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EPISTOLARIO JUVENTUS
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Lettere Aperte
Saladellamemoriaheysel.it
F.C. JUVENTUS e SPORTIVI  

JUVENTUS FOOTBALL CLUB

Presidente Andrea Agnelli (Luogo Memoria a Torino)

Andrea Agnelli (Rifiuti Targa Heysel)

Presidente Andrea Agnelli (Ringraziamento Memoria Heysel)

Roberto Bettega (Sala della Memoria a Torino)

Jean Claude Blanc (Sala della Memoria a Torino)

Giovanni Cobolli Gigli (Sala della Memoria a Torino)

ALTRI SPORTIVI

Stefano Pioli, Allenatore Bologna Football Club

Andrea e Diego Della Valle (Commemorazione Heysel)

Al Presidente Andrea Agnelli, Juventus Football Club

Oggetto: In memoria dei 39 caduti dell'Heysel

Aggiornamenti su Luogo della Memoria Heysel a Torino

Egr. Presidente Dott. Andrea Agnelli,

in occasione del 25° anniversario della strage dello stadio Heysel, il 29 maggio 2010, davanti ai familiari delle vittime, aveva promesso "un luogo per ricordare queste persone", da crearsi "nella nostra nuova casa", ovvero nel nuovo stadio di ormai prossima inaugurazione.

Alle sue promesse hanno fatto seguito, durante i lavori dell'assemblea societaria al Lingotto, lo scorso 27 Ottobre 2010, quelle dell'Amministratore delegato Jean Claude Blanc che, rispondendo all'osservazione di un azionista del club, affermava che nel nuovo complesso sarebbe sorto "un monumento" a ricordo di quei morti. Dalle vostre parole si evidenzia, in entrambi, la volontà di dare finalmente il giusto tributo a quei 39 caduti di Bruxelles, per sempre nel cuore della nostra tifoseria.

Giunti, però, ad ormai pochi mesi dall’inaugurazione del nuovo stadio, su periodici e organi massmediatici si parla spesso delle nuove strutture integrate al complesso, tra cui supermercati, sale cinematografiche e luoghi simili, ma della "sala della memoria" non abbiamo più sentito notizie in merito.

Sig. Presidente, tutti i tifosi juventini Le chiedono di onorare la promessa fatta, a riprova di quello stile che si chiama "Juventus".

Per evitare di farLe pervenire molteplici lettere con identica richiesta, abbiamo raccolto in calce alla presente, le firme dei gruppi più significativi che hanno aderito singolarmente all’iniziativa, e non solo: club, associazioni e spazi web tra i più importanti e conosciuti, che raccolgono decine di migliaia di iscritti. Non, pertanto, una coalizione di gruppi racchiusi sotto un’unica sigla, ma le richieste dei tanti club, gruppi ultras e spazi web, che Le rivolgono il medesimo appello: la creazione della sala della memoria nel nuovo stadio di Torino dedicata ai nostri 39 angeli, con ingresso libero, al fine di onorarne il martirio e tramandare ai posteri un insegnamento di umana civiltà contro la barbarie.

Nel frattempo, sarebbe cosa doverosa aggiungere nel sito ufficiale della Juventus Football Club una pagina dedicata all'Heysel, dove non solo ricordare degnamente i 39 tifosi Juventini morti nel modo tragico in cui tutti sappiamo, ma anche tenere aggiornati i tifosi su quanto state, sicuramente, prevedendo nel nuovo stadio e sulle vostre iniziative in merito agli anniversari a seguire, ogni 29 maggio, per onorare la memoria di un evento così tragico della storia bianconera.

In attesa di un Suo gradito riscontro, cordialmente La salutiamo.

26 aprile 2011

Promotori: Gruppo FB "Via Filadelfia 88" - Saladellamemoriaheysel.it - OrgoglioGobbo - Radiojuveweb.com

Firmatari: Gruppo FB "Via Filadelfia 88" - Famiglia Lorentini - Famiglia Casula - Famiglia Gonnelli - Famiglia Russo - La mamma di Claudio, Adele Fontana, ved. Zavaroni - Vivella Zavaroni - Maria Zavaroni - Famiglia Landini - Famiglia Salvi - Comitato Heysel Reggio Emilia - Associazione "Amici di Claudio" (Zavaroni) - Francesco Caremani

Gruppi Ultras: Bravi Ragazzi - Drughi Bianconeri - Nucleo 1985 - Viking Curva Nord - Tradizione - Antichi Valori -

Spazi Web e Associazioni: Uccellinodidelpiero.com - VecchiaSignora.com - Juvemania.it - Tuttojuve.com - TifosiBianconeri.com - Combriccola Romana della trasmissione Tutti Pazzi per la Juve - GLMDJ Ass. Giù Le Mani dalla Juventus - DNA GOBBO - Gruppo FB e Forum - Juvefans.org - Juventusfans.forumcommunity.net - Ilblogdialessandromagno.it - OBN Orgoglio bianconero gruppo FB - "Stile Juventus" trasmissione radiofonica di Nicola de Bonis - Ladivinajuventus.com

La risposta della Juventus Football Club sul Sito Ufficiale

Fonte: Juventus.com 

Fotografie: Ultras Juventus - Juventus.com

EPISTOLARIO JUVENTUS e SPORTIVI
 
Ad Andrea Agnelli, Presidente Juventus Football Club

Oggetto: Bidoni dei Rifiuti sotto Targa Caduti a Bruxelles

Preg.mo Presidente Andrea Agnelli,

Le scrivo in merito alla inqualificabile usanza da parte delle maestranze dello stadio "Re Badouin" di Bruxelles di posizionare alcuni cassonetti della spazzatura sotto le targhe in memoria dei nostri 39 caduti dell'Heysel.

L'ultima segnalazione ci è pervenuta leggendo un articolo scritto a riguardo dal giornalista Ivan Zazzaroni. Sono certo che non si tratti di un fotomontaggio, né di un caso isolato. Durante i campionati europei del 2000 in Belgio la cosa era già stata documentata da relativa fotografia.

Ho scritto di getto una lettera al Borgomastro di Bruxelles manifestando la mia civile e ferma protesta, chiedendo non soltanto lo spostamento dei bidoni, ma le scuse ai familiari delle vittime ed al popolo bianconero, di cui mi ero modestamente fatto portavoce.

Mi ha risposto circa un mese dopo un addetto stampa del comune di Bruxelles con l'educata formalità della burocrazia di rito, palleggiando le responsabilità dal Sindaco all'assessore dello sport ed assicurandomi che avrebbe segnalato la cosa a chi di dovere. Un atteggiamento pilatesco tipico nella politica belga già ai tempi della difesa al processo dopo la strage del 1985. Nessuna dovuta parola di scuse, quindi, da parte del sindaco o di altri rappresentanti politici.

I nostri martiri dell'Heysel, meritano il rispetto di chiunque. Sono puntualmente dileggiati in molti stadi d'Italia, nel silenzio più omertoso di certa stampa italiana. Sono stati dimenticati per 25 anni da tutti, tranne che dalla tifoseria organizzata della Juventus e da pochissime altre persone. Non possiamo tollerare, né tacere davanti a questa ennesima profanazione a metà tra l'incuria e la cattiveria.

Per queste ragioni La prego d'intervenire personalmente nel merito ed esigere le scuse dovute alla memoria delle vittime, ai loro familiari, alla Juventus Football Club ed a tutta la sua moltitudine di tifosi, in Italia e nel mondo.

Caro Presidente Andrea, come ha sensibilmente dimostrato in occasione del 25° anniversario della tragedia a Torino, sono certo che Lei porti sul cuore le stigmate zebrate del nostro stesso dolore e che realizzerà quel "luogo alla memoria" promesso nella nostra nuova casa a Torino. Ne siamo certi, anche perché il Suo cognome è da sempre orgoglio della nostra storia e la sovranità della nostra leggenda.

La ringrazio di cuore per l'attenzione e per la Sua cortese disponibilità.

Con stima.

18 Ottobre 2010

Domenico Laudadio

Ideatore e responsabile del sito museo virtuale multimediale www.saladellamemoriaheysel.it

Fotografia: Identitainsorgenti.com (Ivan Zazzaroni Blog)

EPISTOLARIO JUVENTUS e SPORTIVI
 
Al Presidente Andrea Agnelli, Juventus Football Club

Oggetto: 39 volte GRAZIE, Presidente...

Il 29 maggio 2010, durante la commemorazione ufficiale delle vittime nel giardino della sede della Juventus, Andrea Agnelli, neo presidente, annunciava che "Nel nuovo stadio che stiamo costruendo ci sarà un luogo dedicato a ricordare le vittime di quella serata, che sono sempre nei nostri cuori. Vogliamo che il loro ricordo ci accompagni anche nella nostra nuova casa".

E' questa dichiarazione certamente una grande vittoria morale per il sottoscritto ed il raggiungimento del fine perseguito amorevolmente e disinteressatamente con l'impegno coerente di questi anni, ma resta umanamente un fondo di amarezza per non aver ricevuto mai un segnale di attenzione dalla società per cui ho sempre tifato e continuerò per sempre a fare il tifo, consapevole che la Juventus è un ideale alto e puro di sportività in mano o nei piedi di uomini di passaggio, come ogni valore per cui si vive, si lotta e si muore...

39 volte grazie, Presidente Agnelli...

30 maggio 2010

Domenico Laudadio

EPISTOLARIO JUVENTUS e SPORTIVI
 
A Roberto Bettega, Vicedirettore Generale Football Club Juventus

Oggetto: Sala della Memoria Heysel nel nuovo stadio a Torino

Lettera ad una Signora senza Memoria* 

Carissimo Roberto,

mi permetto di darti del tu, perché un bambino non teme mai dai suoi sogni. Forse tu non lo immagini, ma io volavo proprio quando le tue braccia si elevavano al cielo e principe delle aree svettavi regale in quelle immagini senza colore. Eri maestro e carezza di parole mai banali, dal sorriso appuntito e con quel fendente di lama vincente in campo, da imitare. E' in virtù di questo intimo legame che oggi busso temerario al portone del tuo maniero, perché sei rimasto l'ultimo templare di una fede, così nobile e antica ed a molti ieri come oggi invisa.

La bandiera arrotolata, il cuore in tumulto, una gioia a metà fra l'orgoglio e l'orrore nel mio passo spedito verso casa. Vent'anni sono troppo pochi per capire che la vita di un uomo vale più dell'esultanza di mille altri. Una macchina strombazzava invereconda, qualcuno che esultava nell'abitacolo, io alzo il pugno rabbiosamente in alto in segno di vittoria, poi mi gela da dentro una brezza di vergogna che ho seppellito in terra sconsacrata per cinque lustri nella coscienza. Ci sono vittorie e sconfitte nella vita, ma ciò che t'insegna i passi di danza del respiro del mondo è la verità che giace nel fondo delle cose. Per questa ragione è nato il mio sito in memoria dei caduti di Bruxelles, www.saladellamemoriaheysel.it, il 22 febbraio dell'anno scorso.

L'Heysel è una pagina di storia che qualcuno infantilmente ha stralciato nel grande libro della Juventus e che non riceve più ospitalità neanche sul suo sito ufficiale. Aleggia ancora imbrattata dal sangue di innocenti peregrinando in quella sala dei trofei come un fantasma ed intimando al metallo anonimo della vanagloria posato sulla fredda bacheca di costituirsi responsabilmente ai vincoli della memoria. Basterebbe un lembo di stoffa bianca e nera a marchiarla, affinché quella coppa si trasformi da calice amaro in un venerabile Graal di Juventinità.

Nell'archivio polveroso dell'oblio, come sacchi di patate, abbandonati sono ancora là, in un angolo, i bozzoli inermi di quei 39 angeli. Se avrai la bontà di scendervi assieme a noi, scoprirai il sollievo di un brivido precoce di giustizia e la calorosa vampa della memoria che non giudica, ma unisce in un solo abbraccio le vittime ai carnefici e chi l'ha messa al bando in tutti questi anni, confinandola fino a lì.

Carissimo Roberto, l'onore è una scuola che ti annovera fra i suoi luminari emeriti, riscendiamo insieme in quello scantinato da chi impose al circo di non fermarsi, immolando l'inciampo nel vuoto di acrobati e funamboli alla ragione di stato. Non fummo colpevoli noi di generare quella infame mattanza, ma gaudenti di banchettare all'effimero trionfo, come fosse Pasqua sul Golgota, quando avremmo dovuto soltanto piangere. Voltati, siamo in tanti, abbiamo pochi fiammiferi per illuminare un ricordo, ma siamo venuti fino a te per chiederti una sala della memoria dove riscrivere definitivamente la medesima storia abbagliandola di fiaccole eterne, un luogo perenne dove sussurrare una preghiera, posare un fiore, imparare da un silenzio più grande. Un museo multimediale che trasmetta un messaggio autorevole contro la violenza, nel nuovo stadio della Juventus, ma anche un simbolo che non faccia alcuna distinzione fra le bandiere.

Carissimo Roberto, ho già scritto agli ultimi due presidenti, che hanno pensato fosse più in stile non rispondermi, ma è la prima e l'ultima volta che scrivo veramente alla Juventus, perché tu ne sei l'ultimo baluardo. Tu che per l'amata sovrana non hai disdegnato le lacrime, che ne conosci tutte le anse del cuore e ne sei amante fedele, riportale a casa quei figli dispersi nel Belgio, ricordarle uno ad uno i loro nomi, prima che calino altri venticinque sipari di tenebra. Noi tifosi non abbiamo mai dimenticato. Confidalo da parte nostra all'orecchio della divina signora, c'è sempre tempo per l'amore.

Con affetto.

6 Febbraio 2010

Domenico Laudadio

Custode www.saladellamemoriaheysel.it

Fotografie: Guerin Sportivo - Tuttosport.com

* NDR: Questa lettera, pur non avendo ricevuto mai risposta da Roberto Bettega, è stata pubblicata nel libro di Francesco Caremani "Heysel le verità di una strage annunciata", riedito in occasione del 25° anniversario della strage nel 2010 da Bradipolibri Editore.

EPISTOLARIO JUVENTUS e SPORTIVI
 
A Jean Claude Blanc, Presidente Juventus Football Club

Oggetto: Sala della Memoria Heysel nel nuovo stadio a Torino

Gentilissimo Presidente Blanc,

credo che la famiglia juventina sia divisa molto più di quello che può apparirle. Calciopoli, un po' come la morte contadina delle allegorie medioevali, ha tracciato un solco profondo nell'animo del popolo Juventino. La moltitudine dei tifosi, infatti, ha percorso itinerari molto differenti, chi, aggrappandosi alla tradizione, altri al proprio istinto, magari fino al punto di rinnegare il blasone, altri ancora, studiando pedissequamente le carte processuali ed ascoltando tutte le udienze.

Bisogna guardare molto più indietro per trovare qualcosa che ci unisca davvero tutti, indistintamente, giovani e anziani tifosi juventini. Qualcosa che offra, pur nel dolore, un memoriale di Juventinità che aggreghi tutte le anime bianconere in un cuor solo ed in un'anima sola.

Nel corso della nostra infinita storia sportiva, ben più grave della retrocessione del 2006, non possiamo dimenticare l'olocausto dei nostri fratelli caduti a Bruxelles. L'Heysel è un lutto mai elaborato fino in fondo dalla Juventus, in questi ventiquattro anni. Le due righe di commiato ad ogni anniversario non ci bastano più. Sul sito ufficiale della società, a differenza di quello del Liverpool, non c'è nemmeno una pagina in memoria con i nomi delle vittime. E' tempo di fare pace con la memoria di quella sera tragica, in dignità e stile, come ci compete sin dalla nostra fondazione. Gli errori del passato sono fantasmi che svaniscono e soltanto l'amore resta, a cambiare le cose, a spegnere in modo solenne l'ardire di chi è andato persino oltre, sbeffeggiando il nostro dolore.

Noi, nonostante tutto questo tempo che è trascorso, non abbiamo mai dimenticato quei caduti e mai lo faremo. Sinceramente non posso dirle lo stesso della nostra amata e gloriosa Società, di cui è onorato Presidente. Se riuscissimo insieme a trovare un luogo dove ricordarli veramente quei morti, accarezzare i loro nomi su una lapide, dove portare un fiore, magari proprio in una sala museo del nuovo stadio, dedicata alla loro cara memoria, forse, finalmente, troveremmo tutti un vero senso anche a quella Coppa, maledetta.

Anzi, oserei dirle di più, Presidente, sarebbe proprio quella Coppa, spostata dalla gelida ed anonima sala dei trofei su di un basamento, ricoperto dai fiori, al centro della sala della memoria dei caduti dell'Heysel, il cuore ed il simbolo del mausoleo per eccellenza. Non si tratterebbe di sminuirla, di rifiutarla, di restituirla, ma di darle l'unico senso finalmente condivisibile da tutti: la dedica e la memoria perenne ai posteri di un sacrificio umano che non dovrà ripetersi mai più in nessun ambito dello sport.

Perché erano nostri fratelli. Perché ciascuno di noi sarebbe potuto essere al loro posto. Perché l'odio non costruisce niente, l'indifferenza è ancora peggio, ma soltanto la memoria raduna alla stessa mensa le vittime ed i carnefici e non pensi che sono qui da solo a chiederglielo, con il povero mezzo di una lettera. Si guardi alle spalle, caro Presidente, glielo chiede la storia.

In stima

21 Novembre 2009

Domenico Laudadio

Fotografie: Juventusclubmodena.it - Tuttosport.com

EPISTOLARIO JUVENTUS e SPORTIVI
 
A Giovanni Cobolli Gigli, Presidente Juventus Football Club

Oggetto: Petizione Ufficiale Sala della Memoria Heysel a Torino

Gentilissimo Presidente,

mi permetto di scriverle personalmente, interpretando il sentimento e la volontà di una moltitudine di tifosi che non hanno mai dimenticato quella tragica serata dell’Heysel. Secondo me, nonostante il tempo trascorso, non siamo riusciti ad elaborarne fino in fondo il lutto, né ad appropriarci veramente di quella vittoria, fra rimorsi, sensi di colpa e le suggestioni di una vittoria dal memoriale così funesto.

Alla "vittoria scomoda", offuscata da tanta cruda violenza, possiamo ancora rispondere da Juventus con un gesto nobile, commemorativo, anche a quanti ci accusano, pretestuosamente, di aver cinicamente ignorato la morte, celebrando il trionfo.

Io penso che non sia più utile a nessuno, né oltremodo possibile, giudicare il comportamento della società, dei giocatori e dei tifosi della Juventus, data la fatale e drammatica imprevedibilità degli eventi di quel pomeriggio maledetto, ma sono certo che possiamo ricollocare tutti assieme quei sentimenti e quelle reliquie, quelle immagini e quelle lacrime, riavvolgere con le nostre bandiere i volti cari dei nostri fratelli caduti, accerchiando la coppa del dolore, in un posto che ci appartenga per sempre, come una "Superga" bianconera.

Un museo della memoria per celebrare e discernere, per bandire ogni violenza e invocare la fratellanza nello sport, potrebbe sorgere nel nuovo stadio che state progettando o eventualmente in un altro luogo di Torino.

M’impegno da subito, assieme a tutto il gruppo di tifosi in nome dei quali Le scrivo a proporre idee o magari un progetto ben definito per la sua realizzazione, magari coinvolgendo fattivamente l’associazione dei familiari delle vittime.

Sono certo che Lei, non resterà insensibile alla nostra proposta, perché è soprattutto un tifoso prima ancora che il presidente della nostra amatissima squadra che merita il rispetto di tutti e da sempre.

Un abbraccio bianconero

Roma 24 maggio 2008

Domenico Laudadio

Fotografie: Juventus.com - Saladellamemoriaheysel.it

NDR: Questa lettera è stata una petizione popolare sul web nel 2008, ma purtroppo la Juventus Football Club, nonostante le varie lettere aperte e quelle scritte privatamente ed inviate in sede, prima dell'avvento di Andrea Agnelli alla Presidenza, non ha mai risposto formalmente alla mia proposta di una Sala della Memoria per i 39 caduti dello stadio Heysel nel nuovo stadio di Torino.

EPISTOLARIO JUVENTUS e SPORTIVI
 
A Stefano Pioli, Allenatore Bologna Football Club

Oggetto: "Ci vuole più rispetto"

Sull'esultanza e sul "rispetto" nel calcio  

Lettera aperta a Stefano Pioli, valente allenatore del Bologna Football Club, ex calciatore della Juventus dal 1984 al 1987)

Gentilissimo Mister Stefano Pioli,

sabato sera in diretta televisiva ho visto pronunciare più volte dal suo labiale, risentito e stizzito, la parola "rispetto", recriminando per le scene di esultanza di Antonio Conte, a suo dire "esagerata" per la vittoria al Dall’Ara, probabilmente decisiva in chiave scudetto.

Comprendo, data la sua consueta signorilità, fosse anche questo suo polemico disagio crusca nella medesima farina, propriamente detta "trance agonistica", quanto lo sfogo liberatorio di felicità dell’allenatore bianconero. Fatti di campo, propri del calcio, in cui si vince e si perde, in cui si esulta e si impreca, a torto, od a ragione, alla sorte, all’arbitro, agli avversari.  E’ da sempre così, nel suo campionato di massima serie come in quello dei pulcini dove gioca mio figlio.

Lei ha certamente ragione: "ci vuole più rispetto", ma non mi sto riferendo affatto alla notoria gestualità impetuosa ed ormonale da gladiatore di Antonio Conte, bersagliato, fra l’altro, sistematicamente, in trasferta dagli insulti beceri del pubblico delle tribune o per la strada, protetto, come il resto della sua squadra, soltanto dal vetro di un pullman dal lancio di artiglieria pesante dell’odio di abusivi del genere umano.

Mi riferisco, invece, a quello striscione di "benvenuto" esibito provocatoriamente alla tifoseria juventina dalla curva del Bologna, glorioso e storico club di una meravigliosa, nobile e libera città, simbolo nazionale dal 2 agosto 1980 del martirio in una strage d’innocenti di cui tutti in Italia ancora siamo assetati di giustizia.

"Juventino bianconero il tuo posto è al cimitero", citava laconico il motto sul lenzuolo in bella mostra. Purtroppo, niente di nuovo sotto il sole, anzi, i riflettori… Sembrano oramai tutti uguali questi aforismi privi di autore e di onore, imparentati alla lontana da una rima forzata all’italiano, ma più che altro ispirati dal grugnire di bestie. Puntualmente si annovera l’ennesimo impunito sfregio alla memoria di quei cari poveri cristi. Ci fosse morto uno importante, qualcuno dal cognome eccellente, in quello stadio di merda, forse, sì, probabilmente, in questi ultimi 28 anni sarebbe partita una denuncia, qualche partita giocata a porte chiuse, qualcuno avrebbe passato molte domeniche al riformatorio od in questura. Ma, evidentemente, il "rispetto" per quelle vite innocenti falciate barbaramente in 39 mucchi di pelle e di ossa da sorella morte, in verità, per i nostri padroni e giudici dello sport vale meno che niente.

Anche lei, mister, era da calciatore della Juventus allo stadio Heysel quel maledetto pomeriggio di maggio. Ed anche lei esultò al termine di quella partita. Diciamolo, con parole a lei familiari, dato il contesto, assolutamente in modo "esagerato". Ci sarebbe voluto più rispetto, ma lo fece addirittura anche il suo capitano Gaetano. Lei, come tutti i suoi compagni, che "sapeva e non sapeva". Facemmo certamente di peggio noi, esultando in centinaia nelle città della penisola, sciaguratamente, e senza una sola delle vostre attenuanti. Una vergogna infinita su cui stendere un sudario per tutto lo stivale, da Aosta a Lampedusa.

Non era mio scopo intraprendere una predica, gentile mister Stefano, abbiamo quasi la stessa età… Anzi approfitto per farle i miei più sinceri auguri per una luminosa carriera di allenatore. La stoffa, il talento, ci sono, si vede, ed a parte il marchio di sangue di quella serata infausta, probabilmente proprio la maglia che indossava sarà stata in quei trascorsi una scuola di umiltà e di tenacia ed in buona sostanza formativa di quell’etica olimpica che invoca legittimamente dagli altri.

Però, anche Antonio Conte ha ragione a dirle che "l’esultanza è bella"… Tre anni a Torino, forse, non ricorda già più niente e vuole rinnegare anche la mimica di una gioia per una vittoria così importante ? Rispetto, sì, certo, tanto rispetto, per lei, per tutti, per i vincitori gaudenti e per i vinti, ma a Bologna questa volta si poteva veramente esultare alla grande. I morti profanati c’erano soltanto sullo striscione.

Sportivamente...

19 marzo 2013

Domenico Laudadio

Custode Museo Virtuale Multimediale www.saladellamemoriaheysel.it

Fonte: Giulemanidallajuve.com

Fotografie: Tuttosport.com

EPISTOLARIO JUVENTUS e SPORTIVI
 
Ad Andrea e Diego Della Valle, Presidenti ACF Fiorentina

Oggetto: Commemorazione Caduti Heysel in Anfield Road a Liverpool

Pregiatissimi Andrea e Diego Della Valle,

scrivo a Voi, espressione signorile di Firenze, culla della lingua e della cultura italiana, certo di trovare accoglienza e solidarietà per le mie semplici parole. Ho realizzato un sito in forma di museo virtuale multimediale in memoria dei trentanove caduti dell'Heysel, quelli che noi tifosi juventini chiamiamo affettuosamente "i nostri 39 angeli". Nelle ultime settimane il gemellaggio della vostra tifoseria con quella del Liverpool ha riaperto ferite e polemiche su vari fronti.

Di striscio i giornali, impegnati molto più da Mourinho e dalle sue facezie, ma soprattutto le radio e le televisioni private tra Roma e Firenze, hanno affrontato il problema di questo gemellaggio che la tifoseria bianconera vede tutt'ora come un inganno dai risvolti ipocriti. Tra dialogo e toni accesi, le parti hanno scambiato pareri contrastanti sull'evento. La tifoseria organizzata, attraverso la voce dei suoi capi storici ed i giornalisti locali, tra i più accreditati tifosi della vostra società, hanno garantito che non vi erano motivazioni fondate dal dileggio della memoria o dalla celebrazione di quella lurida mattanza.

Abbiamo creduto alla buona fede della parte sana di Firenze e pensato che, forse quel nervo era ancora scoperto e ci doleva. Abbiamo anche chiesto scusa alla città per aver usato certi toni, forti ed aggressivi. Ho scritto sui vostri forum e sui vostri siti ufficiali, assieme ad un vostro tifoso, parole di concordia, chiedendo uno striscione in ricordo delle 39 vittime da esporre durante la partita di Torino dello scorso 17 Ottobre.

Non ho ricevuto alcuna risposta, né in privato, né sugli spalti. Anzi, con dolore e sdegno, ho collezionato segnalazioni e testimonianze, foto e filmati, di alcuni vostri tifosi con magliette e sciarpe del Liverpool con scritte e numeri, "meno" e "39". Certamente minoranze, potreste obiettarmi, ma in tutta franchezza io penso che quel gemellaggio sia nato sotto una cattiva stella e che sia stato oggetto di contraddizione e divisione soprattutto nelle fila della vostra tifoseria.

La preghiera che rivolgo a Voi, dalla illuminata visione del calcio e dello sport, non dimentico del Vostro gesto di grande civiltà con l'introduzione del "terzo tempo" al termine delle gare, è quella di fare più luce ed ordine nel merito e di compiere ancora una volta ad esempio, un gesto ufficiale di commemorazione da parte della ACF Fiorentina.

A questo proposito, vorrei segnalarvi la presenza di un monumento ad Anfield Road che è stato eretto in memoria delle vittime dell'Heysel. (NDR: Più precisamente si trattava all’epoca di una targa nel museo del Liverpool) Prima della partita di ritorno di Champions deponetevi un mazzo di fiori viola. Saranno certamente un segno inequivocabile e graditi, sciogliendo definitivamente i vincoli dell'odio e della idiozia di frange che non meritano di militare in nessuna tifoseria.

In stima

26 Ottobre 2009

Domenico Laudadio

Custode www.saladellamemoriaheysel.it 

Fotografie: Liverpoolfc.com - Gazzetta.it

EPISTOLARIO JUVENTUS e SPORTIVI
 
     
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