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ARTICOLI LUGLIO-DICEMBRE 2013
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ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO-DICEMBRE 2013
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LUGLIO-DICEMBRE 2013
ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2013

Bertot: "Le ruspe non lo cancelleranno"

Fabrizio Bertot: "Il monumento sull'Heysel è salvo !

Una bella notizia: Tragedia Heysel "Salvata la lapide"

Heysel, il monumento rimane La memoria della Juve è salva

Annamaria Licata: "Sull'Heysel ottenuto grande risultato..."

Una lettera al Quirinale e il monumento è salvo

La memoria dell’Heysel non va cancellata

Quando la memoria non fa pubblicità

Heysel, ricordare per comprendere

A Reggio... per il trofeo Tim ma si perde la memoria dell'Heysel

Tragedia Heysel, il ricordo dei tifosi a Reggio Emilia

Trofeo Tim: non c’è spazio per il ricordo dell’Heysel

"Non ci hanno fatto commemorare i morti dell'Heysel"

Di Rupo, l'Heysel non sarà dimenticato

Il ricordo dei tifosi per l’Heysel

ARTICOLI STAMPA e WEB AGOSTO 2013

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ARTICOLI STAMPA e WEB SETTEMBRE 2013

Bruxelles: avanti con nuovo stadio Heysel

Calcio: premier Belgio, monumento tragedia Heysel resterà

Juventus-Verona: l'ennesimo richiamo alla tragedia dell'Heysel

L’Heysel, lo stadio della discordia

"Settanta Angeli in un unico cielo Heysel e Superga, tragedie sorelle"

ARTICOLI STAMPA e WEB OTTOBRE 2013

"La vera vergogna? I riferimenti all'Heysel..."

ARTICOLI STAMPA e WEB NOVEMBRE 2013

Offese e minacce sul web per la maglia viola esposta nel bar

ARTICOLI STAMPA e WEB DICEMBRE 2013

"Settanta Angeli in un unico cielo - Heysel e Superga..."

Heysel e Superga tragedie sorelle

Heysel e Superga, 70 angeli in un cielo solo

Heysel e Superga, la morte non ha colore

Lo sport non divide, affratella e i veri tifosi lo sanno

Rush: "Suarez vale 144 milioni ! E sull'Heysel..."

La buona notizia

Bertot: "Le ruspe non lo cancelleranno"

È stato lo stesso assessore allo Sport della Città di Bruxelles, Alain Courtois, a rispondere all'interrogativo sollevato dall'europarlamentare Fabrizio Bertot. E la risposta è quella che tutti i tifosi, juventini e no, aspettavano: il monumento realizzato all'interno dello stadio Roi Baudoin per commemorare le 39 vittime dell'Heysel non verrà abbattuto. "La notizia che lo autorità belghe avessero l'intenzione di abbattere il vecchio stadio Roi Baudoin senza preoccuparsi del monumento alle vittime di quella folle e assurda serata del maggio 1985 - aveva commentato l'europarlamentare italiano - era vergognosa quanto incredibile. Ci sono voluti vent'anni, troppi, perché fosse realizzato quel monumento, la meridiana dello scultore francese Patrick Rimoux: non potevamo permettere che fosse distrutto. Sarebbe stato un oltraggio alla memoria di quelle vittime innocenti e ai loro familiari. Per questo ho chiesto alla Commissione europea di intervenire presso il Governo belga e la municipalità di Bruxelles". Un interessamento che ha ottenuto il risultato sperato: "Abbiamo ricevuto una comunicazione ufficiale da parte dell'assessore allo Sport della città di Bruxelles, Alain Courtois - rivela Bertot: il monumento è salvo, verrà preservato e installato nel nuovo stadio che verrà costruito nei prossimi mesi al posto dell'attuale Stade Roi Baudoin. Monsieur Courtois c'era quella maledetta sera del 29 maggio 1985, era sugli spalti dell'Heysel, insieme alle altre decine di migliaia di appassionati che si aspettavano di vivere una splendida serata di sport. "Ciò che è accaduto quella sera mi ha segnato per sempre", mi ha scritto, sottolineando che la meridiana realizzata dallo scultore francese Patrick Rimoux verrà preservata per ricordare alle generazioni future l'importanza della lotta contro tutte le forme di violenza. Non posso che manifestare tutta la mia soddisfazione, che immagino sarà condivisa da tutti i tifosi bianconeri ed, in generale, da tutti gli appassionati di sport".

Luglio 2013

Fonte: Il Canavese

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2013 

Fabrizio Bertot: "Il monumento sull'Heysel è salvo !

Fabrizio BERTOT: "L’assessore allo Sport della città di Bruxelles Alain Courtois si è impegnato a salvare la meridiana commemorativa della tragedia dell’Heysel. Con grande soddisfazione posso quindi annunciare che il monumento è salvo !" L’on. Fabrizio Bertot ha ottenuto la risposta che tutti i tifosi ed appassionati di calcio, juventini e non, si attendevano, circa la sorte del monumento alle vittime della tragedia dell’Heysel. "Abbiamo ricevuto oggi la comunicazione da parte dell’assessore allo Sport della città di Bruxelles, Alain Courtois: il monumento è salvo, verrà preservato e installato nel nuovo stadio che verrà costruito nei prossimi mesi al posto dell’attuale Stade Roi Baudoin  - commenta  Monsieur Courtois - c’era quella maledetta sera del 29 maggio 1985, era sugli spalti dell’Heysel, insieme alle altre decine di migliaia di appassionati che si aspettavano di vivere una splendida serata di sport. "Ciò che è accaduto quella sera mi ha segnato per sempre", mi ha scritto, sottolineando che la meridiana realizzata dallo scultore francese Patrick Rimoux verrà preservata per ricordare alle generazioni future l’importanza della lotta contro tutte le forme di violenza. Non posso che manifestare tutta la mia soddisfazione, che immagino sarà condivisa da tutti i tifosi bianconeri ed, in generale, da tutti gli appassionati di sport".

4 luglio 2013

Fonte: Tuttojuve.com

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2013 

Una bella notizia

Tragedia Heysel "Salvata la lapide"

IL PERICOLO è stato sventato: il monumento delle vittime dell'Heysel verrà preservato e ricollocato nel nuovo stadio belga. La conferma è arrivata ieri: l'assessore allo sport di Bruxelles, Alain Courtois, si è impegnato per salvaguardare la meridiana commemorativa delle vittime della tragedia avvenuta durante la finale di Coppa Campioni del 29 maggio 1985 tra Juventus e Liverpool. Il monumento è salvo, verrà preservato e installato nel nuovo impianto che sarà costruito nei prossimi mesi al posto dell'attuale Stade Roi Baudoin. Alla base della decisione - hanno spiegato i vertici di Bruxelles - "la volontà di mantenere viva la memoria per ricordare alle generazioni future l'importanza della lotta contro tutte le forme di violenza. "Abbiamo ottenuto un risultato importante, ringraziamo tutti coloro che ci hanno seguito e sostenuto, compresa la redazione di Tuttosport", ha detto Annamaria Licata, portavoce e membro del "Comitato per non dimenticare l'Heysel".

5 luglio 2013

Fonte: Tuttosport

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Heysel, il monumento rimane. La memoria della Juve è salva

di Gianluca Oddenino

Nel 1985 allo stadio Heysel morirono 39 persone. Scongiurata la rimozione: il nuovo stadio di Bruxelles avrà un targa che ricorda la tragedia. Il sindaco: "Sarebbe stato sfregio ai 39 morti".

Monumento salvo e memoria preservata. La mobilitazione dei tifosi juventini per conservare la meridiana e le targhe che ricordano la tragedia dello stadio Heysel, con i 39 tifosi morti a Bruxelles prima della finale di Coppa dei Campioni del 29 maggio 1985 tra Juve e Liverpool, non è stata vana. Nel nuovo stadio belga, che ospiterà gli Europei di calcio del 2020, non scomparirà la traccia indelebile di quella follia. La notizia è arrivata direttamente dal Comune di Bruxelles, che ha garantito l’impegno per mantenere il monumento alle vittime della tragedia dell’Heysel, grazie anche all’intervento dell’europarlamentare Fabrizio Bertot. Che si è attivato dopo le petizioni degli appassionati di calcio ed ha interrogato Alain Courtois, assessore allo sport di Bruxelles. "Ciò che è accaduto quella sera mi ha segnato per sempre: ero sugli spalti insieme alle altre decine di migliaia di appassionati che si aspettavano di vivere una splendida serata di sport", ha scritto Cortois in una lettera, sottolineando che la meridiana realizzata dallo scultore francese Patrick Rimoux verrà preservata per ricordare alle generazioni future l’importanza della lotta contro tutte le forme di violenza. Il pericolo di una tragica rimozione è così scampato e l’azione del "Comitato Per Non Dimenticare Heysel" è stata determinante. Alzando la voce e attivando una grande petizione, i luoghi di riferimento di quel giorno infausto sono stati salvati. "Questo monumento non deve essere abbattuto - era l’appello sentito - quelle luci non vanno tolte: sarebbe l’ennesimo sfregio alla memoria dei nostri 39 Angeli ed al dolore ancora vivo dei loro familiari". Un grido di dolore che è stato ascoltato.

5 luglio 2013

Fonte: Lastampa.it

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Annamaria Licata: "Sull'Heysel ottenuto grande risultato...

La redazione di tuttojuve.com ha deciso di intervistare Annamaria Licata, esponente di spicco del tifo organizzato bianconero che ci ha parlato dell'iniziativa che ha permesso la conservazione del monumento che commemora i caduti dell'Heysel. Con lei una chiacchierata non solo sulla pregevole iniziativa ma anche sul mercato e sulla sede della Supercoppa.

Incomincio col dire, che abbiamo ottenuto un grande risultato. E vi posso garantire che non era ne’ facile ne’ scontato. Quando abbiamo letto l’annuncio del governo belga sull’abbattimento dello stadio Re Baldovino, Ex Heysel, (tra l’altro coincidenza incredibile.. O con tempismo inopportuno, proprio il 29 maggio scorso), alcuni di noi, non vedendo garanzie, ne’ una parola sulla meridiana e sulla targa dedicata alle vittime dell’Heysel, hanno deciso di promuovere una petizione, coinvolgendo anche alcuni familiari delle vittime, con cui stiamo tenendo i contatti. Petizione che è stata sottoscritta, e sostenuta anche da voi di Tuttojuve.com e per questo siete i primi che ringrazio. Sempre affianco ai tifosi nelle battaglie  doverose, come questa per la salvaguardia della memoria dell’Heysel. Insieme agli altri co-firmatari della petizione, ci siamo mossi  verso il Sindaco Di Bruxelles e le altre istituzioni, sia europee che italiane, cercando di ottenere attenzione ed avere garanzie che l’angolo della memoria delle vittime dell’Heysel  costituito da una meridiana con 39 luci, e da una targa, non solo non venisse abbattuto, ma nemmeno dimenticato e spostato in qualche altro angolo della città di Bruxelles. Quel monumento doveva rimanere nella struttura del nuovo stadio, che sostituirà quello di ora, che verrà completamente abbattuto. Ci tengo a precisare che la sottoscritta, come membro e portavoce del "Comitato Per non dimenticare l’Heysel" ha solo messo la faccia e la voce più di altri, ma ad ottenere questa importante prima vittoria, siamo stati in tanti. Quando il popolo juventino  "scende in campo" è devastante, pari alla squadra di Conte,  e con l’aiuto dei media più vicini alla nostra tifoseria, come voi di tuttojuve.com e tuttosport abbiamo ottenuto le risposte che volevamo. Sia il Sindaco che l’Assessore allo sport di Bruxelles hanno dato la loro parola e la loro garanzia, con impegni formali presi con le istituzioni europee ed italiane, che  il monumento e la targa verranno assolutamente preservati, non solo come simboli di una Memoria che non va persa, ma anche monito, perché una notte folle come quella maledetta del 29 maggio 1985, non ci sia mai più.  Non è giusto morire nemmeno in guerra, figuriamoci per una partita di pallone. Direi che abbiamo ottenuto un risultato importante... Dovremo vigilare, SEMPRE fino all’inaugurazione del nuovo stadio per il 2020 e gli europei, ma penso che con tutta l'attenzione che c'è intorno alla salvaguardia del monumento possiamo tirare un sospiro di sollievo...  Nessuno lo toccherà. Anche se ai Belgi non piace ricordare quella notte e le loro colpe. Ecco perché non era ne’ scontato ne’ facile. Chi ti senti di ringraziare ? In primis i tifosi che hanno creduto in questa petizione e sono partiti senza nemmeno sapere dove saremmo arrivati. E avendo un obiettivo per nulla facile. Tramite il vostro portale, li voglio ringraziare uno per uno, soprattutto i tifosi non juventini, i tifosi inglesi, e di squadre nostre avversarie. Ringrazio i nostri amici del Notts, e anche quei tifosi del Liverpool che hanno firmato. Forse la loro è stata la firma più significativa. La cosa che mi ha impressionato, è che le firme arrivano da ogni parte del mondo. Poi vorremmo ringraziare le istituzioni italiane ed europee perché in questa occasione ci sono stati affianco. Ringrazio le istituzioni italiane, ovvero comune di Reggio Emilia, nella persona di Federico Montanari, il Quirinale e l'ambasciatore italiano in Belgio che hanno contribuito ad ottenere questo risultato. A tal proposito, oggi mi è stata girata la risposta, anche da parte del Consigliere Diplomatico del Quirinale Stefano Stefanin, che è stato ingaggiato dal Comune di Reggio Emilia, che sin dall’inizio ci ha sostenuto in questa iniziativa. Parlo nello specifico del consigliere Federico Montanari. Nella missiva si evidenzia lo scambio di chiarimenti tra  il nostro ambasciatore in terra Belga e il Borgomastro di Bruxelles, il quale garantisce il suo impegno affinché il monumento venga preservato e ricollocato all’interno del  progetto del nuovo stadio. Ovviamente non dimentico il Vice presidente commissione Europea Tajani, che ha premuto sul governo belga. Quando cittadini e istituzioni si muovono insieme i risultati sono sempre positivi. Relativamente ai media, dopo i ringraziamenti sentiti e doverosi per voi di Tuttojuve.com, è per quanto tutti hanno ripreso la notizia della nostra petizione. Ringrazio in particolare la Redazione di Tuttosport perché insieme a voi, hanno appoggiato la petizione dandole visibilità massima. E non posso dimenticarmi di tutti gli altri spazi web , dal più piccolo al più grande... Insieme siamo stati devastanti. Quando la comunicazione funziona e si va tutti verso la stessa giusta direzione, siamo davvero inarrestabili perché siamo i migliori ad usare il web... E perché siamo tanti. Infine non può mancare un ringraziamento per il nostro direttore Luciano Luciano Moggi lui sa. I miei ringraziamenti sono ovviamente non solo a titolo personale ma anche a nome del Comitato Heysel Reggio Emilia e dei familiari firmatari della petizione. Ringrazio ovviamente l'On. Bertot di cui voi, avete già dato notizia...  Si è mosso con un'interrogazione parlamentare presso il parlamento europeo tanto da ottenere un impegno formale da parte dell'assessore dello sport, della città  di Bruxelles. Manca solo un nome, che in questa lista di ringraziamenti dovrebbe essere il primo, ma che purtroppo ha calato un silenzio quasi assordante sulla faccenda. Forse non si riteneva, fosse il caso di esporsi al nostro fianco, perché non si conoscevano le reali intenzioni dal Belgio e perché non si aveva voglia di chiedere... La scelta del silenzio in questo caso è stata la cosa più sbagliata e un bravo comunicatore, ho detto bravo, avrebbe trovato modo di dire due cose in merito, anche sul sito istituzionale, senza paura di essere sommerso dalle petizioni o dalle richieste più assurde. Perché comunque l'Heysel fa parte della storia della Juve e si deve e si può distinguere da tutte le altre richieste. Ci sono 39 tifosi morti e 39 famiglie vive... E loro devono avere spazio nella nostra storia  a prescindere. Ma forse a sto giro erano impegnati a fare brutte figure con Lotito. (Omissis Testo su altri argomenti).

6 luglio 2013

Fonte: Tuttojuve.com

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Una lettera al Quirinale e il monumento è salvo

Non sarà distrutto insieme allo stadio di Bruxelles

Forte di 3200 firme il consigliere comunale ha scritto a Roma e ottenuto soddisfazione.

Forte di 3200 firme, Federico Montanari, 27 anni, consigliere comunale del Pd, è riuscito a salvare il monumento in ricordo delle vittime dell'Heysel che si trova allo stadio di Bruxelles, oggi chiamato "Roi Baudouin". "Il merito non è solo mio tiene a precisare il giovane politico ma di tutte le persone legate al comitato "Per non dimenticare l'Heysel", di cui faccio parte, che in pochi giorni ha raccolto questo impensabile numero di firme, provenienti da tutta l'Europa". Firme raccolte dopo che dal Belgio erano arrivate notizie allarmanti in relazione all'abbattimento dello stadio per far spazio a un moderno impianto sportivo. "Si sa cosa succede in questi casi sottolinea Montanari e quindi ho scritto al Quirinale per esternare tutta la nostra preoccupazione e chiedendo un intervento diplomatico perché il monumento resti come memoria e monito per i posteri perché non accadano più simili stragi". Tornando al monumento, la risposta del consigliere diplomatico del presidente della Repubblica, Stefano Stefanini, non si è fatta attendere. "Mi ha ringraziato racconta Montanari e soprattutto ha contattato l'ambasciatore in Belgio che a sua volta ha parlato col sindaco di Bruxelles. Il quale gli ha assicurato il suo impegno perché il monumento rimanga lì in futuro". Stefanini ha poi aggiunto: "Vi sono ampi margini per evitare che la memoria di quel 29 maggio 1985 vada perduta. Le suggerisco a tal fine di mantenere stretto contatto con la nostra ambasciata per concordare ulteriori azioni a sostegno della causa da lei rappresentata".

9 luglio 2013

Fonte: Il Resto del Carlino

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La memoria dell’Heysel non va cancellata

di Roberto Beccantini

RICORDANDO L'HEYSEL, SEMPRE - A Bruxelles stanno pensando di abbattere lo stadio Re "Badouin", ex Heysel, per costruire un impianto nuovo di zecca. Il rischio è che, con i ruderi della vecchia arena, venga spazzata via dalle ruspe, pratiche e morali, anche (e soprattutto) il monumento che ricorda i 39 morti del 29 maggio 1985, giorno in cui la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool si trasformò in un massacro. Sarebbe un atto intollerabile e imperdonabile. La memoria va allenata e, se serve, traslocata: non abbandonata, non rimossa. Domenico Laudadio, creatore e custode di www.saladellamemoriaheysel.it, e Annamaria Licata, portavoce e membro del comitato "Per non dimenticare Heysel" di Reggio Emilia, hanno lanciato una raccolta di firme. Coloro che intendessero aderire alla petizione possono farlo attraverso www.change.org/it. lo ero là, quel maledetto giorno. Non si può e non si deve dimenticare cosa successe, e perché. Troppo comodo voltarsi dall'altra parte. È giusto che la vita continui, a patto che possa continuare, nel ricordo, almeno anche per coloro che l'hanno persa.

10 luglio 2013

Fonte: Guerin Sportivo

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Quando la memoria non fa pubblicità

di Maurizio Romeo

Avrebbe potuto essere davvero un bell’esempio: durante il Trofeo TIM di domani a Reggio Emilia si sarebbe onorata la memoria di 39 angeli, sarebbe intervenuto il Ministro dello Sport Graziano Delrio per parlare sì del Monumento dello Stadio Heysel salvato da una petizione popolare promossa da Annamaria Licata per conto del Comitato "Per non dimenticare Heysel" della cittadina emiliana, ma anche al fine di lanciare un messaggio contro l’orrenda e vigliacca abitudine di insultare i morti. A sostegno dell’intervento aveva dato adesione e disponibilità alla partecipazione la Juventus. Abbiamo usato però il condizionale non a caso perché purtroppo tutto ciò non avverrà: l’organizzazione del Trofeo TIM infatti non ha concesso lo spazio al Ministro. La ragione ? L’agenda del torneo era già astata fissata e gli organizzatori non hanno ritenuto ci fossero le condizioni per modificarlo, nemmeno per un fine nobile, nemmeno per un messaggio importante, nemmeno per l’intervento di un Ministro della Repubblica che, fra le altre cose, è sindaco "in aspettativa" (per il suo ruolo all’interno dell’esecutivo) proprio di Reggio Emilia. Il comune di Reggio Emilia ha fatto l’impossibile, sostenendo Annamaria e il Comitato che hanno promosso anche questa iniziativa, muovendosi in tutte le sedi e dando completa disponibilità. Tutto però ad oggi è stato purtroppo inutile. Al momento la situazione è quella che vi abbiamo esposto. Viene da pensare quindi che per la TIM e per gli organizzatori del torneo i morti e la loro memoria non facciano bene alla pubblicità… Tutto davvero molto molto triste. Domattina la Juventus si allenerà allo stadio Mirabello di Reggio Emilia. La gradinata di quello stadio è intitolata a Claudio Zavaroni, una delle 39 vittime di quella triste notte. Subito fuori dallo stadio c’è il monumento alla memoria delle vittime di quella tragedia, dove ogni anno si svolge una commemorazione cui partecipano tifosi bianconeri (e non solo) provenienti da tutta Italia: sarebbe bello se al termine dell’allenamento almeno i bianconeri riuscissero a fare un piccolo gesto per onorare la memoria di quei tifosi che hanno pagato con la loro vita la follia di altri. L’Heysel è uno dei momenti più drammatici della storia italiana, non solo bianconera e non solo sportiva, eppure c’è chi ancora, per imbecillità o becera ignoranza, non lo comprende e ne oltraggia la memoria. Con la decisione di non concedere spazio, in nome di un’agenda immodificabile, lo ha fatto anche l’organizzazione del trofeo TIM. "Somewhere over the rainbow" recita la canzone dello spot dello sponsor del torneo. Da qualche parte sopra l’arcobaleno ci sono sicuramente quei 39 angeli. Noi li ricordiamo e ne onoriamo la memoria. Altri faranno i conti con la propria coscienza. A patto che ne abbiano una.

22 luglio 2013

Fonte: Dodiciblog.altervista.org

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2013 

Heysel, ricordare per comprendere

di Davide Terruzzi

Eppure gira. E va anche veloce, questo mondo in cui viviamo, talmente veloce che noi uomini non sappiamo fermarci per un attimo, alzare lo sguardo e iniziare a dare il giusto valore alle cose. Stiamo diventando sempre più indifferenti, impermeabili a quello che ci accade attorno, ma soprattutto stiamo perdendo la memoria. Senza neanche una botta in testa, una amnesia le cui radici vanno ricercate nel non volersi fermare mai. Non sappiamo ricordare, non sappiamo custodire una testimonianza, insomma generiamo ignoranza, perché senza memoria non ci può essere educazione. Eppure, per fortuna, esistono ancora persone che si impegnano per tramandare il ricordo di persone speciali e di avvenimenti tragici. Come quello dell’Heysel, una immane tragedia che fa parte della Juventus e della storia del calcio mondiale, una sciagura che ha interrotto la vita di 39 persone e cambiato quelle di numerose famiglie. Trasmettere continuamente la memoria dell’Heysel non è solamente un modo per onorare chi ha perso la vita, ma significa educare per impedire che simili atrocità possano ripetersi. Purtroppo, nonostante il grande impegno di diverse persone, sta vincendo l’oblio e con esso l’ignoranza e l’odio, quei fattori che portano tifoserie a usare l’Heysel, e le vittime, come offesa nei confronti della Juventus e dei suoi tifosi. Ecco perché la Tim sbaglia a non trovare un breve spazio per permettere al sindaco di Reggio Emilia e ministro dello sport, Graziano Del Rio, di ricordare questa immane tragedia ed educare i tifosi al culto della memoria e al rispetto dei morti. L’augurio e la speranza è che gli organizzatori ritornino sui propri passi permettendo al Ministro di prendere la parola e trasmettere il proprio messaggio. Tutto questo, però, ovviamente non basta. Sull’Heysel è lecito e doveroso aspettarsi sempre qualcosa di più dalla Juventus, perché quanto successo nel 1985 fa parte della storia bianconera e il suo ricordo va sempre difeso, tutelato e onorato. A partire da domani, quando la squadra di Conte sarà a Reggio Emilia allenandosi nel campo in cui una gradinata è intitolata a Claudio Zavaroni, una delle vittime di quella tragica notte. Fuori dallo stadio c’è poi il Monumento alla Memoria delle vittime dell’Heysel e sarebbe giusto portare tutta la squadra in questo luogo, fermarsi un attimo, riflettere e ricordare. E’ ora che la Juventus custodisca e trasmetta la memoria di 39 persone, che pianga morti che sono anche suoi e che lo faccia ogni 29 maggio e ogni volta se ne presenti l’occasione affiancando chi, come il Comitato Per non dimenticare l’Heysel, lotta ogni giorno per non disperdere la memoria, perché se non ricordiamo, non possiamo comprendere.

22 luglio 2013

Fonte: Tuttojuve.com

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A Reggio Emilia si gioca per il trofeo Tim ma si perde la memoria dell'Heysel

I bianconeri hanno lasciato il ritiro di Châtillon. Convocati 23 giocatori: mancano Marrone, Bouy e Pepe. Il trofeo Tim prenderà il via alle ore 20.45 con Juve-Milan. Ma non c'è spazio per la commemorazione dei caduti dell'Heysel.

(Omissis Testo su altri argomenti)… 39 angeli senza pace - Sarà un'occasione mancata, purtroppo: stasera, in occasione del trofeo Tim, su input del Comitato "Per non dimenticare l'Heysel" di Reggio Emilia, e con l'appoggio fattivo del Comune della città emiliana, si sarebbe reso omaggio ai 39 caduti dell'Heysel, in una cerimonia cui sarebbe intervenuto il ministro per lo Sport Graziano Delrio a ricordare la vicenda del salvataggio del monumento in onore delle vittime, monumento che rischiava di essere distrutto nell'ambito dei lavori di distruzione e ricostruzione dello stadio Heysel. Ma l'occasione sarà gettata alle ortiche, perché l'organizzazione del Trofeo Tim ha deciso che per un simile nobile gesto non c'era spazio; o forse ricordare quell'immane tragedia è parso mal conciliarsi con i fini pubblicitari dell'azienda. Fatto sta che si perderà una preziosa possibilità per non stendere l'ennesimo velo di polvere su una tragedia sempre viva nel cuore di tutti i tifosi bianconeri; una tragedia che stenta a perforare il velo dell'oblio persino quando certe vergognose iniziative di alcune tifoserie avversarie oltraggiano i 39 angeli. Ecco perché la cerimonia, mancata, di stasera, avrebbe potuto avere il duplice scopo di omaggio alle vittime e di stimolo educativo nei confronti di chi sinora si è distinto per ignoranza e disumanità. Invece non interessa.

23 Luglio 2013

Fonte: Juventinovero.com

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2013 

Tragedia Heysel, il ricordo dei tifosi a Reggio Emilia

di Guido Vaciago

Nell'unica città in Italia ad ospitare un monumento alla memoria delle vittime, il comitato "Per non dimenticare" si riunirà per commemorare il dramma del 29 Maggio 1985.

REGGIO EMILIA - I bianconeri si sono dati appuntamento per oggi pomeriggio alle 17 in Via Matteotti per un momento di commemorazione della tragedia accaduta il 29 Maggio 1985 a Bruxelles. Ci saranno i membri del Comitato "Per non dimenticare" e il consigliere comunale di Reggio Emilia Federico Montanari, che insieme ad Annamaria Licata ha collaborato per salvare l’altro monumento in memoria delle vittime, quello eretto proprio nei pressi dello stadio Heysel, nella capitale belga. Il Comune di Bruxelles, infatti, ha in progetto nei prossimi mesi di abbattere l’impianto e di ricostruirne uno più moderno e funzionale. In un primo tempo il piano contemplava anche l’abbattimento della stele che ricorda il dramma di quella finale di Coppa campioni. La petizione online promossa dalla Licata e l’intervento dei politici ha sventato questa ipotesi e il monumento di Bruxelles è, quindi, salvo. Una ragione in più per essere presenti alla commemorazione di oggi pomeriggio, per ricordare 39 tifosi di calcio assurdamente morti quella notte di 28 anni fa.

23 luglio 2013

Fonte: Tuttosport.com

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Trofeo Tim: non c’è spazio per il ricordo dell’Heysel

Non è solo una giornata di festa ma anche un’occasione per ricordare. Nel giorno in cui si disputa a Reggio il Trofeo Tim i tifosi bianconeri si sono dati appuntamento per oggi pomeriggio alle 17 in via Matteotti, davanti al monumento ai caduti, per un momento di commemorazione della tragedia dell’Heysel. Purtroppo non ci saranno la squadra e le autorità: l’organizzazione del trofeo ha infatti ritenuto che non ci fosse spazio per un momento di ricordo ufficiale. Alla commemorazione saranno comunque presenti i rappresentanti del Comitato "Per non dimenticare" e il consigliere comunale di Reggio Emilia Federico Montanari, che insieme ad Annamaria Licata ha collaborato per salvare l’altro monumento in memoria delle vittime, quello eretto proprio nei pressi dello stadio Heysel che doveva essere abbattuto nell’ambito di ricostruzione dell’impianto. Annamaria è stata tra le promotrici della petizione che ha permesso di non abbattere il monumento che ricorda le vittime dell’Heysel costituito da una meridiana con 39 luci, e da una targa. Sono passati 26 anni da quel tragico 29 maggio ma il ricordo dei corpi straziati sulle gradinate dello stadio Heysel è ancora vivo, profondo, terribile. Col passare degli anni le immagini non hanno perso la forza evocativa di una tragedia assurda. Prima dell’inizio della finale della Coppa dei Campioni del 1985 tra Liverpool e Juventus, nel fatiscente stadio Heysel (oggi Re Baldovino) di Bruxelles si consuma quello che verrà ricordato come uno dei più gravi disastri mai avvenuti all’interno di un impianto sportivo: 39 persone (per la maggior parte italiani) muoiono schiacciate dalla folla, in seguito ad uno scontro tra tifoserie sugli spalti, oltre 600 restano ferite. Tra le vittime c’è anche un giovane reggiano fotografo, il ventottenne Claudio Zavaroni.

23 luglio 2013

Fonte: 7per24.it

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"Non ci hanno fatto commemorare i morti dell'Heysel"

di Benedetta Salsi

LA POLEMICA. Al Mirabello la curva Zavaroni è di fianco al monumento ai caduti. "Anche Delrio sarebbe venuto". GLI ORGANIZZATORI. "Le squadre fanno ciò che vogliono, non era di nostra competenza".

NESSUNA commemorazione. Niente cerimonia. Un'incomprensione, pare. Un pasticciaccio, in ogni caso. L'allenamento della Juve (poi messo in forse) era previsto lì. In quello scrigno chiamato Mirabello, che custodisce i batticuore di tutti i reggiani. Quelle gradinate, però, portano impresso anche il nome di Claudio Zavaroni, fotografo di Cerezzola, una delle 39 vittime della tragedia dell'Heysel. E proprio di fronte - a una manciata di metri dagli ingressi del vecchio stadio - c'è anche il monumento dedicato ai morti di quella assurda giornata. L'unico, in Italia (sono due in tutta Europa: uno a Reggio e l'altro in Belgio). Ma per un incredibile malinteso (almeno questo è ciò che emerge dalle ricostruzioni) stamattina non ci sarà la manifestazione tanto voluta dal comitato "Per non dimenticare l'Heysel" e dall'amministrazione comunale reggiana (il consigliere comunale Federico Montanari, che ne fa parte, in prima linea). Iniziativa lodevole, che aveva raccolto anche il plauso dell'ex sindaco e neo ministro allo sport Graziano Delrio ("farò di tutto per essere presente", aveva riferito). Peccato che non ci sia proprio la commemorazione. "Vi ricordate che vi avevo parlato di grande sorpresa per il Trofeo Tim?", scrive su facebook Annamaria Licata, portavoce del comitato. "Sarebbe voluto intervenire il Ministro dello sport, per dire due parole sulla petizione per il monumento dell'Heysel e lanciare un messaggio contro l'orrenda e vigliacca abitudine di insultare i morti negli stadi. Bene... L'organizzazione del trofeo non ha concesso spazio, perché l'agenda era già stata fissata e non hanno voluto fare ulteriori modifiche. Almeno al momento questa è la situazione". I commenti e le condivisioni, ieri, si sprecavano. "Questa è comunque l’ennesima dimostrazione di come in Italia ci sia l’assoluta mancanza di memoria e di rispetto per la storia in generale. A prescindere da tutto, l’Heysel è un momento drammatico della storia italiana, in particolare del mondo dello sport italiano", aggiunge. La Juve doveva allenarsi al Mirabello, lì "dove la gradinata è intestata a Claudio Zavaroni, una delle 39 vittime e dove subito fuori, c'è monumento ai 39 caduti, dove ogni anno si fa la commemorazione", incalza la portavoce. "Sarebbe carino se a fine allenamento si riuscisse a fare un piccolo gesto per onorare quei morti". LA STRAGE dell'Heysel avvenne poco prima dell' inizio della finale di Coppa dei Campioni di calcio tra Juventus e Liverpool. Era il 29 maggio 1985. Ma Master Group, organizzatore dell'evento, ora allontana ogni addebito: "Abbiamo ricevuto un sacco di richieste da parte di associazioni benefiche e sono state tutte accolte - fanno sapere. - Tanto che ospiteremo gratis allo stadio tanti bambini in difficoltà. Ma l'allenamento della Juve non è di nostra competenza, le squadre si muovono indipendentemente dall'organizzatore. Tutto diventa di nostra gestione dal momento in cui le società entrano al Mapei; quindi soltanto la serata". In pratica, dicono, "non potevamo fare nulla in questo ambito. Forse c’è stata una incomprensione".

23 luglio 2013

Fonte: Il Resto del Carlino

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2013 

Di Rupo, l'Heysel non sarà dimenticato

Il premier belga dopo l'annuncio della demolizione dello stadio.

(ANSA) - ROMA, 23 LUG - La memoria della tragedia dell'Heysel e delle sue 39 vittime sopravviverà alla distruzione dello stadio Re Baldovino: lo assicura il premier belga Elio Di Rupo in risposta al vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani. Il vecchio impianto sarà sostituito da una nuova struttura per consentire la candidatura del Belgio a sede degli Europei 2020 e i familiari delle vittime italiane avevano manifestato il timore di veder scomparire il monumento alla memoria realizzato nei pressi dello stadio.

23 luglio 2013

Fonte: Ansa.it

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2013 

Il ricordo dei tifosi per l’Heysel

di Guido Vaciago

Toccante incontro presso il monumento di Reggio Emilia. Dal Belgio: angolo della memoria salvo.

REGGIO EMILIA - La Juventus torna a Reggio Emilia dopo tanti anni e incrocia la sua storia, di cui la città emiliana ospita un simbolo importante. E così il passaggio a Reggio diventa l’occasione per visitare il monumento alle vittime dell’Heysel, l’unico in Italia. Un angolo della città che tiene vivo il ricordo della tragedia del 29 maggio del 1985, quando 39 tifosi di calcio (non è giusto catalogarli con i loro colori, perché l’Heysel è una tragedia di tutti, non solo del popolo juventino) morirono prima della finale di Coppa Campioni Juventus-Liverpool.

NON DIMENTICARE - Il monumento, formato da trentanove steli che riproducono i supporti a cui erano ancorate le transenne sulle quali persero tragicamente la vita le vittime di quella notte, vive grazie all’instancabile dedizione del comitato "Per non dimenticare" che anche ieri era presente, assieme a una manciata di tifosi bianconeri (dovevano essere molti di più, ma alcuni sono rimasti bloccati in autostrada) e ad Adele Zavaroni mamma di Claudio, una delle vittime. Una piccola commemorazione in memoria di chi amava la Juventus, che a un paio di chilometri di distanza, aspettava in albergo l’inizio del Trofeo Tim.

CONFORTO - C’era anche il consigliere comunale reggiano Federico Montanari, che insieme ad Annamaria Licata, ha dato un grosso contributo al salvataggio dell’altro monumento dedicato alle vittime, quello che è stato eretto proprio nelle vicinanze dello stadio Heysel, che sta per essere abbattuto e ricostruito. Un progetto, quest’ultimo, che aveva messo a rischio la stele commemorativa. La petizione on line della Licata e l’interessamento di alcuni parlamentari europei (tra cui il vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani e di Montanari) hanno sventata l’ipotesi. Il Premier belga, Elio Di Rupo ha fornito importanti rassicurazioni tramite una lettera a Tajani: "Condivido la necessità di conservare la memoria della tragedia, ho trasmesso al borgomastro di Bruxelles la richiesta di fornire i chiarimenti opportuni". Il momento di Bruxelles verrà preservato nel nuovo progetto e questo era un altro motivo per trovarsi ieri pomeriggio, nonostante il caldo torrido. Il successo della mobilitazione dei tifosi di tutto il mondo è stata infatti un segnale importante (e toccante) per capire come chi ama la Juventus e il calcio non vuole dimenticare le vittime di quella assurda tragedia e soprattutto i loro famigliari che, come Adele, trovano anche un piccolo conforto nella visita al museo e nel calore degli altri tifosi.

ALTRA VOLTA - Quest’anno la Juventus tornerà a Reggio Emilia per giocare la trasferta con il Sassuolo (che disputerà il campionato al Mapei Stadium che ieri ha ospitato il Tim). Potrebbe essere l’occasione giusta perché anche qualcuno della squadra e della società tributi il giusto omaggio al monumento e alle vittime a cui è dedicato.

24 luglio 2013

Fonte: Tuttosport

ARTICOLI STAMPA e WEB LUGLIO 2013 

Bruxelles: avanti con nuovo stadio Heysel

Lanciata ufficialmente anche candidatura città a Euro 2020.

Questa volta Bruxelles fa sul serio e, dopo l'annuncio a fine maggio dell'intenzione di abbattere e ricostruire lo stadio dell'Heysel, è arrivato ora l'accordo politico con la firma dei primi documenti per procedere. E il concomitante lancio ufficiale della candidatura della capitale belga per l'Euro 2020, con l'invio di una dichiarazione d'intenti co-firmata anche dalla Federazione calcio belga e indirizzata all'Uefa. L'intesa è stata siglata dai governi federale, fiammingo e di Bruxelles, indicando che il nuovo impianto sarà di preferenza dotato di una pista d'atletica (in modo da poter garantire in futuro lo svolgimento anche del Memoriale Van Damme), di una tribuna amovibile e senza copertura totale. Il nuovo stadio costerà attorno ai 300 milioni di euro, senza alcun finanziamento pubblico. Confermata anche la location: al posto del parcheggio adiacente all'attuale Roi Baudoin, dove il 29 maggio 1985 persero la vita 39 persone di cui 32 italiani per la finale della Coppa Campioni Juventus-Liverpool, e alla cui memoria è dedicata una targa commemorativa sul muro dell'attuale stadio. Il premier belga Elio Di Rupo, su sollecitazione del vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani, durante l'estate ha però assicurato che la memoria delle vittime verrà preservata e che sopravviverà alla distruzione dell'Heysel.

11 settembre 2013

Fonte: Ansa.it

ARTICOLI STAMPA e WEB SETTEMBRE 2013 

Calcio: premier Belgio, monumento tragedia Heysel resterà

Elio Di Rupo rassicura vicepresidente Commissione Antonio Tajani

(ANSA) - BRUXELLES, 23 SET - Il monumento in memoria delle 39 vittime della tragedia dell'Heysel eretto nel 2010, in occasione del 25° anniversario, non sparirà con la demolizione dello stadio prevista nell'ambito della ristrutturazione dell'area. Lo ha assicurato il premier del Belgio, Elio Di Rupo, con una lettera inviata al vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, che nel luglio scorso aveva chiesto informazioni sul destino del monumento che ricorda chi perse la vita il 29 maggio 1985 prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. "Il sindaco Freddy Thielemans - ha scritto Di Rupo a Tajani - mi ha fatto sapere che la città si impegna a perpetuare il dovere della memoria all'Heysel nel quadro della ristrutturazione previste e della ricollocazione dello stadio attuale".

23 settembre 2013

Fonte: Ansa.it

ARTICOLI STAMPA e WEB SETTEMBRE 2013 

Juventus-Verona: l'ennesimo richiamo alla tragedia dell'Heysel

di Nicola Iuzzolino

Quello di domenica è stato un pomeriggio molto positivo per i tifosi bianconeri, che hanno visto la propria squadra rimediare alla brutta prestazione di Copenaghen trionfando sul Verona grazie alle reti di Tevez e Llorente. Una giornata di campionato fin qui discretamente felice, se non fosse che nel settore ospiti è comparso, per l’ennesima volta, un richiamo alla strage del 29 maggio 85’. Non uno striscione eclatante, non un coro becero: una semplice sciarpa del Liverpool. Un oggetto di per sé innocuo, quasi invisibile a tutto lo stadio, ma che è stato sventolato da un tifoso del Verona come emblema di vittoria di quella maledetta serata. Ovviamente non perché nutrisse particolari simpatie per la squadra inglese, sia chiaro; ma perché ha preferito offendere il tifo bianconero aggrappandosi ad uno degli eventi più tragici della storia juventina e soprattutto italiana. Non è purtroppo il primo che si attacca a queste cose, che utilizza quella vicenda per insultare i tifosi juventini. Tante, troppe volte abbiamo visto supporters avversari inneggiare allo stadio Heysel cantando "Amo Liverpool, amo Liverpool" o esponendo striscioni con su scritto "-39". Episodi sicuramente peggiori della sciarpetta di domenica pomeriggio, ma che hanno in comune lo stesso obiettivo: pungolare l’anima di quelle povere vittime. Già, perché quello che probabilmente non entra in testa a questi pseudo-tifosi, è che quelle persone che hanno perso la vita lì, in quella tragica serata del 29 maggio, erano uomini prima che tifosi. Erano padri, fratelli, mariti, nipoti. Erano italiani, prima che tifosi. Ma perché bisogna ricorrere a queste vigliaccate, a queste offese irrispettose e squallide, per insultare una squadra avversaria ? Perché alla fin fine provare piacere per la morte di 39 persone, divertirsi nello scherzare sulla loro tragedia, non è da persone civili. E’ una cosa che sta totalmente al di fuori della ragione umana, una cosa che non può assolutamente essere concepita da persone dotate di intelletto. Si sta parlando di uomini, non di bestie. Ma allora perché si comportano così, perché compiono queste scelleratezze ? Quale soddisfazione ricevono nel rievocare quella terribile vicenda ? Ma cosa ancor più importante, perché nessuno prende provvedimenti seri nei loro confronti ? Perché si preferisce far finta di niente, tapparsi le orecchie, quando si sente parlare di questi episodi ? Perché è vero che non accadono nella quotidianità di tutti i giorni, ma è anche vero che non sono poi eventi così isolati. Non è infatti difficile sentire in taluni stadi i tifosi cantare "Mi ricordo lo stadio Heysel" e vederli portare con sé magliette e sciarpe del Liverpool. Il tutto, ovviamente, per rievocare alla memoria quel giorno. Ma questo di cui si parla non è calcio, è altro. Il calcio è fatto di lealtà, di sportività. A che serve mandare in televisione spot a favore dell’uguaglianza, del rispetto, quando negli stadi questo viene sempre messo da parte ? Questo non può essere calcio, non può essere tifo. Tifo è seguire la propria squadra avendo un limite di decenza nei confronti degli avversari. Perché gli sfottò e le frecciatine ci possono stare, fa parte del gioco; ma quando si supera questa soglia, allora si scende nel disumano.

24 settembre

Fonte: Tuttojuve.com

ARTICOLI STAMPA e WEB SETTEMBRE 2013 

L’Heysel, lo stadio della discordia

di Mattia Braida

In questo blog scriviamo raramente, o quasi mai, di sport. Oggi, però, voglio parlarvi di una controversia che ha creato un certo dibattito in Belgio, intorno alle solite divisioni campanilistiche tra fiamminghi e valloni, alla diffidenza verso Bruxelles capitale, e all’importanza dello sport anche qui, in questo piccolo paese. Per quanto ci riguarda, da expat, la controversia non è poi così interessante, infatti discute del futuro dello stadio nazionale "Re Baldovino". La Città di Bruxelles ha deciso di ricostruire lo stadio per gli Europei 2020 di calcio, creando un complesso che sia in linea con i nuovi dettami del UEFA  in termini di sicurezza e dimensioni, spostando l’attuale collocazione - di fianco all’Atomium, per intenderci - in uno dei parcheggi vicini, consentendo così di riconvertire la zona in uno spazio commerciale e urbanistico nuovo. Il dibattito interessa proprio il luogo scelto per il nuovo stadio. Infatti, la zona designata per l’edificio non si trova più nel territorio di Bruxelles capitale, ma già nel comune di Grimbergen, quindi nelle Fiandre. Insomma, tralasciando i fattori economici - che come in molti casi simili sottostanno a bilanci e pianificazioni alquanto fumose - ancora una volta il fattore etnico e linguistico ha fatto insorgere fiamminghi e valloni. Da una parte i valloni protestano perché nel futuro stadio è stato chiesto di giocare all’Anderlecht, che ha una tradizione legata al mondo di lingua francese che fa storcere il naso a chi non vuole vederla giocare  territorio fiammingo. Dall’altra, a chi (come l’N-VA, il partito nazionalista fiammingo) ha già chiesto che nello stadio sia imposto anche il fiammingo come lingua. Insomma, una patata bollente che le autorità belghe hanno risolto un po’ all’italiana, decidendo e andando avanti sulla strada dei numerosi milioni messi sul piatto dai vari appetiti privati, infischiandosene dell’opinione pubblica. Anche perché, fa notare la stampa belga, abbattere lo stadio esistente e costruirne uno nuovo costerà molto di più che restaurare il "Re Baldovino". Poi, il costo per costruire un impianto che possa anche ospitare il classico meeting di atletica "Van Damme", uno dei più importanti d’Europa, ha fatto lievitare i preventivi a livelli da fare sorprendere anche i non addetti ai lavori. Per noi italiani, c’è però un motivo per interessarci alla vicenda e portarla alla vostra attenzione. Lo stadio in questione, infatti, è il tristemente famoso stadio dell’Heysel, dove come molti di voi sapranno, si consumò una delle peggiori tragedie calcistiche dell’era moderna. Prima della finale di Coppa dei Campioni del 1985 fra Juventus e Liverpool, gli scontri tra hooligans del Liverpool e tifosi esagitati delle due parti (N.D.R: Clamoroso falso storico già segnalatogli e presuntuosamente mai rimosso dall’autore), favorita dalla totale impreparazione delle forze dell’ordine, causò un fuggi fuggi generale che bloccò e schiacciò all’interno di uno dei settori dello stadio numerose persone che non c’entravano nulla con gli scontri, tifosi, famiglie e bambini. Il crollo di un muro e il caos che ne seguì, poi, proprio in quel settore causarono la morte di 39 persone, molte delle quali rimasero schiacciate dalla calca, e più di 600 feriti. Di quei morti, 32 furono italiani. L’episodio rimane una ferita bruciante nella storia del calcio, un evento che fortunatamente ha portato ad un’evoluzione nella sicurezza dei luoghi pubblici, purtroppo sulla pelle di persone che quella mancanza l’hanno pagata con la vita. Elio Di Rupo, Primo Ministro belga dalle origini italiane, ha garantito che la targa a memoria della tragedia presente nell’attuale stadio verrà spostata con lo stadio stesso, e che il luogo per rispettare la memoria di quei morti e il monito che quell’assurda disgrazia verrà mantenuto. Leggendo i commenti dei giornali belgi, per i quali l’evento è bello che dimenticato, invece, credo che possa finire altrimenti, nel caos di chi dà e riceve in questa storia. Insomma, mi auguro che la memoria, parte integrante di quello che siamo oggi, di un evento tanto tragico come la morte di 39 persone per una semplice partita di calcio, venga mantenuta. Soprattutto per noi italiani, per cui il calcio è uno sport tanto popolare. Anche ieri, scontri negli stadi, cori razzisti e battaglie sugli spalti hanno fatto dimenticare il senso stesso dello sport, quello del divertimento, della spensieratezza e della passione.

Forse dovremmo ricordarci più spesso dell’Heysel.

30 settembre 2013

Fonte: Zingarate.com

ARTICOLI STAMPA e WEB SETTEMBRE 2013 

Il Direttore del Museo del Grande Torino presenta la mostra

"Settanta Angeli in un unico cielo Heysel e Superga, tragedie sorelle"

... (Omissis Testo su altri argomenti) "Ho lasciato volutamente per ultima la mostra che inaugureremo a febbraio. Una mostra particolare, direi unica nel suo genere. È dedicata alle tragedie sorelle dell'Heysel (1985) e di Superga (1949) e avrà come titolo "Settanta angeli in un unico cielo". Troppo spesso le barbarie dei tifosi hanno preso di mira queste due tragedie, offendendone e umiliandone le memorie. Lo scorso anno, in modo del tutto casuale, ho avuto modo di visitare un museo virtuale dedicato alle vittime dell'Heysel, ideato e curato con amorevole passione da Domenico Laudadio. Fino a quel giorno la mia conoscenza su questo terribile avvenimento era piuttosto scarsa. La visione del sito è stata folgorante. Ho avuto modo di scoprire storie umane fino ad allora sconosciute. Mi sono lasciato coinvolgere dall'angoscia di sguardi impressi su fotografie dure come pietre. Mentre le guardavo pensavo a loro non come tifosi bianconeri a noi rivali ma come persone care e li ho sentiti una parte di me, come fratelli. Mi sono convinto di una cosa: se tutti avessero modo di visitare questo sito sono certo che proverebbero questi stessi fraterni sentimenti. Non ho dubbi e lo stesso vale per ogni altra tragedia. Ringrazierò sempre Domenico (Mimmo) Laudadio per questa opportunità di riflessione. Il sito è documentatissimo e invito tutti a una attenta visita, ecco l'indirizzo: www.saladellamemoriaheysel.it. Ad agosto ho confidato a Mecu l'idea della mostra trovando piena e totale condivisione di pensiero e spirito. Mecu, tra l'altro, si era già pubblicamente espresso con un ricordo affettuoso verso le vittime dell'Heysel. L'idea della mostra comune è stata immediatamente accolta anche da Mimmo con lo stesso cuore, con lo stesso spirito di fraterna condivisione. Poi ovviamente, resta intatta la rivalità sportiva. Altrettanto sacra, indiscutibile, direi necessaria. Noi tiferemo sempre Toro e Mimmo tiferà sempre Juve ma ci sono momenti e situazioni dove tutti insieme ci possiamo ritrovare, oltre le nostre bandiere, in un unico cielo".

Settembre 2013

Fonte: Il Trombettiere del Filadelfia

ARTICOLI STAMPA e WEB SETTEMBRE 2013 

Sportitalia - Suma (dir. Milan Channel):

"La vera vergogna ? I riferimenti all'Heysel

Questa è la priorità, in un Paese civile non devono esistere e si deve intervenire".

"Io la cosa vera che desidero non venga più pronunciata in nessuno stadio italiano è qualcosa che richiama alle vittime dell'Heysel". Lo ha detto il direttore di Milan Channel, Mauro Suma, durante la trasmissione di Sportitalia, "Aspettando Calcio € Mercato". "Non c'è niente come questa vergogna - ha detto Suma - come quella delle vittime dell'Heysel, che purtroppo entrano a volte in alcuni cori, in alcuni stendardi. Non voglio dare paternità perché non è questo lo spirito, però se c'è una priorità è che cose sulle vittime dell'Heysel, in un Paese civile, in uno Stato civile, non devono essere più pronunciate. Su queste cose serie, ci deve essere un intervento".

11 ottobre 2013

Fonte: Tuttojuve.com

ARTICOLI STAMPA e WEB OTTOBRE 2013 

Offese e minacce sul web per la maglia viola esposta nel bar

di Marco Sabia

I tifosi juventini: "La casacca viola col 39 si riferisce ai morti dell’Heysel". Ma è il numero civico, che ha dato il nome al locale di Fucecchio. Il titolare: "Temo ritorsioni".

FUCECCHIO - Un locale fucecchiese, L'Angolo 39, gestito da tre fratelli, finisce al centro delle polemiche sul web, a causa di un equivoco che ha i connotati dell'assurdo, con offese e minacce al titolare e alla sua attività. Ma veniamo al merito spiegando la dinamica di questo incredibile equivoco: all'interno del Bar, aperto da poco, è presente una maglia ufficiale della Fiorentina, regalata ai tre fratelli da alcuni cari amici, su cui è scritto "Angolo 39", un modo per celebrare la loro fede gigliata augurandogli buona fortuna per il bar da poco aperto. Alcuni tifosi juventini, anche se definirli tali è arduo, scambiano il nome Angolo 39 per un riferimento offensivo ai 39 juventini morti nell'assurda tragedia verificatasi in occasione della finale di Coppa dei Campioni del 1985, poi vinta 1-0 con gol di Platini. Ma il senso della maglia, ovviamente, non è questo: il bar, infatti, fa angolo lungo via Battisti a Fucecchio e, inoltre, il 39 è un riferimento non ai morti dell'Heysel ma semplicemente al numero civico del locale, il 39 appunto. La frittata, però, è fatta: su facebook è nata la polemica, scatenata da qualche utente con termini del tipo "Vergogna", per poi diffondersi su alcuni forum di tifosi juventini, uno in particolare al quale ci siamo iscritti per verificare quale fosse la situazione. In seguito a una segnalazione di un utente (probabilmente della zona) che, capitato nel bar per un aperitivo, aveva postato sul forum una foto della maglia "incriminata", seguita poi da una serie di considerazioni offensive di altri utenti, i gestori sono finiti al centro di una polemica fondata pressoché sul niente. Il maggiore dei tre fratelli, il trentenne Amos Milazzo è arrabbiato e stupito: "Quando ho letto quelle offese - inizia - ci sono rimasto malissimo, sinceramente mai pensato che si potesse arrivare ad una situazione del genere, col nostro bar al centro di polemiche che ci feriscono e ci fanno male. Questi non sono tifosi - continua - sono persone che parlano senza conoscere i reali motivi che stanno dietro alla maglietta della Fiorentina, regalataci da cari amici. Quello che mi ferisce ancor di più - precisa - è che la polemica sia divampata a causa di qualcuno della zona che ha postato la foto della maglia sul web, dando il via ad un tam-tam mediatico che io non posso controllare e che rischia d'infangare la nostra immagine. Voglio solo sperare - conclude - che si fermi tutto qui, che nessuno pensi di colpire il nostro bar".

30 novembre 2013

Fonte: Iltirreno.gelocal.it

ARTICOLI STAMPA e WEB NOVEMBRE 2013 

Grugliasco, 16 febbraio - 20 aprile 2014

"Settanta Angeli in un unico cielo Heysel e Superga, tragedie sorelle"

Mostra e Convegno a cura del Museo del Grande Torino e della leggenda granata e del Museo Virtuale Multimediale www.saladellamemoriaheysel.it con la partecipazione di Francesco Caremani, giornalista e autore del libro "HEYSEL - Le verità di una strage annunciata".

Il valore della memoria è un patrimonio individuale, familiare e sociale da condividere collettivamente. La storia si tramanda di padre in figlio, di generazione in generazione, direttamente ai popoli che ne ricevono il testimone, in viaggio non soltanto nel proprio tempo. Un museo è il percorso suggestivo di un racconto, se pur doloroso, unto dal crisma del mito. Anche certe tragedie dello sport possono essere narrate con devozione e tenerezza trasmettendo semplicemente la verità. Tutte le sciagure, pur con modalità e responsabilità differenti, sono naturalmente imparentate fra loro, essendo partorite dalla stessa madre, la morte. E proprio in ragione di questa affine familiarità nel dolore esigono da chiunque il dovuto silente rispetto e gli onori della memoria. Talvolta, però, l’imbarbarimento di alcuni presunti tifosi profana ignobilmente in atti riprovevoli questa comunione spirituale, offendendo con crudeltà le vittime ed i loro familiari. Proprio in virtù di queste ragioni Superga e l’Heysel sono virtualmente luoghi sacri ed inviolabili nella memoria di tutti, "tragedie sorelle". Abbiamo, quindi, pensato di compiere insieme un gesto "forte", rivolgendoci alla comunità di tutti gli sportivi, rispondendo a quanti stuprano da tempo bestialmente la pietà e la dignità umana. Il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata ed il Museo Virtuale Multimediale www.saladellamemoriaheysel.it  scambieranno il proprio logo sui rispettivi siti istituzionali e organizzeranno insieme il 16/2/2014 presso il Museo del Grande Torino di Villa Claretta Alessandri a Grugliasco una mostra intitolata: "Settanta Angeli in un unico cielo - Heysel e Superga, tragedie sorelle". Importante precisare, al bando di retorica e ipocrisia, in particolare alle tifoserie di Torino e Juventus, che l’intento comune di entrambi i Musei sarà esclusivamente quello di fraternizzare fra terra e cielo la memoria dei propri caduti, pur riconoscendo e riaffermando le immutabili e sacrosante dinamiche antagonistiche della storica rivalità tra i propri due clubs. "Lo Sport non divide, affratella".

Giampaolo Muliari (Direttore Museo del Grande Torino e della leggenda granata)

Domenico Laudadio (Custode www.saladellamemoriaheysel.it)

Domenico Beccaria (Presidente Associazione Memoria Storica Granata)

25 dicembre 2013

Fonte: Saladellamemoriaheysel.it

ARTICOLI STAMPA e WEB DICEMBRE 2013 

Heysel e Superga tragedie sorelle

In un momento in cui l'imbarbarimento del tifo sembra non conoscere più limiti, nemmeno quelli che l'umana pietà dovrebbe imprimere nell'animo di chiunque, pare opportuno anticipare una lodevole iniziativa come la Mostra Multimediale che resterà aperta dal 16 febbraio al 20 aprile 2014 in Villa Claretta Alessandri, via La Salle 87, Grugliasco (TO). Da idea e sentimento di Giampaolo Muliari, Direttore del Museo del Grande Torino e della Leggenda granata. Con la partecipazione di Domenico Beccaria, Presidente dell'Associazione Memoria Storica Granata, del Museo Virtuale Multimediale ww.saladellamemoriaheysel.it di Domenico Laudadio e di Francesco Caremani, giornalista e autore del libro "Heysel. Le verità di una strage annunciata". Consulenza e repertorio fotografico di Salvatore Giglio. "Il valore della memoria è un patrimonio individuale, familiare e sociale da condividere collettivamente. La storia si tramanda di padre in figlio, di generazione in generazione, direttamente ai popoli che ne ricevono il testimone, in viaggio non soltanto nel proprio tempo. Un museo è il percorso suggestivo di un racconto, se pur doloroso, unto dal crisma del mito. Anche certe tragedie dello sport possono essere narrate con devozione e tenerezza trasmettendo semplicemente la verità. Tutte le sciagure, pur con modalità e responsabilità differenti, sono naturalmente imparentate fra loro, essendo partorite dalla stessa madre, la morte. E proprio in ragione di questa affine familiarità nel dolore esigono da chiunque il dovuto silente rispetto e gli onori della memoria. Talvolta, però, l’imbarbarimento di alcuni presunti tifosi profana ignobilmente in atti riprovevoli questa comunione spirituale, offendendo con crudeltà le vittime ed i loro familiari. Proprio in virtù di queste ragioni Superga e l’Heysel sono virtualmente luoghi sacri ed inviolabili nella memoria di tutti, "tragedie sorelle". Abbiamo, quindi, pensato di compiere insieme un gesto 'forte', rivolgendoci alla comunità di tutti gli sportivi, rispondendo a quanti stuprano da tempo bestialmente la pietà e la dignità umana. Il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata ed il Museo Virtuale Multimediale www.saladellamemoriaheysel.it scambieranno il proprio logo sui rispettivi siti istituzionali e organizzeranno insieme il 16/2/2014 presso il Museo del Grande Torino di Villa Claretta Alessandri a Grugliasco una mostra intitolata: 'Settanta Angeli in un unico cielo - Heysel e Superga, tragedie sorelle'. Importante precisare, al bando di retorica e ipocrisia, in particolare alle tifoserie di Torino e Juventus, che l’intento comune di entrambi i Musei sarà esclusivamente quello di fraternizzare fra terra e cielo la memoria dei propri caduti, pur riconoscendo e riaffermando le immutabili e sacrosante dinamiche antagonistiche della storica rivalità tra i propri due club".

25 dicembre 2013.

"Lo Sport non divide, affratella".

Giampaolo Muliari (Direttore Museo del Grande Torino e della leggenda granata).

Domenico Laudadio (Custode www.saladellamemoriaheysel.it).

Domenico Beccaria (Presidente Associazione Memoria Storica Granata).

26 dicembre 2013

Fonte: Juventinovero.com

ARTICOLI STAMPA e WEB DICEMBRE 2013 

Heysel e Superga, 70 angeli in un cielo solo

di Diego Fornero

Una mostra celebrerà i caduti della strage dell'Heysel, così come gli Invincibili di Superga, al Museo del Grande Torino.

Iniziativa decisamente innovativa quella che si vedrà la luce, con inaugurazione il prossimo 16 febbraio, al Museo del Grande Torino e della leggenda granata di Villa Claretta a Grugliasco. In collaborazione con la "Sala della memoria - Heysel", infatti, i responsabili del Museo, Giampaolo Muliari e Domenico Beccaria, ospiteranno la mostra "Settanta angeli in un unico cielo - Heysel e Superga, tragedie gemelle". E' lo stesso Beccaria a presentare l'iniziativa, con questo breve comunicato: "Questo sarà il titolo della mostra, che vuole innanzitutto fare riflettere sulla tragedia della morte, ricordare il rispetto per chi è caduto e obbligarci a rispettare innanzitutto la nostra umanità. Basta cori e striscioni beceri, basta trincerarsi dietro la scusa puerile "ma loro lo fanno". Facciamo tutti un passo avanti, verso la civiltà e la ragione, verso il rispetto e l'onore. Noi che sappiamo rispettare i morti, i nostri come quelli degli altri, siamo meglio di loro, quelli che magari indossando i nostri stessi colori, professando la nostra stessa fede, li offendono. Guardando alcune delle immagini di Bruxelles, mi sono sentito colpito profondamente. Vi chiedo di venire a visitare la mostra, dopo la sua apertura, per toccare con mano e capire. Dopo, nulla sarà più lo stesso". Un'iniziativa, in un certo senso, persino storica, sicuramente lodevole, che non mancherà di far parlare di sé. Attendiamo curiosamente l'inaugurazione per assistervi di persona...

27 Dicembre 2013

Fonte: Toronews.net

ARTICOLI STAMPA e WEB DICEMBRE 2013 

Heysel e Superga, la morte non ha colore

Dal 16 febbraio, al via la mostra che ricorda le vittime delle due tragedie.

Dal 16 febbraio al via la mostra "Settanta angeli in un unico cielo - Heysel e Superga, tragedie sorelle" al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata. L'evento è dedicato alle vittime che hanno perso la vita nelle tragedie che hanno colpito le due squadre di Torino: gli Invincibili granata e i tifosi bianconeri a Bruxelles durante Liverpool-Juventus. La mostra è stata organizzata dal Museo del Grande Torino, in collaborazione con il portale saladellamemoriaheysel.it ed è volta al ricordo e alla riflessione sulla morte. Perché, nonostante l'accesa rivalità, il messaggio degli organizzatori è che il lutto non ha colori.

27 dicembre 2013

Fonte: Toro.it

ARTICOLI STAMPA e WEB DICEMBRE 2013 

Lo sport non divide, affratella e i veri tifosi lo sanno

di Elena Rossin

L’etica e il valore dello sport non sono solo bei concetti. A febbraio una mostra per ricordare la tragedia di Superga e la strage dell’Heysel.

Si parla tanto dell’etica e del valore dello sport e spesso però non si va oltre alle parole, ma ciclicamente qualcuno c’è che prova con i fatti a dimostrare che lo sport non è solo vincere o perdere, essere più forti o più deboli. Nel mese di febbraio una mostra cercherà di affratellare due grandi lutti che hanno colpito il calcio torinese: la tragedia di Superga che il 4 maggio 1949 vide perire la squadra del Grande Torino con i suoi accompagnatori, i membri dell’equipaggio aereo e tre giornalisti e la strage dell’Heysel che il 29 maggio 1985 vide morire trentanove persone, di cui trentadue tifosi della Juventus, e altre seicento rimasero ferite. Iniziative di questo tipo non sono facili da organizzare e soprattutto non vengono sempre capite da tutti e quindi prendendo spunto dalla mail che ha scritto Giampaolo Muliari, direttore del Museo del Toro, ai soci dell’Associazione Memoria Storica Granata in quest’ultimo giorno del 2013 dedicare qualche minuto a riflettere può essere un modo, piccolo e semplice, per dare significato e valore allo sport e nel caso particolare al calcio. "Cari amici e care amiche, ho pensato di rivolgermi a voi per un doveroso pensiero che riguarda una nostra prossima iniziativa museale, dedicata alle tragedie di Superga e dell’Heysel.  L’idea di questa mostra è nata dopo aver visionato il sito di Domenico Laudadio (www.saladellamemoriaheysel.it, appena potete visitatelo) che ci ha fatto capire alcuni aspetti a noi sconosciuti, almeno a me. Il famoso settore Z, quello oggetto del massacro, era occupato da famiglie. Gli ultras bianconeri erano da tutt’altra parte. Ad alcune famiglie abbiamo inoltrato in questi giorni una lettera di invito, scriverla è stato molto difficile. Siamo entrati nelle loro case e nel loro dolore in punta di piedi, soppesando ogni singola parola per la paura di turbare i loro sentimenti. Le risposte, fino ad ora, sono state tutte positive, grazie al cielo. Non potete immaginare la difficoltà a mettere in piedi una mostra simile. Oltre ai familiari abbiamo ritenuto doveroso chiedere un coinvolgimento preventivo delle due società, granata e bianconera, ebbene abbiamo ottenuto la disponibilità del Torino, mentre la Juventus si è invece defilata, negandoci il patrocinio e ogni tipo si sostegno o coinvolgimento e limitandosi a dare una disponibilità formale a partecipare se invitata. Questa mostra non è un gemellaggio sportivo. Con Domenico Laudadio e Francesco Caremani (autore del libro "Le verità sull’Heysel") continuerà a dividerci una sacrosanta rivalità sportiva, ma questo non ci deve impedire di poterci incontrare nella comune memoria dei propri caduti che meritano un ricordo e un rispetto comune. Comprendo la difficoltà (spero solo iniziale) per alcuni o molti di voi a capire e condividere lo spirito di questa iniziativa. A chi è dubbioso ma rispettoso della decisione presa di allestire questa mostra, decisione come tutti ricordate presa in un’assemblea aperta, rivolgo il mio grazie per questo impegno. A tutti, comunque, ricordo lo spirito del nostro Museo: non siamo allo stadio, né tantomeno in curva, con tutto il rispetto sia chiaro. Il Museo è una entità a parte. E’ un luogo di memoria, di cultura, di fratellanza sportiva. All’ingresso, infatti, abbiamo volutamente inserito la frase "Lo sport non divide, affratella" che è lì fin dal primo giorno, 22 aprile 2008. E’ una frase non di bellezza ma di sostanza, non dimentichiamolo mai. Quest'estate io e il presidente Domenico Beccaria abbiamo visitato il Museo del Benfica e tra le altre cose c’è rimasta impressa favorevolmente una loro idea che cercheremo di fare nostra se non in questo (per ragioni di spazio…) nel nuovo Museo che verrà (lo speriamo fortemente). Le pareti al fondo sono tappezzate da tutti i nomi delle squadre affrontate dal Benfica nella sua secolare storia sportiva, il tutto accompagnato da una frase emblematica il cui senso è questo: "senza di loro la nostra storia non sarebbe mai stata scritta". Sarebbe bello riproporre questa idea anche nel nostro Museo e in tal caso cosa facciamo, omettiamo il nome Juventus ? Sarebbe ridicolo, ci comporteremmo in modo puerile. Nel Museo della Juventus non vi è alcun riferimento che sia uno al Toro, alla sua storia, alle sue tragedie, come se vivessimo sulla luna. Noi siamo altra cosa e questa mostra servirà a dimostralo e a ricordarlo. Ecco cari amici, ho pensato di rivolgermi a voi con questi pensieri, scritti anche con il peso e l’amarezza di aver letto e ricevuto messaggi offensivi, quasi diffamatori, del tipo che approfittiamo di queste cose per far cassa. Siamo al delirio soprattutto quando penso a noi, al nostro spirito di totale gratuità che ci ha sempre accompagnato fin dal primo giorno. Non potete immaginare quanto ne stia soffrendo, purtroppo ho un carattere così. Facciamo squadra e remiamo uniti, almeno tra di noi, e speriamo che siano in tanti a condividere questo difficile, ma necessario cammino di riflessione.

Un abbraccio con i migliori auguri di un sereno e felice anno nuovo".

Giampaolo Muliari

31 dicembre 2013

Fonte: Torinogranata.it

ARTICOLI STAMPA e WEB DICEMBRE 2013 

Rush: "Suarez vale 144 milioni ! E sull'Heysel..."

di Massimo Franchi

"Ha una clausola rescissoria super. Vorrei che il mio Liverpool sfidasse la Juve nella finale Champions 2015".

DUBAI, 31 dicembre 2013 - È stato un cannoniere formidabile: 346 gol complessivi (47 in tutto - 32 in campionato - nella sola stagione 1983-84 che gli valsero la Scarpa d’Oro) in 660 partite ufficiali con la maglia del Liverpool. Recordman assoluto nella gloriosa storia dei "Reds" di Anfield con cui ha vinto due Coppe dei Campioni, 5 Premier League, 3 Coppe d’Inghilterra, 5 Coppe di Lega e 6 "Charity Shield". Ancor oggi, a 52 anni d’età, viene fermato per strada dai tifosi di ogni età che ne reclamano l’autografo. Il gallese Ian James Rush dal 2010 ricopre l’incarico di ambasciatore ufficiale del Liverpool. Gira il mondo per sviluppare il "brand" del famoso club inglese che ha per simbolo il leggendario "Liver Bird", un cormorano che tiene col becco una felce e che nella mitologia medioevale britannica rappresenta una sorta di araba fenice. Nella scintillante notte di Globe Soccer al Madinat Jumeirah Hotel è stato lui a premiare sul palco Antonio Conte con il prestigioso "Award" come migliore allenatore al mondo del 2013. Erano seduti allo stesso tavolo durante la cena di gala e hanno naturalmente discusso della Juventus, unico grande cruccio dello spietato killer (in fatto di gol...) nativo di Saint Asaph. Una sola stagione a Torino, nel 1987-88, poi l’immediato ritorno all’ovile per struggente nostalgia. Alla fine della fantasmagorica "Audi Football Night" Ian ci ha concesso una lunga intervista esclusiva toccando tutti i temi: dall’Heysel al mercato. Rush, cominciamo dal suo punto debole: quell’anno, il solo, in maglia bianconera... "Arrivai a Torino animato dai migliori propositi, volevo davvero sfondare all’estero, le proposte di Boniperti e del dottor Giuliano mi avevano convinto sotto tutti i punti di vista: economico e sportivo. Ma non avevo fatto i conti con il profondo rinnovamento della squadra. Quell’anno la Juve acquistò 7 nuovi giocatori. Platini se n’era appena andato, ah quanto ho sognato e "rimpianto" i suoi possibili assist ! Il grande Michel fu sostituito da... Magrin, il che è tutto dire, no ? E in panchina c’era un gentleman come Marchesi, che però non aveva per niente il carisma di un leader, di un vero motivatore come per esempio adesso Conte o Brendan Rodgers, il nostro attuale manager a Liverpool. Non mi adattai né in campo, soprattutto, e neppure fuori. Non ero felice e chi non è felice non può rendere al meglio. In qualsiasi tipo di lavoro, figurarsi in una squadra di calcio per di più per uno straniero che non parla la lingua ed è alla prima esperienza in un mondo completamente nuovo. Il titolo di capocannoniere lo vinse Maradona con appena 15 gol seguito a 13 dal suo compagno Careca. Io chiusi a quota 7, nulla per uno come me ma comunque miglior marcatore della Juve, e mi consolai col rigore decisivo nello spareggio Uefa contro il Torino". Tornasse indietro rifarebbe la stessa scelta ? "Bella domanda, ma non si può tornare indietro. Facile ragionarci su col senno di poi. La considero comunque un’esperienza utile e proficua pur nella sua complessiva negatività. E non dimenticherò mai l’incontro con l’Avvocato Gianni Agnelli a Villa Frescot, in collina, non lontano da dove vivevo io con mia moglie Tracey. Un uomo dal fascino straordinario e uno squisito intenditore di calcio. Mi raccontò tanti aneddoti sul grande John Charles, il Gigante Buono, il primo gallese alla corte della Juve alla fine degli Anni Cinquanta di cui io avrei dovuto essere il continuatore delle gesta con la maglia numero 9 bianconera". Come non si può tornare indietro sulla tragedia dell’Heysel ‘85, purtroppo... "Già, io persi con il Liverpool la Coppa dei Campioni che finì alla Juve, la mia futura squadra. Ma quella notte persero tutti: fu una delle più grandi sconfitte del calcio inteso in generale. Non si può andare allo stadio felici e speranzosi, in un’atmosfera gioiosa, a tifare per la tua squadra e perdere la vita". Fra meno di un anno e mezzo, il 29 maggio 2015, ricorrerà il trentennale di quell’immane tragedia: a Liverpool pensate di fare qualcosa per ricordare l’Heysel ? "Noi l’abbiamo già fatto per ricordare un’altra strage allo stadio, all’Hillsborough di Sheffield, nel 1989, quando morirono 96 persone schiacciate tra le pareti laterali e le recinzioni per la calca. Erano quasi tutti tifosi del Liverpool giunti a Sheffield per la semifinale di Coppa d’Inghilterra contro il Nottingham Forest. So che a Torino e a Bruxelles ci sono un cippo e una targa per ricordare il disastro dell’Heysel e le vittime quasi tutte italiane, ma ovviamente noi siamo pronti a fare qualsiasi cosa. Basta che la Juve ce lo dica e noi obbediremo". Lei ha un’idea in proposito, magari un’amichevole visto che il 2015 è un anno dispari in cui non si disputano cioè né Mondiali né Europei ? "Un’amichevole va bene, come no ? Ma io un grande sogno ce l’ho per davvero: dalla tragedia di Bruxelles ho sempre sperato che un giorno i tifosi del Liverpool e della Juventus si potessero unire in un abbraccio affettuoso e sincero. E quale occasione migliore della finale di Champions League ? Mi auguro che ciò accada molto presto. Perché no, proprio nel 2015: noi in questa stagione siamo rimasti fuori dall’Europa e la Juve è uscita dopo la prima fase a gruppi. Entrambi saremo caricatissimi per la prossima stagione, vogliosi di dare il massimo sul più prestigioso palcoscenico europeo".

31 dicembre 2013

Fonte: Tuttosport

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