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Stele di Giovanni Spiniello

Insieme per Avellino e l’Irpinia: Heysel, memoria da preservare

Ripensiamo il futuro dello Stadio Partenio-Lombardi

29 Maggio 2025 - In occasione del 40° anniversario della strage dell’Heysel, l’Associazione "Insieme per Avellino e l’Irpinia" intende ricordare quella tragica sera del 29 maggio 1985, quando allo stadio di Bruxelles persero la vita 39 tifosi, molti dei quali italiani, travolti dalla follia degli hooligans e dalla carenza di misure di sicurezza. Una tragedia che ha segnato per sempre il calcio europeo e che merita memoria e rispetto. Non tutti sanno che proprio ad Avellino, all’interno dello Stadio Partenio-Lombardi, esiste una scultura commemorativa dedicata alle vittime dell’Heysel, realizzata dagli artisti Giuseppe Spiniello e Raffaele Luongo. Un’opera dal grande valore simbolico, che testimonia come anche una partita di calcio possa trasformarsi in tragedia, quando vengono meno i valori dello sport e del rispetto reciproco. Chiediamo con forza che tale monumento venga preservato, soprattutto alla luce delle ipotesi di demolizione o profonda trasformazione dello stadio Partenio-Lombardi. Non possiamo permettere che venga cancellata una memoria così importante: quel monumento non è solo un’opera d’arte, ma un monito per le future generazioni. In merito alle recenti discussioni sul futuro dell’impianto di Contrada Zoccolari, riteniamo doveroso esprimere la nostra posizione. Oggi la struttura risulta inadatta, sia per motivi logistici che per motivi di sicurezza, a ospitare partite di un campionato di massima serie, soprattutto considerando la vicinanza con l’Ospedale Moscati e l’impatto sul traffico cittadino. Siamo favorevoli alla delocalizzazione dello stadio, con la proposta concreta di un’area alternativa nella zona di Pianodardine. Un sito strategico, in prossimità della stazione ferroviaria (che auspichiamo presto attiva con l’elettrificazione completata) e del casello autostradale di Avellino Est. Un luogo ideale per la nascita di una Cittadella dello Sport, moderna, efficiente e lontana dal congestionamento urbano. Infine, auspichiamo che l’attuale stadio Partenio-Lombardi rimanga un bene di pubblica utilità, da affidare con regolare concessione sia all’U.S. Avellino per attività di allenamento e partite amichevoli, sia ad altre realtà sportive del territorio che ne facciano richiesta. Lo sport è memoria, cultura e futuro. Difendiamo insieme ciò che rappresenta per la nostra comunità. Associazione "Insieme per Avellino e l’Irpinia" Fonte: Gazzettadellirpinia.it © 29 maggio 2025 Fotografie: Orticalab.it ©

Memorial Heysel – Curva Sud presente al fianco di Juve e Den Haag

La Curva Sud Avellino presente a Meda al fianco della Juve e del Den Haag

Una giornata stupenda all’insegna dello sport e della fratellanza. Quest’oggi a Meda, i tifosi biancoverdi della Curva Sud, insieme ai tifosi juventini ed olandesi dell’Ado Den Haag, si sono incontrati per il 14esimo memoriale in onore delle vittime del Heysel. Una giornata di sport che rafforza il legame tra le tifoserie, quest’anno presenti in numerosi spalti italiani (li ricordiamo a Rieti nella finale dello spareggio col Lanusei e con la Lupa Roma) a sostegno della rinascita biancoverde. "Rispettiamo chi ci rispetta" è stato lo slogan usato dalle 3 tifoserie, unite ormai da un forte gemellaggio e unione. Fonte: Sportavellino.it © 9 giugno 2019 Fotografie: Orticalab.it © Juventus Club Meda © Nuovairpinia.it © Banner: Comune di Avellino ©

 

Il ricordo

Heysel 1985: quel monumento irpino contro la follia, di ieri e di oggi...

di Lara Tomasetta

Le follie "calcistiche" degli ultimi giorni ci hanno portato a riscoprire l’opera del maestro Giovanni Spiniello situata vicino la Tribuna Montevergine allo Stadio Partenio-Lombardi.

"Tifoso russo accoltellato all’esterno dello stadio Olimpico". Apprendo questa notizia dai siti internet. L’ennesima immancabile notizia di violenza legata ad uno sport che di sportivo ha sempre meno. Eliminiamo subito ogni dubbio: di calcio ne capisco davvero poco, se non niente. Mi limito a simpatizzare per qualche squadra e le mie conoscenze si fermano alla comprensione del fuorigioco, avvenuta dopo 10 anni di studi.  Chiaramente qui il problema è un altro. Si tratta di capire se possiamo ancora parlare di sport. Ci abbiamo tutti riflettuto parecchio, abbiamo avuto un’intera estate per rifletterci, ma con tutta onestà credo sia cambiato poco o niente. Neanche quattro mesi fa Ciro Esposito, tifoso partenopeo in trasferta a Roma per assistere alla finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, veniva ferito a morte nei pressi dello Stadio Olimpico da chi, con Napoli e Fiorentina c’entrava ben poco. Nonostante l’enorme polverone innescato il campionato è ripartito senza particolari cambiamenti, perché, siamo onesti, chi può fermarla questa impresa ? Francamente non c’è nemmeno da fermarla quest’impresa, dato l’indotto che genera. Però, con molta onestà, nella lunga storia del calcio, gli episodi di violenza sono stati innumerevoli. Una guerriglia senza fine tra persone che più che indossare sciarpe e vessilli sportivi credono di avere scudi ed elmi per rivendicare una non ben nota "fede". I veri tifosi me ne vorranno. Però prima di partire con l’insulto o con un coro - se vi più aggrada - vorrei ricordare un episodio per il quale siamo prossimi celebrare il trentennale. I miei concittadini, nonché lettori tifosi dell’Avellino, saranno certamente al corrente della presenza della stele posta vicino la Tribuna Montevergine allo Stadio Partenio-Lombardi.

Quella stele, neanche troppo piccola per la verità, è un monolite alto tre metri completamente rivestito di cemento armato, frutto del lavoro di un noto artista irpino: Giovanni Spiniello. Correva l’anno 1985, alcuni di noi non erano nemmeno nati, ma i nostri cugini, genitori o amici più grandi ricorderanno certamente la data del 29 maggio. Quella che può essere annoverata come una delle più nefaste e ingloriose per l’intero universo calcistico. Un giorno di violenza efferata e gratuita mista alle più illogiche dinamiche della folla che portò ad un bilancio di 39 vittime. Finale di Coppa dei Campioni, la Juventus di Platini e Boniek sfida il Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles. Ad un’ora dal fischio d’inizio cominciano i disordini tra le due tifoserie, nel giro di pochi minuti la portata degli scontri (NdR: nessuno scontro leggi Nota Scontri Associazione Familiari Vittime Heysel) diviene incontenibile ed i tifosi juventini aggrediti cominciano ad accalcarsi alle deboli barricate del settore "Z". Un intero pezzo del settore, dove erano collocati i tifosi, cede rovinosamente. La folla impazzisce per la paura ed il caos travolge tutto e tutti. Difficile ricostruire quegli attimi. Riecheggia ancora la voce di Bruno Pizzul, accidentale narratore di una serata difficile da dimenticare. Una telecronaca non facile di una partita che fu ugualmente giocata, perché "the show must go on". Tanti giovani travolti da una furia che l’artista Spiniello ha voluto ricordare tramite un’opera complessa e maestosa: la stele commemorativa dal nome "Heysel ’85 per non dimenticare".

Opera regalata alla città il 5 febbraio del 1986 quando per la prima ed unica volta nella sua storia la Nazionale italiana fece tappa ad Avellino per disputare un’amichevole contro l’allora Germania dell’Ovest. Il monumento ha una base in argilla, la forma in gesso e la colata di cemento armato ad alta resistenza. Una "reminiscenza fossile", come ama definirla il suo autore. Un lavoro etico e di denuncia che abbiamo dimenticato. Eppure è sempre lì, a ricordarci la mutazione dell’uomo in bestia, lo sfogo del barbaro che nulla ha a che vedere con lo sport che davvero ci piace. Il dolore che emerge dall’opera lo si intravede nei tanti volti ritratti. La paura immane di aver perso un congiunto per un motivo incomprensibile. Come è evocativa l’immagine centrale di questa donna che urla per il dolore e all’interno dell’urlo contiene il volto di un bambino, nel vano tentativo di proteggerlo. Un potente lavoro di commemorazione, pensato e sentito come un monumento alla speranza, un invito a ricordare il piacere del calcio giocato: "uno sport di strategie, di geometrie ed anche di cultura. Un momento di aggregazione, di crescita fisica ed interiore. Come ogni sport dovrebbe essere". I tifosi più affezionati ci saranno passati accanto tante volte: mi chiedo se abbiano mai devoluto un pensiero a quel penoso momento di inciviltà. Mi chiedo se esiste una mera possibilità che quel piccolo gesto di memoria abbia il potere di riportare il desiderio di assistere soltanto ad un indimenticabile spettacolo sportivo. Un calcio che non offende l’avversario, non cerca di cancellarlo o annullarlo, ma lo rispetta, nella sua potenza come nella sua fragilità. Fonte: Orticalab.it © 19 settembre 2014 Fotografie: Orticalab.it © GETTY IMAGES © (Not for Commercial Use) Banner: U.S. Avellino 1912 ©

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