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LIBRI e HEYSEL 2021
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Tragedie Sorelle  2021  Andrea Pelliccia
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"Un romanzo che supera i confini della narrativa sportiva"

"Tragedie sorelle", Edizioni Cento Autori, collana Controstoria, n.2 (il n.1 è di un certo Valerio Evangelisti), prefazione di Francesco Caremani. Disponibile anche in ebook (Delos Digital, collana Short Sport).

TRAMA: Una città (Torino), due tragedie (Superga e l'Heysel) vissute da un ragazzino attraverso i racconti, tra fantasia e realtà, del nonno e del padre. Un bambino viene a conoscenza di due fatti tragici, ma figli dello stesso fato avverso: la tragedia dell'incidente aereo avvenuto contro la basilica di Superga (4 maggio del 1949), in cui persero la vita tutti i componenti della squadra calcistica del Torino fino a quel momento campione d'Italia per cinque volte consecutive, e quanto accaduto allo stadio Heysel di Bruxelles (29 maggio 1985) a pochi minuti dal fischio d'inizio della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, dove persero la vita 39 tifosi. Nella visita ad un museo il giovane testimone rivive la memoria di quegli accadimenti, scoprendoli in prima persona, attraverso le narrazioni orali del padre e del nonno.

Francesco Caremani (Prefazione) : "Tutti dovrebbero leggere quello che ha scritto Andrea Pelliccia, per ricordarsi e ricordarci che il calcio è passione, è vita, è amicizia e non tutto il contrario che una certa narrativa, anche mediatica, ha cercato di farci credere. Leggetelo ai più piccoli, insegnategli cos’è e cosa è stato Superga, cos’è e cosa è stato l’Heysel".

Giovanni Del Bianco (Guerin Sportivo) : "La scrittura accattivante dell’autore e le precise ricostruzioni delle epoche raccontate mantengono il lettore incollato alle pagine".

(Giovanni Tosco (Tuttosport) : "Due vicende in cui si intrecciano passato remoto e passato prossimo, legami di famiglia e mozioni degli affetti, unite da un destino che le ha fatte entrare nella storia da una porta che nessuno avrebbe voluto mai aprire".

 

Tragedie sorelle

Francesco Caremani nella premessa al libro scrive: "Il romanzo di Andrea Pelliccia è una carezza. Una carezza alla memoria di due avvenimenti tragici, e storici, e un terzo che li ha messi coraggiosamente e intelligentemente insieme". Non ci poteva essere fotografia migliore di questo volume. Con una brillante trovata narrativa, infatti, l’autore riesce a legare in un unicum narrativo due storie tanto vere quanto drammatiche: la tragedia di Superga del maggio ’49, che spazzò via il Grande Torino e la strage dell’Heysel dove persero la vita 39 tifosi. Come ci riesce è presto detto: a cucire i due avvenimenti ci pensa la curiosità di un bambino che accompagnato da papà e nonno al museo del Grande Torino interroga le sue guide per rivivere gli accadimenti passati, con fare tanto curioso quanto ingenuo. L’incontro di queste tre generazioni dà all’autore il pretesto per narrativo per dar vita ad un breve ma gustoso romanzo, anche se forse sarebbe più opportuno definirlo un racconto lungo, diviso in due parti distinte. La prima, quella dedicata al Grande Torino, è la più breve delle due ma non per questo la meno intensa. Dei fatti di Superga fiumi d’inchiostro è stato versato, nessuno però ha avuto l’accuratezza di trasportare il lettore all’interno di quel maledetto aereo, dove si possono quasi vedere i volti allegri e scanzonati dei giocatori granata di ritorno da Lisbona poco prima dello schianto. Il chiacchiericcio frivolo, le risate, il buonumore del gruppo, sembrano essere raccontati in presa diretta, come se l’autore e di conseguenza il lettore fossero lì con loro. Peccato solo che il tutto duri troppo poco. Al contrario invece nella seconda parte l’autore si lascia prendere maggiormente la mano, ne vien fuori così un brillante racconto; non solo più lungo del primo ma anche maggiormente coinvolgente. Pelliccia tenendo fede a due delle tre passioni che emergono dalla biografia: lo sport, in questo caso il calcio, e il rock, ha modo di raccontare una storia di amicizia vera e profonda, tra due ragazzi divisi dalla fede calcistica (Juventino uno, granata l’altro), ma accomunati dalla passione per la musica, grazie alla quale s’avvicinano dopo un iniziale scontro. Al netto di una sinossi asciutta ed essenziale, dalla quale altro non emerge se non il "trait d’union" dei due racconti, è decisamente questo il vero nucleo del romanzo. Non c’è dubbio che chi ha avuto vent’anni all’epoca dei fatti dell’Heysel (siamo nel 1985), apprezzerà maggiormente le sfumature narrative e gli abbondanti particolari musicali. Mix che rende l’esperimento narrativo davvero pregevole. Il risultato finale è decisamente riuscito bene, talmente tanto bene che ci si chiede perché non è stato possibile dare più spazio ai due protagonisti ? Il libro grazie ad uno stile narrativo accattivante scorre via velocemente, favorito dal formato pocket e dal ridotto numero di pagine. Basta un pomeriggio per terminarlo, pomeriggio nel quale si ha anche tempo per rispolverare vecchi CD alla ricerca delle tracce rock che fanno capolino tra le righe. Un libro consigliatissimo ai ragazzi, anche adolescenti, per avere la possibilità di fare una gustosa buona lettura, ma anche ai papà per tornare giovani per un istante. La copertina rossa è un involontario (?) omaggio alla fede calcistica dei tre iniziali protagonisti.

14 aprile 2021

Fonte: Bibliocalcio.com

Recensione di Giovanni Fasani, blogger di allafacciadelcalcio.blogspot.com

Il libro di Andrea Pelliccia è una speciale occasione per rivivere le tragedie di Superga e dell’Heysel con un punto di vista diverso, denso di sensibilità e romanzato in maniera appropriata e mai forzata. Abbinando l’intenzione narrativa alla cruda realtà il lettore ci regala una "carezza, per citare la prefazione di Francesco Caremani, permettendo al lettore di onorare la memoria delle vittime delle due disgrazie e di meglio concepire come le stesse si siano generate. Nella prima parte Pelliccia ci porta direttamente sull’aereo partito da Lisbona, descrivendo con fedeltà e stile il clima di amicizia e complicità regnante nello spogliatoio granata. Nella seconda parte si rivivono invece gli attimi concitati e tragici dello stadio di Bruxelles, dove non mancano dettagli forti. Il surplus del libro è rappresentato, a mio parere, dall’appropriata concettualizzazione storica e sociale delle due tragedie, passando anche dall’affascinante scena musicale rock degli anni ’80 (scelta che trovo personalmente molto riuscita). La lettura è altresì rapida ed interessante con la curiosità per le vicende dei protagonisti del romanzo che si mischia con l’afflizione per il realizzarsi effetti o dei relativi drammi. Se volete un modo significativo e coinvolgente per ricordare due avvenimenti che hanno cambiato la storia del calcio e non solo, allora il libro di Andrea Pelliccia fa davvero al caso vostro.

28 aprile 2021

Fonte: Facebook (Pagina Autore)

Intervista ad Andrea Pelliccia

di Edmond Antonio Dantèse

Ciao Andrea e benvenuto su Bibliocalcio. Autore già di diversi libri tra i quali ad esempio "Quando c’era Paolo Valenti". Come nasce l’idea di questo romanzo ?

"Ciao Antonio e grazie per lo spazio che mi hai concesso. Il romanzo nasce da varie idee messe insieme: la conoscenza di entrambi i tragici eventi e della mostra "Settanta angeli in un unico Cielo. Heysel e Superga tragedie sorelle" che li ha saggiamente e delicatamente accomunati. Il romanzo, infatti, è ambientato proprio al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, il luogo in cui si svolse la mostra nel 2014".

In "Tragedie sorelle" sei riuscito ad unire due terribili eventi che hanno segnato la storia del calcio italiano. Ti chiedo, al netto dei sani sfottò tra le tifoserie, una disgrazia può affratellare chi si trova sponde opposte ?"Il messaggio che vorrei far arrivare è proprio questo: tragedie del genere devono far superare qualunque rivalità sportiva. E proprio per il valore educativo e formativo che va oltre quello puramente narrativo, il libro è consigliato anche ai ragazzi. Concetti ben sottolineati da Francesco Caremani nella prefazione del libro. "Leggetelo ai più piccoli, insegnategli cos’è e cosa è stato Superga, cosa è e cosa è stato l’Heysel. Fateli accarezzare dalle parole di Andrea Pelliccia, convinti che quelle carezze li indirizzeranno un giorno, se avranno voglia, ad approfondire le suggestioni di un romanzo sulle fonti riconosciute e riconoscibili, spezzando per sempre la dinamica amico-nemico che ha letteralmente ammorbato il calcio italiano".

La Juve post Heysel ’85 seppe riprendersi, nonostante il notevole danno d’immagine, il Toro del post Superga, invece, non fu più lo stesso. A tuo parere quale delle due tragedie è stata più incisiva ?

"Se guardiamo l’aspetto puramente sportivo, l’impatto peggiore è stato subito dal Torino che ha visto completamente annientata la propria formidabile squadra, tecnici compresi. Nel giro di pochi anni ha conosciuto la retrocessione in Serie B ed è riuscito a vincere lo scudetto successivo solo nel 1976".

Da appassionato di fantascienza ed ucronia hai voluto cimentarti nella stesura di un romanzo a sfondo calcistico. È stato difficile reinventarsi ?

"No, alterno i vari generi, anzi spesso li mescolo. Il mio primo libro (che ha anche avuto un successo superiore alle aspettative) si chiama "Up & Under - racconti di rugby": ho cominciato a scrivere di sport poi sono passato alla fantascienza, anche grazie alla collaborazione con Delos Science Fiction (la più antica rivista online italiana). Ma i piedi sono ben saldi anche nello sport, visto che, oltre a scrivere, dirigo due collane: "Raccontando lo sport", saggistica sportiva per Edizioni Cento Autori, e "Short Sport", narrativa sportiva in ebook per Delos Digital".

Nella seconda parte del libro emerge un’altra delle tue passioni, quella per la musica rock. È blasfemia se ti accostassi a Nick Hornby di "31 canzoni" e "Alta fedeltà" ?

"Per me è un onore, per qualcuno potrebbe essere in effetti blasfemia ! Lo accetto, a patto che il giudizio venga espresso dopo aver letto il mio libro. A proposito di mescolare più passioni, nel 2019 ho curato per Delos Science Fiction un numero speciale dedicato alla fantascienza nella musica rock".

Mi corre l’obbligo di farti anche una domanda scomoda. Il libro è molto godibile e scorre via piacevolmente, però è troppo breve. Come mai questa scelta ? Hai avuto paura di impegnarti seriamente ?

"Non la considero una domanda scomoda, anzi mi dà l’opportunità di spiegare. Non credo che esista un minimo sindacale di lunghezza di un libro, a meno che questo non venga imposto dall’autore stesso oppure dall’editore. Nel mio caso questi vincoli non ci sono stati ed è stata una fortuna, perché per me un libro si conclude quando lo scrittore ha raccontato quello che voleva raccontare nel modo in cui riteneva opportuno farlo. Il mio libro ha una lunghezza simile a "Il vecchio e il mare" e "La fattoria degli animali", eppure credo che nessuno abbia chiesto a Hemingway e a Orwell se abbiano avuto paura di impegnarsi seriamente…".

È forse una mia impressione, ma nel volume ci sono tantissimi ricordi del calcio adolescenziale e anche credo esperienze di vita personali. Mi sbaglio forse oppure c’è anche un po’ del vissuto di Andrea Pelliccia nel tuo racconto ?

Certo, questo vale per la parte del romanzo che riguarda la tragedia dell’Heysel e che ho vissuto in prima persona davanti alla tv. Il racconto comincia nel 1979 e finisce nel 1987: lì ci sono le mie passioni sportive e musicali di quegli anni. Gli U2 sono la band preferita del protagonista e, all’epoca, erano anche la mia. Racconto, tra le altre cose, del primo tour degli U2 in Italia, evento che ho potuto documentare bene, poiché possiedo il bootleg con la registrazione del concerto di Bologna del 1985".

La tragedia della Chapecoense del 2016 dimostra come quanto accaduto al Torino nel ’49 si possa sempre ripetere, invece gli accadimenti di Bruxelles credi siano ripetibili oppure oggi i pericoli negli stadi - se ci sono - siano altri ?

"I tragici fatti di Sheffield (novantasei morti all’Hillsborough Stadium), avvenuti quattro anni dopo quelli di Bruxelles, dimostrano che, in termini di sicurezza negli stadi, la lezione dell’Heysel non è servita granché. È vero che negli ultimi vent’anni qualcosa è migliorato (più all’estero che in Italia, a dirla tutta), ma da qui ad avere la certezza che episodi così tragici siano definitivamente scongiurati è una mera utopia".

Altra domanda malandrina: a tuo parere è più facile vedere il Torino nuovamente campione d’Italia oppure la Juve sollevare la tanto agognata Champions League ?

"Il calcolo delle probabilità dice Juve: basta contare le finali di Champions perse per capire quanto sia andata vicina al traguardo. Certo, se poi i fatti dovessero smentirmi e il Toro vincesse lo Scudetto prima che la Juve la Champions, sarei felicissimo per i miei tanti amici di fede granata".

Dopo "Tragedie sorelle" quali progetti hai per il futuro ?

"Continuo ad alternarmi tra sport e fantascienza e, se possibile, cerco di unirli. È proprio quello che succederà con il prossimo libro. Pochi mesi di pazienza e ne parleremo…".

7 maggio 2021

Fonte: Bibliocalcio.com

© Fotografie: Facebook (Pagina Autore) - Museo del Grande Torino

Gli angeli di Superga e dell'Heysel

di Giovanni Del Bianco

Due grandi tragedie hanno segnato la storia del nostro calcio, del nostro Paese e della città di Torino: quella di Superga (4 maggio 1949), quando scomparve in un incidente aereo l'intero squadrone granata di ritorno da una trasferta in Portogallo; e quella dell’Heysel (29 maggio 1985) dove 39 persone furono uccise dalla furia degli hooligans inglesi in occasione della finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool. Due ere diverse tra loro, intervallate tra loro da 36 anni, ma tenute insieme grazie ad una mostra intitolata "Settanta angeli in un unico Cielo. Heysel e Superga tragedie sorelle". Nel toccante romanzo di Andrea Pelliccia un bambino di otto anni - visitando la mostra - prende coscienza di questi terribili fatti, ascoltandoli dalla bocca del nonno e del padre. Di fronte ai cimeli che scorrono sotto i loro occhi, si abbracciano dunque tre generazioni. La scrittura accattivante dell'autore e le precise ricostruzioni delle epoche raccontate mantengono il lettore incollato alle pagine. Capitoli brevi e concisi che invogliano a proseguire la lettura e che hanno il potere di immergere chi legge nelle atmosfere degli anni Settanta e Ottanta (tra i due drammi, infatti, quella dell'Heysel occupa la parte maggiore). Nel libro ci sono parecchi rimandi musicali. Uno in particolare, fa da filo conduttore alle passioni del protagonista, tifoso juventino e amante degli U2. Si tratta di un estratto della canzone New Year's Day, contenuta nell'album War, uscito nel 1983: "Sotto un cielo rosso sangue, una folla si è radunata in bianco e nero. Braccia incrociate, i pochi scelti. I giornali dicono che è vero". Una sorta di cupo e apocalittico presentimento per quello che sarebbe accaduto, due anni più tardi, nella maledetta serata di Bruxelles. La prefazione è di Francesco Caremani, che fu anche uno degli organizzatori della mostra, svoltasi a Grugliasco (Torino) nel 2014.

10 maggio 2021

Fonte: Guerin Sportivo

Il romanzo di Andrea Pelliccia

Superga e Heysel Tragedie Sorelle

Una città unita da due tragedie immani nel caldo: la prima cancella il Grande Torino nello schianto di Superga il 4 maggio 1949, la seconda ha per protagonisti i tifosi della Juventus, vittime della violenza allo stadio Heysel il 29 maggio 1985, giorno della finale della Coppa Campioni a Bruxelles. Andrea Pelliccia nel romanzo "Tragedie sorelle" (CentoAutori, 155 pagine, 12 euro) immagina che un bambino - Paolo - riviva i due avvenimenti durante la visita al museo dedicato alla squadra granata. Decisivi sono i racconti del padre e del nonno, che approfondiscono la scomparsa di quella che è stata una delle più formidabili squadre del secondo Dopoguerra e la trasformazione di un momento di festa, come una partita di calcio, in un fatto di sangue. Due vicende in cui si intrecciano passato remoto e passato prossimo, legami di famiglia e mozioni degli affetti, unite da un destino che le ha fatte entrare nella storia da una porta che nessuno avrebbe voluto mai aprire. La prefazione è di Francesco Caremani.

5 giugno 2021

Fonte: Tuttosport


Fonte: Carlo Nesti (26 aprile 2022)

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