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MONTE S.SAVINO 28-05-2025
www.saladellamemoriaheysel.it   Sala della Memoria Heysel   Museo Virtuale Multimediale
Cerimonia Monte San Savino (AR) 28.05.2025
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Teatro "Verdi"
40° Anniversario Strage Stadio Heysel Bruxelles
"Heysel 1985 – 2025 40 anni
Oltre il ricordo, la conoscenza e la consapevolezza"
Evento di Commemorazione con Luigi Alberti e Lino Rossi
Patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Monte San Savino (AR)
Con la Partecipazione dell'Associazione Familiari Vittime Heysel
Francesco Caremani Francesco Conti Luca Serafini
 

29 maggio 1985 - 29 maggio 2025

Quarant’anni dalla Strage dell’Heysel

SENZA MEMORIA NON C’È FUTURO

NEL NOME E NEL RICORDO DEI 39 ANGELI DELL’HEYSEL

di Lino Rossi

Ieri sera, mercoledì 28 maggio, al Teatro Verdi c’è stata una serata dedicata al quarantennale della strage dell’Heysel. Una serata di tragedia, di lutti, di dolore… E di responsabilità. Riportiamo le parole del nostro concittadino Lino Rossi, un sopravvissuto del famigerato Settore Z, ideatore, promotore e ospite della serata. Parole, che non solo condividiamo ma facciamo nostre.

“Oggi ricorrono quarant’anni dalla tragica notte dell’Heysel in cui persero la vita 39 persone: uomini, ragazze e ragazzi che, come me, erano andati semplicemente a vedere una partita di calcio, con la gioia nel cuore. Una gioia che, in pochi attimi, si trasformò in tragedia. Di loro restano i nomi, le immagini, i ricordi, i sogni, i sorrisi. E resta, incancellabile, il dolore delle loro famiglie. Ricordarli è un dovere collettivo, rispettarne la memoria un obbligo che riguarda tutti noi. Io sono ancora qui, con i miei ricordi personali, con i miei pensieri, le mie angosce. Con la consapevolezza, che lo si voglia o no, che quella maledetta sera ha cambiato per sempre il modo di vivere il tifo. Ha cambiato il calcio. Ha cambiato noi. Per questo, ciò che accadde a Bruxelles il 29 maggio 1985, prima della finale tra Juventus e Liverpool, non può e non deve essere dimenticato. Oggi non siamo qui soltanto per ricordare e onorare chi perse la vita quella sera. Siamo qui per custodirne la memoria, perché non si spenga mai. Perché le generazioni presenti e future sappiano, comprendano, ne prendano coscienza. E soprattutto, perché tragedie come questa non si ripetano mai più. La memoria è un dovere da proteggere con responsabilità e rispetto. Purtroppo, ancora oggi, per inconsapevolezza o per ignoranza - nel senso profondo del non sapere - in troppi stadi italiani si continua a dimenticare, a banalizzare, a offendere. Parole e gesti che feriscono chi, come me, è sopravvissuto, ma che feriscono ancor di più chi, quella sera, ha perso un familiare. Io sono soltanto un testimone diretto. Un sopravvissuto. Un miracolato. E anche noi, in un certo senso, siamo vittime: portiamo dentro una ferita che non si rimarginerà mai. Quegli attimi saranno per sempre parte di noi. Il mio augurio, in questo tragico anniversario, è che serate come questa possano toccare le coscienze del maggior numero possibile di persone. Che il messaggio che nasce da celebrazioni come questa, e da tutte quelle che in questi giorni si tengono in Italia, arrivi forte e chiaro.

 

Perché il rispetto per le vittime passa attraverso la verità, la conoscenza, la consapevolezza. Perché la memoria va condivisa, onorata, rispettata e tramandata, affinché simili orrori non accadano mai più. Tutti noi dobbiamo sentire l’obbligo morale di ricordare. Perché è un atto di giustizia. E in questo non ci devono essere bandiere che ci dividono, ma solo il rispetto che ci unisce. Grazie a chi ha reso possibile questa serata. Al di là del mio coinvolgimento personale che questa serata l’ho pensata, ideata e proposta, non è nata per un'autocelebrazione né, per una semplice commemorazione. È nata dal desiderio e dal dovere di raccontare cosa accadde quella notte: come si arrivò a quella tragedia, cosa ha significato e cosa continua a significare ancora oggi. Un sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno partecipato. È stato un momento intenso, necessario, colmo di emozione e riflessione. Un momento per non dimenticare. Per onorare. Desidero ringraziare di cuore: il Sindaco Gianni Bennati e l’Amministrazione Comunale, per il sostegno e la vicinanza;  Marco Mezzetti, che con dedizione e impegno ha organizzato in modo impeccabile questa serata; Gigi Alberti, che ha condotto l’incontro con sensibilità e professionalità, guidandoci con parole profonde lungo un percorso di memoria autentica. Un grazie speciale a chi è salito sul palco e ha condiviso la propria storia: Andrea Lorentini, presidente dell’Associazione fra i Familiari delle Vittime dell’Heysel, che in quella strage ha perso suo padre Roberto; Francesco Conti, che ha perso sua sorella Giuseppina. Grazie ai giornalisti e scrittori Francesco Caremani e Luca Serafini, testimoni preziosi di questo dolore collettivo. Con i loro interventi autentici, tratti dai rispettivi libri “Heysel - La verità di una strage annunciata” e “La ragazza dai pantaloni verdi”, hanno arricchito profondamente il senso della serata. Invito tutti a leggere i loro lavori, per sapere, comprendere, ricordare. E grazie infine a tutti voi, presenti in sala, che avete partecipato con attenzione, rispetto e commozione. La vostra presenza ha dato significato a ogni parola e valore a ogni ricordo. Mi dispiace per chi non ha potuto esserci. Ha perso un’occasione importante per comprendere e per imparare a rispettare. Perché l’Heysel non ha bandiere. L’Heysel siamo tutti noi, senza colori e senza maglie. È una memoria che ci appartiene, che ci unisce e che ci richiama al dovere della consapevolezza”. Fonte: Comune di San Savino (Pagina Facebook) © 29 maggio 2025 (Testo © Fotografie) Video: Teletruria © Banner: Comune di Monte San Savino ©

 

Monte San Savino

Heysel, la Juventus invia fiori bianchi all'evento

per Roberto Lorentini e Giusy Conti vittime di Arezzo

di Alessandro Cherubini

La Juventus invia una composizione di fiori bianchi per Roberto Lorentini e Giusy Conti, il medico e la studentessa di Arezzo che morirono all'Heysel il 29 maggio 1985. Avevano 31 e 17 anni.

Mercoledì sera, 28 maggio 2025, a Monte San Savino, era in programma al Teatro Verdi l'evento per fare memoria della strage (39 vittime) e riflettere su sport, violenza e rispetto. L'omaggio floreale è stato consegnato dal club bianconero prima dell'inizio della serata. Il gesto è stato apprezzato dai presenti. L'iniziativa, propiziata da Lino Rossi, savinese sopravvissuto alla curva Z, ha visto la presenza del giornalista Luigi Alberti come moderatore. Dopo il saluto del sindaco Gianni Bennati, si sono alternati, rispondendo ad Alberti, Lino Rossi con la sua esperienza diretta in quella maledetta serata a Bruxelles per la finale tra Juventus e Liverpool, Andrea Lorentini, giornalista, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime dell'Heysel, Francesco Caremani, giornalista e scrittore, autore del libro inchiesta La Verità di una strage annunciata, Francesco Conti fratello di Giusy e Luca Serafini giornalista e autore del libro su Giuseppina, La Ragazza dai Pantaloni Verdi. Fonte: Corrierediarezzo.it © 29 maggio 2025 Fotografia: Comune di Monte San Savino ©

 

CRONACA

Heysel, a 40 anni dalla tragedia. Il sopravvissuto: "Se non

avessi lasciato la macchina fotografica in hotel, sarei morto"

Il Comune di Monte San Savino è orgoglioso di invitare la cittadinanza a una serata di profonda riflessione e memoria in occasione del 40° anniversario della tragedia dell’Heysel. L’evento, dal titolo "Heysel 1985 - 2025. 40 anni. Oltre il ricordo, la conoscenza e la consapevolezza", si terrà mercoledì 28 maggio alle ore 21 presso il Teatro Verdi di Monte San Savino. Ingresso libero. Il 29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool si trasformò in un incubo: una carica degli hooligan inglesi nel Settore Z provocò il crollo di un muro e la morte di 39 persone, per la maggior parte tifosi italiani. Un momento drammatico della storia sportiva europea, che ancora oggi rappresenta una ferita aperta nella memoria collettiva. Ospite della serata sarà Lino Rossi, sopravvissuto del Settore Z, testimone diretto di quella tragedia. Aveva 27 anni quando partì in auto con due amici, bandiera bianconera cucita dalla madre, per seguire la Juventus in quella che doveva essere una festa. Ma a Bruxelles, la festa divenne incubo. "Se non avessi lasciato la macchina fotografica in hotel, sarei morto. Mi avrebbe fatto da zavorra. Mi ha salvato l’istinto", racconta oggi, a distanza di quattro decenni, ancora segnato nel profondo da quella giornata. Da allora, la folla lo spaventa: "Soffro di demofobia. Non vado più nemmeno al Palio di Siena". Lino Rossi porterà la sua preziosa testimonianza, accompagnato da altri ospiti d’eccezione: Andrea Lorentini, Presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime dell’Heysel - Francesco Conti, fratello di Giusy Conti, una delle vittime - Francesco Caremani e Luca Serafini, giornalisti e scrittori che hanno approfondito la tragedia con coraggio e precisione. Modera la serata il giornalista Luigi Alberti. L’evento non è solo un momento di commemorazione, ma un’occasione per trasformare il dolore in consapevolezza, il ricordo in conoscenza. Perché come ricorda lo stesso Rossi: "Quando ero schiacciato dalla folla, senza più scarpe, con il sangue di un ragazzo in faccia, ho pregato. Poi ho visto l’Atomium in cielo, sopra la curva opposta. E ho capito che la mia vita non sarebbe mai più stata la stessa". Il Comune di Monte San Savino, insieme ad Azienda Speciale Monteservizi, promuove questa serata come parte integrante di un impegno civile e culturale per trasmettere alle nuove generazioni una memoria viva, capace di costruire coscienza e responsabilità. Teatro Verdi, ore 21 - Mercoledì 28 maggio 2025. Ingresso libero. Fonte: Arezzo24.net © 28 maggio 2025 Video: Teletruria ©

 

Tragedia dell’Heysel, il ricordo al teatro Verdi

di Matteo Marzotti

MONTE SAN SAVINO - Un momento di ricordo ma anche di confronto a 40 anni dalla tragedia dello stadio Heysel, in cui persero la vita 39 persone, tra cui due aretini: Giusy Conti e Roberto Lorentini. E’ quanto è in programma a Monte San Savino nella giornata di domani alle 21 presso il Teatro Verdi. Un appuntamento a ingresso libero a poche ore proprio dall’anniversario di quella tragedia. Il 29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool si trasformò in un incubo: una carica degli hooligan inglesi nel Settore Z provocò il crollo di un muro e la morte di 39 persone, per la maggior parte tifosi italiani. Un momento drammatico della storia sportiva europea, che ancora oggi rappresenta una ferita aperta nella memoria collettiva. Ospite della serata sarà Lino Rossi, sopravvissuto del Settore Z, testimone diretto di quella tragedia. Aveva 27 anni quando partì in auto con due amici, bandiera bianconera cucita dalla madre, per seguire la Juventus in quella che doveva essere una festa. Ma a Bruxelles, la festa divenne incubo. "Se non avessi lasciato la macchina fotografica in hotel, sarei morto. Mi avrebbe fatto da zavorra. Mi ha salvato l’istinto", racconta oggi, a distanza di quattro decenni, ancora segnato nel profondo da quella giornata. Da allora, la folla lo spaventa: "Soffro di demofobia. Non vado più nemmeno al Palio di Siena". Lino Rossi porterà la sua preziosa testimonianza, accompagnato da altri ospiti d’eccezione come Andrea Lorentini, figlio di Roberto e presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime dell’Heysel, Francesco Conti, fratello di Giusy Conti, una delle vittime, oltre a Francesco Caremani e Luca Serafini, giornalisti e scrittori che hanno approfondito la tragedia con coraggio e precisione. A moderare la serata Luigi Alberti. Fonte: Lanazione.it © 27 maggio 2025 Fotografia: Comune di Monte San Savino ©

 

Monte San Savino ricorda l'Heysel:

40 anni dopo, un evento per non dimenticare

L'evento, dal titolo "Heysel 1985 – 2025. 40 anni. Oltre il ricordo, la conoscenza e la consapevolezza", si terrà mercoledì 28 maggio alle ore 21 presso il Teatro Verdi di Monte San Savino. Ingresso libero.

Arezzo, 21 maggio 2025 – Monte San Savino ricorda l’Heysel: 40 anni dopo, un evento per non dimenticare. Il Comune di Monte San Savino è orgoglioso di invitare la cittadinanza a una serata di profonda riflessione e memoria in occasione del 40° anniversario della tragedia dell’Heysel. L'evento, dal titolo "Heysel 1985 – 2025. 40 anni. Oltre il ricordo, la conoscenza e la consapevolezza", si terrà mercoledì 28 maggio alle ore 21 presso il Teatro Verdi di Monte San Savino. Ingresso libero. Il 29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool si trasformò in un incubo: una carica degli hooligan inglesi nel Settore Z provocò il crollo di un muro e la morte di 39 persone, per la maggior parte tifosi italiani. Un momento drammatico della storia sportiva europea, che ancora oggi rappresenta una ferita aperta nella memoria collettiva. Ospite della serata sarà Lino Rossi, sopravvissuto del Settore Z, testimone diretto di quella tragedia. Aveva 27 anni quando partì in auto con due amici, bandiera bianconera cucita dalla madre, per seguire la Juventus in quella che doveva essere una festa. Ma a Bruxelles, la festa divenne incubo. "Se non avessi lasciato la macchina fotografica in hotel, sarei morto. Mi avrebbe fatto da zavorra. Mi ha salvato l’istinto", racconta oggi, a distanza di quattro decenni, ancora segnato nel profondo da quella giornata. Da allora, la folla lo spaventa: "Soffro di demofobia. Non vado più nemmeno al Palio di Siena". Lino Rossi porterà la sua preziosa testimonianza, accompagnato da altri ospiti d’eccezione: Andrea Lorentini, Presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime dell’Heysel, Francesco Conti, fratello di Giusy Conti, una delle vittime, Francesco Caremani e Luca Serafini, giornalisti e scrittori che hanno approfondito la tragedia con coraggio e precisione. Modera la serata il giornalista Luigi Alberti. L’evento non è solo un momento di commemorazione, ma un’occasione per trasformare il dolore in consapevolezza, il ricordo in conoscenza. Perché come ricorda lo stesso Rossi: "Quando ero schiacciato dalla folla, senza più scarpe, con il sangue di un ragazzo in faccia, ho pregato. Poi ho visto l’Atomium in cielo, sopra la curva opposta. E ho capito che la mia vita non sarebbe mai più stata la stessa". Il Comune di Monte San Savino, insieme ad Azienda Speciale Monteservizi, promuove questa serata come parte integrante di un impegno civile e culturale per trasmettere alle nuove generazioni una memoria viva, capace di costruire coscienza e responsabilità. Teatro Verdi, ore 21 - Mercoledì 28 maggio 2025 Ingresso libero. Fonte: Lanazione.it © 21 maggio 2025 Fotografia: Comune di Monte San Savino ©

 

Mercoledì 28 maggio 2025 alle ore 21 al Teatro Verdi di Monte San Savino,

HEYSEL 1985-2025. 40 Anni. Oltre il ricordo, la conoscenza e la consapevolezza.

40 anni da una tragedia

I racconti di chi era presente nel famigerato Settore Z, le storie intrecciate di persone che volevano semplicemente assistere ad una partita di calcio, le responsabilità, i processi, le testimonianze e le sentenze. Una ferita ancora aperta di una storia non solo italiana… Ospiti: Lino Rossi (Sopravvissuto Settore Z) - Andrea Lorentini (Presidente Associazione fra i Familiari delle Vittime Heysel) - Francesco Conti (Fratello di Giusy Conti) - Francesco Caremani (Giornalista, Scrittore e autore del libro "Heysel: la verità di una strage annunciata") - Luca Serafini (Giornalista, Scrittore e autore del libro "La ragazza dai pantaloni verdi. Giusy, la Juve, l’Heysel). Presenta e modera: Luigi Alberti. La serata è ad Ingresso Gratuito. Fonte: © Fotografie: Discoverarezzo.com © Comune di Monte San Savino © GETTY IMAGES © (Not for Commercial Use) Banner: Associazione Familiari Vittime Heysel ©

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