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ARTICOLI HEYSEL 2026
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ARTICOLI STAMPA HEYSEL 2026
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ARTICOLI STAMPA HEYSEL 2026
 

Dramma dei tifosi della Juve all’Heysel: al Ministero

degli Affari Esteri l’Unità di crisi prende forma

di Stefano Benazzo

Parla il diplomatico di turno durante la strage e la partita dei bianconeri nello stadio belga: Era il 29 maggio '85.

Per la tragedia di Crans - Montana e altre vicende nelle quali sono coinvolti da decenni connazionali presenti a vario titolo in diversi Paesi, i media citano il ruolo dell’Unità di crisi del Ministero degli Affari Esteri in relazione ai sempre più frequenti eventi naturali e politici, ai sequestri a  danno di connazionali, nonché alle tragedie che purtroppo si susseguono nel mondo e che coinvolgono italiani. Non sono volutamente approfondite dai media le modalità di azione dell’Unità, che opera senza dare pubblicità alle proprie iniziative, di concerto con altre Istituzioni.

RIENTRATO DA MOSCA - Come nacque l’Unità di Crisi, che ho avuto l’onore di vedere sorgere, a seguito di una mia iniziativa ? Fra settembre 1983 e settembre 1986, di ritorno da 3 anni presso l’Ambasciata a Mosca, fui assegnato alla Segreteria Generale del Ministero degli Affari Esteri, allora centro nevralgico di tutta la corrispondenza del Ministero del Esteri, oltre a coordinarne l’intera attività, alle dipendenze del Segretario Generale. La tragedia dello stadio di Heysel, a Bruxelles, il 29 maggio 1985, poco prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni Juventus - Liverpool, provocò la morte di 39 persone, di cui 32 italiani; oltre 600 persone rimasero ferite. Quel giorno ero di turno di "chiusura", verso le 21, alla Segreteria Generale, nel cosiddetto "Stanzone", che apriva alle 7 e chiudeva alle 22, e nel quale di giorno operavano almeno 6 funzionari diplomatici, oltre al personale di supporto. Nelle fasce estreme di tale orario era sempre presente almeno un funzionario diplomatico. Quella sera ero io. Avendo varie tv italiane ed estere in trasmissione continua (era compito anche della Segreteria Generale rimanere aggiornata sugli eventi di rilevanza in tutto il mondo, per poterne informare la gerarchia ministeriale e, al vertice, il Ministro degli Affari Esteri), mi resi conto di quanto succedeva a Bruxelles.

OGNI TELEFONO DISPONIBILE - Decidendo informare subito gli italiani consapevoli che le Autorità erano in grado intervenire e raccogliere le richieste degli italiani di conoscere la sorte dei propri cari, riuscii a far passare sulle reti tv nazionali (con notevole riluttanza da parte dei rispettivi Direttori) tutti i numeri telefonici fissi della Segreteria Generale, invitando a chiamare quei numeri per registrare i propri quesiti presso il Ministero degli Esteri. Pochi minuti dopo, i "sottopancia" delle reti che trasmettevano la partita riportavano i numeri che avevo chiesto di trasmettere, così come i tg e le edizioni straordinarie dei notiziari, nonché, l’indomani, i quotidiani.

ALLE USCITE SCHIERATI I CARABINIERI - Diedi anche istruzioni ai Carabinieri all’ingresso del Ministero di bloccare e mandare alla Segreteria Generale i funzionari diplomatici in uscita dall’ufficio, in età non superiore a circa 35 anni (all’epoca non era inusuale che i miei colleghi rimanessero in ufficio ben oltre le 20). Invitai subito i miei colleghi (inizialmente perplessi, ma immediatamente consapevoli dell’importanza della nostra missione) a gestire tutti i telefoni (allora esistevano solo linee fisse) della Segreteria Generale (circa 20 linee) e il Ministero fu così immediatamente raggiungibile per tutti coloro che si preoccupavano di sapere se i loro congiunti erano vivi e di dare i propri recapiti. Tutte le linee della Segreteria Generale furono pertanto immediatamente a disposizione dei nostri connazionali, compreso il telefono privato del Segretario Generale. I miei colleghi prendevano nota degli estremi dei richiedenti, assicurando che il Ministero avrebbe fatto quanto in suo potere per cercare elementi sulle vittime (morti, feriti, dispersi, congiunti) della tragedia e dare, a tempo debito, una risposta.

24H DI EMERGENZA SOTTO ANDREOTTI - La struttura rimase in funzione in questa forma per quasi 24 ore, passando poi la "fiaccola" alla Direzione Generale competente. Successivamente, le Autorità nazionali competenti furono chiamate a collaborare. Fu l’embrione della struttura che divenne poi l’Unità di crisi. Allora, fu una novità che l’Amministrazione potesse in tempo reale seguire un evento tragico e offrire immediatamente la propria collaborazione ai cittadini. L’indomani ricevetti i complimenti del Segretario generale, Renato Ruggiero, e del Ministro degli Esteri, Giulio Andreotti. L’Unità di crisi dimostra quotidianamente e continuerà a dimostrare la propria importanza. Ogni volta che la sento nominare, sono fiero di avere contribuito alla sua nascita. Stefano Benazzo (NdR: Ambasciatore d’Italia a riposo) Fonte: Barbadillo.it © 14 gennaio 2026

 

Qui, in ogni luogo e altrove

di Domenico Laudadio

Il Presidente dell’Associazione fra i Familiari delle Vittime dell’Heysel ospite della Juventus Football Club a Torino.

Andrea Lorentini, domenica 25 gennaio, insieme al consigliere dell’Associazione, Fabrizio Landini, ha visitato il monumento dedicato alle 39 vittime dello stadio Heysel di Bruxelles, eretto dalla Juventus alla Continassa ed inaugurato solennemente lo scorso 29 maggio 2025 in occasione del 40° anniversario della strage. Un progetto "concepito per essere un luogo di riflessione e speranza" e intitolato "VERSO ALTROVE", sorto da una ispirazione di Luca Beatrice, critico d’arte recentemente scomparso, realizzato dall’artista Luca Vitone. "L’opera si estende su un'area verde di circa 2000 metri quadrati, arricchita da cespugli di essenze profumate e alberi di Ginkgo Biloba - simboli di resistenza e memoria - scelti per la loro longevità e capacità di adattamento. Il cuore del memoriale è una rampa che si innalza dolcemente, conducendo a un cannocchiale con lenti invertite; un invito a guardare oltre il visibile e a riflettere sul futuro. Realizzata con materiali sicuri e sostenibili, la rampa, lunga 66 metri, è accessibile sia a piedi sia con sedie a ruote. Lungo il percorso sono previsti pianerottoli per soste e momenti di contemplazione. Per preservare l'atmosfera di riflessione e raccoglimento, non è consentito l'uso di biciclette, skateboard, monopattini o altri mezzi veloci". Ad accompagnarli sul luogo, Francesco Gianello, responsabile impianti della Juventus che ha seguito anche il progetto del monumento e Gaia D'Amelia, responsabile delle relazioni esterne del club.

Già da principio, ma anche nei decenni a seguire la tragedia nonostante la successione delle dirigenze sportive, il rapporto istituzionale della Juventus con l’Associazione dei Familiari delle Vittime oscillò prevalentemente fra alti e bassi, troppo spesso omissioni e delle incomprensioni. In questa giornata si coglie, importantissimo, un definitivo segnale di unità d’intenti nella condivisione della Memoria e ciò rappresenterà il solco profondo lungo il quale percorrere affiancati la strada maestra del rispetto e della verità, costruendo un progetto comune di etica sportiva nel sociale. Era questo il sogno di Otello Lorentini, primo presidente dell’associazione, il piccolo grande uomo che osò sfidare e far condannare a processo il potentato di quella Uefa barocca e avida del tempo, responsabile della mancata prevenzione di una strage annunciata. "Un dialogo costruttivo con la Juventus": la promessa strappata a suo nipote, in punto di morte, nel 2014. Andrea che dal 2015 guida l’Associazione, dopo averla rifondata, l’ha mantenuta con onore e, andando anche oltre, scrivendo nuove pagine nel futuro di un calcio affrancato dalla violenza di ogni genere, fondato sui valori del rispetto reciproco nell’antagonismo delle competizioni sportive. Lo stesso Andrea che si è raccomandato di scrivere in questo articolo: "ringrazio Juventus per l'ospitalità che ha riservato nel corso della giornata". Fonte: Associazionefamiliarivittimeheysel.it © 26 gennaio 2026

 

Insulti con l'IA di Musk ricordano

tragedie di Hillsborough e Heysel

Il Liverpool ha protestato con la piattaforma social X dopo la diffusione di alcuni messaggi offensivi generati da Grok, il chatbot di intelligenza artificiale sviluppato dalla società di Elon Musk. I contenuti, pubblicati in risposta alle richieste di alcuni utenti, contenevano insulti pesanti nei confronti del club e dei suoi tifosi, facendo esplicito riferimento a due delle tragedie più dolorose nella storia della squadra: i disastri di Hillsborough e dell'Heysel. Secondo il tabloid Sun, la società inglese è venuta a conoscenza dei post nelle ultime ore e si è immediatamente attivata presso X per chiederne la rimozione. I messaggi, ritenuti estremamente offensivi e inappropriati, sono stati successivamente cancellati dalla piattaforma. Grok, lanciato nel 2023, consente agli utenti di porre domande o chiedere la generazione automatica di contenuti. Proprio questa funzione è stata utilizzata da alcuni profili per sollecitare il bot a creare messaggi deliberatamente provocatori o offensivi. Tra le richieste rivolte all'intelligenza artificiale vi erano anche contenuti riferiti al calciatore del Liverpool Diogo Jota, morto la scorsa estate in un incidente stradale insieme al fratello. Non è la prima volta che il chatbot finisce al centro di polemiche. In passato Grok era stato criticato per contenuti controversi e per presunte carenze nei sistemi di sicurezza. Nel Regno Unito l'autorità di regolamentazione dei media, Ofcom, aveva espresso preoccupazione per la possibilità che il sistema generasse immagini inappropriate. Nel frattempo anche altri club di calcio, tra cui Manchester United e il Sunderland, sarebbero stati presi di mira da contenuti simili generati dal chatbot. Fonte: Ansa.it © 9 marzo 2026

 

Tacconi ricorda l’Heysel

"Tornai titolare grazie a un mago, Boniperti e il Trap si fidarono"

Tra i tanti episodi curiosi della storia della Juventus, Stefano Tacconi ne racconta uno legato alla stagione 1984-85, quella culminata con la finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. L'ex portiere bianconero, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha ripercorso il periodo in cui perse il posto da titolare prima di riconquistarlo proprio alla vigilia della sfida più importante. "Tutto partì da un derby - ricorda - presi gol da Aldo Serena al 90' e, come succede sempre, la colpa fu data al portiere. Quando uscii dalla squadra eravamo quarti, quando tornai eravamo ottavi. Quindi il problema non era certo il portiere...". Da quel momento iniziò un lungo periodo fuori dall'undici iniziale. "Trapattoni parlò di un momento di riflessione per tutti, ma per me durò 24 partite", racconta Tacconi, prima di arrivare all'episodio che cambiò tutto. Alla vigilia della finale dell'Heysel, infatti, Boniperti e Trapattoni si affidarono a un sensitivo. "Erano molto scaramantici e il venerdì si incontravano con un mago, Proverbio. Il presidente gli chiese di prevedere il risultato della finale, ma lui non riusciva a vedere nulla. Allora domandò chi fosse il portiere: risposero Bodini. Chiese quanto fosse alto, poi chi fosse il dodicesimo. Tacconi, gli dissero. "Quando seppe che ero più alto concluse: "Deve giocare lui". Una scelta che si rivelò decisiva: "Se ricordate la partita con il Liverpool - conclude - presi diversi palloni sotto la traversa. Senza quel consiglio, forse non sarebbe andata così". Fonte: Tuttomercatoweb.com © 21 marzo 2026

 

La commemorazione

"C'erano tanti rivolesi allo stadio": la proposta

per non dimenticare la tragedia dell'Heysel

La discussione in Consiglio comunale. Ecco quale area potrebbe essere scelta.

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia a Rivoli (Torino) ha presentato una mozione per intitolare una rotonda della città alle vittime della tragedia dell’Heysel. La proposta riguarda l’area tra corso Einaudi, corso Primo Levi e via Fratelli Macario, uno dei principali punti di accesso al comune. I consiglieri Valerio Calosso, Vincenzo Vozzo e Federico Depetris hanno spiegato che "l’iniziativa nasce dalla volontà di conservare la memoria di quanto accaduto il 29 maggio 1985 allo stadio di Bruxelles". Durante la finale di Coppa dei campioni tra Juventus e Liverpool, morirono 39 persone, tra cui 32 italiani, a causa delle cariche dei tifosi inglesi e dei cedimenti strutturali dell'impianto.

"MOLTI RIVOLESI ALLO STADIO" - Secondo i promotori, la scelta di dedicare uno spazio pubblico a questo evento "è legata anche alla presenza di molti cittadini rivolesi allo stadio la sera dell'incidente". L'obiettivo dichiarato è trasformare il ricordo della tragedia in un'occasione per promuovere i valori di lealtà e aggregazione nel mondo dello sport. Il documento è stato inserito nell’ordine del giorno del consiglio comunale del 26 marzo. La discussione effettiva della mozione dovrebbe tuttavia avvenire nei mesi successivi. Fonte: Torinotoday.it © 24 marzo 2026

 

Rivoli vuole ricordare l’Heysel:

proposta una rotonda dedicata alle vittime

Mozione in Consiglio comunale: "Memoria viva e valori dello sport da difendere".

Un luogo della città per non dimenticare. A Rivoli torna al centro del dibattito la memoria della strage dell’Heysel, con una proposta concreta: dedicare uno spazio pubblico alle vittime della tragedia del 1985. L’iniziativa è stata presentata dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Valerio Calosso, Vincenzo Vozzo e Federico Depetris, che hanno depositato una mozione in vista del prossimo Consiglio comunale. L’obiettivo è individuare un punto simbolico della città da intitolare ai tifosi che persero la vita quella sera a Bruxelles. La proposta riguarda la rotonda situata tra corso Einaudi, corso Primo Levi e via Fratelli Macario, uno degli accessi principali a Rivoli. Una scelta non casuale, ma pensata per garantire visibilità e per trasformare uno spazio urbano in un luogo di memoria permanente. Per i promotori, il legame tra Rivoli e quella tragedia è ancora forte. "L’Heysel è una ferita ancora aperta nella memoria collettiva della nostra città - spiegano - perché tra le vittime e tra i presenti allo stadio c’erano anche molti rivolesi". Un richiamo diretto a una notte che ha segnato non solo il calcio italiano, ma intere comunità. La mozione punta a trasformare il ricordo in un segno tangibile. Non solo commemorazione, ma anche un messaggio più ampio. Secondo i consiglieri, dedicare uno spazio pubblico alle vittime significa promuovere i valori fondamentali dello sport: lealtà, rispetto, sacrificio e senso di appartenenza. Principi che, proprio all’Heysel, furono tragicamente calpestati. Il documento è già stato inserito all’ordine del giorno del Consiglio comunale del 26 marzo, anche se la discussione potrebbe slittare alle prossime sedute. Resta però il significato dell’iniziativa. In un tempo in cui la memoria rischia di affievolirsi, la proposta riporta l’attenzione su una delle pagine più drammatiche della storia sportiva europea, sottolineando il ruolo delle istituzioni locali nel custodire e trasmettere il ricordo. La tragedia dell’Heysel risale al 29 maggio 1985, durante la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool allo stadio Re Baldovino di Bruxelles. Poco prima dell’inizio della partita, l’assalto di un gruppo di hooligan inglesi contro il settore occupato dai tifosi italiani provocò il crollo di una barriera. Nel caos e nella fuga disperata morirono 39 persone, di cui 32 italiane, e centinaia rimasero ferite. A pesare furono anche le gravi carenze organizzative e di sicurezza dell’impianto. Quella sera, il calcio si fermò davanti a una tragedia che cambiò per sempre il modo di concepire la sicurezza negli stadi e segnò profondamente l’opinione pubblica europea. A distanza di oltre quarant’anni, il ricordo resta. E Rivoli prova a trasformarlo in un segno concreto, visibile ogni giorno. Fonte: Giornalelavoce.it © 24 marzo 2026

 

Calcio, Comba (Fdi): sì a Giornata storica per memoria tragedia Heysel

Camera approva il testo presentato dal segretario piemontese di Fdi

(ANSA) - TORINO, 30 APR - "La Camera ha approvato il testo a mia prima firma per l'istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'Heysel, segnando un passo importante nel percorso di riconoscimento e commemorazione di una delle tragedie più dolorose nella storia dello sport mondiale". Lo sottolinea Fabrizio Comba, coordinatore regionale Fdi in Piemonte. "Il provvedimento - spiega il parlamentare - intende onorare la memoria delle 39 persone che persero la vita il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, in occasione della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Una pagina drammatica che ha profondamente segnato il mondo del calcio e l'opinione pubblica internazionale, evidenziando la necessità di promuovere una cultura sportiva fondata sul rispetto degli avversari, la sicurezza degli impianti sportivi e la responsabilità delle società e delle istituzioni calcistiche. L'istituzione della Giornata - spiega - rappresenta non solo un momento di raccoglimento e ricordo, ma anche un'opportunità per sensibilizzare le nuove generazioni sui valori dello sport e l'importanza del rifiuto di ogni forma di violenza negli stadi. Il testo passerà ora all'esame del Senato per il completamento dell'iter legislativo. Mi auguro si possa festeggiare tutti insieme, tutti gli appassionati di calcio uniti, l'approvazione definitiva entro il 29 maggio quella data che diventerà iconica per la memoria collettiva degli sportivi di questo Paese. Poi sarà legge dello Stato". Fonte: Ansa © 30 aprile 2026 Fotografia: GETTY IMAGES © (Not for Commercial Use)

 

Heysel, 41 anni fa la strage di tifosi della Juve:

Fdi propone "giorno ricordo vittime"

È quanto chiede, presentando alla Camera una proposta di legge, il deputato di Fratelli d'Italia Fabrizio Comba.

Istituire la "Giornata nazionale in memoria delle vittime della strage dello stadio Heysel di Bruxelles". E' quanto chiede, presentando alla Camera una proposta di legge, il deputato di Fratelli d'Italia, Fabrizio Comba, torinese e segretario regionale del partito in Piemonte che riporta all'attenzione del legislatore la strage dello stadio Heysel di Bruxelles, costata la vita a 39 tifosi, di cui 32 italiani, avvenuta poco prima dell'inizio della finale di Coppa dei Campioni del 29 maggio 1985 tra la Juventus e Liverpool. Comba ricorda con l'AdnKronos quanto avvenne quella notte di quasi 41 anni fa, anniversario che cade tra poco più di due settimane. "Avevo 19 anni ed ero all'Heysel, noi siamo una famiglia di juventini - sottolinea all'AdnKronos. C'erano i miei genitori, un fraterno amico, oggi Prefetto, eravamo circa 30 persone, era una festa e quello doveva restare, al di là del risultato. Io facevo le trasferte con mio padre e oggi le faccio con mio figlio che ancora non era nato quel giorno. A Bruxelles c'era una emozione grandissima, eravamo partiti in pullman da Torino, seguivamo sempre i bianconeri...".

HEYSEL, 41 ANNI FA LA TRAGEDIA - Poi il finimondo: "Ci siamo accorti di quanto succedeva dalla tribuna, il settore Z era sulla nostra destra, vedevamo il flusso, l'ondeggiare, tifosi inglesi e italiani divisi da nulla, con gli hooligans che premevano. Abbiamo visto tutto, il caos, la calca, a un certo punto hanno iniziato a portare la gente in campo, quelli che si erano salvati e i feriti". "Non esistevano i cellullari, arrivavano notizie, ma non si capiva: feriti, forse morti, c'era una agitazione pazzesca, una confusione totale, bambini che piangevano, chi si era perso, ho visto transenne trasformate in barelle", il tutto "nella totale insufficienza e indifferenza da parte delle forze di polizia, con i gendarmi che giravano a cavallo senza saper cosa fare, non c'era coordinamento e fu davvero un errore scegliere quello stadio, così inadeguato". La tragedia dell'Heysel segnò profondamente il paese e tutto il mondo del calcio. Fu quasi una nuova Superga per Torino, stavolta sponda bianconera. Anche la tifoseria dei granata, volle commemorare le vittime, esponendo sul colle di Superga, dove riposa il Grande Torino, uno striscione loro dedicato.

STRAGE HEYSEL, PROPOSTA FDI PER GIORNATA RICORDO - Da questo ricordo ("una tragedia indimenticabile") nasce la richiesta del deputato torinese che nell'articolato chiede che "le amministrazioni pubbliche, anche in collaborazione o in coordinamento con la Federazione italiana giuoco calcio, gli enti pubblici e privati, le associazioni e le società sportive, i circoli culturali, le scuole di ogni ordine e grado e le università" promuovano "in tutto il territorio nazionale, specifiche iniziative volte alla diffusione della conoscenza della tragedia occorsa il 29 maggio 1985 nello stadio Heysel di Bruxelles, al fine di promuovere il valore e l’importanza dei princìpi dello sport, della non violenza e della convivenza civile". Anche la Rai dovrà essere coinvolta per la giornata del ricordo, prevendendo "appositi spazi alla divulgazione e al ricordo delle vittime della strage dell’Heysel, in quanto patrimonio culturale, sportivo e sociale italiano". Fonte: Adnkronos.com © 12 maggio 2026

 

Memoria dell’Heysel nelle scuole: la proposta di legge

 per insegnare la convivenza civile e i valori sportivi

di Giuseppina Bonadies

Presso la 7° commissione cultura della Camera dei Deputati ha preso il via l’esame della proposta di legge (Atto Camera 1858) volta a istituire una ricorrenza molto sentita. Si tratta della Giornata nazionale dedicata al ricordo della strage dello stadio Heysel di Bruxelles. Il testo punta a fissare la commemorazione il 29 maggio di ciascun anno, per onorare la memoria dei 39 tifosi, tra cui 32 italiani che persero la vita nel 1985 a causa dei disordini scoppiati prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool.

LE INIZIATIVE NEGLI ISTITUTI SCOLASTICI - Il cuore del provvedimento guarda con grande attenzione al mondo dell’istruzione. L’articolo 2 del documento specifica infatti che le scuole di ogni ordine e grado e le università avranno un ruolo di primo piano nella costruzione della memoria. Gli istituti potranno promuovere, su tutto il territorio nazionale, specifiche attività didattiche e informative per diffondere la conoscenza di quei tragici eventi. L’intento principale è trasformare un dramma del passato in una lezione preziosa per il futuro dei nostri ragazzi. Le attività dovranno servire a trasmettere alle nuove generazioni il profondo valore dei principi dello sport, educando gli studenti alla non violenza e al rispetto delle regole fondamentali della convivenza civile.

RETE SUL TERRITORIO E RISORSE - Per realizzare questi progetti educativi, le scuole avranno la possibilità di agire in sinergia con il territorio. La proposta legislativa incoraggia la creazione di una rete collaborativa, permettendo agli istituti di lavorare in coordinamento con la Federazione italiana giuoco calcio, enti pubblici e privati, associazioni, società sportive e circoli culturali. Un dettaglio pratico di grande importanza per le segreterie e i dirigenti riguarda l’aspetto economico. Il testo in esame chiarisce che l’attuazione di queste disposizioni educative dovrà avvenire utilizzando esclusivamente le risorse umane, strumentali e finanziarie già a disposizione a legislazione vigente. Tutte le iniziative di sensibilizzazione, di conseguenza, dovranno essere realizzate senza alcun nuovo onere a carico del bilancio dello Stato. Fonte: Orizzontescuola.it © 25 maggio 2026

 

Calcio, Comba (Fdi): Parlamento rende omaggio

a vittime Heysel con istituzione giornata memoria

(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 -"L'approvazione definitiva della legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime della strage dello stadio Heysel rappresenta un momento di grande valore istituzionale e civile per l'Italia". "Con questa norma la Repubblica riconosce ufficialmente il dovere della memoria nei confronti delle 39 vittime della tragedia del 29 maggio 1985, una delle pagine più drammatiche della storia dello sport europeo. È un atto di rispetto verso le famiglie delle vittime e verso tutti coloro che, in questi anni, hanno custodito il ricordo di quella tragedia con compostezza e dignità. L'istituzione della Giornata nazionale non ha soltanto un significato commemorativo, ma assume anche un forte valore educativo e culturale. Promuovere nelle scuole, nelle università, nelle associazioni sportive e nelle istituzioni momenti di approfondimento sull'Heysel significa riaffermare i princìpi della legalità, della non violenza, del rispetto delle regole e della convivenza civile. Desidero ringraziare i colleghi parlamentari che hanno condiviso e sostenuto questo percorso legislativo, consentendo l'approvazione di una legge attesa e profondamente sentita dal mondo sportivo e dall'intera comunità nazionale. Il 29 maggio – conclude Comba – diventerà così una giornata dedicata alla memoria, alla riflessione e alla responsabilità collettiva, affinché tragedie come quella dell'Heysel non abbiano mai più a ripetersi". Fonte: Agenparl.eu © 26 maggio 2026

 

Calcio, Osnato (FdI): bene istituzione

Giornata nazionale in memoria delle vittime Heysel

"Il 29 maggio diventerà la Giornata nazionale in memoria delle vittime della strage dello stadio Heysel. È un atto di civiltà che il Parlamento doveva alla Nazione e alle famiglie di chi non tornò a casa quella sera. Ringrazio il collega Fabrizio Comba per aver portato avanti con determinazione questo percorso legislativo: il suo impegno ha trasformato una ferita ancora aperta in un riconoscimento ufficiale e duraturo della Repubblica." Lo dichiara Marco Osnato, Presidente dell’Associazione parlamentare "Giovanni e Umberto Agnelli" Juventus Club in merito all’approvazione della legge che istituisce questa ricorrenza. "Un pensiero va all’Associazione Familiari Vittime Heysel, che da quarant’anni custodisce la memoria delle 39 vittime con una dignità che merita rispetto e riconoscenza. Senza la loro presenza tenace, la loro capacità di trasformare il dolore in impegno civile, questa legge non avrebbe avuto lo stesso significato. L’anno scorso ho avuto modo di intervenire, su invito del Presidente della Camera On. Lorenzo Fontana e dell’amico On. Fabrizio Comba, ad un evento dedicato alle vittime di quella partita, alla presenza della società Juventus, dell’Associazione Familiari e di Sergio Brio, che era in campo il 29 maggio 1985. Ascoltare dalla voce di chi c’era quella notte e la testimonianza di ciò che accadde ha confermato quanto sia importante che la memoria non resti patrimonio privato del dolore, ma diventi cultura condivisa. Il 29 maggio diventa oggi una data della nostra Repubblica ed è giusto così", conclude Osnato. Fonte: Lavocedelpatriota.it © 27 maggio 2026

 

Heysel, non solo tragedia

ma uno spunto per educare

di Lorenzo Aprile

Il deputato Comba: "Un atto di rispetto nei confronti delle famiglie Ma anche un’occasione per riaffermare i principi della non violenza".

TORINO - Il fischio finale è arrivato ieri mattina alla Camera, a quarantuno anni di distanza dalla tragica notte di Bruxelles del 29 maggio 1985. Una ferita aperta nel costato del calcio internazionale, ricoperta da una patina di polvere e approssimazione. Trentanove anime rimaste sospese nel vuoto di una finale che non si sarebbe mai dovuta giocare. Per troppo tempo quel dolore altro non è stato che un affare privato, o una memoria intermittente per il resto del movimento. Ma le cose, ora sono destinate a cambiare. Con l’ultimo voto a Montecitorio, il disegno di legge sul ricordo delle vittime dell’Heysel si prepara a diventare realtà. Manca giusto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la memoria avrà modo di fondersi con il tessuto legislativo dello Stato. Un traguardo inseguito da tempo e che va ben oltre il semplice concetto di istituire sul calendario una giornata per il ricordo di chi perse la vita tra gli spalti del settore Z, negli attimi antecedenti all’ultimo atto della Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. "Oggi in commissione Cultura e Sport del Senato è stato votato il ddl sull’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’Heysel - si legge nella nota del senatore Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura e Sport. L’approvazione di questa misura è un segnale importante in ricordo di nostri connazionali morti tragicamente, in uno stadio, durante una trasferta calcistica in Belgio. Ma è anche un segnale di distensione, che torna a essere oltremodo necessaria in questa fase storica, perché il calcio, in quanto sport, deve rappresentare soltanto valori sani e non folli degenerazioni violente.

Per questo ritengo fondamentale l’impegno di tutte le parti coinvolte, istituzioni e privati, per rendere gli stadi sempre più sicuri ed accoglienti nei confronti delle famiglie e non dei malintenzionati". La speranza è che da quella tragedia si possa provare a costruire qualcosa di buono. Un nuovo argine culturale e pedagogico, utile ad educare e sensibilizzare le nuove generazioni di tifosi. Come ? Disinnescando l’odio becero che alberga nella maggior parte degli stadi italiani e cancellando in via definitiva quei cori infami che ancora oggi, troppo spesso, profanano quella tragedia. Come del resto ha sottolineato ieri Fabrizio Comba (FDI), padre dell’iniziativa parlamentare approvata lo scorso 29 aprile dalla Commissione Cultura della camera: "Con questa norma la Repubblica riconosce ufficialmente il dovere della memoria nei confronti delle 39 vittime della tragedia del 29 maggio 1985, una delle pagine più drammatiche della storia dello sport europeo. È un atto di rispetto verso le famiglie delle vittime e verso tutti coloro che, in questi anni, hanno custodito il ricordo di quella tragedia con compostezza e dignità. L’istituzione della Giornata nazionale non ha soltanto un significato commemorativo, ma assume anche un forte valore educativo e culturale. Promuovere nelle scuole, nelle università, nelle associazioni sportive e nelle istituzioni momenti di approfondimento sull’Heysel significa riaffermare i principi della legalità, della non violenza, del rispetto delle regole e della convivenza civile. Il 29 maggio - conclude Comba - diventerà così una giornata dedicata alla memoria, alla riflessione e alla responsabilità collettiva, affinché tragedie come quella dell’Heysel non abbiano mai più a ripetersi". Fonte: Tuttosport © 27 maggio 2026

 

Sport, Marcheschi (FdI): Ddl su memoria

vittime Heysel segnale di distensione

"Ritengo fondamentale l'impegno di tutte le parti coinvolte, istituzioni e privati, per rendere gli stadi sempre più sicuri ed accoglienti".

"Oggi in commissione Cultura e Sport del Senato è stato votato il ddl sull’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’Heysel. L’approvazione di questa misura è un segnale importante in ricordo di nostri connazionali morti tragicamente, in uno stadio, durante una trasferta calcistica in Belgio. Ma è anche un segnale di distensione, che torna a essere oltremodo necessaria in questa fase storica, perché il calcio, in quanto sport, deve rappresentare soltanto valori sani e non folli degenerazioni violente. Per questo ritengo fondamentale l'impegno di tutte le parti coinvolte, istituzioni e privati, per rendere gli stadi sempre più sicuri ed accoglienti nei confronti delle famiglie e non dei malintenzionati". Così in una nota il senatore Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura e Sport. Fonte: Firenzedintorni.it © 27 maggio 2026

 

COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME HEYSEL 29.05.2026

Heysel, il 29 maggio diventa Giornata nazionale della memoria

L’Associazione fra i familiari delle vittime: "Un passaggio storico. La memoria delle 39 vittime diventa patrimonio civile dell’intero Paese".

Il 29 maggio non sarà più soltanto una data custodita dal dolore dei familiari, dalla memoria dei sopravvissuti e dalla coscienza di chi non ha mai voluto dimenticare. Da oggi diventa ufficialmente Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’Heysel. Dopo l’approvazione della Camera, anche il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge promossa dall’onorevole Fabrizio Comba, primo firmatario della norma. Un atto istituzionale che riconosce finalmente la strage di Bruxelles come una ferita nazionale, non confinata alla storia del calcio né all’appartenenza di tifo, ma iscritta nella memoria civile dell’Italia. "Si tratta di un passaggio storico e di grande valore istituzionale e civile per il nostro Paese", dichiara Andrea Lorentini, presidente dell’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel. "A nome dell’Associazione desidero esprimere un ringraziamento sentito all’onorevole Comba e a tutti i parlamentari che hanno condiviso e sostenuto questo percorso legislativo. Da anni chiedevamo alle istituzioni di farsi carico di questa iniziativa che come familiari abbiamo più volte sollecitato e accompagnato".

Il 29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, persero la vita 39 persone, di cui 32 italiane. Erano partite per assistere a una finale di Coppa dei Campioni e non tornarono più a casa. Per troppo tempo quella tragedia è rimasta sospesa tra rimozione, strumentalizzazione e memoria privata. Una ferita spesso ricordata solo dentro il perimetro del tifo, quando invece appartiene alla storia collettiva del Paese. "L’istituzione della Giornata nazionale riconosce finalmente, in maniera ufficiale, la memoria delle 39 vittime come una memoria collettiva e condivisa dall’intera nazione", prosegue Lorentini. "È un atto dovuto verso chi ha perso la vita, verso le loro famiglie e verso una comunità che per 41 anni ha chiesto rispetto, verità, dignità. La memoria dell’Heysel deve andare oltre le maglie, oltre le bandiere, oltre ogni appartenenza sportiva. È memoria civile. Ed è proprio per questo che non può più essere vilipesa, banalizzata o usata come insulto".

Per l’Associazione, la legge rappresenta un punto di arrivo ma anche un nuovo inizio. La Giornata nazionale dovrà diventare occasione concreta di educazione, riflessione e responsabilità pubblica. "Il nostro impegno civico si rafforza ancora di più", conclude Lorentini. "Questa legge non ha soltanto un significato commemorativo. Deve diventare uno strumento di educazione civico-sportiva, capace di promuovere nelle istituzioni, nelle scuole, nelle università e nelle associazioni sportive momenti di approfondimento e progetti dedicati a uno sport sano, a un tifo corretto, a una cultura del rispetto. Ricordare l’Heysel significa impedire che il dolore venga dimenticato. Ma significa anche lavorare perché nessuno stadio, nessuna curva, nessuna competizione sportiva possano più diventare luoghi di odio, violenza e disumanità". Con questa legge, il 29 maggio entra nel calendario civile della Repubblica. E con esso entrano, finalmente, i nomi, le storie e le vite delle vittime dell’Heysel nella memoria condivisa dell’Italia. Fonte: Associazione Familiari Vittime Heysel © 28 maggio 2026

 

Il 29 maggio diventa la giornata della memoria delle vittime dell'Heysel

Approvata la legge che lo stabilisce. Il ricordo delle 39 vittime (di cui 32 italiane) negli incidenti occorsi prima della finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool.

Una giornata del ricordo per non dimenticare. Il 29 maggio non sarà più soltanto una data custodita dal dolore dei familiari, dalla memoria dei sopravvissuti e dalla coscienza di chi non ha mai voluto dimenticare. Da oggi diventa ufficialmente Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'Heysel. Dopo l'approvazione della Camera infatti, anche il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge promossa dall'onorevole Fabrizio Comba (Fratelli d'Italia), primo firmatario della norma. Un atto istituzionale che riconosce finalmente la strage di Bruxelles come una ferita nazionale, non confinata alla storia del calcio né all'appartenenza di tifo, ma iscritta nella memoria civile dell'Italia. Il 29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, dove era prevista e poi si svolse la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, persero infatti la vita 39 persone, di cui 32 italiane. Erano partite per assistere a una finale di Coppa dei Campioni e non tornarono più a casa. Per troppo tempo quella tragedia è rimasta sospesa tra rimozione, strumentalizzazione e memoria privata. Una ferita spesso ricordata solo dentro il perimetro del tifo, quando invece appartiene alla storia collettiva del Paese. "Si tratta di un passaggio storico e di grande valore istituzionale e civile per il nostro Paese", dichiara Andrea Lorentini, presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime dell'Heysel. "A nome dell'Associazione desidero esprimere un ringraziamento sentito all'onorevole Comba e a tutti i parlamentari che hanno condiviso e sostenuto questo percorso legislativo. Da anni chiedevamo alle istituzioni di farsi carico di questa iniziativa, che come familiari abbiamo più volte sollecitato e accompagnato". Fonte: Corriere.it © 28 maggio 2026

 

29 maggio giornata nazionale

La strage dell’Heysel esce dalla curva e diventa

memoria civile: per un calcio libero dalla violenza

di Francesco Caremani

Nel 1985, allo stadio di Bruxelles, morirono 39 persone, schiacciate nella calca, durante la finale di Champions tra Juventus e Liverpool. Per 41 anni il ricordo è stato segnato da divisioni calcistiche, ma quel 29 maggio ci riguarda tutti da vicino. E finalmente smette di essere trattata come un lutto privato del tifo.

Il 29 maggio non sarà più soltanto una data del calendario juventino, né una ricorrenza affidata alla memoria dei familiari, dei sopravvissuti e di una parte del calcio che non ha accettato la rimozione. Con l’approvazione definitiva del Senato, la strage dello stadio Heysel diventa Giornata nazionale. La Repubblica riconosce ufficialmente il giorno in cui nel 1985, a Bruxelles, morirono 39 persone, 32 delle quali italiane, prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool.

UN LUTTO CHE VA OLTRE LE TIFOSERIE - La legge, promossa dall’onorevole Fabrizio Comba (Fratelli d’Italia), primo firmatario della norma, arriva dopo l’approvazione della Camera e il via libera definitivo del Senato. Il testo istituisce una giornata di memoria, senza trasformarla in festività civile, e prevede iniziative nelle scuole, nelle università, nelle istituzioni e nelle associazioni sportive. Non solo commemorazione, dunque, ma educazione. "L’approvazione definitiva della legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime della strage dello stadio Heysel rappresenta un momento di grande valore istituzionale e civile per l’Italia", ha detto Comba. La strage dell’Heysel smette così di essere trattata come un lutto privato del tifo, dopo che, per troppo tempo, è rimasta in una zona opaca della memoria italiana. Troppo sportiva per essere assunta pienamente come tragedia nazionale. Troppo dolorosa per essere raccontata dentro la liturgia agonistica. Troppo esposta alla rivalità calcistica per essere sottratta agli insulti, agli striscioni, ai cori, alla contabilità miserabile delle appartenenze. Per Andrea Lorentini, presidente dell’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel, si tratta di "un passaggio storico". Ma la sua dichiarazione contiene soprattutto un cambio di prospettiva: "La memoria dell’Heysel deve andare oltre le maglie, oltre le bandiere, oltre ogni appartenenza sportiva. È memoria civile". Perché l’Heysel è stato spesso ricordato come una tragedia del calcio, ma è stato prima di tutto una strage di persone andate a vedere una partita e mai tornate a casa.

TRACCIARE UN CONFINE - La legge arriva dopo 41 anni di attesa, sollecitazioni, commemorazioni, richieste di rispetto. E pone una domanda implicita: perché ci è voluto così tanto ? La risposta sta anche nel modo in cui il calcio italiano ha gestito il proprio passato. Gli stadi sono e sono stati luoghi di appartenenza e bellezza popolare, ma anche spazi nei quali la morte dell’altro può diventare materiale da curva. L’Heysel avrebbe dovuto fissare subito un confine invalicabile. Non sempre è accaduto. Per questo la Giornata nazionale non può essere letta soltanto come un atto commemorativo. È anche una presa di posizione sul linguaggio pubblico. Quando Lorentini dice che quella memoria non può più essere "vilipesa, banalizzata o usata come insulto", indica una questione che riguarda il calcio di oggi, non solo quello del 1985. Perché la violenza non vive soltanto nell’aggressione fisica. Vive anche nella degradazione simbolica dell’avversario, nella trasformazione del morto altrui in scherno, nella convinzione che il tifo sospenda le regole minime della convivenza.

UNA PAGINA DI STORIA CIVILE, DENTRO E FUORI GLI STADI - L’Heysel non appartiene solo alla Juventus. Non appartiene solo ai parenti delle vittime. Non appartiene nemmeno soltanto alla storia dello sport europeo. È una pagina di storia civile perché mostra che cosa può accadere quando una competizione sportiva perde il controllo del proprio contesto: organizzazione carente, sicurezza inadeguata, l’assalto degli hooligan del Liverpool, istituzioni impreparate, corpi schiacciati dentro uno stadio diventato trappola. Ora il rischio è che la Giornata nazionale resti una formula. Una data aggiunta al calendario, qualche corona, qualche dichiarazione ufficiale, qualche post sui social. Sarebbe un modo diverso di dimenticare. Il 29 maggio dovrà essere invece un giorno di memoria sobria, non di appropriazione. Non una celebrazione di club, non una bandiera parlamentare, non un rito consumato in poche frasi. Dovrà servire a ricordare i nomi, le storie, le vite. Ma anche a spiegare che lo stadio non è uno spazio separato dalla società: ne è una forma concentrata. Vi entrano passioni, identità, paura, ordine pubblico, televisione, denaro, odio. Da oggi quelle 39 vittime hanno un posto nel calendario pubblico della Repubblica. Non basta. Ma è un inizio tardivo e necessario. La memoria, quando diventa civile, non consola soltanto chi ha perso. Chiede conto a chi resta. Fonte: Editorialedomani.it © 28 maggio 2026

 

Rivoli dedica uno spazio alle vittime dell’Heysel

Ci sono date che restano impresse nella memoria collettiva come cicatrici indelebili, capaci di andare oltre il tifo e il colore di una maglia. Per il mondo del calcio, e per il nostro territorio, il 29 maggio 1985 è una di queste. Quella sera, a Bruxelles, la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool si trasformò in un dramma assurdo. A distanza di oltre quarant’anni, il comune di Rivoli ha deciso di rendere omaggio a chi non è mai tornato da quella trasferta, approvando una mozione per dedicare uno spazio cittadino alle vittime di quella notte.

LA DECISIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI RIVOLI - L’iniziativa è nata da una mozione di Fratelli d’Italia, presentata dal consigliere Federico Depetris e votata favorevolmente dall’assemblea cittadina. L’atto impegna ufficialmente l’Amministrazione a individuare, nei prossimi mesi, un’area pubblica da intitolare alle "Vittime dello Stadio Heysel". Non si tratta di una semplice formalità, ma di un atto che tocca da vicino la comunità locale. Molte delle trentanove persone che persero la vita in Belgio provenivano infatti da Torino e dalla sua provincia, rendendo quel lutto un dolore profondamente radicato nel tessuto sociale della zona.

CRONACA DI UNA TRAGEDIA INGIUSTIFICABILE - Durante la seduta del Consiglio, il relatore Federico Depetris ha ripercorso quei momenti concitati che cambiarono per sempre la percezione della sicurezza negli stadi. Quella che doveva essere una serata di festa e orgoglio sportivo si sbriciolò sotto il peso delle cariche della tifoseria inglese e del cedimento strutturale del settore Z del vecchio impianto di Bruxelles. Il bilancio finale fu drammatico: 39 vittime innocenti e oltre 600 feriti. Un’aggressione violenta, perpetrata dagli hooligans britannici contro famiglie e spettatori pacifici, che violò persino i codici non scritti del tifo organizzato dell’epoca, trasformandosi in un attacco vigliacco. "La tragedia dello stadio Heysel ha segnato la memoria collettiva italiana, torinese e rivolese", hanno ricordato i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Valerio Calosso, Vincenzo Vozzo e Federico Depetris, sottolineando il dovere morale di conservare il ricordo di quel dramma.

IL CONTESTO STORICO: QUELL’IMPIANTO INADEGUATO - Un dettaglio che spesso si dimentica è che lo stadio Heysel, già nel 1985, mostrava evidenti segni di usura. Costruito negli anni Venti, non era strutturalmente pronto a ospitare un evento di tale portata, con muretti fragili e vie di fuga insufficienti. Quell’evento drammatico divenne, purtroppo, il punto di svolta che costrinse l’Europa a riscrivere completamente le norme sulla sicurezza negli stadi, introducendo i posti numerati e l’eliminazione delle barriere restrittive che avevano intrappolato i tifosi.

UN MONITO PER LE GENERAZIONI FUTURE - La scelta di Rivoli di dedicare un luogo fisico alle vittime dell’Heysel va oltre la memoria sportiva. Diventa un simbolo per ricordare alle nuove generazioni che lo sport deve rimanere uno spazio di condivisione e mai di violenza. Nei prossimi mesi la giunta comunale stabilirà quale piazza, via o parco della città porterà il nome dei 39 angeli di Bruxelles, offrendo ai cittadini un luogo di riflessione per non dimenticare. Fonte: Gazzettatorinese.it © 28 maggio 2026

 

Accadde oggi : Marco Murri racconta Heysel

Oggi 29 maggio mi sono accorto, per caso, che indosso la t-shirt comprata all'hard rock cafè̀ di Bruxelles qualche anno fa: ebbene proprio in questa data, che quasi mi stava passando oltre senza che la degnassi, ricorre il tragico anniversario della strage dell'Heysel: tanto si è scritto e detto riguardo a quel giorno. Io però, che altre volte ho espresso il mio pensiero, volevo solo ribadire quanto quel giorno, sebbene fossi nato da poco, successivamente grazie ai racconti di mio papà e a tutti documenti che ho visto, mi dia sempre una forte commozione. Se ci penso realmente e mi immedesimo, mi viene da piangere: ho sempre cercato di raccontarlo, lo facevo a scuola, l'ho fatto con degli amici, addirittura quando andai a Bruxelles con la mia allora fidanzata, le raccontai di quella tragica sera, di quanto mi emozionasse il solo parlarne. Mi misi a piangere davanti a lei. Ecco, io non mi sento più̀ un tifoso juventino come lo ero un po' di tempo fa, ma sono cicatrici come queste che mi danno la dimensione del mio senso di appartenenza a questi colori: non potrò̀ mai non dirmi juventino, fosse anche solo per quello che mi è stato tramandato e trasmesso di quella sera. Perciò̀, per piacere, quando puntate il dito contro i protagonisti involontari di quello strazio, dicendo che non avrebbero dovuto giocare, gioire, festeggiare, accettare i premi... Documentatevi su quanto quella finale abbia lacerato le loro vite da sportivi e non: provate a immedesimarvi, e forse vi accorgerete che se hanno gioito forse lo hanno fatto alla fine di uno strazio dal quale volevano estrarre un premio bello e pulito da regalare a tutti coloro che da quella sera di maggio non ci sono più̀. Quella Coppa dei Campioni del 29 maggio 1985 è e sarà̀ per sempre un effetto personale di tutti quei defunti, da conservare con tanto, tantissimo amore. Fonte: Facebook (Pagina Il Nobile Calcio) © 29 maggio 2026

 

GLI EVENTI DEDICATI Al RICORDO DELLE VITTIME

Dall’inaugurazione del monumento allo spettacolo teatrale dei Docks

Diverse le iniziative in programma da qui alla fine della prossima settimana, in occasione del quarantunesimo anniversario della strage dell’Heysel. La commemorazione delle 39 vittime di quella tragica notte del 29 maggio 1985, inizierà questo pomeriggio, alle ore 18, nella Piazzetta Vittime dell’Heysel. Qui, il sindaco Stefano Lo Russo, avrà modo di inaugurare il monumento dedicato alle vittime, insieme all’Assessore allo Sport della città di Torino, Domenico Carretta, al Vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, al Presidente della Juventus, Gianluca Ferrero, al Presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri, e ai membri delle associazioni "Famigliari vittime dell’Heysel" e "Quelli di Via Filadelfia", Fabrizio Landini e Amedeo Franco. Alle 21, presso i Docks 88 di Via Valprato 68, si terrà invece uno spettacolo teatrale che, in seguito all’introduzione a cura del direttore di Tuttosport, Guido Vaciago, vedrà Emilio Targia ripercorrere alcuni passi del suo libro - ‘Dentro l’Heysel’ - accompagnato dal suono malinconico della fisarmonica di Gianluca Casadei. Il 6 e 7 giugno, l’Asd Borgo Vittoria Cit Turin (Via Paolo Veronese 173), aprirà poi i suoi cancelli per ospitare due tornei di calcio a 5 (uno femminile e uno maschile) in memoria delle vittime dell’Heysel. Fonte: Tuttosport © 29 maggio 2026

 

L’EDITORIALE

Dobbiamo costruire memoria e rispetto

di Guido Vaciago

Quarantuno anni dopo, l’Heysel non è più solo uno stadio, non è più solo una strage. Heysel è una parola affilata come una lama. Può fare ancora male se usata da un imbecille, ma può anche essere un bisturi per estirpare l’ignoranza. Ecco perché ricordare è importante; parlare dell’Heysel; ripeterne la storia come una preghiera; elencare i nomi, l’età e - perché no ? - la squadra del cuore delle trentanove vittime innocenti. Per scoprire che non erano tutti juventini, per scoprire che c’erano due interisti e dei semplici appassionati di calcio. A Bruxelles, in una maledetta notte di quarantuno anni fa, sono morti dei tifosi, sugli spalti decrepiti di quel maledetto stadio c’erano molti colori, molte fedi calcistiche, molte nazionalità. Questo rende ancora più spaventosamente stupido chi insulta la memoria di quelle persone. Quando una curva, un gruppetto di idioti o anche un semplice cretino inneggia direttamente o indirettamente a quella strage, va contro se stesso, si manca di rispetto da solo, in quanto tifoso, e dimostra la propria stupidità. Ma la profondità dell’idiozia da tifo è un abisso che ingoia qualsiasi pensiero. Bisognare essere forti per sfuggirvi e provare a salvare chi ci sta finendo dentro. È per questo che è importante ricordare. Ricordare è un allenamento che tiene in forma l’anima. Chi dimentica sa di meno e si comporta peggio. È, quindi, fondamentale trovarsi, ogni 29 maggio (e possibilmente non solo) per ricordare che non si può morire per una partita di calcio. E che non si può insultare la memoria di chi ha avuto la sventura di farlo. Heysel è un luogo, Heysel è una data, Heysel oggi deve essere un modo per fare vera cultura del tifo. Il 27 marzo, a Marsala, nel locale Juve Club, fra i tifosi bianconeri e quelli granata che vivono in Sicilia, si è celebrato un patto di rispetto per Heysel e Superga. Senza rinunciare alla rivalità calcistica, si è cementato il senso civico e umano che può superare qualsiasi bandiera. Questo serve. Servono gli eventi, i monumenti, i libri, gli spettacoli, gli articoli di giornale, serve anche un piccolo pensiero di un singolo tifoso, dedicato alle trentanove vittime, nel corso della giornata di oggi. Serve ogni mattone per costruire il rispetto e difendere la memoria.  Fonte: Tuttosport © 29 maggio 2026

 

Figurine della Memoria #30: HEYSEL, 29 MAGGIO 1985

Stadio Heysel, Bruxelles, 29 maggio 1985, finale di Coppa dei Campioni Liverpool-Juventus. I tifosi della Juventus vengono collocati nella curva M-N-O, mentre quelli del Liverpool nella curva opposta, settori X-Y. Fra la curva dei tifosi inglesi e la tribuna c’è il settore Z riservato a spettatori neutrali con biglietto non legato alle due tifoserie organizzate. Questa scelta organizzativa era stata criticata da entrambi i Club, che temevano la possibilità che tifosi di entrambe le squadre si ritrovassero insieme, nello stesso settore, acquistando i biglietti personalmente tramite agenzie locali. Le proteste delle due società vengono respinte dagli organizzatori e, il giorno della gara, il settore Z è quasi una succursale della curva juventina. L’unico elemento a dividerli dai tifosi del Liverpool è una recinzione metallica provvisoria, più un blando cordone di poliziotti che lasciano un corridoio vuoto tra le due aree della curva. Circa un’ora prima del calcio d’inizio un gruppo di tifosi inglesi più facinorosi tenta di spingersi verso il settore Z, con cariche intimidatorie e riesce sfondare le recinzioni. I tifosi bianconeri, cercano la via di fuga più ovvia, ovvero verso il campo, ma le forze dell’ordine, contro ogni logica, formano un "cordone" di protezione ricacciandoli indietro. I tifosi della Juventus si ritrovano in un vicolo cieco, sempre più schiacciati contro la parete laterale della curva che finisce per collassare. Le strutture murarie e di recinzione del settore non possono reggere questo peso con le persone che, cercando di scappare, tentano di aprirsi vie di fuga in tutti i modi. Molti tifosi muoiono schiacciati da altri o contro le barriere, nella ressa che si verifica in quei minuti concitati. Le vittime sono 39, i feriti oltre 600. I grotteschi appelli alla calma dei due capitani e degli organizzatori, tramite l’audio dello stadio, danno la misura di come nessuno avesse compreso l’entità di ciò che stava accadendo, in quel momento. Così come accadrà 4 anni dopo a Hillsborough, soltanto a fatti avvenuti ci si renderà conto di quanto fosse grave la situazione-stadi in Europa in quel periodo e di quanto fosse "arretrata" la concezione stessa dell’evento sportivo, alla base dell’organizzazione e della preparazione degli addetti ai lavori.

Le autorità locali, in accordo con quelle del calcio (ma non con tutti i giocatori coinvolti), decideranno di far disputare ugualmente la finale, per evitare il rischio di ulteriori incidenti. Le conseguenze di quel crollo furono drammatiche, 39 persone persero la vita. "Gentili telespettatori, la partita verrà commentata in tono il più neutro, impersonale e asettico possibile". Queste sono le parole con le quali Bruno Pizzul (ri)comincia la diretta tv. Sono le h 21.40 a Bruxelles, Stadio Heysel, e la tragedia si è già compiuta. La Juventus vincerà 1-0, gol di Platini. I Club inglesi, dopo quel giorno, saranno banditi dalle competizioni europee per 5 anni (il Liverpool per 6 anni). L’impreparazione della polizia, le strutture fatiscenti dello stadio, l’assenza totale di vie di fuga, la presenza di recinzioni che erano, di fatto, un ostacolo quasi mortale per gli spettatori e l’intemperanza scatenante di una parte di tifosi stessi, avevano contribuito a "creare" una tragedia che segnerà il punto di svolta quasi definitivo nella concezione di una partita di calcio come evento pubblico. Nel 1990 il Milan, campione d’Europa è il primo club italiano chiamato a giocare proprio nel vecchio stadio della morte. Si giocano i quarti di Coppa dei Campioni contro il Malines, il club italiano avrebbe desiderato un minuto di silenzio e di portare la fascia nera a lutto sulle proprie maglie durante la partita, ma gli viene negato. I tifosi italiani arrivarono davanti all’impianto già condannato alla demolizione scoprendo che non c’era neppure una lapide, né una traccia di ciò che era accaduto, ma soltanto ostile indifferenza. Prima del calcio d’inizio, Paolo Taveggia e Franco Baresi, dirigente e capitano della squadra rossonera, attraversano il campo e la pista di atletica con un mazzo di 39 rose che depongono ai piedi della recinzione dell’ex settore Z ricevendo una bordata di fischi incivili da parte dei tifosi locali mentre gli altoparlanti dello stadio anche in quel momento trasmettevano musica commerciale, ignorando ignobilmente il nobile gesto.

Qualcosa di analogo accade nel corso degli Europei del 2000, disputati in Belgio e Olanda, quando l’Italia giocò nell’ex stadio Heysel (completamente ristrutturato e rinominato "Re Baldovino") contro il Belgio. Paolo Maldini e Antonio Conte (all’epoca capitano della Juventus) deposero due mazzi di fiori sotto la lapide in memoria della strage. Ad accompagnarli, gli altri azzurri, Michel D’Hooghe, allora presidente dell’Unione Belga e Lorenzo Staelens, il capitano della squadra belga. Il DJ non fermò nemmeno la musica neanche quella volta… La figurina solidale della Memoria è realizzata in collaborazione con Associazione Familiari Vittime Heysel, l’archivio fotografico dal sito saladellamemoriaheysel.it e con questa figurina solidale sarà possibile sostenere il progetto Adotta con la Figurina dove Figurine Forever si impegna annualmente in differenti progetti di solidarietà in Italia e nel Mondo. La figurina solidale della Memoria sarà inviata gratuitamente a tutti i familiari delle vittime dell’Heysel che ne facessero richiesta. N.B. il progetto delle figurine solidali ha anche lo scopo di promuovere la solidarietà, sensibilizzare, mantenere viva la memoria storica; la raccolta fondi è solo una parte, per quanto importante e necessaria. Per questo motivo, è possibile che le figurine solidali possano anche essere distribuite a cifre simboliche con la copertura del solo rimborso delle spese, talvolta nemmeno quello grazie alla formula "salvadanaio" del progetto Adotta Con La Figurina, diventata operativa dal 2023. Sono anche previste promozioni speciali, soprattutto per i titoli di cui restano molte copie ferme in magazzino per un tempo prolungato. Fonte: Figurineforever.com © 29 maggio 2026

 

Heysel, la tragedia che cambiò il calcio

europeo: e la Puglia pagò un prezzo altissimo

Il 29 maggio 1985 doveva essere una festa dello sport. Allo stadio Heysel di Bruxelles andava in scena la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, uno degli appuntamenti più attesi della stagione calcistica europea. Quella serata si trasformò invece in una tragedia destinata a segnare per sempre la storia del calcio mondiale. A quarantuno anni di distanza, il ricordo dell’Heysel resta una ferita ancora aperta. Il bilancio fu drammatico: 39 morti e oltre 600 feriti, vittime della violenza degli hooligans inglesi, delle gravi carenze strutturali dell’impianto e di una gestione della sicurezza rivelatasi insufficiente. Tra le vittime vi erano 32 italiani: tifosi partiti da ogni parte del Paese per assistere a una partita che avrebbe dovuto essere soltanto una celebrazione dello sport. Poco prima del fischio d’inizio, un gruppo di sostenitori del Liverpool sfondò le recinzioni che separavano i settori dello stadio e si riversò verso il settore Z, occupato in gran parte da tifosi juventini. Nel tentativo di fuggire, centinaia di persone si ammassarono contro un muro di contenimento che cedette sotto la pressione della folla. In pochi istanti lo stadio si trasformò in una trappola mortale. Le immagini della calca, dei corpi schiacciati e dei soccorsi disperati entrarono nelle case di milioni di italiani, lasciando un trauma collettivo che ancora oggi accompagna il ricordo di quella notte.

Anche la Puglia fu colpita duramente dalla tragedia. Tra le vittime figuravano Alberto Guarini, 21 anni, di Mesagne, in provincia di Brindisi, e Benito Pistolato, 49 anni, commerciante barese. Due nomi che continuano a rappresentare il dolore di un’intera regione e il volto umano di una tragedia che travolse famiglie e comunità. Tra chi riuscì a salvarsi c’era anche il tarantino Gaetano Conte, divenuto uno dei simboli di quella notte attraverso una delle fotografie più note dell’Heysel. Sopravvisse alla tragedia, portando per sempre con sé il ricordo di quelle ore drammatiche. Si salvò anche il professor Picciotti di Bitonto, che si trovava in Belgio per il viaggio di nozze e che evitò il settore interessato dalla tragedia. Nonostante il disastro già consumato, la partita venne ugualmente disputata per ragioni di ordine pubblico. La Juventus vinse per 1-0 grazie a un calcio di rigore trasformato da Michel Platini, ma quel risultato passò immediatamente in secondo piano di fronte alla portata della tragedia. L’Heysel rappresentò uno spartiacque per il calcio europeo. Negli anni successivi le squadre inglesi furono escluse dalle competizioni UEFA e vennero introdotte norme più severe per la sicurezza negli stadi. Misure che contribuirono a cambiare profondamente l’organizzazione degli eventi sportivi, ma che non hanno mai cancellato il dolore e il ricordo di quella notte in cui il calcio perse definitivamente la propria innocenza. Fonte: Antennasud.com © 29 maggio 2026

 

Il 29 maggio non sarà mai una data qualunque

L’inferno dell’Heysel: quando il calcio smise di essere una festa

di Matteo Pipino

Ci sono date che il calendario non si limita a segnare, ma che scolpisce in modo indelebile nella memoria collettiva. Per chi ama lo sport, e in particolare per chi lo vive con la passione viscerale che da sempre anima la nostra terra, il 29 maggio non sarà mai un giorno come gli altri. Sono passati quarantuno anni da quel 29 maggio 1985, il giorno in cui la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool si trasformò, sulle gradinate fatiscenti dello stadio Heysel di Bruxelles, in una delle tragedie più oscure e dolorose della storia dello sport.

L'INCUBO DEL SETTORE Z - Quella che doveva essere la notte delle stelle si tramutò in un inferno poco prima del fischio d'inizio. La furia degli hooligans britannici, l'inadeguatezza dell'impianto belga e un servizio d'ordine impreparato furono gli ingredienti fatali di una strage assurda. La calca, il panico e la disperazione nel famigerato Settore Z culminarono con il crollo di un muretto che divenne una trappola mortale. Sotto quelle macerie persero la vita 39 persone innocenti, tra cui 32 italiani. Un trauma che lasciò un'intera generazione incollata ai televisori in un clima di orrore e di angosciosa attesa.

I TESTIMONI FOSSANESI - Una tragedia di dimensioni internazionali che colpì dritto al cuore anche le nostre comunità. La provincia di Cuneo e il territorio fossanese, da sempre feudo di un tifo calcistico passionale, non rimasero a guardare l'orrore solo attraverso la televisione. Molti nostri concittadini, infatti, erano fisicamente presenti in quelle ore drammatiche sugli spalti di Bruxelles. Tifosi partiti in aereo, in pullman o con la propria automobile, con l'entusiasmo nel cuore, che si ritrovarono testimoni oculari di un massacro atroce. Per fortuna, il destino volle che nessun fossanese perdesse la vita in quella folle calca, ma il trauma psicologico di chi ha vissuto in prima persona l'orrore dell'Heysel è una cicatrice che non si è mai chiusa. Lo dimostra il profondo bisogno di condivisione di chi c'era: i reduci di quella notte maledetta si sono spesso radunati per non dimenticare, come in occasione delle partecipate cene commemorative a Cussanio promosse negli anni da Aldo Cagliero. Incontri intimi e doverosi in cui si uniscono i ricordi, gli aneddoti e lo sgomento di chi, partito per fare festa, ha visto la morte in faccia.

DALLA STORIA AL PRESENTE - Ricordare l'Heysel oggi, a quarantuno anni di distanza, non può e non deve essere solo un esercizio di memoria storica. Deve essere uno specchio in cui guardare le derive del nostro presente. Se è vero che i grandi stadi hanno innalzato le misure di sicurezza, è altrettanto vero che il germe della violenza non è mai stato del tutto estirpato, e purtroppo lo vediamo ancora fin troppo spesso proprio. Le cronache sportive, infatti, si trasformano ancora in episodi inaccettabili. Il 29 maggio deve essere un monito quotidiano per tutti noi: lo sport è aggregazione, rispetto e vita. Fonte: Lafedelta.it © 29 maggio 2026

 

La giornata di commemorazione dell'Heysel

In quella drammatica serata del 29 maggio 1985 allo Stadio "Heysel" di Bruxelles, trentanove tifosi bianconeri persero la vita a seguito dei gravi disordini scoppiati sulle tribune. Come accade per ogni anniversario, sono numerose le iniziative e i momenti di memoria previsti per onorare il loro ricordo. Alle ore 09:00 il primo momento di commemorazione presso il memoriale "Forever Bound", situato all'Anfield Road Stand di Liverpool. Presente una delegazione ufficiale del Club, che omaggerà il ricordo delle vittime con una composizione floreale. Alle ore 11:00 avverrà invece il momento di commemorazione della tragedia dell'Heysel, presso l'opera "Verso Altrove" in Strada della Continassa a Torino. Per la Juventus presente una delegazione guidata dal Presidente, Gianluca Ferrero, oltre al Gonfalone ufficiale in rappresentanza del Club. Alle ore 18:00 l'appuntamento presso la Biblioteca Italo Calvino di Torino, per il momento di raccoglimento organizzato insieme alle Autorità cittadine e regionali e all'Associazione "Quelli di Via Filadelfia". A guidare la delegazione della Juventus il Presidente, Gianluca Ferrero, accompagnato dal Gonfalone ufficiale del Club. Successivamente, alle ore 18:30, la memoria della tragedia dell'Heysel sarà onorata presso il Giardino di via Galimberti 46 (Borgata San Giacomo, Grugliasco), in un momento di commemorazione curato dalla Città di Grugliasco in collaborazione con lo JOFC Grugliasco "Alessio Ferramosca & Riccardo Neri". Per questa occasione, a rappresentare il Club il Gonfalone ufficiale di Juventus, portato da una delegazione di ragazzi del nostro Settore Giovanile. A scandire l'atto conclusivo di questa giornata di memoria è, con l'imbrunire, l'accensione della Mole Antonelliana: un rito che si ripete ogni anno per imprimere ancora una volta nel cuore di tutti il ricordo di quella dolorosa notte di quarantuno anni fa. Fonte: Juventus.com © 29 maggio 2026

 

La Juve ricorda la strage dell'Heysel

"Per sempre nei nostri cuori". Si unisce anche il Torino: "Una ferita indelebile del calcio europeo".

Heysel, il giorno del ricordo. Per sempre nei nostri cuori": con questo post, la Juventus ha voluto celebrare 41esimo anniversario dalla tragedia avvenuta in occasione della finale di Coppa dei Campioni tra i bianconeri e il Liverpool con la scomparsa di 39 persone allo stadio di Bruxelles. Anche il Torino si è unito nel ricordo: "29 maggio 1985: una ferita indelebile nella storia del calcio europeo. Oggi ricordiamo le 39 vittime della tragedia dell'Heysel" si legge sul profilo X del club granata del presidente Urbano Cairo. "A 41 anni di distanza, la strage dell'Heysel continua a richiamare alla responsabilità. Quella che doveva essere una giornata di festa si trasformò in un dramma che ha segnato la storia del calcio e dello sport. Nel dicembre scorso, alla Camera, abbiamo accolto le testimonianze di familiari e amici delle vittime: parole che mi hanno profondamente colpito e che devono far riflettere. Il mio pensiero va a chi ha perso i propri cari e a quanti portano ancora dentro quella ferita. Il calcio deve trasmettere valori, passione, condivisione, rispetto. La sua bellezza vive nelle emozioni che sa regalare, mai nella violenza". Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

"All'Heysel sono morte 39 persone e 39 famiglie si sono ritrovate improvvisamente a piangere un loro caro. E' giusto sottolineare che le vittime di quella terribile strage sono state molte di più di quelle elencate nella lapide posta sotto il tristemente famoso Settore Z dello stadio di Bruxelles e che, anche per rispetto dei familiari di chi quel giorno ha perso la vita, abbiamo il dovere di tenere bene a mente una delle pagine più dolorose del nostro calcio". Nel 41° anniversario della tragedia dell'Heysel, il presidente della Figc Gabriele Gravina ricorda così le vittime dei disordini scoppiati il 29 maggio 1985, prima dell'inizio della finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus. "Lo sport - continua il presidente federale - è festa, gioia e condivisione. I delinquenti devono restare fuori dagli stadi perché ogni tifoso ha il diritto di vivere l'emozione di una partita in piena sicurezza". Per commemorare la tragedia dell'Heysel, all'inizio del percorso espositivo del museo di Coverciano sarà esposta per tutta la giornata la maglia azzurra numero 39, deposta dalla delegazione della Nazionale italiana allo stadio di Bruxelles nel novembre del 2015. Fonte: Ansa.it © 29 maggio 2026

 

La strage dell'Heysel: il dolore e il ricordo,

le vittime toscane nella finale Juventus Liverpool

Il 41 esimo anniversario di quel 29 maggio 1985, quando nell'atto finale della Coppa dei Campioni i gravi incidenti sfociarono in una tragedia che lasciò un segno profondo. Trentanove i morti nella calca e nei crolli che avvennero allo stadio di Bruxelles, nel tristemente famoso settore Z.

Firenze, 29 maggio 2026 - Quarantuno anni dopo: una giornata di festa che si trasforma in strage. Trentanove tifosi che morirono a Bruxelles. Diversi di loro arrivavano dalla Toscana. Erano lì per un sogno, da tifosi della Juventus: alzare idealmente la Coppa dei Campioni, con Juventus e Liverpool a contendersi il titolo allo stadio Heysel. Un nome che poi divenne sinonimo di sangue e dolore. Finì in strage per gli incidenti e le cariche partite dal settore dei tifosi del Liverpool. Le cariche degli inglesi verso il settore Z portarono i tifosi juventini ad ammassarsi dalla parte opposta del settore stesso. Le persone cominciarono a calpestarsi. Alcuni tifosi si lanciarono dall'alto, mentre a un certo punto, a causa del peso, la struttura in cemento crollò, con ulteriori morti e feriti. Una vicenda che segnò l'Italia: alla tv, la gente assistette in diretta a quanto accadeva, con la telecronaca Rai rimasta tristemente nota di una voce pur amatissima dai telespettatori allora, quella di Bruno Pizzul. Che raccontò la serata, in cui lo sport fu completamente offuscato.

L'ANSIA E LA PAURA - La gioia si trasformò in ansia per migliaia di parenti delle persone che erano allo stadio. Non esistevano i social, non esistevano i cellulari: avere informazioni sui propri cari fu difficilissimo. Molti, pur sani e salvi, poterono parlare con le proprie famiglie soltanto molte ore dopo. Intanto il Senato ha approvato in via definitiva la legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle 39 vittime proprio il 29 maggio. Delle 39 persone decedute, 32 erano italiane. Cinque furono le vittime toscane. Di Arezzo era Roberto Lorentini, 31 anni, medico, morto mentre cercava di soccorrere altre persone, in particolare cercò di salvare Andrea Casula, 11 anni, sardo, la vittima più giovane di quella serata di follia. Lorentini ebbe la medaglia d'argento al valor civile per quel gesto. L'altra vittima aretina fu Giusy Conti, 17 anni. Morirono anche Bruno Balli, di Prato; Giancarlo Gonnelli, di Ponsacco e Giovacchino Landini di Capannori.

LA LEGGE PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA - A commentare l'approvazione della legge è Andrea Lorentini, presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime dell'Heysel e giornalista de La Nazione, che parla di "passaggio storico e di grande valore istituzionale e civile per il nostro Paese". Per l'associazione che combatte la violenza nello sport si tratta di un riconoscimento non solo simbolico. L'obiettivo è quello di sottrarre la memoria dell'Heysel alle contrapposizioni da stadio e restituirla a una dimensione collettiva e nazionale. Quella finale fu giocata tra le polemiche. Iniziò con forte ritardo. Gli scontri andarono avanti a lungo. Vinse la Juventus, in una notte in cui in pochi, nelle prime ore, riuscirono davvero a capire la tragica portata della vicenda. Fonte: Lanazione.it © 29 maggio 2026

 
 

Rivoli non dimentica l'Heysel: uno spazio

pubblico sarà dedicato alle 39 vittime

Il Consiglio Comunale di Rivoli ha approvato una mozione per dedicare uno spazio pubblico alla memoria delle vittime della tragedia dell'Heysel. La proposta, presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d'Italia, ha ottenuto il voto favorevole di tutti gli schieramenti politici presenti in aula, con la sola astensione del consigliere di Forza Italia Andrea Tragaioli, già sindaco della città nella cintura di Torino. La mozione ricorda il dramma del 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, dove morirono 39 tifosi innocenti durante la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Per la città di Rivoli quella ferita rappresenta ancora oggi un simbolo di dolore e un monito contro ogni forma di violenza. Fonte: Facebook (Pagina Torino) © 29 maggio 2026

 

Sono trascorsi quarantuno anni:

l’eco lontana dell’Heysel

di Mario Bocchio

Sono passati quarantuno anni. Quarantuno anni da quel 29 maggio 1985, quando il calcio perse la sua innocenza. Quando uno stadio che avrebbe dovuto essere teatro di gioia si trasformò in una fossa, e la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool si consumò sotto il peso di una tragedia che ha lasciato cicatrici indelebili. Oggi, in un’Europa che corre veloce, tra schermi ad altissima definizione e partite che sembrano eventi hollywoodiani, il nome Heysel riecheggia come un’eco sommessa, un sussurro di dolore che ancora si aggira tra gli spalti, tra le coscienze, tra le fotografie ingiallite di chi non tornò più a casa. Era una sera come tante, con l’adrenalina che correva nelle vene dei tifosi, italiani e inglesi, venuti da ogni angolo del continente. Eppure, in quel vecchio stadio belga, l’inadeguatezza delle strutture, la cattiva gestione e la violenza smisurata fecero da anticamera a una catastrofe: 39 morti, centinaia di feriti, e il calcio europeo che piombava nell’abisso. Quarantuno anni dopo, i volti di quelle vittime non sono sbiaditi. Ogni 29 maggio, chi li ha conosciuti - familiari, amici, sopravvissuti - li ricorda con fiori, con preghiere, con silenzi. Ma il mondo del calcio, nel suo turbinio di luci e affari, quanto li ricorda davvero? Cosa ci rimane dell’Heysel? Ci rimane una lezione. Amara, incancellabile, eppure spesso ignorata. L’Heysel ha mostrato che il calcio può diventare un’arma se perde il suo spirito, se smette di unire per iniziare a dividere. Ha mostrato come l’odio, alimentato da rivalità e miopia istituzionale, possa costare vite. Eppure, ci rimane anche una forma di redenzione. Dopo l’Heysel, il calcio cambiò. Gli stadi iniziarono a diventare più sicuri, le tifoserie lentamente più consapevoli, le federazioni più attente. Non è bastato, certo. Ma qualcosa si è mosso. Ci rimane il monito, scolpito nella memoria di chi ha visto, di chi ha perso, di chi ha giurato di non dimenticare. I ragazzi dell’Heysel. Erano ragazzi, molti di loro. Ragazzi che amavano il calcio, che avevano risparmiato per un biglietto, che sognavano Platini e finirono sotto un muro di cemento e panico. A loro non è bastata una finale. A loro è toccata la morte nel cuore della festa. E oggi, quando scorrono le immagini di quella notte, granose e tremolanti, ci si sente piccoli, impotenti. Perché si capisce che l’Heysel non è solo una tragedia del passato, ma una responsabilità del presente. Quarantuno anni dopo, l’Heysel è una ferita ancora aperta. Una memoria che va coltivata, non solo commemorata. Ogni volta che una bandiera viene sventolata con odio, ogni volta che uno stadio diventa teatro di violenza, l’ombra dell’Heysel si allunga. Fonte: Ilnobilecalcio.it © 29 maggio 2026

 

Strage dell’Heysel, Cirio allo stadio di Bruxelles:

"Il Piemonte non dimentica quei 39 angeli"

Il presidente della Regione, in Belgio per la Conferenza delle regioni, rende omaggio alle vittime di 41 anni fa durante finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Commemorazione dei bianconeri alla Continassa.

"Vi parlo da Bruxelles e sono qua per il Comitato delle Regioni, ma in questo momento mi trovo in un luogo simbolo di questa città e anche di una gravissima tragedia: sono allo stadio Heysel, non potevo non venire": così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, in un video pubblicato sui propri canali social ufficiali, a 41 anni dalla tragedia del 29 maggio 1985. "Sono nel famigerato settore Z, in cui un muro che recensione cedette sotto le pressione degli hooligans inglesi - continua il governatore su TikTok per ricordare le vittime di quella tragica notte della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool - perché il Piemonte non dimentica questi 39 che abbiamo definito angeli: ricordiamo il nostro impegno per la sicurezza delle manifestazioni, perché da allora l'Associazione delle vittime dell'Heysel ha lavorato tanto per promuovere insieme a tante squadre di calcio e a tante tifoserie una cultura della sicurezza degli eventi sportivi". Cirio ha deposto un mazzo di fiori su uno dei seggiolini dello stadio Heysel di Bruxelles "a nome di tutti i cittadini e cittadine del Piemonte, perché tragedie del genere non debbano più verificarsi". Anche la Juventus ha ricordato la strage con una commemorazione a cui hanno partecipato anche Luciano Spalletti e Damien Comolli. Il tecnico e l'amministratore delegato bianconero si sono ritrovati a due passi dalla Continassa, di fronte all'installazione "Verso Altrove" dedicata alle 39 vittime della tragedia del 29 maggio 1985. Presenti all'evento anche il presidente del club Gianluca Ferrero, il direttore sportivo Marco Ottolini, il presidente del Juventus Museum Paolo Garimberti e il dirigente bianconero Gianluca Pessotto. "Ci sono date che il tempo non può sbiadire, momenti in cui la storia si ferma e cede il passo al silenzio - ha dichiarato la società bianconera - Il 29 maggio è il giorno di uno dei ricordi più dolorosi della storia della Juventus. Quella notte del 1985 a Bruxelles, lo stadio Heysel si trasformò da palcoscenico di una grande festa di sport a scenario di una drammatica tragedia. Una follia senza logica che spezzò la vita di 39 persone innocenti, arrivate in Belgio per seguire la propria passione, e che lasciò un vuoto incolmabile nelle loro famiglie e nel mondo del calcio, che da allora non sarebbe più stato lo stesso". Fonte: Torino.repubblica.it © 29 maggio 2026

 

Tragedia Heysel, Gravina: "Vittime sono state più di 39,

il pensiero a chi quel giorno ha perso un suo caro"

Nel 41° anniversario della strage, il presidente della FIGC lancia un monito per non dimenticare quanto accadde il 29 maggio 1985. Oggi il Museo del Calcio di Coverciano ospiterà un incontro dal titolo "Nel ricordo dell'Heysel: memoria ed educazione civico-sportiva".

"All’Heysel sono morte 39 persone e 39 famiglie si sono ritrovate improvvisamente a piangere un figlio, una figlia, un padre, una moglie. È giusto sottolineare che le vittime di quella terribile strage sono state molte di più di quelle elencate nella lapide posta sotto il tristemente famoso Settore Z dello stadio di Bruxelles e che, anche per rispetto dei familiari di chi quel giorno ha perso la vita, abbiamo il dovere di tenere bene a mente una delle pagine più dolorose del nostro calcio". Nel quarantunesimo anniversario della tragedia dell’Heysel, il presidente della FIGC Gabriele Gravina ricorda così le vittime dei disordini scoppiati il 29 maggio 1985, prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus. "Lo sport - continua il presidente federale - è festa, gioia e condivisione. I delinquenti devono restare fuori dagli stadi perché ogni tifoso ha il diritto di vivere l’emozione di una partita in piena sicurezza".

MUSEO DEL CALCIO - Per commemorare la tragedia dell’Heysel, all’inizio del percorso espositivo del museo di Coverciano sarà esposta per tutta la giornata la maglia azzurra numero 39, deposta dalla delegazione della Nazionale italiana allo stadio di Bruxelles nel novembre del 2015, in occasione di un’amichevole disputata con il Belgio. Questa mattina alle ore 11, nella sala conferenze del Museo del Calcio, si terrà un incontro dal titolo ‘Nel ricordo dell'Heysel: memoria ed educazione civico-sportiva'. Saranno presenti il presidente della Fondazione Museo del Calcio, Matteo Marani, il presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime dell'Heysel, Andrea Lorentini e il giornalista Roberto Beccantini; con l’obiettivo di tenere vivo più che mai - specialmente tra i giovani - il ricordo di quanto accadde in Belgio, nel corso della stessa mattinata interverranno gli studenti delle classi prime dell'Istituto alberghiero Saffi di Firenze. Fonte: Figc.it © 29 maggio 2026

 

Rivoli dedica uno spazio pubblico

alle "Vittime dello Stadio Heysel"

di Rino Miniato

RIVOLI - Il Consiglio Comunale di Rivoli ha approvato una mozione, presentata da Fratelli d’Italia, per intitolare uno spazio cittadino alla memoria delle Vittime dello Stadio Heysel. La decisione giunge alla vigilia del triste anniversario della finale di Coppa dei Campioni del 29 maggio 1985 a Bruxelles, disputata tra Juventus e Liverpool, trasformatesi in una delle più grandi tragedie dello sport mondiale.

UNA FERITA INDELEBILE NELLA MEMORIA COLLETTIVA - Durante la seduta del 27 maggio, il consigliere Federico Depetris ha ricordato la violenta aggressione degli ultras inglesi che causò il cedimento strutturale di un settore dell’impianto. In quel drammatico contesto, 39 tifosi innocenti persero la vita e oltre 600 rimasero feriti. Un atto vigliacco che, come sottolineato dai consiglieri di FdI Valerio Calosso e Vincenzo Vozzo, ha segnato profondamente la memoria collettiva del territorio torinese e nazionale.

IL VALORE DEL RICORDO CONTRO LA VIOLENZA NELLO SPORT - L’iniziativa del Comune di Rivoli punta a trasformare il ricordo di quel "maledetto 29 maggio" in un monito per le future generazioni. Nei prossimi mesi la giunta individuerà l’area specifica da dedicare ai caduti. Per approfondire la cronaca di quei tragici fatti, è possibile consultare l’archivio storico di Rai News o i dettagli della commemorazione ufficiale sul sito della Juventus FC. Fonte: Lagendanews.com © 30 maggio 2026

 

Spalletti sull’Heysel: "Ricordare è un nostro dovere"

"Rimasi immobile Dopo 41 anni c’è ancora da lottare"

di Marco Amato

Rush: "Commozione profonda" Ieri mattina la dirigenza presso il monumento "Verso l’Altrove".

Torino - Il ricordo più forte è quello di Luciano Spalletti: "Avevo 26 anni quando rimasi immobile e attonito davanti alla TV, come altri milioni di persone nel mondo. All’inizio non era facile comprendere ciò che stava accadendo ma più passavano i minuti e più le immagini e le parole raccontarono la tragedia che era in corso. Non sapevo che quelle immagini non sarebbero mai più uscite dalla mia testa. In questi 41 anni di cose ne sono state fatte, molto è cambiato in termini di sicurezza, la violenza negli stadi è diminuita. Ma il lavoro da fare è ancora tanto e continuare a commemorare è un dover per il ricordo di chi perse la vita quella dannata sera, ma è anche necessario perché non dobbiamo mai abbassare la guardia, non dobbiamo mai smettere di combattere contro chi vuole toglierci la felicità del calcio per far spazio alla violenza". Quarantuno anni dopo la strage dell’Heysel, la memoria resta viva e viene alimentata dai tanti eventi che si sono svolti ieri. In mattinata, il Liverpool ha inaugurato ad Anfield il monumento "Forever Bound" - "Per sempre uniti" -. Sostituisce la targa che era situata sulla tribuna "Sir Kenny Dalglish" ed è posizionato in uno spazio più visibile e accessibile per la riflessione e il ricordo, su richiesta dei tifosi Reds, secondo quanto riporta il comunicato ufficiale del club inglese. Sul monumento è presente la scritta "In memoria e amicizia" e sotto a questa sono rappresentate due sciarpe intrecciate, quelle di Juventus e Liverpool; seguono i nomi delle 39 vittime.

Per l’occasione è intervenuto l’amministratore delegato del Liverpool, Billy Hogan: "È un privilegio svelare oggi ‘Forever Bound’ a nome di tutti i membri del Liverpool Football Club. Siamo onorati di dare il benvenuto ai nostri amici della Juventus ad Anfield oggi e siamo uniti in solidarietà e memoria dei 39 tifosi che hanno tragicamente perso la vita all’Heysel. Questo è un momento per tutti noi per fermarci e riflettere e impegnarci ancora una volta per garantire che la loro memoria continui a vivere". Ian Rush ha aggiunto: "Oggi è un momento profondamente commovente. È difficile credere che siano trascorsi più di 40 anni, ma il ricordo di quel giorno non svanisce mai". In rappresentanza della Juventus erano presenti Sergio Brio e Peter Silverstone, Chief Business Officer del club bianconero. Un paio d’ore più tardi, questa volta a Torino, si è svolta la commemorazione organizzata da Juventus presso il memoriale Verso Altrove, inaugurato l’anno scorso all’interno dell’area della Continassa, poco distante dall’Allianz Stadium. Presenti i massimi vertici della società, rappresentanti delle istituzioni cittadine, familiari delle vittime e alcuni tifosi. Particolarmente d’impatto la lettura dei 39 nomi, strumento ulteriore per imprimere con forza il ricordo, ancorarlo, per fare in modo che non svanisca. Sempre in mattinata, questa volta a Bruxelles, allo stadio Re Baldovino - l’ex Heysel - c’è stata la visita del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e poi quella di una delegazione di tifosi bianconeri che ogni anno si recano sul luogo della strage. Alle 18, presso la Piazzetta Vittime dell’Heysel, si è svolta l’inaugurazione di un Monumento "a ricordo dei nostri 39 angeli". Un enorme cuore, lì dove è custodita la memoria. A margine dell’evento, i tanti tifosi presenti hanno intonato un coro per Marco Basoccu. Infine, in serata la Mole Antonelliana si è illuminata con la scritta "+39. Rispetto", messaggio chiaro della città. Fonte: Tuttosport © 30 maggio 2026

 

Heysel, il tragico tunnel dal quale non riusciamo a uscire

di Roberto Beccantini

Per la rubrica "L'angolo del Beck", Roberto Beccantini torna su una delle pagine più dolorose della storia del calcio europeo: la tragedia dell'Heysel. A quarant'anni di distanza, il ricordo delle 39 vittime non è soltanto un dovere della memoria, ma un monito contro la violenza e l'odio che continuano ad affiorare dentro e fuori gli stadi. Un viaggio per comprendere quanto quella ferita sia ancora aperta.

"Ricordare è dimenticare". Lo hanno scritto fior di scienziati, non semplici orecchianti. Ma sulla strage dell’Heysel non si può patteggiare né tergiversare. Accadde a Bruxelles il 29 maggio 1985, poco prima che cominciasse la finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus. Era una giornata di caldo torrido. Nel settore Z, l’assalto feroce di hooligan ubriachi provocò la morte di 39 spettatori, quasi tutti tifosi juventini. Quasi, ma non tutti. Una tragedia resa ancora più grave dall’inadeguatezza della polizia belga, impreparata e incapace di contenere la violenza.

UNA PARTITA GIOCATA SOPRA IL DOLORE - In un’epoca senza telefoni cellulari e senza la diffusione immediata delle notizie, la gravità di quanto stava accadendo non riuscì a propagarsi all’esterno dello stadio o negli spicchi circostanti. Si giocò comunque. Per ordine di "un ordine pubblico" ormai violentato. La Juventus vinse 1-0 grazie a un rigore trasformato da Michel Platini, assegnato per un fallo su Zbigniew Boniek commesso fuori area. Molto si discusse del comportamento dei giocatori, che festeggiarono sul campo e, al ritorno in Italia, "non nascosero" il trofeo, contrariamente a quanto aveva suggerito Candido Cannavò, direttore della Gazzetta dello Sport. Fu Giampiero Boniperti, allora presidente della Juventus, a opporsi con una "fede" ossessiva. La sua convinzione era semplice e dolorosa: "Se lo occultassimo, vorrebbe dire che il sangue dei nostri è stato versato invano".

QUARANTUNO ANNI DOPO - Sono trascorsi quarantuno anni. La lezione, paradossalmente, sembra aver giovato più ai carnefici che alle vittime. Il calcio inglese ha saputo riformarsi e ripulirsi; quello italiano molto meno, o comunque non quanto sarebbe stato lecito attendersi. Ne è una prova quanto accaduto nel derby della Mole del 24 maggio scorso, terminato 2-2. Era l’ultima giornata di campionato, come avveniva contemporaneamente in Premier League. Nell’isola, tutti insieme appassionatamente. Uno spettacolo. Nella penisola, un disastro. Riassumo dalla cronaca dei giornali: all’esterno dello stadio Olimpico-Grande Torino, incidenti tra tifosi, uno juventino ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato colpito da un oggetto contundente, un trauma cranico, un intervento chirurgico d’urgenza e una prognosi riservata. Poi le indagini, gli arresti e i fermi.

LA STESSA MICCIA DELL’ODIO - L’immagine di Manuel Locatelli che dialoga con la curva juventina per evitare l’invasione del campo mi ha riportato alla mente gli appelli lanciati quella sera dai capitani Phil Neal e Gaetano Scirea. Anche allora si cercava di impedire che una folla sconvolta e impaurita si lasciasse trascinare dalla vendetta. Qualcuno obietterà: allora ci furono 39 morti, oggi no. È vero. Ma la miccia è la stessa: l’odio, il disprezzo per l’avversario, la convinzione che l’altro sia un nemico da combattere anziché un rivale da rispettare. È troppo facile dire: "Questi sono". La verità è più scomoda: "Questi siamo". Ricordare non cambia ciò che è stato, ma può contribuire a migliorare ciò che sarà. Per questo ho trovato bellissimo - concedetemi il termine, nonostante il peso della ricorrenza - che a Reggio Emilia, grazie all’impegno instancabile di Iuliana e Rossano, sia stata intitolata una via a Claudio Zavaroni, il giovane fotografo reggiano che quel maledetto mercoledì fu infinitamente più sfortunato di me.

HEYSEL: 39 CROCI CHE PARLANO ANCORA - L’Heysel resta una ferita profonda. Una ferita che attraversa la memoria collettiva e continua a interrogare le coscienze di chi, direttamente o indirettamente, contribuì a quella tragedia. Sottrarre l’Heysel all’oblio significa respingere la tentazione indecente, sempre presente, di metterci una pietra sopra. Significa ricordare che il passato non può essere cancellato e che la memoria è l’unico antidoto contro il ritorno degli stessi errori. Perché, in fondo, una domanda resta inevitabile: forse trentanove croci non bastano ancora ? Fonte: Sportdelsud.it © 1 giugno 2026

 

La figurina solidale dedicata alla Strage dell’Heysel

Domenica 7 giugno ore 11.00 sarà presentata la figurina solidale della Memoria nr 30 dedicata alla strage dell'Heysel. Con noi Franco D'Aniello, fondatore dei Modena City Ramblers che era presente, nel settore Z, quella sera a Bruxelles. Con lui altri ospiti e testimonianze. Appuntamento alla XIV° edizione di Happy Hand dove, dalle 9,30 al termine dell'evento, saremo presenti con il nostro stand ed il catalogo di tutte le figurine solidali. 29 maggio 1985, stadio Heysel, finale Coppa Campioni Liverpool-Juventus, 39 morti, 600 feriti. La figurina solidale della Memoria nr 30 è anche la cinquecentesima realizzata, non poteva che essere speciale e ricordare una sera che ha cambiato per sempre il calcio o perlomeno avrebbe dovuto farlo. È una figurina solidale che parla di una strage perché tale fu, è il nostro piccolissimo contributo per aiutare a non dimenticare e per ricordare chi, andato a vedere una partita, non è più tornato o è tornato cambiato per sempre. La figurina solidale della Memoria, con folder numerato in 139 copie, è disponibile sul nostro sito ma sarà anche spedita gratuitamente a tutti i familiari delle Vittime dell'Heysel che ne facessero richiesta. Si ringrazia Emilio Targia per la collaborazione. Fonte: Facebook (Pagina Figurine Forever) © 4 Giugno 2026

 

Rivoli dedica uno spazio pubblico alle vittime

dell’Heysel: approvata la mozione di Fratelli d’Italia

Il Consiglio Comunale di Rivoli ha approvato la mozione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia che impegna l’Amministrazione comunale a dedicare uno spazio pubblico alla memoria delle 39 vittime della tragedia dello stadio Heysel, avvenuta a Bruxelles durante la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. La proposta è stata discussa e votata nel corso della seduta del Consiglio Comunale del 27 maggio. A illustrarne i contenuti è stato il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Federico Depetris, relatore della mozione. "Il 29 maggio del 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, quella che doveva essere una giornata di festa sportiva si trasformò in una delle tragedie più gravi e inaccettabili della storia dello sport mondiale - ha dichiarato Depetris. A causa delle violente cariche da parte di tifosi inglesi e del conseguente cedimento strutturale di un settore dello stadio, persero la vita 39 persone innocenti e oltre 600 rimasero ferite".

Nel corso del dibattito, il consigliere ha inoltre sottolineato come l’assalto degli ultras inglesi contro i sostenitori juventini rappresentò "un atto violento e vigliacco", compiuto contro semplici tifosi e al di fuori di qualsiasi logica di confronto tra tifoserie organizzate. Soddisfazione per l’approvazione della mozione è stata espressa anche dagli altri consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Valerio Calosso e Vincenzo Vozzo. "La tragedia dell’Heysel ha segnato profondamente la memoria collettiva italiana, torinese e rivolese - hanno dichiarato gli esponenti del partito. Era importante che anche la città di Rivoli individuasse un luogo simbolico da dedicare a chi perse la vita in quel tragico 29 maggio 1985". Con il via libera del Consiglio Comunale, nei prossimi mesi la Giunta sarà chiamata a individuare e definire lo spazio cittadino che verrà intitolato alle Vittime dello Stadio Heysel, contribuendo così a mantenere viva la memoria di una delle pagine più dolorose della storia dello sport europeo. Fonte: Nonsolocontro.it © 5 Giugno 2026

 

D'Aniello e Nanni a RBN presentano

un'iniziativa speciale legata all'Heysel

di Daniele Petroselli

A Cose di Calcio (trasmissione di Radio Bianconera) è intervenuto il tifoso della Juve Franco D'Aniello (flautista e cofondatore dei Modena City Ramblers) insieme a Emiliano Nanni di figurineforever.com che hanno presentato una bella iniziativa: "Siamo un'associazione di Bologna che realizza figurine solidali - ha ricordato Nanni. La collana principale è le Celebrity Stickers, dove abbiamo già coinvolto oltre 200 sportivi, sono tutte autorizzate. E poi c'è la collana Figurine della Memoria. Si chiamano figurine solidali perché non hanno una finalità di lucro e tutto il ricavato va in beneficenza. Io personalmente ero un po' di tempo che nella collana della memoria ci tenevo a ricordare la strage dell'Heysel. Quest'anno è stato reso possibile e abbiamo realizzato appunto questa figurina che non è solo una figurina, ma è all'interno di un folder. All'interno del folder ci sono testo e altre immagini che cercano di ricordare quanto è accaduto nel 1985. È una figurina per certi versi da collezione perché ha una tiratura numerata ed il numero non è casuale. Questa prima edizione è in 139 copie. Quel 39 ovviamente è legato alle vittime". E ha aggiunto: "L'idea è di dare nel nostro piccolo il contributo perché questa strage non venga dimenticata e credo sia un patrimonio di tutto lo sport mondiale e di tutto il calcio italiano a prescindere dall'essere juventino o meno. Io ho sempre vissuto personalmente rispetto all'Heysel la passione di tanti sportivi dell'essere a vedere la propria squadra del cuore giocare una finale di Coppa dei Campioni e quella è una passione che è condivisa da tutti i tifosi a prescindere dalla squadra. Quindi non è un fatto solo juventino ma chiaramente il popolo bianconero lo sente fortemente nel cuore".

Mentre D'Aniello ha aggiunto: "Siamo tutti tifosi di qualche squadra però non ci dobbiamo dimenticare che prima di essere tifosi siamo degli appassionati che sono due cose leggermente diverse. La passione credo che non debba mai travalicare nella violenza, anche nel tifo violento, nel tifo arrogante e quindi questa iniziativa credo che sia una cosa meravigliosa soprattutto fatta non da juventini e questo è una cosa che fa molto onore, anche se è una parola che io non uso molto spesso e non mi piace nemmeno tanto usare, però un onore sportivo è una bella iniziativa quindi poi io ero lì in mezzo a quella curva. Il mio ricordo è assolutamente indelebile, ogni volta che sono allo stadio e vedo un po' di parapiglia e di casini all'interno di una curva o anche all'esterno vado subito a quelle immagini, perché ero proprio in mezzo al dramma e paradossalmente ero anche più vicino agli inglesi. Sono stato più fortunato di chi invece era più lontano da loro che è rimasto schiacciato però c'è anche da dire che un po' di senso di colpa è ancora rimasto e lo rimarrà sempre, questo è ovvio, perché comunque non essendoci stato un solo colpevole anche noi che abbiamo schiacciato gli altri ci sentiamo tutti un po' colpevoli perché è una cosa che rimane dentro come se fosse veramente una cicatrice grandissima. Io, poi, per alcuni anni non sono più riuscito ad andare allo stadio". E Nanni poi ha spiegato: "Con Franco saremo alle porte di Bologna per fare una presentazione di questa figurina domenica 7 giugno alle 11, saranno presenti anche i rappresentanti del club Emilia Bianconera e anche del comitato delle vittime (NdR: Comitato Per Non dimenticare Heysel) dell'Heysel di Reggio Emilia". Fonte: Bianconeranews.it © 6 Giugno 2026

 

La legge pubblicata in Gazzetta Ufficiale

Il 29 maggio Giornata nazionale per le vittime

dell’Heysel: iniziative anche nelle scuole

di Ilenia Culurgioni

La Legge 8 giugno 2026, n. 101, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 137 del 16 giugno 2026, istituisce il 29 maggio di ogni anno quale Giornata nazionale in memoria delle vittime della strage dello stadio Heysel di Bruxelles. Il provvedimento entrerà in vigore il 1° luglio 2026. La Giornata nazionale non avrà effetti civili: non sarà quindi una festività e non comporterà la sospensione delle attività lavorative o scolastiche.

IL RIFERIMENTO ALLE SCUOLE - In occasione della Giornata nazionale, le amministrazioni pubbliche potranno promuovere iniziative dedicate alla conoscenza della tragedia avvenuta il 29 maggio 1985 nello stadio Heysel di Bruxelles. La legge cita espressamente anche le scuole di ogni ordine e grado e le università che potranno partecipare o promuovere attività, anche in collaborazione con la Federazione italiana giuoco calcio, enti pubblici e privati, associazioni, società sportive e circoli culturali. L’obiettivo indicato dal testo è favorire la conoscenza della tragedia e promuovere i principi dello sport, della non violenza e della convivenza civile. Fonte: Orizzontescuola.it © 16 giugno 2026

 

Giornata nazionale dell'Heysel: cosa prevede

la Legge 101 del 2026 e cosa cambia dal 29 maggio

Il Parlamento ha approvato la Legge n. 101 dell'8 giugno 2026 che istituisce ufficialmente la Giornata nazionale in memoria delle vittime della strage dello stadio Heysel di Bruxelles, una ricorrenza dedicata al ricordo di una delle tragedie più drammatiche della storia dello sport europeo. La legge è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 137 del 16 giugno 2026. L'obiettivo non è soltanto commemorare le vittime, ma anche trasmettere alle nuove generazioni i valori della non violenza, del rispetto delle regole e della convivenza civile attraverso lo sport.

COS'È ACCADUTO ALLO STADIO HEYSEL - Il 29 maggio 1985 si disputava a Bruxelles la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Poco prima dell'inizio della partita si verificarono gravi disordini sugli spalti. La pressione della folla provocò il crollo di un muro di contenimento e causò la morte di 39 persone e il ferimento di centinaia di tifosi. La tragedia segnò profondamente il mondo dello sport e rappresenta ancora oggi uno dei più gravi episodi di violenza legati a una manifestazione sportiva.

COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE - La Legge n. 101 del 2026 stabilisce che il 29 maggio di ogni anno venga celebrata la Giornata nazionale in memoria delle vittime della strage dell'Heysel. La ricorrenza ha lo scopo di: ricordare le vittime; promuovere la cultura della sicurezza negli eventi sportivi; contrastare la violenza negli stadi; diffondere i valori educativi dello sport; favorire il rispetto tra tifoserie e comunità sportive.

NON SARÀ UNA FESTIVITÀ NAZIONALE - Uno degli aspetti più importanti della legge è che la nuova giornata commemorativa non produce gli effetti civili delle festività nazionali. In termini pratici significa che: non sarà un giorno festivo; non verranno chiusi uffici pubblici; le scuole resteranno aperte; non sono previste giornate di riposo aggiuntive per i lavoratori.

SPIEGAZIONE DEL TERMINE TECNICO (Effetti civili delle festività) - Si tratta delle conseguenze giuridiche che accompagnano le festività nazionali riconosciute dallo Stato. Ad esempio, il 25 aprile o il 2 giugno comportano particolari effetti sul lavoro, sull'organizzazione degli uffici pubblici e sulle attività scolastiche. Nel caso della Giornata dell'Heysel questi effetti non si applicano.

CHI POTRÀ ORGANIZZARE INIZIATIVE - La legge prevede che numerosi soggetti possano promuovere attività commemorative e culturali. Tra questi: amministrazioni pubbliche; scuole di ogni ordine e grado; università; enti pubblici e privati; associazioni sportive; società sportive; circoli culturali; Federazione Italiana Giuoco Calcio. Le iniziative potranno essere organizzate su tutto il territorio nazionale.

IL RUOLO DELLE SCUOLE - Le scuole avranno un ruolo centrale. La norma incoraggia attività finalizzate alla conoscenza della tragedia e alla diffusione dei principi dello sport come strumento educativo. Potranno essere organizzati: incontri con esperti; lezioni dedicate; proiezioni documentarie; dibattiti; progetti educativi sulla sicurezza e sul fair play.

IL COINVOLGIMENTO DELLA RAI - La legge prevede inoltre che la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo possa dedicare spazi specifici alla memoria delle vittime dell'Heysel. Questo consentirà la realizzazione di: documentari; approfondimenti storici; programmi speciali; testimonianze dei familiari e dei sopravvissuti.

PERCHÉ QUESTA LEGGE HA UN VALORE CIVILE - La norma non introduce obblighi economici né nuovi costi per lo Stato. Il suo significato è soprattutto culturale. Lo Stato riconosce ufficialmente che la memoria dell'Heysel rappresenta un patrimonio collettivo da preservare e trasmettere. La legge trasforma una tragedia sportiva in un momento di riflessione nazionale sui temi della responsabilità, della sicurezza e della convivenza civile.

COSA CAMBIA PER I CITTADINI - Per il cittadino comune non vi saranno nuovi adempimenti o obblighi. Tuttavia, ogni anno il 29 maggio potranno essere organizzate: cerimonie commemorative; eventi sportivi dedicati; iniziative educative; attività nelle scuole; campagne informative. L'effetto concreto sarà soprattutto culturale e formativo.

UN MESSAGGIO CHE VA OLTRE IL CALCIO - Sebbene la tragedia sia legata al mondo del calcio, il messaggio della legge riguarda tutti. La norma richiama l'importanza del rispetto delle persone, della gestione della sicurezza negli eventi pubblici e della lotta contro ogni forma di violenza collettiva. In questo senso la Giornata dell'Heysel diventa uno strumento di educazione civica che supera i confini dello sport.

PARAGONE SEMPLICE PER CAPIRE LA NORMA - Immaginiamo un comune che decide di dedicare ogni anno una giornata al ricordo di un evento che ha segnato profondamente la propria comunità. Non si tratta di una festa, ma di un momento per fermarsi, ricordare e insegnare alle nuove generazioni cosa è accaduto affinché non si ripeta. La Giornata nazionale dell'Heysel funziona esattamente così: non aggiunge un giorno di vacanza, ma crea un'occasione ufficiale per ricordare una tragedia e trasformarla in una lezione di civiltà per il futuro.   Fonte: Ticronometro.com © 16 giugno 2026

 

Una giornata nazionale per ricordare le vittime dell’Heysel

di Michele Damiani

In Gazzetta la legge istitutiva. Sarà celebrata il 29 maggio, stessa data della tragica finale di Coppa dei campioni del 1985.

L’Italia avrà una giornata nazionale dedicata alle vittime della tragedia dell’Heysel. La ricorrenza cadrà il 29 maggio di ogni anno e sarà dedicata al ricordo della finale di Coppa dei campioni del 29 maggio 1985, quando 39 persone persero la vita allo stadio Heysel di Bruxelles. La legge che istituisce la Giornata è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 137 del 16 giugno ed entrerà in vigore il prossimo 1° luglio. Le prime celebrazioni ufficiali si svolgeranno quindi nel 2027.

LE INIZIATIVE PREVISTE - Secondo quanto previsto dalla norma, amministrazioni pubbliche, enti pubblici e privati, associazioni e società sportive, circoli culturali, scuole, università e Figc potranno promuovere iniziative finalizzate a mantenere viva la memoria della tragedia e a diffondere i valori dello sport, della non violenza e della convivenza civile. Anche la Rai potrà dedicare spazi della propria programmazione televisiva, radiofonica e multimediale al ricordo delle vittime dell’Heysel, considerate parte del patrimonio culturale, sportivo e sociale del Paese. La legge precisa, inoltre, che l’istituzione della Giornata non comporterà nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

LA TRAGEDIA DEL 1985 - La ricorrenza ricorderà le 39 vittime della strage dell’Heysel, di cui 32 italiane, morte prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. La tragedia fu determinata da una combinazione di fattori: l’assalto di gruppi di hooligan inglesi verso il settore occupato dai tifosi juventini, le gravi carenze organizzative e strutturali dell’impianto e una gestione dell’ordine pubblico rivelatasi insufficiente. Nel tentativo di allontanarsi dalla pressione della folla, centinaia di tifosi si accalcarono contro un muro perimetrale del settore Z, che finì per crollare causando decine di vittime e centinaia di feriti. A oltre quarant’anni di distanza, uno degli episodi più drammatici nella storia del calcio europeo entra ufficialmente nel calendario delle ricorrenze nazionali. Fonte: Italiaoggi.it © 17 giugno 2026

 

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