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Via
"Vittime dello Stadio Heysel" |
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Chiostro Palazzo San Domenico |
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41° Anniversario Strage
Stadio Heysel Bruxelles |
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Omaggio Floreale alla Stele in
Memoria delle
39 Vittime |
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Orazione Heysel
e
Presentazione Libro
"L'Arte
di Parare" |
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Commemorazione a Cura dello
Juventus Club di Rutigliano |
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Patrocinato dall'Amministrazione
Comunale di Rutigliano |
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Con la Speciale Partecipazione
di Stefano Tacconi
(Fc Juventus
1985) |
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Stefano Tacconi, l'ex
portiere della Juventus dopo il baratro della malattia.
"L'affetto dei tifosi
è stato la mia medicina: ora apro un ristorante"
di Lorenzo Giliberti
L'ex portiere
bianconero torna a raccontarsi dopo la lunga malattia e
il ricovero all'ospedale di San Giovanni Rotondo.
Non è solo la malattia a
cambiare la vita, ma anche il modo in cui la si affronta
e le persone che si incontrano lungo il
percorso. Stefano Tacconi - nei giorni scorsi a
Rutigliano per commemorare le vittime dell’Heysel - oggi
ha vinto e racconta la sua rinascita dopo la grave
emorragia cerebrale che lo ha colpito nell'aprile 2022,
cui sono seguiti un lungo periodo di coma e interventi
d'urgenza, e poi una nuova operazione nel 2024 per
un'ischemia arteriosa e una lunga riabilitazione a San
Giovanni Rotondo. E racconta dello staff medico di Casa
Sollievo, diventato quasi una famiglia, l’affetto dei
tifosi e la forza di un carattere forgiato da una vita
da portiere.
Innanzitutto la
domanda più importante: come sta ?
"Meglio, dai. Facciamo un po’
di sacrifici, ma va bene".
Lei si è curato a San
Giovanni Rotondo: si sente ancora con lo staff che l’ha
seguita ?
"Certamente. È nata
un’amicizia profonda, come con il dottor Barbanera, di
Alessandria, che è stato il primo a operarmi alla testa.
Molte volte si dà per scontato il lavoro di queste
persone. Invece alla fine diventano parte di te".
C’è stato un momento preciso in cui ha capito di
essere tornato ?
"Non appena ho sentito
l’affetto dei tifosi. Credo che sia la medicina
migliore".
Dopo un’esperienza
così forte cambia il modo di guardare la vita ?
"Soprattutto quando vedi
persone che hanno avuto la peggio. Lo stesso Beccalossi,
che ha avuto lo stesso mio problema, poi ha avuto una
ricaduta".
Lei è sempre stato un
uomo di grande temperamento. In questi mesi questo
carattere le è servito ?
"Mi è servito molto. Anche il
fatto di aver fatto per tanti anni allenamenti è stato
positivo nel percorso di rieducazione fisica".
Nei momenti duri le è
servito pensare alle cose belle della sua carriera ?
"Tante volte, a partire dal
settore giovanile. Ricordare di aver passato l’infanzia
calcistica con i primi amici del paese è la cosa che mi
ha dato maggiore soddisfazione".
Lei è uno dei
pochissimi portieri ad aver vinto tutti i trofei
internazionali. Ci pensa mai ?
"Unico al mondo. Questo mi
ripaga di tutti i sacrifici che ho fatto".
Quello che le ha dato
maggiore soddisfazione ?
"Sicuramente la Coppa
Intercontinentale, dove sono riuscito anche a parare due
rigori e a essere protagonista".
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Quando
arrivò alla Juventus, come si sentiva pensando di essere
il successore di un certo Dino Zoff ?
"Ero un po’ preoccupato. Però,
con il suo aiuto, la cosa è scivolata con più facilità.
Lui per me è stato fondamentale, anche come allenatore".
E quando andò alla
Lazio, lei che era un calciatore-tifoso, come la prese ?
"Non male, alla fine è un
lavoro. E vi dirò di più: c’è stato un periodo in cui
potevo andare con lui alla Lazio, in un mio momento di
defaillance".
In Nazionale aveva
davanti Zenga, che era il titolare. Che rapporto aveva
con lui ?
"C’è sempre stato rispetto
reciproco. Tra due che hanno fatto lo stesso mestiere
deve esserci questo rispetto".
Che messaggio darebbe
a un giovane oggi alle prime armi ?
"Inseguire sempre i suoi sogni
di bambino, essere determinato e desideroso. Poi, quando
sei maturo, le soddisfazioni arrivano. Io lo sono stato
anche nella malattia, e ho vinto anche contro quella".
I portieri di oggi
sono quasi dei registi aggiunti.
"È una preoccupazione in più
per loro. Prima dovevi solo parare, adesso devi anche
usare bene i piedi".
Lei ha fatto parte di
uno degli spogliatoi più forti della storia del calcio.
Che cosa rendeva speciale quella Juventus ?
"La fame. Non c’era solo uno
che doveva emergere, ma tutta la squadra, e all’epoca
nessuno aveva quella mentalità".
I compagni di allora si sono fatti sentire
durante questo periodo ?
"Sì, hanno avuto contatti con mio figlio Andrea. C’è
stato veramente un modo garbato di darmi una mano
mentalmente".
Dopo tutto quello che
ha passato, c’è un desiderio che vorrebbe esaudire ?
"Ho sempre desiderato aprire
un ristorante tutto mio, siamo agli sgoccioli, non vedo
l’ora".
Fonte:
Bari.corriere.it
©
3 giugno 2026
Fotografie: Dioguardi
Fotografia
©
Comune.rutigliano.ba.it
©
GETTY IMAGES © (Not for Commercial Use)
Video: Telenorba
©
Banner: Comune di Rutigliano ©
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Incontro con l'ex
portiere della Juventus
e della Nazionale
Stefano Tacconi a Rutigliano
Venerdì
29 Maggio, nel 41° anniversario della strage dello
stadio Heysel (Bruxelles, 29 Maggio 1985), in cui
persero la vita 39 tifosi della Juventus prima della
finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool, è in
programma a Rutigliano un doppio appuntamento pubblico
dedicato allo sport, ai valori della vita e alla
testimonianza personale di uno dei protagonisti più
amati del calcio italiano: STEFANO TACCONI, già portiere
della Juventus e della Nazionale. Tacconi, che al
mattino incontrerà gli studenti dell’IISS
"Alpi-Montale", alle ore 18.30 renderà omaggio alla
stele eretta a Rutigliano in ricordo delle vittime
dell’Heysel, in Via Vittime dello Stadio Heysel
(Rutigliano fu tra le prime città, già nel 1986, a
dedicare una strada alle vittime innocenti della strage
di Bruxelles). Successivamente, alle ore 19.30 nel
Chiostro di Palazzo San Domenico, incontrerà la
cittadinanza per parlare della sua testimonianza diretta
di quella strage (era il portiere della Juventus) e del
suo libro "L’arte di parare" (Rizzoli). Dialogheranno
con lui il giornalista Gianni Capotorto, il presidente
dello Juventus Club Rutigliano Giovanni Porticelli e il
sindaco di Rutigliano Giuseppe Valenzano. "L’Arte di
Parare" è molto più di una biografia sportiva. È il
racconto autentico, intenso e spesso ironico della vita
di Stefano Tacconi: dagli anni straordinari vissuti
nella Juventus del "calcio più bello del mondo", accanto
a campioni come Michel Platini, Gaetano Scirea, Marco
Tardelli e Gianluca Vialli, fino alla difficile
battaglia affrontata dopo l’aneurisma cerebrale che lo
colpì il 23 aprile 2022. Un libro che racconta successi,
paure, speranze, rinascita e forza interiore, offrendo
al pubblico una testimonianza umana profonda e
coinvolgente. Tra i più grandi portieri italiani di
sempre, Stefano Tacconi ha conquistato nella sua
carriera due Scudetti, una Coppa dei Campioni, una Coppa
Intercontinentale e numerosi altri trofei, diventando
simbolo di coraggio, personalità e determinazione.
Ingresso libero.
Fonte:
Baritoday.it © 27 maggio 2026
Fotografia:
Dioguardi
Fotografia ©
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Rutigliano ricorda
l’Heysel:
incontro con Stefano
Tacconi
di Alessandra Stefanelli
In
occasione del 41° anniversario della strage dell’Heysel,
avvenuta il 29 maggio 1985 prima della finale di Coppa
dei Campioni tra Juventus e Liverpool, a Rutigliano è in
programma una giornata di commemorazione e testimonianza
con protagonista Stefano Tacconi.
TACCONI TRA SCUOLE E CITTADINANZA -
L’ex portiere della Juventus e della Nazionale
incontrerà al mattino gli studenti dell’IISS
"Alpi-Montale", per poi partecipare nel pomeriggio a due
momenti pubblici dedicati al ricordo delle vittime. Alle
18.30 è prevista la deposizione di un omaggio alla stele
in Via Vittime dello Stadio Heysel, luogo simbolico per
la memoria della tragedia.
INCONTRO PUBBLICO E TESTIMONIANZA -
Alle 19.30, nel Chiostro di Palazzo San Domenico,
Tacconi dialogherà con la cittadinanza raccontando la
sua esperienza diretta di quella sera a Bruxelles e
presentando il suo libro "L’arte di parare". L’evento
vedrà anche la partecipazione di Gianni Capotorto, del
presidente dello Juventus Club Rutigliano Giovanni
Porticelli e del sindaco Giuseppe Valenzano.
IL LIBRO E LA CARRIERA - Nel suo
libro, Tacconi ripercorre la carriera alla Juventus e la
sua vita personale, tra successi sportivi e momenti
difficili, inclusa la battaglia seguita all’aneurisma
cerebrale del 2022. Tra i protagonisti della Juventus
degli anni d’oro, Tacconi ha vinto Scudetti, Coppa dei
Campioni e Coppa Intercontinentale, diventando una
figura simbolica del calcio italiano e della sua storia.
Fonte:
Tuttojuve.com © 27 maggio 2026
Fotografie: Dioguardi
Fotografia
©
GETTY IMAGES © (Not for Commercial Use)
Banner: Juventus Club Rutigliano ©
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