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Liverpool 1-17.06.1985
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Cerimonie di Liverpool (City) 1-17.06.1985
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Consiglio Comunale e Chiese Locali, Liverpool 1-17 Giugno 1985
Preparazione Cerimonie in Memoria della Strage dello Stadio Heysel
"Viaggio di Pace e Riconciliazione" delle Autorità Civili e Religiose
Commemorazioni a Cura della Città di Liverpool
 Cerimonie a Torino      Cerimonie Sede F.C. Juventus  
 

Liverpool a Torino con un messaggio di amicizia

Ieri l’arrivo, oggi l’incontro con la giunta - "Non si può riparare al male, ma si può costruire un ponte di fratellanza".

DALLA NOSTRA REDAZIONE. TORINO - "Abbracciamo la città di Torino con spirito di fratellanza. Quello che è successo contiene in sé qualcosa di irreparabile. Non possiamo riparare al male, a tutto ciò che è stato fatto, tuttavia possiamo costruire un ponte di amicizia che unisca le nostre due città". Parole semplici, asciutte, che vanno diritte al cuore. Le scandisce il sindaco di Liverpool, Hugh Dalton, davanti a un nugolo di cine-operatori, fotografi, giornalisti, che lo circondano, lo assediano, mentre si rivolge alla rappresentanza del comune di Torino. In anticipo sulla tabella d’arrivo, il volo della "DAN AIR", decollato da Liverpool alle 16.09, con a bordo la delegazione della città inglese, atterra dolcemente sulla pista di Caselle. Dal "messaggero di pace" discendono primi fra tutti Maria e Richard Welsh, rispettivamente moglie e zio di John Welsh, il "salvatore" dell'Heysel, l’uomo che con coraggio ha salvato la vita ad una decina di Italiani travolti, in quei venti minuti di terrore nel settore "Z" dello stadio di Bruxelles. La donna stringe a sé i suoi bimbi: John e Maria, di tre e due anni. Suo marito, atterrato poche ore prima, proveniente da Roma, ha dichiarato: "Porto la solidarietà di tutti i disoccupati di Liverpool a quelli di Torino". La morsa del fotografi si stringe fulmineamente, quasi a chiudere in un budello la scaletta dell'aereo, da cui discendono in rapida successione tutte le personalità della delegazione di Liverpool. Dal sindaco Dalton ai membri del consiglio comunale, dall'arcivescovo cattolico Derek Warlock al reverendo anglicano Davide Sheppard, ai dirigenti della società calcistica del Liverpool. Ad attendere tutti, gli assessori comunali Elda Tessore e Francesco Mollo, il console inglese a Torino, mister Wicks, ed il "minister" (una sorta di vice ambasciatore o ambasciatore in seconda) mister Fitrherbert. Le parole che cogliamo nella grande ressa sono di prammatica poiché, come ha spiegato il console Wicks che ha svolto la funzione di portavoce del gruppo, la conferenza stampa è prevista oggi, nell'incontro che la delegazione avrà a Palazzo Civico con il sindaco Cardetti e quattro assessori. Il più loquace si è rivelato II reverendo Sheppard, che ha affermato: "Siamo a Torino per esprimere II nostro cordoglio. Il nostro dolore per tante vittime innocenti di una tragedia. Auspico che domani (oggi per chi legge n.d.r.) nella funzione religiosa al Santuario della Consolata vi siano tanti giovani, perché grande è il significato della parola fratellanza". Ed è una chiave di lettura anche del laburista di sinistra Derek Hatton, vice capogruppo al comune di Liverpool, che in volo ha dichiarato a giornalisti inglesi: "Il primo ministro Thatcher ha strumentalizzato la tragedia dello stadio come una seconda guerra delle Falkland". Sull'aereo non sarebbero mancate polemiche e scambi velenosi tra i sette laburisti, da una parte, con i conservatori e liberali alleati dall'altra. Questi ultimi accusano a loro volta i laburisti di aver strumentalizzato la missione di pace. Una ulteriore prova di come, anche in questa triste circostanza, vecchi e sordidi rancori non siano rimasti a casa. Per la cronaca, i rappresentanti di Liverpool hanno inviato un incaricato a Bruxelles per controllare le misure di sicurezza che esistevano nel tragico stadio, allo scopo di concordare con i torinesi una denuncia nei confronti degli organizzatori. m. r.

18 giugno 1985

Fonte: L’Unità

Con la delegazione che vuole ricostruire l'amicizia umiliata dalla tragedia di Bruxelles

Da Liverpool a Torino sul jet della pace

di Enrico Singer 

TORINO - A Liverpool l'aereo rulla puntuale sulla pista, alle 3 del pomeriggio, sotto la pioggia. In un attimo il porto e le villette brune della periferia spariscono dietro le nuvole. Il viaggio della riconciliazione a Torino è cominciato. E' dal giorno successivo alla strage nello stadio Heysel di Bruxelles che gli amministratori della città inglese, i dirigenti della squadra dei "reds", il vescovo cattolico e quello protestante, hanno lavorato per arrivare a questo giorno. Hanno scelto la delegazione (28 persone), hanno preso contatti, preparato discorsi. Adesso che il jet è in volo sono tutti tesi. Sperano di essere capiti ma l'esame da superare è duro. "Quei trentotto morti pesano a Liverpool e in Inghilterra come in Italia", dice Derek Hatton, il vicesindaco che è stato uno dei più convinti sostenitori del viaggio. "Vogliamo scongiurare una guerra tra città, tra italiani e inglesi. A Torino speriamo di incontrare anche i familiari di qualcuna delle vittime di Bruxelles per testimoniare il nostro cordoglio sincero. Non cerchiamo scuse ma comprensione. Dobbiamo lavorare insieme per ricostruire l'amicizia, per eliminare dubbi assurdi: la violenza di un gruppo di teppisti non può condannare un Paese". Anche gli altri rappresentanti del consiglio comunale di Liverpool insistono su questo tema: la violenza di una minoranza va isolata. Per una volta, sono d'accordo i laboristi (che governano la città). I conservatori e i liberali, tutti presenti nella delegazione. Raccontano i mille episodi di solidarietà, cercano di descrivere lo sgomento che la città continua a vivere. Hanno portato centinaia di lettere che gente comune ha scritto al municipio e ai giornali, i disegni che i bambini di una scuola - la St. Brigids's - hanno realizzato in classe. Due funzionari li tengono arrotolati su una delle poltrone dell'aereo: si intravedono volti che piangono e scritte di pace. "Li regaleremo ad una scuola di Torino", dicono. Hatton parla anche di iniziative concrete. Mostra un documento che vuole sottoporre, oggi, alle autorità di Torino e ai dirigenti della Juventus. E' una relazione dell'ufficio tecnico del Comune di Liverpool: l'ha realizzata un perito che, cinque giorni fa, è stato a Bruxelles. Nove fogli che dimostrerebbero l'inadeguatezza delle strutture dello stadio Heysel. Nel discorso riemerge la polemica inglese contro l'UEFA. "La follia degli hooligans è la prima responsabile, certo, ma in quello stadio non si doveva giocare una partita così". Secondo Hatton sarebbe venuto il momento di ragionare su tutte le responsabilità "perché tragedie simili non si ripetano". Una critica dura è rivolta anche al governo di Margaret Thatcher. Il tono si accende, il confronto politico a Liverpool, bastione laborista, è forte. "Ci hanno già regalato la guerra delle Falkland - dice Derek Hatton - ora la disoccupazione. I fenomeni di violenza, gli sbandati sono soprattutto colpa di una certa politica". Ma sull'aereo della riconciliazione prevalgono voci più pacate, anche se a Londra le dichiarazioni di Hatton avranno un seguito. Sono i due vescovi di Liverpool, che siedono uno accanto all'altro, a insistere sul messaggio di fratellanza che la delegazione vuole portare in Italia. Ricordano che quando il Papa visitò la città inglese, tre anni fa, entrò e si fermò in preghiera sia nella cattedrale cattolica che in quella anglicana: "Oggi siamo qui insieme per esprimere i sentimenti più profondi della nostra popolazione, delle due Chiese. Sentimenti di dolore e di speranza". L'arcivescovo cattolico, monsignor Derek Worlock, concelebrerà una messa con il cardinale Ballestrero: "Ripeterò ai giovani di Torino quello che ho detto ai giovani di Liverpool, dallo sport dobbiamo bandire la violenza". E il vescovo anglicano, reverendo David Sheppard (che è stato nazionale inglese di cricket), annuisce. L'aereo si avvicina a Torino. I ventotto componenti della delegazione sembrano preoccupati. Rispondono alle domande ma poi, quando scoprono che il giornalista che hanno di fronte è italiano, chiedono pareri, impressioni. "Come ci accoglieranno ? E' vero che c'è tanto risentimento ?". I meno abituati a trovarsi al centro dell'interesse (sul jet ci sono 34 giornalisti e decine di telecamere) sono la moglie e lo zio di John Welsh, il tifoso del Liverpool che, nello stadio di Heysel, ha aiutato gli italiani mettendo in salvo otto persone. John è già in Italia: tornerà a casa con i suoi. La moglie, Marie, ha portato con sé i due bambini. E' frastornata. "Mio marito un eroe ? Non so, lo hanno scritto i giornali inglesi. Credo che abbia fatto soltanto quello che qualsiasi essere umano avrebbe dovuto fare". Alle sei del pomeriggio il "Boeing", si posa sulla pista dell'aeroporto di Caselle. Il pilota, al consueto saluto, unisce un augurio particolare: "Successo per la vostra missione". Si aprono le porte. Ancora giornalisti, telecamere, fotografi: il viaggio di riconciliazione è arrivato alla sua meta.

18 giugno 1985

Fonte: La Stampa

Una delegazione in "viaggio di pace". Ci sarà anche un tifoso che ha salvato 8 italiani

Liverpool arriva

Il programma della visita è in fase di avanzata definizione. Resteranno tre giorni, martedì l'incontro con le autorità, le squadre di calcio e nel tardo pomeriggio una solenne finzione con i due vescovi inglesi e il cardinal Ballestrero.

Ci sarà anche John Welsh, il barista di 27 anni che a Bruxelles rischiò la vita per salvare otto tifosi italiani, nella delegazione in arrivo il prossimo lunedì, al pomeriggio, da Liverpool. Il programma del "viaggio di pace e riconciliazione" è ormai in via di avanzata definizione. Durerà tre giorni, ma sarà particolarmente intenso martedì quando, alle 10, il co-sindaco Derek Hutton, il presidente del consiglio comunale Hugh Dalton, l'arcivescovo cattolico e quello anglicano oltre a consiglieri comunali, deputati, delegati delle squadre del Liverpool e dell'Everton verranno ricevuti a Palazzo civico. Sarà un incontro con Torino, le autorità militari, religiose, sportive, e i sindacati su cui soprattutto ha insistito Derek Hutton. Nel pomeriggio, visita alla Juventus e forse al Torino, e con tutta probabilità alle 18 un grande rito religioso alla Consolata. Ci saranno naturalmente l'arcivescovo cattolico Derek Worlock, il vescovo anglicano David Sheppard e con tutta probabilità il cardinal Ballestrero. I contatti fra la curia di Liverpool e quella di Torino, del resto, sono stati abbastanza fitti e procedono dal giorno dopo i tragici incidenti allo stadio Heysel di Bruxelles. Un telegramma dell'arcivescovo era stato letto ai funerali delle due vittime torinesi. Mercoledì la delegazione dovrebbe ripartire, ma ci sono ancora spazi vuoti che potrebbero essere riempiti con nuovi impegni, da definire in questi giorni. Il programma di incontri, come aveva spiegato Hatton nel suo messaggio ai torinesi pubblicato da "Stampa Sera" di lunedì (edizione nazionale) potrebbe essere più vasto proprio per il desiderio del dinamico co-sindaco laburista di Liverpool di un dialogo non formale con tutti. La delegazione dovrebbe essere composta da una ventina di persone in tutto. Ma ci saranno molti giornalisti, perché la decisione assunta due settimane fa dal consiglio comunale della città inglese ha suscitato un enorme eco sulla stampa locale. Ma ecco tutti i nomi dei componenti la delegazione: Hugh Dalton, presidente del consiglio comunale, John Hamilton, dirigente del consiglio, Derek Hutton, "deputy leader" (co-sindaco), Tony, Mulhearn, presidente del partito laburista di Liverpool, John Lynden, Peter Loyd, Heather Adams, Harry Smith, due consiglieri liberali, Alfred Stocks, capo dell'esecutivo del consiglio comunale, Derek Worlock, arcivescovo di Liverpool, David Sheppard, vescovo anglicano, E. Loyden, deputato al Parlamento, K. Stewart, deputato al Parlamento, due rappresentanti delle squadre di calcio, due rappresentanti del sindacato.

12 giugno 1985

Fonte: Stampa Sera

Un messaggio a "Stampa Sera" di Derek Hatton a pochi giorni dalla visita a Torino

Il sindaco di Liverpool scrive ai torinesi

"Verremo per dirvi tutto il nostro dolore"

STAMPA SERA La delegazione inglese arriverà il 17 o il 18 giugno - "Condanniamo chi ha fatto scoppiare gli incidenti di Bruxelles" - "Vogliamo accertare, con le vostre autorità, di chi siano le vere responsabilità della tragedia".

TORINO - A una settimana dall'arrivo a Torino della delegazione di Liverpool per un viaggio di pace e di riconciliazione, contro la violenza negli stadi (il 17 o il 18 giugno), il co-sindaco Derek Hatton, promotore dell'iniziativa, ci ha fatto pervenire un messaggio per i Torinesi. L'ha sollecitato "Stampa Sera", dopo essersi messa in contatto con lui sin dalle prime ora di mercoledì scorso, quando si diffuse la notizia che il consiglio comunale di Liverpool aveva deciso di formare una delegazione comprendente le massime autorità civili, l'arcivescovo cattolico Derek Worlock, il vescovo anglicano David Sheppard, i dirigenti delle società calcistiche del Liverpool e dell'Everton. La risposta del sindaco Cardetti, informato da noi prima ancora che dalla municipalità di Liverpool fossero presi i primi contatti, fu entusiastica: "Li accogliamo a braccia aperte". E dissolse i timori che avevano accompagnato la difficile decisione del "City Council" della città inglese. Sabato scorso una solenne cerimonia per la riconciliazione è stata concelebrata nella cattedrale anglicana dai prelati dei due riti cristiani, presente anche l'ambasciatore italiano cui è stata consegnata una "targa del dolore" della città di Liverpool. Ora, mentre si infittiscono i preparativi per la partenza, Derek Hatton, il dinamico "deputy leader" laborista, invia tramite il nostro giornale questo messaggio a Torino: "Innanzi tutto verremo per dire che siamo addolorati per la tragedia che è accaduta. Esprimiamo tutta la nostra partecipazione più sincera, di tutto cuore, al dolore delle famiglie dei tifosi della Juventus. Diamo la nostra parola che la grande maggioranza dei tifosi del Liverpool era andata per assistere a quello che avrebbe dovuto essere un brillante avvenimento sportivo. In secondo luogo condanniamo, insieme alle autorità torinesi, le persone responsabili d'aver fatto scoppiare gli incidenti, incluso il Fronte nazionale, fascista, che cerca tutte le occasioni per far esplodere disordini. In terzo luogo, veniamo per accertare, sempre insieme alle autorità di Torino, dove siano le vere responsabilità della tragedia, guardando in special modo all'organizzazione per accogliere i tifosi e assicurare l'ordine a Bruxelles. Dobbiamo prepararci a chiedere degli standard di sicurezza internazionali per tutti gli stadi del calcio in Europa, in modo da esser certi che tragedie di questa fatta non accadano mai più. Infine, veniamo per stabilire legami con i partiti socialisti ed i sindacati in Torino, in modo da combattere insieme le cause profonde della disperazione di tanti giovani alle prese con gli effetti della disoccupazione di massa, sia a Liverpool che a Torino. Vogliamo scambiare i nostri punti di vista sul modo di affrontare le condizioni sociali che rendono brutale la nostra vita. Il nostro scopo è il socialismo, sia nel nostro Paese, la Gran Bretagna, sia nel mondo". Derek Hatton, Deputy leader of the City Council Liverpool.

10 giugno 1985

Fonte: Stampa Sera

"Vorrei parlare con la gente, per le strade"

Il vicesindaco di Liverpool spiega le ragioni della sua missione

NOSTRO SERVIZIO LIVERPOOL - Derek Hatton è il giovane factotum della municipalità di Liverpool. Da quando, con il sindaco Hugh Dalton, entrambi di estrema sinistra, ha rifiutato il titolo di Lord Mayor, il brillante vicesindaco si chiama vice leader del gruppo di controllo. Della delegazione che sta formando e che sarà a Torino il 17 o il 18 giugno ha detto: "Comprenderà alcuni assessori, i rappresentanti delle due Chiese, quella cattolica (i cattolici contano quasi metà dei credenti a Liverpool, ndr; e quella anglicana, un certo numero di vescovi, alcuni deputati del Parlamento centrale per Liverpool e i sindacalisti. Saremo circa venti". E che cosa farete ? Lei parlerà ? "Vorremmo incontrare le autorità a Torino e anche parlare con la gente, con i Torinesi, per le strade, e vorremmo incontrare i sindacalisti". Non temete qualche disordine ? Dimostrazioni ? Non ha paura per la sicurezza della delegazione ? "Ci siamo informati e se le autorità italiane ci dicono, come ci hanno detto, che possono garantire la nostra sicurezza, abbiamo tutte le ragioni per fidarci. Come se una delegazione italiana venisse a Liverpool noi ci assumeremmo questa responsabilità". Ho chiesto a Hatton, personaggio molto attivo, controverso e famoso, di che cosa vorrà discutere. "Ovviamente rimpiangiamo moltissimo che la scorsa settimana sia avvenuta questa tragedia e voglio già da ora mandare le mie e le nostre più sentite condoglianze alle famiglie colpite dal lutto. Ma noi crediamo che la vera responsabilità della tragedia stia nella cattiva organizzazione, non solo dello stadio a Bruxelles, ma della polizia belga, e vorremmo discutere di questo con Torino, con i Torinesi. Vogliamo studiare cosa fare e come fare nel futuro". Questo è già stato detto in Italia. "Ciò mi rinfranca, la ringrazio". Hatton è lieto che la delegazione di Liverpool sia stata accettata da Torino e che sia attesa anche se non sarà facile essere sereni né per gli uni, né per gli altri. g.s.

8 giugno 1985

Fonte: La Stampa

Liverpool chiama Torino

Una delegazione inglese attesa per il 17 o il 18 giugno - Ne faranno parte uomini politici, esponenti della Chiesa cattolica e di quella anglicana, giocatori - Il sindaco Cardetti: "Una testimonianza di amicizia e di civiltà" - "La tragedia dello stadio Heysel sia monito per tutti".

Il capo della municipalità di Liverpool, Hugh Dalton, e il suo vice, Derek Hutton, accompagnati da altre autorità ed esponenti politici, della Chiesa e del mondo calcistico, verranno a Torino per incontrarsi con il sindaco Giorgio Cardetti e con la città. La visita, che potrebbe avvenire il 17 o il 18 giugno, vuole essere un segno che la tragedia di Bruxelles "non ha allontanato le comunità civili". Della delegazione faranno parte anche l'arcivescovo cattolico Derek Worlock e il vescovo anglicano David Sheppard. L'iniziativa è allo studio del City Council di Liverpool (il nostro Consiglio comunale) che, ieri sera, avrebbe, però, registrato una spaccatura: favorevoli alla trasferta si sono dichiarati i laboristi, contrari i conservatori, incerti i liberali che vorrebbero portare a Torino anche una delegazione di fans del Liverpool. L'irrigidimento sarebbe una conseguenza di notizie rimbalzate dall'Italia secondo cui la trasferta dei rappresentanti inglesi potrebbe venire considerata "inopportuna", anche in relazione alle recenti manifestazioni antinglesi svoltesi in alcune città italiane. Il sindaco ha accolto favorevolmente l'annuncio della visita, definendola "una testimonianza di amicizia e di civiltà". Cardetti ha aggiunto che la tragedia dello stadio Heysel deve essere di monito per tutti, onde evitare che manifestazioni sportive si tramutino ancora in occasioni di violenza" augurandosi che "dall'accaduto non debba sorgere alcuna ingiustificabile forma di inimicizia fra italiani e inglesi". Per oggi è prevista la convocazione straordinaria della giunta comunale per discutere i particolari della visita. Sembra, comunque, che i rappresentanti di Liverpool rimarranno a Torino per qualche giorno e nel capoluogo piemontese si sta pensando di organizzare un rito religioso interconfessionale per commemorare le vittime dello stadio Heysel, presieduto dall'arcivescovo di Torino Anastasio Ballestrero, presidente della Conferenza Episcopale italiana. Al viaggio di riconciliazione potrebbero partecipare anche le delegazioni delle squadre del Liverpool e dell'Everton mentre c'è invece incertezza sulla presenza di gruppi di supporters. Positive le prime reazioni in città: il consigliere dc Sergio Galotti definisce il gesto dell'amministrazione di Liverpool "coraggioso e umano", e invita i Torinesi a "concedere subito perdono con un gesto di fratellanza che possa rappresentare un esempio per tutti i popoli che sono alla ricerca della pace".

6 giugno 1985

Fonte: La Stampa

"Perché da Liverpool a Torino"

La risposta di Torino a Liverpool è arrivata nella città inglese per bocca del capo di gabinetto del sindaco Cardetti. L'ha ricevuta il presidente dell'assemblea comunale, John Hamilton, che proprio ieri sera l'ha comunicata ai suoi colleghi: "Ci accolgono a braccia aperte" ha detto, più o meno, al pro-sindaco Hatton ed al "chairman" Dalton. Ma a Liverpool resta qualche perplessità fra l'opposizione liberale e conservatrice, che ritiene troppo "vicino" il 17 giugno e vorrebbe almeno uno slittamento della data in cui la delegazione della città, con tutte le autorità civili, il vescovo anglicano e l'arcivescovo cattolico, intraprenderà il viaggio di pace e di riconciliazione. I laburisti, però, hanno fretta, e non vogliono aspettare. Perché ? "Vogliamo dimostrare che non dimenticheremo mai quel che è successo a Bruxelles. E la reazione della vostra città mostra che c'è un'ampia volontà di stringere relazioni di amicizia fra noi: La decisione di intraprendere questa sorta di "viaggio di espiazione" non è stata del resto facile. Liverpool è sotto choc, "bombardata" dai giornali che sottolineano gli atti vandalici commessi in Italia dai soliti esagitati contro uffici inglesi, o la presenza di scritte che incitano all'odio, come quelle comparse alcuni giorni fa sulle mura dello stadio comunale e che il sindaco ha fatto subito cancellare. Derek Hatton, l'attivissimo "deputy leader" (carica che equivale in pratica a quella del nostro primo cittadino, perché il "chairman", e cioè il sindaco, ha funzioni di rappresentanza, è un po' un "sindaco onorario") rivendica a sé l'idea ed il merito di averla imposta. "Si, ci ho pensato io per primo - ci ha detto ieri al telefono - ancora mentre tornavano i tifosi, a caldo". Ha pensato che fosse assolutamente necessario un gesto che non avrebbe certo cancellato la barbarie scatenatasi allo stadio di Bruxelles, ma ne sarebbe stato almeno il più alto rifiuto. Un gesto doloroso, difficile. "Ho dovuto imporre quest'idea convincendo praticamente i membri della maggioranza uno per uno, superando mille perplessità e molti timori". Ora, Liverpool sta preparando il suo viaggio ed è sicura che questa sia l'unica azione giusta da compiere. Ma restano timori, alimentati da equivoci. Questa mattina ad esempio la stampa inglese sottolinea con molta enfasi il fatto che i giocatori della Juventus non scenderanno in campo nella partita a Città del Messico contro l'Inghilterra. La decisione è di Bearzot, ma molti articoli suggeriscono che sia stata invece la Juventus a impedir loro di giocare. 

6 giugno 1985  

Fonte: Stampa Sera

"Veniamo a Torino dobbiamo scusarci" ci dice il sindaco di Liverpool

di Mario Baudino

Il vescovo cattolico voleva concelebrare i funerali delle vittime - Contatti con il cardinale Ballestrero

"Chiedere scusa, per tentare di far sì, insieme, che tragedie di questo genere non debbano ripetersi mai più". Derek Hatton, il sindaco di Liverpool, ci scandisce per telefono, con voce commossa, le parole che dirà a Cardetti il 17 giugno, lunedì, quando arriverà in città guidando una delegazione. Un viaggio del perdono e della riconciliazione. Oltre al "deputy leader" Hutton, laborista della cosiddetta "tendenza militante", l'ala trotzkista del partito, il "chairman" Hug Dalton, il presidente dell'assemblea comunale John Hamilton, e poi l'arcivescovo cattolico, Derek Worlock, il vescovo anglicano David Sheppard, le rappresentanze delle squadre del Liverpool e dell'Everton, i capi dell'opposizione conservatrice e laborista. Questa del resto è la condizione posta dai vertici religiosi per partecipare al viaggio: bisogna che tutta la città sia rappresentata. Un portavoce della giunta di Liverpool ha fatto, stamattina alle 10, una richiesta ufficiale in questo senso al sindaco Cardetti, che ne parlerà in giunta ma naturalmente ha anticipato di essere assolutamente d'accordo. La delegazione di Liverpool resterà alcuni giorni in città, sarà un soggiorno di meditazione e di pace, alla ricerca non solo di una riconciliazione fra le due città - ammesso che vi sia mai stata rottura - ma soprattutto di una più vasta pietà per i morti di Bruxelles, di un più netto e corale rifiuto della violenza. Con tutta probabilità la "visita del perdono" culminerà in una grande cerimonia religiosa, concelebrata dal cardinal Ballestrero, dal vescovo e dall'arcivescovo inglesi. Anche questa è un'idea partita da Liverpool, dopo che monsignor Worlock aveva inviato un commosso telegramma al cardinale, letto pubblicamente ai funerali delle due vittime torinesi. "Ieri abbiamo ancora preso contatto con la Curia torinese - ci spiega da Liverpool il portavoce di monsignor Worlock, padre Paul Tompson - proponendo una solenne celebrazione funebre, tutti insieme. Ma ci hanno spiegato che i funerali erano già avvenuti, e che il nostro telegramma era stato letto". Questo significa che non ci sarà la concelebrazione ? "No assolutamente. I contatti continuano, l'arcivescovo cattolico e il vescovo anglicano, a Torino, se sarà possibile celebreranno senz'altro un solenne rito in memoria delle vittime, per il perdono e la fratellanza". Il primo atto del resto avverrà sabato nella cattedrale anglicana di Liverpool, con una grande messa "per la riconciliazione". Sarà un viaggio di pace e dolore, quello deciso all'unanimità da tutto il consiglio comunale anche se con qualche perplessità sui tempi. Ma, è stata una scelta difficile. Ma la maggioranza laborista, ha insistito perché non si aspettasse, conservatori e liberali hanno manifestato una serie di dubbi sull'opportunità di venire a Torino così presto. I liberali in particolare, per bocca di Sir Trevor Jones, hanno insistito che il municipio avrebbe fatto meglio ad attendere un invito formale da parte di Torino. Jones avrebbe anche sostenuto di sapere che il sindaco di Torino non riterrebbe ancora maturi i tempi. Ci sono insomma timori di disordini o di manifestazioni di rabbia incontrollata, che in un primo tempo sarebbero stati condivisi in parte anche dal vescovo anglicano della città, David Sheppard. Qualche incertezza rimane ancora all'interno dei due club calcistici, il Liverpool e l'Everton. La squadra i cui tifosi - anzi, una parte di essi - hanno provocato i disordini ha fatto sapere però che sono in corso contatti con la Juventus per definire iniziative comuni da prendere in futuro. La decisione del consiglio comunale comunque è presa ed è operativa. Da oggi cominciano i preparativi per quello che dovrà essere il grande viaggio del dolore e della pace. Ma in città c'è inquietudine, chi risponde alle nostre domande ne ha molte in serbo da fare su che cosa troverà la delegazione a Torino. Abbiamo parlato con un collega del "Liverpool Eco", Nick Bunkar, che ci ha spiegato come a Liverpool l'atteggiamento della gente sia ancora quello di uno choc che non accenna a passare, il lungo incubo di Liverpool è appena incominciato, e mentre sono ai primi passi le indagini per identificare i tifosi assassini un senso di colpa generale è tutto ciò che rimane dopo la tragedia di Bruxelles. "Non sono sicuro che tutti siano d'accordo con l'idea di venire a Torino. Anche padre Tompson è inquieto. Ma qual è l'atteggiamento della gente, a Torino ? C'è rabbia, risentimento ? Che cosa può accadere quando arriveremo ?". In tutti la paura di non essere capiti, il timore che il gesto di riconciliazione e di pietà venga frainteso, o si scontri con reazioni irrazionali da parte di frange esagitate. Ma lunedì 17 l'aereo, da Liverpool, partirà.

5 giugno 1985

Fonte: Stampa Sera

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