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LIBRI e HEYSEL 2026
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Quello che non ricordo Marco Fanucci 2026
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MARCO FANUCCI

QUELLO CHE NON RICORDO (PRIMA e DOPO L’HEYSEL)

Il 29 maggio del 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, è in programma la finale della Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool. L’autore (allora diciassettenne) e il padre decidono di partire per il Belgio assieme al club dei tifosi bianconeri di Gubbio. Una trasferta inizialmente carica di significati sportivi, con un contorno legato ai riti di passaggio che interessano un adolescente prossimo a entrare nel mondo dei "grandi". A circa un’ora dal fischio d’avvio, però, gli hooligans trasformano il settore Z del fatiscente Heysel nell’inferno destinato a risolversi in una delle tragedie più assurde della storia. Non solo del calcio. Il padre del protagonista prende una decisione: abbandonare gli spalti, allontanarsi da quel luogo dove è impossibile pensare di poter assistere a una partita. È l’inizio di un viaggio di ritorno unico nel suo genere, che segna la formazione del ragazzo e la sua percezione del senso della responsabilità. "Quello che non ricordo" è un memoir fatto di sensazioni, di frammenti indelebili e di tante domande alle quali, anche a distanza di oltre quarant’anni, è difficile dare una risposta. Proprio così come dice Marco Fanucci, l'autore: "Un memoir che racconta il mio Heysel vissuto da diciassettenne senza aver visto la partita - un viaggio di formazione nei suburbi di Bruxelles nella notte più lunga della mia vita. C'è un prima e un dopo quel rigore, un prima e un dopo che riguarda il mondo del calcio in generale, soprattutto il modo di gestire la sicurezza negli stadi. C'è un prima e un dopo che riguarda me, un vero e proprio calcio di rigore di formazione. Il biglietto, quindi. Quello lo conservo come una reliquia del male in un astuccio di velluto blu che in origine conteneva un tagliacarte d’argento".  

Marco Fanucci - Nato e vive a Gubbio (PG). È architetto e lavora a Perugia nella Pubblica Amministrazione. Ha pubblicato "Il prezzo del requiem" (Lettere Animate, 2014), "Non c’è più la notte" (Echos Edizioni, 2017), "Quelli del lampredotto" (Edizioni della Goccia, 2022). Fonte: Augh! Editore © 9 febbraio 2026 Fotografie: Augh! Editore © TRG Media Gubbio © Marco Fanucci ©

 

RECENSIONI LIBRO DI MARCO FANUCCI

Eccomi qui, come promesso. Questa sera, per voi, una delle mie letture estive:"Quello che non ricordo Prima e dopo l'Heysel". Una lettura doverosa a cui tengo particolarmente al di là della mia fede calcistica, ai più ben conosciuta. Un memoir da brividi, peggio delle storie nere, dei thriller che tanto apprezzo. Probabilmente perché di quel viaggio raccontato così bene, conoscendone già il tragico finale, non mi sono goduta nemmeno l'attesa. Una sorta di romanzo di formazione in cui l'autore prende coscienza di essere diventato adulto proprio in quell'occasione. La tenerezza di alcuni ricordi si fonde a una serie di dubbi e domande rimaste senza risposta per quarant'anni. Risposte certe che non ci saranno mai. A tratti, diventa un colloquio a cuore aperto con il padre, compagno in quella triste avventura, e che ora non c'è più. Un colloquio basato su aneddoti e poi supposizioni, flash, ragionamenti ingialliti dal tempo ma sempre attuali. Pagine che parlano di responsabilità e consapevolezza delle nostre azioni, anche le più piccole, quelle che ci sembrano banali o solo nostre. Una lettura importante da condividere, una lettura per padri e figli adolescenti. Non dimenticherò mai il gesto del Signor Fanucci, papà dell'autore, nei confronti di un Marco esultante, ce l'ho nel cuore. Abbiamo bisogno di padri così oggi. Buona lettura !! Grazie @augh_edizioni sempre. Patrizia Arge Fonte: Instagram (Pagina Autrice) © 1 settembre 2026

"Quello che non ricordo" è il titolo dell’ultimo romanzo di Marco Fanucci, che racconta il viaggio con il padre e un gruppo di improbabili eugubini a Bruxelles per la tristemente famosa finale Juventus-Liverpool allo stadio Heysel (anno 1985). Fanucci ha il dono della scrittura parodistica e comica e anche se qui la storia pone sullo sfondo la tragedia di 39 persone morte in modo assurdo, questa qualità non si perde, ma si fa più raffinata e interessante. Consapevole delle proprie lacune nei ricordi di quel viaggio, Fanucci decide di scrivere un memoir in cui la memoria non funziona, si inceppa continuamente e crea buchi nei quali lo scrittore indugia, guarda, ritorna, sottolinea, riscrive, riflette, ricapitola. La storia si sviluppa dunque in cerca della storia. Il principale meccanismo narrativo sembra una parodia dei memoir che sovraffollano gli scaffali delle librerie. In apparenza. Perché questo romanzo spesso fa ridere - memorabile la scelta degli pseudonimi affibbiati ai vari eugubini in viaggio - ma poi attraverso la costruzione della voce narrante, ovvero di sé, ci regala un personaggio letterario vero: quel bambinone di diciassette anni sovrappeso, goffo, timidissimo, con un’unica passione nella vita: Platini. E di suo padre, e di quello che significa essere padri. Quel bambinone, che come ogni vero personaggio letterario, accompagna il lettore nel cuore di una svolta interiore commovente, inaspettata e viva. Claudia Fofi Fonte: Facebook (Pagina Autrice) © 18 maggio 2026 Fotografie: Patrizia Arge © Ansa ©

 

Presentazione Libro di Marco Fanucci

"Quello che non ricordo" è il nuovo libro dell'eugubino Marco Fanucci. Il 29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles dove è in programma la finale di Coppa dei campioni tra Juventus e Liverpool, si consuma una delle tragedie più grandi e assurde del nostro tempo. Quella sera c'era anche l'autore del libro insieme a suo padre ed il libro è un memoir fatto di sensazioni, di frammenti indelebili, un viaggio unico nel suo genere, che segna la formazione dell'autore. "Quello che non ricordo" verrà presentato sabato 14 marzo alle ore 17,30 presso la sala Ex refettorio della Biblioteca Sperelliana, ingresso libero. Fonte: Facebook (Pagina Biblioteca Sperelliana) © 11 marzo 2026 (Testo © Fotografia) Video: TRG Media Gubbio ©

 

Heysel, ricordo, non mi ricordo...

di Marco Fanucci

Era da tempo che avevo in mente di scrivere questa mia piccola storia, ma non mi convinceva affrontare questo percorso fino a quando non avessi avvertito una profonda storicizzazione dell’evento Heysel e soprattutto un certo distacco emotivo da quei fatti, inoltre temevo che le cose che avevo da dire non avrebbero aggiunto nulla rispetto a quanto scritto e prodotto sulla tragedia. Poi ho capito che utilizzando lo strumento del memoir avrei in qualche modo risolto il problema superando i miei dubbi, il mio compito non sarebbe stato quello di rendere la storia più oggettiva possibile, oppure di spiegare ancora una volta quanto accaduto, oppure di chiarire gli aspetti processuali che hanno costituto la coda dolente e scandalosa dell’accaduto. No ! Mi sarei dovuto limitare a raccontare ciò che la mia memoria emotiva e umorale (il distacco emotivo prodotto dal tempo, fortunatamente, non si traduce mai in assenza di emozioni) avrebbe selezionato attraverso un dialogo muto, che percorre tutto il testo, con mio padre scomparso nel lontano 2006 - così facendo avrei messo in luce la particolarità di questa storia. Insomma, non mi sarei dovuto preoccupare tanto di più del cosa raccontare, ma di come raccontarlo. Credo infatti che io e mio padre e altri tre o quattro (non so essere preciso sul numero degli altri, la mia memoria deve essere fragile e fallace oppure le cose che si ricordano sono proprio sfuggenti come le persistenze dei sogni) siamo stati tra i pochi, in quel catino di dolore, a lasciare l’Heysel prima che iniziasse la partita, e in conseguenza di quel gesto "rivoluzionario" e pericoloso abbiamo vissuto un’avventura forse degna di essere raccontata. Il libro è uscito l'undici febbraio. Fonte: Facebook (Pagina Autore) © 12 febbraio 2026 Video: Umbria Tv © Fotografie: © Augh! Editore © Nick Didlick ©

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