|
L'ANNIVERSARIO
Carla
Gonnelli, sopravvissuta, racconta la tragedia
nel carcere Lorusso e Cutugno: "Mi trovò ancora
viva un tifoso inglese, poi una settimana di
coma".
"Mi salvai
sotto i cadaveri ma persi mio padre
Quella partita
era il regalo per i miei 8 anni"
di Caterina
Stamin
"La città era
invasa da gente ubriaca Lo stadio era fatiscente
cadeva a pezzi. Nel settore Z ci sembrava di
essere dentro una gabbia per polli: ci sentivamo
sotto attacco".
LA
STORIA - Il ricordo la
sensazione di essere sotto attacco. Poi,
all'improvviso, il buio totale: mi sono
risvegliata dal coma una settimana dopo, quando
mi hanno detto che mi hanno ritrovata a terra,
allo stadio, con sopra i cadaveri di otto
persone. Io mi sono salvata, ma in quelli spalti
ho lasciato mio padre". Il 29 maggio 1985 Carla
Gonnelli aveva diciotto anni. La finale di Coppa
dei Campioni tra Juventus e Liverpool, quella
che doveva essere la partita del secolo, era il
suo regalo di compleanno. Era a Bruxelles con il
padre, Giancarlo, 43 anni, da sempre tifoso
bianconero. Erano felici, entusiasti di quel
viaggio. Ma appena atterrati in città si sono
resi conto subito che c'era qualcosa non andava.
"Ricordo una situazione non gestita dice Carla e
una città invasa da gente ubriaca. E poi lo
stadio, la struttura fatiscente di vecchio
cemento che cadeva a pezzi". Sono passati
quarant'anni da quel giorno. Eppure per Gonnelli
è come se il tempo si fosse fermato. Racconta la
tragedia dell'Heysel nel laboratorio di
falegnameria del padiglione B del carcere
Lorusso e Cutugno. Parla davanti a un pubblico
di cinquanta detenuti che non fiatano. Sono
studenti dell'Istituto d'istruzione superiore
Giovanni Plana. È stato uno di loro a ideare la
giornata di commemorazione, Giuseppe Franzo. Ma
a renderla possibile è stata la collaborazione
tra la scuola, la casa circondariale e
l'associazione Quelli di Via Filadelfia, grazie
all'impegno della referente del Plana Sara Brugo
e dell'ex dirigente della Juventus Francesco
Mottola. Gonnelli, in piedi appoggiata a una
scrivania, tra armadi in costruzione e attrezzi
da artigiani, continua il racconto.
Non parla al microfono, non ce n'è bisogno.
"All'Heysel
ci hanno fatto entrare da una porta piccola,
stretta. Accanto ci passavano i disgraziati (NdR:
gli hooligans del Liverpool) con le casse di
birra. Siamo arrivati nel settore Z e tutto
intorno a noi c'erano famiglie, bambini, padri,
anziani. Alla nostra sinistra una rete, al di là
i tifosi inglesi. Ci sembrava di essere dentro
una gabbia per polli e avevamo la sensazione che
qualcosa non andasse bene". In pochi minuti
scoppia l'inferno. Gli hooligans "lanciavano
bottiglie, piene e vuote, e pezzi di cemento che
si staccavano dallo stadio. La gente urlava,
provava a difendersi. E ha iniziato a scappare
indietro". I tifosi del Liverpool abbattono la
rete divisoria. Ma qui i ricordi di Gonnelli si
fermano: "La mia memoria è la sensazione di
essere sotto attacco. Poi, il vuoto". Carla
sviene. Si risveglia una settimana dopo, in
ospedale. "Mi hanno detto che mi ha salvata un
tifoso inglese che si è accorto che respiravo
ancora". Scopre che il padre è tra le 39 vittime
mentre la risvegliano dal coma farmacologico. "Mi
ricordo solo di una persona che mi ha detto cosa
fosse accaduto. Il resto l'ho letto sui giornali.
Cercavo le fotografie di quel giorno, guardavo
la televisione: per me è tutt'ora inspiegabile,
assurdo". Guarda i detenuti. E li ringrazia: "Questo
momento è importante", dice. Molti sono
juventini. "Ho le foto dei calciatori nella mia
cella racconta uno di loro ma prima di oggi non
conoscevo la tragedia dell'Heysel". Ecco il
motivo per cui Gonnelli è lì. E lo rimarca: "Quello
che è accaduto deve essere un punto di partenza
perché non succeda più. E perché questi morti
siano serviti a qualcosa". Aggiunge: "Io sono
tornata allo stadio, grazie all'associazione
Quelli di Via Filadelfia e ad Andrea Agnelli che
mi invitò all'inaugurazione dell'Allianz
Stadium". Applausi. Poi un minuto di silenzio
per le vittime dell'Heysel. Per suo padre.
Fonte:
La Stampa
© 30 maggio 2025
Fotografie: Associazione Quelli di Via
Filadelfia © La Stampa.it ©
Istituto Plana ©
GETTY IMAGES © (Not for Commercial Use)
Banner:
Istituto Plana © Carceriditorino.it
© Gianni Valle
© Comune di Torino
©
|