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Il commovente ricordo
in una struggente testimonianza inviata
a Saladellamemoriaheysel.it da Todi
UN AMICO PERDUTO:
FRANCO MARTELLI !
di Roberto Caporali
Chiedo
per prima cosa scusa ai familiari delle vittime di quel
maledetto giorno per non aver scritto prima, per non
aver fatto conoscere anni prima a tutti la mia
testimonianza, il mio legame con una di quelle 39
persone che persero la vita in quello Stadio. FRANCO
MARTELLI aveva 22 anni, a novembre ne avrebbe compiuti
23. Era di Todi (PG), Umbro come me. Ancora oggi nella
cittadina di Todi lo Stadio Comunale e lo Juventus Club
sono intitolati a Lui. La nostra vicenda inizia negli
anni 70. La madre di Franco era la mia maestra in 1° e
2° Elementare e si chiamava BEATRICE. A volte portava a
scuola suo figlio che Lei chiamava "Franchino" e Lui
distraeva la mia classe in quanto faceva delle boccacce,
dei versi, ci faceva ridere e non seguivamo le
spiegazioni della Maestra ! Allora abitavo nel paese di
PANTALLA che allora era la Frazione più importante e più
popolata del territorio comunale di Todi. Tutto sarebbe
finito lì se dopo la 3° Media avessi deciso, come alcuni
miei compagni, di proseguire gli studi in altre città
(come PERUGIA) anziché a Todi. Era normale studiare in
uno degli Istituti Superiori (Licei, ecc.) presenti nel
nostro capoluogo comunale. E per fortuna feci questa
scelta ! Siccome la famiglia MARTELLI risiedeva a Todi
ebbi l'occasione di rivedere Franco in quegli anni. Tra
noi nacque un rapporto di amicizia e scoprimmo di avere
delle cose in comune tra cui la passione per la JUVENTUS
! Avendo 2 anni più di me si diplomò (Liceo Scientifico)
prima di me e pertanto iniziammo a perdere contatto tra
noi, poiché a quei tempi non esistevano Internet,
Cellulari, Social Media ecc...
 Non
sapevo che era andato a Bruxelles a vedere quella
maledetta partita ! Pochi giorni dopo quella tragedia mi
trovavo a Firenze per lavoro col mio babbo ed appresi
della Sua morte leggendo nel quotidiano locale (La
Nazione) l'elenco delle vittime riconosciute ! Quando
lessi: "MARTELLI FRANCO - ANNI 22 - TODI (PG)" … Mi misi
a piangere !! Né il babbo, né le altre persone presenti
(per motivi di lavoro) riuscirono a farmi smettere.
Ricordo ancora oggi il GRANDE dolore che provai. Fu una
situazione imprevista, che mi colse del tutto
impreparato. Ma al dolore seguì poi la rabbia. Tanta
rabbia ! Perchè alcuni giorni dopo io e il babbo
tornammo a Firenze per lavoro e nel muro di un palazzo
di una via di quella città vidi la scritta: "39
Juventini di meno". Con il cuore ancora gonfio di dolore
fu come ricevere una bastonata... E' da allora - 1985 -
che provo grande antipatia per la squadra della
Fiorentina e per tutti i suoi tifosi !! Sebbene abbia
oggi rapporti di amicizia con qualcuno di essi, detesto
questa società/squadra e tifoseria. Non uso la parola
"odio" per vari motivi, ma la mia profonda antipatia
resta. Stessa cosa per società/squadra e tifoseria del
Liverpool !! Mio padre capisce tutto questo, visto che
era presente… Nei mesi/anni successivi decisi di trovare
un modo per ricordarlo e alla fine lo trovai: mettere il
Suo nome al mio 1° figlio ! Allora ero fidanzato con
colei che oggi è mia moglie. Lei accettò la mia
proposta. Alcuni anni dopo esserci sposati, nel 1993
rimase incinta. Quando pero apprendemmo che si trattava
di una femmina riflettei sul nome. E mi venne l'idea di
attribuirle il nome della Maestra ! Anche stavolta mia
moglie fu d' accordo. Pertanto in questo modo io ricordo
la Maestra e l'Amico !!! Da allora - 1993 - vedendo
crescere la nostra BEATRICE io tutti i giorni ricordo
entrambi ! In quegli anni mi restava una sola cosa da
fare: comunicare questo alla Maestra che allora era
ancora viva ! Aveva a Todi un negozio di Stoffe e
accessori (Bottoni, ecc.) e io ci passavo davanti ogni
tanto, perché mi recavo in quella cittadina spesso per
lavoro. Mi ripromettevo di entrare prima o poi nel
negozio e dirglielo. Chissà quanto Le avrebbe fatto
piacere ! Invece fui un imbecille, un cretino, perché
rimanda oggi e rimanda domani... Fu troppo tardi !
Quando appresi che era domiciliata in una Casa di
Riposo, non feci in tempo a dire a me stesso "dai che
sono ancora in tempo e adesso glielo dico" che mi fu
riferito che aveva perso cognizione del presente, non
riconosceva le persone… Per cui non mi avrebbe capito e
sarebbe stato inutile. Vivo ancora oggi con questo
rammarico, con questo rimorso, con questo rimpianto !
Cercai
di rimediare scrivendo in una lettera indirizzata al
fratello di "Franchino" ancora vivo, tutta questa
vicenda. Però era/è un tipo strano, visto che non fece
entrare a casa sua una persona che doveva semplicemente
consegnargli questa lettera. Quindi ancora oggi non sono
riuscito a farla avere a qualche familiare. Due anni fa
ho organizzato una rimpatriata con i compagni di scuola
delle Elementari e Medie di Pantalla. In una domenica a
pranzo in un ristorante ci siamo ritrovati e raccontai a
tutti questa storia. Per decenni non l'avevo raccontata
a nessuno. Solo mia moglie sapeva. Essi ricordavano come
me gli "interventi" di FRANCO e le interruzioni delle
lezioni... Faccio lo stesso con i compagni di scuola
delle Superiori, con i quali mi sono diplomato a Todi.
Ebbene in una di queste rimpatriate scoprii che due di
essi conoscevano la famiglia MARTELLI, uno dei due ha
rapporti di parentela e aveva frequentato FRANCO più di
me. Da entrambi appresi cose che non sapevo. In
particolare i genitori dell'altro quando andarono nei
giorni seguenti alla tragedia a casa MARTELLI per
confortare la madre/Maestra, raccontarono che era Lei a
far coraggio ai presenti !! Che grande forza d'animo
aveva ! E QUESTO AUMENTA IL MIO DISPIACERE, IL MIO
RIMPIANTO… Tutti gli anni cerco di non dimenticare di
scrivere nel gruppo Whatsapp dello Juventus Club la
ricorrenza di questa tragedia, per fare in modo che i
giovani sappiano, ricordino, e che possano approfondire
la conoscenza di questa vicenda. Un signore che ne fa
parte, anni fa mi disse che nella sua classe aveva una
compagna che era la fidanzata di FRANCO... Ancora oggi
sono Fiero e Orgoglioso di aver trovato questo modo per
ricordare FRANCO e Sua madre. Sono e saranno per sempre
nel mio Cuore !! Roberto Caporali
Fonte:
Saladellamemoriaheysel.it
©
26 luglio 2026
Fotografie:
Roberto
Caporali
© Famiglia Martelli
©
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Heysel, alla Camera
dei Deputati la presentazione
della Giornata
Nazionale della Memoria delle 39 Vittime
La
Sala della Regina della Camera dei Deputati ha ospitato
oggi un incontro dedicato alla presentazione della
Giornata nazionale della memoria delle vittime della
strage dello stadio Heysel di Bruxelles, istituita dalla
Legge 101 dell’8 giugno 2026, pubblicata in Gazzetta
Ufficiale il 16 giugno scorso ed entrata in vigore il 1°
luglio. L'iniziativa, promossa dall'On. Fabrizio Comba,
primo firmatario della legge, ha rappresentato un
importante momento di confronto e riflessione sul
significato del provvedimento che ha introdotto nel
calendario civile italiano una giornata dedicata al
ricordo delle 39 vittime della tragedia, da celebrarsi
ogni anno il 29 maggio. All'incontro sono intervenuti il
Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il
Presidente di Juventus Gianluca Ferrero, il Chief Club
Affairs Officer Giorgio Chiellini, il Fan Ambassador
bianconero Sergio Brio, presente in campo quella sera,
Emilio Targia, autore del libro Quella notte all'Heysel
e il Presidente dell'Associazione Vittime Heysel Andrea
Lorentini. L'istituzione della Giornata nazionale della
memoria delle 39 vittime rappresenta un riconoscimento
di grande valore storico e civile, che affida alle
istituzioni e alle future generazioni il compito di
custodire e tramandare il ricordo di una delle pagine
più dolorose della storia dello sport europeo. La
tragedia dell'Heysel rappresenta per la Juventus una
ferita profonda della propria storia e una
responsabilità che si rinnova nel tempo attraverso
l'impegno a conservarne la memoria.
Il
Presidente Gianluca Ferrero ha così commentato:
"L’Heysel è una tragedia che appartiene non solo alla
Juventus, ma all’intero mondo dello sport. Oggi questa
legge va nella direzione della memoria è importante,
perché il dolore è ancora attuale. Il Club ha assunto
due impegni fondamentali: da un lato, ricordare sempre e
non dimenticare mai, in tutte le sue sedi; dall’altro,
fare in modo che una tragedia simile non accada più,
anche attraverso l’investimento in una struttura come
l’Allianz Stadium, tra le più sicure in Italia". Giorgio
Chiellini, Chief Club Affairs Officer, ha aggiunto: "È
un giorno importante non solo per ricordare, ma anche
come monito per il futuro. Lo sport deve essere emozione
e dobbiamo lavorare affinché il calcio diventi un luogo
sicuro per le famiglie, un momento di gioia per adulti e
bambini, promuovendo la cultura della non violenza. Come
Juventus, il primo passo è stato dotarsi di un
autoregolamento che vieti l’ingresso a chi non rispetta
i valori del Club, con l’obiettivo di trasmettere
rispetto e tolleranza alle future generazioni". Sergio
Brio, sceso in campo quella notte, ha sottolineato: "Il
ricordo è un dovere morale che la società ha sempre
considerato un valore fondamentale, perseguito
attraverso una presenza costante nel tempo". I progressi
compiuti sul fronte della sicurezza degli stadi e degli
eventi sportivi confermano l'importanza di continuare a
riflettere sulle conseguenze di quella tragedia. Proprio
per questo, la nuova Giornata nazionale della memoria
delle vittime della strage dello stadio Heysel di
Bruxelles rappresenta un passo fondamentale per
preservarne il ricordo e rafforzare una cultura dello
sport che metta sempre al centro la passione, la
sicurezza e la tutela della persona.
Fonte:
Juventus.com © 21 luglio 2026
Video: Radioradicale.it ©
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Uomini o bestie:
incatenati alla Memoria
di Domenico Laudadio
Le stridenti
contraddizioni di una sentita giornata di commemorazione
nello stadio 41 anni fa teatro della strage più assurda
quanto annunciata del calcio europeo.
Marco
Catena è un tifoso del Liverpool che in occasione del
recente anniversario della strage è ritornato
personalmente allo stadio Heysel di Bruxelles (oggi
ricostruito e ribattezzato "Stadio Re Baldovino") per
rendere omaggio alle 39 vittime, pubblicando alcune
immagini e messaggi di commemorazione. E’ entrato con un
po’ di soggezione nella struttura aperta eccezionalmente
dal Borgomastro per ospitare quanti volessero
commemorare l’anniversario della strage datata 29 maggio
1985. Proprio dove un gruppo storico della tifoseria
bianconera (I DRUGHI) esponeva con orgoglio lo
striscione "REDS ANIMALS" in prossimità del luogo dove
41 anni prima si sperperò la vita di 39 innocenti.
L’odio viscerale dei gruppi organizzati del tifo
juventino verso i tifosi del Liverpool, nonostante tutto
il tempo trascorso e i vari luoghi di memoria
accompagnati da significativi gesti di vicinanza del
Club britannico ai familiari delle vittime e al Club
torinese, non sembra esaurirsi mai. Arde in petto nel
cuore di quella Curva Sud alla pari, quasi fosse il
naturale risvolto, dell’Amore per quei 39 caduti sempre
nel cuore, ricordati al trentanovesimo minuto di ogni
partita disputata a Torino dalla Juventus. L’uomo che
avanza con i fiori e una sciarpa dei Reds, ciò
nonostante, viene applaudito e accolto dai tifosi
italiani e belgi presenti. Si scattano le foto, qualche
selfie per immortalare qualcosa che sembra un’anomalia,
ma non può e non dovrà esserlo, perché la Memoria
dell’Heysel non può circondarsi di steccati geografici,
né appartenere ad alcuno, magari a caste o ad una élite
dagli interessi più o meno subdoli e privati.
Fonte:
Saladellamemoriaheysel.it © 13 luglio
2026
Fotografie:
Marco Catena ©
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Giornata
nazionale dell'Heysel: cosa prevede
la Legge 101
del 2026 e cosa cambia dal 29 maggio
Il
Parlamento ha approvato la Legge n. 101 dell'8
giugno 2026 che istituisce ufficialmente la
Giornata nazionale in memoria delle vittime
della strage dello stadio Heysel di Bruxelles,
una ricorrenza dedicata al ricordo di una delle
tragedie più drammatiche della storia dello
sport europeo. La legge è stata pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 137 del 16 giugno 2026.
L'obiettivo non è soltanto commemorare le
vittime, ma anche trasmettere alle nuove
generazioni i valori della non violenza, del
rispetto delle regole e della convivenza civile
attraverso lo sport.
COS'È
ACCADUTO ALLO STADIO HEYSEL - Il
29 maggio 1985 si disputava a Bruxelles la
finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e
Liverpool. Poco prima dell'inizio della partita
si verificarono gravi disordini sugli spalti. La
pressione della folla provocò il crollo di un
muro di contenimento e causò la morte di 39
persone e il ferimento di centinaia di tifosi.
La tragedia segnò profondamente il mondo dello
sport e rappresenta ancora oggi uno dei più
gravi episodi di violenza legati a una
manifestazione sportiva.
COSA PREVEDE
LA NUOVA LEGGE - La Legge n. 101
del 2026 stabilisce che il 29 maggio di ogni
anno venga celebrata la Giornata nazionale in
memoria delle vittime della strage dell'Heysel.
La ricorrenza ha lo scopo di: ricordare le
vittime; promuovere la cultura della sicurezza
negli eventi sportivi; contrastare la violenza
negli stadi; diffondere i valori educativi dello
sport; favorire il rispetto tra tifoserie e
comunità sportive.
NON SARÀ UNA
FESTIVITÀ NAZIONALE - Uno degli
aspetti più importanti della legge è che la
nuova giornata commemorativa non produce gli
effetti civili delle festività nazionali. In
termini pratici significa che: non sarà un
giorno festivo; non verranno chiusi uffici
pubblici; le scuole resteranno aperte; non sono
previste giornate di riposo aggiuntive per i
lavoratori.
SPIEGAZIONE
DEL TERMINE TECNICO (Effetti civili delle
festività) - Si tratta delle
conseguenze giuridiche che accompagnano le
festività nazionali riconosciute dallo Stato. Ad
esempio, il 25 aprile o il 2 giugno comportano
particolari effetti sul lavoro,
sull'organizzazione degli uffici pubblici e
sulle attività scolastiche. Nel caso della
Giornata dell'Heysel questi effetti non si
applicano.
CHI POTRÀ
ORGANIZZARE INIZIATIVE - La
legge prevede che numerosi soggetti possano
promuovere attività commemorative e culturali.
Tra questi: amministrazioni pubbliche; scuole di
ogni ordine e grado; università; enti pubblici e
privati; associazioni sportive; società
sportive; circoli culturali; Federazione
Italiana Giuoco Calcio. Le iniziative potranno
essere organizzate su tutto il territorio
nazionale.
IL RUOLO
DELLE SCUOLE - Le scuole avranno
un ruolo centrale. La norma incoraggia attività
finalizzate alla conoscenza della tragedia e
alla diffusione dei principi dello sport come
strumento educativo. Potranno essere
organizzati: incontri con esperti; lezioni
dedicate; proiezioni documentarie; dibattiti;
progetti educativi sulla sicurezza e sul fair
play.
IL
COINVOLGIMENTO DELLA RAI - La
legge prevede inoltre che la concessionaria del
servizio pubblico radiotelevisivo possa dedicare
spazi specifici alla memoria delle vittime
dell'Heysel. Questo consentirà la realizzazione
di: documentari; approfondimenti storici;
programmi speciali; testimonianze dei familiari
e dei sopravvissuti.
PERCHÉ
QUESTA LEGGE HA UN VALORE CIVILE -
La norma non introduce obblighi economici né
nuovi costi per lo Stato. Il suo significato è
soprattutto culturale. Lo Stato riconosce
ufficialmente che la memoria dell'Heysel
rappresenta un patrimonio collettivo da
preservare e trasmettere. La legge trasforma una
tragedia sportiva in un momento di riflessione
nazionale sui temi della responsabilità, della
sicurezza e della convivenza civile.
COSA CAMBIA
PER I CITTADINI - Per il
cittadino comune non vi saranno nuovi
adempimenti o obblighi. Tuttavia, ogni anno il
29 maggio potranno essere organizzate: cerimonie
commemorative; eventi sportivi dedicati;
iniziative educative; attività nelle scuole;
campagne informative. L'effetto concreto sarà
soprattutto culturale e formativo.
UN MESSAGGIO
CHE VA OLTRE IL CALCIO - Sebbene
la tragedia sia legata al mondo del calcio, il
messaggio della legge riguarda tutti. La norma
richiama l'importanza del rispetto delle
persone, della gestione della sicurezza negli
eventi pubblici e della lotta contro ogni forma
di violenza collettiva. In questo senso la
Giornata dell'Heysel diventa uno strumento di
educazione civica che supera i confini dello
sport.
PARAGONE
SEMPLICE PER CAPIRE LA NORMA -
Immaginiamo un comune che decide di dedicare
ogni anno una giornata al ricordo di un evento
che ha segnato profondamente la propria
comunità. Non si tratta di una festa, ma di un
momento per fermarsi, ricordare e insegnare alle
nuove generazioni cosa è accaduto affinché non
si ripeta. La Giornata nazionale dell'Heysel
funziona esattamente così: non aggiunge un
giorno di vacanza, ma crea un'occasione
ufficiale per ricordare una tragedia e
trasformarla in una lezione di civiltà per il
futuro.
Fonte:
Ticronometro.com © 16 giugno 2026 (Testo ©
Banner)
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COMUNICATO STAMPA
ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME HEYSEL 29.05.2026
Heysel, il 29 maggio
diventa Giornata nazionale della memoria
L’Associazione fra i
familiari delle vittime: "Un passaggio storico. La
memoria delle 39 vittime diventa patrimonio civile
dell’intero Paese".
Il
29 maggio non sarà più soltanto una data custodita dal
dolore dei familiari, dalla memoria dei sopravvissuti e
dalla coscienza di chi non ha mai voluto dimenticare. Da
oggi diventa ufficialmente Giornata nazionale in memoria
delle vittime dell’Heysel. Dopo l’approvazione della
Camera, anche il Senato ha dato il via libera definitivo
alla legge promossa dall’onorevole Fabrizio Comba, primo
firmatario della norma. Un atto istituzionale che
riconosce finalmente la strage di Bruxelles come una
ferita nazionale, non confinata alla storia del calcio
né all’appartenenza di tifo, ma iscritta nella memoria
civile dell’Italia. "Si tratta di un passaggio storico e
di grande valore istituzionale e civile per il nostro
Paese", dichiara Andrea Lorentini, presidente
dell’Associazione fra i familiari delle vittime
dell’Heysel. "A nome dell’Associazione desidero
esprimere un ringraziamento sentito all’onorevole Comba
e a tutti i parlamentari che hanno condiviso e sostenuto
questo percorso legislativo. Da anni chiedevamo alle
istituzioni di farsi carico di questa iniziativa che
come familiari abbiamo più volte sollecitato e
accompagnato".
Il
29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, persero
la vita 39 persone, di cui 32 italiane. Erano partite
per assistere a una finale di Coppa dei Campioni e non
tornarono più a casa. Per troppo tempo quella tragedia è
rimasta sospesa tra rimozione, strumentalizzazione e
memoria privata. Una ferita spesso ricordata solo dentro
il perimetro del tifo, quando invece appartiene alla
storia collettiva del Paese. "L’istituzione della
Giornata nazionale riconosce finalmente, in maniera
ufficiale, la memoria delle 39 vittime come una memoria
collettiva e condivisa dall’intera nazione", prosegue Lorentini.
"È un atto dovuto verso chi ha perso la vita,
verso le loro famiglie e verso una comunità che per 41
anni ha chiesto rispetto, verità, dignità. La memoria
dell’Heysel deve andare oltre le maglie, oltre le
bandiere, oltre ogni appartenenza sportiva. È memoria
civile. Ed è proprio per questo che non può più essere
vilipesa, banalizzata o usata come insulto".
Per
l’Associazione, la legge rappresenta un punto di arrivo
ma anche un nuovo inizio. La Giornata nazionale dovrà
diventare occasione concreta di educazione, riflessione
e responsabilità pubblica. "Il nostro impegno civico si
rafforza ancora di più", conclude Lorentini. "Questa
legge non ha soltanto un significato commemorativo. Deve
diventare uno strumento di educazione civico-sportiva,
capace di promuovere nelle istituzioni, nelle scuole,
nelle università e nelle associazioni sportive momenti
di approfondimento e progetti dedicati a uno sport sano,
a un tifo corretto, a una cultura del rispetto.
Ricordare l’Heysel significa impedire che il dolore
venga dimenticato. Ma significa anche lavorare perché
nessuno stadio, nessuna curva, nessuna competizione
sportiva possano più diventare luoghi di odio, violenza
e disumanità". Con questa legge, il 29 maggio entra nel
calendario civile della Repubblica. E con esso entrano,
finalmente, i nomi, le storie e le vite delle vittime
dell’Heysel nella memoria condivisa dell’Italia.
Fonte: Associazione
Familiari Vittime Heysel © 28 maggio 2026
Fotografia: GETTY
IMAGES © (Not for Commercial Use)
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