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RUTIGLIANO 29-05-2026
www.saladellamemoriaheysel.it   Sala della Memoria Heysel   Museo Virtuale Multimediale
Cerimonia Rutigliano 29.05.2026
   Cerimonie Rutigliano   In Memoriam   Benito Pistolato   39 Angeli   Stadio Heysel   
Via "Vittime dello Stadio Heysel"
Chiostro Palazzo San Domenico
41° Anniversario Strage Stadio Heysel Bruxelles
Omaggio Floreale alla Stele in Memoria delle 39 Vittime
Orazione Heysel e Presentazione Libro "L'Arte di Parare"
Commemorazione a Cura dello Juventus Club di Rutigliano
Patrocinato dall'Amministrazione Comunale di Rutigliano
Con la Speciale Partecipazione di Stefano Tacconi (Fc Juventus 1985)
 

Stefano Tacconi, l'ex portiere della Juventus dopo il baratro della malattia.

"L'affetto dei tifosi è stato la mia medicina: ora apro un ristorante"

di Lorenzo Giliberti

L'ex portiere bianconero torna a raccontarsi dopo la lunga malattia e il ricovero all'ospedale di San Giovanni Rotondo.

Non è solo la malattia a cambiare la vita, ma anche il modo in cui la si affronta e le persone che si incontrano lungo il percorso. Stefano Tacconi - nei giorni scorsi a Rutigliano per commemorare le vittime dell’Heysel - oggi ha vinto e racconta la sua rinascita dopo la grave emorragia cerebrale che lo ha colpito nell'aprile 2022, cui sono seguiti un lungo periodo di coma e interventi d'urgenza, e poi una nuova operazione nel 2024 per un'ischemia arteriosa e una lunga riabilitazione a San Giovanni Rotondo. E racconta dello staff medico di Casa Sollievo, diventato quasi una famiglia, l’affetto dei tifosi e la forza di un carattere forgiato da una vita da portiere.

Innanzitutto la domanda più importante: come sta ?

"Meglio, dai. Facciamo un po’ di sacrifici, ma va bene".

Lei si è curato a San Giovanni Rotondo: si sente ancora con lo staff che l’ha seguita ?

"Certamente. È nata un’amicizia profonda, come con il dottor Barbanera, di Alessandria, che è stato il primo a operarmi alla testa. Molte volte si dà per scontato il lavoro di queste persone. Invece alla fine diventano parte di te".

C’è stato un momento preciso in cui ha capito di essere tornato ?

"Non appena ho sentito l’affetto dei tifosi. Credo che sia la medicina migliore".

Dopo un’esperienza così forte cambia il modo di guardare la vita ?

"Soprattutto quando vedi persone che hanno avuto la peggio. Lo stesso Beccalossi, che ha avuto lo stesso mio problema, poi ha avuto una ricaduta".

Lei è sempre stato un uomo di grande temperamento. In questi mesi questo carattere le è servito ?

"Mi è servito molto. Anche il fatto di aver fatto per tanti anni allenamenti è stato positivo nel percorso di rieducazione fisica".

Nei momenti duri le è servito pensare alle cose belle della sua carriera ?

"Tante volte, a partire dal settore giovanile. Ricordare di aver passato l’infanzia calcistica con i primi amici del paese è la cosa che mi ha dato maggiore soddisfazione".

Lei è uno dei pochissimi portieri ad aver vinto tutti i trofei internazionali. Ci pensa mai ?

"Unico al mondo. Questo mi ripaga di tutti i sacrifici che ho fatto".

Quello che le ha dato maggiore soddisfazione ?

"Sicuramente la Coppa Intercontinentale, dove sono riuscito anche a parare due rigori e a essere protagonista".

 

Quando arrivò alla Juventus, come si sentiva pensando di essere il successore di un certo Dino Zoff ?

"Ero un po’ preoccupato. Però, con il suo aiuto, la cosa è scivolata con più facilità. Lui per me è stato fondamentale, anche come allenatore".

E quando andò alla Lazio, lei che era un calciatore-tifoso, come la prese ?

"Non male, alla fine è un lavoro. E vi dirò di più: c’è stato un periodo in cui potevo andare con lui alla Lazio, in un mio momento di defaillance".

In Nazionale aveva davanti Zenga, che era il titolare. Che rapporto aveva con lui ?

"C’è sempre stato rispetto reciproco. Tra due che hanno fatto lo stesso mestiere deve esserci questo rispetto".

Che messaggio darebbe a un giovane oggi alle prime armi ?

"Inseguire sempre i suoi sogni di bambino, essere determinato e desideroso. Poi, quando sei maturo, le soddisfazioni arrivano. Io lo sono stato anche nella malattia, e ho vinto anche contro quella".

I portieri di oggi sono quasi dei registi aggiunti.

"È una preoccupazione in più per loro. Prima dovevi solo parare, adesso devi anche usare bene i piedi".

Lei ha fatto parte di uno degli spogliatoi più forti della storia del calcio. Che cosa rendeva speciale quella Juventus ?

"La fame. Non c’era solo uno che doveva emergere, ma tutta la squadra, e all’epoca nessuno aveva quella mentalità".

I compagni di allora si sono fatti sentire durante questo periodo ?

"Sì, hanno avuto contatti con mio figlio Andrea. C’è stato veramente un modo garbato di darmi una mano mentalmente".

Dopo tutto quello che ha passato, c’è un desiderio che vorrebbe esaudire ?

"Ho sempre desiderato aprire un ristorante tutto mio, siamo agli sgoccioli, non vedo l’ora".

Fonte: Bari.corriere.it © 3 giugno 2026 Fotografie: Dioguardi Fotografia © Comune.rutigliano.ba.it © GETTY IMAGES © (Not for Commercial Use) Video: Telenorba © Banner: Comune di Rutigliano ©

 

Incontro con l'ex portiere della Juventus

e della Nazionale Stefano Tacconi a Rutigliano

Venerdì 29 Maggio, nel 41° anniversario della strage dello stadio Heysel (Bruxelles, 29 Maggio 1985), in cui persero la vita 39 tifosi della Juventus prima della finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool, è in programma a Rutigliano un doppio appuntamento pubblico dedicato allo sport, ai valori della vita e alla testimonianza personale di uno dei protagonisti più amati del calcio italiano: STEFANO TACCONI, già portiere della Juventus e della Nazionale. Tacconi, che al mattino incontrerà gli studenti dell’IISS "Alpi-Montale", alle ore 18.30 renderà omaggio alla stele eretta a Rutigliano in ricordo delle vittime dell’Heysel, in Via Vittime dello Stadio Heysel (Rutigliano fu tra le prime città, già nel 1986, a dedicare una strada alle vittime innocenti della strage di Bruxelles). Successivamente, alle ore 19.30 nel Chiostro di Palazzo San Domenico, incontrerà la cittadinanza per parlare della sua testimonianza diretta di quella strage (era il portiere della Juventus) e del suo libro "L’arte di parare" (Rizzoli). Dialogheranno con lui il giornalista Gianni Capotorto, il presidente dello Juventus Club Rutigliano Giovanni Porticelli e il sindaco di Rutigliano Giuseppe Valenzano. "L’Arte di Parare" è molto più di una biografia sportiva. È il racconto autentico, intenso e spesso ironico della vita di Stefano Tacconi: dagli anni straordinari vissuti nella Juventus del "calcio più bello del mondo", accanto a campioni come Michel Platini, Gaetano Scirea, Marco Tardelli e Gianluca Vialli, fino alla difficile battaglia affrontata dopo l’aneurisma cerebrale che lo colpì il 23 aprile 2022. Un libro che racconta successi, paure, speranze, rinascita e forza interiore, offrendo al pubblico una testimonianza umana profonda e coinvolgente. Tra i più grandi portieri italiani di sempre, Stefano Tacconi ha conquistato nella sua carriera due Scudetti, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e numerosi altri trofei, diventando simbolo di coraggio, personalità e determinazione. Ingresso libero.  Fonte: Baritoday.it © 27 maggio 2026 Fotografia: Dioguardi Fotografia ©

 

Rutigliano ricorda l’Heysel:

incontro con Stefano Tacconi

di Alessandra Stefanelli

In occasione del 41° anniversario della strage dell’Heysel, avvenuta il 29 maggio 1985 prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, a Rutigliano è in programma una giornata di commemorazione e testimonianza con protagonista Stefano Tacconi.

TACCONI TRA SCUOLE E CITTADINANZA - L’ex portiere della Juventus e della Nazionale incontrerà al mattino gli studenti dell’IISS "Alpi-Montale", per poi partecipare nel pomeriggio a due momenti pubblici dedicati al ricordo delle vittime. Alle 18.30 è prevista la deposizione di un omaggio alla stele in Via Vittime dello Stadio Heysel, luogo simbolico per la memoria della tragedia.

INCONTRO PUBBLICO E TESTIMONIANZA - Alle 19.30, nel Chiostro di Palazzo San Domenico, Tacconi dialogherà con la cittadinanza raccontando la sua esperienza diretta di quella sera a Bruxelles e presentando il suo libro "L’arte di parare". L’evento vedrà anche la partecipazione di Gianni Capotorto, del presidente dello Juventus Club Rutigliano Giovanni Porticelli e del sindaco Giuseppe Valenzano.

IL LIBRO E LA CARRIERA - Nel suo libro, Tacconi ripercorre la carriera alla Juventus e la sua vita personale, tra successi sportivi e momenti difficili, inclusa la battaglia seguita all’aneurisma cerebrale del 2022. Tra i protagonisti della Juventus degli anni d’oro, Tacconi ha vinto Scudetti, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale, diventando una figura simbolica del calcio italiano e della sua storia. Fonte: Tuttojuve.com © 27 maggio 2026 Fotografie: Dioguardi Fotografia © GETTY IMAGES © (Not for Commercial Use) Banner: Juventus Club Rutigliano ©

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