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CALDERINO 7-06-2026
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Centro Sportivo Jessie Owens
41° Anniversario Strage Stadio Heysel Bruxelles
FIGURINE FOREVER XIV HAPPY HAND
29 MAGGIO1985 - PER NON DIMENTICARE LA STRAGE DELL'HEYSEL
Presentazione Figurina Solidale della Memoria #30
Progetto e Organizzazione Evento a Cura di Figurinefoverer.com
Con la Speciale Partecipazione di Franco D'Aniello
Comitato Per non Dimenticare Heysel di Reggio Emilia
 

D'Aniello e Nanni a RBN presentano

un'iniziativa speciale legata all'Heysel

di Daniele Petroselli

A Cose di Calcio (trasmissione di Radio Bianconera) è intervenuto il tifoso della Juve Franco D'Aniello (flautista e cofondatore dei Modena City Ramblers) insieme a Emiliano Nanni di figurineforever.com che hanno presentato una bella iniziativa: "Siamo un'associazione di Bologna che realizza figurine solidali - ha ricordato Nanni. La collana principale è le Celebrity Stickers, dove abbiamo già coinvolto oltre 200 sportivi, sono tutte autorizzate. E poi c'è la collana Figurine della Memoria. Si chiamano figurine solidali perché non hanno una finalità di lucro e tutto il ricavato va in beneficenza. Io personalmente ero un po' di tempo che nella collana della memoria ci tenevo a ricordare la strage dell'Heysel. Quest'anno è stato reso possibile e abbiamo realizzato appunto questa figurina che non è solo una figurina, ma è all'interno di un folder. All'interno del folder ci sono testo e altre immagini che cercano di ricordare quanto è accaduto nel 1985. È una figurina per certi versi da collezione perché ha una tiratura numerata ed il numero non è casuale. Questa prima edizione è in 139 copie. Quel 39 ovviamente è legato alle vittime". E ha aggiunto: "L'idea è di dare nel nostro piccolo il contributo perché questa strage non venga dimenticata e credo sia un patrimonio di tutto lo sport mondiale e di tutto il calcio italiano a prescindere dall'essere juventino o meno. Io ho sempre vissuto personalmente rispetto all'Heysel la passione di tanti sportivi dell'essere a vedere la propria squadra del cuore giocare una finale di Coppa dei Campioni e quella è una passione che è condivisa da tutti i tifosi a prescindere dalla squadra. Quindi non è un fatto solo juventino ma chiaramente il popolo bianconero lo sente fortemente nel cuore".

RADIOBIANCONERA.COM Emiliano Nanni e Franco D'Aniello 6.06.2026

Mentre D'Aniello ha aggiunto: "Siamo tutti tifosi di qualche squadra però non ci dobbiamo dimenticare che prima di essere tifosi siamo degli appassionati che sono due cose leggermente diverse. La passione credo che non debba mai travalicare nella violenza, anche nel tifo violento, nel tifo arrogante e quindi questa iniziativa credo che sia una cosa meravigliosa soprattutto fatta non da juventini e questo è una cosa che fa molto onore, anche se è una parola che io non uso molto spesso e non mi piace nemmeno tanto usare, però un onore sportivo è una bella iniziativa quindi poi io ero lì in mezzo a quella curva. Il mio ricordo è assolutamente indelebile, ogni volta che sono allo stadio e vedo un po' di parapiglia e di casini all'interno di una curva o anche all'esterno vado subito a quelle immagini, perché ero proprio in mezzo al dramma e paradossalmente ero anche più vicino agli inglesi. Sono stato più fortunato di chi invece era più lontano da loro che è rimasto schiacciato però c'è anche da dire che un po' di senso di colpa è ancora rimasto e lo rimarrà sempre, questo è ovvio, perché comunque non essendoci stato un solo colpevole anche noi che abbiamo schiacciato gli altri ci sentiamo tutti un po' colpevoli perché è una cosa che rimane dentro come se fosse veramente una cicatrice grandissima. Io, poi, per alcuni anni non sono più riuscito ad andare allo stadio". E Nanni poi ha spiegato: "Con Franco saremo alle porte di Bologna per fare una presentazione di questa figurina domenica 7 giugno alle 11, saranno presenti anche i rappresentanti del club Emilia Bianconera e anche del comitato delle vittime". (NdR: non Associazione dei Familiari, ma il Comitato Heysel) Fonte: Bianconeranews.it © 6 Giugno 2026 Fotografie: Figurineforever.com © Gabriele Fiolo © Banner: Montesanpietro.civicam.it  Audio: Radiobianconera.com

 

La figurina solidale dedicata alla Strage dell’Heysel

Domenica 7 giugno ore 11.00 sarà presentata la figurina solidale della Memoria nr 30 dedicata alla strage dell'Heysel. Con noi Franco D'Aniello, fondatore dei Modena City Ramblers che era presente, nel settore Z, quella sera a Bruxelles. Con lui altri ospiti e testimonianze. Appuntamento alla XIV° edizione di Happy Hand dove, dalle 9,30 al termine dell'evento, saremo presenti con il nostro stand ed il catalogo di tutte le figurine solidali. 29 maggio 1985, stadio Heysel, finale Coppa Campioni Liverpool-Juventus, 39 morti, 600 feriti. La figurina solidale della Memoria nr 30 è anche la cinquecentesima realizzata, non poteva che essere speciale e ricordare una sera che ha cambiato per sempre il calcio o perlomeno avrebbe dovuto farlo. È una figurina solidale che parla di una strage perché tale fu, è il nostro piccolissimo contributo per aiutare a non dimenticare e per ricordare chi, andato a vedere una partita, non è più tornato o è tornato cambiato per sempre. La figurina solidale della Memoria, con folder numerato in 139 copie, è disponibile sul nostro sito ma sarà anche spedita gratuitamente a tutti i familiari delle Vittime dell'Heysel che ne facessero richiesta. Si ringrazia Emilio Targia per la collaborazione. Fonte: Facebook (Pagina Figurine Forever) © 4 Giugno 2026 Fotografia: Figurineforever.com ©

 

Figurine della Memoria #30: HEYSEL, 29 MAGGIO 1985

Stadio Heysel, Bruxelles, 29 maggio 1985, finale di Coppa dei Campioni Liverpool-Juventus. I tifosi della Juventus vengono collocati nella curva M-N-O, mentre quelli del Liverpool nella curva opposta, settori X-Y. Fra la curva dei tifosi inglesi e la tribuna c’è il settore Z riservato a spettatori neutrali con biglietto non legato alle due tifoserie organizzate. Questa scelta organizzativa era stata criticata da entrambi i Club, che temevano la possibilità che tifosi di entrambe le squadre si ritrovassero insieme, nello stesso settore, acquistando i biglietti personalmente tramite agenzie locali. Le proteste delle due società vengono respinte dagli organizzatori e, il giorno della gara, il settore Z è quasi una succursale della curva juventina. L’unico elemento a dividerli dai tifosi del Liverpool è una recinzione metallica provvisoria, più un blando cordone di poliziotti che lasciano un corridoio vuoto tra le due aree della curva. Circa un’ora prima del calcio d’inizio un gruppo di tifosi inglesi più facinorosi tenta di spingersi verso il settore Z, con cariche intimidatorie e riesce sfondare le recinzioni. I tifosi bianconeri, cercano la via di fuga più ovvia, ovvero verso il campo, ma le forze dell’ordine, contro ogni logica, formano un "cordone" di protezione ricacciandoli indietro. I tifosi della Juventus si ritrovano in un vicolo cieco, sempre più schiacciati contro la parete laterale della curva che finisce per collassare. Le strutture murarie e di recinzione del settore non possono reggere questo peso con le persone che, cercando di scappare, tentano di aprirsi vie di fuga in tutti i modi. Molti tifosi muoiono schiacciati da altri o contro le barriere, nella ressa che si verifica in quei minuti concitati. Le vittime sono 39, i feriti oltre 600. I grotteschi appelli alla calma dei due capitani e degli organizzatori, tramite l’audio dello stadio, danno la misura di come nessuno avesse compreso l’entità di ciò che stava accadendo, in quel momento. Così come accadrà 4 anni dopo a Hillsborough, soltanto a fatti avvenuti ci si renderà conto di quanto fosse grave la situazione-stadi in Europa in quel periodo e di quanto fosse "arretrata" la concezione stessa dell’evento sportivo, alla base dell’organizzazione e della preparazione degli addetti ai lavori.

Le autorità locali, in accordo con quelle del calcio (ma non con tutti i giocatori coinvolti), decideranno di far disputare ugualmente la finale, per evitare il rischio di ulteriori incidenti. Le conseguenze di quel crollo furono drammatiche, 39 persone persero la vita. "Gentili telespettatori, la partita verrà commentata in tono il più neutro, impersonale e asettico possibile". Queste sono le parole con le quali Bruno Pizzul (ri)comincia la diretta tv. Sono le h 21.40 a Bruxelles, Stadio Heysel, e la tragedia si è già compiuta. La Juventus vincerà 1-0, gol di Platini. I Club inglesi, dopo quel giorno, saranno banditi dalle competizioni europee per 5 anni (il Liverpool per 6 anni). L’impreparazione della polizia, le strutture fatiscenti dello stadio, l’assenza totale di vie di fuga, la presenza di recinzioni che erano, di fatto, un ostacolo quasi mortale per gli spettatori e l’intemperanza scatenante di una parte di tifosi stessi, avevano contribuito a "creare" una tragedia che segnerà il punto di svolta quasi definitivo nella concezione di una partita di calcio come evento pubblico. Nel 1990 il Milan, campione d’Europa è il primo club italiano chiamato a giocare proprio nel vecchio stadio della morte. Si giocano i quarti di Coppa dei Campioni contro il Malines, il club italiano avrebbe desiderato un minuto di silenzio e di portare la fascia nera a lutto sulle proprie maglie durante la partita, ma gli viene negato. I tifosi italiani arrivarono davanti all’impianto già condannato alla demolizione scoprendo che non c’era neppure una lapide, né una traccia di ciò che era accaduto, ma soltanto ostile indifferenza. Prima del calcio d’inizio, Paolo Taveggia e Franco Baresi, dirigente e capitano della squadra rossonera, attraversano il campo e la pista di atletica con un mazzo di 39 rose che depongono ai piedi della recinzione dell’ex settore Z ricevendo una bordata di fischi incivili da parte dei tifosi locali mentre gli altoparlanti dello stadio anche in quel momento trasmettevano musica commerciale, ignorando ignobilmente il nobile gesto.

Qualcosa di analogo accade nel corso degli Europei del 2000, disputati in Belgio e Olanda, quando l’Italia giocò nell’ex stadio Heysel (completamente ristrutturato e rinominato "Re Baldovino") contro il Belgio. Paolo Maldini e Antonio Conte (all’epoca capitano della Juventus) deposero due mazzi di fiori sotto la lapide in memoria della strage. Ad accompagnarli, gli altri azzurri, Michel D’Hooghe, allora presidente dell’Unione Belga e Lorenzo Staelens, il capitano della squadra belga. Il DJ non fermò nemmeno la musica neanche quella volta… La figurina solidale della Memoria è realizzata in collaborazione con Associazione Familiari Vittime Heysel, l’archivio fotografico dal sito saladellamemoriaheysel.it e con questa figurina solidale sarà possibile sostenere il progetto Adotta con la Figurina dove Figurine Forever si impegna annualmente in differenti progetti di solidarietà in Italia e nel Mondo. La figurina solidale della Memoria sarà inviata gratuitamente a tutti i familiari delle vittime dell’Heysel che ne facessero richiesta. N.B. il progetto delle figurine solidali ha anche lo scopo di promuovere la solidarietà, sensibilizzare, mantenere viva la memoria storica; la raccolta fondi è solo una parte, per quanto importante e necessaria. Per questo motivo, è possibile che le figurine solidali possano anche essere distribuite a cifre simboliche con la copertura del solo rimborso delle spese, talvolta nemmeno quello grazie alla formula "salvadanaio" del progetto Adotta Con La Figurina, diventata operativa dal 2023. Sono anche previste promozioni speciali, soprattutto per i titoli di cui restano molte copie ferme in magazzino per un tempo prolungato. Fonte: Figurineforever.com © 29 maggio 2026 Fotografie: Gabriele Fiolo ©  Figurineforever.com © GETTY IMAGES © (Not for Commercial Use) Banner: Figurinefoverer.com ©


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