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ARTICOLI
STAMPA
HEYSEL 2026
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Dramma dei
tifosi della Juve all’Heysel: al Ministero
degli Affari
Esteri l’Unità di crisi prende forma
di Stefano
Benazzo
Parla il
diplomatico di turno durante la strage e la
partita dei bianconeri nello stadio belga: Era
il 29 maggio '85.
Per la tragedia di
Crans - Montana e altre vicende nelle quali sono
coinvolti da decenni connazionali presenti a
vario titolo in diversi Paesi, i media citano il
ruolo dell’Unità di crisi del Ministero degli
Affari Esteri in relazione ai sempre più
frequenti eventi naturali e politici, ai
sequestri a
danno di connazionali, nonché alle
tragedie che purtroppo si susseguono nel mondo e
che coinvolgono italiani. Non sono volutamente
approfondite dai media le modalità di azione
dell’Unità, che opera senza dare pubblicità alle
proprie iniziative, di concerto con altre
Istituzioni.
RIENTRATO DA
MOSCA - Come nacque l’Unità di
Crisi, che ho avuto l’onore di vedere sorgere, a
seguito di una mia iniziativa ? Fra settembre
1983 e settembre 1986, di ritorno da 3 anni
presso l’Ambasciata a Mosca, fui assegnato alla
Segreteria Generale del Ministero degli Affari
Esteri, allora centro nevralgico di tutta la
corrispondenza del Ministero del Esteri, oltre a
coordinarne l’intera attività, alle dipendenze
del Segretario Generale. La tragedia dello
stadio di Heysel, a Bruxelles, il 29 maggio
1985, poco prima dell’inizio della finale di
Coppa dei Campioni Juventus - Liverpool, provocò
la morte di 39 persone, di cui 32 italiani;
oltre 600 persone rimasero ferite. Quel giorno
ero di turno di "chiusura", verso le 21, alla
Segreteria Generale, nel cosiddetto "Stanzone",
che apriva alle 7 e chiudeva alle 22, e nel
quale di giorno operavano almeno 6 funzionari
diplomatici, oltre al personale di supporto.
Nelle fasce estreme di tale orario era sempre
presente almeno un funzionario diplomatico.
Quella sera ero io. Avendo varie tv italiane ed
estere in trasmissione continua (era compito
anche della Segreteria Generale rimanere
aggiornata sugli eventi di rilevanza in tutto il
mondo, per poterne informare la gerarchia
ministeriale e, al vertice, il Ministro degli
Affari Esteri), mi resi conto di quanto
succedeva a Bruxelles.
OGNI
TELEFONO DISPONIBILE - Decidendo
informare subito gli italiani consapevoli che le
Autorità erano in grado intervenire e
raccogliere le richieste degli italiani di
conoscere la sorte dei propri cari, riuscii a
far passare sulle reti tv nazionali (con
notevole riluttanza da parte dei rispettivi
Direttori) tutti i numeri telefonici fissi della
Segreteria Generale, invitando a chiamare quei
numeri per registrare i propri quesiti presso il
Ministero degli Esteri. Pochi minuti dopo, i
"sottopancia" delle reti che trasmettevano la
partita riportavano i numeri che avevo chiesto
di trasmettere, così come i tg e le edizioni
straordinarie dei notiziari, nonché, l’indomani,
i quotidiani.
ALLE USCITE
SCHIERATI I CARABINIERI - Diedi
anche istruzioni ai Carabinieri all’ingresso del
Ministero di bloccare e mandare alla Segreteria
Generale i funzionari diplomatici in uscita
dall’ufficio, in età non superiore a circa 35
anni (all’epoca non era inusuale che i miei
colleghi rimanessero in ufficio ben oltre le
20). Invitai subito i miei colleghi
(inizialmente perplessi, ma immediatamente
consapevoli dell’importanza della nostra
missione) a gestire tutti i telefoni (allora
esistevano solo linee fisse) della Segreteria
Generale (circa 20 linee) e il Ministero fu così
immediatamente raggiungibile per tutti coloro
che si preoccupavano di sapere se i loro
congiunti erano vivi e di dare i propri
recapiti. Tutte le linee della Segreteria
Generale furono pertanto immediatamente a
disposizione dei nostri connazionali, compreso
il telefono privato del Segretario Generale. I
miei colleghi prendevano nota degli estremi dei
richiedenti, assicurando che il Ministero
avrebbe fatto quanto in suo potere per cercare
elementi sulle vittime (morti, feriti, dispersi,
congiunti) della tragedia e dare, a tempo
debito, una risposta.
24H DI
EMERGENZA SOTTO ANDREOTTI - La
struttura rimase in funzione in questa forma per
quasi 24 ore, passando poi la "fiaccola" alla
Direzione Generale competente. Successivamente,
le Autorità nazionali competenti furono chiamate
a collaborare. Fu l’embrione della struttura che
divenne poi l’Unità di crisi. Allora, fu una
novità che l’Amministrazione potesse in tempo
reale seguire un evento tragico e offrire
immediatamente la propria collaborazione ai
cittadini. L’indomani ricevetti i complimenti
del Segretario generale, Renato Ruggiero, e del
Ministro degli Esteri, Giulio Andreotti. L’Unità
di crisi dimostra quotidianamente e continuerà a
dimostrare la propria importanza. Ogni volta che
la sento nominare, sono fiero di avere
contribuito alla sua nascita.
Stefano
Benazzo (NdR: Ambasciatore d’Italia a
riposo)
Fonte:
Barbadillo.it © 14 gennaio 2026
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Qui, in ogni
luogo e altrove
di Domenico
Laudadio
Il Presidente
dell’Associazione fra i Familiari delle Vittime
dell’Heysel ospite della Juventus Football Club
a Torino.
Andrea
Lorentini, domenica 25 gennaio, insieme al
consigliere dell’Associazione, Fabrizio Landini,
ha visitato il monumento dedicato alle 39
vittime dello stadio Heysel di Bruxelles, eretto
dalla Juventus alla Continassa ed inaugurato
solennemente lo scorso 29 maggio 2025 in
occasione del 40° anniversario della strage. Un
progetto "concepito per essere un luogo di
riflessione e speranza" e intitolato "VERSO
ALTROVE", sorto da una ispirazione di Luca
Beatrice, critico d’arte recentemente scomparso,
realizzato dall’artista Luca Vitone. "L’opera si
estende su un'area verde di circa 2000 metri
quadrati, arricchita da cespugli di essenze
profumate e alberi di Ginkgo Biloba - simboli di
resistenza e memoria - scelti per la loro
longevità e capacità di adattamento. Il cuore
del memoriale è una rampa che si innalza
dolcemente, conducendo a un cannocchiale con
lenti invertite; un invito a guardare oltre il
visibile e a riflettere sul futuro. Realizzata
con materiali sicuri e sostenibili, la rampa,
lunga 66 metri, è accessibile sia a piedi sia
con sedie a ruote. Lungo il percorso sono
previsti pianerottoli per soste e momenti di
contemplazione. Per preservare l'atmosfera di
riflessione e raccoglimento, non è consentito
l'uso di biciclette, skateboard, monopattini o
altri mezzi veloci". Ad accompagnarli sul luogo,
Francesco Gianello, responsabile impianti della
Juventus che ha seguito anche il progetto del
monumento e Gaia D'Amelia, responsabile delle
relazioni esterne del club.
Già
da principio, ma anche nei decenni a seguire la
tragedia nonostante la successione delle
dirigenze sportive, il rapporto istituzionale
della Juventus con l’Associazione dei Familiari
delle Vittime oscillò prevalentemente fra alti e
bassi, troppo spesso omissioni e delle
incomprensioni. In questa giornata si coglie,
importantissimo, un definitivo segnale di unità
d’intenti nella condivisione della Memoria e ciò
rappresenterà il solco profondo lungo il quale
percorrere affiancati la strada maestra del
rispetto e della verità, costruendo un progetto
comune di etica sportiva nel sociale. Era questo
il sogno di Otello Lorentini, primo presidente
dell’associazione, il piccolo grande uomo che
osò sfidare e far condannare a processo il
potentato di quella Uefa barocca e avida del
tempo, responsabile della mancata prevenzione di
una strage annunciata. "Un dialogo costruttivo
con la Juventus": la promessa strappata a suo
nipote, in punto di morte, nel 2014. Andrea che
dal 2015 guida l’Associazione, dopo averla
rifondata, l’ha mantenuta con onore e, andando
anche oltre, scrivendo nuove pagine nel futuro
di un calcio affrancato dalla violenza di ogni
genere, fondato sui valori del rispetto
reciproco nell’antagonismo delle competizioni
sportive. Lo stesso Andrea che si è raccomandato
di scrivere in questo articolo: "ringrazio
Juventus per l'ospitalità che ha riservato nel
corso della giornata".
Fonte:
Associazionefamiliarivittimeheysel.it © 26
gennaio 2026
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Insulti con
l'IA di Musk ricordano
tragedie di
Hillsborough e Heysel
Il
Liverpool ha protestato con la piattaforma
social X dopo la diffusione di alcuni messaggi
offensivi generati da Grok, il chatbot di
intelligenza artificiale sviluppato dalla
società di Elon Musk. I contenuti, pubblicati in
risposta alle richieste di alcuni utenti,
contenevano insulti pesanti nei confronti del
club e dei suoi tifosi, facendo esplicito
riferimento a due delle tragedie più dolorose
nella storia della squadra: i disastri di
Hillsborough e dell'Heysel. Secondo il tabloid
Sun, la società inglese è venuta a conoscenza
dei post nelle ultime ore e si è immediatamente
attivata presso X per chiederne la rimozione. I
messaggi, ritenuti estremamente offensivi e
inappropriati, sono stati successivamente
cancellati dalla piattaforma. Grok, lanciato nel
2023, consente agli utenti di porre domande o
chiedere la generazione automatica di contenuti.
Proprio questa funzione è stata utilizzata da
alcuni profili per sollecitare il bot a creare
messaggi deliberatamente provocatori o
offensivi. Tra le richieste rivolte
all'intelligenza artificiale vi erano anche
contenuti riferiti al calciatore del Liverpool
Diogo Jota, morto la scorsa estate in un
incidente stradale insieme al fratello. Non è la
prima volta che il chatbot finisce al centro di
polemiche. In passato Grok era stato criticato
per contenuti controversi e per presunte carenze
nei sistemi di sicurezza. Nel Regno Unito
l'autorità di regolamentazione dei media, Ofcom,
aveva espresso preoccupazione per la possibilità
che il sistema generasse immagini inappropriate.
Nel frattempo anche altri club di calcio, tra
cui Manchester United e il Sunderland, sarebbero
stati presi di mira da contenuti simili generati
dal chatbot.
Fonte:
Ansa.it © 9
marzo 2026
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Tacconi
ricorda l’Heysel
"Tornai
titolare grazie a un mago, Boniperti e il Trap
si fidarono"
Tra
i tanti episodi curiosi della storia della
Juventus, Stefano Tacconi ne racconta uno legato
alla stagione 1984-85, quella culminata con la
finale di Coppa dei Campioni contro il
Liverpool. L'ex portiere bianconero,
intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha
ripercorso il periodo in cui perse il posto da
titolare prima di riconquistarlo proprio alla
vigilia della sfida più importante. "Tutto partì
da un derby - ricorda - presi gol da Aldo Serena
al 90' e, come succede sempre, la colpa fu data
al portiere. Quando uscii dalla squadra eravamo
quarti, quando tornai eravamo ottavi. Quindi il
problema non era certo il portiere...". Da quel
momento iniziò un lungo periodo fuori
dall'undici iniziale. "Trapattoni parlò di un
momento di riflessione per tutti, ma per me durò
24 partite", racconta Tacconi, prima di arrivare
all'episodio che cambiò tutto. Alla vigilia
della finale dell'Heysel, infatti, Boniperti e
Trapattoni si affidarono a un sensitivo. "Erano
molto scaramantici e il venerdì si incontravano
con un mago, Proverbio. Il presidente gli chiese
di prevedere il risultato della finale, ma lui
non riusciva a vedere nulla. Allora domandò chi
fosse il portiere: risposero Bodini. Chiese
quanto fosse alto, poi chi fosse il dodicesimo.
Tacconi, gli dissero. "Quando seppe che ero più
alto concluse: "Deve giocare lui". Una scelta
che si rivelò decisiva: "Se ricordate la partita
con il Liverpool - conclude - presi diversi
palloni sotto la traversa. Senza quel consiglio,
forse non sarebbe andata così".
Fonte:
Tuttomercatoweb.com © 21 marzo 2026
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La
commemorazione
"C'erano tanti
rivolesi allo stadio": la proposta
per non
dimenticare la tragedia dell'Heysel
La discussione in Consiglio comunale.
Ecco quale area potrebbe essere scelta.
Il
gruppo consiliare di Fratelli d’Italia a Rivoli
(Torino) ha presentato una mozione per
intitolare una rotonda della città alle vittime
della tragedia dell’Heysel. La proposta riguarda
l’area tra corso Einaudi, corso Primo Levi e via
Fratelli Macario, uno dei principali punti di
accesso al comune. I consiglieri Valerio
Calosso, Vincenzo Vozzo e Federico Depetris
hanno spiegato che "l’iniziativa nasce dalla
volontà di conservare la memoria di quanto
accaduto il 29 maggio 1985 allo stadio di
Bruxelles". Durante la finale di Coppa dei
campioni tra Juventus e Liverpool, morirono 39
persone, tra cui 32 italiani, a causa delle
cariche dei tifosi inglesi e dei cedimenti
strutturali dell'impianto.
"MOLTI
RIVOLESI ALLO STADIO" - Secondo
i promotori, la scelta di dedicare uno spazio
pubblico a questo evento "è legata anche alla
presenza di molti cittadini rivolesi allo stadio
la sera dell'incidente". L'obiettivo dichiarato
è trasformare il ricordo della tragedia in
un'occasione per promuovere i valori di lealtà e
aggregazione nel mondo dello sport. Il documento
è stato inserito nell’ordine del giorno del
consiglio comunale del 26 marzo. La discussione
effettiva della mozione dovrebbe tuttavia
avvenire nei mesi successivi.
Fonte:
Torinotoday.it © 24 marzo 2026
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Rivoli vuole ricordare
l’Heysel:
proposta una rotonda
dedicata alle vittime
Mozione in Consiglio comunale: "Memoria viva e
valori dello sport da difendere".
Un
luogo della città per non dimenticare. A Rivoli torna al
centro del dibattito la memoria della strage
dell’Heysel, con una proposta concreta: dedicare uno
spazio pubblico alle vittime della tragedia del 1985.
L’iniziativa è stata presentata dai consiglieri comunali
di Fratelli d’Italia Valerio Calosso, Vincenzo Vozzo e
Federico Depetris, che hanno depositato una mozione in
vista del prossimo Consiglio comunale. L’obiettivo è
individuare un punto simbolico della città da intitolare
ai tifosi che persero la vita quella sera a Bruxelles.
La proposta riguarda la rotonda situata tra corso
Einaudi, corso Primo Levi e via Fratelli Macario, uno
degli accessi principali a Rivoli. Una scelta non
casuale, ma pensata per garantire visibilità e per
trasformare uno spazio urbano in un luogo di memoria
permanente. Per i promotori, il legame tra Rivoli e
quella tragedia è ancora forte. "L’Heysel è una ferita
ancora aperta nella memoria collettiva della nostra
città - spiegano - perché tra le vittime e tra i
presenti allo stadio c’erano anche molti rivolesi". Un
richiamo diretto a una notte che ha segnato non solo il
calcio italiano, ma intere comunità. La mozione punta a
trasformare il ricordo in un segno tangibile. Non solo
commemorazione, ma anche un messaggio più ampio. Secondo
i consiglieri, dedicare uno spazio pubblico alle vittime
significa promuovere i valori fondamentali dello sport:
lealtà, rispetto, sacrificio e senso di appartenenza.
Principi che, proprio all’Heysel, furono tragicamente
calpestati. Il documento è già stato inserito all’ordine
del giorno del Consiglio comunale del 26 marzo, anche se
la discussione potrebbe slittare alle prossime sedute.
Resta però il significato dell’iniziativa. In un tempo
in cui la memoria rischia di affievolirsi, la proposta
riporta l’attenzione su una delle pagine più drammatiche
della storia sportiva europea, sottolineando il ruolo
delle istituzioni locali nel custodire e trasmettere il
ricordo. La tragedia dell’Heysel risale al 29 maggio
1985, durante la finale di Coppa dei Campioni tra
Juventus e Liverpool allo stadio Re Baldovino di
Bruxelles. Poco prima dell’inizio della partita,
l’assalto di un gruppo di hooligan inglesi contro il
settore occupato dai tifosi italiani provocò il crollo
di una barriera. Nel caos e nella fuga disperata
morirono 39 persone, di cui 32 italiane, e centinaia
rimasero ferite. A pesare furono anche le gravi carenze
organizzative e di sicurezza dell’impianto. Quella sera,
il calcio si fermò davanti a una tragedia che cambiò per
sempre il modo di concepire la sicurezza negli stadi e
segnò profondamente l’opinione pubblica europea. A
distanza di oltre quarant’anni, il ricordo resta. E
Rivoli prova a trasformarlo in un segno concreto,
visibile ogni giorno.
Fonte: Giornalelavoce.it
© 24 marzo 2026
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Calcio, Comba (Fdi): sì a Giornata storica per
memoria tragedia Heysel
Camera approva il testo presentato dal
segretario piemontese di Fdi
(ANSA)
- TORINO, 30 APR - "La Camera ha approvato il testo a
mia prima firma per l'istituzione della Giornata
nazionale in memoria delle vittime dell'Heysel, segnando
un passo importante nel percorso di riconoscimento e
commemorazione di una delle tragedie più dolorose nella
storia dello sport mondiale". Lo sottolinea Fabrizio
Comba, coordinatore regionale Fdi in Piemonte. "Il
provvedimento - spiega il parlamentare - intende onorare
la memoria delle 39 persone che persero la vita il 29
maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, in
occasione della finale di Coppa dei Campioni tra
Juventus e Liverpool. Una pagina drammatica che ha
profondamente segnato il mondo del calcio e l'opinione
pubblica internazionale, evidenziando la necessità di
promuovere una cultura sportiva fondata sul rispetto
degli avversari, la sicurezza degli impianti sportivi e
la responsabilità delle società e delle istituzioni
calcistiche. L'istituzione della Giornata - spiega -
rappresenta non solo un momento di raccoglimento e
ricordo, ma anche un'opportunità per sensibilizzare le
nuove generazioni sui valori dello sport e l'importanza
del rifiuto di ogni forma di violenza negli stadi. Il
testo passerà ora all'esame del Senato per il
completamento dell'iter legislativo. Mi auguro si possa
festeggiare tutti insieme, tutti gli appassionati di
calcio uniti, l'approvazione definitiva entro il 29
maggio quella data che diventerà iconica per la memoria
collettiva degli sportivi di questo Paese. Poi sarà
legge dello Stato".
Fonte: Ansa ©
30 aprile 2026
Fotografia:
GETTY IMAGES © (Not for Commercial Use)
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Heysel, 41
anni fa la strage di tifosi della Juve:
Fdi propone
"giorno ricordo vittime"
È quanto chiede, presentando alla Camera
una proposta di legge, il deputato di Fratelli
d'Italia Fabrizio Comba.
Istituire
la "Giornata nazionale in memoria delle vittime
della strage dello stadio Heysel di Bruxelles".
E' quanto chiede, presentando alla Camera una
proposta di legge, il deputato di Fratelli
d'Italia, Fabrizio Comba, torinese e segretario
regionale del partito in Piemonte che riporta
all'attenzione del legislatore la strage dello
stadio Heysel di Bruxelles, costata la vita a 39
tifosi, di cui 32 italiani, avvenuta poco prima
dell'inizio della finale di Coppa dei Campioni
del 29 maggio 1985 tra la Juventus e Liverpool.
Comba ricorda con l'AdnKronos quanto avvenne
quella notte di quasi 41 anni fa, anniversario
che cade tra poco più di due settimane. "Avevo
19 anni ed ero all'Heysel, noi siamo una
famiglia di juventini - sottolinea all'AdnKronos.
C'erano i miei genitori, un fraterno amico, oggi
Prefetto, eravamo circa 30 persone, era una
festa e quello doveva restare, al di là del
risultato. Io facevo le trasferte con mio padre
e oggi le faccio con mio figlio che ancora non
era nato quel giorno. A Bruxelles c'era una
emozione grandissima, eravamo partiti in pullman
da Torino, seguivamo sempre i bianconeri...".
HEYSEL, 41
ANNI FA LA TRAGEDIA - Poi il
finimondo: "Ci siamo accorti di quanto succedeva
dalla tribuna, il settore Z era sulla nostra
destra, vedevamo il flusso, l'ondeggiare, tifosi
inglesi e italiani divisi da nulla, con gli
hooligans che premevano. Abbiamo visto tutto, il
caos, la calca, a un certo punto hanno iniziato
a portare la gente in campo, quelli che si erano
salvati e i feriti". "Non esistevano i
cellullari, arrivavano notizie, ma non si
capiva: feriti, forse morti, c'era una
agitazione pazzesca, una confusione totale,
bambini che piangevano, chi si era perso, ho
visto transenne trasformate in barelle", il
tutto "nella totale insufficienza e indifferenza
da parte delle forze di polizia, con i gendarmi
che giravano a cavallo senza saper cosa fare,
non c'era coordinamento e fu davvero un errore
scegliere quello stadio, così inadeguato". La
tragedia dell'Heysel segnò profondamente il
paese e tutto il mondo del calcio. Fu quasi una
nuova Superga per Torino, stavolta sponda
bianconera. Anche la tifoseria dei granata,
volle commemorare le vittime, esponendo sul
colle di Superga, dove riposa il Grande Torino,
uno striscione loro dedicato.
STRAGE
HEYSEL, PROPOSTA FDI PER GIORNATA RICORDO -
Da questo ricordo ("una tragedia
indimenticabile") nasce la richiesta del
deputato torinese che nell'articolato chiede che
"le amministrazioni pubbliche, anche in
collaborazione o in coordinamento con la
Federazione italiana giuoco calcio, gli enti
pubblici e privati, le associazioni e le società
sportive, i circoli culturali, le scuole di ogni
ordine e grado e le università" promuovano "in
tutto il territorio nazionale, specifiche
iniziative volte alla diffusione della
conoscenza della tragedia occorsa il 29 maggio
1985 nello stadio Heysel di Bruxelles, al fine
di promuovere il valore e l’importanza dei
princìpi dello sport, della non violenza e della
convivenza civile". Anche la Rai dovrà essere
coinvolta per la giornata del ricordo,
prevendendo "appositi spazi alla divulgazione e
al ricordo delle vittime della strage
dell’Heysel, in quanto patrimonio culturale,
sportivo e sociale italiano".
Fonte:
Adnkronos.com © 12 maggio 2026
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Memoria
dell’Heysel nelle scuole: la proposta di legge
per
insegnare la convivenza civile e i valori
sportivi
di Giuseppina
Bonadies
Presso
la 7° commissione cultura della Camera dei
Deputati ha preso il via l’esame della proposta
di legge (Atto Camera 1858) volta a istituire
una ricorrenza molto sentita. Si tratta della
Giornata nazionale dedicata al ricordo della
strage dello stadio Heysel di Bruxelles. Il
testo punta a fissare la commemorazione il 29
maggio di ciascun anno, per onorare la memoria
dei 39 tifosi, tra cui 32 italiani che persero
la vita nel 1985 a causa dei disordini scoppiati
prima della finale di Coppa dei Campioni tra
Juventus e Liverpool.
LE
INIZIATIVE NEGLI ISTITUTI SCOLASTICI -
Il cuore del provvedimento guarda con grande
attenzione al mondo dell’istruzione. L’articolo
2 del documento specifica infatti che le scuole
di ogni ordine e grado e le università avranno
un ruolo di primo piano nella costruzione della
memoria. Gli istituti potranno promuovere, su
tutto il territorio nazionale, specifiche
attività didattiche e informative per diffondere
la conoscenza di quei tragici eventi. L’intento
principale è trasformare un dramma del passato
in una lezione preziosa per il futuro dei nostri
ragazzi. Le attività dovranno servire a
trasmettere alle nuove generazioni il profondo
valore dei principi dello sport, educando gli
studenti alla non violenza e al rispetto delle
regole fondamentali della convivenza civile.
RETE SUL
TERRITORIO E RISORSE - Per
realizzare questi progetti educativi, le scuole
avranno la possibilità di agire in sinergia con
il territorio. La proposta legislativa
incoraggia la creazione di una rete
collaborativa, permettendo agli istituti di
lavorare in coordinamento con la Federazione
italiana giuoco calcio, enti pubblici e privati,
associazioni, società sportive e circoli
culturali. Un dettaglio pratico di grande
importanza per le segreterie e i dirigenti
riguarda l’aspetto economico. Il testo in esame
chiarisce che l’attuazione di queste
disposizioni educative dovrà avvenire
utilizzando esclusivamente le risorse umane,
strumentali e finanziarie già a disposizione a
legislazione vigente. Tutte le iniziative di
sensibilizzazione, di conseguenza, dovranno
essere realizzate senza alcun nuovo onere a
carico del bilancio dello Stato.
Fonte:
Orizzontescuola.it © 25 maggio 2026
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Calcio, Comba
(Fdi): Parlamento rende omaggio
a vittime
Heysel con istituzione giornata memoria
(AGENPARL)
- Roma, 26 Maggio 2026 -"L'approvazione
definitiva della legge che istituisce la
Giornata nazionale in memoria delle vittime
della strage dello stadio Heysel rappresenta un
momento di grande valore istituzionale e civile
per l'Italia". "Con questa norma la Repubblica
riconosce ufficialmente il dovere della memoria
nei confronti delle 39 vittime della tragedia
del 29 maggio 1985, una delle pagine più
drammatiche della storia dello sport europeo. È
un atto di rispetto verso le famiglie delle
vittime e verso tutti coloro che, in questi
anni, hanno custodito il ricordo di quella
tragedia con compostezza e dignità.
L'istituzione della Giornata nazionale non ha
soltanto un significato commemorativo, ma assume
anche un forte valore educativo e culturale.
Promuovere nelle scuole, nelle università, nelle
associazioni sportive e nelle istituzioni
momenti di approfondimento sull'Heysel significa
riaffermare i princìpi della legalità, della non
violenza, del rispetto delle regole e della
convivenza civile. Desidero ringraziare i
colleghi parlamentari che hanno condiviso e
sostenuto questo percorso legislativo,
consentendo l'approvazione di una legge attesa e
profondamente sentita dal mondo sportivo e
dall'intera comunità nazionale. Il 29 maggio –
conclude Comba – diventerà così una giornata
dedicata alla memoria, alla riflessione e alla
responsabilità collettiva, affinché tragedie
come quella dell'Heysel non abbiano mai più a
ripetersi".
Fonte:
Agenparl.eu
© 26 maggio 2026
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Calcio, Osnato
(FdI): bene istituzione
Giornata
nazionale in memoria delle vittime Heysel
"Il
29 maggio diventerà la Giornata nazionale in
memoria delle vittime della strage dello stadio
Heysel. È un atto di civiltà che il Parlamento
doveva alla Nazione e alle famiglie di chi non
tornò a casa quella sera. Ringrazio il collega
Fabrizio Comba per aver portato avanti con
determinazione questo percorso legislativo: il
suo impegno ha trasformato una ferita ancora
aperta in un riconoscimento ufficiale e duraturo
della Repubblica." Lo dichiara Marco Osnato,
Presidente dell’Associazione parlamentare
"Giovanni e Umberto Agnelli" Juventus Club in
merito all’approvazione della legge che
istituisce questa ricorrenza. "Un pensiero va
all’Associazione Familiari Vittime Heysel, che
da quarant’anni custodisce la memoria delle 39
vittime con una dignità che merita rispetto e
riconoscenza. Senza la loro presenza tenace, la
loro capacità di trasformare il dolore in
impegno civile, questa legge non avrebbe avuto
lo stesso significato. L’anno scorso ho avuto
modo di intervenire, su invito del Presidente
della Camera On. Lorenzo Fontana e dell’amico
On. Fabrizio Comba, ad un evento dedicato alle
vittime di quella partita, alla presenza della
società Juventus, dell’Associazione Familiari e
di Sergio Brio, che era in campo il 29 maggio
1985. Ascoltare dalla voce di chi c’era quella
notte e la testimonianza di ciò che accadde ha
confermato quanto sia importante che la memoria
non resti patrimonio privato del dolore, ma
diventi cultura condivisa. Il 29 maggio diventa
oggi una data della nostra Repubblica ed è
giusto così", conclude Osnato.
Fonte:
Lavocedelpatriota.it © 27 maggio 2026
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Heysel, non
solo tragedia
ma uno spunto
per educare
di Lorenzo
Aprile
Il deputato Comba:
"Un atto di rispetto nei confronti delle
famiglie Ma anche un’occasione per riaffermare i
principi della non violenza".
TORINO
- Il fischio finale è arrivato ieri mattina alla
Camera, a quarantuno anni di distanza dalla
tragica notte di Bruxelles del 29 maggio 1985.
Una ferita aperta nel costato del calcio
internazionale, ricoperta da una patina di
polvere e approssimazione. Trentanove anime
rimaste sospese nel vuoto di una finale che non
si sarebbe mai dovuta giocare. Per troppo tempo
quel dolore altro non è stato che un affare
privato, o una memoria intermittente per il
resto del movimento. Ma le cose, ora sono
destinate a cambiare. Con l’ultimo voto a
Montecitorio, il disegno di legge sul ricordo
delle vittime dell’Heysel si prepara a diventare
realtà. Manca giusto la pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale e la memoria avrà modo di
fondersi con il tessuto legislativo dello Stato.
Un traguardo inseguito da tempo e che va ben
oltre il semplice concetto di istituire sul
calendario una giornata per il ricordo di chi
perse la vita tra gli spalti del settore Z,
negli attimi antecedenti all’ultimo atto della
Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool.
"Oggi in commissione Cultura e Sport del Senato
è stato votato il ddl sull’istituzione della
Giornata nazionale in memoria delle vittime
dell’Heysel - si legge nella nota del senatore
Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli
d’Italia in commissione Cultura e Sport.
L’approvazione di questa misura è un segnale
importante in ricordo di nostri connazionali
morti tragicamente, in uno stadio, durante una
trasferta calcistica in Belgio. Ma è anche un
segnale di distensione, che torna a essere
oltremodo necessaria in questa fase storica,
perché il calcio, in quanto sport, deve
rappresentare soltanto valori sani e non folli
degenerazioni violente.
Per
questo ritengo fondamentale l’impegno di tutte
le parti coinvolte, istituzioni e privati, per
rendere gli stadi sempre più sicuri ed
accoglienti nei confronti delle famiglie e non
dei malintenzionati". La speranza è che da
quella tragedia si possa provare a costruire
qualcosa di buono. Un nuovo argine culturale e
pedagogico, utile ad educare e sensibilizzare le
nuove generazioni di tifosi. Come ?
Disinnescando l’odio becero che alberga nella
maggior parte degli stadi italiani e cancellando
in via definitiva quei cori infami che ancora
oggi, troppo spesso, profanano quella tragedia.
Come del resto ha sottolineato ieri Fabrizio
Comba (FDI), padre dell’iniziativa parlamentare
approvata lo scorso 29 aprile dalla Commissione
Cultura della camera: "Con questa norma la
Repubblica riconosce ufficialmente il dovere
della memoria nei confronti delle 39 vittime
della tragedia del 29 maggio 1985, una delle
pagine più drammatiche della storia dello sport
europeo. È un atto di rispetto verso le famiglie
delle vittime e verso tutti coloro che, in
questi anni, hanno custodito il ricordo di
quella tragedia con compostezza e dignità.
L’istituzione della Giornata nazionale non ha
soltanto un significato commemorativo, ma assume
anche un forte valore educativo e culturale.
Promuovere nelle scuole, nelle università, nelle
associazioni sportive e nelle istituzioni
momenti di approfondimento sull’Heysel significa
riaffermare i principi della legalità, della non
violenza, del rispetto delle regole e della
convivenza civile. Il 29 maggio - conclude Comba
- diventerà così una giornata dedicata alla
memoria, alla riflessione e alla responsabilità
collettiva, affinché tragedie come quella
dell’Heysel non abbiano mai più a ripetersi".
Fonte:
Tuttosport ©
27 maggio 2026
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Sport, Marcheschi (FdI):
Ddl su memoria
vittime Heysel segnale di
distensione
"Ritengo
fondamentale l'impegno di tutte le parti
coinvolte, istituzioni e privati, per rendere
gli stadi sempre più sicuri ed accoglienti".
"Oggi
in commissione Cultura e Sport del Senato è
stato votato il ddl sull’istituzione della
Giornata nazionale in memoria delle vittime
dell’Heysel. L’approvazione di questa misura è
un segnale importante in ricordo di nostri
connazionali morti tragicamente, in uno stadio,
durante una trasferta calcistica in Belgio. Ma è
anche un segnale di distensione, che torna a
essere oltremodo necessaria in questa fase
storica, perché il calcio, in quanto sport, deve
rappresentare soltanto valori sani e non folli
degenerazioni violente. Per questo ritengo
fondamentale l'impegno di tutte le parti
coinvolte, istituzioni e privati, per rendere
gli stadi sempre più sicuri ed accoglienti nei
confronti delle famiglie e non dei
malintenzionati". Così in una nota il senatore
Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli
d’Italia in commissione Cultura e Sport.
Fonte:
Firenzedintorni.it © 27 maggio 2026
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COMUNICATO STAMPA
ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME HEYSEL 29.05.2026
Heysel, il 29 maggio
diventa Giornata nazionale della memoria
L’Associazione fra i
familiari delle vittime: "Un passaggio storico. La
memoria delle 39 vittime diventa patrimonio civile
dell’intero Paese".
Il
29 maggio non sarà più soltanto una data custodita dal
dolore dei familiari, dalla memoria dei sopravvissuti e
dalla coscienza di chi non ha mai voluto dimenticare. Da
oggi diventa ufficialmente Giornata nazionale in memoria
delle vittime dell’Heysel. Dopo l’approvazione della
Camera, anche il Senato ha dato il via libera definitivo
alla legge promossa dall’onorevole Fabrizio Comba, primo
firmatario della norma. Un atto istituzionale che
riconosce finalmente la strage di Bruxelles come una
ferita nazionale, non confinata alla storia del calcio
né all’appartenenza di tifo, ma iscritta nella memoria
civile dell’Italia. "Si tratta di un passaggio storico e
di grande valore istituzionale e civile per il nostro
Paese", dichiara Andrea Lorentini, presidente
dell’Associazione fra i familiari delle vittime
dell’Heysel. "A nome dell’Associazione desidero
esprimere un ringraziamento sentito all’onorevole Comba
e a tutti i parlamentari che hanno condiviso e sostenuto
questo percorso legislativo. Da anni chiedevamo alle
istituzioni di farsi carico di questa iniziativa che
come familiari abbiamo più volte sollecitato e
accompagnato".
Il
29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, persero
la vita 39 persone, di cui 32 italiane. Erano partite
per assistere a una finale di Coppa dei Campioni e non
tornarono più a casa. Per troppo tempo quella tragedia è
rimasta sospesa tra rimozione, strumentalizzazione e
memoria privata. Una ferita spesso ricordata solo dentro
il perimetro del tifo, quando invece appartiene alla
storia collettiva del Paese. "L’istituzione della
Giornata nazionale riconosce finalmente, in maniera
ufficiale, la memoria delle 39 vittime come una memoria
collettiva e condivisa dall’intera nazione", prosegue Lorentini.
"È un atto dovuto verso chi ha perso la vita,
verso le loro famiglie e verso una comunità che per 41
anni ha chiesto rispetto, verità, dignità. La memoria
dell’Heysel deve andare oltre le maglie, oltre le
bandiere, oltre ogni appartenenza sportiva. È memoria
civile. Ed è proprio per questo che non può più essere
vilipesa, banalizzata o usata come insulto".
Per
l’Associazione, la legge rappresenta un punto di arrivo
ma anche un nuovo inizio. La Giornata nazionale dovrà
diventare occasione concreta di educazione, riflessione
e responsabilità pubblica. "Il nostro impegno civico si
rafforza ancora di più", conclude Lorentini. "Questa
legge non ha soltanto un significato commemorativo. Deve
diventare uno strumento di educazione civico-sportiva,
capace di promuovere nelle istituzioni, nelle scuole,
nelle università e nelle associazioni sportive momenti
di approfondimento e progetti dedicati a uno sport sano,
a un tifo corretto, a una cultura del rispetto.
Ricordare l’Heysel significa impedire che il dolore
venga dimenticato. Ma significa anche lavorare perché
nessuno stadio, nessuna curva, nessuna competizione
sportiva possano più diventare luoghi di odio, violenza
e disumanità". Con questa legge, il 29 maggio entra nel
calendario civile della Repubblica. E con esso entrano,
finalmente, i nomi, le storie e le vite delle vittime
dell’Heysel nella memoria condivisa dell’Italia.
Fonte: Associazione
Familiari Vittime Heysel © 28 maggio 2026
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Il 29 maggio
diventa la giornata della memoria delle vittime
dell'Heysel
Approvata la
legge che lo stabilisce. Il ricordo delle 39
vittime (di cui 32 italiane) negli incidenti
occorsi prima della finale di Coppa Campioni tra
Juventus e Liverpool.
Una
giornata del ricordo per non dimenticare. Il 29
maggio non sarà più soltanto una data custodita
dal dolore dei familiari, dalla memoria dei
sopravvissuti e dalla coscienza di chi non ha
mai voluto dimenticare. Da oggi diventa
ufficialmente Giornata nazionale in memoria
delle vittime dell'Heysel. Dopo l'approvazione
della Camera infatti, anche il Senato ha dato il
via libera definitivo alla legge promossa
dall'onorevole Fabrizio Comba (Fratelli
d'Italia), primo firmatario della norma. Un atto
istituzionale che riconosce finalmente la strage
di Bruxelles come una ferita nazionale, non
confinata alla storia del calcio né
all'appartenenza di tifo, ma iscritta nella
memoria civile dell'Italia. Il 29 maggio 1985,
allo stadio Heysel di Bruxelles, dove era
prevista e poi si svolse la finale di Coppa dei
Campioni tra Juventus e Liverpool, persero
infatti la vita 39 persone, di cui 32 italiane.
Erano partite per assistere a una finale di
Coppa dei Campioni e non tornarono più a casa.
Per troppo tempo quella tragedia è rimasta
sospesa tra rimozione, strumentalizzazione e
memoria privata. Una ferita spesso ricordata
solo dentro il perimetro del tifo, quando invece
appartiene alla storia collettiva del Paese. "Si
tratta di un passaggio storico e di grande
valore istituzionale e civile per il nostro
Paese", dichiara Andrea Lorentini, presidente
dell'Associazione fra i familiari delle vittime
dell'Heysel. "A nome dell'Associazione desidero
esprimere un ringraziamento sentito
all'onorevole Comba e a tutti i parlamentari che
hanno condiviso e sostenuto questo percorso
legislativo. Da anni chiedevamo alle istituzioni
di farsi carico di questa iniziativa, che come
familiari abbiamo più volte sollecitato e
accompagnato".
Fonte:
Corriere.it
© 28 maggio 2026
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29 maggio
giornata nazionale
La strage
dell’Heysel esce dalla curva e diventa
memoria
civile: per un calcio libero dalla violenza
di Francesco Caremani
Nel 1985, allo
stadio di Bruxelles, morirono 39 persone,
schiacciate nella calca, durante la finale di
Champions tra Juventus e Liverpool. Per 41 anni
il ricordo è stato segnato da divisioni
calcistiche, ma quel 29 maggio ci riguarda tutti
da vicino. E finalmente smette di essere
trattata come un lutto privato del tifo.
Il
29 maggio non sarà più soltanto una data del
calendario juventino, né una ricorrenza affidata
alla memoria dei familiari, dei sopravvissuti e
di una parte del calcio che non ha accettato la
rimozione. Con l’approvazione definitiva del
Senato, la strage dello stadio Heysel diventa
Giornata nazionale. La Repubblica riconosce
ufficialmente il giorno in cui nel 1985, a
Bruxelles, morirono 39 persone, 32 delle quali
italiane, prima della finale di Coppa dei
Campioni tra Juventus e Liverpool.
UN LUTTO CHE
VA OLTRE LE TIFOSERIE - La
legge, promossa dall’onorevole Fabrizio Comba
(Fratelli d’Italia), primo firmatario della
norma, arriva dopo l’approvazione della Camera e
il via libera definitivo del Senato. Il testo
istituisce una giornata di memoria, senza
trasformarla in festività civile, e prevede
iniziative nelle scuole, nelle università, nelle
istituzioni e nelle associazioni sportive. Non
solo commemorazione, dunque, ma educazione.
"L’approvazione definitiva della legge che
istituisce la Giornata nazionale in memoria
delle vittime della strage dello stadio Heysel
rappresenta un momento di grande valore
istituzionale e civile per l’Italia", ha detto
Comba. La strage dell’Heysel smette così di
essere trattata come un lutto privato del tifo,
dopo che, per troppo tempo, è rimasta in una
zona opaca della memoria italiana. Troppo
sportiva per essere assunta pienamente come
tragedia nazionale. Troppo dolorosa per essere
raccontata dentro la liturgia agonistica. Troppo
esposta alla rivalità calcistica per essere
sottratta agli insulti, agli striscioni, ai
cori, alla contabilità miserabile delle
appartenenze. Per Andrea Lorentini, presidente
dell’Associazione fra i familiari delle vittime
dell’Heysel, si tratta di "un passaggio
storico". Ma la sua dichiarazione contiene
soprattutto un cambio di prospettiva: "La
memoria dell’Heysel deve andare oltre le maglie,
oltre le bandiere, oltre ogni appartenenza
sportiva. È memoria civile". Perché l’Heysel è
stato spesso ricordato come una tragedia del
calcio, ma è stato prima di tutto una strage di
persone andate a vedere una partita e mai
tornate a casa.
TRACCIARE UN
CONFINE - La legge arriva dopo
41 anni di attesa, sollecitazioni,
commemorazioni, richieste di rispetto. E pone
una domanda implicita: perché ci è voluto così
tanto ? La risposta sta anche nel modo in cui il
calcio italiano ha gestito il proprio passato.
Gli stadi sono e sono stati luoghi di
appartenenza e bellezza popolare, ma anche spazi
nei quali la morte dell’altro può diventare
materiale da curva. L’Heysel avrebbe dovuto
fissare subito un confine invalicabile. Non
sempre è accaduto. Per questo la Giornata
nazionale non può essere letta soltanto come un
atto commemorativo. È anche una presa di
posizione sul linguaggio pubblico. Quando
Lorentini dice che quella memoria non può più
essere "vilipesa, banalizzata o usata come
insulto", indica una questione che riguarda il
calcio di oggi, non solo quello del 1985. Perché
la violenza non vive soltanto nell’aggressione
fisica. Vive anche nella degradazione simbolica
dell’avversario, nella trasformazione del morto
altrui in scherno, nella convinzione che il tifo
sospenda le regole minime della convivenza.
UNA PAGINA
DI STORIA CIVILE, DENTRO E FUORI GLI STADI -
L’Heysel non appartiene solo alla Juventus. Non
appartiene solo ai parenti delle vittime. Non
appartiene nemmeno soltanto alla storia dello
sport europeo. È una pagina di storia civile
perché mostra che cosa può accadere quando una
competizione sportiva perde il controllo del
proprio contesto: organizzazione carente,
sicurezza inadeguata, l’assalto degli hooligan
del Liverpool, istituzioni impreparate, corpi
schiacciati dentro uno stadio diventato
trappola. Ora il rischio è che la Giornata
nazionale resti una formula. Una data aggiunta
al calendario, qualche corona, qualche
dichiarazione ufficiale, qualche post sui
social. Sarebbe un modo diverso di dimenticare.
Il 29 maggio dovrà essere invece un giorno di
memoria sobria, non di appropriazione. Non una
celebrazione di club, non una bandiera
parlamentare, non un rito consumato in poche
frasi. Dovrà servire a ricordare i nomi, le
storie, le vite. Ma anche a spiegare che lo
stadio non è uno spazio separato dalla società:
ne è una forma concentrata. Vi entrano passioni,
identità, paura, ordine pubblico, televisione,
denaro, odio. Da oggi quelle 39 vittime hanno un
posto nel calendario pubblico della Repubblica.
Non basta. Ma è un inizio tardivo e necessario.
La memoria, quando diventa civile, non consola
soltanto chi ha perso. Chiede conto a chi resta.
Fonte:
Editorialedomani.it © 28 maggio 2026
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Rivoli dedica
uno spazio alle vittime dell’Heysel
Ci
sono date che restano impresse nella memoria
collettiva come cicatrici indelebili, capaci di
andare oltre il tifo e il colore di una maglia.
Per il mondo del calcio, e per il nostro
territorio, il 29 maggio 1985 è una di queste.
Quella sera, a Bruxelles, la finale di Coppa dei
Campioni tra Juventus e Liverpool si trasformò
in un dramma assurdo. A distanza di oltre
quarant’anni, il comune di Rivoli ha deciso di
rendere omaggio a chi non è mai tornato da
quella trasferta, approvando una mozione per
dedicare uno spazio cittadino alle vittime di
quella notte.
LA DECISIONE
DEL CONSIGLIO COMUNALE DI RIVOLI -
L’iniziativa è nata da una mozione di Fratelli
d’Italia, presentata dal consigliere Federico
Depetris e votata favorevolmente dall’assemblea
cittadina. L’atto impegna ufficialmente
l’Amministrazione a individuare, nei prossimi
mesi, un’area pubblica da intitolare alle
"Vittime dello Stadio Heysel". Non si tratta di
una semplice formalità, ma di un atto che tocca
da vicino la comunità locale. Molte delle
trentanove persone che persero la vita in Belgio
provenivano infatti da Torino e dalla sua
provincia, rendendo quel lutto un dolore
profondamente radicato nel tessuto sociale della
zona.
CRONACA DI
UNA TRAGEDIA INGIUSTIFICABILE -
Durante la seduta del Consiglio, il relatore
Federico Depetris ha ripercorso quei momenti
concitati che cambiarono per sempre la
percezione della sicurezza negli stadi. Quella
che doveva essere una serata di festa e orgoglio
sportivo si sbriciolò sotto il peso delle
cariche della tifoseria inglese e del cedimento
strutturale del settore Z del vecchio impianto
di Bruxelles. Il bilancio finale fu drammatico:
39 vittime innocenti e oltre 600 feriti.
Un’aggressione violenta, perpetrata dagli
hooligans britannici contro famiglie e
spettatori pacifici, che violò persino i codici
non scritti del tifo organizzato dell’epoca,
trasformandosi in un attacco vigliacco. "La
tragedia dello stadio Heysel ha segnato la
memoria collettiva italiana, torinese e
rivolese", hanno ricordato i consiglieri
comunali di Fratelli d’Italia Valerio Calosso,
Vincenzo Vozzo e Federico Depetris,
sottolineando il dovere morale di conservare il
ricordo di quel dramma.
IL CONTESTO
STORICO: QUELL’IMPIANTO INADEGUATO -
Un dettaglio che spesso si dimentica è che lo
stadio Heysel, già nel 1985, mostrava evidenti
segni di usura. Costruito negli anni Venti, non
era strutturalmente pronto a ospitare un evento
di tale portata, con muretti fragili e vie di
fuga insufficienti. Quell’evento drammatico
divenne, purtroppo, il punto di svolta che
costrinse l’Europa a riscrivere completamente le
norme sulla sicurezza negli stadi, introducendo
i posti numerati e l’eliminazione delle barriere
restrittive che avevano intrappolato i tifosi.
UN MONITO
PER LE GENERAZIONI FUTURE - La
scelta di Rivoli di dedicare un luogo fisico
alle vittime dell’Heysel va oltre la memoria
sportiva. Diventa un simbolo per ricordare alle
nuove generazioni che lo sport deve rimanere uno
spazio di condivisione e mai di violenza. Nei
prossimi mesi la giunta comunale stabilirà quale
piazza, via o parco della città porterà il nome
dei 39 angeli di Bruxelles, offrendo ai
cittadini un luogo di riflessione per non
dimenticare.
Fonte:
Gazzettatorinese.it © 28 maggio 2026
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Accadde oggi :
Marco Murri racconta Heysel
Oggi
29 maggio mi sono accorto, per caso, che indosso
la t-shirt comprata all'hard rock cafè̀ di
Bruxelles qualche anno fa: ebbene proprio in
questa data, che quasi mi stava passando oltre
senza che la degnassi, ricorre il tragico
anniversario della strage dell'Heysel: tanto si
è scritto e detto riguardo a quel giorno. Io
però, che altre volte ho espresso il mio
pensiero, volevo solo ribadire quanto quel
giorno, sebbene fossi nato da poco,
successivamente grazie ai racconti di mio papà
e a tutti documenti che ho visto, mi dia sempre
una forte commozione. Se ci penso realmente e mi
immedesimo, mi viene da piangere: ho sempre
cercato di raccontarlo, lo facevo a scuola, l'ho
fatto con degli amici, addirittura quando andai
a Bruxelles con la mia allora fidanzata, le
raccontai di quella tragica sera, di quanto mi
emozionasse il solo parlarne. Mi misi a piangere
davanti a lei. Ecco, io non mi sento più̀ un
tifoso juventino come lo ero un po' di tempo fa,
ma sono cicatrici come queste che mi danno la
dimensione del mio senso di appartenenza a
questi colori: non potrò̀ mai non dirmi
juventino, fosse anche solo per quello che mi è
stato tramandato e trasmesso di quella sera.
Perciò̀, per piacere, quando puntate il dito
contro i protagonisti involontari di quello
strazio, dicendo che non avrebbero dovuto
giocare, gioire, festeggiare, accettare i
premi... Documentatevi su quanto quella finale
abbia lacerato le loro vite da sportivi e non:
provate a immedesimarvi, e forse vi accorgerete
che se hanno gioito forse lo hanno fatto alla
fine di uno strazio dal quale volevano estrarre
un premio bello e pulito da regalare a tutti
coloro che da quella sera di maggio non ci sono
più̀. Quella Coppa dei Campioni del 29 maggio
1985 è e sarà̀ per sempre un effetto personale
di tutti quei defunti, da conservare con tanto,
tantissimo amore.
Fonte:
Facebook
(Pagina Il Nobile Calcio) © 29 maggio 2026
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GLI EVENTI
DEDICATI Al RICORDO DELLE VITTIME
Dall’inaugurazione del monumento allo spettacolo
teatrale dei Docks
Diverse
le iniziative in programma da qui alla fine
della prossima settimana, in occasione del
quarantunesimo anniversario della strage
dell’Heysel. La commemorazione delle 39 vittime
di quella tragica notte del 29 maggio 1985,
inizierà questo pomeriggio, alle ore 18, nella
Piazzetta Vittime dell’Heysel. Qui, il sindaco
Stefano Lo Russo, avrà modo di inaugurare il
monumento dedicato alle vittime, insieme
all’Assessore allo Sport della città di Torino,
Domenico Carretta, al Vicepresidente della
Regione Piemonte, Maurizio Marrone, al
Presidente della Juventus, Gianluca Ferrero, al
Presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri, e
ai membri delle associazioni "Famigliari vittime
dell’Heysel" e "Quelli di Via Filadelfia",
Fabrizio Landini e Amedeo Franco. Alle 21,
presso i Docks 88 di Via Valprato 68, si terrà
invece uno spettacolo teatrale che, in seguito
all’introduzione a cura del direttore di
Tuttosport, Guido Vaciago, vedrà Emilio Targia
ripercorrere alcuni passi del suo libro -
‘Dentro l’Heysel’ - accompagnato dal suono
malinconico della fisarmonica di Gianluca
Casadei. Il 6 e 7 giugno, l’Asd Borgo Vittoria
Cit Turin (Via Paolo Veronese 173), aprirà poi i
suoi cancelli per ospitare due tornei di calcio
a 5 (uno femminile e uno maschile) in memoria
delle vittime dell’Heysel.
Fonte:
Tuttosport ©
29 maggio 2026
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L’EDITORIALE
Dobbiamo
costruire memoria e rispetto
di Guido
Vaciago
Quarantuno
anni dopo, l’Heysel non è più solo uno stadio,
non è più solo una strage. Heysel è una parola
affilata come una lama. Può fare ancora male se
usata da un imbecille, ma può anche essere un
bisturi per estirpare l’ignoranza. Ecco perché
ricordare è importante; parlare dell’Heysel;
ripeterne la storia come una preghiera; elencare
i nomi, l’età e - perché no ? - la squadra del
cuore delle trentanove vittime innocenti. Per
scoprire che non erano tutti juventini, per
scoprire che c’erano due interisti e dei
semplici appassionati di calcio. A Bruxelles, in
una maledetta notte di quarantuno anni fa, sono
morti dei tifosi, sugli spalti decrepiti di quel
maledetto stadio c’erano molti colori, molte
fedi calcistiche, molte nazionalità. Questo
rende ancora più spaventosamente stupido chi
insulta la memoria di quelle persone. Quando una
curva, un gruppetto di idioti o anche un
semplice cretino inneggia direttamente o
indirettamente a quella strage, va contro se
stesso, si manca di rispetto da solo, in quanto
tifoso, e dimostra la propria stupidità. Ma la
profondità dell’idiozia da tifo è un abisso che
ingoia qualsiasi pensiero. Bisognare essere
forti per sfuggirvi e provare a salvare chi ci
sta finendo dentro. È per questo che è
importante ricordare. Ricordare è un allenamento
che tiene in forma l’anima. Chi dimentica sa di
meno e si comporta peggio. È, quindi,
fondamentale trovarsi, ogni 29 maggio (e
possibilmente non solo) per ricordare che non si
può morire per una partita di calcio. E che non
si può insultare la memoria di chi ha avuto la
sventura di farlo. Heysel è un luogo, Heysel è
una data, Heysel oggi deve essere un modo per
fare vera cultura del tifo. Il 27 marzo, a
Marsala, nel locale Juve Club, fra i tifosi
bianconeri e quelli granata che vivono in
Sicilia, si è celebrato un patto di rispetto per
Heysel e Superga. Senza rinunciare alla rivalità
calcistica, si è cementato il senso civico e
umano che può superare qualsiasi bandiera.
Questo serve. Servono gli eventi, i monumenti, i
libri, gli spettacoli, gli articoli di giornale,
serve anche un piccolo pensiero di un singolo
tifoso, dedicato alle trentanove vittime, nel
corso della giornata di oggi. Serve ogni mattone
per costruire il rispetto e difendere la
memoria.
Fonte:
Tuttosport ©
29 maggio 2026
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Figurine della
Memoria #30: HEYSEL, 29 MAGGIO 1985
Stadio
Heysel, Bruxelles, 29 maggio 1985, finale di
Coppa dei Campioni Liverpool-Juventus. I tifosi
della Juventus vengono collocati nella curva
M-N-O, mentre quelli del Liverpool nella curva
opposta, settori X-Y. Fra la curva dei tifosi
inglesi e la tribuna c’è il settore Z riservato
a spettatori neutrali con biglietto non legato
alle due tifoserie organizzate. Questa scelta
organizzativa era stata criticata da entrambi i
Club, che temevano la possibilità che tifosi di
entrambe le squadre si ritrovassero insieme,
nello stesso settore, acquistando i biglietti
personalmente tramite agenzie locali. Le
proteste delle due società vengono respinte
dagli organizzatori e, il giorno della gara, il
settore Z è quasi una succursale della curva
juventina. L’unico elemento a dividerli dai
tifosi del Liverpool è una recinzione metallica
provvisoria, più un blando cordone di poliziotti
che lasciano un corridoio vuoto tra le due aree
della curva. Circa un’ora prima del calcio
d’inizio un gruppo di tifosi inglesi più
facinorosi tenta di spingersi verso il settore
Z, con cariche intimidatorie e riesce sfondare
le recinzioni. I tifosi bianconeri, cercano la
via di fuga più ovvia, ovvero verso il campo, ma
le forze dell’ordine, contro ogni logica,
formano un "cordone" di protezione ricacciandoli
indietro. I tifosi della Juventus si ritrovano
in un vicolo cieco, sempre più schiacciati
contro la parete laterale della curva che
finisce per collassare. Le strutture murarie e
di recinzione del settore non possono reggere
questo peso con le persone che, cercando di
scappare, tentano di aprirsi vie di fuga in
tutti i modi. Molti tifosi muoiono schiacciati
da altri o contro le barriere, nella ressa che
si verifica in quei minuti concitati. Le vittime
sono 39, i feriti oltre 600. I grotteschi
appelli alla calma dei due capitani e degli
organizzatori, tramite l’audio dello stadio,
danno la misura di come nessuno avesse compreso
l’entità di ciò che stava accadendo, in quel
momento. Così come accadrà 4 anni dopo a
Hillsborough, soltanto a fatti avvenuti ci si
renderà conto di quanto fosse grave la
situazione-stadi in Europa in quel periodo e di
quanto fosse "arretrata" la concezione stessa
dell’evento sportivo, alla base
dell’organizzazione e della preparazione degli
addetti ai lavori.
Le
autorità locali, in accordo con quelle del
calcio (ma non con tutti i giocatori coinvolti),
decideranno di far disputare ugualmente la
finale, per evitare il rischio di ulteriori
incidenti. Le conseguenze di quel crollo furono
drammatiche, 39 persone persero la vita.
"Gentili telespettatori, la partita verrà
commentata in tono il più neutro, impersonale e
asettico possibile". Queste sono le parole con
le quali Bruno Pizzul (ri)comincia la diretta
tv. Sono le h 21.40 a Bruxelles, Stadio Heysel,
e la tragedia si è già compiuta. La Juventus
vincerà 1-0, gol di Platini. I Club inglesi,
dopo quel giorno, saranno banditi dalle
competizioni europee per 5 anni (il Liverpool
per 6 anni). L’impreparazione della polizia, le
strutture fatiscenti dello stadio, l’assenza
totale di vie di fuga, la presenza di recinzioni
che erano, di fatto, un ostacolo quasi mortale
per gli spettatori e l’intemperanza scatenante
di una parte di tifosi stessi, avevano
contribuito a "creare" una tragedia che segnerà
il punto di svolta quasi definitivo nella
concezione di una partita di calcio come evento
pubblico. Nel 1990 il Milan, campione d’Europa è
il primo club italiano chiamato a giocare
proprio nel vecchio stadio della morte. Si
giocano i quarti di Coppa dei Campioni contro il
Malines, il club italiano avrebbe desiderato un
minuto di silenzio e di portare la fascia nera a
lutto sulle proprie maglie durante la partita,
ma gli viene negato. I tifosi italiani
arrivarono davanti all’impianto già condannato
alla demolizione scoprendo che non c’era neppure
una lapide, né una traccia di ciò che era
accaduto, ma soltanto ostile indifferenza. Prima
del calcio d’inizio, Paolo Taveggia e Franco
Baresi, dirigente e capitano della squadra
rossonera, attraversano il campo e la pista di
atletica con un mazzo di 39 rose che depongono
ai piedi della recinzione dell’ex settore Z
ricevendo una bordata di fischi incivili da
parte dei tifosi locali mentre gli altoparlanti
dello stadio anche in quel momento trasmettevano
musica commerciale, ignorando ignobilmente il
nobile gesto.
Qualcosa
di analogo accade nel corso degli Europei del
2000, disputati in Belgio e Olanda, quando
l’Italia giocò nell’ex stadio Heysel
(completamente ristrutturato e rinominato "Re
Baldovino") contro il Belgio. Paolo Maldini e
Antonio Conte (all’epoca capitano della
Juventus) deposero due mazzi di fiori sotto la
lapide in memoria della strage. Ad
accompagnarli, gli altri azzurri, Michel D’Hooghe,
allora presidente dell’Unione Belga e Lorenzo
Staelens, il capitano della squadra belga. Il DJ
non fermò nemmeno la musica neanche quella
volta… La figurina solidale della Memoria è
realizzata in collaborazione con Associazione
Familiari Vittime Heysel, l’archivio fotografico
dal sito saladellamemoriaheysel.it e con questa
figurina solidale sarà possibile sostenere il
progetto Adotta con la Figurina dove Figurine
Forever si impegna annualmente in differenti
progetti di solidarietà in Italia e nel Mondo.
La figurina solidale della Memoria sarà inviata
gratuitamente a tutti i familiari delle vittime
dell’Heysel che ne facessero richiesta. N.B. il
progetto delle figurine solidali ha anche lo
scopo di promuovere la solidarietà,
sensibilizzare, mantenere viva la memoria
storica; la raccolta fondi è solo una parte, per
quanto importante e necessaria. Per questo
motivo, è possibile che le figurine solidali
possano anche essere distribuite a cifre
simboliche con la copertura del solo rimborso
delle spese, talvolta nemmeno quello grazie alla
formula "salvadanaio" del progetto Adotta Con La
Figurina, diventata operativa dal 2023. Sono
anche previste promozioni speciali, soprattutto
per i titoli di cui restano molte copie ferme in
magazzino per un tempo prolungato.
Fonte:
Figurineforever.com © 29 maggio 2026
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Heysel, la
tragedia che cambiò il calcio
europeo: e la
Puglia pagò un prezzo altissimo
Il
29 maggio 1985 doveva essere una festa dello
sport. Allo stadio Heysel di Bruxelles andava in
scena la finale di Coppa dei Campioni tra
Juventus e Liverpool, uno degli appuntamenti più
attesi della stagione calcistica europea. Quella
serata si trasformò invece in una tragedia
destinata a segnare per sempre la storia del
calcio mondiale. A quarantuno anni di distanza,
il ricordo dell’Heysel resta una ferita ancora
aperta. Il bilancio fu drammatico: 39 morti e
oltre 600 feriti, vittime della violenza degli
hooligans inglesi, delle gravi carenze
strutturali dell’impianto e di una gestione
della sicurezza rivelatasi insufficiente. Tra le
vittime vi erano 32 italiani: tifosi partiti da
ogni parte del Paese per assistere a una partita
che avrebbe dovuto essere soltanto una
celebrazione dello sport. Poco prima del fischio
d’inizio, un gruppo di sostenitori del Liverpool
sfondò le recinzioni che separavano i settori
dello stadio e si riversò verso il settore Z,
occupato in gran parte da tifosi juventini. Nel
tentativo di fuggire, centinaia di persone si
ammassarono contro un muro di contenimento che
cedette sotto la pressione della folla. In pochi
istanti lo stadio si trasformò in una trappola
mortale. Le immagini della calca, dei corpi
schiacciati e dei soccorsi disperati entrarono
nelle case di milioni di italiani, lasciando un
trauma collettivo che ancora oggi accompagna il
ricordo di quella notte.
Anche
la Puglia fu colpita duramente dalla tragedia.
Tra le vittime figuravano Alberto Guarini, 21
anni, di Mesagne, in provincia di Brindisi, e
Benito Pistolato, 49 anni, commerciante barese.
Due nomi che continuano a rappresentare il
dolore di un’intera regione e il volto umano di
una tragedia che travolse famiglie e comunità.
Tra chi riuscì a salvarsi c’era anche il
tarantino Gaetano Conte, divenuto uno dei
simboli di quella notte attraverso una delle
fotografie più note dell’Heysel. Sopravvisse
alla tragedia, portando per sempre con sé il
ricordo di quelle ore drammatiche. Si salvò
anche il professor Picciotti di Bitonto, che si
trovava in Belgio per il viaggio di nozze e che
evitò il settore interessato dalla tragedia.
Nonostante il disastro già consumato, la partita
venne ugualmente disputata per ragioni di ordine
pubblico. La Juventus vinse per 1-0 grazie a un
calcio di rigore trasformato da Michel Platini,
ma quel risultato passò immediatamente in
secondo piano di fronte alla portata della
tragedia. L’Heysel rappresentò uno spartiacque
per il calcio europeo. Negli anni successivi le
squadre inglesi furono escluse dalle
competizioni UEFA e vennero introdotte norme più
severe per la sicurezza negli stadi. Misure che
contribuirono a cambiare profondamente
l’organizzazione degli eventi sportivi, ma che
non hanno mai cancellato il dolore e il ricordo
di quella notte in cui il calcio perse
definitivamente la propria innocenza.
Fonte:
Antennasud.com © 29 maggio 2026
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Il 29 maggio
non sarà mai una data qualunque
L’inferno
dell’Heysel: quando il calcio smise di essere
una festa
di Matteo
Pipino
Ci
sono date che il calendario non si limita a
segnare, ma che scolpisce in modo indelebile
nella memoria collettiva. Per chi ama lo sport,
e in particolare per chi lo vive con la passione
viscerale che da sempre anima la nostra terra,
il 29 maggio non sarà mai un giorno come gli
altri. Sono passati quarantuno anni da quel 29
maggio 1985, il giorno in cui la finale di Coppa
dei Campioni tra Juventus e Liverpool si
trasformò, sulle gradinate fatiscenti dello
stadio Heysel di Bruxelles, in una delle
tragedie più oscure e dolorose della storia
dello sport.
L'INCUBO DEL
SETTORE Z - Quella che doveva
essere la notte delle stelle si tramutò in un
inferno poco prima del fischio d'inizio. La
furia degli hooligans britannici,
l'inadeguatezza dell'impianto belga e un
servizio d'ordine impreparato furono gli
ingredienti fatali di una strage assurda. La
calca, il panico e la disperazione nel
famigerato Settore Z culminarono con il crollo
di un muretto che divenne una trappola mortale.
Sotto quelle macerie persero la vita 39 persone
innocenti, tra cui 32 italiani. Un trauma che
lasciò un'intera generazione incollata ai
televisori in un clima di orrore e di angosciosa
attesa.
I TESTIMONI
FOSSANESI - Una tragedia di
dimensioni internazionali che colpì dritto al
cuore anche le nostre comunità. La provincia di
Cuneo e il territorio fossanese, da sempre feudo
di un tifo calcistico passionale, non rimasero a
guardare l'orrore solo attraverso la
televisione. Molti nostri concittadini, infatti,
erano fisicamente presenti in quelle ore
drammatiche sugli spalti di Bruxelles. Tifosi
partiti in aereo, in pullman o con la propria
automobile, con l'entusiasmo nel cuore, che si
ritrovarono testimoni oculari di un massacro
atroce. Per fortuna, il destino volle che nessun
fossanese perdesse la vita in quella folle
calca, ma il trauma psicologico di chi ha
vissuto in prima persona l'orrore dell'Heysel è
una cicatrice che non si è mai chiusa. Lo
dimostra il profondo bisogno di condivisione di
chi c'era: i reduci di quella notte maledetta si
sono spesso radunati per non dimenticare, come
in occasione delle partecipate cene
commemorative a Cussanio promosse negli anni da
Aldo Cagliero. Incontri intimi e doverosi in cui
si uniscono i ricordi, gli aneddoti e lo
sgomento di chi, partito per fare festa, ha
visto la morte in faccia.
DALLA STORIA
AL PRESENTE - Ricordare l'Heysel
oggi, a quarantuno anni di distanza, non può e
non deve essere solo un esercizio di memoria
storica. Deve essere uno specchio in cui
guardare le derive del nostro presente. Se è
vero che i grandi stadi hanno innalzato le
misure di sicurezza, è altrettanto vero che il
germe della violenza non è mai stato del tutto
estirpato, e purtroppo lo vediamo ancora fin
troppo spesso proprio. Le cronache sportive,
infatti, si trasformano ancora in episodi
inaccettabili. Il 29 maggio deve essere un
monito quotidiano per tutti noi: lo sport è
aggregazione, rispetto e vita.
Fonte:
Lafedelta.it
© 29 maggio 2026
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La giornata di
commemorazione dell'Heysel
In
quella drammatica serata del 29 maggio 1985 allo
Stadio "Heysel" di Bruxelles, trentanove tifosi
bianconeri persero la vita a seguito dei gravi
disordini scoppiati sulle tribune. Come accade
per ogni anniversario, sono numerose le
iniziative e i momenti di memoria previsti per
onorare il loro ricordo. Alle ore 09:00 il primo
momento di commemorazione presso il memoriale "Forever
Bound", situato all'Anfield Road Stand di
Liverpool. Presente una delegazione ufficiale
del Club, che omaggerà il ricordo delle vittime
con una composizione floreale. Alle ore 11:00
avverrà invece il momento di commemorazione
della tragedia dell'Heysel, presso l'opera
"Verso Altrove" in Strada della Continassa a
Torino. Per la Juventus presente una delegazione
guidata dal Presidente, Gianluca Ferrero, oltre
al Gonfalone ufficiale in rappresentanza del
Club. Alle ore 18:00 l'appuntamento presso la
Biblioteca Italo Calvino di Torino, per il
momento di raccoglimento organizzato insieme
alle Autorità cittadine e regionali e
all'Associazione "Quelli di Via Filadelfia". A
guidare la delegazione della Juventus il
Presidente, Gianluca Ferrero, accompagnato dal
Gonfalone ufficiale del Club. Successivamente,
alle ore 18:30, la memoria della tragedia
dell'Heysel sarà onorata presso il Giardino di
via Galimberti 46 (Borgata San Giacomo,
Grugliasco), in un momento di commemorazione
curato dalla Città di Grugliasco in
collaborazione con lo JOFC Grugliasco "Alessio
Ferramosca & Riccardo Neri". Per questa
occasione, a rappresentare il Club il Gonfalone
ufficiale di Juventus, portato da una
delegazione di ragazzi del nostro Settore
Giovanile. A scandire l'atto conclusivo di
questa giornata di memoria è, con l'imbrunire,
l'accensione della Mole Antonelliana: un rito
che si ripete ogni anno per imprimere ancora una
volta nel cuore di tutti il ricordo di quella
dolorosa notte di quarantuno anni fa.
Fonte:
Juventus.com
© 29 maggio 2026
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La Juve
ricorda la strage dell'Heysel
"Per sempre
nei nostri cuori". Si unisce anche il Torino:
"Una ferita indelebile del calcio europeo".
Heysel,
il giorno del ricordo. Per sempre nei nostri
cuori": con questo post, la Juventus ha voluto
celebrare 41esimo anniversario dalla tragedia
avvenuta in occasione della finale di Coppa dei
Campioni tra i bianconeri e il Liverpool con la
scomparsa di 39 persone allo stadio di
Bruxelles. Anche il Torino si è unito nel
ricordo: "29 maggio 1985: una ferita indelebile
nella storia del calcio europeo. Oggi ricordiamo
le 39 vittime della tragedia dell'Heysel" si
legge sul profilo X del club granata del
presidente Urbano Cairo. "A 41 anni di distanza,
la strage dell'Heysel continua a richiamare alla
responsabilità. Quella che doveva essere una
giornata di festa si trasformò in un dramma che
ha segnato la storia del calcio e dello sport.
Nel dicembre scorso, alla Camera, abbiamo
accolto le testimonianze di familiari e amici
delle vittime: parole che mi hanno profondamente
colpito e che devono far riflettere. Il mio
pensiero va a chi ha perso i propri cari e a
quanti portano ancora dentro quella ferita. Il
calcio deve trasmettere valori, passione,
condivisione, rispetto. La sua bellezza vive
nelle emozioni che sa regalare, mai nella
violenza". Così il presidente della Camera dei
deputati, Lorenzo Fontana.
"All'Heysel
sono morte 39 persone e 39 famiglie si sono
ritrovate improvvisamente a piangere un loro
caro. E' giusto sottolineare che le vittime di
quella terribile strage sono state molte di più
di quelle elencate nella lapide posta sotto il
tristemente famoso Settore Z dello stadio di
Bruxelles e che, anche per rispetto dei
familiari di chi quel giorno ha perso la vita,
abbiamo il dovere di tenere bene a mente una
delle pagine più dolorose del nostro calcio".
Nel 41° anniversario della tragedia dell'Heysel,
il presidente della Figc Gabriele Gravina
ricorda così le vittime dei disordini scoppiati
il 29 maggio 1985, prima dell'inizio della
finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e
Juventus. "Lo sport - continua il presidente
federale - è festa, gioia e condivisione. I
delinquenti devono restare fuori dagli stadi
perché ogni tifoso ha il diritto di vivere
l'emozione di una partita in piena sicurezza".
Per commemorare la tragedia dell'Heysel,
all'inizio del percorso espositivo del museo di
Coverciano sarà esposta per tutta la giornata la
maglia azzurra numero 39, deposta dalla
delegazione della Nazionale italiana allo stadio
di Bruxelles nel novembre del 2015.
Fonte:
Ansa.it © 29
maggio 2026
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La strage
dell'Heysel: il dolore e il ricordo,
le vittime
toscane nella finale Juventus Liverpool
Il 41 esimo
anniversario di quel 29 maggio 1985, quando
nell'atto finale della Coppa dei Campioni i
gravi incidenti sfociarono in una tragedia che
lasciò un segno profondo. Trentanove i morti
nella calca e nei crolli che avvennero allo
stadio di Bruxelles, nel tristemente famoso
settore Z.
Firenze,
29 maggio 2026 - Quarantuno anni dopo: una
giornata di festa che si trasforma in strage.
Trentanove tifosi che morirono a Bruxelles.
Diversi di loro arrivavano dalla Toscana. Erano
lì per un sogno, da tifosi della Juventus:
alzare idealmente la Coppa dei Campioni, con
Juventus e Liverpool a contendersi il titolo
allo stadio Heysel. Un nome che poi divenne
sinonimo di sangue e dolore. Finì in strage per
gli incidenti e le cariche partite dal settore
dei tifosi del Liverpool. Le cariche degli
inglesi verso il settore Z portarono i tifosi
juventini ad ammassarsi dalla parte opposta del
settore stesso. Le persone cominciarono a
calpestarsi. Alcuni tifosi si lanciarono
dall'alto, mentre a un certo punto, a causa del
peso, la struttura in cemento crollò, con
ulteriori morti e feriti. Una vicenda che segnò
l'Italia: alla tv, la gente assistette in
diretta a quanto accadeva, con la telecronaca
Rai rimasta tristemente nota di una voce pur
amatissima dai telespettatori allora, quella di
Bruno Pizzul. Che raccontò la serata, in cui lo
sport fu completamente offuscato.
L'ANSIA E LA
PAURA - La gioia si trasformò in
ansia per migliaia di parenti delle persone che
erano allo stadio. Non esistevano i social, non
esistevano i cellulari: avere informazioni sui
propri cari fu difficilissimo. Molti, pur sani e
salvi, poterono parlare con le proprie famiglie
soltanto molte ore dopo. Intanto il Senato ha
approvato in via definitiva la legge che
istituisce la Giornata nazionale in memoria
delle 39 vittime proprio il 29 maggio. Delle 39
persone decedute, 32 erano italiane. Cinque
furono le vittime toscane. Di Arezzo era Roberto
Lorentini, 31 anni, medico, morto mentre cercava
di soccorrere altre persone, in particolare
cercò di salvare Andrea Casula, 11 anni, sardo,
la vittima più giovane di quella serata di
follia. Lorentini ebbe la medaglia d'argento al
valor civile per quel gesto. L'altra vittima
aretina fu Giusy Conti, 17 anni. Morirono anche
Bruno Balli, di Prato; Giancarlo Gonnelli, di
Ponsacco e Giovacchino Landini di Capannori.
LA LEGGE PER
LA GIORNATA DELLA MEMORIA - A
commentare l'approvazione della legge è Andrea
Lorentini, presidente dell'Associazione fra i
familiari delle vittime dell'Heysel e
giornalista de La Nazione, che parla di
"passaggio storico e di grande valore
istituzionale e civile per il nostro Paese". Per
l'associazione che combatte la violenza nello
sport si tratta di un riconoscimento non solo
simbolico. L'obiettivo è quello di sottrarre la
memoria dell'Heysel alle contrapposizioni da
stadio e restituirla a una dimensione collettiva
e nazionale. Quella finale fu giocata tra le
polemiche. Iniziò con forte ritardo. Gli scontri
andarono avanti a lungo. Vinse la Juventus, in
una notte in cui in pochi, nelle prime ore,
riuscirono davvero a capire la tragica portata
della vicenda.
Fonte: Lanazione.it
© 29 maggio 2026
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Rivoli non
dimentica l'Heysel: uno spazio
pubblico sarà
dedicato alle 39 vittime
Il
Consiglio Comunale di Rivoli ha approvato una
mozione per dedicare uno spazio pubblico alla
memoria delle vittime della tragedia
dell'Heysel. La proposta, presentata dal gruppo
consiliare di Fratelli d'Italia, ha ottenuto il
voto favorevole di tutti gli schieramenti
politici presenti in aula, con la sola
astensione del consigliere di Forza Italia
Andrea Tragaioli, già sindaco della città nella
cintura di Torino. La mozione ricorda il dramma
del 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di
Bruxelles, dove morirono 39 tifosi innocenti
durante la finale di Coppa dei Campioni tra
Juventus e Liverpool. Per la città di Rivoli
quella ferita rappresenta ancora oggi un simbolo
di dolore e un monito contro ogni forma di
violenza.
Fonte:
Facebook (Pagina Torino) © 29 maggio 2026
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Sono trascorsi
quarantuno anni:
l’eco lontana
dell’Heysel
di Mario Bocchio
Sono
passati quarantuno anni. Quarantuno anni da quel
29 maggio 1985, quando il calcio perse la sua
innocenza. Quando uno stadio che avrebbe dovuto
essere teatro di gioia si trasformò in una
fossa, e la finale di Coppa dei Campioni tra
Juventus e Liverpool si consumò sotto il peso di
una tragedia che ha lasciato cicatrici
indelebili. Oggi, in un’Europa che corre veloce,
tra schermi ad altissima definizione e partite
che sembrano eventi hollywoodiani, il nome
Heysel riecheggia come un’eco sommessa, un
sussurro di dolore che ancora si aggira tra gli
spalti, tra le coscienze, tra le fotografie
ingiallite di chi non tornò più a casa. Era una
sera come tante, con l’adrenalina che correva
nelle vene dei tifosi, italiani e inglesi,
venuti da ogni angolo del continente. Eppure, in
quel vecchio stadio belga, l’inadeguatezza delle
strutture, la cattiva gestione e la violenza
smisurata fecero da anticamera a una catastrofe:
39 morti, centinaia di feriti, e il calcio
europeo che piombava nell’abisso. Quarantuno
anni dopo, i volti di quelle vittime non sono
sbiaditi. Ogni 29 maggio, chi li ha conosciuti -
familiari, amici, sopravvissuti - li ricorda con
fiori, con preghiere, con silenzi. Ma il mondo
del calcio, nel suo turbinio di luci e affari,
quanto li ricorda davvero? Cosa ci rimane
dell’Heysel? Ci rimane una lezione. Amara,
incancellabile, eppure spesso ignorata. L’Heysel
ha mostrato che il calcio può diventare un’arma
se perde il suo spirito, se smette di unire per
iniziare a dividere. Ha mostrato come l’odio,
alimentato da rivalità e miopia istituzionale,
possa costare vite. Eppure, ci rimane anche una
forma di redenzione. Dopo l’Heysel, il calcio
cambiò. Gli stadi iniziarono a diventare più
sicuri, le tifoserie lentamente più consapevoli,
le federazioni più attente. Non è bastato,
certo. Ma qualcosa si è mosso. Ci rimane il
monito, scolpito nella memoria di chi ha visto,
di chi ha perso, di chi ha giurato di non
dimenticare. I ragazzi dell’Heysel. Erano
ragazzi, molti di loro. Ragazzi che amavano il
calcio, che avevano risparmiato per un
biglietto, che sognavano Platini e finirono
sotto un muro di cemento e panico. A loro non è
bastata una finale. A loro è toccata la morte
nel cuore della festa. E oggi, quando scorrono
le immagini di quella notte, granose e
tremolanti, ci si sente piccoli, impotenti.
Perché si capisce che l’Heysel non è solo una
tragedia del passato, ma una responsabilità del
presente. Quarantuno anni dopo, l’Heysel è una
ferita ancora aperta. Una memoria che va
coltivata, non solo commemorata. Ogni volta che
una bandiera viene sventolata con odio, ogni
volta che uno stadio diventa teatro di violenza,
l’ombra dell’Heysel si allunga.
Fonte:
Ilnobilecalcio.it © 29 maggio 2026
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Strage
dell’Heysel, Cirio allo stadio di Bruxelles:
"Il Piemonte
non dimentica quei 39 angeli"
Il presidente
della Regione, in Belgio per la Conferenza delle
regioni, rende omaggio alle vittime di 41 anni
fa durante finale di Coppa dei Campioni tra
Juventus e Liverpool. Commemorazione dei
bianconeri alla Continassa.
"Vi
parlo da Bruxelles e sono qua per il Comitato
delle Regioni, ma in questo momento mi trovo in
un luogo simbolo di questa città e anche di una
gravissima tragedia: sono allo stadio Heysel,
non potevo non venire": così il presidente della
Regione Piemonte, Alberto Cirio, in un video
pubblicato sui propri canali social ufficiali, a
41 anni dalla tragedia del 29 maggio 1985. "Sono
nel famigerato settore Z, in cui un muro che
recensione cedette sotto le pressione degli
hooligans inglesi - continua il governatore su
TikTok per ricordare le vittime di quella
tragica notte della finale di Coppa dei Campioni
tra Juventus e Liverpool - perché il Piemonte
non dimentica questi 39 che abbiamo definito
angeli: ricordiamo il nostro impegno per la
sicurezza delle manifestazioni, perché da allora
l'Associazione delle vittime dell'Heysel ha
lavorato tanto per promuovere insieme a tante
squadre di calcio e a tante tifoserie una
cultura della sicurezza degli eventi sportivi".
Cirio ha deposto un mazzo di fiori su uno dei
seggiolini dello stadio Heysel di Bruxelles "a
nome di tutti i cittadini e cittadine del
Piemonte, perché tragedie del genere non debbano
più verificarsi". Anche la Juventus ha ricordato
la strage con una commemorazione a cui hanno
partecipato anche Luciano Spalletti e Damien
Comolli. Il tecnico e l'amministratore delegato
bianconero si sono ritrovati a due passi dalla
Continassa, di fronte all'installazione "Verso
Altrove" dedicata alle 39 vittime della tragedia
del 29 maggio 1985. Presenti all'evento anche il
presidente del club Gianluca Ferrero, il
direttore sportivo Marco Ottolini, il presidente
del Juventus Museum Paolo Garimberti e il
dirigente bianconero Gianluca Pessotto. "Ci sono
date che il tempo non può sbiadire, momenti in
cui la storia si ferma e cede il passo al
silenzio - ha dichiarato la società bianconera -
Il 29 maggio è il giorno di uno dei ricordi più
dolorosi della storia della Juventus. Quella
notte del 1985 a Bruxelles, lo stadio Heysel si
trasformò da palcoscenico di una grande festa di
sport a scenario di una drammatica tragedia. Una
follia senza logica che spezzò la vita di 39
persone innocenti, arrivate in Belgio per
seguire la propria passione, e che lasciò un
vuoto incolmabile nelle loro famiglie e nel
mondo del calcio, che da allora non sarebbe più
stato lo stesso".
Fonte:
Torino.repubblica.it © 29 maggio 2026
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Tragedia
Heysel, Gravina: "Vittime sono state più di 39,
il pensiero a chi quel giorno ha perso
un suo caro"
Nel 41°
anniversario della strage, il presidente della
FIGC lancia un monito per non dimenticare quanto
accadde il 29 maggio 1985. Oggi il Museo del
Calcio di Coverciano ospiterà un incontro dal
titolo "Nel ricordo dell'Heysel: memoria ed
educazione civico-sportiva".
"All’Heysel
sono morte 39 persone e 39 famiglie si sono
ritrovate improvvisamente a piangere un figlio,
una figlia, un padre, una moglie. È giusto
sottolineare che le vittime di quella terribile
strage sono state molte di più di quelle
elencate nella lapide posta sotto il tristemente
famoso Settore Z dello stadio di Bruxelles e
che, anche per rispetto dei familiari di chi
quel giorno ha perso la vita, abbiamo il dovere
di tenere bene a mente una delle pagine più
dolorose del nostro calcio". Nel quarantunesimo
anniversario della tragedia dell’Heysel, il
presidente della FIGC Gabriele Gravina ricorda
così le vittime dei disordini scoppiati il 29
maggio 1985, prima dell’inizio della finale di
Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus. "Lo
sport - continua il presidente federale - è
festa, gioia e condivisione. I delinquenti
devono restare fuori dagli stadi perché ogni
tifoso ha il diritto di vivere l’emozione di una
partita in piena sicurezza".
MUSEO DEL
CALCIO - Per commemorare la
tragedia dell’Heysel, all’inizio del percorso
espositivo del museo di Coverciano sarà esposta
per tutta la giornata la maglia azzurra numero
39, deposta dalla delegazione della Nazionale
italiana allo stadio di Bruxelles nel novembre
del 2015, in occasione di un’amichevole
disputata con il Belgio. Questa mattina alle ore
11, nella sala conferenze del Museo del Calcio,
si terrà un incontro dal titolo ‘Nel ricordo
dell'Heysel: memoria ed educazione
civico-sportiva'. Saranno presenti il presidente
della Fondazione Museo del Calcio, Matteo
Marani, il presidente dell'Associazione fra i
familiari delle vittime dell'Heysel, Andrea
Lorentini e il giornalista Roberto Beccantini;
con l’obiettivo di tenere vivo più che mai -
specialmente tra i giovani - il ricordo di
quanto accadde in Belgio, nel corso della stessa
mattinata interverranno gli studenti delle
classi prime dell'Istituto alberghiero Saffi di
Firenze.
Fonte:
Figc.it © 29
maggio 2026
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Rivoli dedica
uno spazio pubblico
alle "Vittime
dello Stadio Heysel"
di Rino
Miniato
RIVOLI
- Il Consiglio Comunale di Rivoli ha approvato
una mozione, presentata da Fratelli d’Italia,
per intitolare uno spazio cittadino alla memoria
delle Vittime dello Stadio Heysel. La decisione
giunge alla vigilia del triste anniversario
della finale di Coppa dei Campioni del 29 maggio
1985 a Bruxelles, disputata tra Juventus e
Liverpool, trasformatesi in una delle più grandi
tragedie dello sport mondiale.
UNA FERITA
INDELEBILE NELLA MEMORIA COLLETTIVA -
Durante la seduta del 27 maggio, il
consigliere Federico Depetris ha ricordato la
violenta aggressione degli ultras inglesi che
causò il cedimento strutturale di un settore
dell’impianto. In quel drammatico contesto, 39
tifosi innocenti persero la vita e oltre 600
rimasero feriti. Un atto vigliacco che, come
sottolineato dai consiglieri di FdI Valerio
Calosso e Vincenzo Vozzo, ha segnato
profondamente la memoria collettiva del
territorio torinese e nazionale.
IL VALORE
DEL RICORDO CONTRO LA VIOLENZA NELLO SPORT -
L’iniziativa del Comune di Rivoli punta a
trasformare il ricordo di quel "maledetto 29
maggio" in un monito per le future generazioni.
Nei prossimi mesi la giunta individuerà l’area
specifica da dedicare ai caduti. Per
approfondire la cronaca di quei tragici fatti, è
possibile consultare l’archivio storico di Rai
News o i dettagli della commemorazione ufficiale
sul sito della Juventus FC.
Fonte:
Lagendanews.com © 30 maggio 2026
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Spalletti
sull’Heysel: "Ricordare è un nostro dovere"
"Rimasi
immobile Dopo 41 anni c’è ancora da lottare"
di Marco Amato
Rush:
"Commozione profonda" Ieri mattina la dirigenza
presso il monumento "Verso l’Altrove".
Torino
- Il ricordo più forte è quello di
Luciano Spalletti: "Avevo 26 anni quando rimasi
immobile e attonito davanti alla TV, come altri
milioni di persone nel mondo. All’inizio non era
facile comprendere ciò che stava accadendo ma
più passavano i minuti e più le immagini e le
parole raccontarono la tragedia che era in
corso. Non sapevo che quelle immagini non
sarebbero mai più uscite dalla mia testa. In
questi 41 anni di cose ne sono state fatte,
molto è cambiato in termini di sicurezza, la
violenza negli stadi è diminuita. Ma il lavoro
da fare è ancora tanto e continuare a
commemorare è un dover per il ricordo di chi
perse la vita quella dannata sera, ma è anche
necessario perché non dobbiamo mai abbassare la
guardia, non dobbiamo mai smettere di combattere
contro chi vuole toglierci la felicità del
calcio per far spazio alla violenza". Quarantuno
anni dopo la strage dell’Heysel, la memoria
resta viva e viene alimentata dai tanti eventi
che si sono svolti ieri. In mattinata, il
Liverpool ha inaugurato ad Anfield il monumento
"Forever Bound" - "Per sempre uniti" -.
Sostituisce la targa che era situata sulla
tribuna "Sir Kenny Dalglish" ed è posizionato in
uno spazio più visibile e accessibile per la
riflessione e il ricordo, su richiesta dei
tifosi Reds, secondo quanto riporta il
comunicato ufficiale del club inglese. Sul
monumento è presente la scritta "In memoria e
amicizia" e sotto a questa sono rappresentate
due sciarpe intrecciate, quelle di Juventus e
Liverpool; seguono i nomi delle 39 vittime.
Per
l’occasione è intervenuto l’amministratore
delegato del Liverpool, Billy Hogan: "È un
privilegio svelare oggi ‘Forever Bound’ a nome
di tutti i membri del Liverpool Football Club.
Siamo onorati di dare il benvenuto ai nostri
amici della Juventus ad Anfield oggi e siamo
uniti in solidarietà e memoria dei 39 tifosi che
hanno tragicamente perso la vita all’Heysel.
Questo è un momento per tutti noi per fermarci e
riflettere e impegnarci ancora una volta per
garantire che la loro memoria continui a
vivere". Ian Rush ha aggiunto: "Oggi è un
momento profondamente commovente. È difficile
credere che siano trascorsi più di 40 anni, ma
il ricordo di quel giorno non svanisce mai". In
rappresentanza della Juventus erano presenti
Sergio Brio e Peter Silverstone, Chief Business
Officer del club bianconero. Un paio d’ore più
tardi, questa volta a Torino, si è svolta la
commemorazione organizzata da Juventus presso il
memoriale Verso Altrove, inaugurato l’anno
scorso all’interno dell’area della Continassa,
poco distante dall’Allianz Stadium. Presenti i
massimi vertici della società, rappresentanti
delle istituzioni cittadine, familiari delle
vittime e alcuni tifosi. Particolarmente
d’impatto la lettura dei 39 nomi, strumento
ulteriore per imprimere con forza il ricordo,
ancorarlo, per fare in modo che non svanisca.
Sempre in mattinata, questa volta a Bruxelles,
allo stadio Re Baldovino - l’ex Heysel - c’è
stata la visita del Presidente della Regione
Piemonte Alberto Cirio e poi quella di una
delegazione di tifosi bianconeri che ogni anno
si recano sul luogo della strage. Alle 18,
presso la Piazzetta Vittime dell’Heysel, si è
svolta l’inaugurazione di un Monumento "a
ricordo dei nostri 39 angeli". Un enorme cuore,
lì dove è custodita la memoria. A margine
dell’evento, i tanti tifosi presenti hanno
intonato un coro per Marco Basoccu. Infine, in
serata la Mole Antonelliana si è illuminata con
la scritta "+39. Rispetto", messaggio chiaro
della città.
Fonte:
Tuttosport ©
30 maggio 2026
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Heysel, il
tragico tunnel dal quale non riusciamo a uscire
di Roberto
Beccantini
Per
la rubrica "L'angolo del Beck", Roberto
Beccantini torna su una delle pagine più
dolorose della storia del calcio europeo: la
tragedia dell'Heysel. A quarant'anni di
distanza, il ricordo delle 39 vittime non è
soltanto un dovere della memoria, ma un monito
contro la violenza e l'odio che continuano ad
affiorare dentro e fuori gli stadi. Un viaggio
per comprendere quanto quella ferita sia ancora
aperta.
"Ricordare è
dimenticare". Lo hanno scritto fior di
scienziati, non semplici orecchianti. Ma sulla
strage dell’Heysel non si può patteggiare né
tergiversare. Accadde a Bruxelles il 29 maggio
1985, poco prima che cominciasse la finale di
Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus. Era
una giornata di caldo torrido. Nel settore Z,
l’assalto feroce di hooligan ubriachi provocò la
morte di 39 spettatori, quasi tutti tifosi
juventini. Quasi, ma non tutti. Una tragedia
resa ancora più grave dall’inadeguatezza della
polizia belga, impreparata e incapace di
contenere la violenza.
UNA PARTITA
GIOCATA SOPRA IL DOLORE - In
un’epoca senza telefoni cellulari e senza la
diffusione immediata delle notizie, la gravità
di quanto stava accadendo non riuscì a
propagarsi all’esterno dello stadio o negli
spicchi circostanti. Si giocò comunque. Per
ordine di "un ordine pubblico" ormai violentato.
La Juventus vinse 1-0 grazie a un rigore
trasformato da Michel Platini, assegnato per un
fallo su Zbigniew Boniek commesso fuori area.
Molto si discusse del comportamento dei
giocatori, che festeggiarono sul campo e, al
ritorno in Italia, "non nascosero" il trofeo,
contrariamente a quanto aveva suggerito Candido
Cannavò, direttore della Gazzetta dello Sport.
Fu Giampiero Boniperti, allora presidente della
Juventus, a opporsi con una "fede" ossessiva. La
sua convinzione era semplice e dolorosa: "Se lo
occultassimo, vorrebbe dire che il sangue dei
nostri è stato versato invano".
QUARANTUNO
ANNI DOPO - Sono trascorsi
quarantuno anni. La lezione, paradossalmente,
sembra aver giovato più ai carnefici che alle
vittime. Il calcio inglese ha saputo riformarsi
e ripulirsi; quello italiano molto meno, o
comunque non quanto sarebbe stato lecito
attendersi. Ne è una prova quanto accaduto nel
derby della Mole del 24 maggio scorso, terminato
2-2. Era l’ultima giornata di campionato, come
avveniva contemporaneamente in Premier League.
Nell’isola, tutti insieme appassionatamente. Uno
spettacolo. Nella penisola, un disastro.
Riassumo dalla cronaca dei giornali: all’esterno
dello stadio Olimpico-Grande Torino, incidenti
tra tifosi, uno juventino ricoverato in gravi
condizioni dopo essere stato colpito da un
oggetto contundente, un trauma cranico, un
intervento chirurgico d’urgenza e una prognosi
riservata. Poi le indagini, gli arresti e i
fermi.
LA STESSA
MICCIA DELL’ODIO - L’immagine di
Manuel Locatelli che dialoga con la curva
juventina per evitare l’invasione del campo mi
ha riportato alla mente gli appelli lanciati
quella sera dai capitani Phil Neal e Gaetano
Scirea. Anche allora si cercava di impedire che
una folla sconvolta e impaurita si lasciasse
trascinare dalla vendetta. Qualcuno obietterà:
allora ci furono 39 morti, oggi no. È vero. Ma
la miccia è la stessa: l’odio, il disprezzo per
l’avversario, la convinzione che l’altro sia un
nemico da combattere anziché un rivale da
rispettare. È troppo facile dire: "Questi sono".
La verità è più scomoda: "Questi siamo".
Ricordare non cambia ciò che è stato, ma può
contribuire a migliorare ciò che sarà. Per
questo ho trovato bellissimo - concedetemi il
termine, nonostante il peso della ricorrenza -
che a Reggio Emilia, grazie all’impegno
instancabile di Iuliana e Rossano, sia stata
intitolata una via a Claudio Zavaroni, il
giovane fotografo reggiano che quel maledetto
mercoledì fu infinitamente più sfortunato di me.
HEYSEL: 39
CROCI CHE PARLANO ANCORA -
L’Heysel resta una ferita profonda. Una ferita
che attraversa la memoria collettiva e continua
a interrogare le coscienze di chi, direttamente
o indirettamente, contribuì a quella tragedia.
Sottrarre l’Heysel all’oblio significa
respingere la tentazione indecente, sempre
presente, di metterci una pietra sopra.
Significa ricordare che il passato non può
essere cancellato e che la memoria è l’unico
antidoto contro il ritorno degli stessi errori.
Perché, in fondo, una domanda resta inevitabile:
forse trentanove croci non bastano ancora ?
Fonte:
Sportdelsud.it © 1 giugno 2026
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La figurina
solidale dedicata alla Strage dell’Heysel
Domenica
7 giugno ore 11.00 sarà presentata la figurina
solidale della Memoria nr 30 dedicata alla
strage dell'Heysel. Con noi Franco D'Aniello,
fondatore dei Modena City Ramblers che era
presente, nel settore Z, quella sera a
Bruxelles. Con lui altri ospiti e testimonianze.
Appuntamento alla XIV° edizione di Happy Hand
dove, dalle 9,30 al termine dell'evento, saremo
presenti con il nostro stand ed il catalogo di
tutte le figurine solidali. 29 maggio 1985,
stadio Heysel, finale Coppa Campioni
Liverpool-Juventus, 39 morti, 600 feriti. La
figurina solidale della Memoria nr 30 è anche la
cinquecentesima realizzata, non poteva che
essere speciale e ricordare una sera che ha
cambiato per sempre il calcio o perlomeno
avrebbe dovuto farlo. È una figurina solidale
che parla di una strage perché tale fu, è il
nostro piccolissimo contributo per aiutare a non
dimenticare e per ricordare chi, andato a vedere
una partita, non è più tornato o è tornato
cambiato per sempre. La figurina solidale della
Memoria, con folder numerato in 139 copie, è
disponibile sul nostro sito ma sarà anche
spedita gratuitamente a tutti i familiari delle
Vittime dell'Heysel che ne facessero richiesta.
Si ringrazia Emilio Targia per la
collaborazione.
Fonte:
Facebook
(Pagina Figurine Forever) © 4 Giugno 2026
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Rivoli dedica
uno spazio pubblico alle vittime
dell’Heysel: approvata la mozione di
Fratelli d’Italia
Il Consiglio
Comunale di Rivoli ha approvato la mozione
presentata dal gruppo consiliare di Fratelli
d’Italia che impegna l’Amministrazione comunale
a dedicare uno spazio pubblico alla memoria
delle 39 vittime della tragedia dello stadio
Heysel, avvenuta a Bruxelles durante la finale
di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool.
La proposta è stata discussa e votata nel corso
della seduta del Consiglio Comunale del 27
maggio. A illustrarne i contenuti è stato il
consigliere comunale di Fratelli
d’Italia Federico Depetris, relatore della
mozione. "Il 29 maggio del 1985 allo stadio
Heysel di Bruxelles, quella che doveva essere
una giornata di festa sportiva si trasformò in
una delle tragedie più gravi e inaccettabili
della storia dello sport mondiale - ha
dichiarato Depetris. A causa delle violente
cariche da parte di tifosi inglesi e del
conseguente cedimento strutturale di un settore
dello stadio, persero la vita 39 persone
innocenti e oltre 600 rimasero ferite".
Nel
corso del dibattito, il consigliere ha inoltre
sottolineato come l’assalto degli ultras inglesi
contro i sostenitori juventini rappresentò "un
atto violento e vigliacco", compiuto contro
semplici tifosi e al di fuori di qualsiasi
logica di confronto tra tifoserie organizzate.
Soddisfazione per l’approvazione della mozione è
stata espressa anche dagli altri consiglieri
comunali di Fratelli d’Italia, Valerio Calosso e
Vincenzo Vozzo. "La tragedia dell’Heysel ha
segnato profondamente la memoria collettiva
italiana, torinese e rivolese - hanno dichiarato
gli esponenti del partito. Era importante che
anche la città di Rivoli individuasse un luogo
simbolico da dedicare a chi perse la vita in
quel tragico 29 maggio 1985". Con il via libera
del Consiglio Comunale, nei prossimi mesi la
Giunta sarà chiamata a individuare e definire lo
spazio cittadino che verrà intitolato alle
Vittime dello Stadio Heysel, contribuendo così a
mantenere viva la memoria di una delle pagine
più dolorose della storia dello sport europeo.
Fonte:
Nonsolocontro.it © 5 Giugno 2026
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D'Aniello e
Nanni a RBN presentano
un'iniziativa
speciale legata all'Heysel
di Daniele
Petroselli
A
Cose di Calcio (trasmissione di Radio
Bianconera) è intervenuto il tifoso della Juve
Franco D'Aniello (flautista e cofondatore dei
Modena City Ramblers) insieme a Emiliano Nanni
di figurineforever.com che hanno presentato una
bella iniziativa: "Siamo un'associazione di
Bologna che realizza figurine solidali - ha
ricordato Nanni. La collana principale è le
Celebrity Stickers, dove abbiamo già coinvolto
oltre 200 sportivi, sono tutte autorizzate. E
poi c'è la collana Figurine della Memoria. Si
chiamano figurine solidali perché non hanno una
finalità di lucro e tutto il ricavato va in
beneficenza. Io personalmente ero un po' di
tempo che nella collana della memoria ci tenevo
a ricordare la strage dell'Heysel. Quest'anno è
stato reso possibile e abbiamo realizzato
appunto questa figurina che non è solo una
figurina, ma è all'interno di un folder.
All'interno del folder ci sono testo e altre
immagini che cercano di ricordare quanto è
accaduto nel 1985. È una figurina per certi
versi da collezione perché ha una tiratura
numerata ed il numero non è casuale. Questa
prima edizione è in 139 copie. Quel 39
ovviamente è legato alle vittime". E ha
aggiunto: "L'idea è di dare nel nostro piccolo
il contributo perché questa strage non venga
dimenticata e credo sia un patrimonio di tutto
lo sport mondiale e di tutto il calcio italiano
a prescindere dall'essere juventino o meno. Io
ho sempre vissuto personalmente rispetto
all'Heysel la passione di tanti sportivi
dell'essere a vedere la propria squadra del
cuore giocare una finale di Coppa dei Campioni e
quella è una passione che è condivisa da tutti i
tifosi a prescindere dalla squadra. Quindi non è
un fatto solo juventino ma chiaramente il popolo
bianconero lo sente fortemente nel cuore".
Mentre
D'Aniello ha aggiunto: "Siamo tutti tifosi di
qualche squadra però non ci dobbiamo dimenticare
che prima di essere tifosi siamo degli
appassionati che sono due cose leggermente
diverse. La passione credo che non debba mai
travalicare nella violenza, anche nel tifo
violento, nel tifo arrogante e quindi questa
iniziativa credo che sia una cosa meravigliosa
soprattutto fatta non da juventini e questo è
una cosa che fa molto onore, anche se è una
parola che io non uso molto spesso e non mi
piace nemmeno tanto usare, però un onore
sportivo è una bella iniziativa quindi poi io
ero lì in mezzo a quella curva. Il mio ricordo è
assolutamente indelebile, ogni volta che sono
allo stadio e vedo un po' di parapiglia e di
casini all'interno di una curva o anche
all'esterno vado subito a quelle immagini,
perché ero proprio in mezzo al dramma e
paradossalmente ero anche più vicino agli
inglesi. Sono stato più fortunato di chi invece
era più lontano da loro che è rimasto
schiacciato però c'è anche da dire che un po' di
senso di colpa è ancora rimasto e lo rimarrà
sempre, questo è ovvio, perché comunque non
essendoci stato un solo colpevole anche noi che
abbiamo schiacciato gli altri ci sentiamo tutti
un po' colpevoli perché è una cosa che rimane
dentro come se fosse veramente una cicatrice
grandissima. Io, poi, per alcuni anni non sono
più riuscito ad andare allo stadio". E Nanni poi
ha spiegato: "Con Franco saremo alle porte di
Bologna per fare una presentazione di questa
figurina domenica 7 giugno alle 11, saranno
presenti anche i rappresentanti del club Emilia
Bianconera e anche del comitato delle vittime (NdR:
Comitato Per Non dimenticare Heysel) dell'Heysel
di Reggio Emilia".
Fonte:
Bianconeranews.it © 6 Giugno 2026
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La legge
pubblicata in Gazzetta Ufficiale
Il 29 maggio Giornata nazionale per le
vittime
dell’Heysel: iniziative anche nelle
scuole
di Ilenia Culurgioni
La Legge 8 giugno 2026, n. 101,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, Serie
Generale n. 137 del 16 giugno 2026, istituisce
il 29 maggio di ogni anno quale Giornata
nazionale in memoria delle vittime della strage
dello stadio Heysel di Bruxelles.
Il
provvedimento entrerà in vigore il 1° luglio
2026. La Giornata nazionale non avrà effetti
civili: non sarà quindi una festività e non
comporterà la sospensione delle attività
lavorative o scolastiche.
IL
RIFERIMENTO ALLE SCUOLE - In
occasione della Giornata nazionale, le
amministrazioni pubbliche potranno promuovere
iniziative dedicate alla conoscenza della
tragedia avvenuta il 29 maggio 1985 nello stadio
Heysel di Bruxelles. La legge cita espressamente
anche le scuole di ogni ordine e grado e le
università che potranno partecipare o promuovere
attività, anche in collaborazione con la
Federazione italiana giuoco calcio, enti
pubblici e privati, associazioni, società
sportive e circoli culturali. L’obiettivo
indicato dal testo è favorire la conoscenza
della tragedia e promuovere i principi dello
sport, della non violenza e della convivenza
civile.
Fonte:
Orizzontescuola.it © 16 giugno 2026
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Giornata
nazionale dell'Heysel: cosa prevede
la Legge 101
del 2026 e cosa cambia dal 29 maggio
Il
Parlamento ha approvato la Legge n. 101 dell'8
giugno 2026 che istituisce ufficialmente la
Giornata nazionale in memoria delle vittime
della strage dello stadio Heysel di Bruxelles,
una ricorrenza dedicata al ricordo di una delle
tragedie più drammatiche della storia dello
sport europeo. La legge è stata pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 137 del 16 giugno 2026.
L'obiettivo non è soltanto commemorare le
vittime, ma anche trasmettere alle nuove
generazioni i valori della non violenza, del
rispetto delle regole e della convivenza civile
attraverso lo sport.
COS'È
ACCADUTO ALLO STADIO HEYSEL - Il
29 maggio 1985 si disputava a Bruxelles la
finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e
Liverpool. Poco prima dell'inizio della partita
si verificarono gravi disordini sugli spalti. La
pressione della folla provocò il crollo di un
muro di contenimento e causò la morte di 39
persone e il ferimento di centinaia di tifosi.
La tragedia segnò profondamente il mondo dello
sport e rappresenta ancora oggi uno dei più
gravi episodi di violenza legati a una
manifestazione sportiva.
COSA PREVEDE
LA NUOVA LEGGE - La Legge n. 101
del 2026 stabilisce che il 29 maggio di ogni
anno venga celebrata la Giornata nazionale in
memoria delle vittime della strage dell'Heysel.
La ricorrenza ha lo scopo di: ricordare le
vittime; promuovere la cultura della sicurezza
negli eventi sportivi; contrastare la violenza
negli stadi; diffondere i valori educativi dello
sport; favorire il rispetto tra tifoserie e
comunità sportive.
NON SARÀ UNA
FESTIVITÀ NAZIONALE - Uno degli
aspetti più importanti della legge è che la
nuova giornata commemorativa non produce gli
effetti civili delle festività nazionali. In
termini pratici significa che: non sarà un
giorno festivo; non verranno chiusi uffici
pubblici; le scuole resteranno aperte; non sono
previste giornate di riposo aggiuntive per i
lavoratori.
SPIEGAZIONE
DEL TERMINE TECNICO (Effetti civili delle
festività) - Si tratta delle
conseguenze giuridiche che accompagnano le
festività nazionali riconosciute dallo Stato. Ad
esempio, il 25 aprile o il 2 giugno comportano
particolari effetti sul lavoro,
sull'organizzazione degli uffici pubblici e
sulle attività scolastiche. Nel caso della
Giornata dell'Heysel questi effetti non si
applicano.
CHI POTRÀ
ORGANIZZARE INIZIATIVE - La
legge prevede che numerosi soggetti possano
promuovere attività commemorative e culturali.
Tra questi: amministrazioni pubbliche; scuole di
ogni ordine e grado; università; enti pubblici e
privati; associazioni sportive; società
sportive; circoli culturali; Federazione
Italiana Giuoco Calcio. Le iniziative potranno
essere organizzate su tutto il territorio
nazionale.
IL RUOLO
DELLE SCUOLE - Le scuole avranno
un ruolo centrale. La norma incoraggia attività
finalizzate alla conoscenza della tragedia e
alla diffusione dei principi dello sport come
strumento educativo. Potranno essere
organizzati: incontri con esperti; lezioni
dedicate; proiezioni documentarie; dibattiti;
progetti educativi sulla sicurezza e sul fair
play.
IL
COINVOLGIMENTO DELLA RAI - La
legge prevede inoltre che la concessionaria del
servizio pubblico radiotelevisivo possa dedicare
spazi specifici alla memoria delle vittime
dell'Heysel. Questo consentirà la realizzazione
di: documentari; approfondimenti storici;
programmi speciali; testimonianze dei familiari
e dei sopravvissuti.
PERCHÉ
QUESTA LEGGE HA UN VALORE CIVILE -
La norma non introduce obblighi economici né
nuovi costi per lo Stato. Il suo significato è
soprattutto culturale. Lo Stato riconosce
ufficialmente che la memoria dell'Heysel
rappresenta un patrimonio collettivo da
preservare e trasmettere. La legge trasforma una
tragedia sportiva in un momento di riflessione
nazionale sui temi della responsabilità, della
sicurezza e della convivenza civile.
COSA CAMBIA
PER I CITTADINI - Per il
cittadino comune non vi saranno nuovi
adempimenti o obblighi. Tuttavia, ogni anno il
29 maggio potranno essere organizzate: cerimonie
commemorative; eventi sportivi dedicati;
iniziative educative; attività nelle scuole;
campagne informative. L'effetto concreto sarà
soprattutto culturale e formativo.
UN MESSAGGIO
CHE VA OLTRE IL CALCIO - Sebbene
la tragedia sia legata al mondo del calcio, il
messaggio della legge riguarda tutti. La norma
richiama l'importanza del rispetto delle
persone, della gestione della sicurezza negli
eventi pubblici e della lotta contro ogni forma
di violenza collettiva. In questo senso la
Giornata dell'Heysel diventa uno strumento di
educazione civica che supera i confini dello
sport.
PARAGONE
SEMPLICE PER CAPIRE LA NORMA -
Immaginiamo un comune che decide di dedicare
ogni anno una giornata al ricordo di un evento
che ha segnato profondamente la propria
comunità. Non si tratta di una festa, ma di un
momento per fermarsi, ricordare e insegnare alle
nuove generazioni cosa è accaduto affinché non
si ripeta. La Giornata nazionale dell'Heysel
funziona esattamente così: non aggiunge un
giorno di vacanza, ma crea un'occasione
ufficiale per ricordare una tragedia e
trasformarla in una lezione di civiltà per il
futuro.
Fonte:
Ticronometro.com © 16 giugno 2026
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Una giornata
nazionale per ricordare le vittime dell’Heysel
di Michele Damiani
In Gazzetta la legge istitutiva. Sarà
celebrata il 29 maggio, stessa data della
tragica finale di Coppa dei campioni del 1985.
L’Italia
avrà una giornata nazionale dedicata alle
vittime della tragedia dell’Heysel. La
ricorrenza cadrà il 29 maggio di ogni anno e
sarà dedicata al ricordo della finale di Coppa
dei campioni del 29 maggio 1985, quando 39
persone persero la vita allo stadio Heysel di
Bruxelles. La legge che istituisce la Giornata è
stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 137
del 16 giugno ed entrerà in vigore il prossimo
1° luglio. Le prime celebrazioni ufficiali si
svolgeranno quindi nel 2027.
LE
INIZIATIVE PREVISTE - Secondo
quanto previsto dalla norma, amministrazioni
pubbliche, enti pubblici e privati, associazioni
e società sportive, circoli culturali, scuole,
università e Figc potranno promuovere iniziative
finalizzate a mantenere viva la memoria della
tragedia e a diffondere i valori dello sport,
della non violenza e della convivenza civile.
Anche la Rai potrà dedicare spazi della propria
programmazione televisiva, radiofonica e
multimediale al ricordo delle vittime
dell’Heysel, considerate parte del patrimonio
culturale, sportivo e sociale del Paese. La
legge precisa, inoltre, che l’istituzione della
Giornata non comporterà nuovi o maggiori oneri a
carico della finanza pubblica.
LA TRAGEDIA
DEL 1985 - La ricorrenza
ricorderà le 39 vittime della strage
dell’Heysel, di cui 32 italiane, morte prima
della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus
e Liverpool. La tragedia fu determinata da una
combinazione di fattori: l’assalto di gruppi di
hooligan inglesi verso il settore occupato dai
tifosi juventini, le gravi carenze organizzative
e strutturali dell’impianto e una gestione
dell’ordine pubblico rivelatasi insufficiente.
Nel tentativo di allontanarsi dalla pressione
della folla, centinaia di tifosi si accalcarono
contro un muro perimetrale del settore Z, che
finì per crollare causando decine di vittime e
centinaia di feriti. A oltre quarant’anni di
distanza, uno degli episodi più drammatici nella
storia del calcio europeo entra ufficialmente
nel calendario delle ricorrenze nazionali.
Fonte:
Italiaoggi.it © 17 giugno 2026
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