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REGGIO EMILIA 31-05-2026
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Cerimonia Reggio Emilia 31.05.2026
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"Monumento Per non dimenticare Heysel"
41° Anniversario Strage Stadio Heysel Bruxelles
Cerimonia Pubblica in Memoria delle 39 Vittime
Commemorazione a Cura del Comitato Per Non Dimenticare Heysel
Con la Speciale Partecipazione della Famiglia Zavaroni
Sergio Brio (Ambassador Juventus Fooball Club)


41° Reggio Emilia 2026

L’Heysel, la commemorazione

a distanza di 41 anni, a Reggio Emilia

di Vanni Zagnoli

L’Heysel, la commemorazione a distanza di 31 anni, a Reggio Emilia. Sergio Brio, oggi legend della Juventus e i giornalisti Roberto Beccantini (Corriere dello sport) e Fabio Monti (Gazzetta di Parma).

E’ stata una bella giornata allo stadio Mirabello - da reggiani neanche noi sappiamo perché si chiami così, con anche la nostra inquilina, senegalese, Mame Diarra Mbaye, 43 anni, che ci ha accompagnato assieme alla figlia Penda, 4 anni e qualche mese. In realtà mamma e figlia sono passate nel vicino campo giochi, in quel parco, si sono riaffacciate alla fine e hanno avuto in dono una sciarpa della Juventus. Noi stessi abbiamo giocato con Penda, entusiasta, sull’altalena.

BRIO RICORDA L’HEYSEL - Siamo partiti da Pieve Modolena, via Camillo Berneri, la strada zeppa di buche di cui abbiamo già parlato, arrivando tardi per raccontare in video la vita e le opere, come diciamo noi, di Sergio Brio, l’ex stopper anche di Lecce e Pistoiese, l’unico titolare della Juventus quasi mai in nazionale. Decise una finale di coppa Italia contro il Palermo, squadra oltre 40 anni fa in serie B. Bella proprio la galleria di sciarpe, il caleidoscopio delle tifoserie italiane, all’unisono sulla lapide di Claudio Zavaroni, fotografo di Reggio Emilia, fra le 39 vittime dello stadio Re Baldovino, di Bruxelles, appunto, Belgio, di quella serata maledetta del 1985, per Juventus-Liverpool, decisa da un rigore trasformato da Platini per una caduta in realtà fuori area di Zbigniew Boniek, il polacco detto il bello di notte. E anche la spinta onestamente era leggera, ma la decisione sembrava quasi restituire qualcosa alla memoria di quei tifosi, uccisi per avere semplicemente comprato il biglietto nel famigerato settore Z.

BONIEK E LA TRAGEDIA DELL’HEYSEL - Qui una nostra intervista all’allora ala sinistra con i baffi, poi mediano della Roma, quasi scudettata, con Sven Goran Eriksson, scomparso di recente, e anche presidente della federazione polacca. Fonte: Enordest.it © 14 giugno 2026 Video: Frammenti Bianconeri Channel © Fotografia: Comitato Heysel Reggio Emilia © Banner: Comune di Reggio nell'Emilia ©

Ricorrenza

Dalle sponde dell’Adda al Reggio Emilia per la

commemorazione della tragedia dell’Heysel

Nella città emiliana si trova un monumento per non dimenticare.

Domenica 31 maggio 2026 un gruppo di soci dello Juventus Club Vaprio d’Adda ha partecipato alla commemorazione del 41esimo anniversario della tragedia avvenuta il 29 maggio 1985 allo Stadio Heysel di Bruxelles al monumento di Reggio Emilia.

PER NON DIMENTICARE HEYSEL - Una delegazione dello Juventus Club Vaprio d’Adda ha partecipato, domenica 31 maggio 2026, alla commemorazione del 41esimo anniversario della tragedia dell’Heysel, avvenuto il 29 maggio 1985 a Bruxelles, recandosi al monumento di Reggio Emilia. Come ogni anno, infatti, il Comitato di Reggio Emilia "Per non dimenticare Heysel" ha organizzato una cerimonia di commemorazione in memoria delle 39 vittime. Un’occasione per tenere viva la memoria e per aumentare la sensibilità di tutti ed evitare che in futuro feste dello Sport possano trasformarsi in tragedia.

IL COMITATO E IL MONUMENTO - Il monumento di Reggio Emilia che vuole ricordare i 39 tifosi bianconeri caduti all’Heysel si trova nel parco di Via Matteotti, di fronte al vecchio stadio Mirabello, e ad appena 500 metri dalla stazione. La storia del monumento è iniziata nell’estate del Mondiale del 1990 a Verona dove la squadra belga disputava le partite del suo girone. Lo scultore fiammingo Gido Van Lessen presentò la sua opera nell’ambito delle manifestazioni culturali. Alla fine del Mondiale l’opera rimase nella città scaligera per poi essere ceduta. Approdò così a Reggio Emilia dove fu acquistata e donata al Comune. La messa in dimora ebbe luogo nel 1991 e, per l’occasione, venne organizzata una partita di calcio tra Reggiana e Juventus. Dopo un periodo di oblio nacque il Comitato Per Non Dimenticare Heysel. Il monumento è stato restaurato e la prima commemorazione fu celebrata il l’1 novembre 2008. Iuliana Bodnari è la presidente del Comitato. Fonte: Primalamartesana.it © 3 giugno 2026 Video: Frammenti Bianconeri Channel ©

LA CERIMONIA

Heysel, gli Juventus Club di Reggio Emilia ricordano

le vittime (Tra loro c’era il reggiano Claudio Zavaroni)

Al Mirabello davanti al monumento che ricorda la tragedia allo stadio di Bruxelles del 29 maggio di 41 anni fa.

Reggio Emilia Nel giorno in cui il fotografo reggiano Claudio Zavaroni avrebbe compiuto 70 anni, il Comitato Per non dimenticare Heysel di Reggio domenica ha ricordato le 39 vittime innocenti della follia omicida degli hooligans del Liverpool, morte il 29 maggio di 41 anni fa allo stadio Heysel di Bruxelles. Alla presenza dell’ex difensore della Juventus Sergio Brio, che in quella maledetta sera era in campo, della presidente della Fondazione dello Sport di Reggio, Valeria Prampolini, dei rappresentanti di numerosi Juventus Club arrivati da tutta Italia, e del coordinatore del tifo organizzato bianconero, Eugenio Isola, il Comitato ha ribadito il proprio impegno nel mantenere viva "una memoria che appartiene a tutti e rappresenta da anni un appuntamento di forte valore civile. Il ricordo è come una fiamma che illumina a perenne memoria e la mantiene viva - ha ribadito la presidente Iuliana Bodnari. Ogni anno questa fiamma si riaccende grazie a persone che scelgono di esserci. Quando le luci si spengono e il silenzio cala, è in quel momento che bisogna mantenere ciò che si è promesso e noi continueremo a fare i custodi della memoria, perché nessuna persona è morta finché vive nel cuore di chi resta". Insieme alle altre 38 vittime, è stato ricordato il tifoso reggiano morto a 29 anni: Claudio Zavaroni era nato a Cervarezza il 31 maggio del 1956 e proprio ieri sarebbe stato il suo compleanno. Quel maledetto 29 maggio 1985 furono trascinate nel baratro della disperazione 39 famiglie che videro tornare i loro cari in una bara. Fonte: Gazzettadireggio.it © 1 giugno 2026 Video: Frammenti Bianconeri Channel ©

Heysel, il tragico tunnel dal quale non riusciamo a uscire

di Roberto Beccantini

Per la rubrica "L'angolo del Beck", Roberto Beccantini torna su una delle pagine più dolorose della storia del calcio europeo: la tragedia dell'Heysel. A quarant'anni di distanza, il ricordo delle 39 vittime non è soltanto un dovere della memoria, ma un monito contro la violenza e l'odio che continuano ad affiorare dentro e fuori gli stadi. Un viaggio per comprendere quanto quella ferita sia ancora aperta.

"Ricordare è dimenticare". Lo hanno scritto fior di scienziati, non semplici orecchianti. Ma sulla strage dell’Heysel non si può patteggiare né tergiversare. Accadde a Bruxelles il 29 maggio 1985, poco prima che cominciasse la finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus. Era una giornata di caldo torrido. Nel settore Z, l’assalto feroce di hooligan ubriachi provocò la morte di 39 spettatori, quasi tutti tifosi juventini. Quasi, ma non tutti. Una tragedia resa ancora più grave dall’inadeguatezza della polizia belga, impreparata e incapace di contenere la violenza.

UNA PARTITA GIOCATA SOPRA IL DOLORE - In un’epoca senza telefoni cellulari e senza la diffusione immediata delle notizie, la gravità di quanto stava accadendo non riuscì a propagarsi all’esterno dello stadio o negli spicchi circostanti. Si giocò comunque. Per ordine di "un ordine pubblico" ormai violentato. La Juventus vinse 1-0 grazie a un rigore trasformato da Michel Platini, assegnato per un fallo su Zbigniew Boniek commesso fuori area. Molto si discusse del comportamento dei giocatori, che festeggiarono sul campo e, al ritorno in Italia, "non nascosero" il trofeo, contrariamente a quanto aveva suggerito Candido Cannavò, direttore della Gazzetta dello Sport. Fu Giampiero Boniperti, allora presidente della Juventus, a opporsi con una "fede" ossessiva. La sua convinzione era semplice e dolorosa: "Se lo occultassimo, vorrebbe dire che il sangue dei nostri è stato versato invano".

QUARANTUNO ANNI DOPO - Sono trascorsi quarantuno anni. La lezione, paradossalmente, sembra aver giovato più ai carnefici che alle vittime. Il calcio inglese ha saputo riformarsi e ripulirsi; quello italiano molto meno, o comunque non quanto sarebbe stato lecito attendersi. Ne è una prova quanto accaduto nel derby della Mole del 24 maggio scorso, terminato 2-2. Era l’ultima giornata di campionato, come avveniva contemporaneamente in Premier League. Nell’isola, tutti insieme appassionatamente. Uno spettacolo. Nella penisola, un disastro. Riassumo dalla cronaca dei giornali: all’esterno dello stadio Olimpico-Grande Torino, incidenti tra tifosi, uno juventino ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato colpito da un oggetto contundente, un trauma cranico, un intervento chirurgico d’urgenza e una prognosi riservata. Poi le indagini, gli arresti e i fermi.

LA STESSA MICCIA DELL’ODIO - L’immagine di Manuel Locatelli che dialoga con la curva juventina per evitare l’invasione del campo mi ha riportato alla mente gli appelli lanciati quella sera dai capitani Phil Neal e Gaetano Scirea. Anche allora si cercava di impedire che una folla sconvolta e impaurita si lasciasse trascinare dalla vendetta. Qualcuno obietterà: allora ci furono 39 morti, oggi no. È vero. Ma la miccia è la stessa: l’odio, il disprezzo per l’avversario, la convinzione che l’altro sia un nemico da combattere anziché un rivale da rispettare. È troppo facile dire: "Questi sono". La verità è più scomoda: "Questi siamo". Ricordare non cambia ciò che è stato, ma può contribuire a migliorare ciò che sarà. Per questo ho trovato bellissimo - concedetemi il termine, nonostante il peso della ricorrenza - che a Reggio Emilia, grazie all’impegno instancabile di Iuliana e Rossano, sia stata intitolata una via a Claudio Zavaroni, il giovane fotografo reggiano che quel maledetto mercoledì fu infinitamente più sfortunato di me.

HEYSEL: 39 CROCI CHE PARLANO ANCORA - L’Heysel resta una ferita profonda. Una ferita che attraversa la memoria collettiva e continua a interrogare le coscienze di chi, direttamente o indirettamente, contribuì a quella tragedia. Sottrarre l’Heysel all’oblio significa respingere la tentazione indecente, sempre presente, di metterci una pietra sopra. Significa ricordare che il passato non può essere cancellato e che la memoria è l’unico antidoto contro il ritorno degli stessi errori. Perché, in fondo, una domanda resta inevitabile: forse trentanove croci non bastano ancora ? Fonte: Sportdelsud.it © 1 giugno 2026 Fotografia: Comitato Heysel Reggio Emilia ©

Per non dimenticare Heysel

di Iuliana Bodnari

Domenica 31 maggio 2026 Comitato dl Reggio Emilia "Per Non Dimenticare Heysel" organizza l'evento dell'anno dedicato alle 39 vittime della tragedia avvenuta il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles. Un momento di raccoglimento e responsabilità che ci unisce nel ricordo di una delle pagine più dolorose della storia del calcio europeo. La cerimonia si terrà nel parco dl Via Matteotti davanti al monumento dedicato a loro, dalle ore 10.30. Il programma prevede la deposizione della corona inviata dallo Juventus FC, sarà nostra premura leggere la lettera inviata dal Presidente Gianluca Ferrero alla Presidente Italiana Bodnari. Brevi interventi sul significato della memoria sportiva e sull'importanza di contrastare ogni forma di violenza negli stadi del giornalista Roberto Beccantini che all'epoca dei fatti fu inviato dal giornale La Nazione. Ospite d'onore Sergio Brio Ambassador della Juventus. Sarà presente con il Gonfalone societario Eugenio Isola. Interverrà anche il Direttore del Museo IL GRANDE TORINO sig. Domenico Beccaria. Rappresentanti Juventus Official Fan Club leggeranno poesie e ci intratterrà con la sua meravigliosa voce l'amica di sempre Ella Gibertoni. Partecipano con la loro presenza al programma Jofc Gaetano Scirea Meda 1991, Jofc Roma 3^ stella, Jofc Orgoglio Bianconero Group. Ringrazio di cuore lo Jofc Paolo Montero dl Crescentino per l'amicizia. Con questa iniziativa il Comitato ribadisce il proprio impegno nel mantenere viva una memoria che appartiene a tutti , non siamo solo una organizzazione senza scopo di lucro, siamo anche un PRESIDIO MORALE. Il nostro lavoro è quotidiano, silenzioso, lontano dai riflettori, siamo custodi della memoria. Il 31 maggio Claudio Zavaroni avrebbe compiuto 70 anni, un reggiano per esempio. La memoria è un atto di Giustizia che significa riconoscere che quelle vite non furono spezzate dal destino ma da errori umani, da scelte sbagliate, da ciò che non si vuole vedere. E proprio davanti a questo monumento la memoria si fa promessa e noi del Comitato le promesse le manteniamo. La memoria è dovere, è impegno. Ai famigliari delle vittime va il nostro pensiero più profondo. Presidente Iuliana Bodnari  Fonte: Reggio Emilia e dintorni © 30 maggio 2026 Fotografie:  © GETTY IMAGES © (Not for Commercial Use) Banner: Comitato Heysel Reggio Emilia ©

REGGIO EMILIA

Reggio ricorda Zavaroni e tutti gli angeli dell'Heysel

Domenica la cerimonia in via Matteotti con Sergio Brio.

REGGIO EMILIA - Sono passati 41 anni da quel tragico 29 maggio 1985 quando, prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, il vetusto e inadeguato stadio Heysel di Bruxelles si trasformò in una trappola mortale per 32 tifosi italiani e altre sette persone (quattro belgi, due francesi e un nordirlandese). Tra le 39 vittime, c'era anche il fotografo Claudio Zavaroni, morto a 28 anni. Domenica, giorno in cui Claudio avrebbe compiuto 70 anni, come ogni anno il Comitato di Reggio Emilia "Per Non Dimenticare Heysel", guidato dalla presidente luliana Bodnari, organizza un evento in memoria delle vittime. Sarà un momento di raccoglimento e responsabilità, per ricordare una delle pagine più dolorose della storia del calcio. La cerimonia si terrà nel parco di via Matteotti, davanti al monumento dedicato alle vittime dell'Heysel. La commemorazione, dalle ore 10.30, prevede la deposizione della corona di fiori del … (NdR: parte mancante) … nomi delle vittime. Ci saranno interventi sul significato della memoria sportiva e sull'importanza di contrastare ogni forma di violenza negli stadi. Ospite d'onore, in rappresentanza della società bianconera, sarà la bandiera juventina Sergio Brio, ambassador presso la tifoseria, che in quella tragica notte di Bruxelles era … (NdR: parte mancante) … gonfalone societario. Sono previsti momenti musicali con Elisa Gibertoni e Italo Marelli, letture con Paolo Baro e Pier Paolo Lupoli, l'intervento di Domenico Beccaria, direttore del Museo granata Grande Torino, poesie con Laura Olivieri e Stefano Reggiani, le testimonianze di Armando Ragazzi e Antonio Bueti. Infine i racconti … (NdR: parte mancante) Fonte: La Gazzetta di Reggio © 29 maggio 2026 Fotografia: Comitato Heysel Reggio Emilia ©

Il "Giorno della Memoria"

di Giuseppe Giannone

L’iniziativa del Comitato di Reggio Emilia "Per Non Dimenticare HEYSEL"

Domenica 31 maggio 2026 il Comitato di Reggio Emilia "Per Non Dimenticare HEYSEL" organizza l'evento dell'anno dedicato alle 39 vittime della tragedia avvenuta il  29.5.1985 allo stadio Heysel di Bruxelles. "Un momento di raccoglimento e responsabilità che ci unisce nel ricordo di una delle pagine più dolorose della storia del calcio europeo - afferma Iuliana Bodnari, presidente del Comitato Per Non Dimenticare Heysel.  Siamo custodi di questo luogo che si chiama memoria e il nostro lavoro è quotidiano, silenzioso, lontano dai riflettori. La memoria è un atto di GIUSTIZIA, il che significa riconoscere che quelle vite non furono spezzate dal destino ma da errori umani, da scelte sbagliate, da ciò che non si vuole vedere. La memoria è dovere, è impegno. Ai familiari delle vittime va il nostro pensiero più profondo. La cerimonia si terrà nel parco di Via G. Matteotti  davanti al monumento dedicato a loro. INIZIO alle ore 10.30. Una giornata in ricordo di CLAUDIO ZAVARONI che avrebbe compiuto 70 anni. Una giornata della memoria in ricordo delle 39 persone che hanno perso la vita perché volevano vedere una partita di calcio. IN PERENNE MEMORIA 39" - conclude Bodnari. Fonte: Tuttojuve.com © 13 maggio 2026 Fotografia: Comitato Heysel Reggio Emilia ©

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