi il direttore e diversi giornalisti. In quelle pagine i tifosi del Liverpool furono dipinti come un manipolo di ubriachi violenti, e finti virgolettati raccontavano che i supporter superstiti avrebbero urinato sui cadaveri o, come sciacalli, si sarebbero avventati sui loro portafogli. Questa è rimasta, fino ad oggi, la verità ufficiale e giudiziaria. Nonostante, fin da subito, un’indagine parlamentare affidata a Lord Taylor - utilizzata poi anche per definire le nuove leggi in materia di stadi: niente più recinzioni, obbligo dei posti a sedere etc - evidenziò con prove le responsabilità delle forze dell’ordine. Ma nessun processo tra quelli tenuti a vario livello ha mai potuto contare sulle oltre 400mila pagine secretate oggi. Adesso a Liverpool chiedono una sola cosa: che 23 anni dopo una seria indagine e un giusto processo abbiano finalmente luogo.

12 settembre 2012

Fonte: Ilfattoquotidiano.it

"Hillsborough, fu colpa della polizia" Londra si scusa per la strage di tifosi

di Giordano Stabile

L’episodio è scolpito nella memoria del Paese e, soprattutto, in quella della città di Liverpool. Il 15 aprile del 1989 novantasei persone rimasero uccise nello stadio di Hillsborough (Sheffield) durante la semifinale della FA cup tra il Liverpool e il Nottingham Forest. La colpa venne affibbiata ai tifosi del Liverpool, gente violenta e ubriaca. Hooligans insomma. La verità, emersa dopo 23 anni, è invece ben diversa: a causare il disastro fu più che altro "l’incapacità" della polizia di gestire la folla. I tifosi del Liverpool, infatti, vennero fatti entrare all’improvviso attraverso un tunnel laterale - il gate C - per velocizzare il riempimento dello stadio. Si verificò un ingorgo e nella disorganizzazione generale uomini, donne e bambini rimasero stritolati. Come se non bastasse, al danno si aggiunse poi una beffa crudele. La South Yorkshire Police e i servizi di emergenza si diedero subito da fare per insabbiare la verità, passando ai media informazioni false concepite appositamente per coprire le proprie responsabilità. Gli agenti svolsero persino delle ricerche su coloro i quali rimasero uccisi con l’intento di "compromettere la loro reputazione". Le conclusioni, contenute nel rapporto stilato dalla commissione d’inchiesta guidata dal vescovo di Liverpool James Jones (l’indagine venne ordinata tre anni fa dal governo laburista), sono state presentate oggi. Per la Gran Bretagna è uno choc. Tanto che il primo ministro David Cameron, davanti al Parlamento, ha espresso le sue scuse ai famigliari delle vittime. "Sono profondamente dispiaciuto - ha detto Cameron - che questa doppia ingiustizia sia stata avallata così a lungo. Chiedo scusa da parte del governo e da parte dell’intera nazione". Le conclusioni del rapporto sono per il premier "sconvolgenti". Oltre alle mancanze fattuali certificate - erano state fatte entrare troppe persone, le transenne non rispondevano ai necessari requisiti di sicurezza e la coordinazione dei servizi di emergenza risultò confusa - diversi alti dirigenti della polizia, la South Yorkshire Police Federation e il deputato Tory Irvine Patnick sono stati infatti ritenuti colpevoli di aver "passato" informazioni fuorvianti alla Whites News Agency dello Yorkshire. Da qui a una prima pagina a 10 colonne sul Sun il passo è breve. I fatti furono dunque alterati per coprire specifiche mancanze. Stando alle analisi condotte dalla commissione, ben 41 persone avrebbero avuto la possibilità di essere salvate. "Finalmente siamo arrivati a una verità incontrovertibile", ha commentato Steve Rotheram, deputato laburista eletto nella circoscrizione di Liverpool. "Molti innocenti, tra cui donne e bambini, avrebbero potuto essere salvati. I tifosi del Liverpool non sono stati la causa del disastro e l’ubriachezza non è stata un fattore significativo. Oggi abbiamo fatto la storia e ora dobbiamo cambiare la storia". Il che significa, banalmente, portare alla sbarra i veri responsabili di quel disastro. Cameron ha sottolineato che è compito del procuratore generale decidere se riaprire ufficialmente l’indagine (così come chiedono i familiari delle vittime). "Di certo c’è - ha però aggiunto - che molti interrogativi sollevati oggi vanno esaminati".

12 settembre 2012

Fonte: Stampa.it

GRAN BRETAGNA

Cameron: "Strage di Hillsborough, non fu

colpa dei tifosi del Liverpool: chiedo scusa"

di Matteo Cruccu

A 23 anni dalla tragedia in cui persero la vita 95 tifosi dei Reds, un'indagine svela nuove responsabilità della polizia.

Colpa di quegli hooligan ubriachi, bestie irresponsabili, non paghe di quanto già avevano combinato nella maledetta notte dell'Heysel, i 39 morti nella finale di Coppa dei Campioni tra Juve e Liverpool. Fu facile il 16 aprile del 1989 trovare il colpevole: dopo che la sera prima 95 tifosi dei Reds (ancora) avevano perso la vita a Sheffield, nella semifinale tra il Liverpool e il Nottingham Forest, schiacciati e soffocati nella calca, la più grande tragedia dello sport inglese.

NON ANDO' COME ALL'HEYSEL - Il Sun, la stampa britannica tutta, titolarono subito a quattro colonne l'indomani: "Gli ultrà del Liverpool, decisi a entrare a tutti i costi allo stadio, anche se non c'era spazio, hanno perfino rubato i portafogli ai compagni morti sugli spalti, hanno addirittura urinato sui cadaveri". Trascinandosi dietro, in questa frettolosa versione dei fatti, i quotidiani di tutto il mondo. Ma che le cose non fossero andate come a Bruxelles, che le responsabilità del massacro dovessero ricadere sulle forze dell'ordine, sulla mancata sicurezza, sui soccorsi insufficienti era un dubbio che si era insinuato subito nell'opinione pubblica d'Oltremanica. Sicuramente era una certezza per i famigliari dei morti che l'hanno sempre sostenuto.

CAMERON SU HILLSBOROUGH: "DOPPIA INGIUSTIZIA" Cameron: "chiedo scusa due volte": Ora è una verità che ha costretto perfino il premier Cameron a chiedere scusa ai parenti delle vittime. Due volte. "Per l'incapacità di proteggere le vite dei loro cari, l'imperdonabile attesa per arrivare alla verità". Le scuse vengono dopo la pubblicazione di un report indipendente di 395 pagine. La relazione, che potrebbe costituire la base per una nuova inchiesta, ha chiarito che i tifosi del Liverpool "non sono stati la causa del disastro". L'apertura di un cancello del settore Leppings Lane End dello stadio di Hillsborough segnò l'inizio della tragedia. Migliaia di supporter dei Reds, rimasti fuori dall'impianto, cercarono di riversarsi sugli spalti già gremiti. Secondo le inchieste ufficiali, alle 15.15 tutte le 96 vittime erano già decedute. Ora, invece, si scopre che 59 erano ancora vive e anche almeno 41, secondo il report, avrebbero potuto essere salvate se avessero ricevuto soccorsi tempestivi.

EVIDENTI LACUNE OPERATIVE - Il lavoro del Panel accende i riflettori su "evidenti lacune operative" e specifica "in maniera definitiva" che i tifosi del Liverpool "non hanno causato e non hanno contribuito alla morte" delle vittime, come sostenuto a più riprese dalle forze dell'ordine. Si punta il dito, in particolare, verso la polizia del South Yorkshire che avrebbe anche imbeccato alcuni media fornendo versioni parziali e infondate. Le inchieste ufficiali sarebbero state macchiate dalle "modifiche significative" apportate a 164 testimonianze, con l'obiettivo di assolvere agenti e soccorritori da evidenti responsabilità. L'analisi dei documenti, compresi filmati televisivi, ha mostrato che "i pochi isolati episodi di comportamenti aggressivi e di abusi verbali" dei tifosi "erano causati da frustrazione e disperazione. La stragrande maggioranza dei fans sul terreno di gioco cercava di aiutare i soccorritori e portava via morti e feriti". No, nessun hooligan ubriaco e nessuna bestia irresponsabile.

12 settembre 2012

Fonte: Corriere.it

Hillsborough: the Truth

di Paolo Avanti

"Almeno 41 persone potevano essere salvate". Delle tante cose che emergono dal report dedicato alla tragedia di Sheffield (96 tifosi del Liverpool persero la vita prima della semifinale di FA Cup tra Reds e Nottingham Forest il 15 aprile 1989) e reso noto oggi, questa è la più agghiacciante.  Il contenuto del testo di 395 pagine redatto dall’Hillsborough Independent Panel, basato sull’analisi di 450.000 documenti raccolti da 80 diverse organizzazioni, è tale da spingere il premier britannico David Cameron a "chiedere scusa" ai parenti delle vittime per la "doppia ingiustizia: l’incapacità di proteggere le vite dei loro cari e l’imperdonabile attesa per arrivare alla verità. A nome del governo - ha detto il primo ministro alla Camera dei Comuni - e a nome del paese, chiedo scusa per questa doppia ingiustizia a cui non è stato posto rimedio per così tanto tempo". Il report, che potrebbe costituire la base per una nuova inchiesta, ha chiarito che i tifosi del Liverpool "non sono stati la causa del disastro". L’apertura di un cancello del settore Leppings Lane End dello stadio di Hillsborough per velocizzare l’ingresso dei tifosi dei Reds segnò l’inizio della tragedia. Migliaia di supporters entrarono in un settore troppo piccolo per contenerli: 96 persero la vita. Secondo le inchieste ufficiali, alle 15.15 tutte le vittime erano già decedute. Ora, invece, si scopre che 59 erano ancora vive e anche almeno 41, secondo il report, avrebbero potuto essere salvate se avessero ricevuto soccorsi tempestivi. Il lavoro del Panel accende i riflettori su "evidenti lacune operative" e specifica "in maniera definitiva" che i tifosi del Liverpool "non hanno causato e non hanno contribuito alla morte" delle vittime, come sostenuto a più riprese dalle forze dell’ordine. Si punta il dito, in particolare, verso la polizia del South Yorkshire che avrebbe anche imbeccato alcuni media fornendo versioni parziali e infondate. Le inchieste ufficiali sarebbero state macchiate dalle "modifiche significative" apportate a 164 testimonianze, con l’obiettivo di assolvere agenti e soccorritori da evidenti responsabilità. L’analisi dei documenti, compresi filmati televisivi, ha mostrato che "i pochi isolati episodi di comportamenti aggressivi e di abusi verbali" dei tifosi "erano causati da frustrazione disperazione. La stragrande maggioranza dei fans sul terreno di gioco cercava di aiutare i soccorritori e portava via morti e feriti".  Le famiglie dei tifosi deceduti, riunite nella Cattedrale di Liverpool, hanno accolto con un applauso il risultato del lavoro del Panel. "Per quasi un quarto di secolo, le famiglie delle 96 vittime e i sopravvissuti hanno dovuto curare una ferita aperta, in attesa delle risposte alle domande", ha detto James Jones, vescovo di Liverpool.

12 settembre 2012

Fonte: Inthebox.gazzetta.it

Strage di Hillsborough Il governo apre l’archivio

di Stefano Boldrini

LONDRA - Forse dopo 22 anni si potrà davvero conoscere la verità sulla tragedia di Hillsborough, lo stadio di Sheffield dove il 15 aprile 1989 si sarebbe dovuta giocare la semifinale di Coppa d'Inghilterra Liverpool-Nottingham Forest. L’impianto, vecchio, si rivelò inadeguato: la pressione dei tifosi e le scelte sbagliate da parte della polizia, con l’apertura del cancello G, furono la causa della strage in cui morirono 96 tifosi del Liverpool e altre 766 persone rimasero ferite. Documenti di Stato - L’inchiesta di allora, nel segno del governo del premier conservatore Margaret Thatcher, ha lasciato molte ombre: sulla spinta di 22 anni di battaglie legali, sostenute dal comitato delle vittime, e di una mega petizione di 140mila firme, la vicenda è tornata in prima pagina. Il governo presieduto dal conservatore David Cameron ha dato il via libera alla pubblicazione dei documenti di Stato. Il ministro degli Interni, Theresa May, alla Camera dei Comuni ha promesso: "Farò tutto quello che è nelle mie facoltà per assicurare alle famiglie che emerga la verità". L’ex sindaco di Liverpool, il laburista Rotheram, che ha condotto una battaglia politica personale sulla vicenda, ha chiesto a Cameron di "porgere le scuse formali alle famiglie delle vittime e di assicurare che emergano le responsabilità della strage".

19 ottobre 2011

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Vent’anni dopo i 96 morti di Sheffield manca ancora qualcosa: la giustizia

di Federico Pistone

Dopo quella tragedia, impianti britannici messi in sicurezza. Ancora oggi però nessuno ha pagato.

MILANO - Oggi pomeriggio alle tre e sei minuti tutta l'Inghilterra si ferma a intonare "You'll never walk alone". Novantasei tifosi del Liverpool non cammineranno mai da soli. Giusto vent'anni fa morirono schiacciati contro le reti dello stadio di Sheffield, calpestati, sfracellati nel tentativo di trovare una via di fuga dalle gradinate più alte. In 95 persero la vita in pochi minuti, l'ultima nel 1993 dopo quattro anni di coma. La vittima più giovane era Jon-Paul Gilhooley, 10 anni allora, cugino più grande di Steven Gerrard (nato nell’80). L'attuale capitano dei Reds ha convinto Platini e l’Uefa a evitare che il Liverpool scendesse in campo contro il Chelsea, per la Champions League proprio oggi, nel ventennale della memoria. Ancora oggi i tifosi srotolano striscioni e indossano magliette con la scritta: "Justice 96". Perché, ancora oggi, giustizia non è stata fatta per quei martiri. Subito dopo la tragedia il Sun era incorso in uno degli episodi più imbarazzanti della storia del giornalismo britannico. A piena pagina, sotto il titolo "The truth" (la verità) i tifosi furono additati come i veri responsabili della strage, definiti fan ubriachi che avevano selvaggiamente creato il caos, picchiato i soccorritori, urinato sui poliziotti, rubato i portafogli alle persone morte o tramortite a terra. La verità era un’altra e affiorò nel "rapporto Taylor": la responsabilità era da ripartire equamente tra costruttori dello stadio, polizia e addetti alla sicurezza. A Liverpool vennero bruciate migliaia di copie del Sun. Il direttore del tabloid Kelvin McKenzie chiese aiuto a Kenny Dalglish, lo scozzese alfiere del Liverpool. Dalglish gli rispose semplicemente: scrivete che avete detto delle bugie. E McKenzie: questo non posso farlo. Dalglish: allora non chiedermi aiuto. Il giorno dopo il Sun uscì con la scritta a caratteri cubitali in prima pagina: "We lied": abbiamo mentito. Ma ancora nessuno ha pagato. Il 15 aprile 1989 la tragedia: allo stadio Hillsborough c'è la semifinale della FA Cup, la competizione sportiva più antica del mondo. Di fronte Liverpool e Nottingham Forest. Per far fronte al fenomeno hooligan e a 4 anni dall’Heysel (39 morti), l’impianto dello Sheffield Wednesday è diventato una specie di fortino: ingressi angusti per regolare il flusso dei tifosi e pesanti recinzioni tra spalti e campo. Ai supporter del Liverpool viene assegnata la Leppings Lane, il settore a sinistra della tribuna centrale, con sei cancelletti girevoli. Ma a pochi minuti dall’inizio della gara la maggior parte delle persone è ancora in fila. Per sveltire i tempi, la polizia decide di aprire il cancello principale provocando una tracimazione improvvisa di spettatori. Chi già ha preso posto viene travolto dal fiume umano e non ha scampo. La partita comincia lo stesso ma dura sei minuti. Le immagini testimoniano scene di inaudita violenza, con facce di giovani - la maggior parte delle vittime è adolescente - attraversate dalla graticola delle barriere, cumuli di cadaveri scomposti sul terreno coperti miseramente da bandiere e sciarpe, gente che vagola piangendo tra barellieri e agenti disorientati. Da allora tutto è cambiato sui campi inglesi: basta ingressi trappola, posti in piedi e recinzione tra spalti ed erba. Costa cara la civiltà.

15 aprile 2009

Fonte: Il Corriere della Sera

 Nell’89 la tragedia di Sheffield Nuove prove: "Colpa della polizia"

LONDRA - A cinque giorni dall’anniversario della tragedia di Sheffield la posizione ufficiale del Premier Gordon Brown è di "commossa costernazione". Lunedì però il Ministro della giustizia Maria Eagle esce allo scoperto: "Ho nuove prove". Che forse possono inchiodare il corpo di polizia del South Yorkshire. "È stata una cospirazione: sei di loro hanno protetto i responsabili". Il 15 aprile 1989, allo stadio Hillsborough di Sheffield, dove si stava giocando la semifinale di Fa Cup fra Liverpool e Nottingham Forest, David Duckenfield, ufficiale di servizio alla Leppings Lane End, dove erano sistemati i fan dei Reds, avverte i dirigenti federali che alcuni "scalmanati" avevano appena forzato il cancello C. Nello schiacciamento fra tifosi appena entrati e tifosi già all’interno morirono 96 persone.

15 aprile 2009

Fonte: La Repubblica

GRAN BRETAGNA

La tragedia dell'89 allo stadio (96 morti): insorgono i parenti delle vittime

Il poliziotto ha paura ? Risarcitelo

di Fabio Galvano

Strage di Sheffield, scandalo sugli indennizzi.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE LONDRA - È stata, per 14 poliziotti, una pioggia d'oro. Ma mezza Inghilterra insorge per i generosi indennizzi (mediamente 205 milioni ciascuno, anche se in realtà variano da 25 a 480 milioni) che l'Alta Corte di Sheffield ha riconosciuto agli agenti colpiti da stress post-traumatico in seguito al loro coinvolgimento nella tragedia dello stadio di Hillsborough, nel 1989 114 agenti - altri 6 stanno appellandosi contro una sentenza che non aveva riconosciuto loro neppure un soldo - furono fra i soccorritori della folla che cadeva a grappoli dalle gradinate dello stadio, in una semifinale di Coppa d'Inghilterra fra Liverpool e Sheffield Wednesday - troppi tifosi sulle gradinate che fece 96 morti. A sconcertare sono due considerazioni. La prima, senza nulla togliere alla sofferenza psicologica degli agenti e agli incubi che li hanno accompagnati per anni, è che la sentenza di Sheffield apre la porta ad analoghi indennizzi per chiunque, nell'esecuzione del suo lavoro, si trovi davanti a scene traumatizzanti. Dopo i poliziotti allo stadio del disastro, pensiamo agli infermieri di qualsiasi pronto soccorso, agli autisti d'ambulanza, insomma a tutti i servizi di soccorso che sono i candidati primari a orrende scene. Ma perché, allora, escludere un giornalista costretto a testimoniare gli orrori di una guerra ? La seconda, subito impugnata dai parenti delle vittime, è che la giustizia, oltre che cieca, è anche ingiusta. Ecco gli indennizzi agli agenti, ma dove sono quelli per le vittime ? Nello squallido "mercato" dei morti, i minorenni uccisi a Hillsborough erano stati valutati nel 1989 appena 3500 sterline, al cambio d'oggi circa otto milioni e mezzo di lire. Per i maggiorenni neppure un soldo, a meno naturalmente che avessero famiglia, nel qual caso l'indennizzo massimo riconosciuto è stato di 360 milioni. "Chi è impegnato nei servizi d'emergenza - afferma Simon Alien, avvocato degli agenti - non è diverso da chiunque altro, se è soggetto alle orrende scene di una tragedia come Hillsborough. Accetta i rischi del proprio lavoro ma non le tremende conseguenze dell'altrui negligenza". E negligenti, secondo il tribunale, sono stati il comando di polizia, lo Sheffield Wednesday e i tecnici del club. Replica Trevor Hicks, che presiede l'associazione delle famiglie delle vittime: "C'è una sostanziale differenza: che gli agenti hanno scelto di fare i poliziotti, i nostri famigliari non hanno scelto di essere vittime". Sono i due corni del dibattito, dopo la sentenza che ha diviso l'Inghilterra.

5 giugno 1996

Fonte: La Stampa

Nell'89 novantacinque morti nello stadio britannico: ieri lo scandaloso verdetto

Sheffield come Heysel: tutti assolti

I giudici inglesi sulla linea di quelli di Bruxelles. Fu la polizia a ordinare l'apertura dei cancelli.

LONDRA - Delle tragedie negli stadi, dei morti, continuano a non esserci colpevoli. È accaduto, dopo ridicoli processi, per le 39 vittime dell'Heysel la sera del 29 maggio '85 a Bruxelles dove si giocava Juventus-Liverpool finale di Coppa campioni. Ieri a Sheffield al termine di una inchiesta durata ottantacinque giorni, i giudici hanno definito "accidentale" la morte dei 95 tifosi nella terribile ressa dello stadio di Hillsborough in un pomeriggio di sole splendido, sabato 15 aprile 1989, in occasione della semifinale di Coppa d'Inghilterra fra Liverpool e Nottingham Forest, giocata in campo neutro. Ancora i tifosi dei "reds" di Liverpool coinvolti in una crudele bagarre, e molti di essi fra i morti. Nell'aula del tribunale, affollata di parenti e amici delle vittime, un coro di indignate proteste ha accolto l'annuncio della sentenza che scagiona la polizia da ogni responsabilità. Grida "assassini" e "vergogna", molti giovani hanno cercato di lanciarsi sui giudici trattenuti a stento dalla polizia. "Non sono morte solo novantacinque persone nello stadio di Hillsborough, avete ucciso anche le loro famiglie" ha urlato una ragazza, Donna Carlile, sollevando una foto del fratello Paul, allora diciannovenne, uno dei morti. Altre grida: "E' tutto il sistema che puzza". Si ricorda che era stata la polizia a ordinare l'apertura dei cancelli dello stadio, per eliminare il problema di dover bloccare un gruppo di tifosi privi del biglietto che premevano agli ingressi. L'ondata umana che si è così riversata nello stadio si è rovesciata alle spalle delle prime file del parterre, non dando scampo a coloro che seguivano il gioco appoggiati alla rete di protezione. "È stato un macello" ha ammesso ieri uno dei poliziotti arrivato in borghese in tribunale per ascoltare il verdetto. Nell'annunciare il verdetto il coroner Stefan Popper ha dichiarato: "Attenzione, tragedie del genere si ripetano". Come in altre occasioni, prima la violenza (chi vuole entrare a tutti i costi, chi cerca di colpire altri spettatori) quindi il panico. Spesso l'impotenza della forza pubblica. Spessissimo l'imprevidenza degli organizzatori delle manifestazioni. Molti ragazzi di Sheffield vennero calpestati, solo in pochi punti la rete cedette creando qualche punto di salvezza. Sheffield, Heysel, ma anche altre tragedie negli impianti calcistici. Il 10 ottobre '82 a Mosca 340 morti allo stadio Lužniki, nel lontano '64 nello stadio di Lima 320 morti e un migliaio di feriti, l’11 maggio '82 a Bedford l'incendio della tribuna in legno costò la vita a 52 spettatori. E ancora 50 morti allo stadio di Tripoli il 10 marzo 1988, 49 nel '74 al Cairo. Ma la tragedia per la quale è stata più vergognosa l'assoluzione di polizia, Uefa e borgomastro di Bruxelles rimane quella dell'Heysel. Era una finale europea, lo stesso regolamento Uefa impone controlli alla vigilia sui controlli previsti e sulla consistenza delle protezioni. Ed all’Heysel la polizia respinse a manganellate i tifosi che cercavano scampo sul terreno. (r. s.)

29 marzo 1991

Fonte: La Stampa

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