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ARTICOLI 1-28 MAGGIO 2018
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ARTICOLI STAMPA e WEB 1-28 MAGGIO 2018
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1-28 MAGGIO 2018
ARTICOLI STAMPA e WEB 2 MAGGIO 2018

Il Vignotto dedicato alla vittima dell'Heysel

ARTICOLI STAMPA e WEB 9 MAGGIO 2018

Una festa al Vignotto in memoria di Russo

ARTICOLI STAMPA e WEB 10 MAGGIO 2018

Centro sportivo per non dimenticare l'Heysel

ARTICOLI STAMPA e WEB 11 MAGGIO 2018

"Noi, dimenticati dopo la tragedia dell’Heysel"

ARTICOLI STAMPA e WEB 12 MAGGIO 2018

La Juventus a Bassano per ricordare l’Heysel in un torneo con 200 bambini

ARTICOLI STAMPA e WEB 14 MAGGIO 2018

Moncalieri dedica un impianto a Domenico Russo, giovane vittima della tragedia dell’Heysel

Moncalieri, intitolato il campo sportivo a Domenico Russo

ARTICOLI STAMPA e WEB 15 MAGGIO 2018

MONCALIERI - Il campo sportivo del Vignotto intitolato a una vittima dell'Heysel

ARTICOLI STAMPA e WEB 24 MAGGIO 2018

A 33 anni dalla strage dell’Heysel la città dedica una piazza alle vittime di quella notte.

Torino ricorda le vittime dell’Heysel

Il +39 RISPETTO sulla Mole Antonelliana: l'omaggio alle vittime dell'Heysel

Heysel, la scritta "+39 Rispetto" sulla Mole antonelliana

Il 29 maggio, la scritta "+39 RISPETTO" sulla Mole Antonelliana in omaggio alle vittime...

Tragedia dell'Heysel, la città dedica una piazza alle vittime

ARTICOLI STAMPA e WEB 25 MAGGIO 2018

"Una tragedia che mi ha segnato la vita"

La furia cieca dei Reds e il rosso del sangue

Reggio ricorda i 39 caduti dell’Heysel

Domenica il ricordo della tragedia allo stadio Heysel

Codogno, ultimata la bretella di via Collodi: nuovo collegamento per il rione

ARTICOLI STAMPA e WEB 26 MAGGIO 2018

"Per non dimenticare Heysel. Ecco la commemorazione reggiana

Commemorazione a Cherasco 39 vittime dell’Heysel 

ARTICOLI STAMPA e WEB 27 MAGGIO 2018

Juventus-Liverpool, Reggio Emilia ricorda le 39 vittime dell'Heysel

"Invito tutti alla commemorazione. Grazie alla Juve salvato il monumento"

ARTICOLI STAMPA e WEB 28 MAGGIO 2018

Sciarpe, fiori e tanta commozione per l'anniversario dell'Heysel

La Mole Antonelliana illuminata per ricordare le vittime dell’Heysel

Torino dedica piazza a vittime stadio Heysel

29 maggio a Torino l’intitolazione di piazza Vittime dello stadio Heysel

Domani a Torino la intitolazione della piazzetta Vittime dello stadio Heysel

Una piazza intitolata e la Mole illuminata: Torino ricorda l’Heysel

Nasce a Torino la Piazzetta Vittime dello Stadio di Heysel

L'impianto di S. Maria intitolato a Giacomelli

Il Vignotto dedicato alla vittima dell'Heysel

MONCALIERI - Il comune di Moncalieri ha deciso di ricordare due uomini di sport, dedicandogli un impianto sportivo. Un educatore ed un tifoso, l'uomo che ha portato il rugby a Moncalieri e l'appassionato juventino che ha perso la vita nella tragedia dell'Heysel, quella terribile finale di Coppa Campioni in cui morirono 39 persone. La decisione, per la verità, era già stata presa due anni fa, con una delibera di giunta. Ora sono state fissate le date delle due intitolazioni. Si partirà domenica 13 maggio alle ore 18 quando sarà dedicato a Domenico Russo il centro sportivo di strada Vignotto 17. Una settimana dopo, sabato 17, alle ore 15.30, il campo di via Saluzzo di Santa Maria sarà invece intitolato a Glauco Giacomelli, anima e fondatore del Moncalieri Rugby. Due momenti entrambi di grande commozione per ricordare due uomini che in maniera diversa hanno lasciato un grande vuoto dietro di sé. Domenico Russo era nato a Vittoria, in provincia di Ragusa, il 25 aprile 1959. A Moncalieri aveva costruito la sua vita e, da sportivo e grande tifoso della Juventus, aveva deciso di andare a vedere quella tragica finale in Belgio: Juventus-Liverpool. La sera del 29 maggio 1985 morì in diretta televisiva in una notte terribile. Vittima della strage nel settore Z dello stadio Heysel di Bruxelles, Domenico Russo è una delle 39 vittime, di cui 32 italiane, di quella notte. Muore a 26 anni, lasciando la moglie incinta. In tutta Italia, e non solo, le vittime della strage dell’Heysel sono state ricordate attraverso commemorazioni, con targhe di ricordo e con l'intitolazione di luoghi pubblici. A Moncalieri, il 14 giugno 2015 si è svolto il primo torneo di calcio organizzato dallo Juventus Club di Moncalieri dedicato a Domenico Russo. Ora il suo nome verrà per sempre legato al calcio, a quella sua passione che gli è costata la vita. A Santa Maria si ricorderà invece Glauco Giacomelli, un educatore più che un insegnante. Professore di educazione fisica alle medie, luogo dove ha potuto mettere in atto i suoi insegnamenti, ex atleta ha fatto nascere in città l'amore per la palla ovale, sport che lo ha accompagnato per tutta la sua vita. Grazie alla sua ostinazione ha creato quel campo in cui oggi giocano centinaia di ragazzi. Era il 2005 quando intraprese questo percorso per realizzare una società partendo da attività all'interno delle scuole in orario extra scolastico e principalmente per gli studenti della Scuola Principessa Clotilde. L'anno dopo nasce l'A.S.D. Moncalieri Rugby, pone la prima pietra di numerosi lavori che permettono la trasformazione di un terreno trascurato ed abbandonato in un vero e proprio campo da gioco. Passionario in tutto, anche da assessore, prima per l'Ambiente e in seguito alle Politiche Sociali, Giacomelli era nato a Torino il 20 gennaio 1950 ed è morto il 13 maggio 2014.

2 maggio 2018

Fonte: Il Mercoledì

ARTICOLI STAMPA e WEB 2 MAGGIO 2018  

Domenica l'intitolazione alla vittima dell'Heysel

Una festa al Vignotto in memoria di Russo

MONCALIERI - Sarà una giornata di festa domenica 13 maggio in via Vico, al campo del Vignotto. Alle 18 si svolgerà l'intitolazione ufficiale dell'impianto a Domenico Russo, una delle 39 vittime italiane dell'Heysel, a conclusione di una giornata che vedrà andare in scena anche l'ultima partita del campionato di terza categoria dello Sporting San Pietro, attualmente secondo in classifica, contro l'Excelsius. Dopo la gara, alle 18, la cerimonia di intitolazione del campo a Domenico Russo, il tifoso bianconero morto nella calca dell'Heysel in quella terribile finale di Coppia Campioni del 1985. Domenico Russo era nato a Vittoria, in provincia di Ragusa, il 25 aprile 1959. A Moncalieri aveva costruito la sua vita e, da sportivo e grande tifoso della Juventus, aveva deciso di andare a vedere quella tragica finale in Belgio: Juventus -Liverpool. La sera del 29 maggio 1985 morì in diretta televisiva; vittima della strage nel settore Z dello stadio Heysel di Bruxelles. Domenico Russo, faceva l'elettricista, è stata una delle 39 vittime, di cui 32 italiane, di quella notte. Aveva 26 anni, ed ha lasciato la moglie Tiziana, incinta di cinque mesi. Quel figlio nato pochi mesi dopo e che oggi porta il nome del padre mai conosciuto. "Come Club saremo presenti - dice il presidente dello Juventus club cittadino Marino Briccarello - in questi anni non abbiamo mai dimenticato cosa successe quella notte. In passato abbiamo organizzato un torneo in sua memoria, appuntamento che riproporremo coinvolgendo le società calcistiche di Moncalieri". Alla cerimonia saranno presenti alcuni rappresentanti della Juventus, anche se purtroppo non potranno esserci dei calciatori, impegnati nell'ultima di campionato a Roma, oltre all'associazione delle vittime dell'Heysel (NDR: Comitato Per non dimenticare Heysel di Reggio Emilia). In tutta Italia, e non solo, le vittime di questa strage sono state ricordate attraverso commemorazioni, con targhe ricordo e con l'intitolazione di luoghi pubblici. A Moncalieri, il 14 giugno 2015 si è svolto il primo torneo di calcio organizzato dallo Juventus Club di Moncalieri dedicato a Domenico Russo. Ora il suo nome verrà per sempre legato al calcio, a quella passione che gli è costata la vita.

9 maggio 2018

Fonte: Il Mercoledì

ARTICOLI STAMPA e WEB 9 MAGGIO 2018  

LA STORIA

Centro sportivo per non dimenticare l'Heysel

di Massimo Massenzio

A Moncalieri il primo impianto dedicato a una delle vittime, Domenico Russo.

MONCALIERI - Cancellare il dolore per la morte assurda di un ragazzo di 26 anni non è possibile, ma si può tentare di rimarginare una ferita che da 33 anni continua ad essere aperta. Il Comune di Moncalieri ha deciso di provarci, intitolando a Domenico Russo il campo sportivo del Vignotto. Domenico era un giovane elettricista, un grande tifoso juventino e la sera del 29 maggio 1985 era sugli spalti dello stadio Heysel di Bruxelles per assistere alla finale di Coppa dei Campioni. Era partito carico di speranze con un pullman dello Juventus Club Moncalieri, ma il destino gli aveva assegnato un posto nel settore Z. E così rientrò in Italia solo alcuni giorni dopo, a bordo di un C130 dell'aeronautica militare, in una bara avvolta dal tricolore. Domenica pomeriggio, per la prima volta in Italia, un impianto sportivo verrà intitolato a una singola vittima dell'Heysel (NDR: Non è il primo, speriamo non l’ultimo). L'idea non l'ha avuta un tifoso bianconero sfegatato, ma un milanista doc come Davide Guida, il capo di gabinetto del sindaco Paolo Montagna che, alcuni mesi fa, aveva inoltrato la richiesta in prefettura ed è finalmente riuscito a ottenere il via libera. Alle 18, a poche ore dalla partita che potrebbe assegnare lo scudetto alla Juventus, verrà scoperta la targa che ricorderà per sempre quel ragazzo riccioluto e sorridente che non ha mai conosciuto il figlio, nato tre mesi dopo la sua morte. Dare il nome di Domenico all'impianto del Vignotto per Moncalieri ha un significato profondo: "Non ci limiteremo al ricordo di un nostro concittadino scomparso - assicura l'assessore allo Sport Davide Messina - Vogliamo che il campo Domenico Russo diventi un esempio per tutti i giovani. Questa intitolazione deve avere un valore educativo e far capire che lo sport significa vita, divertimento e allegria". Alla cerimonia sarà presente la vedova di Russo, Tiziana Fecchio, che il 29 maggio 1985 era davanti alla televisione, mentre dal Belgio arrivavano le drammatiche immagini degli scontri con gli hooligans inglesi. Era al sesto mese di gravidanza e portava in grembo il figlio che ha poi chiamato Domenico, come l'amato marito. Assieme a lei ci saranno anche rappresentanti dello Juventus Club di Moncalieri e l'Associazione Nazionale Vittime dell'Heysel per un momento toccante, atteso da 33 anni. Tanti, forse troppi: "Gli uomini non hanno disposizione il tempo alle spalle, ma solo quello che hanno davanti - conclude il primo cittadino Paolo Montagna - E da qui vogliamo partire per coltivare il nostro sogno: nessuno deve più morire per una partita di calcio".

10 maggio 2018

Fonte: Il Corriere della Sera

ARTICOLI STAMPA e WEB 10 MAGGIO 2018  

Tiziana, moglie di Domenico Russo: al marito sarà dedicato il campo di Moncalieri

"Noi, dimenticati dopo la tragedia dell’Heysel"

di Massimo Massenzio

"Intitolare il campo sportivo a Domenico è un gesto bellissimo. Uno dei pochi in questi 33 anni in cui si è cercato più di dimenticare che di ricordare". Seduta al tavolo della sua cucina Tiziana Fecchio sfoglia i vecchi album e non riesce a trattenere la commozione quando compaiono le foto di suo marito, morto a 26 anni allo stadio Heysel di Bruxelles, prima della finale di Coppa dei Campioni, Juventus-Liverpool. Da domenica l'impianto del Vignotto, a Moncalieri, porterà il nome di Domenico Russo e sarà il primo campo da calcio in Italia dedicato a una delle 39 vittime dell'Heysel. (NDR: Non è il primo e speriamo neanche l’ultimo…) "Apprezzo tantissimo la decisione del Comune di Moncalieri e mi auguro che qualcuno colga questo messaggio. Comprendo che non sia facile ricordare uno stadio inadeguato, una finale che non si sarebbe dovuta giocare e una coppa ancora più difficile da festeggiare. Però per noi, per i famigliari di quelle 39 persone uccise, una maggiore vicinanza sarebbe stata importante. Piccoli gesti, ma magari ripetuti ogni 29 maggio, da parte della società Juventus e anche del Comune di Torino. Ci saremmo sentiti meno soli". Quella tragica sera Tiziana era davanti alla televisione: "Ma non avevo capito bene che cosa stesse succedendo. Domenico non era un tifoso sfegatato. Non riusciva a trovare i biglietti e poi, due giorni prima della partita, si materializzarono quei posti nel settore Z. Ho saputo della sua morte dal telegiornale". Tiziana era al quinto mese di gravidanza e 3 mesi e mezzo dopo è nato il figlio Domenico: "Si sarebbe dovuto chiamare Adriano, ma poi abbiamo deciso diversamente. È cresciuto senza conoscere suo padre e non mi ha mai chiesto troppe informazioni per non farmi rivivere quei momenti. Solo in occasione del trentennale" ha fatto una vera e propria full immersion. Ma poi è ritornato alla sua vita, in Veneto, con i suoi tre splendidi figli". A Tiziana sono rimaste decine di fotografie che la ritraggono con suo marito. Domenico sorrideva sempre: "Amava la vita, lo sport e i bambini. E non è riuscito a vedere nascere il suo".

11 maggio 2018

Fonte: Il Corriere della Sera

ARTICOLI STAMPA e WEB 11 MAGGIO 2018 

La Juventus a Bassano per ricordare l’Heysel in un torneo con 200 bambini

BASSANO - Non è questione di tifo o di colori d’appartenenza: tutti ricordano, tristemente, la strage dell’Heysel avvenuta il 29 maggio 1985, poco prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool allo stadio di Bruxelles. In quell’occasione morirono 39 persone, fra cui due bassanesi: l’imprenditore Mario Ronchi e il dentista Amedeo Spolaore. Domenica 21 maggio l’Asd San Vito Bassano organizza il terzo torneo "Heysel, per non dimenticare…" al quale parteciperanno oltre 200 bambini di 16 squadre per una giornata di sport e di forti emozioni. "Il nostro desiderio è quello di coinvolgere bambini e famiglie in un grande evento che vada oltre la commemorazione - spiega Giancarlo Tombolato, presidente dell’Asd San Vito Bassano - e che sia capace di trasmettere i veri valori dello sport. La tragica morte di due nostri concittadini è una ferita ancora aperta perché i ricordi, a differenza delle ferite, non si devono rimarginare". La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda. È un presente che non finisce mai di passare. Con questo spirito parteciperanno alla manifestazione anche i famigliari di Mario Ronchi e Amedeo Spolaore, a cui è stata dedicata una targa che simboleggia il costante abbraccio di Bassano a due dei suoi figli. Il sindaco Riccardo Poletto e numerosi esponenti dell’Amministrazione comunale renderanno omaggio alle vittime e poi lasceranno la scena ai bambini. Forse il messaggio più appropriato per trasmettere la speranza nel domani attraverso chi ha tutta una vita ancora da vivere. I nomi delle squadre che si contenderanno il torneo sono di primo livello: 16 compagini, di cui 8 professionistiche. Spicca la Juventus, per blasone e per un legame a doppio filo con il ricordo dell’Heysel. Ma ci saranno anche l’Inter, l’Atalanta, il Vicenza, il Cittadella, il Bassano Virtus, il Padova ed il Campodarsego. Fra le squadre dilettantistiche, oltre al San Vito che organizza l’evento, giocheranno anche i "Pulcini 2007" di Football Valbrenta, Union Ezzelina, Angarano, Mottinello, Colceresa, Cà Baroncello e Gruppo Cosmos. A rendere ancora più speciale l’evento concorrono due succulente indiscrezioni, ancora non confermate. La prima è la presenza di Stefano Tacconi, estremo difensore della Juventus per quasi un decennio. Restando in tema di "numeri 1", i bianconeri che scenderanno in campo negli impianti sportivi di via Col Moschin potrebbero far giocare il primogenito di Gigi Buffon. Una giornata per guardare al passato con gli occhi del futuro.

12 maggio 2018

Fonte: Lapiazzaweb.com

ARTICOLI STAMPA e WEB 12 MAGGIO 2018 

Moncalieri dedica un impianto a Domenico

Russo, giovane vittima della tragedia dell’Heysel

Il sindaco Montagna: "Lo avevamo promesso, il 29 maggio del 2015, nel 30° anniversario di quella notte terribile. Lo abbiamo fatto per rendere omaggio alla storia di questo ragazzo e alla sua famiglia".

MONCALIERI - La Città di Moncalieri ha dedicato l’impianto sportivo di strada Vignotto a Domenico Russo, giovane moncalierese vittima della tragedia dell’Heysel avvenuta il 29 maggio del 1985 quando la giovane vittima aveva appena 26 anni. Alla cerimonia di intitolazione hanno partecipato anche lo Juventus Fan Club, di cui Domenico era socio, e il Toro Club "Valentino Mazzola" di Moncalieri, mettendo in scena un bellissimo gemellaggio della memoria.

ANDREA AGNELLI - In modo indiretto ha partecipato anche Andrea Agnelli con una lettera inviata al sindaco di Moncalieri, Paolo Montagna: "Il 29 maggio rappresenta per il popolo bianconero una data da commemorare, nel ricordo delle 39 vittime, in quella che avrebbe dovuto essere una serata di festa e di sport, ma che si è tristemente tramutata nella tragedia dello stadio Heysel", ha scritto il presidente della società bianconera, "sono passati tanti anni, ma il ricordo è sempre vivo in ognuno di noi, juventini e non, ed è importante rinnovare questa memoria affinché nessuno dimentichi e per evitare che simili tragedie possano accadere nuovamente. Con questo mio pensiero voglio essere vicino, a titolo personale e in rappresentanza della Juventus, alla famiglia di Domenico Russo e rivolgere a Lei un ringraziamento per l’impegno e la sensibilità dimostrata portando avanti la memoria di chi purtroppo ha perso la vita in quella tragica giornata".

LA MOGLIE DI DOMENICO - Presente anche la moglie di Domenico Russo, Tiziana, che all’epoca era in attesa del loro primo figlio che nacque nell’agosto successivo e che lei scelse di chiamare Domenico proprio in memoria del padre. "Lo avevamo promesso, il 29 maggio del 2015, nel 30° anniversario di quella notte terribile", ha commentato il sindaco Montagna, "lo abbiamo fatto per rendere omaggio alla storia di questo ragazzo e alla sua famiglia, e anche per guardare avanti, affinché su questa targa altri ragazzi possano leggere e ricordare, insieme al nome di Domenico Russo, i veri valori dello sport".

14 maggio 2018

Fonte: Torino.diariodelweb.it

ARTICOLI STAMPA e WEB 14 MAGGIO 2018 

Moncalieri, intitolato il campo sportivo a Domenico Russo

Per non dimenticare la tragedia dell'Heysel

Presente la vedova Tiziana, che ha dato al figlio il nome del padre che non ha mai conosciuto, perché perito nella tragedia del 29 maggio 1985. La lettera di Andrea Agnelli e il bellissimo gemellaggio tra tifosi bianconeri e granata.

Nel nome del padre. Che non ha mai conosciuto, complice la tragedia dell'Heysel, che il 29 maggio 1985 costò la vita a 39 persone, prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juve e Liverpool. Nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 13 maggio, a Moncalieri è stato intitolato il campo sportivo a Domenico Russo, uno dei tifosi bianconeri che 33 anni fa erano partiti per il Belgio per assistere a una partita di calcio e non sono mai tornati dalle loro famiglie. Domenico era di Moncalieri e ad attenderlo in Italia c'era una moglie in dolce attesa: il bambino che sarebbe nato poco dopo non avrebbe mai potuto conoscere suo padre, per questo la signora Russo decise di chiamare Domenico il piccolo che aveva in grembo. Per iniziativa di Davide Guida (collaboratore del sindaco Paolo Montagna) e di Giuseppe Messina, si è arrivati a intitolare a Domenico Russo il campo sportivo di Moncalieri, una iniziativa doverosa, proprio nei giorni che precedono il 33esimo anniversario della tragedia di Bruxelles. Il fatto da sottolineare è che anche la società Juventus ha "sponsorizzato" l'iniziativa, con una bella lettera del presidente Andrea Agnelli: "Oggi (ieri per chi legge, ndr) purtroppo, a causa degli impegni sportivi, non sarà possibile per noi partecipare all'intitolazione dell'impianto sportivo del comune di Moncalieri, ma con questo mio pensiero voglio essere vicino, a titolo personale e in rappresentanza della Juventus, alla famiglia di Domenico Rosso e rivolgere a Lei un ringraziamento per l'impegno e la sensibilità dimostrata, portando avanti la memoria di chi purtroppo ha perso la vita in quella tragica giornata". Alla cerimonia era presente la vedova, signora Tiziana, ma soprattutto c'erano, oltre ai tifosi bianconeri, anche i rappresentanti del Toro Club Moncalieri. Perché di fronte a certe tragedie non ci sono colori o bandiere che dividono. I granata piangono i caduti di Superga (oltre a Meroni e Ferrini), quelli bianconeri i tifosi morti all'Heysel (oltre a Gaetano Scirea). Basta striscioni vergognosi e cori beceri allo stadio, di fronte alla morte ci vuole rispetto e cordoglio. Per questo, è giusto sottolineare quanto si è visto ieri a Moncalieri, come testimoniano le foto che corredano questo articolo. Lo sport sa anche unire, non solo dividere.

14 maggio 2018

Fonte: Torinoggi.it

ARTICOLI STAMPA e WEB 14 MAGGIO 2018 

MONCALIERI - Il campo sportivo del Vignotto intitolato a una vittima dell'Heysel

Domenico Russo morì nella tragica notte del 29 maggio 1985 durante la finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool. Era membro del locale club bianconero: da oggi il campo a Borgo San Pietro ha il suo nome.

Dalla giornata di domenica, il campo sportivo del Vignotto, a Moncalieri, ha un nuovo nome: Domenico Russo, membro del club locale della Juventus e morto nella tragedia dell’Heysel nel 1985. Presenti all’evento l’amministrazione comunale, con il sindaco Paolo Montagna a fare gli onori di casa, il comitato in memoria delle vittime della tragedia e i rappresentanti del Fan Club Juventus di Moncalieri. Sciarpe bianconere e sciarpe granata, insieme, si sono abbracciate nel ricordo di questo giovane moncalierese, tra le 39 vittime della tragedia dell’Heysel. "Lo avevamo promesso - spiega il sindaco, Paolo Montagna - il 29 maggio del 2015, nel 30esimo anniversario di quella notte terribile, rendiamo omaggio alla storia di questo ragazzo, e lo abbiamo fatto anche per guardare avanti, affinché altri ragazzi possano leggere e ricordare, vicino al suo nome, i veri valori dello sport".

15 maggio 2018

Fonte: Torinosud.it

ARTICOLI STAMPA e WEB 15 MAGGIO 2018 

29 MAGGIO 1985

A 33 anni dalla strage dell’Heysel la città

dedica una piazza alle vittime di quella notte

Martedì, il 29 maggio, saranno passati esattamente 33 anni da quella notte nefasta. Sarà dedicata una piazza alle vittime tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino numeri 36 e 38.

TORINO - Dopo Moncalieri - che ha dedicato un impianto sportivo a Domenico Russo, un giovane moncalierese vittima della tragedia dell’Heysel avvenuta il 29 maggio del 1985 quando la giovane vittima aveva appena 26 anni - anche la città di Torino dedica una piazza alle vittime di quella terribile notte. Lo farà in Circoscrizione 7 martedì prossimo, il 29 maggio, quando saranno passati esattamente 33 anni, nella piazzetta compresa tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino numeri 36 e 38.

CERIMONIA - La cerimonia avrà inizio presso la Biblioteca Civica "Italo Calvino", in lungo Dora Agrigento 94. Il momento sarà l’occasione per ricordare quanto avvenne quella sera allo stadio Heysel di Bruxelles. Doveva essere una festa per Juventus e Liverpool, le due squadre finaliste dell’allora Coppa dei Campioni, ma terminò nel modo peggiore: poco prima del calcio d’inizio i tifosi inglesi più accesi (gli hooligan) si spinsero con forza verso i settori occupati dagli juventini fino al noto crollo, causa della morte di 39 persone di cui 32 italiane. Ne rimasero ferite oltre 600.

MOSTRA - A completare l’intitolazione c’è la mostra "Per non dimenticare l’Heysel" di Massimo Tadolini. È possibile visitarla nella biblioteca Italo Calvino il lunedì dalle 15 alle 19.45, il martedì e il mercoledì dalle 14 alle 19.45 e, infine, dal giovedì al sabato dalle 8.15 alle 14.

24 maggio 2018

Fonte: Torino.diariodelweb.it

ARTICOLI STAMPA e WEB 24 MAGGIO 2018 

Torino ricorda le vittime dell’Heysel

di Diego Molino

Martedì 29 cerimonia di intitolazione della piazzetta in strada del Fortino.

Sono passati trentatré anni da una delle pagine più buie della storia sportiva cittadina e mondiale, quella strage allo stadio Heysel di Bruxelles in cui nel 1985 persero la vita 39 persone durante gli incidenti poco prima della finale di Coppa dei Campioni fra Juventus e Liverpool. Per rendere omaggio alle vittime la Città di Torino e la società bianconera organizzano una serie di iniziative per il prossimo martedì 29 maggio.  A cominciare dalla mattinata alle ore 11 quando, alla presenza della sindaca Chiara Appendino e del presidente del consiglio comunale Fabio Versaci, si svolgerà la cerimonia di intitolazione alle Vittime dell’Heysel della piazzetta compresa fra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino.  In serata invece verrà nuovamente proiettata sulla Mole Antonelliana la scritta "+ 39 Rispetto", un logo ideato dall’associazione "Quelli di… via Filadelfia". Alle ore 21 l’ultimo atto andrà in scena nella sala Colonne di Palazzo civico, dove i trentanove tifosi che persero la vita nella capitale belga verranno ricordati con il monologo "Il giorno perduto" di Gianluca Favetto e le musiche di Fabio Barovero.

24 maggio 2018

Fonte: Lastampa.it

ARTICOLI STAMPA e WEB 24 MAGGIO 2018 

Il +39 RISPETTO sulla Mole Antonelliana: l'omaggio alle vittime dell'Heysel

di Giovanni Spinazzola

Torino si prepara a commemorare le 39 vittime dell'Heysel, in occasione della finale di Champions League tra Juventus e Liverpool. Come si legge sul sito del Comune della città piemontese, tante le iniziative per gli sfortunati tifosi bianconeri. La scritta "+39 RISPETTO"  sulla Mole Antonelliana, l’intitolazione di una piazzetta nel quartiere Borgo Dora e un monologo teatrale recitato a Palazzo Civico: così, nella giornata di martedì 29 maggio, sarà ricordata la tragedia dello stadio Heysel, avvenuta lo stesso giorno del 1985. Nella mattinata, alle ore 11, alla presenza della sindaca Chiara Appendino e del presidente del Consiglio comunale, Fabio Versaci, si svolgerà la cerimonia di intitolazione alle Vittime dell’Heysel della piazzetta compresa tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino tra i numeri civici 36 e 38. In serata, sulla facciata della Mole Antonelliana sarà proiettato il logo nato dall’idea dell’Associazione "Quelli di… Via Filadelfia", la stessa che cura anche la "Giornata della Memoria per le Vittime dell’Heysel" e ogni manifestazione sportiva ad essa legata. Nella stessa serata, alle ore 21, nella Sala delle Colonne di Palazzo di Città, i trentanove tifosi che hanno perso la vita nella capitale belga saranno ricordati con il monologo "Il giorno perduto" di Gianluca Favetto e le musiche di Fabio Barovero.

24 maggio 2018

Fonte: Tuttojuve.com

ARTICOLI STAMPA e WEB 24 MAGGIO 2018 

Heysel, la scritta "+39 Rispetto" sulla Mole antonelliana

Tutte le celebrazioni del Comune di Torino e della Juventus per il 29 maggio.

TORINO - La scritta "+39 Rispetto" sulla Mole antonelliana, l'intitolazione di una piazzetta nel quartiere Borgo Dora e un monologo teatrale recitato a Palazzo civico, sede del Comune di Torino: così martedì 29 maggio sarà ricordata la tragedia dello stadio Heysel, avvenuta lo stesso giorno del 1985. Nel trentatreesimo anniversario del tragico evento, la Città di Torino e Juventus Football Club rendono omaggio alle vittime con una serie di iniziative organizzate in città. In serata, sulla facciata della Mole antonelliana, sarà proiettato il logo nato dall'idea dell'associazione Quelli di... via Filadelfia, la stessa che cura anche la Giornata della memoria per le vittime dell'Heysel e ogni manifestazione sportiva a essa legata. Nella stessa serata, alle ore 21, nella Sala delle colonne di Palazzo di Città, i trentanove tifosi che hanno perso la vita nella capitale belga saranno ricordati con il monologo "Il giorno perduto" di Gianluca Favetto e le musiche di Fabio Barovero.

24 maggio 2018

Fonte: Tuttosport.com

ARTICOLI STAMPA e WEB 24 MAGGIO 2018 

Il 29 maggio, la scritta "+39 RISPETTO" sulla Mole

Antonelliana in omaggio alle vittime dell’Heysel

La scritta "+39 RISPETTO "sulla Mole Antonelliana, l’intitolazione di una piazzetta nel quartiere Borgo Dora e un monologo teatrale recitato a Palazzo Civico: così, nella giornata di martedì 29 maggio, sarà ricordata la tragedia dello stadio Heysel, avvenuta lo stesso giorno del 1985. Nel trentatreesimo anniversario del tragico evento, la Città di Torino e la Juventus Football Club rendono omaggio alle vittime con una serie iniziative organizzate in città. Nella mattinata, alle ore 11, alla presenza della sindaca Chiara Appendino e del presidente del Consiglio comunale, Fabio Versaci, si svolgerà la cerimonia di intitolazione alle Vittime dell’Heysel della piazzetta compresa tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino tra i numeri civici 36 e 38. In serata, sulla facciata della Mole Antonelliana sarà proiettato il logo nato dall’idea dell’Associazione "Quelli di… Via Filadelfia", la stessa che cura anche la "Giornata della Memoria per le Vittime dell’Heysel" e ogni manifestazione sportiva ad essa legata. Nella stessa serata, alle ore 21, nella Sala delle Colonne di Palazzo di Città, i trentanove tifosi che hanno perso la vita nella capitale belga saranno ricordati con il monologo "Il giorno perduto" di Gianluca Favetto e le musiche di Fabio Barovero.

24 maggio 2018

Fonti: Torinoggi.it - Torinoclick.it  - Ilmercoledi.news - Quotidianopiemontese.it

ARTICOLI STAMPA e WEB 24 MAGGIO 2018 

Eventi per l'anniversario della tragedia dell'Heysel

Tragedia dell'Heysel, la città dedica una piazza alle vittime

Sulla Mole comparirà il logo "+39 Rispetto"

di Alexia Penna

La città di Torino e lo Juventus Football Club ricordano la tragedia dello stadio Heysel. Il 29 maggio 1985, poco prima dell'inizio della finale di Coppa dei Campioni di calcio tra Juventus e Liverpool, sul campo sportivo di Bruxelles, morirono nella calca 39 persone, di cui 32 italiane, e ne rimasero ferite oltre 600. Martedì 29 maggio dunque, nel giorno del 33° anniversario della tragedia, sulla Mole Antonelliana comparirà la scritta "+39 Rispetto" e una piazzetta nel quartiere Borgo Dora verrà intitolata alle vittime, mentre un monologo teatrale verrà recitato a Palazzo Civico. Nella mattinata, alle ore 11, alla presenza della sindaca Chiara Appendino e del presidente del Consiglio comunale, Fabio Versaci, si svolgerà la cerimonia di intitolazione alle Vittime dell’Heysel della piazzetta compresa tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino tra i numeri civici 36 e 38. In serata, sulla facciata della Mole Antonelliana sarà proiettato il logo nato dall’idea dell’Associazione "Quelli di… Via Filadelfia", la stessa che cura anche la "Giornata della Memoria per le Vittime dell’Heysel" e ogni manifestazione sportiva ad essa legata. Nella stessa serata, alle ore 21, nella Sala delle Colonne di Palazzo di Città, i trentanove tifosi che hanno perso la vita nella capitale belga saranno ricordati con il monologo "Il giorno perduto" di Gianluca Favetto e le musiche di Fabio Barovero.

24 maggio 2018

Fonte: Torinotoday.it

ARTICOLI STAMPA e WEB 24 MAGGIO 2018 

Castelfiorentino

"Una tragedia che mi ha segnato la vita"

di Marco Gargini

Stadio Heysel, una ferita ancora aperta dopo 33 anni. Due castellani, la Juve e gli hooligans. I fratelli Carpitelli erano nel settore Z.

Il 29 maggio 1985 all'Heysel una partita di calcio si trasformò in una guerra in cui caddero 39 persone, tra cui quattro toscani. Furono centinaia i tifosi della Juventus partiti dalla nostra regione per andare a seguire la finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. Tra questi anche due giovani di Castelfiorentino, Enrico e Gianni Carpitelli. Quest'ultimo, oggi affermato commerciante di 50 anni, è tornato indietro nel tempo a quella sera. Una sera in cui avrebbe dovuto trasformare lo sport, ma che si trasformò in una tragedia che tutto il mondo seguì in diretta televisiva.

Se Le dico Heysel, qual è la prima cosa che Le viene in mente ?

"È difficile mettere in fila tutti i ricordi perché dalla partenza al ritorno fu tutta una avventura particolare. Sicuramente il fatto di essermi ritrovato nelle carceri belghe fu una cosa completamente fuori programma rispetto a quelle che erano le aspettative iniziali. C'era tanta paura: avendo all'epoca 17 anni ed essendo minorenne ti vengono i brividi tutte le volte che ci ripensi. Perché è una cosa senza senso partire per vedere una partita di calcio e ritrovarti praticamente in una guerra. Avevo anche il timore di non poter far rientro a casa, senza sapere quello che effettivamente era accaduto perché fui "arrestato" prima della caduta del muro".

Come fu prelevato e portato in carcere ?

"Eravamo nel settore Z. Eravamo entrati dentro lo stadio con un sentore abbastanza strano. Lo stadio era fatiscente, con delle reti, come quelle che usiamo per le galline, che ci dividevano da questa orda di gente per lo più ubriaca. La preoccupazione fu subito molta. Però quando sei a una festa dello sport tendi a minimizzare tutto. Quindi, io e mio fratello Enrico, che era il mio "tutore" quella sera, abbiamo preso posto ognuno con i propri amici a due scaloni di distanza. Quando cominciò tutta la confusione, con gli inglesi che avevano iniziato a tirarci le cose addosso, mi resi subito conto che non si andava più dove si voleva, ma dove la folla ci portava. Nell'indietreggiare con cinquemila persone, ti ritrovi alzato venti centimetri da terra e di conseguenza segui l'onda e la corrente. Fui fra le uniche venti, trenta persone ad avere la fortuna di attraversare la rete che divideva i gradoni bassi dalla pista di atletica. Su questa pista c'erano solamente tre poliziotti che ci guardavano e non agivano. Anzi, cercavano di tenerci dentro il settore. Penso di essere stato uno degli ultimi a passare di lì e, invece di andare sotto alla tribuna che stava alla nostra destra, dove c'erano gli spogliatoi della Juventus, i giornalisti etc., andai verso l'altra curva. Perché ? Dentro di me, ho questo flash, mi ricordavo che due anni prima eravamo stati ad Atene ed avevo conosciuto alcuni club di Fucecchio e di Capannori. Lì per lì mi prese questa vana speranza che qualcuno mi notasse. Andai sotto all'altra curva e mi scambiarono per un facinoroso e dopo trenta secondi mi presero per il braccio e mi portarono fuori fino al furgoncino della Polizia e mi ammanettarono. Fu dei momenti in cui ebbi più paura perché, quando partimmo, ero con due inglesi. II furgoncino partì a velocità elevata e, essendo in un Paese straniero, mi chiesi: "Dove ci portano" ?. Lì mi passò la vita davanti agli occhi. Ebbi la sensazione che ci portassero in campagna per spararci un colpo. Non sapevo proprio dove sarei finito. Arrivati in gendarmeria, mi tolsero tutto il poco che avevo. Aveva tutto mio fratello, documenti compresi, mentre io avevo le sciarpe, le sigarette e poco altro. Mi collocarono in una cella, non di quelle chiuse, ma di quelle con le sbarre aperte con gli inglesi accanto. E lì ci passai praticamente più di metà nottata".

Gli Inglesi che erano con lei come si comportarono ?

"Nella camionetta eravamo in uno spazio di mezzo metro quadrato per cui stavano tranquilli anche perché avevamo delle manette speciali molto strette. Arrivati in cella, mi ricordo che mi sputarono quasi tutta la sera. Ad un certo punto mi addormentai ripiegato su me stesso. Mi svegliai quando mi chiamarono per aprire la cella perché cominciavano a portare i sacchi neri con dentro le sciarpe insanguinate della Juventus. Da lì cominciai ad avere il sentore che fosse successo qualcosa di molto grave. Chiesi ad un gendarme, sapendo il francese, cosa fosse accaduto e la sua risposta fu abbastanza granitica perché mi riferì che c'erano stati degli incidenti gravi e poi mi disse addirittura "che te ne frega ? Tanto avete vinto". Fondamentalmente della gravità degli incidenti lo seppi in una fase successiva. I gendarmi mi interrogarono fino a verso le 2 di notte e mi promisero che mi avrebbero riaccompagnato in hotel a 180 chilometri da Bruxelles, ma fui sbattuto fuori intorno alle 4. Da lì riuscii in qualche modo a raggiungere la stazione ferroviaria che era chiusa visto che apriva alle 6 e lì davanti c'erano cinquecento inglesi sdraiati. Perciò buttai via le sciarpe, ma poi sentii parlare italiano. Da lì cominciò un'altra storia perché un giornalista de La Stampa e altre due persone mi portarono in giro a rifocillarmi e mi raccontarono un po' quello che era successo, anche se loro non avevano la percezione del numero dei morti. In tutto questo pensavo solamente a uscire velocemente dal Belgio. Sapevo che mio fratello potesse essere in pensiero perché non mi trovava più. La mia priorità, però, era di andare via, uscire dal Belgio e vedere cosa sarebbe successo. Quando aprì la stazione, il giornalista mi pagò il biglietto fino in Lussemburgo".

E suo fratello Enrico ?

"Mio fratello se l'è vista molto peggio di me perché fin dall'inizio non mi trovava più. Dovette guardare praticamente quasi tutti i morti per vedere se mi riconosceva tra quelli fuori dello stadio. Poi fu portato in ambasciata e gli furono dati dei calmanti. Ha vissuto male tutta la situazione anche perché, oltre a essere responsabile di un fratello minore, non sapeva che dire ai miei genitori che videro cosa stava succedendo in diretta al maxischermo nella discoteca di Castelfiorentino. Tornarono a casa e cominciò la loro odissea nel telefonare al consolato, all'ambasciata. Enrico diceva loro che non ero nella lista dei morti, né in quella dei feriti gravi e che non sapeva dove cercarmi. Alla fine venne fuori che io ero l'unico italiano "arrestato" prima della partita e senza motivo. Ci rivedemmo due giorni dopo a casa".

Come fece ad avvisare i suoi genitori ?

"La mattina dopo riuscii a telefonare dal Lussemburgo mentre i miei genitori stavano andando all'aeroporto di Pisa per volare in Belgio, convinti di ritornare con una bara. Fu una cosa abbastanza buffa perché, mentre mia madre scendeva per andare a comprare i biglietti e mio padre andava a parcheggiare, la Polizia dello scalo di Pisa chiamò i signori Carpitelli per dare loro una comunicazione. I poliziotti si avvicinarono a mia mamma, le dissero che avevo chiamato a casa e che stavo bene. A casa c'era un'amica di famiglia a rispondere alle chiamate. Mamma si mise a piangere per l'emozione, babbo entrò in aeroporto in un momento successivo e, vedendo mia madre piangere, inizialmente pensò al peggio. Poi presi il treno dal Lussemburgo e tornai a Firenze dove mi venne a prendere mio padre".

Come fu il ritorno a casa ?  E, poi, ha più rimesso piede in uno stadio ?

"Mia madre di colpo era invecchiata di venti anni. Mi immagino quello che passarono i miei familiari. Forse, tra tutti e quattro, io fui quello a vivere meglio questa vicenda perché sapevo dove ero e di essere vivo. Magari non potevo avvisare, però ero abbastanza sveglio perché in certe situazioni te la devi saper cavare. Forse incise anche il fatto di non aver vissuto direttamente la tragedia nel suo essere, cioè il muro caduto ed i morti in terra. La paura ci fu soltanto all'inizio e quel fatto di essere riuscito a sfuggire subito, e di non essermi reso conto di quello che era successo, sicuramente mi aiutò a superare la tragedia. Infatti, in seguito sono sempre andato a vedere tutte le finali di Champions League della Juventus. Andai da solo a Monaco, ad Amsterdam... Mio fratello ha sofferto notevolmente, anche attacchi di panico. Non ha voluto più frequentare posti dove c'è tanta folla, come per esempio i concerti. È sicuramente rimasto traumatizzato da questa cosa. Considera che al ritorno al pullman fissato per mezzanotte mancavamo in due: io ed il pratese Bruno Balli, che morì. Mio fratello visse quest'esperienza con Otello Lorentini che aveva perso il figlio Roberto. All'ambasciata si facevano coraggio insieme".

Negli anni ci sono state delle iniziative tra Juventus e Liverpool e la tifoseria dei "Reds" invocò a chiare lettere l'"amicizia". Che ne pensa ?

"Credo che nella vita tutti abbiano l'opportunità di potersi rifare. Sarebbe sbagliato fermarsi al primo errore e condannare definitivamente uno per tutta la vita per quello che ha fatto. A Bruxelles ci fu una sottovalutazione molto più ampia. Si sapeva che gli inglesi si ubriacavano e che quindi perdevano il controllo, ma io credo che ci siano state enormi responsabilità dall'Uefa a scendere. Gli hooligans andavano fermati prima e non andavano probabilmente neanche dati i biglietti. lo sarei rimasto a casa perché quei biglietti comparvero all'improvviso nelle agenzie di viaggio. Non so se un giorno ci sarà mai una pacificazione. Quello che fanno a livello istituzionale fra i dirigenti conta relativamente. Non ce l'ho neanche tanto con loro anche se, mi raccontava mio fratello, che lan Rush, che poi venne a giocare a Torino, dal pullman alzò il dito medio nei confronti di coloro che erano giù e che stavano subendo le pene dell'Inferno fuori dallo stadio. lo personalmente non ho risentimenti perché guardo al calcio come a una sorgente di vita, a una passione, ad una fede spropositata che ho, ma mi fermo lì".

Soprattutto a Firenze, ma anche in altri stadi, molti offendono la memoria delle vittime dell'Heysel. Cosa ne pensa ? Cosa dovrebbero fare le società ?

"Quelli sono imbecilli a prescindere. Le società ? Fanno poco o nulla perché c'è questo sub-accordo tra società e tifosi in cui l'una ha bisogno degli altri. Quindi difficilmente c'è una chiara presa di posizione. Tornando agli imbecilli, credo che sull'imbecillità delle persone ci si possa fare ben poco. Devi sperare che ce ne vadano sempre meno allo stadio. In Italia manca la cultura sportiva. Già quando si va a vedere le partite delle giovanili, la domenica è un vero manicomio mentale a partire dai genitori. I figli sono il meno, ma apprendono dai loro genitori questa "educazione" che è vera e propria ignoranza, cattiveria verso l'altro. Il calcio c'entra, comunque, poco: questi andrebbero a far danni ovunque, in birreria, ad un concerto etc. Quando hai in mente l'antagonismo non puoi essere ottimista e altruista. lo ho tanti amici in Curva Fiesole e sono persone che hanno vissuto e che sanno cosa sia l'amicizia. Purtroppo ci sono tante altre persone che si sfogano negli stadi e sui social. lo, sinceramente, non me la sento di litigare per il calcio. Ok lo sfottò, ma finisce lì. Di andare oltre, con tutti i problemi che ci sono, ne faccio volentieri a meno".

Tornando a quella sera, cosa pensa di quella Coppa e dei festeggiamenti ?

"Prima di tutto, non la sento una coppa vinta. L'unica coppa che sento di aver vinto è quella di Roma contro l'Ajax nel 1996. Credo che quella sera sia stata architettata una cosa per non creare ulteriori problemi di ordine pubblico. Avendo vissuto la situazione al di fuori dello stadio prima della partita, non voglio neanche immaginarmi cosa sarebbe successo lasciando migliaia di persone di contrapposte fazioni a giro per Bruxelles. Gli inglesi non so neanche se ce la facevano fisicamente a guardare il secondo tempo per come erano conciati e credo che non avrebbero più potuto fare ulteriori danni. Il fatto di aver giocato quella partita fu una decisione presa da tutti gli organi federali, forse l'unica giusta. La coppa è insanguinata ed io, se fossi stato in Giampiero Boniperti, l'avrei lasciata lì. La Juventus, successivamente, ha peccato di insensibilità nei confronti di chi subì quella tragedia. Mi è sembrato molto strano che all'epoca, da parte della società, non ci sia stata un'attenzione maggiore verso le famiglie".

Questa esperienza come l'ha segnata nella vita ?

"Ti segna anche negli atteggiamenti, soprattutto inconsapevolmente. Te ne rendi conto sempre a posteriori di come ti comporti e di come ti atteggi. C'è sempre un po' di paura e un po' più di attenzione verso certe cose. Alla fine è tutta una crescita e la crescita avviene attraverso anche i traumi e le cose negative. Queste sono delle situazioni, se riesci fortunatamente ad uscirne vivo come successe a me ed a mio fratello, che comunque ti accompagnano in maniera dolorosa, ma che ti fanno anche superare in maniera più facile certi aspetti e certe situazioni che poi ti ritrovi difronte. E questo perché, comunque, hai passato un qualcosa di indelebile che è molto, molto peggio e molto più forte".

Domani la finale tra Real Madrid e Liverpool. Per chi simpatizzerà ?

"Penso che a livello calcistico il Real sia superiore e mi farebbe piacere veder vincere una squadra diversa. Non ho risentimenti nei confronti del Liverpool, soprattutto verso i suoi giocatori che non c'entrano nulla con ciò che successe quella sera. Che vinca il migliore e che la successiva la vinca la Juventus".

25 Maggio 2018

Fonte: Chiantisette - Val D’Elsasette

ARTICOLI STAMPA e WEB 25 MAGGIO 2018 

Gli incidenti prima della finale di Coppa dei Campioni del 1985

La furia cieca dei Reds e il rosso del sangue

di Marco Gargini

CASTELFIORENTINO - Tutto ad un tratto fu il caos. Un boato, una nube di polvere, le grida di dolore, le urla ed i pianti di donne e ragazzini. Nell'aria l'odore acre della polvere che, misto a quello del sangue, ti prendeva la gola e te la stringeva come un cappio, lasciandoti senza respiro e facendoti morire, dentro o proprio fisicamente. Tutto intorno macerie e morte, morte e macerie. No, non era scoppiata una bomba. O, meglio, un ordigno innescato da ore c'era ed era la orda barbarica inglese, "Reds" come il sangue che di lì a poco avrebbero fatto versare. Una vera bomba, una mandria di bestie imbufalite e accecate da litri e litri di alcol che, oscillando avanti e indietro, aveva fatto cadere giù la rete che divideva la frontiera tra hooligans britannici e resto del mondo e che, col proprio peso sommato a quello dei loro nemici rei di condividere la stessa passione, ma di avere la divisa di un altro colore, aveva fatto crollare un intero settore dello stadio. 39 persone morirono quella sera. 39, di cui 2 minorenni (l'aretina Giuseppina Conti di 17 anni ed il piccolo Andrea Casula che ne avrebbe compiuti 11 a Ferragosto). 32 erano cittadini italiani e 3 di questi erano di fede interista (Nino Cerullo, Mario Ronchi e Tarcisio S alvi), all'Heysel per onorare quel valore primario chiamato amicizia. Quattro erano belgi, due francesi ed uno nordirlandese, quest'ultimo nemmeno tifoso di calcio. 39 vite spezzate, 39 famiglie distrutte. Oltre 600 i feriti. Ma molte altre persone, vittime di quella follia, portano ancora i segni di quella sera, indelebili nel profondo dell'animo. Ferite che, a 33 anni di distanza, ancora non riescono a cicatrizzarsi. Era il 29 maggio 1985 ed il mondo del calcio non sarebbe stato più lo stesso. Allo stadio Heysel era in programma la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Andò in scena una delle pagine più vergognose della storia del tifo. Andò in scena una delle pagine più vergognose della storia del calcio. Andò in scena una guerra che ancora oggi è una ferita decisamente aperta.

25 maggio 2018

Fonte: Chiantisette - Val d'Elsasette

ARTICOLI STAMPA e WEB 25 MAGGIO 2018 

CERIMONIA

Reggio ricorda i 39 caduti dell’Heysel

di Romano Zampineti

Si è svolta, nel parco di fronte allo stadio Mirabello, a Reggio Emilia, la commemorazione della tragedia del 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, durante la finale di Coppa dei campioni tra la Juventus e il Liverpool, dove sono morte 39 persone tra cui il reggiano Claudio Zavaroni. Hanno partecipato il presidente della Provincia Gianmaria Manghi, il deputato Andrea Rossi, il presidente della Fondazione dello sport Mauro Rozzi, Armando Addona della Filef, Angelo Zanetti, presidente di Orgoglio Reggiano e molti rappresentanti dello Juventus club sparsi in Italia. È stato letto un messaggio scritto dal presidente della Juventus, Andrea Agnelli, e ha suscitato profonda commozione la lettura dei nomi dei 39 angeli tragicamente scomparsi. Era presente la mamma di Zavaroni e, alla fine, la presidentessa del Comitato Iuliana Bodnari ha ringraziato commossa i presenti.  L’unico rammarico è stato la non presenza di rappresentanti del calcio giovanile e non ma il Comitato sta lavorando per varie iniziative con le scuole di Reggio Emila, in modo particolare il Bus, e iniziative annuali con la biblioteca di Santa Croce di Reggio: si spera che possa partire un progetto per far capire ai giovani l’importanza del fairplay fra le varie tifoserie di ogni sport. (Video di Enrico Rossi)

25 maggio 2018

Fonte: Gazzetta di Reggio

ARTICOLI STAMPA e WEB 25 MAGGIO 2018 

33° ANNIVERSARIO

Domenica il ricordo della tragedia allo stadio Heysel

REGGIO EMILIA - Si svolgerà domenica alle 10.30, al parco di via Matteotti, la tradizionale commemorazione in memoria delle vittime dello stadio Heysel di Bruxelles. Davanti al monumento eretto in loro ricordo. In quella tragedia, di cui ricorre il 33esimo anniversario, persero la vita 39 persone che stavano assistendo alla finale tra Juventus e Liverpool in Coppa dei Campioni. Fra le vittime anche un reggiano, Claudio Zavaroni, morto due giorni prima del suo compleanno. "Cercò in tutti i modi di mettere in salvo altre persone ricordano gli organizzatori della commemorazione, il "Comitato per non dimenticare Heysel" ma fu travolto. Al suo rientro avrebbe dovuto inaugurare il suo studio, che diventò purtroppo la sua camera ardente. La mamma Adele e la zia Lella sono sempre con noi fin dalla prima commemorazione, la nostra città dovrebbe esserlo di più". La commemorazione organizzata dal comitato e dalla sua presidente, Iuliana Bodnari, inizierà nel parco di via Matteotti alle 10.30 con le note dell’Inno Nazionale. Dopo il benvenuto della Bodnari e un minuto di silenzio in ricordo delle vittime, interverranno il presidente della Provincia Giammaria Manghi e Andrea Rossi: sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, deputato del Pd e tifoso juventino dichiarato. In una mattinata caratterizzata da musica, poesia e riflessioni saranno tanti i rappresentanti dei club juventini a prendere la parola. Oltre che dai vari quartieri della città e dai paesi della provincia, verranno infatti anche da Bologna e Ladispoli. "La tragedia di Heysel – conclude il comitato – dovrebbe insegnarci che si deve far di più, abbiamo tutti questo obbligo morale".

25 maggio 2018

Fonte: Gazzetta di Reggio

ARTICOLI STAMPA e WEB 25 MAGGIO 2018 

Codogno, ultimata la bretella di via Collodi: nuovo collegamento per il rione

Ultimo intervento prima dell'apertura al transito di auto, pedoni e ciclisti, ognuno con la propria corsia.

Codogno (Lodi), 25 maggio 2018 - Asfalto posato e finalmente la "bretella" che collega via Collodi a viale Resistenza, al rione Don Bosco, è pronta: ieri, finalmente, gli operai della ditta appaltatrice hanno effettuato l'ultimo intervento prima dell'apertura al transito di auto, pedoni e ciclisti (ognuno avrà la propria corsia) che avverrà la settimana prossima dopo la posa della segnaletica orizzontale. Per le macchine, la nuova strada sarà a senso unico verso via Collodi. Una particolarità: il nuovo percorso non ha ancora un nome, ma il sindaco Francesco Passerini vorrebbe intitolarla alle vittime dell'Heysel, a ricordo della strage del 1985 allo stadio di Bruxelles prima della partita di calcio Juventus e Liverpool.

25 maggio 2018

Fonte: Ilgiorno.it

ARTICOLI STAMPA e WEB 25 MAGGIO 2018 

La ricorrenza domenica 27 maggio in zona Mirabello

"Per non dimenticare Heysel"

Ecco la commemorazione reggiana

Il "Comitato Per Non Dimenticare Heysel" di Reggio Emilia ha organizzato, per la giornata di domenica 27 maggio, l'annuale commemorazione della tragedia allo Stadio Heysel di Bruxelles, dove persero la vita 39 persone, travolte dagli hooligans al seguito del Liverpool. Una tragedia non solo juventina ma di tutti gli sportivi, in occasione della finale di Coppa dei Campioni del 29 maggio 1985. L'inizio della cerimonia alle ore 10.30, davanti al monumento a loro dedicato dallo scultore fiammingo Gido Vanlessen, nel parco dì Via G. Matteotti in zona Mirabello; vi sarà la partecipazione di autorità locali, famigliari delle vittime (sarà presente la famiglia di Claudio Zavaroni, vittima in quella tragedia e che al momento del secondo attacco degli hooligans stava aiutando persone a mettersi in salvo quando a sua volta fu travolto) e amici reduci dì quella carneficina. Un modo per riunirsi e ricordare 39 angeli (32 italiani, 4 belgi, 2 francesi e un tifoso irlandese), ribadendo con forza la condanna ad ogni forma di violenza.

26 maggio 2018

Fonte: La Voce

ARTICOLI STAMPA e WEB 26 MAGGIO 2018 

Venerdì 25 maggio 2018

Commemorazione a Cherasco 39 vittime dell’Heysel

di Cinzia Fresia

Venerdì 25 maggio, alle 19.30 ha avuto luogo la commemorazione dei 39 caduti dell’Heysel a Cherasco, presso il Monumento 39 vittime, situato dietro al Santuario del Santo Rosario, nel giardino della Madonnina. La celebrazione è un appuntamento sacro per noi juventini al quale non possiamo mancare. Una tiepida giornata di sole, ha fatto da cornice ad un evento breve ma dalle emozioni intense. La serata organizzata dall’amministrazione comunale, dai gruppi e associazioni di tifosi, è stata profonda e commovente, 30 minuti bastano per ricordare quella terribile tragedia, che ogni singolo juventino si porta dentro. Mi hanno colpita e sinceramente emozionata le parole di Gianluca Pessotto, come rappresentante della società Juventus, il quale ricordando l’immane tragedia, ha sostenuto che il fatto non debba essere di pertinenza esclusiva dei tifosi della Juventus, ma di appartenenza collettiva assoluta. Eppure, sempre a dire di Pessotto, si viene ancora derisi, e in certi stadi succede anche di peggio. Toccante il discorso del dirigente della Juventus che ha esposto in modo pacato e sincero il nostro stato d’animo, che è anche il suo, e altrettanto della Società. Importante l’oratoria di Beppe Franzo, leggendario presidente dell’associazione Quelli di Via Filadelfia 88, sempre in prima linea in difesa delle 39 vittime ha annunciato per martedì 21 maggio 2018 l’inaugurazione di una piazza dedicata ai caduti Heysel finalmente a Torino. Alle 20 la funzione finisce, è il tramonto, il cielo si tinge di riflessi dorati, uno sventolare di bandiere bianconere ci saluta dandoci appuntamento al prossimo anno, e con gli occhi lucidi io torno a casa. Il blog di Alessandro Magno, ricorda la celebrazione al Monumento 39 vittime dell’Heysel a Reggio Emilia - Stadio Mirabello domani domenica 27 maggio 2018, organizzato dal Comitato "Per non dimenticare Heysel".

26 maggio 2018

Fonte: Ilblogdialessandromagno.it

ARTICOLI STAMPA e WEB 26 MAGGIO 2018 

Juventus-Liverpool, Reggio Emilia ricorda le 39 vittime dell'Heysel

di Romano Zampineti

Si è svolta, nel parco di fronte allo stadio Mirabello, a Reggio Emilia, la commemorazione della tragedia del 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, durante la finale di Coppa dei campioni tra la Juventus e il Liverpool, dove sono morte 39 persone tra cui il reggiano Claudio Zavaroni. Hanno partecipato il presidente della Provincia Gianmaria Manghi, il deputato Andrea Rossi, il presidente della Fondazione dello sport Mauro Rozzi, Armando Addona della Filef, Angelo Zanetti, presidente di Orgoglio Reggiano e molti rappresentanti dello Juventus club sparsi in Italia. È stato letto un messaggio scritto dal presidente della Juventus, Andrea Agnelli, e ha suscitato profonda commozione la lettura dei nomi dei 39 angeli tragicamente scomparsi. Era presente la mamma di Zavaroni e, alla fine, la presidentessa del Comitato Juliana Bodnari ha ringraziato commossa i presenti. (Video di Enrico Rossi)

27 maggio 2018

Fonte: Gazzetta di Reggio

ARTICOLI STAMPA e WEB 27 MAGGIO 2018 

ESCLUSIVA TJ Appello di Bodnari, presidente "Per non dimenticare l'Heysel Reggio Emilia":

"Invito tutti alla commemorazione "Grazie alla Juve salvato

il monumento, Andrea Agnelli l'unico che ci è vicino"

di Mirko Di Natale

Si dice che una persona muore soltanto nel momento in cui non vive più nel cuore di chi lo ricorda. Quella sera di fine maggio, che doveva essere il culmine di una manifestazione sportiva, si trasformò invece nella più triste delle tragedie che noi tutti oggi ricordiamo come "Strage dell'Heysel". Quei 39 angeli che ora, da lassù, guarderanno e proteggeranno tutti i loro cari.

In occasione del trentatreesimo anniversario da quel 27 maggio 1985, la nostra redazione ha contattato telefonicamente Iuliana Bodnari, presidente e fondatrice del comitato "Per Non Dimenticare l'Heysel Reggio Emilia", che ci spiega le iniziative di quest'anno per la commemorazione delle vittime: "Invito qualsiasi persona voglia partecipare alla cerimonia che si terrà oggi, a partire dalle 10.30, a Reggio Emilia nel parco che è di fronte allo stadio vecchio di nome "Mirabello" e l'unica tribuna ancora presente è dedicata alla nostra vittima reggiana Claudio Zavaroni. Sua mamma, di 83 anni, nonostante qualche acciacco è sempre presente. Durerà fino a mezzogiorno, poi bisognerà lasciare il parco pulito e, purtroppo, segnalo che una volta dei vandali hanno buttato giù una stele. È stato l'unico atto di vandalismo mai accaduto, è stato un evento molto triste".

Per chi non conoscesse che cosa sia, ci puoi raccontare la stele e da cosa è costituita ?

"Siamo molto fortunati a ricevere il monumento che è stato realizzato dallo scultore fiammingo Vanlessen e costituito da 39 steli, che rappresenta le bandiere dell'Irlanda, della Francia, del Belgio, i colori del Liverpool, dell'Italia. La tragedia è di tutti, non è stato soltanto lo juventino ad essere colpito. Era stato concepito per rimanere al chiuso in quanto è molto fragile, non all'aria aperta".

Quando è stato concepito quel monumento? In che anno è nato ?

"In occasione dei mondiali del '90 giocati in Italia, Vanlessen lo aveva presentato come progetto culturale. Alcuni amici hanno fatto la richiesta di acquistarlo e di poterlo donare al comune di Reggio Emilia in quanto legittimo proprietario perché non poteva essere di proprietà di un singolo cittadino. L'anno seguente è avvenuta la partita con Paolo Rossi ed altri giocatori della Juventus, ma poi dopo si sono dimenticati di quell'opera".

Dimenticati ? In che senso ?

"Quel monumento è caduto a pezzi, non ne rimaneva niente. Nel 2005 abbiamo provato a bussare ad ogni porta, solo due anni più tardi siamo riusciti a restaurarlo. Ecco il perché siamo diventati un comitato, perché il nostro obiettivo era di proteggerlo e ci siamo riusciti. Io e Rossano, nel 2013, con i nostri risparmi gli abbiamo garantito una copertura ed ora è bellissimo. Un paio d'anni, dopo, siamo riusciti a recuperare tutta la somma investita grazie alla Juventus che non potendo darci i soldi in quanto avrebbero creato un precedente, ci ha donato il materiale firmato. Si è scatenata una gara di solidarietà incredibile, sono rimasta felice perché non l'avrei mai detto".

Paolo Rossi e i calciatori della Juventus, ma oltre a loro hai avuto il supporto di qualche personaggio famoso ?

"No, ho provato a contattare i personaggi famosi e i calciatori di quella Juventus ma l'unico che ci ascolta e fa sentire la sua presenza è il presidente bianconero Andrea Agnelli. Tutti gli anni, lui ci invia una corona di fiori ed una lettera che io leggo durante la commemorazione. È l'unico che ci ha aiutati. Una volta, a margine della partita tra Sassuolo e Juventus, abbiamo ricevuto la visita di Pavel Nedved e Fabio Paratici in compagnia di Mariella Scirea che hanno depositato una corona di fiori. Spero che qualcuno di loro potrà esserci, io non demordo (sorride ndr)".

La commemorazione avviene sempre di domenica oppure anche durante un altro giorno della settimana ?

"Scegliamo sempre la domenica per permettere ad ogni persona, che viene da lontano, di poterci essere. La programmiamo nei minimi dettagli cercando di invitare tutti coloro che vogliono partecipare: lo scrittore Nereo Ferlat che ha scritto il libro "L' ultima curva. La tragedia dello stadio Heysel" che è ormai un punto fisso del comitato, i sopravvissuti della curva z, i politici e, quest'anno, avremo il piacere di avere il presidente della provincia e della regione. Sono orgogliosa perché ho partecipato ad altre celebrazioni ma questa è la vera commemorazione dei 39 angeli" (Omissis Programma Manifestazione).

27 maggio 2018

Fonte: Tuttojuve.com

ARTICOLI STAMPA e WEB 27 MAGGIO 2018 

Ieri il ricordo della tragedia davanti al monumento

Sciarpe, fiori e tanta commozione per l'anniversario dell'Heysel

Tante persone, sciarpe, bandiere e soprattutto commozione   attorno al monumento commemorativo ieri mattina davanti allo stadio Mirabello. Ricorreva il 33esimo anniversario della tragedia dell’Heysel. Per ricordare quel maledetto 29 maggio 1985 allo stadio di Bruxelles, durante la finale di Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool, dove sono morte 39 persone tra cui il reggiano Claudio Zavaroni. Hanno aderito all’iniziativa il presidente della Provincia Giammaria Manghi, il sottosegretario alla presidenza della Regione e onorevole Andrea Rossi, il nuovo presidente della Fondazione dello Sport, Mauro Rozzi, il numero uno della Filef Amando Addona, Angelo Zanetti della onlus Orgoglio Reggiano e numerosi club juventini d'Italia tra cui Emilia Bianconera, Juventus Club Carpi, Gattinara, Teramo, Giulianova, Bologna e Riccione. E ovviamente la presidentessa del Comitato Heysel di Reggio, Iuliana Bodnari che ha ringraziato per la vasta partecipazione anche se ha poi ha aggiunto: "L’unico rammarico è quello di non aver avuto la presenza di qualche squadra giovanile reggiana...". È stato letto un messaggio scritto dal presidente della Juventus, Andrea Agnelli e ha suscitato profonda commozione la lettura dei nomi dei 39 angeli tragicamente scomparsi. Presente tra il pubblico anche la madre di Zavaroni.

28 maggio 2018

Fonte: Il Resto del Carlino

ARTICOLI STAMPA e WEB 28 MAGGIO 2018 

La Mole Antonelliana illuminata per ricordare le vittime dell’Heysel

La Mole Antonelliana illuminata per ricordare le vittime dell’Heysel: proiettata sull’edificio una particolare scritta.

Grande attesa per domani, quando sarà possibile ammirare lo spettacolo della Mole Antonelliana illuminata per ricordare le vittime dell’Heysel. L’edificio simbolo della nostra città sarà coinvolto in una interessante iniziativa, portata avanti dall’Associazione "Quelli di… via Filadelfia". Nello specifico, sulle pareti esterne della Mole sarà proiettata la scritta "+ 39 RISPETTO", che rappresenterà l’omaggio alle 39 persone che hanno tragicamente perso la vita durante la finale di Coppa dei Campioni del 1985. Quello di martedì 29 maggio è l’ennesimo evento che riguarda l’illuminazione della Mole per occasioni speciali. In precedenza era stata utilizzata anche per ricordare la strage del Grande Torino (lo scorso 4 maggio, con una coreografia granata). Le altre iniziative in programma: Nella giornata di martedì 29 maggio sono in programma altri interessanti e importanti eventi legati a questa triste ricorrenza. Durante la mattinata, infatti, sarà intitolata una piazzetta alle 39 vittime. La zona indicata è tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino, tra i numeri civici 36 e 38. All’inaugurazione prenderanno parte la sindaca Chiara Appendino e del presidente del Consiglio comunale, Fabio Versaci. La serata sarà invece caratterizzata dal monologo "Il giorno perduto", che sarà proposto da Gianluca Favetto e da Fabio Barovero (quest’ultimo incaricato per le musiche).

28 maggio 2018

Fonte: Mole24.it

ARTICOLI STAMPA e WEB 28 MAGGIO 2018 

Torino dedica piazza a vittime stadio Heysel

di Danilo Loria

Torino dedica la piazzetta compresa tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino alle vittime dello stadio Heysel.

Torino dedica la piazzetta compresa tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino alle vittime dello stadio Heysel. La cerimonia di intitolazione domani mattina nella biblioteca civica ‘Italo Calvino’ dove, dal 29 maggio al 30 giugno, sarà esposta la mostra ‘Per non dimenticare Heysel’ di Massimo Tadolini. Alla manifestazione sono attesi il presidente del Consiglio Comunale, Fabio Versaci, il presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri, il dirigente della Juventus, Gianluca Pessotto, il presidente dell’Associazione dei famigliari vittime dell’Heysel, Andrea Lorentini e la presidente del Comitato di Reggio Emilia ‘Per non dimenticare Heysel’ Iuliana Bodnari. La tragedia dell’Heysel è avvenuta a Bruxelles il 29 maggio 1985, poco prima della finale di Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool quando persero la vita 39 persone. (AdnKronos)

28 maggio 2018

Fonte: Calcioweb.eu

ARTICOLI STAMPA e WEB 28 MAGGIO 2018 

29 maggio a Torino l’intitolazione di piazza Vittime dello stadio Heysel

Il 29 maggio 2018 alle 11, si svolgerà la cerimonia di intitolazione della piazzetta compresa tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino alle Vittime dello stadio Heysel. Nella tragedia, avvenuta a Bruxelles il 29 maggio 1985, in occasione della finale di Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool, persero la vita 39 persone. La cerimonia si terrà presso la biblioteca civica "Italo Calvino" dove, dal 29 maggio al 30 giugno, sarà esposta la mostra "Per non dimenticare Heysel", di Massimo Tadolini. Alla cerimonia interverranno il presidente del Consiglio Comunale e della commissione Toponomastica, Fabio Versaci, il presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri, il dirigente della Juventus, Gianluca Pessotto, il presidente dell’Associazione dei famigliari vittime dell’Heysel, Andrea Lorentini e la presidente del Comitato di Reggio Emilia "Per non dimenticare Heysel".

28 maggio 2018

Fonte: Quotidianopiemontese.it

ARTICOLI STAMPA e WEB 28 MAGGIO 2018 

Domani a Torino la intitolazione della piazzetta Vittime dello stadio Heysel

Tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino

Domani, martedì 29 maggio, alle ore 11, si svolgerà la cerimonia di intitolazione della piazzetta compresa tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino alle Vittime dello stadio Heysel. Nella tragedia avvenuta a Bruxelles il 29 maggio 1985, in occasione della finale di Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool persero la vita 39 persone. La cerimonia si terrà presso la biblioteca civica "Italo Calvino", dove, dal 29 maggio al 30 giugno, sarà esposta la mostra "Per non dimenticare Heysel", di Massimo Tadolini. Alla cerimonia interverranno il presidente del Consiglio Comunale e della commissione Toponomastica, Fabio Versaci, il presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri, il dirigente della Juventus, Gianluca Pessotto, il presidente dell’Associazione dei famigliari vittime dell’Heysel, Andrea Lorentini e la presidente del Comitato di Reggio Emilia "Per non dimenticare Heysel", Iuliana Bodnari.

28 maggio 2018

Fonte: Torinoggi.it

ARTICOLI STAMPA e WEB 28 MAGGIO 2018 

Una piazza intitolata e la Mole illuminata: Torino ricorda l’Heysel

di Valerio Barretta

La strage dello stadio Heysel di Bruxelles provocò la morte di 39 tifosi della Juventus, di cui 32 italiani, che erano partiti verso il Belgio per assistere alla finale di Coppa dei Campioni tra i bianconeri e il Liverpool.

Il 29 maggio 1985 non è una data qualsiasi per lo sport italiano. Men che meno per le famiglie delle 39 vittime della tragedia dell’Heysel, lo stadio di Bruxelles dove quella notte si doveva assistere a una grande sfida di calcio internazionale - la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool - e non al bagno di sangue provocato dalla carica dei tifosi inglesi contro quelli bianconeri. In occasione del 33esimo anniversario, la Città di Torino e la Juventus commemorano le vittime della strage con una serie di iniziative. Domattina, martedì 29 maggio, alle 11, verrà intitolata una piazzetta compresa tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino tra i numeri civici 36 e 38. La cerimonia si terrà presso la biblioteca civica "Italo Calvino". Oltre alle famiglie delle vittime e ai superstiti della tragedia, saranno presenti anche la sindaca Chiara Appendino e il presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci. In serata, sulla facciata della Mole Antonelliana sarà proiettata la scritta "+39 rispetto", logo nato dall’idea dell’Associazione Quelli di … Via Filadelfia", la stessa che cura anche la Giornata della Memoria per le Vittime dell’Heysel e ogni manifestazione sportiva ad essa legata. Alle 21, invece, nella Sala delle Colonne di Palazzo di Città, le vittime dell’Heysel saranno ricordate con il monologo "Un giorno perduto" di Gianluca Favetto e le musiche di Fabio Barovero. L’Heysel è tra le più grandi tragedie sportive che vede coinvolta una squadra italiana. Fu provocata dalla carica degli hooligan del Liverpool verso il settore Z, che ospitava i tifosi della Juventus. Questi ultimi indietreggiarono impauriti fino ad ammassarsi contro un muricciolo e a intrappolarsi in una morsa mortale: il muro crollò, molte persone finirono schiacciate dalle macerie, altre calpestate dalla folla. L’iniziativa del Comune segue l’inaugurazione del "Giardino Vittime dell’Heysel" a Grugliasco, risalente allo scorso anno. Del 13 maggio è invece l’intitolazione di un campo sportivo di Moncalieri a Domenico Russo, uno dei tifosi che 33 anni fa erano partiti per il Belgio per assistere a una partita e non sono mai più tornati dai loro cari.

28 maggio 2018

Fonte: Futura.news

ARTICOLI STAMPA e WEB 28 MAGGIO 2018 

Nasce a Torino la Piazzetta Vittime dello Stadio di Heysel

Alessandro DecoratoLa giunta comunale di Torino intitolerà una piazza in nome ed in memoria delle 39 vittime scomparse quel fatidico 29 maggio 1985.

Il 29 maggio 1985 si andava a disputare la finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles. Dalle 19:20 fino alle 20:30 quella che doveva essere una serata di gala per il calcio si trasformò, invece, nella strage dell’Heysel. Gli Hooligans, i famosi tifosi ultras della squadra inglese, cominciarono a muoversi verso l’anello occupato da tifosi juventini e neutri (l’anello occupato da soli tifosi juventini era esattamente di fronte a quello degli inglesi e, perciò, impossibile da raggiungere per quest’ultimi). I tifosi inglesi cercano il cosiddetto "take an end" (prendi la curva) sfondando, ad ondate, le reti divisorie. Le vittime dell’attacco si accorgono del pericolo imminente e si spostano in massa verso l’anello opposto. Le forze dell’ordine belghe, però, oppongono resistenza manganellando i tifosi dell’anello, juventini e non. La pressione, però, diventa tale da non permettere al muro divisore di reggere: chi si lanciò nel vuoto, chi cercò di scavalcare le recinzioni, chi rimase schiacciato e chi morì. A fine tragedia, i numeri registrati furono gravissimi: 600 i feriti, 39 le vittime, di cui 32 italiane. La strage dell’Heysel non è mai stata dimenticata e molti personaggi sportivi, nel corso degli anni seguenti, hanno commemorato le vittime della tragedia. La decisione di intitolare una piazza alle vittime: La giunta di Torino, nell’ultimo periodo, ha preso un’ulteriore decisione. Nel giorno del 33° anniversario della tragedia, martedì 29 maggio 2018, la città di Torino intitolerà una piazzetta in nome delle vittime. Il tratto di strada compreso tra Lungo Dora Agrigento e Strada del Fortino si chiamerà "Piazzetta vittime dello stadio di Heysel". La cerimonia si svolgerà dalle 11:00 e sarà presieduta dalla sindaca Chiara Appendino e dal Presidente del Consiglio Comunale, Fabio Versaci. Sulla Mole Antonelliana, inoltre, verrà proiettato il logo "+39 Rispetto", il quale venne creato dall’associazione "Quelli di… via Filadelfia". Alle ore 21:00, presso la sala Colonne di Palazzo Civico, le 39 vittime verranno commemorate con il monologo di Gianluca Favetto intitolato "Il giorno perduto" e con le musiche di Fabio Barovero in sottofondo.

28 maggio 2018

Fonte: Mole24.it

ARTICOLI STAMPA e WEB 28 MAGGIO 2018 


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