|
MARCO FANUCCI
QUELLO CHE NON RICORDO
(PRIMA e DOPO L’HEYSEL)
Il
29 maggio del 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, è
in programma la finale della Coppa dei Campioni tra la
Juventus e il Liverpool. L’autore (allora
diciassettenne) e il padre decidono di partire per il
Belgio assieme al club dei tifosi bianconeri di Gubbio.
Una trasferta inizialmente carica di significati
sportivi, con un contorno legato ai riti di passaggio
che interessano un adolescente prossimo a entrare nel
mondo dei "grandi". A circa un’ora dal fischio d’avvio,
però, gli hooligans trasformano il settore Z del
fatiscente Heysel nell’inferno destinato a risolversi in
una delle tragedie più assurde della storia. Non solo
del calcio. Il padre del protagonista prende una
decisione: abbandonare gli spalti, allontanarsi da quel
luogo dove è impossibile pensare di poter assistere a
una partita. È l’inizio di un viaggio di ritorno unico
nel suo genere, che segna la formazione del ragazzo e la
sua percezione del senso della responsabilità. "Quello
che non ricordo" è un memoir fatto di sensazioni, di
frammenti indelebili e di tante domande alle quali,
anche a distanza di oltre quarant’anni, è difficile dare
una risposta. Proprio così come dice Marco Fanucci,
l'autore: "Un memoir che racconta il mio Heysel
vissuto da diciassettenne senza aver visto la partita -
un viaggio di formazione nei suburbi di Bruxelles nella
notte più lunga della mia vita. C'è un prima e un dopo
quel rigore, un prima e un dopo che riguarda il mondo
del calcio in generale, soprattutto il modo di gestire
la sicurezza negli stadi. C'è un prima e un dopo che
riguarda me, un vero e proprio calcio di rigore di
formazione. Il biglietto, quindi. Quello lo conservo
come una reliquia del male in un astuccio di velluto blu
che in origine conteneva un tagliacarte d’argento".
Marco Fanucci - Nato e vive a
Gubbio (PG). È architetto e lavora a Perugia nella
Pubblica Amministrazione. Ha pubblicato "Il prezzo del
requiem" (Lettere Animate, 2014), "Non c’è più la notte"
(Echos Edizioni, 2017), "Quelli del lampredotto"
(Edizioni della Goccia, 2022).
Fonte:
Augh!
Editore © 9 febbraio 2026
Fotografie:
Augh! Editore
© TRG Media Gubbio
© Marco Fanucci
©
|
|
RECENSIONI LIBRO DI
MARCO FANUCCI
Eccomi
qui, come promesso. Questa sera, per voi, una delle mie
letture estive:"Quello che non ricordo Prima e dopo
l'Heysel". Una lettura doverosa a cui tengo
particolarmente al di là della mia fede calcistica, ai
più ben conosciuta. Un memoir da brividi, peggio delle
storie nere, dei thriller che tanto apprezzo.
Probabilmente perché di quel viaggio raccontato così
bene, conoscendone già il tragico finale, non mi sono
goduta nemmeno l'attesa. Una sorta di romanzo di
formazione in cui l'autore prende coscienza di essere
diventato adulto proprio in quell'occasione. La
tenerezza di alcuni ricordi si fonde a una serie di
dubbi e domande rimaste senza risposta per quarant'anni.
Risposte certe che non ci saranno mai. A tratti, diventa
un colloquio a cuore aperto con il padre, compagno in
quella triste avventura, e che ora non c'è più. Un
colloquio basato su aneddoti e poi supposizioni, flash,
ragionamenti ingialliti dal tempo ma sempre attuali.
Pagine che parlano di responsabilità e consapevolezza
delle nostre azioni, anche le più piccole, quelle che ci
sembrano banali o solo nostre. Una lettura importante da
condividere, una lettura per padri e figli adolescenti.
Non dimenticherò mai il gesto del Signor Fanucci, papà
dell'autore, nei confronti di un Marco esultante, ce
l'ho nel cuore. Abbiamo bisogno di padri così oggi.
Buona lettura !! Grazie @augh_edizioni sempre.
Patrizia Arge
Fonte: Instagram
(Pagina Autrice) © 1 settembre 2026
"Quello
che non ricordo" è il titolo dell’ultimo romanzo di
Marco Fanucci, che racconta il viaggio con il padre e un
gruppo di improbabili eugubini a Bruxelles per la
tristemente famosa finale Juventus-Liverpool allo stadio
Heysel (anno 1985). Fanucci ha il dono della scrittura
parodistica e comica e anche se qui la storia pone sullo
sfondo la tragedia di 39 persone morte in modo assurdo,
questa qualità non si perde, ma si fa più raffinata e
interessante. Consapevole delle proprie lacune nei
ricordi di quel viaggio, Fanucci decide di scrivere un
memoir in cui la memoria non funziona, si inceppa
continuamente e crea buchi nei quali lo scrittore
indugia, guarda, ritorna, sottolinea, riscrive,
riflette, ricapitola. La storia si sviluppa dunque in
cerca della storia. Il principale meccanismo narrativo
sembra una parodia dei memoir che sovraffollano gli
scaffali delle librerie. In apparenza. Perché questo
romanzo spesso fa ridere - memorabile la scelta degli
pseudonimi affibbiati ai vari eugubini in viaggio - ma
poi attraverso la costruzione della voce narrante,
ovvero di sé, ci regala un personaggio letterario vero:
quel bambinone di diciassette anni sovrappeso, goffo,
timidissimo, con un’unica passione nella vita: Platini.
E di suo padre, e di quello che significa essere padri.
Quel bambinone, che come ogni vero personaggio
letterario, accompagna il lettore nel cuore di una
svolta interiore commovente, inaspettata e viva.
Claudia Fofi
Fonte: Facebook
(Pagina Autrice) © 18 maggio 2026
Fotografie: Patrizia
Arge
© Ansa
©
|
|
Presentazione Libro di
Marco Fanucci
"Quello
che non ricordo" è il nuovo libro dell'eugubino Marco
Fanucci. Il 29 maggio 1985, allo stadio Heysel di
Bruxelles dove è in programma la finale di Coppa dei
campioni tra Juventus e Liverpool, si consuma una delle
tragedie più grandi e assurde del nostro tempo. Quella
sera c'era anche l'autore del libro insieme a suo padre
ed il libro è un memoir fatto di sensazioni, di
frammenti indelebili, un viaggio unico nel suo genere,
che segna la formazione dell'autore. "Quello che non
ricordo" verrà presentato sabato 14 marzo alle ore 17,30
presso la sala Ex refettorio della Biblioteca
Sperelliana, ingresso libero.
Fonte:
Facebook (Pagina Biblioteca Sperelliana) © 11 marzo 2026
(Testo
© Fotografia)
Video: TRG Media
Gubbio ©
|
|
Heysel, ricordo, non
mi ricordo...
di Marco Fanucci
Era
da tempo che avevo in mente di scrivere questa mia
piccola storia, ma non mi convinceva affrontare questo
percorso fino a quando non avessi avvertito una profonda
storicizzazione dell’evento Heysel e soprattutto un
certo distacco emotivo da quei fatti, inoltre temevo che
le cose che avevo da dire non avrebbero aggiunto nulla
rispetto a quanto scritto e prodotto sulla tragedia. Poi
ho capito che utilizzando lo strumento del memoir avrei
in qualche modo risolto il problema superando i miei
dubbi, il mio compito non sarebbe stato quello di
rendere la storia più oggettiva possibile, oppure di
spiegare ancora una volta quanto accaduto, oppure di
chiarire gli aspetti processuali che hanno costituto la
coda dolente e scandalosa dell’accaduto. No ! Mi sarei
dovuto limitare a raccontare ciò che la mia memoria
emotiva e umorale (il distacco emotivo prodotto dal
tempo, fortunatamente, non si traduce mai in assenza di
emozioni) avrebbe selezionato attraverso un dialogo
muto, che percorre tutto il testo, con mio padre
scomparso nel lontano 2006 - così facendo avrei messo in
luce la particolarità di questa storia. Insomma, non mi
sarei dovuto preoccupare tanto di più del cosa
raccontare, ma di come raccontarlo. Credo infatti che io
e mio padre e altri tre o quattro (non so essere preciso
sul numero degli altri, la mia memoria deve essere
fragile e fallace oppure le cose che si ricordano sono
proprio sfuggenti come le persistenze dei sogni) siamo
stati tra i pochi, in quel catino di dolore, a lasciare
l’Heysel prima che iniziasse la partita, e in
conseguenza di quel gesto "rivoluzionario" e pericoloso
abbiamo vissuto un’avventura forse degna di essere
raccontata. Il libro è uscito l'undici febbraio.
Fonte:
Facebook (Pagina
Autore) © 12 febbraio 2026
Video: Umbria Tv
©
Fotografie:
© Augh! Editore
© Nick Didlick ©
|
|