www.saladellamemoriaheysel.it   Sala della Memoria Heysel   Museo Virtuale Multimediale
Quando c'era Paolo Valenti  2013  Andrea Pelliccia
    Bibliografia     Stampa e Web     Interviste     Testimonianze     Audiovisivi     

B
I
B
L
I
O
G
R
A
F
I
A
H
E
Y
S
E
L
ANDREA PELLICCIA e ALESSANDRO VALENTI


"Zona Cesarini" di Riccardo Cucchi, 6.10.2014

Il tema comune, il filo conduttore dei racconti di Andrea Pelliccia è il calcio, quello degli Anni Ottanta: il decennio più intenso del calcio italiano, nel bene e nel male. Lo scandalo del calcio-scommesse, gli Europei in Italia, la vittoria dei Mondiali in Spagna, la tragedia dell’Heysel. E poi: la Roma di Conti e Di Bartolomei, la Juventus di Platini, il Napoli di Maradona, il Milan di Gullit e Van Basten, l’Inter dei record di Trapattoni, la Fiorentina di Baggio. Andrea Pelliccia racconta tutto questo con l’esperienza di chi riesce a unire sapientemente narrativa e sport, fantasia e realtà, ricordi personali e storie inventate.

Luglio 2013

Fonte: Amazon.it

Quando c’era Paolo Valenti

di Sonia Mammarella

E’ un tuffo negli anni ’80 e nel calcio di quegli anni quello che Andrea Pelliccia, autore di Quando c’era Paolo Valenti, e Simonetta Martellini, giornalista e figlia dell’indimenticabile Nando Martellini, hanno regalato al pubblico presente nella sala libreria della Festa Nazionale de L’Unità a Bologna. Narrativa e sport uniscono insieme gli otto racconti del libro, per metà di fantasia e per metà autobiografici. "C’è anche una compilation musicale, la mia" che passa per gli U2, i Pink Floyd, Francesco De Gregori come racconta l’autore. E ci sono eventi drammatici. Il primo brano ci porta a Marcinelle, alla strage nella miniera di Marcinelle, in un confronto a due voci che unisce insieme due punti di vista paralleli, quello dell’emigrante italiano che tifa la nazionale davanti alla tv e quello del ragazzino che segue allo stadio la partita di qualifica per gli Europei Italia-Belgio del 1980. Un altro racconto del libro offrirà probabilmente, confida l’autore, lo spunto per un film sulla strage allo stadio Heysel di Bruxelles nel 1985 in occasione del trentennale che ricorre il prossimo anno. Toni leggeri e divertenti, che qui non sveliamo, sono invece presenti ad esempio nel racconto autobiografico "Il gol non visto" nella partita Napoli-Ascoli, la prima allo stadio dell’autore da bambino. "L’affresco di un’epoca" prosegue, per merito dei due relatori, con aneddoti che legano insieme i Mondiali dell’82 e vanno indietro fino ai Mondiali del Messico 1970 e Argentina 1978, i più cari nei ricordi di Simonetta Martellini. Ed è ancora lei a raccontare, dalla parte di figlia, il triplice grido "Campioni del Mondo!" che il padre Nando regala al pubblico italiano al termine della finale Italia Germania 1982 e a descrivere l’emozione di lui nel condurre la puntata di "90° Minuto successiva alla morte di Paolo Valenti - episodio presente nell’epilogo del libro.

3 settembre 2014

Fonte: Festaunita.net

 

Fonte Immagine: Quotidiano Alto Adige Trentino

Il calcio ai tempi di Paolo Valenti

di Pietro Nardiello

Com’era il calcio ai tempi di Paolo Valenti ? Bella domanda, ma la risposta difficilmente potremo trovarla. Tutt’al più possiamo ricavarne dei pareri. "Quando c’era Paolo Valenti" è un libro dello scrittore Andrea Pelliccia, edito da Absolutely Free. L’ho presentato nei giorni scorsi a Napoli, insieme allo stesso Pelliccia e a Marco Caiazzo del quotidiano La Repubblica alla Casa di U’, una ludoteca dove da qualche mese si possono presentare anche i libri grazie al lavoro di Valentina Castellano. Sono anni difficili per le librerie che chiudono una dopo l’altra. Ma com’era il calcio ai tempi di Paolo Valenti? Sicuramente si trattava di un calcio più atteso, visto che lo si poteva vedere in tv poche volte alla settimana. Adesso c’è n’è troppo e, spesso, anche di scarsa qualità. Non sarebbe il caso di mandare su Sky anche il campionato di serie C, la salvezza del calcio, soprattutto quello delle serie inferiori, avviene soprattutto seguendo altre strade. Una proposta? Il nostro Capitano Di Bartolomei aveva le idee chiare. "E’ necessario costruire strutture adeguate dove far crescere i ragazzi". Anche di DiBa si parla nel libro di Pelliccia. Quelli degli anni ’80 erano anni in cui si poteva avere un contatto diretto e senz’altro più genuino con i protagonisti, senza troppi filtri direttamente negli alberghi o all’interno degli spogliatoi. Gli scandali di questo calcio sono rimasti tali, è vero, un tempo era il calcio scommesse ora calciopoli, ma quelli erano anni vissuti con meno assilli e più tranquillità. Calciatori meno protagonisti e giornalisti meno tifosi e più professionali. E il grande DiBa che chiedeva chiarimenti agli arbitri con le mani sempre dietro la schiena. Altri tempi che sembrano volati via per sempre. Che squallido spettacolo abbiamo assistito al termine della finale di ritorno dei play off promozione tra Frosinone e Lecce. Non c’è nulla da fare, i protagonisti del calcio non ne vogliono sapere di impegnarsi per costruire uno sport meno violento. Vergogna. Lotito e Mezzaroma conduceteci al più presto lontano da questa dimensione così mediocre.

8 giugno 2014

Fonte: Chiacchiere-granata-salerno.blogautore.repubblica.it

"Quando c'era Paolo Valenti"

Si presenta stasera al Vomero il nuovo libro di Andrea Pelliccia

Si presenta stasera a Napoli, presso la libreria U-Libreria in via Carelli 19, il volume "Quando c'era Paolo Valenti" di Andrea Pelliccia (Absolutely Free, 13.90, pp. 172). Il volume racchiude alcuni racconti basati su un tema comune: il calcio degli Anni Ottanta, il decennio più intenso del calcio italiano, nel bene e nel male. Lo scandalo del calcio-scommesse, gli Europei in Italia, la vittoria dei Mondiali in Spagna, la tragedia dell'Heysel. E poi: la Roma di Conti e Di Bartolomei, la Juventus di Platini, il Napoli di Maradona, il Milan di Gullit e Van Basten, l'Inter dei record di Trapattoni, la Fiorentina di Baggio. Andrea Pelliccia racconta tutto questo con l'esperienza di chi riesce a unire sapientemente narrativa e sport, fantasia e realtà, ricordi personali e storie inventate. Senza tralasciare una strizzatina d'occhio al suo grande amore per la musica. Nato a Napoli nel 1972, Andrea Pelliccia è laureato in Ingegneria Chimica e lavora nell'Information Technology di un’azienda del Gruppo Finmeccanica. Vive a Pozzuoli con moglie, due figli e gatta. Le sue passioni, in ordine sparso: rugby, calcio, musica rock, fantascienza. Tra i suoi libri anche Up & Under - racconti di rugby, da anni fra i best-seller dello sport.

6 giugno 2014

Fonte: Napolistyle.it

"Quando c’era Paolo Valenti" di Andrea Pelliccia

di Pietro Nardiello

"Quando c’era Paolo Valenti" è un libro edito da Absolutly Free, scritto da Andrea Pelliccia, un testo dedicato al calcio, lo sport nazionale, che merita particolare attenzione per alcuni motivi precisi. Iniziamo dal principio. Il calcio è una disciplina che, a torto o ragione, condiziona la vita di gran parte degli italiani e non solo. Le esperienze della palla rotonda e dei suoi protagonisti possono senz’altro contraddistinguere momenti ben precisi della nostra vita, sia pubblica che privata, ed è per questo che è giusto poter utilizzare un buon stile narrativo, proprio come quello di Pelliccia, per raccontare queste esperienze. Qui le storie ben distinte mettono insieme la passione per la Nazionale di calcio di emigranti in Belgio, il tifo per la Juventus, la passione per la Roma e quella per il Napoli di Maradona racchiudendo un arco temporale di tempo ben preciso che sono gli anni ottanta del secolo scorso. La colonna portante del libro è il calcio, le vicende note a tutti, gli incontri calcio che hanno fatto appassionare intere generazioni: Il Pablito Mundial, le bombe di Agostino Di Bartolomei, la vincente Juventus e il funambolico Maradona che porterà il Napoli a grandi trionfi. L’anima silenziosa, invece, sono le vicende familiari, vere o presunte tali che però appartengono ad anni vissuti nei quali in un modo o nell’altro ogni lettore può rispecchiarsi, riconoscersi, ritrovarsi. A cucire tutto questo l’abile penna di Pelliccia, capace di sorprendere positivamente chi legge questa sua nuova fatica letteraria. Ma questo libro non deve offrire solamente l’occasione per discutere sulle capacità narrative dell’autore, ma soprattutto su quanto e come il calcio, o lo sport in genere, possano diventare un argomento di discussione, conoscenza e diffusione del nostro passato, presente o futuro. Lo sport, a mio avviso, può e deve fare tutto questo. Ma da questo libro voglio prendere lo spunto per rilanciare un tema importante, lo stesso che mi suggerisce il titolo e l’ultimo paragrafo dedicato proprio a Paolo Valenti, il compianto giornalista e conduttore della rubrica Rai 90° minuto che tutti noi italiani, tifosi e non, attendevamo con ansia un’ora e mezza dopo il termine degli incontri di calcio per poter assistere alle brevi sintesi degli incontri del campionato di massima serie. Adesso c’è calcio business, calcio show, prodotto commerciale addirittura quotato in borsa. A tanti tutto questo non piace, rivendicando, utilizzo le parole di Pelliccia, "che il calcio ai tempi di Paolo Valenti era sicuramente migliore". Certo, all’epoca lo scandalo si chiamava calcio-scommesse, adesso calciopoli, quindi, conclude Pelliccia, "Trascorre il tempo ma il risultato è lo stesso". Bene, io dico che quel calcio ci piaceva di più non solo perché eravamo più giovani, così afferma Pelliccia, ma soprattutto perché tutti lo desideravamo di più. La sbornia di immagini che ci propina adesso la tv ci ha procurato una crisi di rigetto non indifferente. Questo sarebbe un tema da affrontare anche da un punto di vista sociale. Se a tutto questo ci aggiungiamo una qualità tecnica notevolmente inferiore rispetto a quegli anni, penso che la frittata è fatta.

30 marzo 2014

Fonte: Articolo21.org 

 

"Quando c'era Paolo Valenti", il libro di Andrea Pelliccia sul

decennio più intenso del calcio italiano. E il Napoli trionfava...

Ce ne sono di storie, avvenimenti, personaggi, partite da ricordare del decennio più intenso del calcio italiano. Andrea Pelliccia, ingegnere chimico napoletano, sceglie una strada nuova e originale per raccontare quegli anni, per farli rivivere a chi c'era, per farli conoscere a chi ancora non c'era o era troppo giovane per ricordare. Storie inventate e ricordi personali dell'autore si alternano e si mescolano per dare luogo, tra letteratura e memoria, tra sport e musica, a un unico grande affresco del meraviglioso calcio di quegli anni. La Nazionale che vince i Mondiali di Spagna del 1982, l'immane tragedia dell'Heysel, gli indimenticabili campioni di quegli anni. E anche tanto Napoli, squadra del cuore dell'autore, nato (sarà un caso ?) a pochi metri dallo Stadio San Paolo. "Quando c'era Paolo Valenti" segue, a due anni di distanza, l'insperato successo di un altro libro di racconti dedicati allo sport: "Up & Under - racconti di rugby".

20 dicembre 2013

Fonte: Redazione CalcioNapoli24

Il calcio di Paolo Valenti

di Massimo Grilli

Come un "Greatest Hits" di un complesso rock, una raccolta dei fatti più importanti, dei successi (e degli insuccessi) degli Anni Ottanta, scelti dall'autore come probabile metafora del calcio di una volta e di quello che sarebbe poi diventato. Una preziosa compilation, così questa raccolta di racconti è descritta in copertina, di quel decennio indimenticabile, che ci regalò tra le altre cose il Mondiale di Spagna ma anche l'infamia del primo (?) calcioscommesse, la vittoria della Juventus in Coppa dei Campioni ma anche la tragedia dell'Heysel. Con passione e gusto del racconto, l'autore fa rivivere questi piccoli o grandi eventi del calcio da persone comuni, dal professore di filosofia al tifoso napoletano impazzito per Maradona, dai poveri martiri di Marcinelle a Zio Girolamo, fiero della sua Maserati, mentre sullo sfondo si staglia netta la voce di Paolo Valenti, anche lui esponente di un'Italia (e di una televisione) che non c'è più. Il tutto accompagnato da musica d'autore (De Gregori, Pino Daniele, U2, Led Zeppelin…), come in una autentica compilation di successo.

2 ottobre 2013

Fonte: Corrieredellosport.it

Villaricca "Quando c’era Paolo Valenti", il libro

di Andrea Pellicia a "Un caffè con l'autore"

Appuntamento alla biblioteca comunale mercoledì 2 ottobre alle 17:30

VILLARICCA. Il tema comune, il filo conduttore dei racconti di Andrea Pelliccia è il calcio, quello degli Anni Ottanta: il decennio più intenso del calcio italiano, nel bene e nel male. Lo scandalo del calcio-scommesse, gli Europei in Italia, la vittoria dei Mondiali in Spagna, la tragedia dell'Heysel. E poi: la Roma di Conti e Di Bartolomei, la Juventus di Platini, il Napoli di Maradona, il Milan di Gullit e Van Basten, l'Inter dei record di Trapattoni, la Fiorentina di Baggio. L’autore, Andrea Pelliccia, racconta tutto questo con l'esperienza di chi riesce a unire sapientemente narrativa e sport, fantasia e realtà, ricordi personali e storie inventate. Senza tralasciare una strizzatina d'occhio al suo grande amore per la musica. Nato a Napoli nel 1972, Andrea Pelliccia è laureato in Ingegneria Chimica e lavora nell'Information Technology in un’azienda del Gruppo Finmeccanica. Vive a Pozzuoli con moglie, due figli e gatta. Le sue passioni, in ordine sparso: rugby, calcio, musica rock, fantascienza. "Quando c'era Paolo Valenti" segue, a due anni di distanza, l'insperato successo di un altro concept book: "Up & Under - racconti di rugby", tutt’ora ai primi posti nelle classifiche di Amazon dedicate allo sport. L’evento, come sempre sarà caratterizzato dalla lettura drammatizzata di testi scelti a cura del Collettivo teatrale diretto dal regista Lucio Michetti, Conduttore della serata, Salvatore Salatiello, con relazione introduttiva di Mauro Boccuni. In apertura saluti del Sindaco, Francesco Gaudieri, dell’Assessore alla Cultura, il Vice Sindaco Giovanni Granata con la partecipazione del Presidente di Legambiente Campania, dott. Michele Buonomo. Nel corso della serata potranno essere ammirate le opere degli artisti locali: Vincenzo Tesone, Francesco Liuzzi, Mario Giamminelli e Vittorio Musella. La prossima settimana, mercoledì 09 Ottobre, Lezioni d’Amore, un excursus filosofico del Filosofo Francesco Saverio Iacolare con la rilettura di alcuni momenti del Simposio di Platone, padre indiscusso della Filosofia occidentale. (Comunicato Stampa)

1 ottobre 2013

Fonte: Internapoli.it

Libri di Sport: Il decennio bollente del calcio italiano

Compilation a tutto campo tra ricordi e fantasia

di Giuliano Orlando

Gli indimenticabili anni ’80, disegnati dal calcio con tutti gli annessi e connessi. Un modo meno usuale di raccontare quello  che da sempre è lo sport più popolare d’Italia. Dieci anni nei quali le vicende pallonare non si limitano al rettangolo tradizionale ma entrano nel contesto sociale e morale nazionale. Accano alla vittoria del mondiale ’82 in Spagna, con Sandro Pertini primo tifoso, la vittoria amara della Juve nella Coppa Campioni a Bruxelles sul campo tragico di Heysel, il totonero e gli imputati eccellenti.  Li raccontano tifosi normali, dal professore di filosofia al tifoso napoletano che  canta "Maradona è meglio e Pelé" a zio Girolamo, che procede sulla Maserati a passo di lumaca lungo l’autostrada intasata come ogni fine settimana, ma anche motivo di curiosità da parte dei ragazzini. Il tifo a tavola, tra brindisi e piatti ricchi di sughi e profumi. Sullo sfondo la voce di Paolo Valenti da un campo all’altro fino al cambio con Nando Martellini, per la successiva epoca calcistica.

25 settembre 2013  

Fonte: Datasport.it

"Quando c’era Paolo Valenti"

di Domenico Laudadio

La nostalgia di un calcio e di uomini più veri in questo baule della fantasia e della memoria riaperto da Andrea Pelliccia con la semplicità e la maestria di una scrittura senza fronzoli letterari, diretta al cuore.

Il calcio in Italia da sempre ha colmato lacune di ogni genere: affettive, politiche, sociali, psicologiche, religiose. Negli anni 80 si è raggiunto il picco in questo senso. In un’atmosfera velatamente malinconica persino un ingegnere chimico può svestire i panni del materialista nel riaffacciarsi alla sostanza delle cose, rinunciando alla catena del suo rosario di formule e narrando, così nuda e fragile, avvolta in una nebbiolina sottile d’oblio, la poesia della vita. Ricordi personali e la memoria di tragedie, storie immaginarie,  in un valzer ispirato di personaggi veri o presunti, da non danzarsi nel salone delle feste di un principato, ma al centro umile del cuore del lettore. Leggerezza in volteggi di anime incantate dal calcio, come riscatto personale dalla vita stessa, come prigionieri di un sogno promiscuo alla folla, come conseguenza ultima del risveglio alla realtà e addirittura come un passaggio offerto a sorella morte. Più di 6 personaggi in cerca di autore: emigranti in Belgio, un campioncino in erba, quella prima volta allo stadio S. Paolo di Napoli, il mondiale di Spagna di Pablito Rossi e Sandro Pertini, la strage infame dell’Heysel a Bruxelles, una schedina miliardaria, "ho visto Maradona" e Roberto Baggio. Il garbo della penna di Andrea Pelliccia intesse una struttura finestrata di storie che s’incrociano e si allontanano, ma poi si riuniscono nell’abbraccio del messaggio finale che la vita è fatta di una strada sola, a volte buia, a volte illuminata a giorno dalla luce riflessa di altri, e che siamo tutti quanti viaggiatori in cammino verso la meta più impervia al genere umano, noi stessi. E’ veramente magico per qualche ora tornare ragazzi assieme a questo libro, volando con la mente altrove a pretesto, rimembrando il ferro da stiro che piegava le grinze dispettose del panno verde del subbuteo, l’odore delle figurine Panini, il rock che ci esplodeva dentro più dei brufoli dell’acne e degli ormoni, il primo bacio, i giorni di scuola, la prima volta in uno stadio vero, il fango e le sfide interminabili su quei campetti di periferia. Vittorie e sconfitte. Fortuna e malasorte. La vita e la morte. Mescolate bene e servitevi da soli l’aperitivo che precede il ritorno alle faccende noiose del mondo. Quel retro-gusto un po’ amaro è in quell’emozione privata degli esseri umani a noi più cari passati già oltre e per tutto questo tempo che è già trascorso da quando c’era Paolo Valenti.

19 settembre 2013

Fonte: Saladellamemoriaheysel.it

Quando c'era Paolo Valenti gli anni '80 tra calcio e musica

di Marco Caiazzo

Cosa resterà degli anni Ottanta ? Gli avvenimenti calcistici, dall'Europeo in Italia al Mundial del 1982, dalla tragedia dell'Heysel all'epopea maradoniana. Vicende raccontate da Andrea Pelliccia, che in "Quando c'era Paolo Valenti" dedica quattro racconti al decennio più intenso del calcio italiano, intervallandoli con i ricordi della sua vita. Leggiamo di una famiglia di emigranti a Marcinelle che si riunisce dopo la semifinale europea tra Italia e Belgio, disputata all'Olimpico; di Luca, che assiste prima al declino del suo sport preferito per lo scandalo scommesse, quindi alla rinascita in una notte estiva di Madrid. E poi ci sono Nino, che con la maglia numero 7 supera un provino per entrare nelle giovanili della Roma, e Filippo, tifoso della Juve che assisterà alla drammatica finale di Coppa dei Campioni dal settore Z dello stadio Heysel. Infine, un ragazzo napoletano che viaggia verso il San Paolo nella Maserati dello zio divenuto milionario grazie al Totocalcio, e che una domenica, vendendo bibite sugli spalti dello stadio di Fuorigrotta, assisterà dal vivo all'ascesa di Roberto Baggio, il "divin codino", e a una rimonta azzurra firmata da Maradona. Numerosi anche i riferimenti alla musica: ad accompagnare i racconti, le canzoni di Pink Floyd, U2, De Gregori e Pino Daniele. Non mancano curiosità e informazioni, che permettono all'autore di dipingere un bell'affresco di una società, quella delle radioline e dei vinili, dell'urlo di Tardelli e di Valenti e Martellini. "E che rimpiangiamo - scrive Pelliccia nella postfazione - ma solo perché avevamo trent'anni in meno".

7 settembre 2013

Fonte: La Repubblica.it 

"Sotto un cielo rosso sangue"

di Domenico Laudadio

E’ il nome di un racconto dedicato alla strage dell’Heysel da Andrea Pelliccia nel suo recente libro "Quando c’era Paolo Valenti".

"Quando c'era Paolo Valenti" parla degli anni Ottanta, di quello che, nel bene e nel male, è stato il decennio più intenso del calcio italiano. Non è un saggio, ma un libro di narrativa: alcuni degli eventi calcistici di quegli anni fanno da sfondo a storie inventate. Tra queste storie c'è quella raccontata in "Sotto un cielo rosso sangue". Quando ho deciso di scrivere questo libro mi sono subito detto che non avrei potuto raccontare quegli anni senza parlare della strage dell'Heysel. Non si può dimenticare o fare finta che non sia successo nulla, non si può dire a un ragazzo che oggi ha venti o trent'anni che il calcio di quegli anni è stato solo Paolo Rossi, Platini e Maradona. Ho usato toni lievi, pacati. Ho raccontato la storia di un ragazzo, dei suoi sogni e delle sue passioni. Storie, sogni, passioni comuni a chi era in quel maledetto stadio il 29 maggio 1985. Ecco, questo è lo spirito con cui mi sono cimentato nella scrittura di questo lungo racconto". Sono le parole dello scrittore Andrea Pelliccia per la presentazione del suo nuovo libro edito a Luglio da Absolutely Free. Per sua cortese volontà ho avuto il piacere e l’onore di leggere in anteprima il racconto sull’Heysel nelle scorse settimane. E’ una storia semplice di un ragazzo semplice, studente torinese appassionato di Juventus e iniziato al rock quasi per caso nel dormiveglia di una lezione di filosofia. Questa sua nuova passione lo porterà fra gli altri gruppi a conoscere una band emergente all’inizio degli anni 80, gli U2. Il testo di una loro splendida canzone del 1984,  "New Year's Day", è il sancta sanctorum del racconto. Nel testo del brano si legge: "Under a blood-red sky a crowd has gathered in black and white. Arms entwined, the chosen few, newspapers say, it says it's true."  Un triste e crudele presagio che sposerà nel sangue il bianco con il nero, l’inconsapevole evocazione di strage e di morte di quella famigerata data del 29 maggio 1985 nel vergognoso catino di Bruxelles. L’Heysel, però, non è centrale rispetto alla narrazione, ma epilogo della storia, del percorso di Filippo, il suo giovane protagonista, della sua comune esperienza di vita, ma molto speciale per se stesso, per le persone che impara ad amare, durante. L’inizio del racconto, placido, quasi lento può ingannare il lettore, presumendo che non avvertirà le emozioni promesse dal titolo. La storia, invece, successivamente si avvolge sempre più su se stessa gradatamente con maestria e mestiere da parte dell’autore scagliando nel finale una staffilata al cuore. Un racconto che potrebbe tranquillamente ispirare la sceneggiatura di un grande film italiano. Non sarei affatto sorpreso che nel tempo ciò possa persino avverarsi. Questa storia in particolare e la memoria dell’Heysel lo meritano.

26 luglio 2013

Fonte: Saladellamemoriaheysel.it 

 Quando c'era Paolo Valenti

di Andrea Pelliccia

La mia prima partita allo stadio (il 13 gennaio del 1980), lo scandalo del Totonero, l'Inter campione d'Italia 1979/80, il Subbuteo, Jeeg Robot d'Acciaio, gli Europei di calcio in Italia, il ricordo di Marcinelle, la partita contro il Belgio: Luca in Tribuna Monte Mario e Giuseppe davanti al televisore a Charleroi, Bruno Conti, Agostino Di Bartolomei, il provino di Nino con le giovanili della Roma, la riapertura delle frontiere ai calciatori stranieri, il matrimonio di Michele e Celine, la morte di John Lennon, "Boy" degli U2, il gol annullato a Turone della Roma, il gol in rovesciata di Filippo contro il Barcanova, lo stentato pareggio contro il Camerun, "Titanic" di Francesco De Gregori, la commozione di Nino, le mie estati dai nonni a Roma, Luca allo Stadio Sarrià di Barcellona, Socrates e Falcao, il meraviglioso 3-2 contro il Brasile, Paolo Rossi hombre del partido, Germania kaputt, "campioni del mondo campioni del mondo campioni del mondo!", Luca che abbraccia il padre, Pertini che sorride e saluta, Bearzot che viene portato in trionfo, "New Year's Day" degli U2, Platini e Boniek, l'invenzione del compact disc, la Coppa delle Coppe conquistata dalla Juventus, Maradona al Napoli, Filippo al concerto degli U2 a Bologna, il Verona campione d'Italia 1984/85, la finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool, il settore Z, gli hooligans, i 39 Angeli dell'Heysel. Bruxelles, stadio Heysel, 29 maggio 1985: una tragedia da non dimenticare. In piedi, un minuto di raccoglimento. Niente applausi: capo chino, silenzio e rispetto. Il minuto è passato, lo spettacolo deve andare avanti. Scusa Ameri, le partite che si giocano tutte alla stessa ora, la schedina miliardaria di zio Gaetano, la visita di Max alla madre di Filippo, la mano de Dios, i biglietti rubati fuori lo stadio, il primo gol in Serie A di Roberto Baggio, il Napoli campione d'Italia 1986/87, Davide e Max con gli amici di Filippo al concerto degli U2 a Modena, Pino Daniele, Gullit e Van Basten, lo Stock 84 per festeggiare la vittoria della squadra del cuore, Careca e Alemao, l'Inter dei record di Trapattoni, la Coppa UEFA conquistata dal Napoli a Stoccarda, Maradona che vuole andare a Marsiglia, l'Italia che si prepara a ospitare i Mondiali del 1990, "acqua coca aranciata chi beve ?", la morte di Gaetano Scirea, lo slalom di Baggio contro il Napoli, il Caffè Borghetti, la rimonta del Napoli contro la Fiorentina, Gianni Brera, Nando Martellini che presenta "90° minuto" dopo la morte di Paolo Valenti. "A tutti gli amici all'ascolto il nostro più cordiale a risentirci" (Sandro Ciotti).

Luglio 2013

Fonte: QUANDO C'ERA PAOLO VALENTI (Absolutely Free Editore)

Quando c’era Paolo Valenti

di Andrea Pelliccia

La straordinaria partita disputata contro il Napoli il 17 settembre 1989 valse a Roberto Baggio il soprannome di "Divin Codino", coniato da Gianni Brera. E tra i tanti che si emozionarono dopo aver ammirato la sua meravigliosa rete dell’uno a zero c’era certamente Paolo Valenti. Sì, perché Paolo Valenti tifava proprio per la Fiorentina. Lo scoprimmo una triste domenica del 1990, a dircelo fu Nando Martellini, cui toccò il doloroso compito di condurre la puntata di "90° Minuto" successiva alla morte di Valenti. Martellini ci tenne a svelare quel piccolo segreto, perché sapeva bene che l’interrogativo su quale fosse la squadra del cuore di Paolo Valenti ossessionava molti appassionati di calcio di quell’epoca, me compreso. Già, quell’epoca. "Il calcio degli Anni Ottanta era molto meglio di quello attuale", sento ripetere spesso. Mi viene naturale e istintivo essere d’accordo con quest’affermazione. Ma poi provo a chiedermi: "Perché era meglio ?". Forse perché, a differenza di quello attuale, quello era un calcio pulito, senza intrighi, senza imbrogli. Purtroppo non è così. Oggi gli scandali del calcio italiano si chiamano "Calciopoli", allora si chiamavano "Calcioscommesse". Ma la sostanza resta la stessa. Forse perché non c’era la violenza del calcio di oggi: scontri fra tifosi, scontri fra tifosi e polizia, in qualche caso feriti gravi e addirittura morti. Le trentanove vittime dell’Heysel ci ricordano che purtroppo gli incidenti sugli spalti degli stadi di calcio si verificavano anche allora. Anzi, adesso qualcosa è cambiato in meglio. Dopo le novantasei vittime dell’Hillsborough di Sheffield, nel 1989, gli inglesi (almeno loro) hanno imparato a costruire stadi più sicuri, più belli e meno violenti. Perché era meglio ? Forse perché all’epoca noi italiani andavamo in giro vantandoci di essere Campioni del Mondo. Lo siamo stati anche in anni recenti, nel 2006. E, lo ricordo bene, l’urlo con cui ho salutato il rigore vincente di Fabio Grosso contro la Francia non è stato tanto diverso da quello che ha fatto seguito al gol del due a zero di Marco Tardelli contro la Germania Ovest. Allora perché rimpiangiamo e guardiamo con nostalgia al calcio di quegli anni ? La spiegazione, forse, è la più semplice e banale di tutte. Quel calcio ci manca perché ci riporta indietro nel tempo, quando avevamo tutti trent’anni di meno. E non è poco. "E se potessi tornare indietro indietro io ci tornerei". (Francesco De Gregori, "La ragazza e la miniera").

Luglio 2013

Fonte: QUANDO C'ERA PAOLO VALENTI (Absolutely Free Editore) 

Properzi intervista Andrea Pelliccia lo Scrittore della Nazionale di Rugby

di Emanuele Properzi

Andrea Pelliccia, autore di libri il cui tema principale è il rugby. Andrea sta applicando nel dettaglio le tecniche descritte nei Moduli 2, 4 e 5 di BESTSELLER COURSE, trasformando sul serio il suo libro in un caso editoriale. E’ rassicurante leggere la sua intervista perché si scopre una bella sinergia tra editore e scrittore, sia nella pubblicazione che nella promozione. E questo è ciò che è auspicabile per il futuro dell’editoria. Purtroppo queste realtà sono rare: complimenti Andrea e Absolutely Free per la diffusione culturale di uno sport straordinario qual è il rugby !

L’INTERVISTA  1) Andrea: spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.

"Ho 39 anni, vivo a Pozzuoli, vicino Napoli, con moglie, figlia e gatta e lavoro nell’Information Technology di un’Azienda del Gruppo Finmeccanica, anche se la mia laurea in Ingegneria Chimica prospettava altri scenari. Le mie passioni principali sono rugby, calcio, musica rock e fantascienza. La scrittura ha iniziato ad avere un ruolo decisivo nella mia vita solo da un paio d’anni a questa parte. So che può sembrare strano ma, prima di diventare "scrittore" (uso ancora le virgolette perché fatico a considerarmi tale), l’ultima prova letteraria risaliva al 1990. Tema di maturità classica. Poi un paio d’anni fa, la mia passione per il rugby mi ha spinto ad acquistare un libro dello scrittore Flavio Pagano, dal titolo "Quelli che il rugby…". A folgorarmi è stata una frase scritta nella presentazione: "forse il primo romanzo di rugby scritto in Italia". Mi sono detto: "è vero che non ho mai scritto nulla, ma se scrivessi narrativa basata sul rugby la mia opera sarebbe considerata perlomeno originale". Così, verso novembre del 2009, ho iniziato a scrivere un raccontino autobiografico (ho giocato per quattro anni nelle giovanili della Partenope, gloriosa squadra di Napoli). Ho visto che mi riusciva abbastanza bene e ho iniziato a scriverne altri di pura immaginazione che avessero sempre il rugby sempre come filo conduttore. La scrittura era abbastanza grezza, la lettura di un manuale di scrittura creativa mi ha aiutato nella preparazione delle ambientazioni, nella definizione dei personaggi, nella struttura dei dialoghi, e così via. Alla fine sono venuti fuori sei racconti, pronti per essere sottoposti all’attenzione degli editori. Il titolo: "Up & Under - racconti di rugby". A quel punto il problema era: "sono un autore sconosciuto, vorrei pubblicare un libro che parla di sport (argomento di nicchia), in particolare di rugby (sport minore)". Dovevo innanzitutto far capire che il mio è un libro di narrativa, non un libro di sport. Insomma, ci voleva già a questo punto una "botta" di marketing ! Così mi sono inventato una prefazione con un dialogo tra l’autore e il potenziale editore. Il primo spiega che "il rugby è solo un filo conduttore, un pretesto per raccontare storie", il secondo è inizialmente perplesso poiché teme si tratti invece di un’opera destinata ai soli addetti ai lavori. Quella prefazione è diventata poi una sorta di racconto trasversale, con il confronto fra autore ed editore che si ripete in vari punti del libro, con tanto di "terzo tempo" finale, uno dei simboli più noti del rugby. Ho aggiunto poi, a beneficio dei neofiti, una breve appendice con alcuni concetti basilari sul rugby.  Alla fine di aprile 2010 ero pronto per inviare in giro copie del mio manoscritto".

2) Qual è stato il percorso che ti ha permesso di pubblicare con Absolutely Free e come l’editore ti sta ora supportando nella promozione ? 

"Il percorso è stato lungo e tortuoso, poiché non avevo nessuna consapevolezza del mercato editoriale. Così mi sono ritrovato a inviare il manoscritto anche a case editrici che pubblicano a pagamento. Queste mi hanno risposto dichiarandosi tutte entusiaste della mia opera e scrivendo che per una modica (!) cifra il mio bel libro avrebbe visto la luce e mi avrebbe dato grandi soddisfazioni. Tra le varie case editrici a cui avevo inviato il manoscritto c’era la Absolutely Free di Roma (non a pagamento di nome e di fatto), che cercava materiale inedito da pubblicare in ebook e da divulgare sul nuovo sito www.okbook.it  I tempi per ricevere una risposta, si sa, sono lunghi. A sbloccare la situazione è stato un concorso per racconti inediti bandito dalla Absolutely Free. Il titolo era "Vite da calcio". Ho scritto un racconto (stavolta di ambientazione calcistica) dal titolo "Nino non ha avuto paura" (ispirato alla celebre canzone "La leva calcistica della classe ’68″ di De Gregori), l’ho inviato e ho vinto la selezione.    Risultato: la Absolutely Free mi ha proposto di pubblicare in ebook sia il racconto (in una collana chiamata Fingerbooks") sia il libro. Successivamente, in caso di riscontro positivo, "Up & Under" sarebbe uscito anche in versione cartacea. A novembre 2010 ho firmato il contratto con l’editore. Ho provato a convincere il Direttore, l’ottimo Daniele Azzolini, a prevedere da subito la pubblicazione del libro anche su carta. Il motivo, legato al marketing: "Up & Under" sarebbe uscito a febbraio 2011, in concomitanza con l’inizio del Torneo delle Sei Nazioni, uno degli eventi principali del rugby. Dopo qualche giorno Daniele si è convinto e mi ha annunciato che "Up & Under" sarebbe uscito contemporaneamente sia "in carta e ossa" sia come ebook. Sarebbe stato pubblicato nella collana "sport.doc" che raccoglie grandi firme del giornalismo sportivo italiano, come Giorgio Cimbrico (Secolo XIX), Roberto Renga (Il Messaggero), Dario Torromeo (Corriere dello Sport).  Nel frattempo, a dicembre usciva in ebook "Nino non ha avuto paura".  La casa editrice ha uno staff dinamico e disponibile col quale ho collaborato in modo proficuo fin dall’inizio: dall’impaginazione, alla copertina, alla grafica. Nella promozione è entrato in gioco addirittura il distributore (NdA di Rimini). Il libro è piaciuto e ha deciso di puntare alle librerie della grande distribuzione. Non solo, avendo recepito che è un testo di narrativa più che di sport, il distributore ha ottenuto che venisse collocato sugli scaffali della Narrativa (alla lettera P, subito prima di Pellico e Pennac…). Dulcis in fundo, in concomitanza con le partite casalinghe dell’Italia al Torneo delle Sei Nazioni, è stato predisposto davanti allo Stadio Flaminio uno stand su cui erano venduti i miei libri.  Per i mesi successivi io e l’editore abbiamo continuato a lavorare in perfetta sintonia: gli eventi di promozione sono stati sempre concordati e supportati affinché riescano al meglio".

3) Avevi pianificato una strategia di marketing apposita per ottenere il successo che sta riscuotendo ora il tuo libro ?

"La mia strategia è stata abbastanza semplice. Utilizzare i canali di comunicazione on-line (Facebook, forum, mailing list, ecc.) per far conoscere il libro innanzitutto agli appassionati di rugby. Come dicevo prima, di narrativa di rugby in Italia esiste piuttosto poco, per cui il libro ha destato sicuramente molta curiosità. Nel frattempo l’editore inviava copie del libro a vari siti web e riviste, così da ricevere recensioni anche da parte di non addetti ai lavori. E la soddisfazione è stata sapere che il mio libro è piaciuto anche a chi non ha mai inseguito il moto aleatorio di un pallone ovale. Ora, grazie anche ai tuoi preziosi consigli, sto pianificando e organizzando nuove attività promozionali".

4) Quali sono le azioni promozionali che hai condotto in prima persona per promuovere il tuo libro ?

"Alla promozione on-line ho affiancato quella tradizionale, ovvero le presentazioni in libreria e le interviste. Ad aiutarmi alcuni amici che ho conosciuto proprio grazie al libro. Fra questi mi piace ricordare Mauro Boccuni, dell’Associazione Culturale Illimitarte (www.illimitarte.com), che mi ha fatto da "spalla" nelle prime presentazioni. Diventando poi lui stesso un appassionato di rugby".

5) Nell’attuale mercato editoriale, quanto è importante secondo te il ruolo del book-trailer nella promozione di un libro ? 

"È importante ma va usato con cautela. Come tu stesso dici, un book-trailer fatto male può rivelarsi un boomerang. Io, in ogni caso, non l’ho utilizzato, perché non avevo né i mezzi tecnici né il tempo per farlo come si deve".

6) Qual è stato l’aiuto (se c’è stato) che hai ricevuto dalle informazioni che hai avuto da Scrittore Vincente e dall’ebook "109 Segreti…"?

"Il tuo ebook è stato molto prezioso, hai fatto davvero un ottimo lavoro ! In particolare c’è un suggerimento che si è rivelato utilissimo: creare presentazioni del libro in concomitanza con altri eventi già organizzati. Alcune presentazioni sono state pianificate in questo modo e il successo è stato enorme. Il mio libro si presta molto a fare da contorno a manifestazioni di rugby.

7) Prima della pubblicazione su cartaceo, tramite internet alcuni autori stanno distribuendo gratuitamente la propria opera in formato digitale: reputi che ciò possa favorire o inficiare le vendite reali del libro, ovvero quelle posteriori alla pubblicazione cartacea ?

"È una strada che avevo preso in considerazione anch’io quando cercavo un editore per il mio libro. Se l’obiettivo primario è farsi conoscere può essere sicuramente un metodo valido. In ogni caso se avessi dovuto scegliere tra distribuire la mia opera gratis e pagare per farla pubblicare, probabilmente avrei optato per la prima soluzione. Parliamo però di opere di autori esordienti che desiderano emergere nel "mare magnum" dell’editoria. Negli altri casi un’ottima promozione può consistere nel "regalare" solo i primi capitoli di un libro".

8) Quali sono i consigli che daresti a uno scrittore che vuol promuovere autonomamente la propria opera ?

"Consigli da dare ce ne sono tanti. Occorre innanzitutto essere onesti e critici con se stessi. Mi spiego meglio. Dopo aver scritto i miei racconti non ero in grado di dire se meritassero o no di essere pubblicati. Così li ho fatti leggere a parenti e amici senza dire che li avevo scritti io. Questo è stato per me un buon banco di prova che mi ha spinto a perseverare nella ricerca di un editore. Poi occorrono pazienza e tenacia. Certo, tutto è più facile se si cede alla tentazione degli editori a pagamento. Poi, però, una volta che il libro è stato pubblicato, gran parte del lavoro spetta all’autore. Dalla promozione alla vendita. Infatti un editore a pagamento guadagna già con la pubblicazione di un libro, quindi non si sforzerà più di tanto per promuoverlo. Lo lascerà fare all’autore e, se le vendite vanno bene, tanto di guadagnato. Un editore tradizionale invece sostiene delle spese per le quali è ripagato solo se il libro vende almeno un certo numero di copie. Per questo ha tutto l’interesse nel creare sinergia con l’autore e nel sostenere l’attività promozionale. Per la promozione esistono vari canali, li conosciamo tutti. Però non bisogna abusarne, altrimenti si ottiene l’effetto opposto. Ad esempio, scrivere sulla bacheca di Facebook di persone sconosciute teoricamente porta a far conoscere la propria opera a molte persone. Di fatto è considerato "spamming" e quindi genera fastidio".

9) Che tipo di accordi hai col tuo editore per la promozione, nel senso che lo metti al corrente di tutte le tue iniziative di marketing oppure vi muovete su due "binari paralleli" ?

"Andiamo a braccetto in tutto. Le occasioni promozionali vengono procurate da entrambi: io con le mie conoscenze in ambiente rugbistico, l’editore con le conoscenze nell’ambito letterario. Ne discutiamo, capiamo se ne valga la pena e procediamo.  Quest’editore ha avuto il merito di farmi sentire "importante" e credo che l’impressione sia comune a tutti gli autori che hanno avuto la fortuna e il piacere di pubblicare con Absolutely Free".

10) Dopo la bellissima esperienza della tua raccolta di racconti, nel caso dovessi pubblicare un nuovo libro, le attività promozionali che hai già affrontato (principalmente sul web) ti darebbero maggiore sicurezza per l’ottenimento del successo anche del nuovo libro ?

"Direi di sì. Non partirei da zero, avrei una serie di canali già aperti per la promozione. Certo, poi molto dipenderebbe dalla bontà del libro".

11) Quindi sapere che sei bravo a promuovere le tue opere, è per te un incentivo a fare maggiormente ciò che ami, ovvero scrivere ?

"Ho scoperto di avere buone capacità di promuovere il mio libro. Ho anche vinto la mia paura di parlare in pubblico. È chiaro che tutto questo rappresenta un buon incentivo per andare avanti e scrivere ancora.  Anche se l’entusiasmo da solo non basta. Ci vogliono nuove idee buone e fantasia".

12) Reputi che sia una esagerazione dire che per avere successo serve impiegare le stesse energie nella promozione come per la scrittura ?

"È un’equazione assolutamente corretta, soprattutto se intendiamo che le energie spese per la promozione sono date dalla somma delle energie spese dall’autore e di quelle spese dall’editore. Mi spiego meglio. Se pubblico con un editore (piccolo o grande che sia) che crede sinceramente nelle potenzialità del mio libro, sarà l’editore stesso ad accollarsi una parte degli sforzi per la promozione della mia opera.  Se invece l’editore è scarsamente interessato alla promozione del mio libro (può capitare se l’editore ha già intascato una discreta somma per pubblicare il libro), allora ricade tutto sulle spalle dell’autore che dovrà fare del proprio meglio per emergere. In entrambi i casi, i consigli dati dal tuo ebook e dal tuo recente videocorso sono fondamentali". 

13) Quali sono i tuoi progetti letterari futuri ed eventualmente stai pensando a nuove tecniche promozionali degli stessi ?

"Ho messo on-line il mio sito www.andreapelliccia.it. Mi piace, credo sia venuto proprio bene.  Anche per questo devo ringraziare qualcuno: l’amico e poeta Dario De Lucia (sul suo sito www.dariodelucia.com è possibile ascoltare alcune delle sue bellissime poesie in musica, oltre che acquistare i suoi CD).  Per rendere il sito più "appetibile" ho abbinato la sua pubblicazione all’uscita di un nuovo racconto dal titolo "Rugby in Paradiso" che può essere scaricato gratuitamente. Anche quest’iniziativa è stata concertata con l’editore: il racconto può essere prelevato sia dal mio sito sia da quello dell’editore (www.okbook.it).  Il racconto gratuito mi è sembrato una buona iniziativa promozionale: può servire a "fidelizzare" quelli che hanno già letto il libro e a farmi scoprire da chi ancora non mi conosce. Insomma, la promozione continua. Anche perché in questi giorni il rugby è in primo piano con il Torneo delle Sei Nazioni.  Da gennaio, poi, curo sul sito www.nprugby.it (dedicato al rugby non professionistico) la rubrica "Silver & Old", dedicata al rugby di qualche anno fa e all’attività degli "old". Quello degli "old" è un tema che mi sta molto a cuore: io stesso faccio parte di un’associazione, la Old Napoli Rugby Club, una onlus che si occupa di diffondere il rugby tra i ragazzi come strumento di coesione e di superamento del disagio sociale. Ci sono poi altri progetti letterari in corso, ma è ancora presto per parlarne.  La scaramanzia partenopea mi impone il riserbo"…

11 febbraio 2012

Fonte: Scrittorevincente.com

  www.andreapelliccia.it

www.saladellamemoriaheysel.it  Domenico Laudadio  ©  Copyrights  22.02.2009  (All rights reserved)