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Giornata
nazionale dell'Heysel: cosa prevede
la Legge 101
del 2026 e cosa cambia dal 29 maggio
Il
Parlamento ha approvato la Legge n. 101 dell'8
giugno 2026 che istituisce ufficialmente la
Giornata nazionale in memoria delle vittime
della strage dello stadio Heysel di Bruxelles,
una ricorrenza dedicata al ricordo di una delle
tragedie più drammatiche della storia dello
sport europeo. La legge è stata pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 137 del 16 giugno 2026.
L'obiettivo non è soltanto commemorare le
vittime, ma anche trasmettere alle nuove
generazioni i valori della non violenza, del
rispetto delle regole e della convivenza civile
attraverso lo sport.
COS'È
ACCADUTO ALLO STADIO HEYSEL - Il
29 maggio 1985 si disputava a Bruxelles la
finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e
Liverpool. Poco prima dell'inizio della partita
si verificarono gravi disordini sugli spalti. La
pressione della folla provocò il crollo di un
muro di contenimento e causò la morte di 39
persone e il ferimento di centinaia di tifosi.
La tragedia segnò profondamente il mondo dello
sport e rappresenta ancora oggi uno dei più
gravi episodi di violenza legati a una
manifestazione sportiva.
COSA PREVEDE
LA NUOVA LEGGE - La Legge n. 101
del 2026 stabilisce che il 29 maggio di ogni
anno venga celebrata la Giornata nazionale in
memoria delle vittime della strage dell'Heysel.
La ricorrenza ha lo scopo di: ricordare le
vittime; promuovere la cultura della sicurezza
negli eventi sportivi; contrastare la violenza
negli stadi; diffondere i valori educativi dello
sport; favorire il rispetto tra tifoserie e
comunità sportive.
NON SARÀ UNA
FESTIVITÀ NAZIONALE - Uno degli
aspetti più importanti della legge è che la
nuova giornata commemorativa non produce gli
effetti civili delle festività nazionali. In
termini pratici significa che: non sarà un
giorno festivo; non verranno chiusi uffici
pubblici; le scuole resteranno aperte; non sono
previste giornate di riposo aggiuntive per i
lavoratori.
SPIEGAZIONE
DEL TERMINE TECNICO (Effetti civili delle
festività) - Si tratta delle
conseguenze giuridiche che accompagnano le
festività nazionali riconosciute dallo Stato. Ad
esempio, il 25 aprile o il 2 giugno comportano
particolari effetti sul lavoro,
sull'organizzazione degli uffici pubblici e
sulle attività scolastiche. Nel caso della
Giornata dell'Heysel questi effetti non si
applicano.
CHI POTRÀ
ORGANIZZARE INIZIATIVE - La
legge prevede che numerosi soggetti possano
promuovere attività commemorative e culturali.
Tra questi: amministrazioni pubbliche; scuole di
ogni ordine e grado; università; enti pubblici e
privati; associazioni sportive; società
sportive; circoli culturali; Federazione
Italiana Giuoco Calcio. Le iniziative potranno
essere organizzate su tutto il territorio
nazionale.
IL RUOLO
DELLE SCUOLE - Le scuole avranno
un ruolo centrale. La norma incoraggia attività
finalizzate alla conoscenza della tragedia e
alla diffusione dei principi dello sport come
strumento educativo. Potranno essere
organizzati: incontri con esperti; lezioni
dedicate; proiezioni documentarie; dibattiti;
progetti educativi sulla sicurezza e sul fair
play.
IL
COINVOLGIMENTO DELLA RAI - La
legge prevede inoltre che la concessionaria del
servizio pubblico radiotelevisivo possa dedicare
spazi specifici alla memoria delle vittime
dell'Heysel. Questo consentirà la realizzazione
di: documentari; approfondimenti storici;
programmi speciali; testimonianze dei familiari
e dei sopravvissuti.
PERCHÉ
QUESTA LEGGE HA UN VALORE CIVILE -
La norma non introduce obblighi economici né
nuovi costi per lo Stato. Il suo significato è
soprattutto culturale. Lo Stato riconosce
ufficialmente che la memoria dell'Heysel
rappresenta un patrimonio collettivo da
preservare e trasmettere. La legge trasforma una
tragedia sportiva in un momento di riflessione
nazionale sui temi della responsabilità, della
sicurezza e della convivenza civile.
COSA CAMBIA
PER I CITTADINI - Per il
cittadino comune non vi saranno nuovi
adempimenti o obblighi. Tuttavia, ogni anno il
29 maggio potranno essere organizzate: cerimonie
commemorative; eventi sportivi dedicati;
iniziative educative; attività nelle scuole;
campagne informative. L'effetto concreto sarà
soprattutto culturale e formativo.
UN MESSAGGIO
CHE VA OLTRE IL CALCIO - Sebbene
la tragedia sia legata al mondo del calcio, il
messaggio della legge riguarda tutti. La norma
richiama l'importanza del rispetto delle
persone, della gestione della sicurezza negli
eventi pubblici e della lotta contro ogni forma
di violenza collettiva. In questo senso la
Giornata dell'Heysel diventa uno strumento di
educazione civica che supera i confini dello
sport.
PARAGONE
SEMPLICE PER CAPIRE LA NORMA -
Immaginiamo un comune che decide di dedicare
ogni anno una giornata al ricordo di un evento
che ha segnato profondamente la propria
comunità. Non si tratta di una festa, ma di un
momento per fermarsi, ricordare e insegnare alle
nuove generazioni cosa è accaduto affinché non
si ripeta. La Giornata nazionale dell'Heysel
funziona esattamente così: non aggiunge un
giorno di vacanza, ma crea un'occasione
ufficiale per ricordare una tragedia e
trasformarla in una lezione di civiltà per il
futuro.
Fonte:
Ticronometro.com © 16 giugno 2026 (Testo ©
Banner)
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COMUNICATO STAMPA
ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME HEYSEL 29.05.2026
Heysel, il 29 maggio
diventa Giornata nazionale della memoria
L’Associazione fra i
familiari delle vittime: "Un passaggio storico. La
memoria delle 39 vittime diventa patrimonio civile
dell’intero Paese".
Il
29 maggio non sarà più soltanto una data custodita dal
dolore dei familiari, dalla memoria dei sopravvissuti e
dalla coscienza di chi non ha mai voluto dimenticare. Da
oggi diventa ufficialmente Giornata nazionale in memoria
delle vittime dell’Heysel. Dopo l’approvazione della
Camera, anche il Senato ha dato il via libera definitivo
alla legge promossa dall’onorevole Fabrizio Comba, primo
firmatario della norma. Un atto istituzionale che
riconosce finalmente la strage di Bruxelles come una
ferita nazionale, non confinata alla storia del calcio
né all’appartenenza di tifo, ma iscritta nella memoria
civile dell’Italia. "Si tratta di un passaggio storico e
di grande valore istituzionale e civile per il nostro
Paese", dichiara Andrea Lorentini, presidente
dell’Associazione fra i familiari delle vittime
dell’Heysel. "A nome dell’Associazione desidero
esprimere un ringraziamento sentito all’onorevole Comba
e a tutti i parlamentari che hanno condiviso e sostenuto
questo percorso legislativo. Da anni chiedevamo alle
istituzioni di farsi carico di questa iniziativa che
come familiari abbiamo più volte sollecitato e
accompagnato".
Il
29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, persero
la vita 39 persone, di cui 32 italiane. Erano partite
per assistere a una finale di Coppa dei Campioni e non
tornarono più a casa. Per troppo tempo quella tragedia è
rimasta sospesa tra rimozione, strumentalizzazione e
memoria privata. Una ferita spesso ricordata solo dentro
il perimetro del tifo, quando invece appartiene alla
storia collettiva del Paese. "L’istituzione della
Giornata nazionale riconosce finalmente, in maniera
ufficiale, la memoria delle 39 vittime come una memoria
collettiva e condivisa dall’intera nazione", prosegue Lorentini.
"È un atto dovuto verso chi ha perso la vita,
verso le loro famiglie e verso una comunità che per 41
anni ha chiesto rispetto, verità, dignità. La memoria
dell’Heysel deve andare oltre le maglie, oltre le
bandiere, oltre ogni appartenenza sportiva. È memoria
civile. Ed è proprio per questo che non può più essere
vilipesa, banalizzata o usata come insulto".
Per
l’Associazione, la legge rappresenta un punto di arrivo
ma anche un nuovo inizio. La Giornata nazionale dovrà
diventare occasione concreta di educazione, riflessione
e responsabilità pubblica. "Il nostro impegno civico si
rafforza ancora di più", conclude Lorentini. "Questa
legge non ha soltanto un significato commemorativo. Deve
diventare uno strumento di educazione civico-sportiva,
capace di promuovere nelle istituzioni, nelle scuole,
nelle università e nelle associazioni sportive momenti
di approfondimento e progetti dedicati a uno sport sano,
a un tifo corretto, a una cultura del rispetto.
Ricordare l’Heysel significa impedire che il dolore
venga dimenticato. Ma significa anche lavorare perché
nessuno stadio, nessuna curva, nessuna competizione
sportiva possano più diventare luoghi di odio, violenza
e disumanità". Con questa legge, il 29 maggio entra nel
calendario civile della Repubblica. E con esso entrano,
finalmente, i nomi, le storie e le vite delle vittime
dell’Heysel nella memoria condivisa dell’Italia.
Fonte: Associazione
Familiari Vittime Heysel © 28 maggio 2026
Fotografia: GETTY
IMAGES © (Not for Commercial Use)
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AREZZOAREZZO
Heysel, il prof di
Giusy Conti: "Mi chiese di essere interrogata, doveva
andare a quella partita".
Commosso ricordo al
Liceo Classico
di Alessandro
Cherubini
Cerimonia nella scuola della giovane vittima
nella strage prima di Juventus-Liverpool. Il libro La
Ragazza dai Pantaloni verdi, l'aula, i giovani.
"Giusy
venne da me e mi chiese: professore mi può interrogare
che nei prossimi giorni devo andare via a vedere la
partita Juventus - Liverpool". Ricordi di insegnanti e
compagni di classe, commozione e omaggio al Liceo
Classico e Musicale Francesco Petrarca di Arezzo, dove
sabato 7 febbraio si è tenuta una semplice ma intensa
cerimonia in memoria di Giuseppina Conti. Una delle 39
vittime dell’Heysel, il 29 maggio 1985 a Bruxelles
quando la furia cieca degli hooligans inglesi che
attaccarono gli spettatori juventini nella curva Z
provocò una carneficina. Due gli aretini che persero la
vita, Giusy e il giovane medico Roberto Lorentini,
travolto mentre soccorreva un bambino. La studentessa di
Rigutino aveva 17 anni e rimase anche lei schiacciata
nel settore maledetto. L’istituto scolastico che
frequentava con profitto, la seconda liceo (il quarto
anno per intendersi) fin da subito le dedicò l’aula dove
ogni mattina seguiva le lezioni con gli studenti. Sulla
parete c'è una targa. Il professore di scienze e chimica
Salvatore Renato Minici ha ricordato la ragazza
diligente e coscienziosa che in attesa di quel grande
evento sportivo, la finale della Coppa dei Campioni,
voleva essere a posto con le interrogazioni di fine anno
scolastico: prima il dovere e poi il piacere. Le
compagne hanno sottolineato il carattere altruista,
luminoso e candido di Giusy. La passione sportiva e
l’entusiasmo con il quale uscì dall’aula: "Ciao ragazzi
torno con la Coppa". Alla cerimonia al liceo, c’era
anche Claudio Santori, il professore di greco di allora
e vice preside che le firmò la giustificazione per
l’uscita anticipata il giorno prima.
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La
preside Lisa Sacchini ha fatto gli onori di casa
annunciando l’incontro con gli studenti che ci sarà
martedì 10 febbraio nella Sala Vasariana con i giovani
di oggi che scopriranno la ragazza, la sua storia, ora
svelata in un libro, il suo messaggio positivo che
scaturisce dalla sua pur breve vita. Con lei la
professoressa Elena Saletti che ha curato l’iniziativa.
Commossi alla cerimonia il babbo di Giusy, Antonio
Conti, al quale l’istituto scolastico ha consegnato un
mazzo di fiori, e il fratello Francesco. Toccante
l’ingresso nell’aula di Giusy con all’esterno la targa:
oggi ci studiano ragazzi della sua età, del musicale e
uno di loro ha suonato un brano di grande impatto. Alla
cerimonia, anche i rappresentanti degli studenti che
hanno seguito con partecipazione, raccogliendo il
testimone, come una fiamma olimpica, consegnato loro da
Giusy. La Ragazza dai Pantaloni verdi - Giusy, la Juve,
l'Heysel è il libro su Giusy Conti, scritto da Luca
Serafini - presente alla cerimonia e che sarà
all’incontro con le classi del 10 febbraio: una copia è
stata consegnata al Liceo Classico, dove Giusy è tornata
idealmente dopo esserne uscita piena di gioia e di vita
e non è più tornata. Un fiore è stato deposto nell'aula
dove costruiva il suo futuro dando il meglio di sé e
dove ha lasciato un prezioso bagaglio di ricordi in chi
l'ha conosciuta. Riscoperta dopo 40 anni Giusy, ragazza
degli anni Ottanta, è testimone di un’esistenza pulita,
consapevole, ricca di valori. Vittima di violenza e
mancanza di rispetto da un lato, e di colpevole
disorganizzazione dall’altro: due mali difficili da
estirpare come l’attualità purtroppo ricorda.
Fonte: Corrierediarezzo.it
© 8 febbraio 2026
Video: Teletruria ©
Fotografia: Elisa Ferrari ©
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