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COMITATO REGGIO EMILIA
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Comitato "Per non dimenticare Heysel" Reggio Emilia
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"Per non dimenticare Heysel"

Storia del Monumento e del Comitato di Reggio Emilia

Il monumento alle vittime della violenza negli stadi fu realizzato ispirandosi ai piletti dello stadio Heysel. L'ideatore dell’opera, l’artista fiammingo Gido Vanlessen, fu autore delle steli, invece l’ingegner Tolmino Menozzi e il designer Ivan Fontanesi del verde pubblico del Comune di Reggio Emilia ne hanno curato l'inserimento in loco.

Alla fine degli anni '80, Francesco Gelati di Reggio Emilia, abitava a Verona, una delle sedi di girone del Campionato mondiale di calcio" ITALIA '90. Verona ospitava la squadra del Belgio e le iniziative culturali erano molte: mostre, concerti, etc.  Pippo Avola, operatore culturale e amico di Gelati, invitò lo scultore Gido Vanlessen ad esporre la sua particolare scultura "Per non dimenticare Heysel" e, finito il mondiale, si apprestò a rispedire l'opera in Belgio e ad affrontare le conseguenti, notevoli, difficoltà burocratiche. Gelati, ricordandosi dell'amico Claudio Zavaroni, reggiano fra le vittime dell'Heysel, ottenne da Pippo Avola l'opera in prestito per la città di Reggio Emilia, in attesa di restituirla all'autore. Il primo evento utile per mostrare l'opera, era la festa dell'Unità di Reggio Emilia. La Direzione accettò di buon grado e ospitò l'opera di Vanlessen collocandola vicino all'ingresso principale. La commozione fu subito grande fra i tanti visitatori. Ed aumentò quando una mano anonima fece dono di un mazzo di fiori alla scultura: da quel momento scattò il desiderio di far rimanere a Reggio Emilia l'opera, ma come ? Dato che il Comune non poteva acquistarla, era necessario trovare qualcuno che la comprasse e poi la donasse alla città. Gelati mise in contatto Avola con la Reggiana Calcio dell'allora Presidente Ermete Fiaccadori, il quale, con altri dirigenti del movimento cooperativo, attraverso l'interessamento della Lega Cooperative di Reggio Emilia e con l'impegno dell'allora Sindaco Fantuzzi, la Reggiana calcio e altri, riuscì a creare un team di cooperative per l'acquisto e la messa a dimora della scultura. Il progetto, il cantiere, l'inaugurazione con l'iniziativa calcistica, la mostra personale di Gido Vanlessen agli Stalloni, ed altro, attivò diversi protagonisti: il designer Ivan Fontanesi, del Comune di Reggio Emilia, e l'ingegner Tolmino Menozzi per la progettazione e il coordinamento, Adriano Catellani per l'inaugurazione, evento preparato in modo straordinario: con partita di calcio nello stadio prospiciente al monumento, presenza dell'associazione familiari delle vittime, Club Juventus, mostra, etc. Da quel giorno la scultura di Gido Vanlessen diventa l'unico monumento, in Italia contro la violenza negli stadi, meta di fiaccolate, visitato da delegazioni di città gemelle e da atleti giunti a Reggio Emilia per gareggiare.

Il Comitato "Per Non dimenticare Heysel" che non ha scopi di lucro, si è costituito spontaneamente nell’anno 2007 con l'intento di evitare il degrado e preservare l'unico Monumento in Italia alla memoria dei 39 Angeli che persero la vita nella tragedia del 29 Maggio 1985. Questo Monumento formato da 39 steli di cemento e ferro è stato posizionato a Reggio Emilia nel 1991 e dopo 16 anni era in condizioni disperate a causa dell'incuria e delle condizioni atmosferiche che ogni anno minavano la sua struttura. Nel 2008 il monumento è stato ottimamente ristrutturato. Il Comitato "Per Non Dimenticare Heysel" ha ragione di esistere perché c'è il Monumento, motivo principale della sua nascita. In principio il Comitato era formato da una decina di amici di diverse estrazioni calcistiche, uniti per il medesimo scopo e tanto entusiasmo. La nostra prima commemorazione l'abbiamo celebrata solennemente il 1° Novembre 2008 e da allora ogni anno in prossimità del 29 Maggio il Comitato organizza l'evento per ricordare le vittime dello Stadio Heysel. La partecipazione della gente alle nostre commemorazioni che arriva da ogni angolo dell'Italia è sempre maggiore e la stessa Società Juventus, sin dall'inizio, non ha mai fatto mancare la sua presenza con un bouquet di fiori, il saluto del Presidente e la partecipazione di suoi rappresentanti. Purtroppo dopo 8 anni i componenti attivi del Comitato sono sempre di meno, ma ci sarà chi darà tutto se stesso Per non Dimenticare mai i 39 Angeli e fare vivere il Monumento che li ricorda e rappresenta.

Iuliana Bodnari e Rossano Garlassi (Direttivo Comitato "Per Non Dimenticare Heysel" Reggio Emilia)

Fonte: Comitato Heysel (Testo © Fotografie)

"Mostro la violenza nascondendola"

Amo il calcio, ma non il kitch dei mondiali, intesi come suggerimento d'arte" dichiara, con legittima convinzione, Pippo Avola. E aggiunge: "C'è in giro, sull'argomento, un conformismo intollerabile. Così, quando Gido Vanlessen, uno scultore fiammingo, gli ha proposto un grande angoscioso pianto in calcestruzzo che, per lui, l'artista, era un ricordo della tragedia di Liverpool, cui aveva assistito e da cui era stato profondamente scosso, Pippo Avola, che da sempre nella sua galleria in via Cantore, espone quasi esclusivamente opere grafiche, ha detto sì. Così, fino al 31 luglio, nella sala di "Linea 70" trentanove piloni in calcestruzzo, come quelli abbattuti quella volta dalla folla, con degli inserti lucidamente cromatici a simboleggiare le varie bandiere, ricordano, nell'insieme, un tragico cimitero da campo, una visione che, non sappiamo bene perché, ci riporta alla memoria certe immagini del "Tunnel" di Kirosawa. Anche questo è un modo, in fondo, per restare in argomento con i Mondiali, ma, a differenza d'altri, questo è soprattutto un modo per fare dell'arte, poiché, indubbiamente, la suggestione che si prova, guardando è suggestione artistica. Eravamo abituati, entrando in galleria, ad ammirare le pur belle opere grafiche di Turcato, di Pettini, di Carini, di D'Orazio, di Giò Pomodoro: questo andare controcorrente, anche rispetto alla linea consueta, ci è piaciuto. Torneremo fra breve a rivedere quei maestri della grafica - sono già in preparazione le nuove "cartelle" dl D’Orazio - ma questa pausa di riflessione in un drammatico cimitero-memento, di piloni e di ferri tronchi, ci ha suggestionato profondamente. "Mostro la violenza assecondandola" (NDR: Probabile refuso di stampa nel titolo ?), dichiara l'artista, patito dello sport ed esistenzialmente angosciato dalla paura della violenza. La violenza reale, che seduce di non violenza l'immagine d'arte, come in una lucida catarsi.

? giugno 1990

Fonte: L’Arena

Uomini e donne, amici e compagni di scuola, padri, figli e fratelli, sposi e fidanzati, in gruppo o solitari. Trentanove persone partite per Bruxelles il 29 maggio 1985, finale di Coppa dei Campioni, Juventus-Liverpool. 39 persone mai più tornate a casa, uccise dalla barbarie animalesca degli hooligans, dal crollo di un muro in un impianto vecchio e fatiscente, dall'irresponsabile comportamento della polizia belga, dall'inadeguatezza delle strutture e dei mezzi di soccorso. L'orologio del calcio si ferma qui. Quel maledetto mercoledì finì per sempre l'inconsapevolezza e l'innocenza di chi pensava che questo sport fosse soltanto un gioco, il pallone una cosa da prendere a calci e da buttare in fondo alla rete, il modo migliore e più intenso di divertirsi e gioire sugli spalti. Non pensavo certo che di calcio si potesse morire. E' difficile dire con esattezza cosa accadde quella sera. Dei molti amici presenti a Bruxelles ognuno porta la sua versione dei fatti. La voce mesta di Bruno Pizzul che tentava di informare su quanto grave fosse la situazione, le indiscrezioni su un ipotetico rinvio o annullamento della gara. I giocatori delle due squadre che escono dagli spogliatoi per cercare di capirne di più. Gaetano Scirea, triste e provato, che invita i tifosi alla calma dai microfoni dello stadio. Poi la partita, il rigore, la vittoria, il sommesso giro di campo con la coppa; ma a che prezzo. Ciò che accadde a Bruxelles non doveva accadere, punto e basta. Quello che sarebbe dovuto essere il giusto premio per la squadra, i giocatori, la società, i tifosi soprattutto, si è trasformato in una pagina tristissima. In tutti noi resterà un incancellabile dolore e una piccola vittoria, dedicata alle trentanove anime volate in cielo.

Fonte: Comitato Heysel (Testo © Fotografia © Video)

PER NON DIMENTICARE I 39 CADUTI

Lezioni di memoria sulla tragedia allo stadio Heysel

di Giuseppe Galli

Gli studenti della quinta D dell’istituto Scaruffi a "lezione di memoria".

Nel 2007, quando venne restaurato il monumento che si trovava ormai in stato di abbandono, Iuliana Bodnari e Rossano Garlassi, rispettivamente presidente e promotore del comitato "Per non dimenticare Heysel", speravano, un giorno, di vedere le giovani generazioni recarsi nel parco di via Matteotti, di fronte alla tribuna dello stadio Mirabello, per capire cosa fossero quelle 39 stele sistemate l'una accanto all'altra e a chi fossero dedicate. Loro, l'impegno di tramandare la memoria della tragedia avvenuta il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles - quando prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool persero la vita 39 tifosi (tra i quali il fotografo reggiano di 28 anni, Claudio Zavaroni) uccisi dalla follia degli hooligans inglesi - ce l'hanno messo tutto, senza mai fermarsi un solo attimo.

E poco tempo fa, proprio grazie al loro impegno costante e quotidiano, sono stati premiati, o meglio hanno ricevuto una visita che ha dato nuovo impulso al loro impegno, ispirando l'Iniziativa "Lezioni di memoria", dedicata ai giovani d'oggi, alla generazione dei cosiddetti "millennians", nati più di quindici anni dopo quel tragico fatto. Erano nei pressi del monumento, luliana e Rossano quando, nei giorni in cui stava iniziando il nuovo anno scolastico, si è avvicinata una persona che voleva avere informazioni, sia sul monumento, sia su ciò che accadde 36 anni fa. In vista dell'arrivo della stagione invernale la presidente del comitato e il suo braccio destro stavano sistemando l'area attorno al monumento, occupandosi dell'erba seminata a primavera, sistemando la bacheca e i sassi: insomma, la loro opera di volontariato, dedicata al ricordo delle vittime dell’Heysel continua senza sosta.

"Quella persona si è avvicinata - ricorda Iuliana Bodnari - e ha detto che voleva sapere qualcosa di più sulla tragedia: un po’ era informato, avendo visionato su Youtube un video abbastanza esplicito, e si è subito instaurato un rapporto piacevolissimo, con scambi di domande e risposte. Si chiama Fabio Pigmei, è un insegnante dell’Istituto Scaruffi, dove ha studiato anche Rossano. Fabio si è mostrato molto attento al racconto di questa terribile tragedia che ha causato la morte di 39 persone per una partita di calcio". Parlando con i referenti del comitato, l’insegnante ha espresso il desiderio di portare davanti al monumento le sue classi, per spiegare loro la storia di quella tragica notte, quella del monumento (sconosciuta ai più) e l’attività dello stesso comitato "Per non dimenticare Heysel" che ogni anno organizza partecipate cerimonie in ricordo dei caduti.

"Detto, fatto - prosegue Iuliana Bodnari. Fabio sta accompagnando al monumento le sue classi e abbiamo intitolato questo incontro "Lezioni di memoria". È la prima volta in assoluto da quando, nella primavera del 2007, è stato restaurato il monumento che gli studenti visitano e apprendono storie di vita dl chi non c'è più e che non si trovano su Wikipedia di sicuro. Il nostro sogno si è avverato: vedere ragazzi e ragazze che non erano neppure nati nel 1985, quando è successa quella tragedia, prestare attenzione e rimanere attoniti di fronte al fatto che tutto ciò sia potuto accadere. Vedere i loro volti, i loro occhi attenti e persino la commozione non ha prezzo. Queste lezioni - aggiunge Iuliana - proseguiranno davanti al monumento dove ci si può veramente rendere conto e assorbire tutto il dolore che ogni stele fa arrivare nelle nostre anime. Noi, da parte nostra, ci impegneremo sempre al massimo per far conoscere questa tragedia, la storia di ognuna delle 39 vittime, la nostra cura per questo monumento unico nel suo genere, per renderlo visibile in tutti i modi: perché nessuna persona è morta finché vive nel ricordo di chi resta".

Nel 1991 Reggio fu la prima città italiana a dedicare un'opera d'arte alle vittime dell'Heysel: fu realizzata dallo scultore fiammingo Gído Vanlessen e venne chiamata "Per non dimenticare Heysel". Con lo stesso obiettivo, quattordici anni fa, a Reggio è nato il Comitato Heysel. Il 28enne reggiano Claudio Zavaroni era un ragazzo allegro, sportivo, che provò in tutti i modi a salvare altre persone quando fu travolto dalla carica micidiale degli hooligans, ma venne travolto e ucciso a sua volta.

7 ottobre 2021

Fonte: Gazzetta di Reggio

© Fotografia: Comitato Heysel

Opera d’arte che dal 1991 ricorda le vittime tra cui Claudio Zavaroni

REGGIO EMILIA - Nel 1991 Reggio fu la prima città italiana a dedicare un’opera d’arte alle vittime dell’Heysel (NDR: Non è esatto, la prima opera fu realizzata dallo scultore Spiniello nello stadio Partenio di Avellino). In quel tragico giorno, prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool, a perdere la vita fu anche il 28enne reggiano Claudio Zavaroni. L’opera che la città volle dedicare alla sua memoria, e a quella degli altri 38 che morirono sui gradoni dello stadio belga, fu realizzata dallo scultore fiammingo Gido Vanlessen e venne chiamata "Per non dimenticare Heysel". Con lo stesso obiettivo, quattordici anni fa, a Reggio è nato il Comitato Heysel. Claudio Zavaroni era un ragazzo allegro, sportivo, che provò in tutti i modi a salvare altre persone quando fu travolto dalla carica micidiale degli hooligans. Era andato a vedere una partita di calcio, la sua inseparabile macchinetta fotografica per cogliere quell’attimo fuggente di spensieratezza insieme ai suoi amici. Zavaroni aveva seguito la Juventus in Belgio con il viaggio organizzato dal club cittadino Roberto Bettega: dentro l’Heysel, in corrispondenza del settore Z, era stato travolto dalla follia omicida dei tifosi britannici. Un assalto di una violenza incredibile, durante il quale molti italiani morirono soffocati o schiacciati contro le transenne all’interno del vecchio e inadeguato stadio. Negli anni il monumento per le vittime dell’Heysel, realizzato grazie al contributo di Tolmino Menozzi, del designer Ivan Fontanesi, di Massimo Tirabassi, dell’allora presidente della Reggiana Calcio Ermete Fiaccadori e dell’allora assessore allo sport Roberto Pierfederici e installato in via Matteotti, davanti allo stadio Mirabello, è stato dimenticato, abbandonato e in alcune occasioni anche vandalizzato. "Ci impegneremo sempre di più per proteggere e curare questo monumento - assicura Iuliana Bodnari, presidente del Comitato Heysel - una simulazione dei parapetti esistenti allora all’Heysel". M.M.

29 maggio 2020

Fonte: Gazzettadireggio.it

© Fotografia: Comitato Heysel

"Ho rivissuto l’incubo dell’Heysel"

Bodnari, presidente del comitato in ricordo della tragedia: "Ripiombata nell’85".

REGGIO EMILIA - Un brivido lungo la schiena. Gelido, terribile. La mente che torna indietro di 32 anni, il flashback che mai nessuno avrebbe voluto rivivere. Iuliana Bodnari, presidente e fondatrice del "Comitato per non dimenticare Heysel Reggio Emilia", non era in piazza San Carlo a Torino, ma è come se fosse stata lì, dove tante persone conosciute in questi anni e accomunate a lei dalla fede bianconera hanno vissuto un autentico incubo: "È stato tremendo, un inferno che mi ha fatto ripiombare nel 1985", racconta. "In piazza c’erano tantissimi amici di Torino e i loro racconti sono ancora più agghiaccianti delle immagini che tutti, purtroppo, abbiamo visto. Millecinquecento persone ferite è un numero allucinante: si è sfiorata la tragedia, un nuovo Heysel e ora non possiamo fare altro che pregare per chi è ricoverato in condizioni più gravi, affinché possano riprendersi la vita, quella che una vicenda assurda ha rischiato di strappargli". Iuliana non si dà pace: "Abbiamo appena commemorato le vittime dell’Heysel, tra le quali anche il reggiano Claudio Zavaroni. Non avrei mai immaginato, dopo 32 anni, di assistere di nuovo a qualcosa di simile. Vedere per terra scarpe, vestiti mi ha fatto piangere il cuore, sembrava tutto identico a quel maledetto 29 maggio del 1985. La gente che scappa e si calpesta, che resta a terra sanguinante, il caos assoluto: ho rivissuto come tanti una tragedia. Doveva essere una giornata di gioia e condivisione, perché lo sport è festa, ma nel clima generale di terrore che il mondo sta vivendo basta un attimo per scatenare l’inferno". Nelle parole di Iuliana, che assieme al marito Rossano Garlassi ha speso anni per tenere vivo il ricordo delle vittime dell’Heysel creando a Reggio l’unico monumento a loro dedicato, c’è anche tanta rabbia: "Mi è stato detto che la piazza era piena di venditori ambulanti con bottiglie di vetro, che l’alcol girava liberamente. Com’è stato possibile ? La gente, prima di tutto le istituzioni, si rende conto che in luoghi affollati basta la scintilla più banale per provocare un disastro ? Diciamo che non abbiamo paura, andiamo in piazza anziché chiuderci in casa, ma in realtà la paura è dentro di noi: alle parole "attentato" o "bomba" si scatena il panico. Sappiamo tutti cosa stava accadendo in contemporanea a Londra, immaginatevi quello che avrà potuto pensare chi era a Torino". (m.c.)

5 giugno 2017

Fonte: Gazzettadireggio.it

© Fotografie: Gazzetta di Reggio - Comitato Heysel

   

39 Angeli volati in cielo

Cari amici,

con molta emozione e tanto orgoglio ringraziamo tutti coloro che hanno sostenuto fin dall' inizio dei lavori nel settembre 2013 il progetto di copertura per il Monumento alla Memoria dei 39 Angeli che è stato portato a termine con successo. Quest'anno per il 30° Anniversario della tragedia, avete partecipato numerosi da ogni parte d' Italia consentendo il raggiungimento di questo traguardo molto importante. Siccome il monumento ha bisogno di cure continue per mantenerlo decoroso contiamo sempre sul vostro sostegno anche in futuro essendo noi un Comitato  senza scopo di lucro. Le nostre tessere dell' Amicizia sono a vostra disposizione come le T-shirt e le Polo del Comitato Heysel. Ringraziamo tutti i Club Juventus Doc e non, ogni singolo amico, gruppi, amici di altre fedi calcistiche  e chi continuerà a sostenerci nel tempo per il Nostro Monumento e Vostro Monumento.

Iuliana Bodnari e Rossano Garlassi (Direttivo Comitato Heysel)

16 settembre 2015

Fonte: Comitato Heysel (Testo © Fotografia)

Il monumento per le vittime dell'Heysel ha finalmente la sua copertura

Come riporta stamane Tuttosport, in tempo per la brutta stagione, è stata ultimata la tettoia protettiva per il monumento per le vittime della strage dell’Heysel (quando persero la vita 39 tifosi in occasione della finale di Coppa Campioni del 1985). Il comitato "Per non dimenticare l’Heysel" di Reggio Emilia aveva dato il via ai lavori il 18 settembre e in questi giorni l’opera è stata completata. La copertura è stata realizzata grazie ai fondi raccolti, che non hanno ancora coperto tutta la spesa. Chi volesse dare una mano può trovare tutte le informazioni per contribuire sul sito Internet del comitato. (www.saladellamemoriaheysel.it). Il Comitato "Per non dimenticare l’Heysel" ha voluto ringraziare coloro che hanno contribuito, ricordando che la raccolta fondi continua: "Questa è la nuova immagine del Monumento Heysel e ci teniamo molto a ringraziare sinceramente tutti voi, ricordandovi che la raccolta fondi continua. Ringraziamo gentilmente anche tutti i club che con la cena sociale di fine anno aderiscono a questa iniziativa. Grazie a tutti voi per la vostra generosità. 39 Angeli sempre con noi".

15 novembre 2013

Fonte: Tuttojuve.com

Il "Nucleo 1985" raccoglie fondi per

il comitato "Per Non Dimenticare Heysel"

di Roberto Tortora

Con l'acquisto dei prodotti ufficiali dei supporters bianconeri verrà aiutato il comitato a recuperare la somma anticipata per la costruzione della copertura del monumento dedicato alle vittime dell'Heysel.

Lodevole iniziativa dei tifosi bianconeri del gruppo organizzato "Nucleo 1985", intitolato così in memoria delle vittime dell’Heysel. Quelle 39 persone che persero la vita nella notte della finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool, il 29 maggio 1985. A Reggio Emilia, di fronte allo stadio Mirabello (lato tribuna Zavaroni), esiste un monumento dedicato alle vittime del crollo fatale del settore Z dello stadio di Bruxelles. Questa scultura, a causa delle intemperie, rischia di rovinarsi ed è, perciò, stata autorizzata dal comune la realizzazione di una copertura che la salvaguardi. Il progetto, concepito dallo scultore fiammingo Gido Vanlessen, ha un costo di circa 10.000 euro ed è stato interamente finanziato dal comitato "Per Non Dimenticare Heysel", che ha anticipato tale somma di denaro. In questi giorni sono stati ultimati i lavori e, per recuperare la somma spesa, il comitato si sta rivolgendo a cittadini, sportivi, tifosi e club. Il Nucleo 1985 ha, perciò, deciso di appoggiare il comitato nel reperire i fondi, mettendo in vendita i propri prodotti. Il ricavato dell’acquisto della sciarpa, del cappellino e della patch ufficiale del Nucleo verrà, infatti, interamente destinato alla causa. "Per Non Dimenticare Heysel" sta organizzando anche un torneo di calcio, da tenersi ovviamente al Mirabello, con il patrocinio del comune di Reggio Emilia e l’appoggio della Reggiana Calcio, oltre a diversi gruppi sportivi e di ultras della zona. Il tutto alla presenza di alcuni tra i familiari delle vittime di quella tragedia, lontana solo nel tempo, ma non nel cuore e nella mente delle persone coinvolte e dei tifosi bianconeri. Il torneo avrebbe dovuto disputarsi già a luglio, in occasione del Trofeo Tim, ma per motivi organizzativi è slittato e si cercherà di fissarlo a dicembre. Contribuite acquistando i prodotti ufficiali dei supporters bianconeri su www.nucleo1985.it

28 ottobre 2013

Fonte: Tuttojuve.com

 

Opera: l'intervento costerà 15mila euro coperti da una raccolta fondi

Al via i lavori per mettere al riparo il monumento dell'Heysel

di Alessandra Codeluppi

Una copertura per proteggere il monumento alla tragedia dell'Heysel, che Reggio ospita davanti allo stadio Mirabello, unica città in Italia ad aver dedicato un cippo in memoria della tragedia avvenuta il 29 maggio 1985. Quel giorno lo stadio di Bruxelles crollò causando la morte di trentanove tifosi - di cui trentadue italiani - mentre altre seicento rimasero ferite. Tra le vittime del disastro avvenuto poco prima della partita di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool c'era anche un reggiano, il 28enne Claudio Zavaroni, stimato fotografo: morì da eroe, mentre cercava di soccorrere gli altri e di contenere l'assalto della tifoseria inglese.  Sono partiti ieri i lavori in via Matteotti: l'area davanti ai cippi è stata recintata e sono stati appesi i cartelli con le indicazioni di avvio del cantiere. A vegliare sul ricordo delle vittime saranno due porte da calcio, che sosterranno una tettoia in un materiale simile al plexiglass: in questo modo il monumento, in cemento con tubi di ferro, sarà protetto dalle intemperie. Il progetto, firmato dall'architetto Nadia Guidetti, costerà circa quindicimila euro: per raccoglierli il comitato Heysel di Reggio ha avviato una raccolta fondi (aprendo un conto Poste pay intestato a Iuliana Bodnari, numero ... (Omissis Dati Carta Postepay) , causale copertura monumento Heysel). L'opera venne ristrutturata sette anni fa con un contributo del Comune di cinquemila euro. Il monumento è opera dello scultore belga Gido Vanlessen e venne esposto per la prima volta alla festa dell'Unità di Reggio. Piacque molto, e così nacque l'idea di far rimanere in città l'opera, che venne poi acquistata da un team di cooperative su proposta della Reggiana calcio, allora guidata dal presidente Ermes Fiaccadori. La richiesta del permesso per il cantiere porta la data del marzo 2012, mentre il via libera è arrivato in luglio. Il comitato Heysel di Reggio ha anche attivato un gruppo Facebook sul quale pubblicherà foto e informazioni sullo stato di avanzamento dei lavori.

19 ottobre 2013

Fonte: Il Resto del Carlino (Reggio)

© Video: Comitato Heysel

Contributo volontario per la realizzazione della copertura

al monumento "Per Non Dimenticare Heysel" di Reggio Emilia

di Alessandro Magno

Non è nostro solito chiedere soldi agli amici tifosi e lettori, non lo abbiamo mai fatto. Tuttavia c’è sempre una prima volta specie quanto la causa è così nobile. A Reggio Emilia forse non tutti lo sanno, si trova il monumento dedicato alle vittime della tragedia Heysel. E’ lunga tutta la storia da raccontare ma qualcosa vi posso accennare. Questo monumento una volta inaugurato nel 1991 è stato letteralmente abbandonato nella più totale incuria. Col tempo si è rovinato, sgretolato. Le piante intorno al monumento non sono mai state potate, sono cresciute a dismisura diventando un groviglio di erbacce, una giungla. E’ così che due normalissimi tifosi juventini Rossano e Giulia per puro spirito di compassione per quegli angeli abbandonati e dimenticati hanno deciso di prendersene cura. Mai come in questo caso si può usare il termine "prendersene cura" perché questi due miei carissimi amici, e sottolineo normalissime persone in quanto non ultras né tanto meno vicino alla società, né tanto meno rappresentanti di chissà quali istituzioni, insomma due persone come sono io e tanti altri, hanno proprio "curato" questo monumento fino ad averlo "guarito". E’ qui a Reggio Emilia dinanzi a questo monumento che si sono tenute le cerimonie annuali in ricordo di quegli angeli innocenti. Veniamo al punto perché voglio essere sobrio e non voglio strappare lacrime facili ad alcuno. Dopo averlo riportato alla luce, risistemato e aggiustato laddove necessario, Rossano e Giulia si sono lanciati nell’ambizioso progetto di dargli una copertura per proteggerlo dalle intemperie. Ora capirete che per intenderci bisogna realizzare una copertura con travi, traverse, piloni, probabilmente scavare delle fosse dove mettere del calcestruzzo (non sono ingegnere né muratore ma vado a intuito), insomma c’è da comprare del materiale, c’è da pagare chi ha realizzato il progetto e i muratori che lo realizzeranno. Non è gratis… E non è una spesa da poco. Praticamente bisogna costruire una casetta sopra questo monumento ma senza le pareti. Io conosco le cifre perché sono amico di Rossano e Giulia e vi dico che la cifra è importante. Sono 14mila euro e fino ad oggi ne sono stati raccolti circa 850. Ora quello che vi chiedo è di versare un aiuto a queste persone che stanno facendo tutto questo perché ne hanno bisogno, vi chiedo questo perché conosco personalmente loro e mi fido ciecamente di loro. Sono persone a cui potreste affidare il vostro portafoglio che ve lo renderebbero intatto. Garantisco io per loro. Io ho già mandato la mia quota. Se riuscirò, manderò ancora qualcosa. Potete mandare tanto o poco quello che riuscite a fare fate, tutto è utile, ogni piccola goccia è importante. Da parte mia vi garantisco che metterò su questo blog ogni avanzamento dei lavori e ogni totale della cifra raccolta. Qualsiasi notizia nella massima trasparenza. Quando avremo raccolto i soldi necessari ci fermeremo ed io ve lo comunicherò. Vi prego per quanto vi è possibile di dare una mano. Non lasciate che questo messaggio finisca nel dimenticatoio. Le persone che ci hanno lasciato rivivono nel ricordo di chi non le dimentica. Fatelo per quei 39 Angeli. Grazie.

4 ottobre 2013

Fonte: Ilblogdialessandromagno.it

© Fotografia: Comitato Heysel

Noi non dimentichiamo

A Reggio Emilia, in via Matteotti, nei giardini accanto allo stadio Mirabello, è posizionato un monumento che ricorda le vittime di una serata di follia di 28 anni fa. Una tragedia bianconera ? No, una tragedia di tutti, anche se in tanti fanno finta di non capirlo. Poi, ci sono gli stupidi che intonano cori, indossano magliette e fanno striscioni più stupidi di loro... Ma questa è un'altra storia. Fortunatamente, ci sono anche persone come gli amici del Comitato "Per non dimenticare Heysel" di Reggio Emilia. Persone che hanno fortemente voluto quel monumento alla memoria. E accudiscono quel monumento in nome del rispetto per 39 amici che fisicamente non ci sono più, ma sono ancora vivi nei nostri cuori. Persone che, come noi, non vogliono dimenticare, perché quanto accaduto in quella serata di odio e di follia non debba accadere mai più. Quel monumento, esposto alle intemperie, necessita di una copertura che lo preservi nel tempo. I lavori per realizzarla iniziano mercoledì 18 settembre. Coloro che, come noi e come gli amici del Comitato, non dimenticano, possono (se vogliono) contribuire a mantenere in vita il ricordo di quei 39 amici. Questo il comunicato che annuncia l'inizio dei lavori: "Cari Amici, finalmente, dopo un lungo cammino, il monumento "Per Non Dimenticare Heysel" di Reggio Emilia, luogo della memoria dei 39 Angeli, avrà la sua copertura, essendo molto fragile ed esposto alle intemperie. I lavori inizieranno il 18 settembre 2013. Il Vostro sostegno a questo progetto è molto importante. Siamo in un periodo difficile ma, in tanti, anche con poco si può fare molto. Al riguardo, è stata aperta una Postepay per tutte le offerte. Provvederò a informarvi dei lavori in corso, pubblicando foto e tenendovi aggiornati. Un sentito grazie per il Vostro sostegno. Iuliana Giulia Bodnari, segretaria Comitato "Per Non Dimenticare Heysel" Reggio Emilia. (Omissis Dati Carta Postepay)

18 Settembre 2013

Fonte: Juventinovero.com

 

NOVITA' Via ai lavori entro il 15 agosto. Due porte da calcio sosterranno la tettoia

E quello di via Matteotti avrà la copertura

Due porte da calcio sosterranno la copertura (in materiale simile al plexiglass) che finalmente preserverà dalle intemperie il monumento dedicato alle vittime dell'Heysel e situato in via Matteotti davanti allo stadio Mirabello. Rossano Garlassi, operaio di 53 anni, anima del comitato "Per non dimenticare Heysel" è soddisfattissimo. "Avevamo chiesto il permesso nel marzo 2012 e finalmente il 1 luglio è arrivato l'ok racconta. Prima di Ferragosto dovrebbero iniziare i lavori". Ci vorranno diverse migliaia di euro (ancora da quantificare, ma pare una quindicina) per costruire la copertura. Per questo è già partita una raccolta fondi che presto avrà un'accelerazione con conto corrente e numero di Poste pay. "E' necessario dargli una copertura spiega Garlassi perché gli agenti atmosferici lo rovinano. Del resto è in cemento con tubi di ferro, è normale che subisca deterioramenti. Già sette anni fa venne ristrutturato grazie a un contributo del Comune di 5mila curo. Ora c'è questo progetto dell'architetto Nadia Guidetti che a me pare bellissimo". Il monumento di via Matteotti è opera dello scultore belga Gido Vanlessen e venne esposta per la prima volta alla festa dell’Unità di Reggio. La commozione fu grande fra i visitatori. Così scattò il desiderio di far rimanere a Reggio l'opera, che venne acquistata da un team di cooperative su interessamento della Reggiana calcio dell'allora presidente Ermete Fiaccadori. 

9 luglio 2013

Fonte: Il Resto del Carlino

Tema di Progetto: Copertura del Monumento Heysel

Architetto Nadia Guidetti

 

LO STATO DEI LUOGHI - Il monumento alle vittime, "Heysel, per non dimenticare", opera d'arte dello scultore fiammingo Gido Vanlessen, è sottoposto all'aggressione degli agenti atmosferici, in particolar modo dall'inquinamento aiutato e reso tanto prepotente dal nostro clima umido. Proprio quegli elementi, già recuperati dallo stadio demolito, raggruppati in forma di steli inclinate, la cui posa ci chiama in appello e ci interroga quale monito ed esortazione a non ripetere (...) oggi rischiano di deteriorarsi e dissipare il loro significato.

GENESI DI PROGETTO - Oltre al naturale intento funzionale, di proteggere l'opera d'arte, la copertura in progetto si pone l'obiettivo di porre l'accento su di alcuni temi sostanziali: il significato, la struttura, la porta, il frammento dinamico ed i velari. Alcuni di questi sono strettamente connessi all'opera stessa ed altri, invece, sono la testimonianza della società e dell'arte a noi contemporanee.

IL SIGNIFICATO - La copertura, denuncia, per dimensione ed articolazione, la presenza di un elemento di particolare importanza all'interno del parco, che forse, per le sue ridotte dimensioni in altezza, oggi un po' si perde all'interno di uno spazio ampio e non propriamente circoscritto. Questo nuovo elemento, può richiamare lo sguardo del passante, anche a distanza pertanto deve e rilanciare e diffondere il messaggio del monumento divulgandone il significato.

LA STRUTTURA - La struttura è pensata leggera ed articolata, al fine di non sovrastare per importanza l'opera sottostante. Dovrà rievocare una costruzione labile e decadente, ecco perché sono stati scelti degli elementi trasparenti in lexan ed una intelaiatura in metallo arrugginito, il corten.

LA PORTA COME OBIETTIVO - La testimonianza della porta di un campo da calcio, quale obiettivo, che sottende le aspettative dei tifosi durante le partite, diventa nel progetto l'elemento portante. I due telai anteposti uno all'altro, ruotano però in senso contrapposto, generando una sorta di disordine, perdita di equilibrio e stabilità, al fine di rievocare il tragico evento.

IL FRAMMENTO DINAMICO - L'idea della precarietà, deve obbligatoriamente esser manifesta, in questa opera, sia per il tema nella + semplice interpretazione del tragico evento, sia in una accezione + allargata, volta a denunciare un attuale senso del vivere e del trovarsi particolarmente disarticolato.

PROTEZIONE ED I VELARI - II binomio "protezione e stadio", riconduce al tema antico del velario. I teatri e gli anfiteatri, erano coperti da un complicato sistema mobile di vele, per proteggere gli spettatori. Qui le funi agganciavano grandi spicchi di tela, come fossero delle grandi vele. I frammenti in lexan, fanno riferimento proprio a quel leggero sistema di copertura appeso.

ARTE CONTEMPORANEA - ARTE RELAZIONALE - Il monumento Heysel e la sua copertura, nel connubio di significati comuni all'interno di un parco pubblico, promuovono una sorta di "arte relazionale", quale forma d'arte contemporanea che prevede la partecipazione del pubblico fruitore. In questa forma d'arte, dalle spiccate caratteristiche sociali, al cui centro gravita la visione dell'uomo e la sua creatività, si trascurano gli elementi meramente estetici, per avvicinarsi ad un oggetto d'arte in completo dialogo e confronto col fruitore, in cui perde importanza l'opera finale, e assume centralità il messaggio divulgato, il processo di scoperta dell'altro, l'incontro.

Anno 2013

Fonte: Comitato Heysel (Testo © Fotografie)

Il Comitato Heysel

 

COMITATO

"Per non dimenticare Heysel"

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