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Matteo Bagnaresi 30.03.2008 La Fondazione
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Il giorno del "Bagna" una Fondazione per lui

di Giacomo Talignani

A un anno dalla morte del Boys questa mattina centinaia di persone si sono ritrovate in via Gorizia per dar vita alla Fondazione che porterà il suo nome. Tanti i progetti previsti: lavori con i bambini della Newton Albertelli, bandi e sostegni alla sicurezza del lavoro, e una sorta di nuovo centro sociale appoggiato anche dal Comune. Era un uomo, un amico, un tifoso. Mai come questa mattina, nella sala gremita dell’Ap di via Gorizia, Matteo Bagnaresi è tornato a rivivere. Lacrime e impegno, politica e ideali. Un anno dopo la terribile tragedia dell’autogrill nasce la Fondazione Matteo Bagnaresi Onlus. Per volontà dei genitori, dei Boys, dei compagni del Mario Lupo, di chiunque abbia incontrato Matteo. La firma questa mattina, poi la presentazione: l’obiettivo, con i soldi che saranno raccolti, è quello di creare un nuovo centro aggregativo a Parma e sostenere i progetti che Matteo portava avanti in vita (sicurezza sul lavoro, tutela dell’ambiente e aiuti ai bisognosi). Il Comune, come ha detto l’assessore al Sociale Lorenzo Lasagna, sosterrà l’iniziativa. Lo farà anche quello di Imola, città natale del Bagna. Lo faranno tutte le centinaia di persone che hanno affollato la presentazione della nuova associazione. Non un modo qualsiasi per ricordarlo, ma anticonformista, proprio come Matteo. Sullo schermo scorrono le immagini fra un fiume di parole e nodi alla gola: a ricordarlo ci sono i pensieri dei professori di liceo, dell’università, dei compagni di lavoro, la lunga lettera dei genitori Bruno e Cristina. Il ricordo dei Boys, di Don Scaccaglia, degli amici d’infanzia. Ma c’è anche l’impegno: vengono letti i dati sulla sicurezza del lavoro (la passione e il lavoro di Matteo), si affronta il tema delle povertà, quello della tutela ambientale. Le lacrime, a fatica, lasciano il posto al futuro: "Vogliamo creare uno spazio aperto a tutti, un centro aggregativo con spazi ricreativi per i giovani, ma anche per l’arte e i bambini, per gli immigrati, per la documentazione storica". Altre idee, altra voglia di portare avanti il Bagna pensiero: " Abbiamo pensato - dicono i colleghi di lavoro della coop. Aurora di creare una borsa di studio per chi voglia fare un tirocinio sulla sicurezza sul lavoro". E ancora: "Sempre sui temi cari a Matteo, che si è laureato in "Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro" alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università di Parma - spiega commosso il padre Bruno - porteremo avanti un progetto con i bambini della Newton Alberelli". L’incontro, carico di commozione, fra testimonianze e idee, tra le felpe dei Boys e il dolore dei parenti, dura quasi due ore. "Da adesso il ricordo di Matteo resterà per sempre".

28 marzo 2009

Fonte: Parma.repubblica.it (Testo e Fotografia)

PARMA

Matteo Bagnaresi: ecco la Fondazione

Con una serie di iniziative, fra cui l'istituzione di una fondazione a suo nome, oggi a Parma è stato ricordato Matteo Bagnaresi, il tifoso di 27 anni investito e ucciso da un pullman nell’area di servizio Crocetta nord il 30 marzo del 2008 mentre stava recandosi a Torino per seguire Juventus-Parma. I genitori e gli amici del ragazzo ucciso hanno deciso di dare vita ad una fondazione che, in collaborazione con le istituzioni pubbliche e private della città, si occuperà in particolare di disagio giovanile. "Tante persone hanno detto sì a questa giornata di ricordo - ha commentato Bruno Bagnaresi, padre del giovane ucciso - Matteo si rivela sempre una grande sorpresa per noi. Ora con la nascita della fondazione puntiamo a creare uno spazio di accoglienza per i ragazzi che vivono nella nostra città. Da parte dell’amministrazione comunale c'è già l’impegno di trovare l’area dove collocare la struttura ma ora serve il contributo di tutti. Il cammino è insomma ancora lungo". Domani, in occasione della sfida di campionato Parma-Piacenza, due mazzi di fiori in memoria di Matteo Bagnaresi saranno posti in piazzale Allende, un tempo sede del centro sociale Mario Lupo, e in curva nord al Tardini. Sempre in curva nord sarà presentato un murales dedicato al giovane scomparso.

28 marzo 2009

Fonte: Gazzettadiparma.it

Fotografia: Csmovimenti.org

Nuova sede Fondazione Bagnaresi

La famiglia: "Silenzio dal Comune"

di Marco Severo

A quattro anni dalla morte di Matteo, la famiglia sollecita una decisione da parte dell'Amministrazione su un progetto già quasi concluso ai tempi di Vignali: "Era il sogno di nostro figlio - dice il papà del ragazzo - creare un luogo dove accogliere gli ultimi e aiutarli nei bisogni quotidiani".

Era tutto pronto, gli ex assessori Lorenzo Lasagna e Giorgio Aiello avevano dato il via libera. Mancava soltanto un voto del Consiglio comunale, che pareva scontato. Poi, invece, della nuova sede della Fondazione Matteo Bagnaresi si sono perse le tracce. Il tracollo della Giunta Vignali, lo scorso settembre, mandò all’aria il sogno di una famiglia: "Il progetto di massima dell’edificio era già stato stilato, ma dal commissario Mario Ciclosi non abbiamo avuto alcuna notizia" dice oggi Bruno Bagnaresi, papà di Matteo. Certo il commissario avrà avuto montagne alte così di carte sulla sua scrivania: i debiti, il bilancio comunale, le società partecipate da rimettere in sesto. "Tuttavia ci piacerebbe almeno sapere da Ciclosi - aggiunge il genitore - se ritiene ancora fattibile il progetto, se possiamo attenderci a breve una sua decisione visto che in fondo quasi l’intero iter amministrativo era stato concluso". La nuova sede sorgerà in zona via Emilia est, almeno secondo l’accordo preso con l’Amministrazione Vignali. Sarà un edificio di circa 750 metri quadrati che ospiterà, tra le altre strutture, una biblioteca e l’archivio del Centro studi movimenti oltre ad uffici e sale convegni per incontri con professionisti del sociale. Una casa in cui abiterà lo spirito di Matteo, che avrebbe voluto fortemente creare un posto così: "Ci teneva tantissimo - spiega Bruno Bagnaresi - pensava ad un luogo in cui accogliere ragazzi soli, gli ultimi, senza possibilità economiche". Attualmente la Fondazione Bagnaresi lavora nella sua vecchia sede, in via Guido Reni 9. Il lunedì e il giovedì circa 40 ragazzi immigrati vengono a studiare, a seguire corsi di italiano gratuiti. L’idea è di ampliare gli orizzonti della Fondazione, di crescere e diventare un centro di azione dal basso - culturale, sociale - sulla città. "In questo senso ribadiamo la nostra intenzione di andare avanti, la nostra piena volontà di proseguire nella realizzazione della struttura". La sede sarebbe un regalo bellissimo a quattro anni dalla morte di Matteo, che il 30 marzo 2008 venne investito da un pullman degli ultras juventini nella stazione di servizio Crocetta nord dell’autostrada Piacenza-Torino. Un regalo bellissimo, in realtà, per quella parte di città invisibile a cui la Fondazione Bagnaresi ogni settimana dà un volto e una dignità.

9 marzo 2012

Fonte: Parma.repubblica.it

Fotografia: Fondazionematteobagnaresi.it

Striscioni, lettere, atti vandalici: è guerra a "Casa Bagnaresi"

di Maria Chiara Perri

Da quando è stato aperto il cantiere in via Saragat si sono susseguiti episodi contro la realizzazione della nuova sede che ospiterà varie attività culturali. La madre di Matteo: "Andiamo avanti, è tutto legittimo e nella massima trasparenza".

È in corso una piccola guerra casalinga e rudimentale contro la realizzazione di "Casa Matteo", la nuova sede della Fondazione Matteo Bagnaresi che ospiterà attività culturali e ricreative e offrirà degni spazi alla biblioteca e all'archivio del Centro Studi Movimenti. Da quando lo scorso 7 gennaio sono iniziati i lavori in via Saragat, su un terreno concesso dal Comune, si sono susseguiti gli episodi di fastidio contro il cantiere, culminati con un raid vandalico che ha rovinato il lavoro di due giorni: nottetempo è stata tagliata la recinzione e ignoti si sono introdotti nel cantiere per togliere tutti i paletti piantati per effettuare gli scavi. Un danno notevole, stigmatizzato dai Boys in una nota pubblicata sul loro sito web. E prima c'erano stati striscioni, croci celtiche, una lettera al vicesindaco perché l'area verde non venisse toccata. Nella serata di martedì i lavori sono stati presidiati dalla famiglia Bagnaresi con gli amici della Fondazione, fino all'arrivo delle guardie giurate. Ora gli scavi sono fatti e i genitori di Matteo si augurano che tutto proceda senza intoppi. Ma chi si oppone alla realizzazione della sede di un'associazione culturale, tanto da commettere reati ? Da come si sono svolti i fatti sembrerebbe un caso "Nimby": Not in my backyard. Ossia una guerra dichiarata da residenti contro una struttura vicina non voluta. Cristina Bagnaresi, madre di Matteo, racconta che cosa è successo dall'avvio dei lavori: "Abbiamo tagliato cinque alberelli all'inizio, ma è chiaro che saranno ripiantumati e ne metteremo anche altri. Sono venuti dei residenti a chiedere perché veniva toccata un'area di verde pubblico, poi è comparso uno striscione con le scritte "abuso, speculazione" - spiega - Quindi hanno appeso un altro cartellone molto rudimentale, fatto di fogli da fotocopiatrice attaccati insieme, con scritto "Pizzarotti dà casa tua ai Bagnaresi, il verde non si tocca". Cose di questo tipo, con croci celtiche al posto delle o. Poi c'è stato l'atto vandalico, che ha causato un bel danno. Sia noi che l'azienda abbiamo sporto denuncia ai carabinieri. Il vicesindaco ha poi ricevuto una lettera da parte di alcuni residenti, che penso abitino in uno stabile nei pressi del cantiere, con le firme contrarie al progetto sempre perché "il verde pubblico non si tocca". Ma queste persone non sono informate, non sanno che per legge il verde pubblico può ospitare aree ricreative, culturali e di socializzazione. È quello che stiamo facendo su un terreno prima incolto, nella massima trasparenza". Cristina Bagnaresi è dispiaciuta perché, evidentemente, il progetto di Casa Bagnaresi non è stato compreso: "Abbiamo organizzato un incontro lo scorso novembre al Teatro Europa e avevamo invitato le famiglie di via Saragat, ma si sono presentati in pochi - spiega - abbiamo spiegato che lavoriamo gratuitamente per realizzare una struttura culturale, a basso impatto per l'ambiente, con il fotovoltaico. Ospiteremo anche il Centro Studi Movimenti che lavora molto con gli studenti, con un ricco archivio e una biblioteca. Cureremo il verde pubblico e, se ci saranno i soldi metteremo anche dei giochi per i bambini". Ora la speranza è che questi attacchi finiscano: "Oggi hanno chiamato i vigili urbani perché gli operai hanno cominciato a lavorare un quarto d'ora prima del previsto, alle 14.45 invece che alle 15. Hanno multato l'azienda di 500 euro - spiega Cristina Bagnaresi - noi andiamo avanti. Speriamo di poter presto organizzare un incontro pubblico con la vicesindaco per spiegare a chi ci boicotta che questa è un'operazione assolutamente trasparente e legittima, condotta insieme all'ufficio tecnico del Comune, con tanto di delibere. E informeremo su quello che sarà Casa Bagnaresi".

14 gennaio 2014

Fonte: Parma.repubblica.it

Fotografia: Fondazionematteobagnaresi.it

 
Parma, la nuova casa Matteo Bagnaresi. Parlano i genitori: Voto unanime in Consiglio comunale sulla delibera che cede alla Fondazione Matteo Bagnaresi il diritto di superficie su un'area dove sorgerà una struttura socio ricreativa intitolata al giovane scomparso nel 2008. 11 febbraio 2014 Fonte: Repubblica.it

Presentazione della Casa Matteo Bagnaresi

Venerdì 14 novembre 2014, ore 21 Teatro Europa di via Oradour - Parma.

La Fondazione onlus Matteo Bagnaresi ha organizzato per venerdì 14 novembre, alle ore 21, presso il Teatro Europa di via Oradour, un incontro con la cittadinanza per presentare il progetto della Casa Matteo di via Saragat. La Casa sarà un centro ricreativo-culturale aperto al quartiere e non solo, rivolto soprattutto alle nuove generazioni, dove si svolgeranno le iniziative di solidarietà sociale e di recupero scolastico da parte dei volontari della Fondazione Bagnaresi ed ospiterà l’attività di ricerca e di documentazione - del Centro studi movimenti (con il suo archivio e la sua biblioteca). L’edificio, autosufficiente dal punto di vista energetico, sarà circondato da spazi verdi, fruibili dal quartiere e avrà un auditorium con un centinaio di posti per iniziative culturali. I lavori esecutivi inizieranno nelle prossime settimane. L’incontro è rivolto in particolare agli abitanti delle zone di via Sidoli, via Budellungo e via Traversetolo.

12 novembre 2014

Fonte: Csmovimenti.org

Via Saragat, nasce la casa della Fondazione Matteo Bagnaresi

Inaugurato l'edificio realizzato dalla Fondazione in memoria di Matteo Bagnaresi, su un'area messa a disposizione dal Comune. Ospiterà anche il Centro Studi Movimenti.

Il "Bagna" torna a vivere a Parma, in via Saragat 33/A: lì si trova la sua casa, la "Casa di Matteo", la nuova sede della Fondazione Matteo Bagnaresi Onlus, inaugurata sabato 19 settembre, tre giorni dopo quello che sarebbe stato il suo compleanno. La casa è un prefabbricato in legno bello, grande e colorato, composto da tre corpi di fabbrica su un solo piano, studiato per il massimo risparmio energetico, con cappotto isolante e fotovoltaico sufficiente per alimentare la struttura. "Nostro figlio non c'è più, ma vogliamo farlo vivere con questo progetto, gli sarebbe sicuramente piaciuto", è stato il primo commento di papà Bruno e mamma Cristina, prima del taglio del nastro e della benedizione della struttura. "Questa è una bella occasione - ha affermato il sindaco Federico Pizzarotti - in questo luogo si potranno fare tante cose belle per la città. È un centro di aggregazione prezioso in un quartiere in cui ce n'è davvero bisogno - ha continuato il sindaco - per questo ringrazio la famiglia e la Fondazione a nome di tutti i cittadini di Parma. L'attività che già fate - ha continuato rivolto a Bruno e Cristina - il doposcuola per i ragazzi e questo centro a lui dedicato sono il modo migliore per far vivere e per conservare nella memoria il ricordo di Matteo". "Sono passati 7 anni da quel terribile 30 marzo, da quella domenica  che ha sconvolto la nostra vita - ha ricordato Bruno Bagnaresi - in un primo momento io e Cristina avevamo deciso di lasciare Parma, ma non lo abbiamo fatto perché questa è la città che Matteo ha tanto amato e dove ha vissuto con i Boys il tifo per il suo Parma, la sua fede antifascista, il suo amore per l'ambiente, la sua voglia di cambiare il mondo, il suo desiderio di stare dalla parte degli ultimi. Così abbiamo deciso di fare qualcosa che sarebbe piaciuto a lui, e abbiamo trovato davvero tanta umanità e tanta generosità, che ci hanno dato la forza di creare questa struttura, anche grazie al Comune che ci ha dato una bellissima area, e di regalarla ai giovani di Parma". La cerimonia - alla quale è intervenuto anche Gigi Apolloni - si è conclusa con la lettura di un messaggio immaginario di Matteo ai genitori, letto da Jesus, un alunno di origine latino-americana.

Com'è nata la Casa di Matteo - La Fondazione (www.fondazionematteobagnaresi.it) è stata costituita nel 2008 con l'intento di creare una continuità di sentimenti, ideali e valori di Matteo scomparso tragicamente il 30 marzo 2008. Sin dalla nascita, grazie alla generosa collaborazione di volontari, ha svolto attività pomeridiana di aiuto gratuito nei compiti e nello studio ad alunni di scuola media nella vecchia casa di Matteo in Via Guido Reni 9, insieme ad altre azioni nel campo della solidarietà e beneficenza. La nuova sede detta "Casa Matteo" costituirà un centro rivolto ai giovani e funzionerà da polo di attrazione culturale-ricreativo all’interno del quartiere. Il terreno su cui sorge la struttura è stato concesso gratuitamente dal Comune di Parma (con "diritto di superficie" per la durata di 80 anni), mentre il fabbricato è stato edificato dalla famiglia di Matteo. Nello spazio della Fondazione verranno svolte attività gratuite di tipo culturale: alfabetizzazione, apprendimento, recupero scolastico, ma anche altre sempre di natura solidale. All’interno della struttura trova collocazione anche il Centro Studi Movimenti, rappresentato per l'occasione da William Gambetta, con il suo ricco archivio, la biblioteca, l’aula didattica per studio, formazione e ricerca, che qui "continuerà a fare politica promuovendo cultura, con la sua critica radicale alla società esistente, senza mai farsi incantare dalle sirene del potere". L’edificio si sviluppa tutto al piano terra secondo tre moduli adiacenti e comunicanti per un totale coperto di 500 mq circa. È costruito secondo criteri di ecosostenibilità, dotato di impianto fotovoltaico per il fabbisogno energetico (caldo/freddo) e circondato da un'area verde. L'atrio potrà essere utilizzato anche per piccole mostre o esposizioni temporanee. L’area centrale è occupata da una sala auditorium con lo scopo di incontro ed aggregazione di giovani e adulti. In essa potranno svolgersi, oltre alle assemblee generali della Fondazione e del Centro Studi Movimenti, riunioni, lezioni, corsi tematici, liberi dibattiti, proiezioni, conferenze, presentazioni di elaborati, libri, sia della Fondazione che del Centro Studi o di altri, che ne facciano richiesta, purché siano approvate dal Consiglio di Amministrazione, nel rispetto dei principi espressi nello Statuto della Fondazione, ritenute valide culturalmente e di interesse collettivo.

20 settembre 2015

Fonte: Parmatoday.it

Fotografie: Parma.repubblica.it

 

La Provincia del Gol: A Parma il ricordo

di Matteo Bagnaresi vive in una Casa

di Stefano Dolci e Mattia Fontana

A pochi mesi dalla rinascita del Parma Calcio dopo il fallimento dello scorso marzo nella città ducale è stata inaugurata "Casa Matteo", la sede della Fondazione Onlus creata dai genitori per ricordare Matteo Bagnaresi scomparso tragicamente il 30 marzo 2008 nei pressi di Asti, poche ore prima di una sfida tra Juventus e Parma.

Una rinascita dentro all’altra - Sembra passato un secolo dal lungo inverno che aveva avvolto Parma e il Parma. La crisi societaria del club calcistico, giunto sino al fallimento dello scorso marzo e costretto a ripartire dalle macerie della Serie D. Un lento inabissamento che fa ormai parte del passato. La città ha voltato pagina ed è tornata a sorridere con una nuova squadra e rinnovate speranze. Un autentico rifiorire, un "ritorno alla vita" andato parallelamente a una storia che merita di essere ricordata. Quella di Bruno e Cristina Bagnaresi, i genitori di Matteo, il tifoso gialloblù scomparso tragicamente il 30 marzo 2008.

Ritornare alla vita - Matteo aveva 28 anni quando è stato investito da un pullman nell’area di servizio Crocetta, nei pressi di Asti, poche ore prima di una sfida tra Juventus e Parma. Una tragedia, l’ennesima in cui è piombato il nostro calcio. Ma soprattutto un dramma famigliare devastante. Bruno e Cristina, però, hanno fatto loro la forza e l’entusiasmo del figlio, da sempre impegnato nel volontariato. E hanno riversato quella forza nella loro città. Sono usciti quasi immediatamente dal processo per stabilire le cause della morte di Matteo e hanno creato già nel 2008 una Fondazione dedicata al figlio, riconosciuta come ONLUS. L’obiettivo ? Svolgere attività di aiuto e recupero per alunni in difficoltà di una scuola locale, quella in cui Cristina ha insegnato per anni. Anno dopo anno, il sostegno di amici e volontari si è esteso a macchia d’olio, sino ad arrivare al punto in cui la casa di famiglia, prima sede della fondazione, è divenuta uno spazio troppo stretto. A quel punto, con il sostegno del Comune di Parma, è nata l’idea di trasferirsi altrove. E creare una nuova casa, "casa Matteo". Un posto dove poter proseguire la propria attività di volontariato.

Come è nata "Casa Matteo" - Non è passato nemmeno un anno dal giorno in cui Bruno e Cristina Bagnaresi hanno presentato il loro progetto al quartiere di Parma in cui sarebbe sorta la struttura. A metà settembre, però, la "casa" è stata inaugurata al pubblico. Un edificio a impatto zero costruito in via Saragat, immerso nel verde e costituito da due ali comunicanti attraverso un auditorium di circa 100 mq. Da una parte la Fondazione Bagnaresi, intenta a proseguire nelle consuete attività di recupero degli studenti, dall’altra il Centro Studi Movimenti, associazione di ricercatori storici che da anni collabora con la famiglia Bagnaresi e ora sarà compresa sotto lo stesso tetto. "I lavori, sul terreno edificabile concessosi dalla giunta Comunale nell’autunno del 2014, sono iniziati lo scorso 10 gennaio e in appena 9 mesi abbiamo realizzato questa struttura ad impatto zero ed energicamente autosufficiente grazie ai pannelli fotovoltaici montati sul tetto - ci racconta Bruno Bagnaresi, padre di Matteo che insieme alla moglie Cristina è l’anima dell’Onlus - per noi questo stabile rappresenta qualcosa che avevamo in mente da sette anni. Nostro figlio non c'è più, ma vogliamo farlo vivere con questo progetto che gli sarebbe sicuramente piaciuto. Grazie ai nostri volontari riusciamo a garantire un’attività di alfabetizzazione, apprendimento, recupero scolastico e aiuto nello studio ad alunni meno fortunati. Entro breve abbiamo intenzione anche di aprire uno sportello per la sicurezza per offrire consulenze a lavoratori o a famiglie in difficoltà economica o semplicemente che non navigano in buone acque e non possono garantirsi simili tutele. Poi abbiamo in mente anche idee per iniziate sul piano culturale e artistico… Siamo carichi di buone intenzioni e ora che abbiamo gli spazi possiamo realizzare tante cose interessanti".

Il legame col Parma Calcio - A presenziare lo scorso 19 settembre alla cerimonia d’inaugurazione della casa di Matteo c’era anche Gigi Apolloni, attuale allenatore del neonato Parma Calcio nato dalle ceneri del fallimento. Matteo era un grande tifoso gialloblù, che seguiva la squadra ogni domenica insieme ai Boys, e l’idea di collaborare insieme nel futuro più immediato per dei progetti solidali c’è come ammette lo stesso Bruno: "Negli anni scorsi avevamo avuto dei contatti con Ghirardi e Leonardi con i quali avevamo anche discusso la possibilità di ricordare Matteo con diverse modalità poi, dopo i noti problemi, tutto è naufragato. Negli ultimi mesi però, grazie anche alla donazione dell’incasso delle vendite un libro sulla storia a vignette del Parma a favore della nostra Fondazione, c’è stato un riavvicinamento con diversi personaggi della nuova società a cominciare da capitan Lucarelli fino ad arrivare a mister Apolloni. Da parte loro abbiamo trovato la massima disponibilità a spalleggiarci e sostenere i nostri progetti e soprattutto ad aiutare i tanti ragazzi che non si possono permettere di seguire i loro beniamini alla domenica allo stadio. Questo ci fa enorme piacere… Il fallimento del Parma in città è stato qualcosa di inatteso e fragoroso che ha indignato e ferito l’intera cittadinanza. Ora però la nuova società sta muovendosi al meglio provando a recuperare quella vicinanza con la gente che si respirava 20-25 anni fa ai tempi del primo Parma di Scala. Un'unione d'intenti che nell’ultimo decennio, per una serie di ragioni, si era via, via persa. Il Parma - chiosa Bruno Bagnaresi - mi sembra essere in mani solide e sono certo che più presto che tardi tornerà ai livelli e alla dimensione che merita". Un rifiorire dopo l'altro.

7 ottobre 2015

Fonte: Eurosport.com

Fotografia: Fondazionematteobagnaresi.it
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