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29/05/1985 LA STRAGE DELL'HEYSEL
29.05.2025
Francesco
Bozzi
Ettore
Mengozzi
Podcast sulla strage
dell'Heysel: racconto di Pietro Sermonti,
autori gli aretini
Mengozzi e Bozzi. Parla anche un ex hooligan
di Luca Serafini
Voci dall'apocalisse dell'Heysel. Brividi e
riflessioni, nel podcast realizzato dagli aretini Ettore
Mengozzi e Francesco Bozzi, affidato alla lettura
dell'attore Pietro Sermonti.
È
strutturato in 6 puntate (oggi viene pubblicata la
quarta) ed esce alla vigilia del 40° anniversario della
strage nello stadio di Bruxelles prima della finale di
Coppa dei Campioni Juventus - Liverpool (29 maggio 1985)
che fece 39 vittime. Tra loro il dottor Roberto
Lorentini, giovane medico di Arezzo, e Giuseppina Conti,
studentessa di Rigutino. Spettatori schiacciati,
soffocati, calpestati nella sera peggiore del calcio,
che doveva essere di festa e diventò un massacro per la
follia di tifosi ubriachi e violenti, e per la
disorganizzazione dell'Uefa: stadio inadeguato, livelli
di sicurezza scadenti. Ettore Mengozzi, regista,
film-maker, autore (fratello di Paco, patron del Men/Go
Music Fest) risponde alle nostre domande.
Cosa caratterizza il
podcast La strage dell'Heysel ?
Racconta la vicenda attraverso
voci nuove raccolte tra sopravvissuti, familiari delle
vittime, giornalisti, testimoni. Abbiamo raccolto un
racconto molto particolare di un inglese che era tra gli
hooligans.
Chi ?
Siamo riusciti a intervistare
Tony Evans, di Liverpool, oggi giornalista del Times,
che ci ha raccontato la sua storia. Non era tra i tifosi
che attaccarono il settore Z causando la strage, ma vide
tutto e si batte ancora oggi per raccontare la verità.
Perché questa
iniziativa ?
Come aretini conoscevamo la
tragedia dell'Heysel per le nostre vittime, Lorentini e
Conti. Ci piaceva approfondire il tema e farne un
podcast. L'idea iniziale era farlo uscire lo scorso anno
- 39° anniversario, 39 vittime - poi con la produzione
di One Podcast è stato deciso per il 40°. Con Francesco
Bozzi abbiamo lavorato anche in passato insieme su
Unabomber e ci siamo gettati su questa impresa. Un anno
di lavoro. Abbiamo evitato di sentire autorità e addetti
ai lavori. Un solo giocatore, Vignola. Venticinque
interviste, raccolte anche spostandoci a incontrare
direttamente gli interlocutori.
E un narratore
celebre.
Pensavamo di affidare il
podcast ad una persona conosciuta, di livello, una voce
autorevole che desse enfasi al racconto e in Sermonti
abbiamo trovato quella ideale. Sensibile al tema. Tra
l'altro il suo fratello acquisito era allo stadio di
Bruxelles. Il risultato finale ci soddisfa, crediamo sia
un buon lavoro per comprendere ancora di più cosa
accadde e per riflettere. Ringraziamo Andrea Lorentini
presidente dell'Associazione tra i familiari delle
vittime dell'Heysel e Francesco Caremani.